"Sugar Rain", singolo dei Roadhouse Crow come scoperta di un nuovo cocktail di suoni

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FROSINONE - Esce l'ep omonimo della band RoadHouse Crow. È in radio "Sugar Rain", primo singolo estratto. Esce oggi, martedì 28 febbraio 2017, il nuovo ep della band ROADHOUSE CROW. L’ep, disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming, è accompagnato dal singolo “SUGAR RAIN” da oggi in rotazione radiofonica.

"Sugar Rain" viene presentata dalla band di Frosinone come: "la scoperta di un nuovo cocktail di suoni, di gusti più soft che non credevamo ci appartenessero, ma che hanno invece influenzato fortemente il nostro attuale chassis artistico. Abbiamo cercato di rimaneggiare le sonorità di un pop d’annata mentre per ciò che riguarda il testo è il titolo a far da guida, l’idea di una pioggia che rapisce cadendo ma che rimane aggrappata sulle pelli di una città in cui si è vissuta un’esperienza sostanzialmente mondana, vettore di scintille molto intime. Abbiamo scelto Sugar Rain come singolo apripista perché è stata una delle ultime canzoni scritte con una sfumatura pop diversa, una delle piccole deviazioni che ci è piaciuto prendere e che abbiamo sentito più nostre. Il brano è contenuto in “Roadhouse Crow”, un EP prodotto durante un anno di lavoro. Ci piacerebbe dipingere nelle menti degli ascoltatori immagini costiere, dalle diverse vie sabbiose. È un lavoro di canzoni pop e rock vagamente patinate".

Questa la tracklist di Roadhouse Crow: “Sugar Rain”, “Motels”, “Galapagos”, “London Love”.

I Roadhouse Crow nascono nell’aprile del 2013, in provincia di Frosinone. Dopo alcuni mesi dedicati alla composizione di nuovi brani si concentrano sull’attività live che li porta a suonare alla decima edizione del Music Village e in vari festival e music club del frusinate e del centro Italia, tra cui il festival Rock The Cyclops 2.0 in apertura ai Dellera e il Murata Street Sound 2015 (del cui contest si sono aggiudicati il 2° posto). Contemporaneamente, il percorso di songwriting spinge la band a sviluppare e rifinire un gusto tendenzialmente Retro-Rock e Retro-Pop che caratterizza la loro produzione più attuale. A giugno del 2015 rilasciano “Harborleave Inn”, il loro primo lavoro discografico. In seguito vincono l’Uniclam Music Contest e arrivano alle Semifinali di Sanremo Rock 2016. In giuria oltre a Giovanni Errera (Sanremo Rock e Festival di Castrocaro) anche Steve Lyon (produttore, sound engineer e mixer per Depeche Mode, The Cure, Paul McCartney, Subsonica). A luglio 2016 la band pubblica il singolo “London Love”, accompagnato da un videoclip prodotto da ULAND Communication. È in quel periodo che aprono ai Diaframma nel corso del VII “Boville Festival”. Il 31 gennaio 2017 esce in anteprima su comingsoon.it il videoclip di “Sugar Rain”, singolo che anticipa l’uscita del loro nuovo ep “Roadhouse Crow”, prevista per il 28 febbraio. I Roadhouse Crow sono Davide Romiri (voce e ritmica), Gordon Venice (chitarra e organo), Emilio Fiaschetti (basso e tastiere) e Marco Revér (batteria e percussioni).

Arturo Caccavale & Band protagonista del quarto appuntamento de "Il Nuovo Suona Giovane"

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NAPOLI - Sabato 4 marzo 2017, Teatro Nuovo di Napoli, Arturo Caccavale & Band in concerto. Quarto appuntamento programmato nell’ambito della rassegna musicale Il Nuovo Suona Giovane, preceduto da un opening live jazz set e aperitivo. Sarà Arturo Caccavale e la sua band in concerto, sabato 4 marzo 2017 alle ore 21 al Teatro Nuovo di Napoli, protagonista del quarto appuntamento programmato da Il Nuovo Suona Giovane, rassegna musicale per le giovani generazioni, presentata dal Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con Progetto Sonora, che nasce per dar corpo ed evidenza ai molteplici linguaggi musicali del nostro tempo.

Giovane, fresco e talentuoso trombettista, cantante e autore laureato in tromba e canto jazz al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, Arturo Caccavale (voce, tromba e flicorno), sarà accompagnato nella performance live dalla sua band composta da Ivan Ciavarella (chitarra elettrica e acustica), Luciano Lucky Pesce (tastiere, arrangiamenti e direzione artistica), Mario Toscano (batteria), Luciano De Fortuna (percussioni), Daniele De Santo (basso elettrico). 

Ospiti della serata saranno Antonio Pirozzi (piano e voce), Carmine Granato (voce), Sally Cangiano (chitarra nylon e voce) e, special guest, Franco Del Prete (batteria).

Voce e tromba dei "Sud Express", il celebre gruppo di Franco Del Prete  (batterista di "Show Man" e "Napoli Centrale"), è anche trombettista e cantante della "TMJB", direttore d'orchestra Antonio Solimene. La jazz band ha calcato palchi importanti tra cui, per ricordarne solo alcuni, "Umbria jazz" e "Blue Note" di Milano.

Arturo Caccavale

Arturo Caccavale si è esibito come cantante per un concerto al Teatro di San Carlo di Napoli col maestro Marco Sannini, e, sempre in ambito teatrale, ma in campo più pop, ha lavorato nello spettacolo "Stelle a Meta'" con Sal Da Vinci. 

Vanta diverse collaborazioni anche con Alessandro Siani e, sin da piccolo, ha composto brani in napoletano, italiano e in inglese, duettando con Tosca Tiziana Donati in un proprio brano, dal titolo "Nuje senza e nuje".

Quello che l'artista partenopeo porta sul palco del Teatro Nuovo è un progetto che, oltre a proporre molti dei successi dei "Sud Express", offrirà pezzi d'autore inediti, che individuano la loro ispirazione in un ricco e diversificato background. 

Nella composizione dei suoi lavori, infatti, Caccavale rivela una frequentazione di generi e artisti differenti, strizzando l'occhio sia alla linea melodica di Stevie Wonder sia alla ritmica coinvolgente e, al tempo stesso, malinconica di cantanti, autori e chitarristi brasiliani, come Gilberto Gil, Jao Bosco e Djavan. 

Non mancano in questo ventaglio echi e suggestioni di grandi cantautori italiani (De Gregori, Dalla, Daniele, Bersani e Joe Barbieri), che hanno influito non poco sulla scrittura dei testi, sia in napoletano sia in italiano, del giovane creativo. 

In questo 'melting pot sonoro', l'ascolto della musica jazz in generale e lo studio della tromba in particolare hanno avuto un peso notevole per trovare il giusto approccio e il linguaggio più consono a esprimere versatilità ed estro. 

Chet Baker e Miles Davis sono stati numi tutelari in questo percorso di ricerca musicale, ancora tutto in itinere e, chiaramente, non scevro dall'ascendenza esercitata dal patrimonio napoletano classico e contemporaneo.

Il concerto di Arturo Caccavale sarà preceduto, alle ore 20, da un breve live jazz set a cura di un giovane trio, composto da Martina Striano (voce), Luca Privitera (chitarra), Pietro Scalera (basso).

Ovidio: dalla classicità alla lingua poetica come modello antropologico. Ripartire dal latino

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Pierfranco Bruni
ROMA - Pierfranco Bruni; “Una lettura di Ovidio: dalla classicità alla sua presenza nel Novecento delle letterature dei linguaggi”. Ovidio verso il Bimillenario. Ovidio nel Novecento letterario. Un lavoro curato da Pierfranco Bruni. È stata realizzata la cartella dedicata ad Ovidio con la quale si avviano le Celebrazioni sul Bimillenario della morte del poeta latino.

La cartella è costituita, con una veste elegante, da nove schede redatte dagli studiosi ed esperti di letteratura che  rileggono le arti amatorie e le metafore di Ovidio, nato in Italia e morto in Romania. 

Un percorso che intreccia i diversi aspetti dell’Opera di Ovidio con una chiave di lettura che guarda ad una collaborazione con il mondo della scuola. Classicità e identità.

Il lavoro è stato realizzato per volontà del Sindacato Libero Scrittori Italiani  e rientra nell’ambito del Progetto Etnie del Mibact curato da Pierfranco Bruni, Responsabile del Progetto.

Il suo linguaggio latino costituisce una indicazione precisa che è quella della ripresa della cultura classica attraverso poeti che hanno rappresentato punti di riferimento. 

