Traffico di marijuana, maxi sequestro e 6 arresti

Auto della Guardia di finanza parcheggiata in città, con striscia gialla laterale e lampeggianti blu sul tetto
Autovettura della Guardia di finanza in servizio con livrea grigio scuro e banda gialla

BERGAMO - Un'azienda insospettabile, un traffico internazionale di droga e un sistema studiato per aggirare ogni controllo: è questo lo scenario emerso da una complessa indagine della Guardia di finanza. Dietro la facciata del commercio di cosmetici si nascondeva un vero e proprio laboratorio clandestino di marijuana. Tra spedizioni camuffate e tecniche sofisticate per eludere i controlli, il caso svela un'organizzazione ben strutturata. Il blitz ha portato a sequestri ingenti e a diversi arresti, aprendo uno squarcio su un traffico tutt'altro che improvvisato.

Una società attiva nella coltivazione e nella commercializzazione di marijuana


La Guardia di finanza di Bergamo ha scoperto in provincia di Varese una società attiva nella produzione e nel confezionamento di marijuana; i finanzieri hanno arrestato 6 responsabili e sequestrati oltre 218 kg di stupefacente. Nell'ambito di un'attività investigativa sviluppata a contrasto del traffico internazionale di stupefacenti, le Fiamme gialle del comando provinciale di Bergamo hanno individuato una società attiva nella coltivazione e nella commercializzazione di marijuana. L’indagine ha tratto origine dai quotidiani controlli doganali svolti dai finanzieri della compagnia della Guardia di finanza di Orio al Serio in sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle dogane e monopoli. Partendo da un approfondimento sulle attività di import export di una società di spedizione attiva nello scalo aeroportuale bergamasco, i militari hanno scoperto come un’azienda del varesotto, apparentemente attiva nel settore del commercio all’ingrosso di cosmetici, fosse in realtà dedita all’esportazione di ingenti quantità di stupefacenti.

Perquisizione locale presso i locali della società investigata ubicati nel comune di Gavirate


L’illecito commercio era basato sull’ingegnosa etichettatura delle singole spedizioni, bollate come contenenti prodotti di cosmesi e quindi potenzialmente in grado di passare indenni eventuali controlli.
Con l’intento di eludere il fiuto dei cani antidroga, lo stupefacente veniva inoltre confezionato sottovuoto e sigillato ermeticamente. A seguito della preliminare attività investigativa, i finanzieri della compagnia di Orio al Serio, coordinati dalla procura della Repubblica di Varese, operavano una perquisizione locale presso i locali della società investigata, ubicati nel comune di Gavirate. Nonostante già dal 2025 in Italia il Decreto sicurezza entrato in vigore ad aprile 2025 abbia equiparato la canapa industriale alle altre droghe inserite nel Dpr 309/90, prevedendone come reato il possesso, la lavorazione e la commercializzazione, l’azienda indagata aveva allestito un vero e proprio laboratorio di produzione di marijuana - riporta il comunicato stampa della Gdf -.

Le Fiamme gialle hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro oltre 216 kg di cannabis


Nel corso della perquisizione venivano rinvenute serre complete di tutti gli accessori necessari alla coltivazione della marijuana, come lampade a led, kit per l’irrigazione, fertilizzanti ed impianti di areazione per l’irrigazione, bilance per la pesa, macchine per il successivo confezionamento sottovuoto e materiale da imballaggio per la spedizione. Nel complesso, le Fiamme gialle hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro, oltre 216 kg di cannabis, stoccati in contenitori in plastica e cartoni pronti per essere spediti all’estero. Nel corso delle attività, i cani antidroga della compagnia della Guardia di finanza di Orio al Serio individuavano ulteriori 2,5 kg di hashish confezionati sotto forma di panetti. L’operazione si è conclusa con l’arresto del rappresentante legale della società e di altri cinque responsabili, sorpresi nel laboratorio in attività di stoccaggio e confezionamento della marijuana. Gli indagati sono stati condotti presso le case circondariali di Varese e di Como. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagini sarà definitivamente accertata solo al momento di un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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