domenica 31 agosto 2014

Cucciolo di riccio salvato con il latte di capra della signora Katia. E con il Wwf ritorno alla natura - FOTOGRAFIE

Salvata la vita a un cucciolo di riccio. Con il latte di capra della signora Katia. E con il Wwf ritorno alla natura- FOTOGRAFIE
CASERTA - Nel mese di  maggio 2014 la signora Katia, ambientalista, amica del Wwf,  sentendo le sue cagnoline abbaiare insistentemente in garage ha scoperto, con sua grande sorpresa, in una cassetta di legno, un piccolo riccetto, appena nato con il cordone ombelicale ancora fresco. Con molta discrezione, ha aspettato, seminascosta, per verificare se la mamma tornava; ma dopo 3 ore uscendo dal viale di casa ha trovato “mamma riccio” morta in quanto era stata investita da un’auto. A questo punto Katia ha cercato aiuto tra i suoi amici ambientalisti e presso varie associazioni per poter salvare questo piccolo esserino indifeso. Tra vari consigli e tanta paura
inizia così la sua  avventura di balia per il cucciolo di riccio. L’ha nutrita con latte di capra diluito con un impasto adeguato per assicurare un giusto apporto calorico : fin da subito sembrava le piacesse e pian piano cresceva bene senza problemi. Katia ha  imparato anche a massaggiarle il pancino perché aveva letto che da soli non riescono a fare i “bisognini", pian piano è riuscita a svezzarla, nel mese di luglio la piccola “riccetta” viene trasferita all'aperto su un terrazzo, con un  un po' di fieno secco con il quale la “piccolina” si è costruita un bella casetta da sola , il suo piccolo nido. Ora la ricetta ha più di 3 mesi e Katia non vuole che passi la vita su un terrazzo, ma non si sente nemmeno di abbandonarla a se stessa in un bosco per paura che non riesca ad adattarsi velocemente alla vita selvatica. Per questo ha chiesto aiuto al Wwf Caserta che si è messo in contatto con il dottore Paolella, direttore dell’Oasi Wwf di San Silvestro, il quale immediatamente si è offerto di ospitare il cucciolo di riccio presso l’oasi. Nella mattinata di oggi, Katia con la sua famiglia hanno affidato allo staff dell’Oasi di San Silvestro il compito di far “tornare in natura” il cucciolo di riccio.

Ricevuto da Raffaele Lauria
Presidente Wwf Caserta







Ciclo Storie di Donne su laeffe, serie di cortometraggi scritti e diretti da autrici e registe di fama internazionale

Ciclo Storie di Donne su laeffe, serie di cortometraggi scritti e diretti da autrici e registe di fama internazionale
MILANO - Lunedì 1 settembre, ore 23.10 in onda su laeffe (canale 50 Dtt e tivùsat, 139 Sky) in prima visione assoluta The Powder Room di Zoe Cassavetes, il primo di 8 cortometraggi d’autore, presentati da Miu Miu al Festival del cinema di Venezia (l’ottavo Somebody di Miranda July è stato presentato il 28 agosto), scritti e diretti da autrici e registe di fama internazionale, come Lucrecia Martel e Hiam Abbas. Un appuntamento esclusivo che dà il via a  “Storie di donne”, un intero mese di programmazione che laeffe dedica all’universo femminile con film, documentari e corti inediti.
Si inizia quindi lunedì 1 settembre, ore 21.10 con La vita segreta delle parole, di Isabel Coixet e, a seguire, ore 23.30, The Powder Room di Zoe Cassavetes, una vera e propria danza per immagini, affascinante quanto drammatica, fatta di gesti e sguardi in un mondo dove la femminilità trionfa in un rituale di straordinaria bellezza.
L’affresco di ritratti Women’s Tales continua, ogni lunedì e mercoledì di settembre, intrecciandosi con una selezione di documentari e film con protagoniste alcune delle più grandi attrici come Meryl Streep, Anne Hathaway, Keira Knightely, Charlotte Rampling, Eva Mendes e Meg Ryan, e alcune delle indimenticabili icone femminili come Brigitte Bardot o Kate Moss. Storie di donne dalle diverse sfaccettature per raccontare la forza e la fragilità dell’universo femminile.
Chi sono? Cosa pensano? Come guardano il mondo le donne? Il ciclo Storie di donne cerca di 

Ciclo Storie di Donne su laeffe, serie di cortometraggi scritti e diretti da autrici e registe di fama internazionale

rispondere a queste domande con un vero e proprio percorso nel mondo femminile tra storia, lavoro, società, commedia e dramma, con pellicole come: 17 Ragazze (lunedì  8 settembre), opera che si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti per affrontare il tema della gravidanza durante l’adolescenza.
Essere Kate Moss (mercoledì 10 settembre), opera con cui la regista Dominique Miceli cerca di svelare tutti i segreti che hanno portato la modella britannica nell’Olimpo della moda nonostante un’altezza modesta, che non arriva infatti al metro e settanta.
Le Favolose (mercoledì 10 settembre), il tema dell’età che avanza visto con gli occhi di sei donne pioniere di un modo nuovo di invecchiare, dove anche la terza età diventa una fase della vita a cui guardare con entusiasmo. The Women (lunedì 15 settembre) intreccio di storie di amicizia e di lavoro 

Ciclo Storie di Donne su laeffe, serie di cortometraggi scritti e diretti da autrici e registe di fama internazionale

rigorosamente al femminile con tanto di tradimenti e colpi di scena; La Duchessa ( lunedì 22 settembre) di Saul Dibb  che ripercorre la vita e la storia di Georgiana Cavendish, duchessa del Devonshire; Brigitte Bardot (24 settembre), sorprendente ritratto dell’icona del cinema francese capace di conquistare tutto il mondo fin dal suo debutto sul grande schermo nel 1952;
E ancora About Face (24 settembre), viaggio nel mondo della moda attraverso le vicende e le carriere di alcune super Top Model degli anni ’80 come Carol Alt, Carmen Dell’Orefice e Isabella Rossellini.

La programmazione completa di “STORIE DI DONNE” su laeffe
LUNEDI’ 1 SETTEMBRE
21.10 La Vita segreta delle parole, di Isabel Coixet
23.10 #1 The Powder Room di Zoe Cassavetes
23.30 La Spettatrice (VM14) di Paolo Franchi con Barbara Bobulova
MERCOLEDI’ 3 SETTEMBRE
21.10 Twiggy di Philip Priestley
22.10 Girl Model di David Redmon e Ashley Sabin
23.20 #2 Muta di Lucrecia Martel
LUNEDI’ 8 SETTEMBRE
21.10 17 ragazze, di Delphine Coulin
22.50 #3 The Woman Dress di Giada Colagrande
23.00 XXY (VM14), di Lucía Puenzo.
MERCOLEDI’ 10 SETTEMBRE
21.10 Essere Kate Moss, di Dominique Miceli, prima visione tv
22.10 Le Favolose di Sue Bourne, prima visione tv
23.20 #4 It’s Getting Late di Massy Tadjedin
LUNEDI’ 15 SETTEMBRE
21.10 The Women – Donne, di Diane English con Meg Ryan, Annette Bening e Eva Mendes
23.15 #5 The Door di Ava DuVernay
23.30 Savage Grace – La dominatrice (VM14), di Tom Kalin, con Julianne Moore
MERCOLEDI’ 17 SETTEMBRE
21.10 Vivienne Westwood, di Jean-Marie e Letmiya Sztalryd
22.10 In Vogue: donne che fanno la moda di Fenton Bailey e Randy Barbato
23.20 #6 Le Donne della Vucciria di Hiam Abbass
LUNEDI’ 22 SETTEMBRE
21.10 La Duchessa, di Saul Dibb con Keira Knightley
23.00 #7 Spark and Light di So Yong Kim
23.30 La Niña Santa (VM14) di Lucrecia Martel
MERCOLEDI’ 24 SETTEMBRE
21.10 Brigitte Bardot, di David Teboul
22.10 About face, dietro il volto di una top model di Timothy Greenfield-Sanders
23.35 #8 Somebody di Miranda July
LUNEDI’ 29 SETTEMBRE
21.10 La banda del porno, di Michael Traeger e, a seguire, Pantaleon e le visitatrici di Francisco José Lombardi

Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo riorganizzato per una nuova economia e valorizzazione dei musei

Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo riorganizzato per una nuova economia e valorizzazione dei musei
ROMA - La riorganizzazione del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact) trae origine, come è noto - spiegano dal Dicastero romano -, dalle politiche di spending review attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014, convertito nella legge n. 89 del 2014. In base ai tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero era tenuto a dotarsi di un nuovo regolamento di organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica. Il Mibact adempie, finalmente, a tale obbligo e ridisegna se stesso in modo fortemente innovativo, in linea con le misure già adottate con il d.l. n. 83 del 2014, convertito nella legge n. 106 del 2014 (c.d. decreto ArtBonus).
L’adeguamento ai numeri della spending review - ha sottolineato più volte il ministro Franceschini -  è divenuto l’opportunità per intervenire sull’organizzazione del Ministero e porre rimedio ad alcuni problemi che da decenni segnano
l’amministrazione dei beni culturali e del turismo in Italia. Si tratta di disfunzioni e lacune riconosciute ed evidenziate molte volte e da più parti:
1) la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo;
2) la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia;
3) il congestionamento dell’amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni;
4) la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limita grandemente le potenzialità;
5) la scarsa attenzione del Ministero verso il contemporaneo e verso la promozione della creatività;
6) il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione.
La riforma è stata costruita innanzitutto per risolvere questi sei “nodi” e può essere quindi descritta lungo sei linee di azione: 1) la piena integrazione tra cultura e turismo; 2) la semplificazione dell’amministrazione periferica; 3) l’ammodernamento della struttura centrale; 4) la valorizzazione dei musei italiani; 5) la valorizzazione delle arti contemporanee; 6) il rilancio delle politiche di innovazione e di formazione e valorizzazione del personale MIBACT.
Nel complesso, la riorganizzazione prevede, secondo quanto stabilito dal d.P.C.M. 22 gennaio 2013 sulle piante organiche dei Ministeri, il taglio di 37 dirigenti (6 di I fascia, 31 di II fascia). 

