Cassa Forense, Corte dei conti promuove il bilancio 2024: utile a 864 milioni ma cala il numero degli avvocati iscritti
ROMA - La Corte dei conti ha approvato la relazione sulla gestione di Cassa Forense relativa all'esercizio 2024, evidenziando un quadro economico e patrimoniale solido. Crescono l'utile, il patrimonio e le entrate contributive, sostenuti anche dall'ottima performance della gestione finanziaria. Restano però alcune criticità legate al progressivo calo degli iscritti e all'aumento dei pensionati, elementi che richiedono un costante monitoraggio della sostenibilità del sistema previdenziale. La magistratura contabile invita inoltre a rafforzare governance, controlli e disciplina degli investimenti.
Le entrate contributive crescono del 2,7%, nonostante il calo degli iscritti
La Sezione controllo enti della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 133/ 2026, la relazione sulla gestione di Cassa Forense per l'esercizio 2024, dalla quale emerge un quadro economico-patrimoniale solido, sostenuto dalla crescita delle entrate contributive e dal significativo recupero sul fronte finanziario. L'esercizio si chiude con un avanzo di amministrazione di 1.858,9 milioni di euro (+32,1%), un utile di 864,2 milioni e un patrimonio netto pari a 19,49 miliardi di euro; il patrimonio complessivo raggiunge, invece, i 16,68 miliardi di euro (+11%). Le entrate contributive crescono del 2,7%, nonostante il calo degli iscritti, e la gestione finanziaria più che raddoppia, passando da 544,6 a 972,3 milioni di euro (+78,5%). Nello stesso periodo, la spesa per le prestazioni pensionistiche registra un incremento fino a 1.119,8 milioni di euro (+8,6%). A fine 2024 gli iscritti alla Cassa sono complessivamente 233.260, in diminuzione dell’1,6%, di cui 216.839 iscritti attivi (-2,1%) e 16.421 pensionati attivi (+6%), confermando l’inversione di tendenza iniziata nel 2021, dovuta sia alla riduzione delle nuove iscrizioni che all’aumento delle cancellazioni e delle sospensioni dagli albi forensi.
Il periodo post Covid-19 vede il consolidamento della ripresa dei redditi della categoria
Il tasso medio annuo di crescita del numero degli avvocati, che nel quinquennio precedente al 2021 era rimasto positivo, pur inferiore al 2%, mostra una contrazione media dell'1,2% nel periodo successivo, collegabile anche al rallentamento della crescita della popolazione residente. Allo stato non si intravedono segnali di una possibile nuova crescita come quella degli anni Novanta, quando gli incrementi erano dell'8-10%. Da un decennio - si legge nel documento - la professione forense conta circa 4 avvocati ogni mille abitanti, un dato superiore alla media degli altri Paesi europei, con forti disparità territoriali, che vanno dal 6,4 e 5,9 per mille, rispettivamente in Calabria e Campania, all'1,4 per mille in Valle d'Aosta. Il periodo post Covid-19 vede, inoltre, il consolidamento della ripresa dei redditi della categoria, a causa del recupero delle perdite pandemiche e dell'incremento del reddito medio per professionista.
Regolamento unico della previdenza forense
L’ultimo dato disponibile del 2023, ai fini della gestione 2024, è 47.658 euro, in aumento del 6,8% rispetto all'anno precedente, superando gli 81mila euro in Lombardia e scendendo sotto i 25mila in Calabria. Il reddito medio delle avvocate è pari a circa la metà di quello degli uomini, con una crescita reddituale (+8,8%) superiore a quella di questi ultimi (+5,5%). Sul piano normativo, il 2024 vede la conclusione dell’iter per la successiva entrata in vigore, l'1 gennaio 2025, del Regolamento unico della previdenza forense, che introduce il sistema di calcolo interamente contributivo per i nuovi iscritti e il metodo misto "pro rata" per quelli già presenti, allo scopo di rispondere alle criticità evidenziate dai bilanci tecnici attuariali. Vengono, inoltre, previsti nuovi strumenti, tra cui la quota di pensione modulare, finanziata tramite contribuzioni volontarie, e la disciplina della pensione minima, integrabile volontariamente in base al reddito.
Il supporto degli advisor esterni e delle funzioni interne di risk management
Dal primo gennaio 2024 entra in vigore anche il nuovo Regolamento dell'assistenza, che razionalizza le prestazioni e subordina il loro accesso alla regolarità contributiva degli iscritti. In materia di investimenti, in attesa del regolamento interministeriale, la Cassa ha adottato una propria policy, proseguito il progetto di costituzione di veicoli multi-comparto e rafforzato la gestione del portafoglio attraverso un modello integrato di attività e passività, con il supporto degli advisor esterni e delle funzioni interne di risk management. Per quanto riguarda il welfare, nel 2024 vengono destinati oltre 74,5 milioni di euro alle prestazioni assistenziali, di cui 35,3 milioni per la tutela della salute, 24,2 milioni a sostegno della professione e 14,4 milioni a favore della famiglia.
L’adozione di una disciplina organica in materia di investimenti
Pur confermando la sostanziale solidità dell'ente, la Corte richiama l'attenzione sulla necessità di monitorare gli effetti sia del calo degli iscritti che dell'aumento dei pensionati sulla sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale, raccomandando di rafforzare la governance degli investimenti, il recupero dei crediti contributivi e gli strumenti di controllo e monitoraggio delle proiezioni attuariali. A livello regolamentare, la magistratura contabile sollecita, infine, l’adozione di una disciplina organica in materia di investimenti, partecipazioni, conflitti di interesse, incompatibilità e rotazione degli incarichi, al fine di rafforzare l’indipendenza e la trasparenza nella gestione dell’ente e nell’attività degli advisor e degli organismi di consulenza.
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