Progetto, per la prima volta una raccolta di poesie di Miriam Ballerini

COMO - Miriam Ballerini, dopo vent’anni di carriera, per la prima volta si espone pubblicando una raccolta di sole poesie. Il Covid-19 ha interrotto le varie presentazioni ancora in programma, così ha pensato bene di pubblicare in proprio testi perlopiù utilizzati per partecipare in vari concorsi, oppure nati da un momento particolare e rimasti inutilizzati in un cassetto. “Progetto”, questo il titolo dell’antologia, nasce da una poesia omonima in cui domanda a Dio cosa davvero volesse creare quando ci ha ideati. All’interno temi legati alla natura, al sociale, all’introspezione di una umanità sempre meno a misura d’uomo.

Dice Ballerini: «Non mi sono mai reputata una poetessa. Scrivo romanzi, scrivo racconti ... le poesie sono quelle storie in cui m'imbatto, troppo grandi per la mia anima, troppo minime per crearne qualcosa di più, se non delle riflessioni incisive. Così come nella narrativa sociale, che è ciò di cui mi occupo nella mia professione, anche quando la mia penna si dedica alla poesia, l'attenzione è sempre rapita dalle storie degli ultimi; spesso dalle manifestazioni della natura. Ho così pensato di raccogliere in queste pagine alcuni dei miei testi, forse non i migliori, forse non i peggiori; sicuramente quelli che sento più miei».

La raccolta è in vendita solo su Amazon e la si può richiedere tramite il link:

https://www.amazon.it/dp/B0BNTT16KY?ref_=pe_3052080_397514860

Un libro da regalare o da regalarsi, proprio ora che ci si avvicina al Natale, il momento forse più indicato per la riflessione. Un assaggio della sua penna, con la poesia che dà il titolo alla raccolta:

PROGETTO

Vorrei strappare

le nuvole, spogliarle

dello zucchero filato

che ti nasconde

e chiederti:

«Era proprio questo che volevi?»

Noi insetti piccoli,

a farci male; a stecca sleale

colpirci alle spalle

per fare buca a scapito dell’altro.

Noi falsi, invidiosi,

lucrosi.

Apatici, pallidi di fronte agli schermi,

voyeur delle vite altrui.

Così poco empatici, melodici,

noi solo stonati,

scampati all’occasione della pietà.

Questo,

davvero questo sognavi?

Sullo sfondo del tuo progetto,

di una natura semplice,

d’animali gonfi d’anima,

creavi noi che a volte sembriamo

solo il misero fiato

trattenuto in un palloncino.

Dio, a fogli sporchi d’inchiostro

ti domando: «Era davvero ciò

che volevi quando dipingevi l’uomo?»

O forse siamo girasoli mancati,

coi petali a coprirci lo sguardo,

che rasenta l’imperfetto del suolo,

anziché spingersi

in alto, a guardia del tuo sguardo?

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