Antitrust contro Meta: abuso dominante su AI Chatbot

Roberto Rustichelli, presidente AGCM, avvia procedimento cautelare Antitrust contro Meta per abuso di posizione dominante su WhatsApp Business e servizi AI Chatbot
Roberto Rustichelli, presidente dell'Antitrust

ROMA - L'Antitrust indaga su Meta per abuso di posizione dominante con WhatsApp Business e le funzioni AI, temendo danni irreparabili alla concorrenza. L'Antitrust ha avviato un procedimento cautelare nei confronti di Meta per abuso di posizione dominante. Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, le nuove condizioni contrattuali di WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre 2025, e l’integrazione di nuovi strumenti di interazione o funzionalità di Meta AI in WhatsApp, possono limitare produzione, sbocchi o sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di AI Chatbot. L’Agcm ha ampliato il procedimento istruttorio avviato nei confronti di Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. - indicate come Meta - con riferimento alle condizioni contrattuali WhatsApp Business Solution Terms. Tali condizioni escludono dalla piattaforma WhatsApp, a decorrere dal 15 ottobre 2025, le imprese concorrenti di Meta AI nel mercato dei servizi di AI Chatbot.

Limitati la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di AI Chatbot

Contestualmente all’ampliamento dell’oggetto dell’istruttoria in corso, l’Autorità ha avviato anche il procedimento per l’adozione di eventuali misure cautelari ex art. 14-bis della legge n. 287/1990, con riferimento alle nuove condizioni contrattuali di WhatsApp Business Solution Terms (introdotte il 15 ottobre 2025) e all’integrazione di ulteriori nuovi strumenti di interazione o funzionalità di Meta AI in WhatsApp. Secondo l’Antitrust, questa modifica delle condizioni contrattuali è suscettibile di limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di AI Chatbot, a danno dei consumatori, e costituisce una possibile violazione dell’articolo 102 TFUE. Inoltre, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ritiene che tale violazione della normativa sulla concorrenza da parte di Meta possa pregiudicare, in modo grave e irreparabile, la contendibilità del mercato, a causa della scarsa propensione dei consumatori a cambiare le abitudini che ostacola il passaggio a servizi concorrenti.

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