TRAPANI - Nella mattinata di mercoledì 24 gennaio 2024 i militari del Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Trapani hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo, nei confronti: del deputato regionale, onorevole Safina Dario, già assessore ai Lavori pubblici del Comune di Trapani, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; del direttore generale e amministrativo della società “Trapani Servizi” Spa (esercente l’attività di raccolta e trattamento dei rifiuti nel capoluogo), entrambi destinatari del divieto di dimora nei comuni di Trapani ed Erice; dell’energy manager per la Sicilia di una società operante nel settore dell’illuminazione pubblica, destinatario del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per la durata di un anno; indagati, a vario titolo, dei reati di turbativa d’asta, corruzione e rivelazione di notizie d’ufficio.
Indagine sull’attività: di dirigenti e collaboratori della società “Trapani Servizi Spa”
Al centro dell’indagine, condotta dai carabinieri sotto la direzione della procura di Trapani, figurerebbe l’attività: di dirigenti e collaboratori della società “Trapani Servizi Spa” che, accordatisi preventivamente fra loro, avrebbero turbato le due procedure concorsuali a evidenza pubblica del 2020 e 2021 per la selezione e designazione del direttore generale della citata società (inserendovi requisiti strettamente correlati ai titoli e alle esperienze professionali dell’amministratore unico uscente, condizionandone l’esito in suo favore) e avrebbero adottato atti contrari ai doveri d’ufficio nelle nomine di collaboratore esterno e direttore tecnico della medesima società; del deputato regionale Safina che, nel precedente incarico di assessore ai Lavori pubblici del Comune di Trapani, accordatosi preventivamente con un imprenditore 45enne di Messina (manager ed energy manager per la Sicilia di una importante società operante nel settore della pubblica illuminazione), avrebbe: turbato la procedura a evidenza pubblica di “project financing” per la manutenzione dell’illuminazione pubblica, informandolo preventivamente sulle tempistiche di pubblicazione, sui contenuti e l’importo di base del bando, consentendo quindi alla citata società di ottenere l’aggiudicazione della procedura con la presentazione di una offerta congrua rispetto a quelle degli altri concorrenti; promesso l’affidamento alla citata società, al di fuori di ogni procedura concorsuale a evidenza pubblica, dei lavori di rifacimento dell'illuminazione degli impianti sportivi denominati “Campo Aula” e “Campo Coni” - riporta il comunicato stampa dell'Arma dei carabinieri -.
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