1.    VERSO UN VERO MINESTERO PER LA CULTURA E IL TURISMO
È divenuto prioritario e improrogabile per il Paese assicurare la piena integrazione tra i due ambiti strategici di intervento del Ministero, cultura e turismo. A tale scopo, in linea con quanto previsto con il recente decreto legge n. 83 del 2014, convertito nella legge n. 106 del 2014, vengono potenziati i collegamenti tra gli uffici operanti nei due settori:
1)    le competenze della Direzione generale Turismo sono aggiornate per assicurare la massima integrazione tra i due settori;
2)    le Direzioni generali centrali competenti per i beni culturali sono arricchite di funzioni rilevanti anche per il turismo, come ad esempio la realizzazione di itinerari e percorsi culturali e paesaggistici di valenza turistica;
3)    le Direzioni regionali, trasformate in uffici di coordinamento amministrativo, sono dotate di specifiche competenze in materia di turismo, rafforzando l’interazione con Regioni ed enti locali, nonché di promozione delle attività culturali.

2.    VERSO UN MIBACT PIÙ SNELLO MA PIÙ FORTE SUL TERRITORIO
Allo scopo di risolvere il vero e proprio “ingorgo” burocratico venutosi a creare negli anni a causa della moltiplicazione delle linee di comando e dei frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze, l’amministrazione periferica è stata ripensata, mantenendo, secondo quanto previsto dalla ipotesi di riforma dell’amministrazione centrale, il livello regionale quale ambito ottimale di riferimento.
Fermo rimanendo che sarà un successivo decreto ministeriale a identificare in concreto il numero e la sede degli uffici periferici del Ministero aventi natura dirigenziale non generale (in particolare, soprintendenze, archivi di stato e biblioteche), sono state perciò adottate le seguenti misure:
1)    le Direzioni regionali sono trasformate in Segretariati regionali del MIBACT, con il compito di coordinare tutti gli uffici periferici del Ministero operanti nella Regione. Viene così pienamente riconosciuto il ruolo amministrativo di tali uffici, tutti dirigenziali di II fascia, senza però sovrapporsi alle competenze tecnico-scientifiche delle Soprintendenze;
2)    la linea di comando tra amministrazione centrale e Soprintendenze è ridefinita e semplificata: le Soprintendenze archeologiche sono articolazioni periferiche della relativa Direzione centrale; quelle miste, belle arti e paesaggio, lo sono della relativa Direzione. Nel rispetto della distribuzione territoriale, sono quindi accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici con quelle per i beni architettonici, come già avveniva in diversi casi e come già era e rimarrà al centro, con una sola Direzione generale. Con successivo decreto ministeriale, comunque, saranno definite le sedi delle Soprintendenze, sulla base delle dotazioni organiche e delle effettive esigenze organizzative;
3)    l’amministrazione dei beni archivistici è razionalizzata: sono meglio definite e arricchite le funzioni della Direzione generale Archivi, nonché quelle delle soprintendenze archivistiche e degli archivi di Stato; resta l’Istituto centrale per gli archivi;
4)    l’amministrazione delle biblioteche è razionalizzata, da un lato, mantenendo l’autonomia scientifica degli istituti indipendente dalla loro natura dirigenziale; dall’altro, prevedendo che sia la Biblioteca nazionale centrale di Roma, sia la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, uffici dirigenziali di II fascia, svolgano anche le funzioni di poli bibliotecari comprendenti le biblioteche operanti nel territorio comunale, ferma restando la vigilanza della Direzione generale centrale Biblioteche, istituti culturali;
5)    la collegialità delle decisioni sul territorio è rafforzata, in quanto il comitato di coordinamento regionale, presieduto dal segretario regionale e composto dai soprintendenti, diviene il luogo in cui sono assunte le decisioni un tempo adottate dalla direzione regionale, come la dichiarazione e la verifica di interesse culturale.

3.    VERSO UN MIBACT PIÙ EFFICIENTE E PIÙ MODERNO AL CENTRO E PIÙ AUTOREVOLE A LIVELLO INTERNAZIONALE
Le riforme operate negli anni hanno progressivamente accorpato le Direzioni generali del Ministero, portando però a sacrifici eccessivi nei confronti sia del buon andamento dell’amministrazione, sia di settori di grande importanza per il Paese. La struttura centrale è stata quindi ripensata allo scopo di:
1)    rafforzare i poteri di indirizzo, di impulso e di coordinamento del Segretariato generale, affidando a tale ufficio i compiti di natura trasversale e rilevanti per l’intero Ministero, come ad esempio il coordinamento della programmazione dei fondi comunitari diretti e indiretti;
2)    costituire due Direzioni trasversali di supporto, una per l’organizzazione e il personale e una per il bilancio, così da rendere più efficiente la gestione e il funzionamento del Ministero, nonché assicurare l’attuazione e il monitoraggio delle norme sulle agevolazioni fiscali (il c.d. ArtBonus);
3)    dare maggior importanza alle politiche di promozione, valorizzazione e formazione;
4)    riconoscere la valenza internazionale degli istituti d’eccellenza del MIBACT e rafforzare le politiche di cooperazione culturale all’estero.

4.    VERSO UN “SISTEMA MUSEALE ITALIANO”
Un punto dolente dell’amministrazione dei beni culturali in Italia è sempre stata la sotto-valutazione dei musei: privi di effettiva autonomia, essi sono tutti, salvo casi sporadici e non legati a un disegno unitario, articolazioni delle soprintendenze e dunque privi di qualifica dirigenziale.
La riforma intende mutare radicalmente questo aspetto, assicurando al contempo che sia mantenuto il legame dei musei con il territorio e con le Soprintendenze e fatte salve le prioritarie esigenze di tutela e dell’unitarietà del patrimonio culturale della Nazione. I musei archeologici e le aree archeologiche, ad esempio, fatta eccezione delle due Soprintendenze speciali per Roma e per Pompei, sono articolazioni dei poli museali regionali, ma dipendono funzionalmente anche dalla Direzione generale Archeologia, che definisce le modalità di collaborazione con le Soprintendenze archeologia anche ai fini delle attività di ricovero, deposito, catalogazione e restauro dei reperti. 
Sono state quindi previste le seguenti misure:
1)    è istituita una nuova Direzione generale musei, cui affidare il compito di attuare politiche e strategie di fruizione a livello nazionale, favorire la costituzione di poli museali anche con Regioni ed enti locali, svolgere i compiti di valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura, dettare le linee guida per le tariffe, gli ingressi e i servizi museali, favorire la costituzione di fondazioni museali aperte alla partecipazione di soggetti pubblici e privati, favorire la partecipazione del Ministero ad associazioni, fondazioni, consorzi o società per la gestione e la valorizzazione dei beni culturali;
2)    è conferita a 2 Soprintendenze speciali e a 18 musei (si veda lista allegata) la qualifica di ufficio dirigenziale, riconoscendo così il massimo status amministrativo ai musei di rilevante interesse nazionale, i cui direttori potranno essere scelti tramite selezione pubblica tra interni o esterni all’amministrazione, anche stranieri; con successivo decreto ministeriale saranno definiti gli istituti afferenti ai 20 musei, potendo prevedere ulteriori accorpamenti; inoltre, in futuro sarà possibile individuare ulteriori musei cui conferire tale qualifica;
3)    sono creati i poli museali regionali, articolazioni periferiche della Direzione generale musei, incaricati di promuovere gli accordi di valorizzazione previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e di favorire la creazione di un sistema museale tra musei statali e non statali, sia pubblici, sia privati; la sede dei poli sarà definita con successivo decreto ministeriale sulla base della presenza dei musei sul territorio, delle dotazioni organiche e delle effettive esigenze organizzative, e potrà quindi anche non essere il capoluogo della Regione;
4)    tutti i musei sono dotati di autonomia tecnico-scientifica e di un proprio statuto, in linea con i più elevati standard internazionali; le 2 Soprintendenze speciali e i 18 musei dirigenziali di rilevanza nazionale hanno anche autonomia contabile;
5)    sono individuati i musei e i luoghi della cultura la cui gestione può essere affidata a soggetti privati ai sensi dell’artt. 115 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

5.    VERSO UN MIBACT PIÙ ATTENTO ALLE ARTI CONTEMPORANEE
Per riconoscere piena dignità all’arte e all’architettura contemporanea e alla riqualificazione delle periferie urbane è prevista un’apposita direzione generale.
La direzione generale ‘Arte e architettura contemporanee e periferie urbane’ promuove la qualità dell’arte e dell’architettura contemporanee e partecipa direttamente all’ideazione di opere pubbliche, anche fornendo indicazioni per la loro progettazione. La direzione promuove anche la riqualificazione ed il recupero delle periferie urbane.