Per salvare la cultura italiana occorre ripartire dal latino. Il lavoro verrà presentato anche in Romania in occasione del Bimillenario della morte di Ovidio. 

La cartella porta i contributi, oltre che di Pierfranco Bruni, di Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, Milvia Morciano, archeologa e studiosa di culture classiche e Marilena Cavallo, docente di Letteratura Liceo Moscati- Grottaglie.

L'obbiettivo - riporta ancora il comunicato stampa - è quello di aprire un articolato dibattito con lo scopo di salvare la classicità della cultura italiana. 

Pierfranco Bruni: “Si tratta di un lavoro che propone una lettura comparata di Ovidio: dalla classicità alla lingua poetica come modello antropologico sino a scavare sulla presenza di Ovidio nel Novecento”.
    

La classicità, secondo Bruni e De Giovanni, bisogna cercare di recuperarla attraverso la proposta di una tradizione che ha come base sia la forza linguistica sia quella estetica. Soprattutto la lingua latina ha una marcata matrice letteraria che permette da dare un senso alla classicità del testo. Questo significa però che occorre scavare nei testi. Dalla classicità archeologica a tutto il Novecento italiano. 

Una iniziativa importante che nasce all’interno del Progetto Etnie, curato da Pierfranco Bruni,  del Ministero beni attività culturali e turismo.

Chiromantica. Ode Telefonica agli Abbandonati Amori di e con Sergio Del Prete e Roberto Solofria

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ARZANO - Al Libero Spazio A’ Casarella Teatro Civico 14 e Murìcena Teatro presentano Chiromantica. Ode Telefonica agli Abbandonati Amori, in collaborazione con NCT – coordinamento campano. Venerdì 3 marzo 2017, alle ore 21, al Libero Spazio A’ Casarella (via Alfredo Pecchia n. 34, Arzano provincia di Napoli) va in scena Chiromantica. Ode Telefonica agli Abbandonati amori di e con Sergio Del Prete e Roberto Solofria, coprodotto dal Teatro Civico 14 e Murìcena Teatro.

Lo spettacolo è uno degli appuntamenti organizzati in collaborazione con NCT (misura finanziata da Funder35 e Fondazione Con Il Sud) che ha scelto i lavori tra i partner al progetto e di compagnie emergenti che hanno difficoltà a circuitare. 

Lo spettacolo  mette insieme i segni di quella profonda intimità dell’animo umano che i drammaturghi napoletani, negli anni Ottanta, sono riusciti a portare in scena attraverso le loro opere anche come registi e attori. I testi di Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello e Francesco Silvestri si intrecciano in un tributo onirico attraverso un racconto in grado di far emergere la solitudine e l'abbandono che accomuna i personaggi delle loro storie. 

Roberto Solofria e Sergio Del Prete si fanno interpreti di quel mondo disorientante, animato dalle storie di “Streghe da marciapiede”, “Le cinque rose di Jennifer”, “Scende giù per Toledo”, “Ragazze sole con qualche esperienza”, di “Facc’ ‘e San Gennaro” e “Partitura”. Personaggi che triturano pensieri e rigurgitano fantasmi negli angoli di camere da letto, negli angoli di sogni, di abbandoni, di amori e di illusorie telefonate. Un luogo unico e disunito che unisce le anime stracciate di Rosalinda Sprint, Jennifer, Gina, Tuna, Bolero e Grand Hotel in questo viaggio onirico-chiromantico en travestì. 


Identità possibili di corpi, che indirizzano le loro scelte verso un teatro di narrazione e che agiscono in un grande vuoto di regole, verso una discesa disorientante nelle viscere dell’amore.

«Raccontiamo - sottolineano Solofria e Del Prete - di soggetti nati dal genio dei quattro autori. 

Parliamo di amori abbandonati, di travestiti, di femminielli e prostitute. Parliamo di persone che agiscono nella loro intimità, nella loro riservatezza, portando alla luce le speranze, le delusioni, la visceralità e i loro segreti più intimi. Uno spettacolo che speriamo squarci l'anima dello spettatore, che lo illumini circa la profondità della solitudine, che lo stimoli ad aprire gli occhi su tutto ciò che può essere ben altro, che lo commuova, che lo diverta, che gli faccia nascere dei dubbi, delle domande e che lo avvolga in un velo chiromantico emozionale». 

CHIROMANTICA ODE TELEFONICA AGLI ABBANDONATI AMORI è uno spettacolo in grado di esplorare al di là della realtà, del sessuale ordinario, con tutte le implicazioni che comporta, ed è in grado di accrescere il valore della differenza nella nostra società. Caleidoscopica espressione di identità post-moderne legata peculiarmente al territorio, alla lingua e al teatro della città di Napoli, lo spettacolo non si limita ad essere un omaggio agli autori, ma mostra un percorso possibile verso il recupero della storia e della narrazione attraverso il teatro.

CHIROMANTICA ODE TELEFONICA AGLI ABBANDONATI AMORI da Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello e Francesco Silvestri uno spettacolo di e con Roberto Solofria e Sergio Del Prete una coproduzione Mutamenti/Teatro Civico 14 e Murìcena Teatro assistenti alla regia Ilaria Delli Paoli e Antimo Casertano musiche originali Paky Di Maio, costumi Alina Lombardi, elementi scenografici Francesco Petriccione, foto di scena Marco Ghidelli organizzazione Napoleone Zavatto.


Estratti da Ragazze sole con qualche esperienza, di Enzo Moscato Scende giù per Toledo, di Giuseppe Patroni Griffi Le cinque rose di Jennifer, di Annibale Ruccello Streghe da Marciapiede, di Francesco Silvestri Schiume (in Partitura) di Enzo Moscato Orfani veleni, di Enzo Moscato.

NOTE DI REGIA. “L’esigenza di mettere in scena CHIROMANTICA ODE TELEFONICA AGLI ABBANDONATI AMORI nasce prima di tutto dall'amore viscerale verso la drammaturgia degli anni Ottanta, che apre nuovi orizzonti del panorama teatrale italiano. Una drammaturgia che rompe gli schemi teatrali che fino a quel momento avevano predominato con una canonizzazione del teatro, forse non immaginando neppure l'enorme patrimonio a disposizione di una sperimentazione registica che stava per nascere. È un amore genuino, sanguigno, proprio come la scrittura di Enzo Moscato e Annibale Ruccello, che si prendono la responsabilità di osare con la loro esaltante penna. 

Uno spettacolo che speriamo squarci l'anima dello spettatore, che lo illumini riguardo la profondità della solitudine, che lo stimoli ad aprire gli occhi su tutto ciò che può essere ben altro, che lo commuova, che lo emozioni, che lo diverta, che gli faccia nascere dei dubbi, delle domande, che lo avvolga in un velo chiromantico emozionale.” - Sergio Del Prete.

Enzo Moscato e Francesco Silvestri sono stati miei maestri, con loro ho fatto stage di drammaturgia e di animazione teatrale. Entrare nei loro personaggi mi ha sempre affascinato ed è stato inevitabile ricercare figure simili nei testi di Ruccello e Patroni Griffi. Ecco che questo mondo “parallelo” dei loro personaggi è diventato il mondo di CHIROMANTICA, dove due diseredati, border line, emarginati, dimenticati, rivivono le storie di questi disperati femminielli o presunti tali.

Il nostro scopo è stato quello di mettere insieme i segni di quella profonda intimità dell’animo umano che i drammaturghi in questione sono riusciti a portare nelle loro opere. Per questo riteniamo che l’esperienza civile e artistica legata allo spettacolo possa accrescere il valore della differenza nella nostra società.” - Roberto Solofria


La vera regina del Regno di Napoli, Maria Carolina d'Asburgo-Lorena raccontata da Sodano e Brevetti

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NAPOLI - Io, la Regina Maria Carolina, la presentazione alla Nazionale dove si conserva la biblioteca della sovrana. Giovedì 2 marzo 2017, ore16, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, Rosanna Cioffi, prorettrice Università Campania “Luigi Vanvitelli”, Renata De Lorenzo, Università Napoli “Federico II”, Aurelio Musi, Università Salerno, Marcello Andria, direttore Centro Bibliotecario, Università Salerno, presentano il volume Io, la Regina Maria Carolina d'Asburgo-Lorena tra politica, fede e cultura, a cura di Giulio Sodano e Giulio Brevetti, introducono la direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, Simonetta Buttò, e il direttore del Dipartimento di lettere dell’ Università della Campania, Marcello Rotili.

