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| Anna Bigai, presidente dell'Associazione nazionale guide turistiche, durante un evento istituzionale |
ROMA - Dietro i numeri sul boom del turismo in Italia si nasconde una realtà ben diversa per le guide turistiche abilitate. Tra abusivismo, tour low cost, piattaforme straniere e una professione sempre più svalutata, l'Angt denuncia il progressivo smantellamento di un mestiere culturale fondamentale. Dobbiamo fare un'analisi dura che mette sotto accusa mercato, politica e nuove regole di abilitazione. Lanciamo un allarme sul futuro della qualità del turismo italiano.
Le lenzuolate della legge Bersani di buona memoria
Con riferimento all’articolo de Il Sole 24 Ore di venerdì 15 maggio 2026 "Guide turistiche: solo 222 abilitati su 12.000" e al servizio del TG5 di giovedì 14 maggio 2026, l'Angt (Associazione nazionale guide turistiche) desidera esprimere alcune considerazioni. Ci si chiede infatti se coloro che danno i numeri, conoscano il mercato delle guide turistiche. Senza voler contestare i numeri dati, non si specifica che per i visitatori in aumento nel nostro paese non è scontato che abbiano in previsione di spesa la guida turistica, dedicandosi piuttosto agli acquisti a buon mercato che per quanto importanti per la nostra economia, hanno prodotto l'effetto di abbassare la qualità delle merci e del cibo, grazie anche alle lenzuolate della legge Bersani di buona memoria, trascurando le visite culturali con guide abilitate, concedendosi forse un diversivo con tour gratuiti a raccolta, condotti da volonterosi non abilitati che sotto la parvenza di "associazione culturale" richiedono e intascano interessanti “mance” in barba ad oneri fiscali e contributivi.
Accompagnatori nei cui Paesi d'origine la guida turistica non è professione regolamentata
Poi c'è la "cultura" museale rigorosamente monopolizzata nella maggior parte dei musei e siti da un unico gestore, dove ogni tipo di servizio di visita guidata per legge riservato alle guide turistiche viene svolto da personale interno. Per non parlare delle piattaforme online con sede in paradisi fiscali e grandi tour operatori stranieri che muovono masse informi di visitatori a prezzi quasi non credibili - il tanto vituperato over turismo contro in quale vengono prese misure risibili senza andare al cuore del problema -vendendo sempre le stesse cose a prezzi non sempre corretti e che hanno cannibalizzato il settore.
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Ci sono poi i gruppi che vengono condotti da accompagnatori nei cui Paesi d'origine la guida turistica non è professione regolamentata, ma in Italia vengono riconosciuti come se lo fossero, ci sono poi tutti coloro che hanno fatto shopping di titoli in paesi generosi e che con altrettanta generosità sono stati riconosciuti in Italia, alleggerendo pure la già “morbida” direttiva europea sul riconoscimento dei titoli professionali.
Cianfrusaglie made in China e pessimo cibo take away
E chi più ne ha più ne metta per distruggere definitivamente la professione di guida turistica… Una legge nefasta ha generato modalità di esame di abilitazione che non assicurano assolutamente una adeguata capacità dello svolgimento della professione con un esame nozionistico e inutile e che sarà rimodulato in modo ancora più facilitante per abilitare chi si illuderà di poter intraprendere una professione che di fatto non esiste più. A fronte di tutte le criticità elencate, la stagione 2026 è misera, le presenze di ospiti che richiedono un servizio di visita guidata sono scarse e praticamente nulle dal mese di giugno in avanti, le città si riempiono di turismo low-cost che a nulla giova per le economie locali, a parte, si ribadisce, cianfrusaglie made in China e pessimo cibo take away… Il mercato è ormai saturo di offerta scadente, mentre la domanda, per lo meno quella che rimane, richiede guide di qualità che con le modalità di abilitazione vigenti, scarseggiano dolorosamente. Concludendo, chi esercita la professione di guida turistica -professione culturale- abilitato ieri, oggi e domani, non deve essere soggiogato solo alle leggi del mercato, ma deve vedere riconosciuto il diritto a un reddito dignitoso, non soggetto all’offerta più bassa. I numeri bisogna saperli dare…
di Anna Bigai (presidente Associazione nazionale guide turistiche)
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