6.    VERSO UN MIBACT PIÙ TRASPARENTE E PIÙ ATTENTO ALL’EDUCAZIONE, ALLA FORMAZIONE E ALLA RICERCA
È sempre stato lamentato il ritardo del Ministero nei settori della innovazione e della formazione. La riforma intende colmare questa lacuna mediante le seguenti azioni, tutte finalizzate a valorizzare le professionalità del personale MIBACT:
1)    creare una apposita direzione generale per l’educazione e la ricerca, cui affidare il compito di lavorare con il MIUR, il CNR e altri enti di ricerca, le università e le scuole per assicurare la realizzazione di adeguati percorsi formativi, anche d’intesa con le Regioni;
2)    rafforzare l’attività di studio, formazione e ricerca delle strutture periferiche del Ministero, in particolare delle Soprintendenze, anche mediante convenzioni con le università, le scuole e gli istituti di formazione;
3)    attivare risorse straordinarie per la crescita professionale del personale MIBACT e il rafforzamento organizzativo delle strutture;
4)    aggiornare le competenze di tutte le strutture centrali e periferiche del Ministero, al fine di potenziare la digitalizzazione, la raccolta delle informazioni e, soprattutto, la pubblicità e la trasparenza dell’azione amministrativa;
5)    potenziare le misure di pubblicità e trasparenza, così da assicurare la pubblicazione sul sito del Ministero dei provvedimenti adottati dalle soprintendenze.

7.         SONO ALTRESI DOTATI DI AUTONOMIA SPECIALE I SEGUENTI ISTITUTI E MUSEI DI RILEVANTE INTERESSA NAZIONALE:

MUSEI

1)  Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’area archeologica di Roma;
2)  Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia
3)  la Galleria Borghese;
4)  la Galleria degli Uffizi;
5)  la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma
6)  le Gallerie dell’Accademia di Venezia;
7)  il Museo di Capodimonte;
8)  la Pinacoteca di Brera;
9)  la Reggia di Caserta.
10) la Galleria dell’Accademia di Firenze;
11) la Galleria Estense di Modena;
12) la Galleria Nazionale d’arte antica di Roma;
13)  il Polo Reale di Torino;
14) il Museo Nazionale del Bargello;
15) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli;
16) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria;
17) il Museo Archeologico Nazionale di Taranto;
18) Paestum;
19) il Palazzo Ducale di Mantova;
20) il Palazzo Reale di Genova.

17 Poli museali regionali

NUOVA ORGANIZZAZIONE 
MiBACT

Uffici centrali 
Segretariato generale 
Direzione generale “Educazione e ricerca”; 
Direzione generale “Archeologia” 
Direzione generale “Belle arti e paesaggio” 
Direzione generale “Arte e architettura contemporanee e periferie urbane” 
Direzione generale “Spettacolo” 
Direzione generale “Cinema” 
Direzione generale “Turismo” 
Direzione generale “Musei” 
Direzione generale “Archivi” 
Direzione generale “Biblioteche, istituti culturali” 
Direzione generale “Organizzazione” 
Direzione generale “Bilancio”

Uffici periferici  
Segretariati regionali 
Soprintendenze ‘archeologia’ 
Soprintendenze ‘belle arti e paesaggio’ 
Poli museali regionali 
Musei 
Soprintendenze archivistiche
Archivi di Stato 
Biblioteche

Magdi Cristiano Allam mette di fronte Franco Abruzzo ed Enzo Iacopino (Odg). Ecco il botta e risposta

Magdi Cristiano Allam mette di fronte Franco Abruzzo ed Enzo Iacopino (Odg). Ecco il botta e risposta
MILANO - Caso Magdi Cristiano Allam. Franco Abruzzo pone alcune domande al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti: è assodato che il giornalista sia stato assolto in primo grado. Il diritto di proporre ricorso spetta solo al Pg di Roma, ma non a chi (Il legale dell'Ucoii-Unione delle comunità islamiche d'Italia) ha presentato l'esposto contro lo stesso Allam. E' un passaggio/cardine consacrato in un comunicato solenne (1 aprile 2014) dell'Ordine nazionale (il testo è in coda). Il nuovo regolamento dei procedimenti di disciplina fa “venir meno la possibilità in capo all’esponente di proporre ricorso contro la delibera di archiviazione ovvero di proscioglimento del giornalista adottata
dal Consiglio di disciplina territoriale”. Bisogna chiarìre questo pu nto che potrebbe nascondere un abnorne errore del Consiglio nazionale di disciplina. Se i fatti sono questi, il “caso Allam” non esiste, anzi è una bufala che discredita l'Ordine. Chi si scuserà con Allam? Iacopino o Felappi? E' ancora utile un Ordine che incorre in errori madornali? Esiste ancora la vigilanza del Ministero della Giustizia?
di Franco Abruzzo

Caso Magdi Cristiano Allam. Replica di Enzo Iacopino (presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti) all'articolo di Franco Abruzzo: “Ora so, caro Franco, che potremmo intavolare una dottissima (e noiosissima) discussione sul "favor rei". Pensa alla fatica di spiegarne il significato anche a quanti - pur con ruoli negli organismi - confondono il Cnog con il Consiglio nazionale di disciplina. Nel nuovo regolamento, all’art.18, è espressamente scritto: “Il presente regolamento si applica ai procedimenti dinanzi al Consiglio di Disciplina Nazionale introdotti con ricorso depositato o trasmesso in data successiva alla sua entrata in vigore. Ai procedimenti già introdotti e pendenti alla stessa data si applica il regolamento precedente”.

Controreplica di Franco Abruzzo: “L'ordinamento giur idico prevede appunto che al “reo” si applichi la norma più favorevole, quella che in questo caso esclude l'impugnazione (ad opera di una associazione privata) della delibera del giudice di primo grado che ha assolto Allam. Il favor rei è un principio che, per la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha il rango di vero e proprio diritto fondamentale”. Va precisato anche che, secondo il nuovo regolamento, i non-giornalisti non hanno il potere di impugnazione. La vicenda è complessa: Iacopino non può liquidarla con battute.

Pagano su Allam: accusa di islamofobia per intimidire i giornalisti che narrano di un Islam violento

Pagano su Allam: accusa di islamofobia per intimidire i giornalisti che narrano di un Islam violento
ROMA - "Magdi Allam, negli anni, ha fatto semplicemente il suo dovere di cronista e di intellettuale denunciando la violenza del fondamentalismo islamico, un fatto questo che già ieri era sotto gli occhi di tutti ma che oggi è addirittura eclatante e mette l'ex vicedirettore del Corriere della Sera, nettamente dalla parte della ragione. Pertanto l'accusa di islamofobia che gli muove l'Ordine nazionale dei giornalisti è faziosa e nauseante, al punto da far pensare che si voglia bastonare Allam per intimidire non solo lui, ma anche tutti gli altri giornalisti che osino narrare di questo Islam violento".

"Chi vuole processare Allam - continua il deputato Alessandro Pagano - sta facendo come le autorità civili e giornalistiche della città inglese di Rotherham che, per complicità o per paura di essere tacciati di razzismo, hanno taciuto di 1400 stupri di minorenni da parte della comunità islamico-pakistana di quella città, tra il 1997 e il 2014".
"Non solo, aggiungo che in Sicilia - conclude Pagano - la mafia colpisce con più facilità le vittime che sono isolate, sia culturalmente che umanamente ed è noto che il fanatismo islamico ragiona ancora peggio: qui c'è il serio rischio di mettere a repentaglio la vita dello stesso Allam."

sabato 30 agosto 2014

Patrizia Polliotto (Unc): pubblicità ingannevoli di agenzie e tour operator con location che da sogno non sono

Patrizia Polliotto (Unc): pubblicità ingannevoli di agenzie e tour operator che ritraggono location che da sogno non sono
TORINO - Moltissime le chiamate da tutto il Piemonte per chi ha trascorso l’estate in città e non solo Unione nazionale consumatori, agosto di fuoco. Danni da vacanza rovinata, bollette poco chiare, problemi con le compagnie telefoniche i casi maggiori. Estate, tempo di vacanze, scarse data la scarsità di liquidità in circolazione per molti, ma anche di truffe, raggiri e problemi che inquietano e ostacolano il normale scorrere del quotidiano di molti che sono rimasti in città. E anche di quei tanti che, loro malgrado, hanno preso la via del mare o della montagna con ritorni non propriamente felici o entusiasmanti. Moltissime, infatti, le chiamate, e mail e le segnalazioni ricevute dal Comitato regionale del Piemonte dell’Unione nazionale consumatori fondata e presieduta in regione dall’avvocata Patrizia Polliotto, componente il Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo e del Cda di Fsu (Finanziaria sviluppo utilities, capogruppo di Iren Spa). Reclami giunti dalle varie province piemontesi, fra cui, oltre Torino, Asti, Cuneo, Novara, Alessandria, Vercelli.