Edito in Quaderni - Mediterranea - ricerche storiche, Palermo 2016,  in occasione del Bicentenario della morte della discussa Regina, il volume - riporta il comunicato stampa - ne analizza la complessa personalità e la sfaccettata figura tramite gli originali contributi e le inedite interpretazioni di specialisti di diversi settori: Giulio Sodano riflette sul potere delle donne in antico regime, con particolare attenzione alla costruzione della regalità femminile nei secoli dell’età moderna; Giuseppe Cirillo si sofferma sulle riforme politiche del Regno borbonico; Elisa Novi Chavarria affronta il rapporto della sovrana con la fede mediato dalla figura del confessore, Gianluca Del Mastro quello con l’Antico in particolare con gli scavi e la Villa dei Papiri di Ercolano, Francesco Cotticelli quello con il teatro, la musica e in generale col mondo dello spettacolo; Paologiovanni Maione esamina gli itinerari del viaggio nuziale, Vega de Martini il gusto per l’oreficeria, Eva Baumgartner il legame con Vienna, sua culla e tomba, Giulio Brevetti l’iconografia pittorica ufficiale; Il saggio di  Paola Zito, infine, è dedicato  all’amore per i libri  della regina e per la sua biblioteca, una significativa  raccolta (che è oggi conservata presso la Nazionale di Napoli) costituita da circa  3923 titoli ed un cospicuo numero di periodici ,espressione nitida  della produzione libraria e delle forme letterarie delle tendenze estetiche dell’ epoca.

Il testo si presenta come un  lavoro collettivo organico che aiutare a riflettere su un personaggio ancora oggi poco presente negli studi scientifici ma che fu, nel bene e nel male, la vera grande regina del Regno di Napoli, con un protagonismo politico che  non trova rispondenza eguali in altre sovrane.


“Viaggio in Giappone”, nuova iniziativa e laboratorio per bambini al Museo Civico di Casale Monferrato

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CASALE MONFERRATO - Domenica 5 marzo 2017 si scopre il Giappone al Museo Civico: laboratorio e visita guidata. Alle ore 16 è in programma “Viaggio in Giappone” una nuova iniziativa del Museo Civico di Casale Monferrato (ex Convento di Santa Croce, via Cavour 5). Il paese del Sol Levante sarà protagonista di una visita guidata e di un laboratorio dedicati ai bambini a partire dai 6 anni.

L’esperienza, a cura di Barbara Corino, permetterà di osservare in via eccezionale un oggetto curioso e particolare: un antico dizionario giapponese/inglese ad uso commerciale, stampato nel XIX secolo e conservato nei depositi del Museo.

I bambini potranno guardare attentamente l’insolito testo, corredato dai tipici ideogrammi orientali, e cimentarsi nell’antica arte della scrittura nipponica.

Giornata della Commedia dell'Arte, a Caserta giovani attori recitano per Toni Servillo

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CASERTA - Li ha festeggiati, in tutto il mondo, la Commedia dell’arte: gli anni sono 472. A Caserta la giornata, il 25 febbraio 2017, al teatro Comunale, è stata dedicata a Toni Servillo. «Perché? - dice Patrizio Ranieri Ciu, regista e autore di testi, direttore del progetto sul teatro che ha fatto nascere la Compagnia della Città a Caserta - perché Toni oggi è davvero il migliore, sia per il valore nobile che ha dato alla parola attore sia per la ricerca continua di restituire al teatro il ruolo primario di occhio impietoso sul mondo, sempre più cieco.

Il mondo artistico si divide in due anime: da una parte la visione di come saremo, dall’altra di come potremmo essere. La prima propone di lasciarsi andare, la seconda, di mettersi in discussione, lavorando su se stessi. Per fare questo ci vuole senso critico, ed è qui il vero compito del teatro».

Dalla dedica formale all’attore casertano pluripremiato a quella sostanziale voluta dal sindaco Carlo Marino che ha chiesto che lo spettacolo andato in scena ieri sera, “La costruzione della Commedia”, fosse dedicato, con invito a loro riservato, a vigili del fuoco, bersaglieri della Garibaldi, carabinieri, polizia e guardia di finanza, volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa.

«L’obiettivo è stato - commenta Ciu – ed è il riconoscimento di un impegno prezioso con il dono di un paio d’ore di serenità».

Era il 25 febbraio 1545 quando fu firmato l’atto notarile che sanciva la nascita della prima compagnia di comici professionisti. Nell’atto si leggeva: «L’attore dà senso a cose senza senso, che nella realtà gli altri fanno nella convinzione che abbiano senso».

È da questo assunto che sono partiti ieri i giovani della Compagnia per il loro spettacolo.

«Una dedica l’abbiamo anche noi – hanno detto gli attori – ed è per il giovane suicida di Udine la cui lettera rappresenta in senso compiuto l’ansia, poi il timore e infine il terrore con cui la gioventù va incontro all’incertezza del futuro. Se Michele avesse potuto sperimentare la partecipazione, la condivisione, il sogno, avrebbe capito che c’è sempre la possibilità di un piccolo passo avanti, se questo viene fatto insieme. Questo valga come monito a chi assume la responsabilità delle cose pubbliche: dirigere non è potere, ma è qualità di servizio agli altri. Ogni riferimento al momento politico attuale è, da parte nostra, del tutto voluto».

Servillo e Ciu hanno alcune cose in comune: la data di nascita, l’amore appassionato per il Teatro che il primo esprime da attore e il secondo da autore e i primissimi passi artistici avviati insieme nel soppalco del palazzo Tescione a Caserta.

«Aneddoti comuni? Chiedeteli a Toni - dice Ciu - lui è l’attore. Nell’attore la memoria deve essere di ferro. Io sono autore, penso, scrivo e dimentico. L’autore ha la memoria labile».

Cabaret e burlesque “Jatta Noir Cabaret” per il Carnevale al Nostos Teatro di Aversa

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AVERSA - Carnevale al Nostos Teatro di Aversa con "Jatta Noir Cabaret", per festeggiare insieme 'a tinte forti'. Martedì 28 febbraio 2017 alle ore 21,30 lo spettacolo di cabaret e burlesque “Jatta Noir Cabaret” sarà in scena al Nostos Teatro di Aversa per festeggiare insieme un carnevale a tinte noir… In una piovosa Parigi sospesa in un'epoca lontana, personaggi scalcinati si aggirano per le strade umide della città.

Un polveroso cabaret è il loro rifugio. È lì che si svelano, mostrano a pieno la propria identità, ciò che bramano, la passione che li anima. Una presenza misteriosa li accoglie in questo luogo. È una gatta nera che, ogni notte fonda, alza il sipario per offrire al suo pubblico visioni noir, decadenti, bizarre e romantiche.

Fanny Damour, nelle vesti di Jatta noir, ospiterà sul palco: Monsieur Didier, un ventriloquo accompagnato dalla sua Yvette, una bambola di pezza dal cuore di donna, Herr Feuer, che racconterà le sue tragicomiche avventure, un misterioso cancelliere dalle velleità artistiche e Lady Pussycat ,diva dalla voce ammaliante, ossessionata dai gatti neri.

Jatta Noir Cabaret con Fanny Damour, Arianna Cristillo, Giuliano Casaburi, Antonio Granatina Martedì 28 febbraio ore 21,30 Nostos Teatro Viale J. F. Kennedy, 137, trav. Brodolini, 6, Aversa (Caserta).



“Prendo in prestito tua moglie”, spettacolo vincitore del premio Aenaria, al Nuovo Teatro Pezzani

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PARMA - Prendo in prestito tua moglie, al Nuovo Teatro Pezzani dal 3 al 5 marzo 2017. La scorsa stagione è stata una piacevole novità per il pubblico di Parma con la sua commedia “Questa volta te lo dico che ti amo” e quest’anno sicuramente Luca Franco tornerà a farci divertire - riporta il comunicato stampa - con la piéce da lui scritta e diretta “Prendo in prestito tua moglie”, interpretata dall’affiatato cast de I Mercanti di Stelle: Roberta Scardola, Daniele Locci, Marco Russo, Emiliano Lana, Filippo Valastro e Monica Falconi.

Lo spettacolo è vincitore del premio AENARIA come miglior gradimento del pubblico, miglior testo inedito e miglior attore non protagonista. 

Nicola e Valerio sono amici da una vita e abitano vicini. Un giorno Nicola viene a scoprire che il padre verrà a fargli visita e per un po’ di giorni si tratterrà a casa sua. Il problema non sembrerebbe sussistere se non fosse che Nicola è gay e sa che il padre è assolutamente contrario ad una situazione del genere.

