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| Immagine dalla copertina del libro di Rosanna Lemma L'eco del passato |
NAPOLI - Rosanna Lemma in L’eco del passato recupera parole dimenticate e attraversa il dolore trasformandolo in memoria, poesia e speranza. Rosanna Lemma con il suo L'eco del passato recupera le parole dimenticate. Prefazione di Tania Sabatino, edito da De Frede Editore. Parole deserte, sole e solitarie, perché dimenticate. Ma portano con sé anche la luce timida e calda della speranza. Come si attraversa il dolore, passando da una sponda all'altra della propria vita? Rosanna Lemma, in 251 pagine, prova a trasmetterci questa sensazione, che parla il linguaggio dell'emozione, attraverso le sue poesie. Le parole che utilizza sono desuete e portano con sé l'eco del passato. «Cerco sempre di sentire - evidenzia l'autrice - di percepire fisicamente l'emozione che rievoco, quando scrivo». I termini che sceglie sono proprio quelli che non si usano più... Sono parole sommerse e silenziose... Sepolte sotto coltri di dimenticanza.
Spesso ci comportiamo con le parole come ci comportiamo con le persone
Un oblio che non sempre protegge, ma che più spesso corrode la memoria di sé. Parole che chiedono ascolto. Elementi lessicali così tanto dimenticati da non essere nemmeno più visti. Con delicatezza e rispetto, Rosanna Lemma li recupera, li ripulisce da quel velo spesso e pastoso di polvere e dà loro nuova visibilità. Dandoli nuovamente alla luce, partorisce ulteriori significati. Conferisce loro rinnovato senso. «Spesso - racconta - ci comportiamo con le parole come ci comportiamo con le persone: finiamo per non vederle più. Ci sono momenti in cui anch'io mi sento così. Altri, in cui preferisco non essere vista e rintanarmi in un angolino».
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Attraverso le sue parole, che diventano deserte, Lemma ci fa vibrare delle sue emozioni: un vento gelido di solitudine e di tristezza profonda che spazza e spezza l'anima. Che affiora dopo la perdita di figure chiave come quelle genitoriali. Ma improvvisamente fa capolino timidamente anche la speranza, grazie alla luce delicata, calda e dorata di tutte quelle albe che hanno messo fine a notti insonni.
Ricordo pieno d'amore, dolcezza e di autentico perdono
Il processo di elaborazione di una separazione definitiva, come ribadisce l'autrice, risulta molto particolare e prende le mosse dalla ricostruzione emotiva proprio di quelle figure chiave, che assumono connotati relazionali parzialmente diversi da quelli reali. Sono quelli che il nostro cuore vuole donare loro. In questo modo, ogni conflitto viene sanato e a una guerra interiore si sostituisce l'armonia propria di un ricordo pieno d'amore, dolcezza e di autentico perdono. «Credo - continua Lemma, la cui poesia è profondamente figurativa e nasce dalla potenza evocativa di un'immagine - che il dolore non vada superato. Se ci sforziamo di superare la sofferenza, questa potrebbe raggiungerci di nuovo e affiancarci. Invece, va attraversata con consapevolezza».
Categorie:
Cultura
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