“I problemi maggiormente lamentati quelli inerenti bollette poco chiare, che recano costi magari non corrispondenti al reale utilizzo delle utilities a uso domestico, specie luce e gas. Contestazioni fastidiose, che inaspriscono i rapporti tra fornitori del servizio e consumatori finali, che spesso vedono recapitarsi più d’una volta la medesima richiesta di pagamento per la stessa bolletta o che, pur avendo cambiato gestore, continuano a ricevere il rid bancario del vecchio sul proprio conto corrente”, dichiarano dall’Unione nazionale consumatori.
“E che dire delle compagnie telefoniche? Continua il triste fenomeno dei servizi a pagamento al costo di qualche centesimo di euro che, inavvertitamente e involontariamente, tempestano le utenze dei piemontesi. Servizi difficili da estirpare dal proprio telefono come rovi ben piantati nel cemento e che, data l’esiguità degli importi illecitamente sottratti al credito telefonico, spingono i consumatori a non far denuncia di ciò, costituendo invece un arricchimento senza giusta causa per le grandi compagnie telefoniche”. 
Per poi concludere: “In tempo di crisi aumentano le truffe anche sul fronte vacanze, il cosiddetto danno da vacanza rovinata: molte le pubblicità ingannevoli di agenzie e tour operator che ritraggono location da sogno le quali, una volta raggiunte, o sono differenti e non corrispondenti a quanto reclamizzato. O, nel peggiore dei casi, si trasformano in soggiorni da incubo spesso pagati con sacrificio e anche a peso d’oro dai consumatori. Senza dimenticare coloro che, attratti da un invitante annuncio sul web che reclamizza l’opportunità di poter godere di una casa-vacanza a un prezzo conveniente versando soltanto un semplice acconto, solitamente compreso tra i 40 e i 70 euro, poi si vedono svanire il sogno nel nulla”.
L’avvocata Polliotto: "In qualità di presidente dell’Unione nazionale consumatori del Piemonte invito i cittadini a segnalare qualsivoglia disguido del genere contattando in orario d’ufficio il centralino dell’associazione allo 011 5611800 o via mail agli indirizzi comitatotorino.unc@libero.it oppure unc.pinero@libero.it”

Margherita Di Sarno da Gigi Marzullo nel programma 'Cinematografo - Speciale 71esima Mostra del Cinema di Venezia'

Margherita Di Sarno da Gigi Marzullo nel programma 'Cinematografo - Speciale 71esima Mostra del Cinema di Venezia'
ROMA - L'attrice partenopea Margherita Di Sarno ospite stasera, 30 agosto 2014, di Gigi Marzullo nel programma 'Cinematografo - Speciale 71esima Mostra del Cinema di Venezia'. Di Sarno nella puntata speciale dedicata alla Mostra di Venezia, l'artista sarà presente negli studi di Roma. Il programma andrà in onda alle ore 00,55. L'attrice Di Sarno, protagonista del film 'Vacaz...ieri, oggi e domani' di Lucio Ciotola e Fabio Massa e dello spot 'Salmone Rio Mare' insieme con la star internazionale Kevin Costner, in autunno sarà in teatro con lo spettacolo 'Piccoli Crimini Coniugali' di Eric Emmanuel Schmitt  per la regia di Peppe Carosella.
ALCUNE ESPERIENZE DELL'ARTISTA PARTENOPEA
Laboratorio teatrale permanente Teatro Elicantropo (NA) Insegnanti: Carlo Cerciello, Roberto Azzurro, Giuseppe Rocca, Umberto Serra, Gaston Troiano 2002/’05 DIZIONE, FONOLOGIA della lingua italiana e LETTURA ESPRESSIVA. Insegnante: Isabella Giacoia. 2003/’04 TEATRO-DANZA. Insegnante: Bruno Valentino Perillo 2005/’07 CANTO Insegnante: Sabatino Raia 2007/‘08 AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
Seminario sulla commedia musicale. Insegnanti: Barbara Pieruccetti, Laura Ruocco e Antonello Angiolillo. Supervisione artistica: Enzo Garinei 2009 MASCHERA E CORPO IMMAGINARIO Insegnante: Michele Monetta e Lina Salvatore 2007 Workshop di preparazione ai provini per il cinema, la televisione e la pubblicità SCUOLA DI CINEMA di RomaDirector Casting: Simona Tartaglia, Ornella Morsilli, Claudia Marotti, Franco Alberto Cucchini 2007 DOPPIAGGIO Insegnante: Marco Benvenuto. 2007 Margherita Di Sarno CINEMA “TUTTE LE DONNE DI UN UOMO DA NULLA” Regia Roger A. Fratter 2009 Protagonista
“MIMESIS” Regia Roger A. Fratter 2009 Protagonista FICTION “UN POSTO AL SOLE” Regia Massimiliano Papi 2007 Lucia Sarto, Guest “UN POSTO AL SOLE” 2005-06.

Miss Chef Basilicata 2014 è Daniela Moscarelli, prima competizione tra le migliori donne della cucina italiana

Miss Chef Basilicata 2014 è Daniela Moscardelli, prima competizione tra le migliori donne della cucina italiana
MATERA - Premio Miss Chef III edizione. La prima competizione tra alcune delle migliori Chef Donne italiane con la proposizione dei più rinomati menù della tradizione culinaria nostrana. Daniela Moscarelli, di Potenza, 33 anni, la più giovane in gara, chef-executive del ristorante potentino “0971”, è Miss Chef Basilicata 2014. E’ stata eletta martedì 26 agosto al “PALACE HOTEL” di Matera. Ha vinto con un dolce bignè alla crema su base di pan di spagna con decorazioni al caramello e bucce d’arancia. MISS CHEF (www.misschef.net) è la prima
competizione tra alcune delle migliori Chef Donne italiane con la proposizione, tutta in rosa, dei più rinomati menù della tradizione culinaria nostrana, tra ieri ed oggi, valorizzando il "Made in Italy" delle eccellenze eno-gastronomiche, note ed apprezzate in tutto il mondo. Il Premio è stato ideato da MARIANGELA PETRUZZELLI, giornalista di origine lucana, autrice tv anche per la Rai, presidente e direttrice artistica del format.  La prima e la seconda edizione del Premio si sono svolte ad Ischia nel 2012 e nel 2013.  DANIELA MOSCARELLI, 33 anni di Potenza, la più giovane in gara, chf-excutive del ristorante potentino “0971”, ha vinto il titolo di MISS CHEF BASILICATA 2014. Ha concorso con un dolce bignè alla crema su base di pan di spagna con decorazioni al caramello e bucce d’arancia.  Nel 2014 MISS CHEF è cresciuta per diventare, da questa estate, un format itinerante in giro nella nostra bell’Italia. Il tour 2014 di MISS CHEF è partito il 15 luglio scorso dalla Regione Puglia, nella splendida location di “TENUTA

Miss Chef Basilicata 2014 è Daniela Moscardelli, prima competizione tra le migliori donne della cucina italiana

MONACELLE”, nel Comune di Monopoli (BA), dove è già stata eletta MISS CHEF PUGLIA 2014. Il tour del concorso nazionale è approdato in Basilicata e si è svolto con successo il 25 e 26 agosto scorsi nella città di Matera, presso l’accogliente struttura ricettiva “PALACE HOTEL” (www.palacehotel-matera.it) con l’elezione di MISS CHEF BASILICATA 2014. La gara lucana si è svolta con uno show-cooking tra 4 Chef Donne professioniste davanti ad una giuria istituzionale e ad una giuria tecnica formate da esponenti nel campo della cultura, della politica, dell’imprenditoria, dello spettacolo e dell’eno-gastronomia che hanno eletto MISS CHEF BASILICATA 2014. Le selezioni di MISS CHEF ITALIA 2014 si concluderanno con una finale italiana ed un evento internazionale a NEW-YORK-USA nel mese di ottobre prossimo.
L’evento MISS CHEF BASILICATA 2014 è stato sostenuto, con lungimiranza e sinergia, da: 


CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA e dal comitato MATERA CAPITALE 2019.
MISS CHEF 2014 ha come importanti PARTNER: l’ UFFICIO DELLA CONSIGLIERA REGIONALE  DI PARITA’-REGIONE BASILICATA; il COMUNE DI MATERA; la BOSCOLO ETOILE ACADEMY, e LADY CHEF, sezione femminile della FIC (Federazione Italiana Cuochi); il LAP (Laboratorio Permanente di Arte Pubblica). MARIANGELA PETRUZZELLI, presidente del PREMIO e giornalista esperta di enogastronomia, a fine gara, ha dichiarato : “Nel 2014 MISS CHEF® è cresciuta anche grazie alla sua presenza a CASA SANREMO, location prestigiosa ed autorevole dove abbiamo ottenuto numerosi consensi. Dopo l’edizione 2013, che ha avuto molto successo, a partire dall’estate 2014, il Premio cresce grazie ad una squadra di lavoro ben consolidata, che ringrazio sin d’ora, divenendo un progetto itinerante in Italia che è partito dalla Puglia, toccando molte regioni d’Italia. Sta nascendo anche un programma televisivo tematico. Sono felice che il premio sia giunto anche in Basilicata, la mia regione d’origine e che la gara per eleggere MISS CHEF Basilicata si sia tenuta a Matera, città antica e bellissima, candidata a Capitale della Cultura 2019. Ringrazio anche il Consiglio Regionale di Basilicata per aver creduto in MISS CHEF e tutti coloro che hanno lavorato sostenendo la tappa lucana del tour. Le chef lucane sono state tutte brave e preparate, umili ed entusiaste. La vincitrice Daniela Moscarelli è stata  molto virtuosa nelle tecniche di preparazione. Le auguro che il titolo di MISS CHEF BASILICATA 2014 le porti davvero fortuna”.       
MISS CHEF 2014 in tour continua a Frascati (RM) nella bellissima TENUTA DI PIETRAPORZIA il prossimi 2 settembre con l’elezione di MISS CHEF Lazio 2014.

