La libera informazione di Sonia Sodano: Assange, libertà di pensiero e pop in un libro per tornare a pensare



Tra le mani di Sonia Sodano il suo libro La libera informazione
Tra le mani di Sonia Sodano il suo libro La libera informazione

NAPOLI - La libera informazione di Sonia Sodano: un libro per tornare a pensare. La libera informazione. Le origini la cultura pop e la storia di Assange, edito da La Valle del tempo. Mai casa editrice fu più adatta, perché quello proposto dalla scrittrice, giornalista e book influencer Sonia Sodano è un viaggio attraverso il tempo che parte dalle radici, dai presupposti più importanti della libertà di pensiero, d'opinione ed azione. Perché, come evidenzia l'autrice, la libertà di pensiero è il presupposto, mentre la disobbedienza e la sua ricaduta fattuale. Chi voglia incontrare l'autrice potrà farlo al Campania Libri Festival: sabato 3 ottobre 2026, alle ore 11 allo Stand 7 con La libera informazione. E domenica 4 ottobre, alle ore 18, allo stand 93, con con la sua Guida per piccoli giornalisti, fresco di stampa e pubblicato dalle edizioni Il papavero. La libera informazione è un pamphlet, un piccolo saggio satirico, che ci aiuta a riflettere, ponendo interrogativi talvolta scomodi, ma necessari. Che torna a farci pensare, digerendo le sollecitazioni e attivando il senso critico. Che risveglia le nostre coscienze, spesso addormentate da operazioni di "distrazione" di massa. Se cerco un'immagine da associare a questo libro, tratta dal mondo dell'arte, mi viene in mente la statua del Disinganno, dello scultore Francesco Queirolo, che è possibile ammirare nella magnificente Cappella Sansevero di Napoli. Rappresenta un uomo che si libera da una rete di false convinzioni e credenze. Sodano ci conduce in questo viaggio diacronico, utilizzando uno stile di scrittura tipico di quella leggerezza calviniana di cui il noto scrittore parlava nelle sue Lezioni Americane. Un modo per planare sulle cose dall'alto, scendendo piano in profondità. Il suo è uno stile che coniuga rigore, asciuttezza giornalistica e capacità narrativa, regalando l'impressione di un ambiente comunicativo che accoglie il lettore.

La chiave di volta è l'accessibilità trasversale dei contenuti

«Ho voluto scrivere un libro non solo per gli addetti ai lavori - spiega l'autrice - ma che potesse arrivare davvero a tutti come stile adottato e livello di fruibilità. La chiave di volta è l'accessibilità trasversale dei contenuti, che avvicina le persone, fugando il tanto temuto effetto respingente. Proprio per questo ho scelto di utilizzare differenti linguaggi espressivi per dare forza a questo excursus storico. Teatro, cinema, serie televisive, cartoni animati, canzoni. Ho voluto utilizzare come ponti di senso e significato esempi legati alla cultura pop, mescolando argomenti più specifici ad altri di 'uso' comune».

Assange come Platone, che spinge a cercare la verità delle idee

Nel libro l'esperienza e la storia di Julian Assange: un ragazzino che dal chiuso della sua stanzetta ha voluto mettere alla prova, con le migliori intenzioni, la robustezza della password della Nasa e ha scoperto che non era poi così solida,  dialoga, attraverso lo spazio e il tempo, con quella di altre personalità geniali, diventate prima eroi, poi vendicatori e, infine, martiri, lasciati giacere nella polvere dai loro stessi sostenitori. Assange come Masaniello, un pescivendolo analfabeta, che seppe guidare una rivolta per il pane, perché non poteva restare inerte a guardare la moglie piangere di fame. Assage come Ipazia, di cui si cercò di cancellare anche la memoria. Lei, denudata da un gruppo di fanatici cristiani e scorticata viva con cocci di tegole e conchiglie acuminate, perché non le si perdonava di essere una donna libera, indipendente, capace di predicare... di più, di incarnare un pluralismo possibile di idee. In grado di insegnare alle persone a pensare. Assange come Platone, che spinge a cercare la verità delle idee e a non farsi ingannare dall'ombra di opinioni poco verificate. Assange come Leonardo da Vinci, costretto ad abiurare per poter tornare libero e, paradossalmente, per riuscire a continuare a fare scienza. Nel libro di Sodano trova spazio anche la questione di genere: il suo excursus prende in considerazione il  fondamentale ruolo muliebre nel creare i fondamenti della Repubblica, all'insegna della libertà e del pluralismo di orientamenti e ci fa intravedere, in controluce, anche la fatica di essere donne in una società che ancora sconta il fio di un'intrinseca disparità di genere.

Ho scritto questo libro per i miei figli e per tutte le giovani generazioni

«Essere donna, nel giornalismo e non solo - ribadisce la scrittrice - non è mai semplice. Parole come gender gap, gender pay gap e doppio lavoro sovrapposto entrano con forza, ma silentemente, nella vita delle persone. Per me l'insieme di questi fenomeni preme sul mio impegno quotidiano per  essere una giornalista e una scrittrice, ma anche una mamma. La fatica e i sacrifici quotidiani sono ingenti, ma credo indispensabili, per com'è strutturata la società oggi. Pur sapendo che non è giusto e che non dovrebbe essere ed andare così, pur di andare avanti mi adatto giocoforza, rivendicando, però, un modo di vivere migliore. O fai così o assisti, inerme, alla morte lenta e inesorabile della tua stessa personalità e della tua capacità espressiva. Io dico spesso che ho la sindrome dell'impostore. Mi sento sovente inadeguata e mi sorprendo dei risultati raggiunti e degli elogi ricevuti. Questo atteggiamento, forse,  si palesa per quello che mi è stato inculcato sin da piccolissima, proprio perché sono donna. La trasformazione dell'orizzonte culturale può avvenire solo attraverso la condivisione. Molti oggi, per esempio, parlano di patriarcato, ma sanno davvero cos'è? Il patriarcato è l'altra faccia dell'ignoranza, nel senso di chi ignora la reale genesi ed evoluzione dei fenomeni. Si trasmette attraverso il processo educativo che socializza ad alcune idee, stereotipate e pregiudizievoli. E si insinua tanto nella testa degli uomini quanto delle donne. Ho scritto questo libro per i miei figli e per tutte le giovani generazioni, affinché in loro possa germogliare il seme della libertà di pensiero. A loro vorrei tramettere la profonda consapevolezza che nelle loro mani risiede una reale possibilità di cambiamento. Siamo alla mercè di tanti legacci e imposizioni, ma l'impossibilità di fare è qualcosa cui ci si può appellare fino a un certo punto. Spesso è possibile trovare la forza dentro di noi, ma sempre relazionandoci agli altri. Credo molto nel supporto della collettività e nel valore di fare rete, creando spazi condivisi di bellezza e di cultura».

di Tania Sabatino

Questo giornale pubblica anche grazie ai lettori.
Se gli articoli sono stati utili, per sostenere CinqueW News contribuire qui:
Supporto al progetto
  • Cultura
  • Firmati
  • Libri
  • Media e Comunicazione
  • Tania Sabatino