Non lo accetterebbe e per questo Nicola cerca con Valerio e sua moglie Marta una soluzione. Da qui nasce la vicenda  principale, con i suoi colpi di scena e i risvolti sentimentali e con un ingrediente inatteso: una vicina di casa rompiscatole che permane a casa di Valerio come se fosse casa sua, mette bocca su tutto, osserva, valuta e sentenzia giudizi su ogni cosa!

Il padre arriva a casa di Valerio e si accorge che c’è qualcosa di strano: equivoci, risate e incomprensioni condiscono tutta la seconda parte dello spettacolo in una escalation di emozioni in cui ogni persona del pubblico può immedesimarsi.

“Prendo in prestito tua moglie sarà in scena venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 16.

Coppa del Mondo di tiro a volo, a Nuova Delhi la prova di skeet in cui gareggia Domenico Simeone

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Domenico Simeone
BAIA E LATINA - Mercoledì, 29 febbraio 2017, a Nuova Delhi, in India, la prova di skeet in cui gareggia l’atleta di Baia e Latina. Il portacolori delle Fiamme Oro si è preparato sui campi del poligono Falco. Prima prova di Coppa del Mondo di tiro a volo  sulle pedane del “Kami Singh Shooting Range” a Nuova Delhi in India. In gara anche il casertano Domenico Simeone, portacolori del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, originario di Baia e Latina, prodotto dell’inesauribile vivaio della Società Tiro a Volo Falco di Capua.

Simeone, convocato dal commissario tecnico deghi azzurri Andrea Benelli - riporta il comunicato stampa - sarà in pedana  mercoledì 1 marzo per la prima fase individuale su 50 piattelli e giovedì 2 per quella conclusiva su 75 piattelli, mentre venerdì 3 gareggerà nella inedita prova con il mixed team, composto da donne e uomini, la stessa che rappresenterà la novità ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

Domenico Simeone, nato a Piedimonte Matese nel 1994, ma residente a Baia e Latina, è "esploso" dal punto di vista agonistico nel 2013 con il successo ai campionati europei in Finlandia ed a quelli mondiali in Perù per la categoria juniores; nel 2014 è stato campione mondiale a squadre nella categoria di eccellenza; nel 2015 ha centrato il primo posto al campionato italiano assoluto, riconfermando il risultato nel 2016. Per lui è il battesimo in Coppa del Mondo, replicando l'affermazione già conseguita dal suo compagno di allenamenti Tammaro Cassandro, più volte sul podio nella kermesse iridata, che dovrebbe rientrare in lizza in occasione della terza prova di Coppa del Mondo. Ambedue sono stati di recente premiati in occasione della cerimonia organizzata dal Coni Caserta presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Caserta.

Simeone, allievo dell'indimenticabile "talent scout" Giampiero Malasomma, scomparso due anni fa, incontrerà a Nuova Delhi il suo modello agonistico da sempre, e cioè il campione olimpico Ennio Falco, peraltro zio di Tammaro Cassandro, il quale svolge il ruolo di allenatore della nazionale indiana di tiro a volo, pilotata dall'ormai ex atleta ma tecnico di rango internazionale ai vertici mondiali dello skeet.

Offerta formativa del sistema di Istruzione tecnica superiore e delle lauree professionalizzanti

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Valeria Fedeli
ROMA - Lauree professionalizzanti e ITS, istituita al Miur la cabina di regia. La riunione di insediamento l'8 marzo 2017. È stata istituita al Miur la cabina di regia nazionale per l’armonizzazione e il coordinamento dell’offerta formativa del sistema di Istruzione tecnica superiore e delle lauree professionalizzanti. La cabina era stata annunciata dalla ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

La riunione di insediamento è prevista  il prossimo 8 marzo. La cabina di regia - comunicano dal Miur - servirà a promuovere l’attuazione coordinata della sperimentazione delle lauree professionalizzanti con il sistema di Istruzione Tecnica Superiore.

Alla cabina di regia, che si riunirà presso il Gabinetto del Miur e sarà presieduta dalla ministra dell’Istruzione o da un sottosegretario delegato, parteciperanno la capo di Gabinetto del Ministero, la capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero, il capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del Ministero, il presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) o un suo delegato, il coordinatore della Cabina di Regia degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

Ai lavori della cabina di regia parteciperanno, su richiesta dei componenti, uno o più rappresentanti della direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione e del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca. Su specifiche tematiche interverranno poi esperti del settore, rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, rappresentanti del Consiglio Universitario Nazionale, rappresentanti degli Istituti Tecnici Superiori e del mondo universitario.

Al Teatro della Tosse di Genova in scena lo spettacolo Al lupo Al Lupo, regia di Antonio Tancredi

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GENOVA - Al lupo! Al lupo! Domenica 26 febbraio, ore 16, al Teatro della Tosse di Genova. Al lupo! Al lupo! drammaturgia Daniela Carucci, regia di Antonio Tancredi, scene e costumi Roberta Agostini e Valentina Albino, con Massimiliano Caretta, Vincenzo Geddo, Giselda Ranieri, movimenti di scena Davide Frangioni, assistente alla regia Roberta Testino, produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse.

Nuovo appuntamento domenica 26 febbraio, ore 16 con la Tosse in Famiglia.

In scena lo spettacolo AL LUPO AL LUPO regia di Antonio Tancredi produzione Teatro della Tosse.

Tre Porcelli, tre fratelli, ormai cresciuti, si mettono in viaggio, ognuno con la propria valigia per conoscere il mondo. Ma se sei nato porcello? Sicuro che prima o poi un lupo incontrerai.Ma com'è fatto un lupo? E' davvero così cattivo? Perchè ci vuole mangiare? Come fare a riconoscerlo? E mentre le domande aumentano, ecco che qualcosa si sente, piano, piano ci sorprende, su e giù per la schiena, nella pancia e nella gola. E' arrivata la paura? Paura dei tuoni, dei fulmini e delle saette, paura del buio e delle ombre maledette, quelle grandi e nere, quelle grandi e nere come il Lupo. E, allora, bisogna scappare, trovare un rifugio, costruire una casa, una casa sicura. Ma ad ogni passo un'ombra ci accompagna, un'ombra che non dà tregua. Lo spavento aumenta, i muri si fanno più alti, le parole più spicce, gli sguardi più bassi, i passi più svelti, le case più chiuse, serrate, blindate, sudate...E più i muri crescono più la paura si fa grande: Il lupo sta arrivando...? No, arriverà domani, perchè si è fermato prima a fare uno spuntino?, No, è in ritardo perchè ha perso il suo pulmino? No è già arrivato, non ha trovato nessuno e se n'è andato.

PRIMA DELLO SPETTACOLO, LA DOMENICA, ALLE ORE 15 "CON UN PO' DI FANTASIA'" LABORATORIO A CURA DI ASSOCIAZIONE BIM BUM BAM. (laboratorio gratuito con il biglietto dello spettacolo).


Mata Hari danza. Ancora per tredici notti! C’era la luna in quell’alba. Come leggere Cesare Pavese

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ROMA - Alla fine l’ultima danza diventerà la tredicesima. Passi di luna con lo sbattere di pietre. Come un’attesa che vola tra aquile e aquiloni. Io gioco agli arcobaleni. Passi di danza nel cercare la luna. Come un’armonia nella disarmonia. Ci sono attese che restano pause. Le pause dono infiniti cerchi. La vita è fatta di attese.

Tu sei la mia attesa, ma sei anche il mio senso
Una volta, tanto tempo fa ascoltavo spesso una canzone dal titolo “Io che non vivo senza te”. 
Ho tra le mani i pensieri. 
Pensieri!

Quella canzone, in questi giorni mi, mi ritorna come eco, come fraseggio, come musica, come suono… 
Io che non vivo senza te… 
Sono echi che hanno voci e vento che giungono da giovinezze strappate al vento del tempo. 
Il tempo è anche tra le mani. 

Mata Hari danza. Ancora per tredici notti!

C’era una volta nelle stanze della mia memoria la vacanza del destino. Diventato vento. C’era una volta… Una volta c’era…

Io che non vivo una sola ora senza penarti come posso pensare di vivere una vita lontano da te? 
Questo è il senso e io ti regalo questo senso… perché è orizzonte.. 
io che non vivo senza te non potrò, senza te, continuare a vivere, perché tu sei dentro di me. 
Le mie e le tue mani. 