Terra di Lavoro convive con il sacro fuoco popolare, una rigenerazione artistica al Quartiere Militare Borbonico

Terra di Lavoro convive con il sacro fuoco popolare, una rigenerazione artistica al Quartiere Militare Borbonico
CASAGIOVE (CASERTA) -  Rigenerazione>Pop (nell’altra Reggia). Il termine "Pop Art", fu coniato nel 1955 da due studiosi inglesi, Leslie Fiedler e Reyner Banham,  per disegnare l'universo dei mass-media, o meglio delle forme visive e musicali a essi collegate: dal cartellone pubblicitario alla televisione,  dal cinema stesso alla musica leggera, dai rotocalchi ai fumetti, dalla moda alla confezione delle merci di consumo. All'inizio degli anni Sessanta il critico americano Lawrence Alloway  adottò  l'espressione "Pop Art" attraverso un nuovo significato artistico,  definendo il termine “Pop-Art” sigla di un nuovo movimento d'avanguardia le cui manifestazioni, pur attenendosi al livello "colto dell'arte,” operavano attraverso un inedito scambio con i mass-media, ovvero  con la Pop Art quale era stata intesa da Fiedler e Banham.
Il segno che ha lasciato la pop, ovvero la
"popular art", nella cultura attuale, è tuttora  profondo.  Ancora oggi una parte significativa della produzione artistica è riconducibile o addirittura legata alla "pop". La Pop-Art è un modo di amare tutte le cose, rappresenta il vero  popolare, l’artista è una persona che produce cose di cui la gente non ha bisogno, ma che lui, per qualche ragione, pensa sia una cosa buona. Fortemente determinata dall'immaginario rimane sempre legata prima ai mass media e ora ai social network, regna in tv come nella cartellonistica pubblicitaria, fino ad arrivare alla Rete digitale che ha progressivamente invaso i monitor dei computer fino a colonizzare i display degli smartphone.
Anche  in Terra di Lavoro abbiamo una sorta di continua rigenerazione . E' la pop che si rigenera, ha i suoi riferimenti storici e i suoi più giovani discendenti. Di  generazione in generazione il sacro fuoco popolare si alimenta.
In una possibile geologia pop casertana Bruno Donzelli è un antenato partenopeo. Tiene nel 1964 una personale nella Galleria “il Centro di Napoli”, dove espongono nello stesso anno Guido Biasi e Sergio Fregola.  Donzelli coltiva una stretta amicizia con loro, così come Lucio Del Pezzo, venendo a contatto con alcuni dei protagonisti del Gruppo 58. Nella seconda metà  degli anni 70 tiene una personale a Caserta presso Linea continua. Il suo vero lavoro espositivo inizierà con la collaborazione con lo Studio Oggetto.  
All'inizio degli anni Settanta per un percorso parallelo l'antenato casertano Giovanni Tariello stringe un rapporto con Luca,  il teorico del Gruppo 58. Da lui assorbe la necessità di coniugare l'arte popolare con l'impegno sociale, che secondo Luca avrebbe dovuto generare una pittura di propaganda definita con un gioco di parole "Pop Art". Tariello però non soggiace al "propagandismo " e sviluppa fortemente un'arte nel sociale, che ha comunque un'autentica connotazione pop. Da questi due antenati discendono in chiave pop alcuni dei più validi esponenti delle ultime generazioni di Terra di Lavoro.  
Questa rigenerazione pop comprende il gioco pittorico di Gennaro Caiazza, sui ritratti pellicolari di Giovanni Esposito, sulle derive cromatiche delle foto di Giulio Festa, sui pixel non digitali di Luca Lubello, sui paesaggi architettonici di Andrea Santacroce, sul superficialismo materico di Giuseppe Vaccaro .
Tutto ciò avviene nel Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, dal 2 al 7 settembre 2014, nell’altra Reggia, luogo dell'accoglienza, costruito dal re a pochi passi dal monumento vanvitelliano per renderlo il ricovero dei lavoratori e degli ammalati. Almeno cosi narrano alcune leggende metropolitane tramandate da una cultura popolare, è questa  la "pop storia" che Casagiove gelosamente conserva.

Professionisti del cattolicesimo sventolano bandiere progressiste. Cristiani uccisi. Noi con Magdi Cristiano Allam

Professionisti del cattolicesimo sventolano bandiere progressiste. Cristiani uccisi. Noi con Magdi Cristiano Allam
ROMA - I cattolici dormono sogni oranti mentre i cristiani vengono uccisi, colpiti, massacrati nel corpo e nelle idee. Noi Cristiani Tradizionalisti restiamo con Magdi mentre i professionisti del cattolicesimo sventolano bandiere progressiste… I cattolici restano a dormire. Sul caso Magdi Cristiano Allam dormono. Sono senza coraggio. Anzi si testimoniano nella differenza tra essere cattolici ed essere cristiani. Professarsi cattolico, oggi, è molto, ma molto, diverso dall’essere Cristiano.
Siamo ormai assillati dall’ambiguità tra il relativismo che ha portato anche al via libera per le adozioni gay, attraverso l’avvallo di governi
progressisti, e una chiesa che ha trasformato il passaggio tra il pre Concilio al post Concilio in un arrendevolezza verso i temi etici, politici (la Chiesa ha sempre sostanzialmente fatto e praticato politica) e  quelli cosiddetti teologici (ovvero di un potere grazie a formule teologiche).
La questione Allam, in questi giorni, fa esplodere la loro debolezza che è leggerezza, arrendevolezza, fragilità di valori nei confronti di una dimensione profondamente cristiana.
Qui ormai ci si trova di fronte a uomini liberi, la libertà ci rende veri e la verità ci rende liberi, che manifestano la loro cristianità difendendo l’onore, la dignità e l’orgoglio di essere cristiani, occidentali e tradizionalisti e uomini che temono il “giudizio” universale praticando il silenzio, e tra questi ci sono non solo gli acclamati progressisti e relativisti, ma anche i professionisti del cattolicesimo, figli e padri del mondo progressista che ha accoppiato don Milani e Gramsci, la lettura Conciliare con la versione di un modello di chiesa definita sociale.
I professionisti del cattolicesimo non “spiegano” ritmo sul terrorismo ebraico a Gaza, non prendono una precisa e forte posizione sull’Iraq, non mettono becco sull’avanzata musulmana nelle acque mediterranee, anzi dopo le parole del buon Pastore Papa Francesco pronunciate a Lampedusa non si è capito più nulla sugli sbarchi in Mare  Italiano. Resta tra il silenzio e l’orante ambiguità.
Non chiamiamolo più Mare Nostrum. Non è più. Lo è stato al tempo in cui Roma era Occidente e nel tempo in cui Pascoli dettava le regole politiche mediterranee accolte completamente da Mussolini.
Ma il problema riguardante Magdi non è più un problema che riguarda soltanto un uomo. Deve riguardare tutti i cristiani e soprattutto quei cattolici che dicono di essere cristiani senza le norme delle ambiguità disegnate da Diego Fabbri.
È certo che si è sempre più eretici rispetto a un  mondo cattolico che affida tutto alla speranza. La speranza è il tutto di tutti, ma occorrono non solo le preghiere, ma anche le posizioni ferme, decise e l’urlo di rabbia, di orgoglio e di dignità che dovrebbe riempire non le piazze, ma le cattoliche parrocchie.
Quanti sacerdoti nelle domeniche di messa avranno il coraggio di un grido nel nome della libertà cristiana? Nel nome della fedeltà ad una Fede? I sacerdoti in trincea dove stanno?
Riprendo il discorso (un mio articolo del 28 agosto scorso) di qualche giorno fa, nonostante i ripetuti attacchi. Uccideteci, lapidateci, fateci saltare come sabbie di deserto ma i cristiani veri, quelli veri, non si arrenderanno. Difenderanno fino in fondo la libertà di essere cristiani, tutelando cultura civiltà onore dignità con l’orgoglio di gridare che… Abbiamo bisogno di un Tradizionalismo vero, di un Pre Conciliarismo forte, di una barriera contro il relativismo.
Ma non si tratta più di una questione prettamente religiosa soltanto. È un questione culturale e storica.
Come si difende l’Occidente? Come si difende la Cristianità? Siamo alla messa in prova di una identità che è eredità.
I cattolici sembrano molto distanti nell’assumersi una prova di coraggio.
Si è cristiani se si è con Magdi, si è cattolici nel Cristo se si è con Magdi, si è Occidentali se si difende una civiltà nel nome di una Tradizionalismo vero.
Altrimenti si continui ad andare a messa la domenica e a battersi il petto… chiedendo indulgenze individuali… di cui abbiamo anche bisogno…
Noi cristiani tradizionalisti non ne possiamo più di questa Chiesa relativista.
Se il cristiano non ha il coraggio Templare sventoli pure la bandiera del giacobinismo e della Rivoluzione francese progressista.
Noi restiamo Sanfedisti.

Fotografi emergenti in mostra a Palermo dal 5 al 7 settembre 2014, oltre 100 scatti per Obiettivo Alibi

Fotografi emergenti in mostra a Palermo dal 5 al 7 settembre 2014, oltre 100 scatti per Obiettivo Alibi
PALERMO - “Obiettivo Alibi”: oltre 100 scatti di fotografi emergenti in mostra a Palermo dal 5 al 7 settembre 2014. Nella  prestigiosa cornice di Villa Niscemi a Palermo, l'Alibi Club (in collaborazione con l'associazione culturale Non Ho Sonno) organizza la mostra fotografica Obiettivo Alibi, una grande esposizione per presentare i lavori degli allievi dei corsi di
fotografia appena terminati nelle sedi di Palermo ed Agrigento. Dal 5 al 7 settembre, la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi ospiterà un campionario di oltre 100 scatti realizzati dai ragazzi durante il percorso formativo, uno spaccato colorato ed eterogeneo in grado di raccontare la società, il territorio e l'interiorità dell'individuo secondo le diverse sensibilità degli autori protagonisti. In un allestimento minimale ma di forte impatto visivo, confluiranno le varietà di stili, di punti di vista e delle tematiche affrontate, componendo un mosaico variegato ed affascinante.
L'inaugurazione della mostra si terrà venerdì 5 settembre alle ore 16,30 e la mostra resterà visitabile, ad ingresso gratuito, fino alle 13 di domenica 7 settembre.
L'Alibi Club è un ente di formazione accreditato dalla Regione Sicilia, da più di trent'anni tra i protagonisti del panorama artistico e culturale siciliano, promotore di eventi culturali e corsi di formazione professionale di alto profilo. L'associazione culturale Non Ho Sonno è una giovane realtà che lavora su progetti artistici ed editoriali, anche legati ai nuovi media, occupandosi di veicolare e promuovere attività di interesse culturale.

