Furti nel settore orafo nel Nord Italia: sgominata banda, recuperati 500mila euro dai carabinieri di Bassano del Grappa
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| Riprese di videosorveglianza dei carabinieri di Vicenza mostrano un intruso all'interno di un'abitazione durante un'effrazione |
VICENZA - Un'indagine articolata dei carabinieri di Bassano del Grappa ha permesso di smantellare una banda specializzata nei furti al settore orafo nel Centro-Nord Italia. L'operazione, coordinata dalla procura di Vicenza, ha ricostruito una serie di colpi messi a segno tra il 2025 e il 2026. Recuperata merce preziosa per oltre mezzo milione di euro, già restituita alle aziende colpite. Un'inchiesta che ha svelato un sistema criminale strutturato e altamente organizzato.
Danni ad aziende orafe nelle province di Vicenza, Verona, Arezzo e Macerata
Colpo al crimine orafo: i carabinieri di Bassano del Grappa disarticolano una banda specializzata. Recuperata e restituita refurtiva per mezzo milione di euro. Un'articolata attività d'indagine, condotta dai carabinieri della compagnia di Bassano del Grappa e coordinata dalla procura della Repubblica di Vicenza, ha permesso di fare piena luce su una serie di furti che hanno colpito duramente il comparto orafo del centro-nord Italia. Al termine degli accertamenti, i militari hanno deferito in stato di libertà tre cittadini albanesi E.F., E.R. e E.T. rispettivamente di 37, 40 e 44 anni, ritenuti responsabili in concorso di numerosi furti, consumati e tentati tra il novembre 2025 e il febbraio 2026, ai danni di aziende orafe nelle province di Vicenza, Verona, Arezzo e Macerata. L'indagine affonda le sue radici nell’operazione dello scorso 26 febbraio 2026. In quell'occasione, i carabinieri della compagnia bassanese avevano dato esecuzione, nell'hinterland milanese, a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vicenza nei confronti di tre soggetti (due dei quali coincidono con gli odierni indagati).
Il rinvenimento dell'arma aveva fatto scattare l'arresto in flagranza per i tre
Proprio durante le contestuali perquisizioni - in particolare all'interno di un garage sotterraneo a Trezzano sul Naviglio (Milano), vera e propria base logistica del sodalizio - i militari avevano rinvenuto una pistola semiautomatica Heckler&Koch con munizionamento (frutto di un precedente furto), oltre a circa 53.000 euro in contanti, monili di pregio, orologi di lusso e targhe clonate. Il rinvenimento dell'arma aveva fatto scattare l'arresto in flagranza per i tre, tuttora ristretti presso la casa circondariale di Milano-San Vittore. L'analisi della refurtiva sequestrata e i successivi riscontri documentali hanno permesso ai carabinieri di attribuire alla banda la responsabilità di ben dieci episodi delittuosi ai danni di ditte del settore: Arezzo e provincia: tre colpi distinti tra novembre 2025 e febbraio 2026, con l'asporto di oltre 23 kg di argento, semilavorati e monili per un valore superiore ai 110.000 euro. Trevenzuolo (Vr): un ingente furto di semilavorati in oro e argento, pietre preziose, cinque lingotti d'oro da 100 grammi ciascuno e due orologi Rolex - riporta il comunicato stampa dell'Arma dei carabinieri -.
I componenti del gruppo criminale agivano con pendolarismo transregionale
Vicentino (Romano d’Ezzelino, Quinto Vicentino, Camisano Vicentino): una serie di incursioni, tra cui un tentativo fallito e furti di preziosi e denaro contante. Marche (Recanati e Potenza Picena): furti di orologi, monili in oro e argento per un valore di oltre 55.000 euro. I componenti del gruppo criminale agivano con pendolarismo transregionale e tecniche accurate per eludere le Forze dell'ordine. Per le loro scorribande utilizzavano vetture di grossa cilindrata intestate a prestanome. Su questi veicoli applicavano sistematicamente targhe contraffatte, riprodotte fedelmente a partire da modelli "puliti" dello stesso colore e marca, riuscendo così a ingannare i sistemi di videosorveglianza urbana e autostradale.
L'intera merce recuperata, valore complessivo supera i 500.000 euro
L'efficacia dell'azione dell'Arma dei carabinieri si traduce non solo nell'identificazione dei presunti colpevoli, ma anche nel concreto ristoro per le aziende colpite. L'intera merce recuperata, il cui valore complessivo supera i 500.000 euro, è stata ufficialmente riconosciuta e interamente restituita ai legittimi proprietari, restituendo serenità a un settore economico strategico per il territorio. La misura cautelare è stata adottata di iniziativa da parte del comando procedente, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