Tra i giorni che scorrono, tra le ore che ripetono il bisogno di incontrarti di amarti, di baciarti, di abitarti come è possibile vivere altro, mentre di mordicchio le labbra tra le metafore e le allusioni. 
Il reale e l'irreale si intrecciano. 
Tra le nostre mani vivono le anime. 

La favola può vivere senza il reale? 
No, la favola nasce come favola, io e te siamo nati come favola, ma abbiamo bisogno del reale che ascolta la favola. 
Il reale, se non ascolta la favola, è soltanto quotidianità, rappresentazione del giorno che passa. 
Anche tra le dita passano i giorni. 

E’ tutto scontato? 
Non è scontato perché l’amore è trincea, 
l’amore è dolcezza nell’incontro ed ha gli infiniti respiri che sono i sospiri che mi regali in ogni tuo accenno, in ogni tua eco. 
L’eco che mi giunge da distanze lunari e tu mi porti la luna di notte e l’aurora di giorno. 
Le nostre mani raccolgono il silenzio.

C’era una volta una danzatrice che custodiva le stelle. Poi si perse! Restò il pianto di una nuvola. E l’eco divenne ombra.

Danza ancora.
Mata Hari è negli Orienti.
Forse altre tre volte.
Per non smettere di danzare tre volte ancora.
Sino a contare nove volte. Poi altre tre.
Alla fine l’ultima danza diventerà la tredicesima e si fermerà nel chiaro della luna.

Mi addormento con te e mi sveglio con te. Mi sembra leggere il mio amico Pavese
Questo è il viaggio, il mio viaggio con te che ha l’immenso, la bellezza di essere insieme, gli Orienti e l’Occidente che si incontrano come nel racconto di Abshu che io recito tra lo spazio e il tempo mai misurato. 
Sono le mani che intrecciano mistero. 

Ti vivo tra sinfonie, sintonie, armonie con i suoni e tu sei quella danzatrice che ha la religiosità dei sufi negli occhi e guarda il cielo ed io ti appartengo come metafisica dell’anima, perché tu mi appartieni come cuore, come anima. 
Ti ascolto, ascolto la tua voce. La tua voce.. questa voce che mi inebria, questa voce che è eleganza, che è estasi, e poi ti vedo. Ed è come se ti vedessi danzare su di me, è come se ti vedessi danzare tra le onde del vento che sfiora il tuo seno. 
Ti sfioro il seno. Con le mani. 

I tuoi capelli sono una banderuola che si agita nelle albe scure della tua città e nel sole sul mare della mia città. 
Siamo immensi. 
Siamo immensi come il vento nelle ore che tracciano viaggi. Siamo viaggi come vele e restiamo vele tra i nostri itinerari. Amore immenso tra le mani e tra le mani scorrono le nostre anime.

Hai mai visto il silenzio farsi voce? E la voce diventare silenzio? 
Custodisci una rosa nata nella notte della tredicesima luna, e poi  non chiedere mai di capire. La danza con lo sbattere delle pietre.
Alla fine l’ultima danza diventerà la tredicesima!
C’era la luna in quell’alba. 
Anche in quell’alba Mata Hari non smise di danzare.

Milano, una delle poche isole felici in una Italia in crisi. Un mondo nuovo che avanza

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Claudia Rossi Carrera
MILANO - A Milano, cuore dell'economia e dell'industria in Italia, calamita per designer, artisti, fotografi e modelle, città all'avanguardia del business e dell'innovazione, succede che si trova ora nel vortice del completo rinnovamento. Un peccato per i nostalgici, un nuovo stimolo per chi ama il progresso e le novità. Una città che mescola antichità e moderno con il suo interessante centro storico costellato da palazzi e monumenti, a partire dal 222 a.C, al Bosco in verticale dei grattacieli dei giorni d'oggi.

Tutto si può dire fuorché non sia affascinante e originale, questa città.

In un periodo di crisi che sembra non finire mai, succede che Milano rinasce e ce ne rendiamo conto tutti. Nell'aria, la sua straordinaria rinascita.

Da dopo l'Expo è iniziata la nuova vita sociale e culturale persino dei quartieri più disagiati,  anche attraverso incentivi per il ripristino di piccole attività economiche. È qui la vera svolta.

Milano, infine, dimostrando di essere stata all'altezza dell'Expo si è accomodata oggi di diritto accanto a Parigi, Londra, Berlino, New York, conquistando titoli impensabili fino a qualche anno fa.

Si sono moltiplicati gli investimenti esteri, si è modificata la struttura della città con la realizzazione di invidiabili insediamenti urbanistici; nei consigli degli operatori turistici, la città è entrata nella top ten delle metropoli da visitare.

Strutture alberghiere, Bed and Breakfast e addirittura alloggi Air Bnb (alloggi privati per soggiorni) stanno ospitando a pieno ritmo. Si moltiplicano a dismisura nuovi sistemi di ospitalità per accogliere turisti e non da tutto il mondo.

Questo nuovo modo di ospitare, più accessibile, contribuisce inoltre, a muovere più velocemente l'economia e a fare girare tutti ma proprio tutti, anche coloro che hanno meno possibilità economica.

Il mondo della moda e del design ha insediato la città da sempre, ma oggi registriamo un boom di oltre 30mila imprese culturali, e il crescente numero dei visitatori dei musei, delle mostre. Tutto ciò fa di Milano una vera città culturale.

L'ampliamento degli spazi verdi, sia sui grattacieli sia intorno, regala alla città aria di freschezza, di innovazione. I grattacieli dalle forme più originali si mescolano alle aree rimaste antiche come Brera, i Navigli.

Non c'è più un punto dove di sera non ci sia vita e movimento.

Le zone degradate diminuiscono e tutto ciò ci fa pensare che Milano sia una delle poche isole felici in una Italia completamente in crisi.

“Il bagno” di Astrid Veillon. Commedia francese con Stefania e Amanda Sandrelli a Bassano del Grappa

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BASSANO DEL GRAPPA - A Bassano Stefania Sandrelli, icona assoluta del cinema italiano, è protagonista con la figlia Amanda dello spettacolo “Il bagno”. Mercoledì 1 marzo 2017, ore 21, appuntamento clou al Teatro Remondini per la Stagione Teatrale Città di Bassano promossa dall’assessorato alla Promozione del Territorio e della Cultura in collaborazione con Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale e Arteven Circuito Multidisciplinare del Veneto.

Protagonista della serata Stefania Sandrelli, un'icona assoluta del cinema italiano, con oltre 100 film all'attivo. Unica attrice ad avere lavorato con i più grandi registi, non solo del passato ma anche del presente, con una costanza e una qualità di presenza sul grande schermo assolutamente unica. 

Il testo che ha scelto per il suo atteso ritorno in palcoscenico è “Il bagno” di Astrid Veillon. Una brillante commedia francese che mette insieme una festa a sorpresa, un compleanno ed un bagno. Lu compie 40 anni e le sue tre migliori amiche Titti, Maria Sole ed Angela hanno deciso di organizzare, a sua insaputa, una festa in casa del fidanzato. Ma a sorpresa arriva anche Carmen, la madre di Lu. In una notte di follia, ubriachezza, incomprensioni e scoperte, chiuse tra le quattro mura di un bagno, le cinque donne si ritrovano a svelare alcune verità sulle loro vite e sul loro rapporto, di amiche e di madre e figlia.

Il bagno è un gioco di seduzione, una metafora di vita, un nascondiglio, un lavoro di introspezione e soprattutto un'indagine sull'universo femminile. Il bagno è lo spazio dove ci si può sfogare, da soli o insieme, dove ci si può isolare per pochi minuti, dove si può urlare in silenzio o versare lacrime sincere. In poche parole uno spazio personale e liberatorio, dove confessare anche l'inconfessabile.


Lo spettacolo è costruito con un montaggio esilarante, da bizzarro vaudeville. Si sviluppa attorno ad un unico spazio scenico, utilizzato ingegnosamente, che sfrutta al meglio gli alti e i bassi emotivi delle protagoniste. Una scenografia minimalista, che l'intelligente regia firmata dallo spagnolo Gabriel Olivares trasforma in una vera e propria metafora visiva, che aggiunge enfasi ai drammi condivisi dalle cinque protagoniste. Uno spettacolo divertente e sincero, che promette tante risate, anche grazie ad un cast di donne del tutto eccezionali.