Barche non olimpiche, medaglie d'oro e d'argento per l'Italia ai mondiali assoluti di canottaggio di Amsterdam

Barche non olimpiche, medaglie d'oro e d'argento per l'Italia ai mondiali assoluti di canottaggio di Amsterdam
ROMA - Mondiali Assoluti di canottaggio ad Amsterdam, oro e argento per l’Italia. L’Italia chiude la seconda giornata di finali, quella riservata alle barche non olimpiche, con una medaglia d’oro vinta nel singolo pesi leggeri da Marcello Miani e una medaglia d’argento conquistata dall’ammiraglia pesi leggeri. Due sigilli che si aggiungono alla medaglia di bronzo vinta ieri dal quattro con LTA misto e portano la nazionale a quota tre medaglie (un oro, un argento e un bronzo). Manca il podio per soli dieci centesimi, invece, il quattro di coppia pesi
leggeri maschile che si piazza quarto.
Ad aprire i podi per l’Italia ci ha pensato Marcello Miani (Forestale) che nel singolo pesi leggeri dopo una partenza non proprio brillante ha ricuperato sulla Svizzera e poi sulla Germania vincendo il titolo mondiale dopo aver inflitto oltre sette secondi di distacco al tedesco Hartig e facendo segnare anche il record del mondo di specialità. Una medaglia d’oro e un titolo mondiale che per il ravennate Miani arriva dopo la medaglia d’argento conquistata all’Europeo di Belgrado e dopo essere guarito da una fastidiosa polmonite che lo ha tenuto lontano dai remi per circa un mese.
Finalissima combattuta quella dell'otto leggero, di Luca De Maria, Vincenzo Serpico, Jiri Vlcek (Fiamme Oro), Leone Maria Barbaro (Tirrenia Todaro), Livio La Padula, Armando Dell’Aquila (Fiamme Oro), Guido Gravina (RCC Cerea), Giorgio Tuccinardi (Forestale), Gianluca Barattolo (Marina Militare, al timone), che a 600 metri dall’arrivo, anticipando gli attacchi degli avversari, sale di ritmo per contenere un'arrembante Germania che però sembra avere una marcia in più e riesce nell'impresa di superare e distanziare gli azzurri, che devono contentarsi di un argento ottenuto rintuzzando una sorprendente Turchia che rientra sotto fermandosi però al bronzo. 
Dieci centesimi per essere sul podio o rimanere ai margini sono quelli che hanno segnato in maniera indelebile la finale del quattro di coppia di Federico Gherzi, Francesco Pegoraro (SC Esperia), Matteo Mulas (CLT Terni) e Josè Casiraghi (SC Milano) con la Grecia che si è confermata campione del mondo davanti alla Germania, mentre sul rush finale il quadruplo leggero azzurro si è visto superare, per un decimo di secondo, dalla Cina che ha negato agli azzurri la medaglia di bronzo. Quinto, invece, il quattro di coppia pesi leggeri femminile di Valentina Rodini (SC Bissolati), Eleonora Trivella (VVF Billi), Greta Masserano (CUS Torino) e Giulia Pollini (CC Cernobbio) al termine di una finale vinta dall’Olanda spinta dal tifo casalingo e seguita sul podio dall'Australia, seconda, e dalla Germania, terza.
Quinto posto anche per il due senza di Lorenzo Tedesco (CC Saturnia) e Alberto Di Seyssel (SC Armida) che ha lottato in maniera generosa contro avversari di grande livello e contro una corsia non favorevole. L’Italia si è piazzata quinta e il titolo è stato vinto dalla Svizzera, mentre la Francia si è piazzata al secondo posto superando sul traguardo la Gran Bretagna che per soli 46 centesimi ha perso l’argento. Domani penultima giornata di finali con l’Italia impegnata con due barche olimpiche: il doppio pesi leggeri maschile (Pietro Ruta, Andrea Micheletti-Fiamme Oro) alle ore 14.03, e il doppio pesi leggeri femminile (Laura Milani, Elisabetta Sancassani-Fiamme Gialle) alle ore 14.18. Finali che saranno anticipate dalle finali di consolazione.
Nella foto (Canottaggio.org - Mimmo Perna): quattro di coppia femminile

venerdì 29 agosto 2014

Ordinanza 28 agosto 2014 n. 710. Trasferimenti del personale docente e tecnico amministrativo di Accademie e Conservatori

Ordinanza ministeriale 28 agosto 2014 n. 710. Trasferimenti del personale docente e tecnico amministrativo di Accademie e Conservatori
ROMA - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Ordinanza Ministeriale 28 agosto 2014 n. 710. Trasferimenti del personale docente e tecnico amministrativo delle Accademie e dei Conservatori di musica e tecnico amministrativo degli Isia e delle Accademie nazionali di danza e arte drammatica. Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca 1. Termine ultimo per la presentazione della domanda di mobilità al Direttore della Istituzione di appartenenza 18 settembre 2014 2. Pubblicazione dei punteggi attribuiti agli interessati 23 settembre 2014 3.Termine per reclami, rinunce e rettifiche 1° ottobre 2014 4. Pubblicazione punteggi definitivi 9 ottobre 2014 5. Pubblicazione dei trasferimenti 13 ottobre 2014 6. Comunicazione delle cattedre e dei posti disponibili per le utilizzazioni temporanee 20 ottobre 2014 7. Termine ultimo
per la presentazione della domanda di utilizzazione temporanea 23 ottobre 2014 8. Pubblicazione delle utilizzazioni disposte 31 ottobre 2014

- Art. 1 - 
Oggetto
1. La presente Ordinanza disciplina, per l'anno accademico 2014-2015, la mobilità del personale docente e tecnico e amministrativo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, dei Conservatori di musica e delle Accademie di belle arti nonché del solo personale tecnico e amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, dell'Accademia Nazionale di Danza e dell'Accademia Nazionale di Arte Drammatica, ad eccezione dei docenti di prima e seconda fascia in servizio presso le Scuole Libere del Nudo e presso la Scuola degli Artefici di Milano.
2. Sono altresì ammessi a partecipare alle procedure di mobilità di cui alla presente Ordinanza, con le modalità e i tempi di seguito indicati, anche i docenti inseriti nelle graduatorie nazionali (GNE e GET), di cui all'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, e nelle graduatorie nazionali di cui alla legge 4 giugno 2004, n. 143 utili per il conferimento di incarichi a tempo indeterminato, ai sensi del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, che alla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di mobilità, previsto al successivo articolo 2, abbiano sottoscritto il contratto di lavoro a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dall'anno accademico 2013-2014.

- Art. 2 -
Termini e modalità di presentazione della domanda di trasferimento
1. Le domande di trasferimento devono essere redatte secondo i modelli Y1 e Y2 - Allegati C1 e C2 - rispettivamente dal personale docente e dal personale tecnico e amministrativo, seguendo le relative istruzioni, e presentate direttamente all'Istituzione in cui l'interessato presta servizio o spedite a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno entro il termine perentorio del 18 settembre 2014. In questo ultimo caso, al fine di assicurare la tempestività della procedura, l'interessato è tenuto a inviare copia della domanda anche a mezzo fax o a mezzo e-mail entro il medesimo termine del 18 settembre 2014. Le Istituzioni nel caso di domande presentate a mano ne rilasciano apposita ricevuta.
2. Ciascuno può presentare una sola domanda di trasferimento.
3. Le domande presentate oltre il termine stabilito ovvero in difformità rispetto agli appositi modelli non saranno prese in considerazione.
4. Il personale trasferito d'ufficio per incompatibilità ai sensi dell'articolo 467 del decreto legislativo n. 297 del 1994 non può chiedere di tornare nella sede di provenienza, a meno che non siano cessate le cause di incompatibilità, che ne avevano giustificato il trasferimento.

- Art. 3 - 
Indicazione delle preferenze
1. Le preferenze devono essere indicate nell'apposita sezione del modello di domanda e possono essere espresse per le Accademie di belle arti, i Conservatori e loro sezioni staccate. Per il solo personale tecnico e amministrativo possono essere espresse le preferenze anche per l'Accademia Nazionale di Danza e di Arte Drammatica e per gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche.
2. Le preferenze devono essere espresse indicando la denominazione delle sedi così come riportata negli elenchi ufficiali, pubblicizzati e comunque disponibili presso le sedi delle Istituzioni.
3. Qualsiasi richiesta di preferenza formulata in contrasto con le modalità indicate nel presente articolo non è valida.

- Art. 4 -
Sezioni staccate
1. Ai fini del trasferimento, le sezioni staccate vanno specificamente richieste con espressa preferenza.

- Art. 5 - 
Rinuncia
1. L'eventuale rinuncia alla domanda di trasferimento deve essere presentata, entro il termine perentorio del 1° ottobre 2014, alla stessa Istituzione cui è stata consegnata o spedita la domanda di trasferimento.
2. Non è ammessa la rinuncia al trasferimento disposto se non per gravi motivi sopravvenuti, debitamente comprovati e a condizione che sia rimasto vacante il posto di provenienza. La disponibilità del posto lasciato libero dal rinunciatario non influisce sui trasferimenti effettuati.

