Theatron, opera di Patrizio Ranieri Ciu, trionfa a Trieste con Francesco Gusmitta. Umanità che si confessa

TRIESTE - Francesco Gusmitta porta in trionfo a Trieste Theatron l’opera teatrale di Patrizio Ranieri Ciu prodotta da Ali della Mente con la Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla, il giovane gruppo nato dall’azione culturale della Amministrazione comunale di Caserta.

Caserta ha questa grande realtà artistica che ne porta il nome ovunque. Ai successi di Roma, Bruxelles e Tirana si aggiunge ora Trieste, dove al Teatro San Giovanni, con piena soddisfazione del direttore Aldo Vivoda che lo ha scelto nel suo cartellone di Stagione, l’attore triestino Francesco Gusmitta in una serata di grande prestigio, alla presenza delle massime autorità triestine, ha immortalato i personaggi creati dalla penna di Patrizio Ranieri Ciu, l’autore casertano che monsignor Raffaele Nogaro, in una recente dichiarazione, ha accomunato ai mostri sacri del teatro mondiale.

Francesco Gusmitta ha portato sulla scena il Nuovo Teatro Totale di Patrizio Ranieri Ciu , partendo da un metafisico teatro che si fa uomo ed infilando uno dopo l’altro personaggi già mitici per i drammi e la natura che rappresentano. Un attraversamento totale dell’umanità intenso per contenuti, che apre gli occhi all’esistenziale che porta a riflettere sul proprio io e sulla condizione dell’altro, che riesce ad emozionare fin nel profondo.

Theatron, opera di Patrizio Ranieri Ciu, trionfa a Trieste con Francesco Gusmitta. Umanità che si confessa

Da i veri ladri al re di niente, dall’ avaro all’avvocato, dall’albanese al camorrista, dal povero all’uomo del futuro, in scena c’è l’umanità che si confessa. La realtà così si manifesta nel solo luogo dove ha senso tutto ciò che non ha senso. Sono capolavori di sintesi, di lucida analisi, di sentimento e di verità i monologhi di Patrizio Ranieri Ciu che Francesco Gusmitta, coadiuvato in scena da una splendida Irene Sualdin, ha trasferito ad un pubblico incantato ed entusiasta che, visto che si tratta di una prima nazionale, può felicemente affermare: io c’ero.

(Francesco Maienza)