"Penso che il teatro sia nutrimento puro per il nostro animo e considero questa commedia come un appuntamento fortunato nella mia vita - racconta Stefania Sandrelli, che era assente nei teatri da più di 10 anni - io sono "la diversamente giovane" del gruppo. La mamma. Siamo cinque donne in un piccolo bagno e succede di tutto. C'è chi si trucca, chi si fa la doccia, chi si prepara per la festa. E' la prima volta che recito con mia figlia Amanda e mi fa stare tranquilla, mi rassicura. E' bello che ci ritroviamo in scena. Ognuna delle protagoniste nasconde dei piccoli scheletrini negli armadi, che poi escono fuori in un momento catartico dove emergono tante verità nascoste. E' una commedia giocosa, molto spagnola come colori ed emozioni, e c'è la libertà di queste cinque donne di dirsi tutto". 

E Amanda Sandrelli, forte dei suoi vent'anni di palcoscenico, precisa: "Avere mamma in scena è avere qualcuno con cui si ha una confidenza speciale. E' buffo, perché si invertono un po' i ruoli, ha più paura lei di me. E' una commedia dove si racconta l'amicizia al femminile e si sfata il mito che all'amica del cuore dici tutto. Non è vero".

A completare il cast, in uno spettacolo di impianto assolutamente corale, anche le tre ottime Claudia Ferri, Ramona Fiorini e Serena Iansiti, perfettamente in grado di affiancare, quanto a bravura, l'attesa coppia di madre e figlia.

Angela Merkel e Mario Draghi nominations del Domitianus Fair Play International Award

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Sergio Pirozzi, Ruggero Alcanterini e Georg Ganswein
ROMA - Dibattito “Ricominciamo dal Fair Play”: Amatrice nominata Capitale del Fair Play. Svelate le nominations della prima edizione del Domitianus Fair Play International Award: tra le personalità Angela Merkel e Mario Draghi. "Con la scoperta della struttura elicoidale  del DNA ritengo di aver e dato un contributo all’umanità. Ma l’umanità potrà migliorare ritrovando il modo del vivere civile nel rispetto di tutti. In sintesi vivendo con Fair Play”.

E’ il messaggio del Premio Nobel, professore James D. Watson, ai partecipanti del dibattito “Ricominciamo dal Fair Play”.

L’incontro, che si è tenuto nella suggestiva location dello Stadio di Domiziano, è stato promosso dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play, con l’European Fair Play Movement e l’International Fair Play Committee, con il Patrocinio del CONI. Sono intervenuti all’evento, coordinato dal giornalista Emilio Albertario, monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia che nel suo intervento ha auspicato il fair play dell'ascolto e delle parole, il linguaggio della cortesia e della gratitudine, non solo per gli altri, ma anche per sé stessi, il conduttore Claudio Lippi, che si è autocandidato alla conduzione di un programma “che non speculi sul dolore”, Ruggero Alcanterini presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e membro del comitato esecutivo dell’ISCA (International Sport and Culture Asssociation), Roberto Fabbricini, segretario generale del CONI, Giampaolo Meneghini, direttore Ufficio d’Informazione Parlamento Europeo, Antonio Marini, già procuratore generale di Roma e avvocato generale presso la Corte d'Appello.

Significativo il video messaggio della scrittrice Dacia Maraini che ha lanciato un appello: “sostituiamo l’espressione “fair play” con la parola italiana “gentilezza”, come modo di essere del mondo e di rispetto dell’altro”. Con l’occasione sono state svelate le nominations - nella lista anche Angela Merkel, Mario Draghi e Bebe Vio - della prima edizione del “Domitianus Fair Play International  Award”, riconoscimento che intende promuovere il tema dei valori etici a livello globale che si terrà a Roma il 5 aprile 2017 all’Ara Pacis.

Claudio Lippi e Georg Ganswein

Il Council del Domitianus Fair Play International Award, inoltre, su proposta del presidente James Watson, di concerto con il Comitato Italiano Fair Play, ha deciso di istituire la categoria "Capitale del fair play" e di assegnare il riconoscimento alla comunità di Amatrice duramente colpita dal terremoto del 24 agosto, e ai suoi cittadini deceduti nel disastro.

Scrive Watson ancora nel suo messaggio: “Il mio primo pensiero va alle popolazioni italiane ferite dal terribile terremoto ed in particolare alla città di Amatrice, e ho proposto ai colleghi del Council, che hanno concordato all’unanimità, l’assegnazione di un titolo speciale per questa città”. Commosso il sindaco Pirozzi, ha raccontato “con il terremoto ho perso 239 amici. Io credo fermamente che la chiave di tutto sia amare. Nella tragedia è  l’amore che manda avanti. Alla mia Comunità ho fatto più  volte un appello, ossia che l’individualismo sfrenato non prevalga sul bene comune e, ricordo sempre che dobbiamo pensare che siamo fortunati perché  siamo vivi”. Annunciato alla presenza dei figli, Giuseppe e Cristiana Pedersoli, e di altri componenti della famiglia, anche un Award alla memoria dell’attore Bud Spencer. Tra le personalità presenti il campione olimpico Abdon Pamich, Elettra Marconi e Anita Garibaldi.

I Fiori della Notte di Renzo Fortin. Mostra a cura di Sonia Strukul, Spazio Espositivo Farmacia Meltias

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CONSELVE - I Fiori della Notte, Renzo Fortin. A cura di Sonia Strukul. Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano gli appuntamenti con l’arte a cadenza mensile. L'atmosfera nostalgica, crepuscolare dei paesaggi simbolisti di Renzo Fortin, pittore poeta e liutaio, sarà in mostra dal 4 marzo all'1 aprile 2017 nello Spazio Espositivo Farmacia Meltias di Conselve (Padova).

Curata da Sonia Strukul, con il patrocinio della Città di Conselve, l’esposizione sarà inaugurata sabato 21 gennaio alle ore 18. La mostra è visitabile da lunedì a sabato con orario 8,30-12,45 e 15,30-19,45. Ingresso libero.

Natura e paesaggio sono i protagonisti delle opere del padovano Renzo Fortin, artista poliedrico che indaga i aspetti della natura con sguardo sincero autentico al di là del facile compiacimento delle mode del momento. Il colore che domina nelle sue opere è il blu di Prussia, un blu particolare, tendente al nero con bagliori blu metallici, che Fortin riesce a risaltare utilizzandone tutte le sfumature che vanno da un blu profondo come la notte ad un azzurro trasparente come le prime luci del mattino.  

Uno stile raffinato che riconduce al Simbolismo, ma anche ai Preraffaelliti per lo studio diretto della natura e per il formato ovale ricorrente nei quadri di Fortin, molto usato in quel periodo. «L’ovale - come dice l’artista - ricorda la figura umana fatta di curve e rotondità.» La forma ovale rispetto al cerchio ha due centri, lo sguardo entra nell’opera e ne percorre la superficie pittorica come un’ellissi cosmica. In queste opere è contenuto l’inizio e la fine del giorno, la luce e il buio che si rincorrono all’infinito come simboleggia l’Uroboro, il serpente che si mangia la coda.


Nelle tele di Fortin sono presenti anche dissonanze, sinfonie, polifonie: l’aspetto musicale della pittura è ben noto all’artista, che dal 1990 costruisce violini rifacendosi alla tradizione cremonese. In occasione del vernissage di sabato 4 marzo, sarà presente in esposizione anche un violino realizzato da Fortin di cui si potranno apprezzare timbro e sonorità grazie alla musicista Varina Fortin.

Renzo Fortin nasce a Este nel 1949, si diploma in pittura all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico di Padova con Paolo Meneghesso, prosegue gli studi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Bruno Saetti, C. Zotti, M. Guadagnino e dello storico e critico d' arte G. De Logu.

È stato per moltissimi anni docente di “Disegno e Storia dell'Arte“. Nel corso della sua lunga carriera artistica ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, inoltre ha illustrato libri di poesie e racconti. Nella chiesa di Prà d' Este e nell' Abazia di Carceri (PD) sono esposte opere a carattere sacro. Dal 1990 dopo collaborazioni con maestri liutai costruisce violini rifacendosi alla tradizione cremonese.

I FIORI DELLA NOTTE / Renzo Fortin a cura di Sonia Strukul Spazio Espositivo Farmacia MELTIAS Via Vittorio Emanuele II, 21 - Conselve (Padova) dal 4 marzo al 1 aprile 2017 vernissage sabato 4 marzo ore 18 Orari di apertura: da lunedì a sabato ore 8,30-12,45 e 15,30-19,45. Ingresso libero.