- Art. 6 - 
Documentazione delle domande
1. La valutazione dei titoli di servizio e delle esigenze di famiglia, effettuata esclusivamente in base alla documentazione prodotta nei termini dagli interessati unitamente alla domanda di trasferimento, avviene in conformità alla Tabella di valutazione allegata al Contratto Collettivo Decentrato Nazionale, siglato il 31 maggio 2002 [1].
2.La documentazione, fatta eccezione per quella di carattere sanitario, deve essere presentata esclusivamente mediante dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atto di notorietà, ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
3. Lo stato dei figli portatori di handicap fisico, psichico o sensoriale, tossicodipendenti, ovvero, del figlio maggiorenne, del coniuge o del parente o affine entro il terzo grado totalmente e permanentemente inabili al lavoro, deve essere documentato con certificazione originale della A.S.L. e delle preesistenti commissioni sanitarie provinciali o in copia autenticata. Il ricovero permanente del figlio, del coniuge o del parente o affine entro il terzo grado deve essere documentato con certificato rilasciato dall'Istituto di cura.
Il bisogno, per i medesimi, di cure continuative tali da comportare di necessità la residenza nella Provincia ove ha sede l'Istituto di cura, deve essere, invece, documentato con certificato rilasciato da Ente Pubblico Ospedaliero o dalla Azienda Sanitaria Locale o dall'Ufficiale Sanitario o da un Medico Militare.
L'interessato dovrà, altresì, comprovare con dichiarazione personale, redatta a norma delle disposizioni contenute nel d.P.R. n. 445 del 2000, così come modificato dall'articolo 15 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, che il figlio, il coniuge, il parente o affine entro il terzo grado, può essere assistito soltanto nella provincia nel cui ambito si trovano l'Istituto di cura e l'Istituzione richiesta per trasferimento. Per i figli tossicodipendenti l'attuazione di un programma terapeutico e socio-riabilitativo deve essere documentato con certificazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata in cui esso avviene (articoli 114, 118 e 122 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309).
L'interessato dovrà comprovare con dichiarazione personale che il figlio tossicodipendente può essere assistito soltanto nella provincia richiesta per trasferimento, in quanto nella provincia di titolarità non esiste una struttura pubblica o privata presso la quale il medesimo può essere sottoposto a programma terapeutico e socio-riabilitativo, ovvero perché in tale provincia il figlio tossicodipendente viene sottoposto a programma terapeutico con l'assistenza di un medico di fiducia come previsto dall''articolo 122, comma 3, del citato d.P.R. n. 309 del 1990.
4. In mancanza di dette dichiarazioni, la documentazione esibita non è presa in considerazione.
5. Ai sensi del d.P.R. n. 445 del 2000, l'interessato comprova con dichiarazioni personali l'esistenza di figli, del coniuge, nonché il rapporto di parentela con le persone con le quali chiede di ricongiungersi. [2]
6. Gli aspiranti al trasferimento al Conservatorio di musica di Bolzano per le materie appresso indicate, da impartirsi in lingua italiana e in lingua tedesca, possono chiedere detto trasferimento solo se rispettivamente di madre lingua italiana o di madre lingua tedesca: Teoria dell'armonia e analisi, Musicologia sistematica, Storia della musica, Teoria, ritmica e percezione musicale, Pratica e lettura pianistica, Poesia per musica e drammaturgia musicale, Letteratura italiana e tedesca, Teoria e tecnica dell'interpretazione scenica, Pratica organistica e canto gregoriano, Accompagnamento pianistico, Musica Sacra, Pedagogia musicale per Didattica della musica, Elementi di composizione per Didattica della musica, Direzione di Coro e repertorio corale per Didattica della musica, Storia della musica per Didattica della musica, Pratica della lettura vocale e pianistica per Didattica della musica, Bibliografia e biblioteconomia musicale.
7. Gli aspiranti al trasferimento al Conservatorio di musica di Bolzano per le altre materie non elencate sopra devono presentare domanda, entro gli stessi termini di scadenza della domanda di trasferimento, direttamente al Conservatorio di Bolzano, per sostenere il colloquio ai fini dell'accertamento della conoscenza della lingua italiana e tedesca, con le stesse modalità già indicate dal previgente Ordinamento di cui al decreto legislativo n. 265 del 1992.
8. Ai fini del riconoscimento della precedenza o delle agevolazioni previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 per l'assistenza ai portatori di handicap tutti i riferimenti del CCND 31 maggio 2002 non si applicano alla sussistenza del requisito della convivenza a seguito delle modifiche successivamente intervenute alla predetta legge.

- Art. 7 - 
Competenza a disporre i trasferimenti
1. I trasferimenti del personale di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, della presente Ordinanza ministeriale sono disposti dal competente Direttore Generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore.

- Art. 8 -
Adempimenti dei Direttori delle Accademie, dei Conservatori e degli ISIA
1. Il Direttore di ciascuna Istituzione verifica che le domande di trasferimento siano state redatte in conformità agli appositi modelli allegati alla presente Ordinanza ministeriale e corredate della necessaria documentazione, accertando l'esatta corrispondenza tra la documentazione allegata e quella dichiarata. Dispone, quindi, l'inserimento di tutti i dati sul sito http://afam.miur.it nella sezione riservata alle istituzioni.
2. Il punteggio assegnato e le precedenze riconosciute sono resi pubblici mediante affissione all'Albo dell'Istituzione e sul predetto sito internet entro la data del 23 settembre 2014, al fine di consentire, entro il termine perentorio del 1° ottobre 2014, la presentazione di motivate richieste di rettifica o di rinuncia alla domanda al Direttore dell'istituzione. Quest'ultimo, ove ne verifichi la fondatezza, procede alla correzione richiesta, immettendo i relativi dati rettificati sul sito internet. Qualora la richiesta non sia accolta ne dà comunicazione all'interessato.
3. Le domande di trasferimento e la relativa documentazione devono essere trattenute agli atti delle Istituzioni per esigenze di istruttoria in caso di contenzioso e per eventuali richieste ai sensi della legge n. 241 del 1990.
4. Al fine di realizzare nei termini previsti dalle presenti disposizioni i sopraindicati adempimenti, il direttore dell'istituzione, ai sensi dell'articolo 24, comma 6, della legge n. 241 del 1990, ha facoltà di differire l'accesso alla documentazione amministrativa.

- Art. 9 -
Pubblicazione dei movimenti
1. La pubblicazione dei punteggi definitivi sarà resa nota il 9 ottobre 2014.
2. I trasferimenti disposti sulla base della presente procedura sono pubblicati, entro la data del 13 ottobre 2014, mediante affissione all'albo delle singole Istituzioni, nonché sul sito internet http://afam.miur.it, del provvedimento contenente l'elenco del personale che ha ottenuto il trasferimento, con l'indicazione, a margine di ciascun nominativo, del punteggio complessivo e delle eventuali precedenze.

- Art. 10 -
Domanda di utilizzazione temporanea del personale docente
1. Le cattedre e i posti inizialmente disponibili per le utilizzazioni temporanee del personale docente nell'anno accademico 2014-2015 sono resi noti il 20 ottobre 2014 sul sito internet http://afam.miur.it .
2. La domanda di utilizzazione temporanea, corredata del curriculum vitae con le attività didattico-professionali svolte e delle pubblicazioni, deve essere prodotta, entro il giorno 23 ottobre 2014, ai Direttori delle Istituzioni ove si aspira ad essere utilizzati indipendentemente dalla disponibilità delle cattedre e posti inizialmente resi noti.
3. In ciascuna domanda deve essere indicato l'ordine preferenziale delle eventuali altre sedi richieste.
4. Le istituzioni che hanno ricevuto domande di utilizzazione provvedono immediatamente a costituire la commissione, prevista all'articolo 4, comma 4, del CCND del 31 maggio 2002, i cui lavori inizieranno al momento in cui si sia realizzata l'effettiva disponibilità della cattedra o del posto.
5. Le utilizzazioni effettuate sono immediatamente comunicate all'Istituzione di provenienza del docente individuato quale destinatario dell'utilizzazione, al fine di consentire analoga procedura presso tale sede.
6. Le procedure di utilizzazione si concludono entro il 30 ottobre 2014. I provvedimenti che dispongono le utilizzazioni sono acquisiti al CINECA e comunicati al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Direzione Generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore, entro la stessa data.
7. Le utilizzazioni disposte saranno pubblicate il 31 ottobre 2014.

- Art. 11 -
Domanda di utilizzazione temporanea del personale tecnico e amministrativo
1. I posti inizialmente disponibili per le utilizzazioni temporanee, per ciascun profilo professionale, sono resi noti il 20 ottobre 2014 sul sito internet http://afam.miur.it. Il personale interessato all'utilizzazione temporanea presenta, entro il 23 ottobre 2014, all'Istituzione presso la quale intende essere utilizzato, indipendentemente dalla disponibilità dei posti inizialmente comunicata, la relativa domanda corredata del curriculum vitae e della documentazione attestante i titoli di studio e professionali.
2. In ciascuna domanda deve essere indicato l'ordine preferenziale delle eventuali altre sedi richieste.
3. L'utilizzazione è disposta, all'esito della procedura di valutazione comparativa prevista dall'articolo 4-bis del CCND, con provvedimento del Direttore.
4. Le utilizzazioni effettuate sono immediatamente comunicate all'Istituzione di provenienza del personale individuato quale destinatario dell'utilizzazione, al fine di consentire analoga procedura presso tale sede.
5. Le procedure di utilizzazione si concludono entro il 30 ottobre 2014. I provvedimenti che dispongono le utilizzazioni sono acquisiti al CINECA e comunicati al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Direzione Generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore, entro la stessa data.
6. Le utilizzazioni disposte saranno pubblicate il 31 ottobre 2014.

- Art. 12 -
Pubblicazione
1. La presente Ordinanza ministeriale è pubblicata sul sito Internet www.afam.miur.it, nonché sul sito http://afam.miur.it.

