MACCHIAGODENA - Un viaggio lungo 1.200 chilometri, due biciclette e un legame che si è rafforzato tappa dopo tappa. Dalla Baviera a Macchiagodena, Giulio e Giuliano Gianfrancesco hanno trasformato un sogno coltivato per anni in un'esperienza fatta di fatica, incontri ed emozioni. Il racconto di padre e figlio va oltre l'impresa sportiva: è una storia di famiglia, condivisione e amore per le proprie radici.
I macchiagodenesi Giulio e Giuliano Gianfrancesco
Padre e figlio in bici dalla Baviera a Macchiagodena: 1.200 chilometri tra emozioni e libertà. Quando si pensa a una bicicletta e a un uomo, viene spontaneo immaginare Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Per molti di noi, la sua figura supera persino quella dei grandi campioni del ciclismo, tra velocisti e scalatori. In sella alla sua due ruote ci ha portati idealmente in ogni angolo del pianeta. Da una bicicletta a due il passo è breve: quelle dei macchiagodenesi Giulio e Giuliano Gianfrancesco, che li hanno accompagnati dalla Germania fino all'Italia, con ultima e attesissima tappa proprio Macchiagodena. Nel bar di Fabio Paoliello, a Macchiagodena, insieme con Costantino Gianfrancesco, abbiamo incontrato i protagonisti di questa straordinaria avventura. Ancora emozionati e arricchiti dall'esperienza vissuta, Giulio Gianfrancesco, 72 anni, e il figlio Giuliano, 43 anni, hanno raccontato il viaggio che li ha uniti ancora di più.
«Papà, vengo con te!»
Un percorso iniziato il 13 giugno e concluso il 26 giugno 2026. Partiti da Straubing, in Baviera, con un unico trasferimento in treno tra Mühldorf am Inn e Bressanone, hanno pedalato per circa 1.200 chilometri prima di raggiungere il loro luogo del cuore. Giulio conosce perfettamente Macchiagodena, pur vivendo da sempre in Germania, mentre Giuliano frequenta di tanto in tanto il paese, apprezzandone il paesaggio e le eccellenze gastronomiche della Terrazza sul Matese. L'idea del viaggio era nata nella mente di Giulio, ma ben presto il figlio ha deciso di condividere il progetto con entusiasmo: «Papà, vengo con te!». I due hanno percorso in media circa 80 chilometri al giorno. La partenza era fissata ogni mattina alle 9, mentre le giornate terminavano intorno alle 23, tra pedalate, soste e preparazione della tappa successiva. In sella alle loro biciclette a pedalata assistita, senza alcun inconveniente tecnico, hanno attraversato prima le strade della Germania e poi quelle italiane, seguendo la costa adriatica fino a Vasto e, infine, dirigendosi verso Macchiagodena.
Giulio: un ragazzo ha pedalato accanto a noi per circa 40 chilometri
«Questo viaggio avrei voluto farlo da solo – racconta con il sorriso Giulio –, ma mio figlio Giuliano ha espresso il desiderio di accompagnarmi. È stato lui a organizzare tutto: il percorso, i pernottamenti e le mappe. Lo devo ringraziare davvero tanto. Già prima del 2019 coltivavo il sogno di raggiungere Macchiagodena in bicicletta. Finalmente ci sono riuscito. Abbiamo scelto il treno solo per una tratta perché le previsioni meteo non erano favorevoli. Indimenticabili sono stati anche gli incontri lungo il cammino, sia in Germania sia in Italia. Un ragazzo ha perfino pedalato accanto a noi per circa 40 chilometri, facendoci mille domande. È stata un'esperienza bellissima. Ma il ricordo più prezioso resterà il tempo trascorso con mio figlio. Nella vita quotidiana ognuno è preso dai propri impegni e le occasioni per stare insieme sono poche. Durante questo viaggio abbiamo parlato tantissimo. È un'esperienza che nessuno potrà mai portarci via.»
La parte di giro italiana è stata la più bella sotto ogni aspetto
Giuliano aggiunge: «Non avevo preparato nulla in anticipo. Mi sono unito a mio padre a Leiblfing, la città in cui vivo. Durante le soste programmavo il percorso della giornata successiva, cercando soprattutto piccole strutture ricettive private per il pernottamento. Le biciclette non ci hanno mai dato problemi. Siamo partiti di sabato dalla Germania e siamo arrivati a Macchiagodena di venerdì. Papà è sempre stato un appassionato di bicicletta. Io, invece, ho acquistato la mia proprio per affrontare questo viaggio. L'unico piccolo fastidio è stato il sellino... Devo ammettere che mio padre era decisamente più allenato di me. La parte di giro italiana è stata la più bella sotto ogni aspetto: panorami splendidi, clima piacevole e un ritmo decisamente più rilassante. In Baviera, invece, siamo partiti con condizioni meteorologiche poco favorevoli.»
Buon rientro in Germania dalla Comunità macchiagodenese
E, con una battuta finale, padre e figlio concludono sorridendo: «Adesso, però, il ritorno lo faremo in aereo. Questo è poco ma sicuro». Così Giulio e Giuliano hanno salutato Fabio, Costantino e chi scrive, portando con sé il ricordo di un viaggio fatto di fatica, condivisione e libertà. Buon rientro in Germania da parte di tutta la Comunità macchiagodenese.
di Giuseppe Rapuano
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