Il Sindaco del Rione Sanità, di Eduardo De Filippo, a Napoli, in prima nazionale, regia di Mario Martone

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NAPOLI - Il Sindaco del Rione Sanità, di Eduardo De Filippo, per la regia di Mario Martone. Una produzione Elledieffe / NEST - Napoli Est Teatro / Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale. In prima nazionale al NEST Napoli Est Teatro, dal 6 al 17 marzo 2017, in scena al Teatro Gobetti di Torino, dal 21 marzo al 2 aprile 2017.

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ, capolavoro di Eduardo De Filippo debutta a Napoli, in prima nazionale, per la regia di Mario Martone.

Lo spettacolo prodotto da Elledieffe, NEST Napoli Est Teatro, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, è in scena al NEST dal 6 al 17 marzo e, successivamente, al Teatro Gobetti di Torino dal 21 marzo al 2 aprile, in un’edizione che sancisce l’incontro di uno dei più rigorosi e autorevoli registi italiani con la scrittura eduardiana. 

Mario Martone per la prima volta dirige un testo del grande drammaturgo napoletano in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile.

Tra i produttori, il Teatro Stabile di Torino, a cui dal febbraio 2015 è stato riconosciuto dal MiBACT lo status di Teatro Nazionale anche grazie al percorso di crescita e di qualità dell’attività produttiva iniziato nel 2007 con l’insediamento di Mario Martone alla direzione artistica. La Elledieffe, la compagnia indipendente che porta il nome di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, che oltre a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana, continua una ricerca sul sociale e sul contemporaneo, nel rigoroso segno di Luca che dell'interesse per i ragazzi a rischio aveva fatto l'ultimo impegno della sua vita. Il NEST – Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio, uno dei quartieri più popolari e difficili di Napoli, dove un gruppo di giovani, attori, registi, scenografi e drammaturghi hanno ristrutturato una palestra e creato uno spazio per le arti là dove negli anni Ottanta c'era un morto di camorra al giorno e dove la criminalità organizzata ha visto alternarsi al comando negli ultimi anni diversi boss tra i venti e i trent'anni. Questo è il quadro da considerare se, oltre gli esiti del palcoscenico, si vuole cogliere appieno la valenza del gesto che solo pochi mesi fa ha persuaso Carolina Rosi ad affidare Il sindaco del Rione Sanità, uno dei testi più cari allo stesso Eduardo, al regista Mario Martone e al giovane Francesco Di Leva (che nello spettacolo interpreterà il ruolo del “sindaco” Antonio Barracano), attore apprezzato al cinema e in teatro, co-fondatore del NEST insieme a Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale Di Mauro e Giuseppe Gaudino anche loro parte integrante di questo progetto. 

Con Francesco Di Leva, in scena, un cast che, contravvenendo in parte alle stesse indicazioni di Eduardo, abbassa notevolmente l’asticella dell’età dei vari interpreti: è il caso di Massimiliano Gallo (nel ruolo di Arturo Santaniello), che ha piegato i suoi attuali molteplici impegni cinematografici al desiderio di partecipare a un progetto come questo, e di Giovanni Ludeno che interpreta il ruolo del dottor Fabio Della Ragione.  Partecipano gli attori che compongono il gruppo storico del NEST, da Adriano Pantaleo a Giuseppe Gaudino e con loro ci sono Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Giovanna Napolitano, le luci di Cesare Accetta, le musiche originali di Ralph P, il regista collaboratore è Giuseppe Miale Di Mauro.

“Il teatro è vivo quando s'interroga sulla realtà - riprendendo una dichiarazione del regista Mario Martone -  se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”. Questa modalità di lavoro per Mario Martone si concretizza adesso calando nella realtà dei giorni nostri Il sindaco del Rione Sanità. L'idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto - quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare -  pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo. In premessa c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni.

Il sindaco del Rione Sanità è una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall'autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Antonio Barracano (Francesco Di Leva), è “il sindaco” della Sanità. Qui amministra le vicende del rione, un “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna”. In una sorta di ribaltamento del sistema legalitario, Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto di Fabio Della Ragione (Giovanni Ludeno), un medico che, con la sua opera, sostanzialmente impedisce di portare alla conoscenza della Legge i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, è così da sempre. Quando però gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo (Massimiliano Gallo), Don Antonio, cogliendo nel giovane la stessa determinazione che lo spinse all’omicidio in gioventù, si propone come mediatore avviandosi così all’incontro fatale con Arturo.

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ di Eduardo De Filippo regia Mario Martone con Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice con la partecipazione di Massimiliano Gallo scene Carmine Guarino costumi Giovanna Napolitano luci Cesare Accetta musiche originali Ralph P regista collaboratore Giuseppe Miale Di Mauro assistente scenografo  Mauro Rea capo elettricista Giuseppe Di Lorenzo foto Mario Spada manifesto Carmine Luino una produzione Elledieffe / NEST - Napoli Est Teatro / Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale

Il sindaco del Rione Sanità / Date Lo spettacolo debutterà in prima nazionale, lunedì 6 marzo 2017, alle ore 21, al NEST Napoli Est Teatro (Via Bernardino Martirano, 17/ex scuola Giotto-Monti, Napoli), nel quartiere San Giovanni a Teduccio, con repliche fino al 17 marzo.  Poi andrà in scena al Teatro Gobetti di Torino (Via Rossini 8), da martedì 21 marzo a domenica 2 aprile 2017, per la Stagione in Abbonamento del Teatro Stabile di Torino.

Irene Dionisio direttrice del Torino Gay & Lesbian Film Festival. TGLFF dal 15 al 20 giugno 2017

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Irene Dionisio
TORINO - La giovane regista Irene Dionisio è la nuova direttrice del Torino Gay & Lesbian Film Festival che si svolgerà a Torino dal 15 al 20 giugno 2017. Irene Dionisio, giovane e talentuosa regista, è la nuova direttrice del Torino Gay & Lesbian Film Festival alla cui presidenza, nei giorni scorsi, è stato nominato Giovanni Minerba.

Sono state anche decise le date della rassegna cinematografica che oggi vuole ulteriormente consolidare il proprio ruolo nel panorama cinematografico nazionale e internazionale: il TGLFF si svolgerà dal 15 al 20 giugno 2017 a Torino, nella città in cui è nato, presso la Multisala Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema.

La nomina - riporta il comunicato stampa - giunge dopo un lungo percorso sia di cambiamento sia di continuità e valorizzazione, attivato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con l’indispensabile sostegno istituzionale della Regione Piemonte e della Città di Torino. "Questa nomina è il frutto di un importante lavoro di squadra che ci ha visti, come Regione Piemonte, impegnati in prima linea per garantire il futuro di questa manifestazione” afferma soddisfatta Antonella Parigi, assessora alla Cultura della Regione Piemonte. “Sono particolarmente contenta che sia Irene Dionisio a dirigere il Tglff perché sono certa che, insieme al nuovo presidente Giovanni Minerba, saprà portare all’interno del festival il suo sguardo originale sulla realtà".

Francesca Leon e Marco Alessandro Giusta, assessori alla Cultura e alle Pari Opportunità della Città di Torino che hanno creduto molto in questo percorso di rinnovamento commentano: Crediamo che a Torino, fra i tanti motivi che la rendono una città all’avanguardia - sia in ambito culturale sia nella salvaguardia dei diritti di tutte e tutti - ai primi posti ci sia senza dubbio il TGLFF. Per questo siamo contenti dell'importante lavoro fatto con il Museo del Cinema e la Regione Piemonte per dare l’avvio a un ulteriore potenziamento di questa nostra eccellenza. Siamo ancor più contenti che una persona giovane e di talento come Irene Dionisio abbia accettato di dirigere il festival e che Giovanni Minerba, figura chiave della rassegna per 32 anni, abbia deciso di assumerne la presidenza.

Entrambi, insieme una squadra vincente, porteranno sicuramente il festival verso nuovi importanti e meritati traguardi”.

"Il Museo Nazionale del Cinema è felice che a dirigere il TGLFF sia stata chiamata Irene Dionisio - sottolinea Paolo Damilano, presidente del Museo Nazionale del Cinema. È una giovane risorsa del panorama cinematografico torinese, già conosciuta e apprezzata anche a livello internazionale, e che proprio a Torino, grazie al supporto della Film Commission Torino Piemonte, ha realizzato il suo film
"Le ultime cose" presentato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. A lei l’augurio che consolidi l’esperienza culturale e disciplinare maturata in oltre 30 anni dal Festival in coerenza con le altre iniziative e manifestazioni del Museo Nazionale del Cinema."

