Benidorm, giovane torinese aggredito e rapinato dal branco: corsa per rientrare in Italia


Michela Farabella, cronaca da Benidorm
Michela Farabella

BENIDORM - Benidorm, giovane torinese aggredito dal branco: preso a calci e rapinato mentre rientra in hotel. La vittima era in vacanza con tre amici. L'assalto nella notte di due giorni fa, intorno alle ore 2: rubati cellulare, denaro e documenti. Poi la corsa contro il tempo per riuscire a rientrare in Italia. Una vacanza tra amici che, nell'ultima notte, si trasforma in un incubo. È quanto accaduto a Benidorm, nella provincia di Alicante, in Spagna, a un giovane torinese in viaggio con tre amici, uno dei quali mio figlio.

Un'aggressione violenta che ha lasciato il ragazzo sotto choc

I quattro avevano trascorso l'ultima serata insieme in un locale della città quando, intorno alle due di notte, uno di loro ha deciso di rientrare prima in hotel. Durante il tragitto, secondo quanto riferito dalla vittima e denunciato alle autorità, il ragazzo si sarebbe imbattuto in una baby gang marocchina. In pochi istanti sarebbe scattata l'aggressione. Il giovane sarebbe stato circondato dal gruppo, scaraventato a terra, colpito e preso ripetutamente a calci da più persone, mentre gli venivano sottratti il telefono cellulare, il denaro e tutti i documenti personali. Un'aggressione violenta che, oltre allo choc, ha lasciato il ragazzo in una situazione estremamente complicata: proprio oggi avrebbe dovuto prendere il volo Wizz Air per rientrare in Italia. Senza carta d'identità né passaporto, però, il rientro è diventato una vera corsa contro il tempo. Accanto a lui è rimasto mio figlio Andrea, uno degli amici del gruppo, che lo ha aiutato nella denuncia e nei rapporti con le autorità locali  cercando di spiegare nel dettaglio la dinamica dell'aggressione.

Questi ragazzi erano partiti per trascorrere qualche giorno di vacanza insieme

Per tutta la mattinata noi come famiglia abbiamo cercato una soluzione attraverso continui contatti con la Farnesina che ovviamente ci ha bellamente scaricati al Consolato. Altro che Sos Farnesina . La pratica è stata quindi indirizzata al Consolato italiano competente in Spagna, mentre cresceva la preoccupazione per la possibilità che il giovane non riuscisse a imbarcarsi. Come madre sono furiosa. Questi ragazzi erano partiti per trascorrere qualche giorno di vacanza insieme e uno di loro si è ritrovato a terra, preso a calci da un gruppo, derubato e senza documenti in un Paese come la Spagna. Per ore abbiamo cercato di capire come farlo rientrare in Italia. Quando tuo figlio è lontano e ti racconta una cosa simile, l'impotenza e la rabbia sono enormi. Non si tratta di criminalizzare un Paese o un'intera comunità per quello che hanno fatto alcune persone. Può accadere anche in Italia Ma non possiamo neppure far finta che episodi del genere non accadano.

La gestione dei flussi migratori e della sicurezza

Ai ragazzi dico: non girate da soli di notte. Non pensate che, siccome siete in vacanza, non possa succedere nulla. L'episodio si inserisce inoltre in una fase particolarmente delicata del dibattito tra Italia e Spagna sui temi dell'immigrazione, della gestione dei flussi migratori e della sicurezza. Proprio per questo ritengo ancora più importante evitare strumentalizzazioni, ma allo stesso tempo pretendere che ogni episodio di violenza venga affrontato con fermezza, indipendentemente dalla nazionalità o dall'origine di chi lo commette, garantendo ai cittadini italiani all'estero assistenza e tutela tempestive. La mia critica va anche alle Istituzioni.

Al di là dei colori politici, la tutela dei cittadini dovrebbe venire prima di tutto

La sicurezza dei nostri giovani dovrebbe essere una priorità, nelle città italiane come all'estero. Quando un cittadino viene aggredito, rapinato e privato persino dei documenti necessari per rientrare a casa, servono risposte immediate e procedure più semplici. Al di là dei colori politici, la tutela dei cittadini dovrebbe venire prima di tutto. Una serata iniziata come tante altre si è così conclusa con un'aggressione di gruppo, una denuncia e ore di angoscia. La vacanza è finita. Ma per questi quattro ragazzi il ricordo di Benidorm sarà molto diverso da quello che avevano immaginato.

di Michela Farabella

Questo giornale pubblica anche grazie ai lettori.
Se gli articoli sono stati utili, per sostenere CinqueW News contribuire qui:
Supporto al progetto
  • Cronaca
  • Firmati
  • Michela Farabella
  • Sicurezza