- Art. 13 -
Ricorsi
1. I provvedimenti di trasferimento e di utilizzazione temporanea sono impugnabili dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001.
2. L'Amministrazione dispone, in sede di autotutela, rettifiche per eventuali errori materiali relativi ai trasferimenti disposti

[1] Nell'ambito della valutazione delle esigenze di famiglia, si precisa che i punteggi riferiti "al figlio" si intendono estesi anche al figlio adottivo o in affidamento preadottivo o in affidamento.

[2] La residenza del familiare deve essere attestata con dichiarazione sostitutiva di certificazione nella quale deve essere indicata la decorrenza dell'iscrizione anagrafica che deve essere anteriore di almeno tre mesi alla data di pubblicazione dell'O.M. concernente la mobilità

I cantautori raccontati da Pierfranco Bruni. Quelli che hanno salvato la poesia. Tra le parole di Franco Califano

I cantautori raccontati da Pierfranco Bruni. Quelli che hanno salvato la poesia. Tra le parole di Franco Califano
ROMA - I cantautori raccontati da Pierfranco Bruni. Quelli che hanno salvato la poesia. Una vita in musica e con la letteratura: tra le parole di Franco Califano. Può un poeta non sentirsi poeta? Può schernirsi dicendo che non è un poeta perché “non ha che lacrime da offrire al Silenzio” (S. Corazzini, Desolazione del povero poeta sentimentale). E si potrebbe continuare a dire che “le mie tristezze sono povere tristezze comuni. Le mie gioie furono semplici...Io amo la vita semplice delle cose. Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco, per ogni cosa che se ne
andava!” Non è questo in fondo ciò che ha fatto Franco Califano?
Da qui sembra coerente e condivisa l'affermazione di Pierfranco Bruni, apparentemente enfatica e paradossale, che “Era il tempo dei cantautori, quelli che hanno salvato la poesia”. 
In realtà la diatriba se le canzoni d'autore sono o non sono poesia risale agli anni '60, alla nascita e allo sviluppo proprio della canzone d'autore....Ricordiamo, per esempio, Luigi Tenco (più volte nominato, soprattutto nella seconda parte, dal nostro autore)...Non lo citiamo a caso perché, al di là del fatto che morì di morte violenta (non entriamo in questo momento nelle varie tesi del suicidio o meno), ha dei tratti comuni con F. Califano da un lato e C. Pavese dall'altro (uno scrittore ben noto a Pierfranco Bruni a cui ha dedicato una sua precedente pubblicazione): un senso della vita fortemente concreto ed espressione delle problematiche esistenziali (confronto tra individuo e realtà e individuo e individuo), inoltre un rapporto problematico con le donne e l’amore. Ma ciò che ci colpisce maggiormente a livello formale è la limpidezza linguistica, che al tempo stesso era fonte di profonda poetica, frutto della scelta di parole apparentemente semplici e immediate. Una differenza però la troviamo non nella tematica amorosa, ma nel ruolo della donna e del rapporto del poeta con essa, che realizza in questo sentimento, almeno in Califano, (con “Sulla punta di una matita non sono passati secoli” , Il Coscile), lo specchio della sua visione poetica ed esistenziale; in Tenco e Pavese, invece, si risolve nell'impossibilità di realizzare un amore autentico con la donna.
Sembra, dalle parole dell'autore, che ci sia stato un tempo, quello degli anni '60, in cui la canzone cantautorale abbia rotto gli steccati tra la letteratura d'impegno, in particolare la poesia ritenuta elitaria, e la “canzone poetica” che provocava emozioni in chi viveva d'emozioni, o come dice l'autore, era l'emozione stessa.
Si può tentare di delineare una sorta di storia del Canzoniere come insieme coerente di poesie che raccontano un percorso poetico, insieme esistenziale e stilistico, partendo proprio da Petrarca, continuando con G. Leopradi e arrivando a U. Saba. Brano dopo brano in questi autori si delinea una vita, quella soggettiva ed unica che ha creato in alcuni casi un io poetico, egocentrico e ossessivamnete autoreferenziale, come quello petrarchesco,  una sorta di diario in rima; o una  visione della poesia come una salvezza dal dolore esistenziale che tentenna sempre tra infinito soggettivo o mentale e ricerca di una valore, comune a tutti gli uomini, per accettare l'infelicità come nella raccolta dei “Canti” leopardiani; o infine un “Canzoniere” più dichiaratamente psicanalitico, che sonda l'anima del poeta e la canta come simbolo della condizione umana, dolente ma in qualche modo dignitosa di fronte alla verità come quello di U. Saba. Su tutti sovrasta la parola musicale che suggerisce o alleggerisce il peso del vivere.
Alla domanda iniziale che viene da una poesia di S. Corazzini: Perché mi dici poeta?
La risposta non è razionale ma emotiva in quanto ispirata anche da elementi accessori, come il suono, per esempio, che apre le chiavi del cuore ancora prima della comprensione di un testo, o come un'immagine a volte semplice, immediata che richiama alla memoria di chi ascolta una “propria” immagine, e per questo commuove, ma soprattutto come la verità sottesa alle parole, che arriva all'anima in modo diretto alcune volte passando dallo stomaco, con violenza...
Questo era F. Califano, come dice P. Bruni, “un personaggio della canzone vera”  con atteggiamenti che ricordano i poeti maledetti, sopra le righe, provocatorio, ironico, dissacrante, immediato nella sua sfacciataggine ma soprattutto vero. Questo suo modo di essere nascondeva senz'altro una sofferenza del vivere ma anche di fare a pugni con la vita, con la sua aria da combattente che non nascondeva i muscoli; rivolto alle piacevolezze della vita ne assaporava tutti i risvolti, anche quelli negativi, facendo bilanci amari ma pronto a scommetterci ancora. Non citerò a questo punto brani di canzoni già citate dal nostro autore anche perché senza la musica sarebbero sterile cosa e solo una ripetizione del già detto, ma mi soffermerò a questo punto solo su alcune suggestioni legate ai titoli dei paragrafi che sintetizzano in maniera efficace il percorso di vita e poesia di Califano proprio citando titoli o versi delle sue canzoni.
Il primo: Franco Califano e “gli appunti sull'anima”; la parola “appunti” ci ricorda che gli attimi, gli incontri segnano più di una costruita strategia di vita, così l'incontro del nostro con il cantante che sente amico...
Il secondo: Bisogna sentire e vivere “il tempo piccolo” delle esistenze; nella dimensione dell'umano quotidiano il lungo tempo dell'esistenza può allungarsi o abbreviarsi a seconda del peso dell'esperienza vissuta, il tempo, cioè, si dilata se vissuto intensamente, se non è “occupato”, senecanamente parlando, ma impegnato nella totalità del sentire così da essere malinconia, dimenticanza, oblio e noia, mai chiusura...
Il terzo: La sua “passione nei secoli”; lo studio della parola in Califano, come l'efficace ritornello “Tutto il resto è noia”, non nasce da giochi letterari ma da entusiasmi sfiammati in rituali stanchi, dall'eccitazione che sa già di lontananza, che si colora dell'amaro del distacco che sa inevitabile, dalla mancanza di sforzo di accettare la fine come armonica conclusione delle passioni, che si ripetono nel tempo come una normale avventura esistenziale...
Il quarto: Il Mediterraneo dei viaggi in Califano; un tema caro al nostro autore, quello del viaggio, di un viaggio con un possibile e auspicabile ritorno perché include una meta oltre che un percorso ed è un percorso che ci porta da Oriente ad Occidente, metaforico e reale, in cui convogliare crocevia di linguaggi che diventano canto...
Il quinto: Di passioni e di amori; come può un amore trasformarsi in poesia e in più in poesia da cantare? E' di solito un amore finito, ma non amaramente perché ha alimentato la gioia di raggiungere l'ineffabile, la perfezione ed è possibile che essa risieda proprio nella stessa finitezza dell'amore; è l'inappagato desiderio che continua a rinascere ogni volta e che per questa sua necessaria ripetitività sembra essere eterno; è la sfrontata ricerca della verità di cui non si ha paura ma anzi si aspetta con ansia che si ripeta ancora...
Il sesto: Franco Califano e il mistero dell'amore come dono; anche in questo caso valgono le riflessioni già espresse per il paragrafo precedente.
E si continua poi con “...saprò essere il tuo poi...”, “Non sono passati mica secoli”, “Io per amarti” ti porterò una collana di stelle, in cui P. Bruni parla di Califano come di un viaggiatore tra le emozioni e sono quelle del padre, di una donna, dell'amore per l'amore, del suo raccontarsi nell'accento “primitivo” del vocabolario, e infine Una preghiera: Dio fai in modo che lei rimanga nella mia vita, che contempla il tema fondamentale di tutta la produzione di Califano, l'amore condensato nello sguardo: “Il Dio pregato porta gli occhi negli occhi e salva sempre”; è il Califano più recente che ancora sempre e fino all'ultimo dedica la sua vita all'amore, all'amore come ricerca, come abbandono, come dimensione dell'essere, come richiamo continuo alla nostalgia, al bisogno di vivere ancora con l'infinità del desiderio, la magia che solo gli uomini sanno creare e di cui, quando non c'è, sentono dolorosamente la mancanza. 
E' questo l'unico tema del viaggio poetico di Franco Califano e se egli è stato poeta è perché è riuscito a non farsi schiacciare dalla malinconia, ma ha saputo temperarla con l'ironia che lo salva dal compiacimento del dolore per vivere pienamente e senza timori...
Usando per l'ultima volta le parole dello stesso Califano, citate da Pierrfranco Bruni, “io vivo soltanto per essere me”  e … “Tutto il resto è noia”.

di Angela Lo Passo