Irene Dionisio, regista ed artista visiva nata a Torino nel 1986, è laureata in Filosofia della Storia. Si è inoltre formata con il collettivo curatoriale d'arte pubblica a.titolo, che attualmente produce i suoi documentari, con il documentarista Daniele Segre e con la regista Alina Marazzi.

Ha collaborato come regista e/o autrice con numerose case di produzione nazionali e internazionali. 

Cura dal 2010 progetti sociali, culturali legati a tematiche politiche quali l'integrazione e le questioni di genere.

La sua produzione artistica include video-installazioni e documentari, fra cui Sponde. Nel sicuro sole del nord (2015) e La fabbrica è piena. Tragicommedia in otto atti (2011) che hanno partecipato a vari festival internazionali e ricevuto numerosi premi tra i quali il Premio Cariddi, il Premio Solinas, il Premio Scam e il Premio della Giuria al Cine Verité in Iran. I suoi video sono stati esposti al Pac di Milano, al Museo Berardo di Lisbona e al MamBo di Bologna.

Le ultime cose (Tempesta) è il suo primo lungometraggio di finzione, presentato in anteprima mondiale durante la Settimana della Critica di Venezia e distribuito dall'Istituto Luce Cinecittà nell'autunno 2016.

"Lavoreremo per un festival che, sempre concentrandosi sulle tematiche LGBTQI, sposi la straordinaria tradizione trentennale - bagaglio politico e culturale di estremo valore - coltivata con cura da Giovanni Minerba, alle nuove tendenze di ricerca nell'arte cinematografica dei festival internazionali e non solo” commentala neodirettrice Irene Dionisio. “Il futuro festival, in piena fase di riprogettazione, mettendosi in rete con le realtà cittadine già presenti e operative sul territorio e con festival italiani ed internazionali storici si impegnerà a proporre e stimolare un dibattito pubblico e laboratoriale sui nuovi sviluppi cinematografici e tematici il più possibile aperto all'intera comunità".

Il Torino Gay & Lesbian Film Festival è amministrato dal 2005 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il patrocinio del MiBACT – Direzione generale per il Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

A Cartoomics 2017 "Brad Barron - Omnibus 1 di 3", di Tito Faraci. Volume sull’eroe degli anni Cinquanta

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MILANO - Debutta in anteprima a Cartoomics 2017 "Brad Barron - Omnibus 1 di 3" di Tito Faraci. In attesa dell’uscita in libreria e in fumetteria, sabato 4 marzo 2017 arriva in anteprima alla fiera milanese il primo volume dedicato all’eroe degli anni Cinquanta ideato da Tito Faraci. New York. 1956. Apparentemente Brad Barron è un uomo come tanti.

Durante la Seconda Guerra Mondiale ha combattuto tra le fila dell'esercito degli Stati Uniti partecipando allo sbarco in Normandia e guadagnandosi due medaglie al valore, un'indelebile cicatrice sul volto e un solco di dolorosi ricordi scavato nell'anima. Ma l’invasione dei terribili Morb gli sottrarrà le persone più care e devasterà per sempre la sua vita…

È da qui che prende il via la storia di Brad Barron, il personaggio ideato da Tito Faraci che debutterà in libreria e fumetteria a metà marzo con il volume BRAD BARRON – OMNIBUS 1 di 3, che verrà presentato in anteprima sabato 4 marzo alle 16.30 a Cartoomics 2017 alla presenza dell’autore. 

Pubblicata in 18 episodi a partire dal 2005, “Brad Barron” è stata la prima miniserie in assoluto di Sergio Bonelli Editore e ha segnato l’inizio di un grande cambiamento nella tradizione del fumetto popolare italiano. Ad arricchire il volume da libreria, ci sarà anche un contenuto speciale: Sotto pressione, una breve storia “fuori serie” scritta da Tito Faraci e disegnata da Walter Venturi. Ogni capitolo verrà inoltre presentato da un intro-tweet dell’autore: 140 caratteri per spiegare come, episodio dopo episodio, andrà a svilupparsi la storia del protagonista.

Spiega Tito Faraci “Quando ho iniziato a lavorare al progetto, mi sono chiesto se oggi potesse avere ancora un senso cantare le gesta degli eroi, lavorare sugli archetipi e sul mito. Per questo ho scelto di concentrarmi sugli anni Cinquanta, che per me rappresentano un luogo dell’immaginario: quello in cui è cresciuto e diventato grande anche il fumetto bonelliano. Qui potevo riflettere angosce, aspirazioni e sogni del mondo reale, potevo affrontare temi classici con strumenti narrativi assolutamente moderni, intrecciando storie diverse perché di volta in volta Brad viene coinvolto in imprese legate ai generi più disparati: dalla fantascienza all'hard-boiled, dall'horror al western, dal noir al dramma sentimentale. Un eroe per forza, dalla cui tenacia sembra dipendere il destino dell'umanità”.

Uomo di scienza, docente di biologia, autore di un trattato sulle ipotesi di vita extraterrestre, con l’invasione Barron ha, suo malgrado, l’occasione di verificare sulla propria pelle quanto stava studiando e lo fa come un lupo solitario alla ricerca della libertà, per se stesso e per il suo mondo schiacciato sotto il tallone di una razza aliena decisa a trasformarlo in colonia.  Dopo un anno di prigionia in cui è stato usato come cavia per crudeli esperimenti, Brad riesce a fuggire e inizia il viaggio attraverso un’America diventata una nuova selvaggia frontiera. Lo guida la speranza di poter trovare ancora in vita la moglie e la figlia, di cui non ha più notizie dal giorno dell’attacco, e il desiderio di combattere finché avrà forze contro gli alieni. Perché un uomo solo non può salvare il mondo, ma qualcuno dovrà pur cominciare, soprattutto in un paese in cui il sogno del benessere e della vita serena degli anni Cinquanta si è spezzato a causa dell'orrenda invasione. Un'avventura che porta Brad Barron a conoscere i molti volti della natura umana, le virtù e le bassezze della popolazione terrestre: dal desiderio di riscatto alla disperazione per aver visto la propria vita cambiare il suo corso, forse per sempre, a causa di un evento incontrollabile. La ricerca di Brad è senza tregua, con il fiato del nemico sempre sul collo. Mille sono gli ostacoli che deve superare, dalle terribili creature aliene che tentano di sbarrargli la strada agli scontri con i soldati Morb, il tutto unito alla difficoltà di sopravvivere su un pianeta Terra che l'invasione sta mutando radicalmente.

TITO FARACI è nato a Gallarate (Varese) il 23 maggio 1965. Per lungo tempo è stato critico musicale. Nel 1995 è arriva l'esordio come scrittore di fumetti sulle testate Disney. Tre anni più tardi inizia a lavorare anche per Astorina, la Casa Editrice di Diabolik, che gli chiede di realizzare due albi speciali, entrambi disegnati da Giuseppe Palumbo, che ricostruiscono le "origini segrete" di Eva Kant ("Eva Kant, quando Diabolik non c'era", 2003) e Ginko ("Ginko, prima di Diabolik", 2005). 

Sceneggia "Lupo Alberto", di cui cura anche alcuni adattamenti per la serie animata televisiva prodotta da Rai Trade. Dal 1999 collabora con Sergio Bonelli Editore per Dylan Dog, debuttando con l'albetto allegato al Dylan Dog Special n. 13, dal titolo "Sotto il vestito troppo" e in seguito sceneggiando per Nick Raider, Magico Vento e Speciale Cico. Nel 2000, Einaudi pubblica, nella collana Stile Libero, sotto il titolo "Topolino Noir", dieci storie d'ispirazione "hard-boiled" scritte da Faraci, caso unico di antologia specificatamente dedicata a uno sceneggiatore disneyano, che raccoglie avventure pubblicate in svariati Paesi del mondo. Nel 2004, esce per Panini Comics "Il segreto del vetro", prima e, per ora, unica storia dell'Uomo Ragno creata e ambientata in Italia, disegnata da Giorgio Cavazzano. Per Sergio Bonelli Editore, oltre alla sua mini-serie, Brad Barron, e ai relativi speciali, sceneggia Tex. Per Feltrinelli ha pubblicato “La Vita in Generale” (2015) e “Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri” (2016).

Brad Barron Omnibus 1 (di 3) Serie creata da Tito Faraci. Sceneggiatura di Tito Faraci. Disegni di: Bruno Brindisi, Anna Lazzarini, Giancarlo Caracuzzo, Giovanni Bruzzo, Luca Raimondo e Alessandro Nespolino Copertina: Fabio Celoni 18,5x24, C., 592 pagine, b/n. Uscita in libreria: 16 marzo (in fumetteria 15 marzo).