domenica 30 settembre 2018

Reginella. Lo spettacolo ispirato alla vita di Settimia Spizzichino all'Ar.Ma. Teatro di Roma

ROMA - In occasione del triste anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, venerdì 12 ottobre ore 21, sabato 13 ottobre ore 21 e domenica 14 ottobre ore 18,30 presso l'Ar.Ma. Teatro di Roma debutterà il Primo Studio dello spettacolo "Reginella" liberamente ispirato alla vita di Settimia Spizzichino, unica superstite donna del rastrellamento, di e con Manuela Rossetti, musiche originali dal vivo di Laura Desideri- Dharma BumS Exp Folk, produzione 2018 La Casa della Locusta.

A seguire lo spettacolo un dibattito sull'argomento degli artisti col pubblico.

Lo spettacolo promosso e sostenuto dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Salisano e patrocinato dal Comune di Salisano (RI) è nato con l'intenzione di avvicinare la popolazione alla tematica della Shoah e della memoria attraverso un lavoro emozionale oltre che storico.

La scelta della vita della Spizzichino deriva dall'intenzione della regista Manuela Rossetti di parlare delle donne della Shoah e in particolar modo delle donne romane. Lo spettacolo affronta il tema della deportazione attraverso la vicenda personale della Spizzichino accentuando ogni elemento che caratterizzava la vita quotidiana dal ghetto delle leggi razziali alla deportazione. L'accento posto sulla vita e non sulle grandi vicissitudini storiche e politiche ha lo scopo di avvicinare il pubblico emozionalmente alla vicenda, facilitandone l'immedesimazione e di conseguenza la riflessione etica e morale.

Lo spettacolo è caratterizzato da elementi di teatro narrativo, teatro-danza e musica dal vivo. Ogni elemento scenico sublima in metafore e immagini la dolorosa esperienza della deportazione.

Un invito alla riflessione, quindi, che si rende necessario in questo momento storico soprattutto per le giovani generazioni che troppo spesso relegano nel freddo apprendimento nozionistico della storia avvenimenti fin troppo vicini a noi e pericolosamente dimenticati. La memoria è un dovere sociale ed etico che va risvegliata partendo dalla reale comprensione delle migliaia di vite spezzate e interrotte, affinchè tutto ciò non torni ad esistere mai più.

Reginella. Lo spettacolo ispirato alla vita di Settimia Spizzichino all'Ar.Ma. Teatro di RomaRingraziamenti per la collaborazione preziosa della nipote di Settimia Spizzichino Carla Di Veroli.

Trulli Tales. Le Avventure dei Trullalleri. Oltre 100 giorni su Rai Yoyo con grandi ascolti

ALBEROBELLO - Rai Ragazzi. Trulli Tales, un successo italiano per i bambini del mondo. Il cartone animato nato in Puglia oggi in onda in 123 Paesi. Su Rai Yoyo tutti i giorni alle ore 16,50, dal lunedì al venerdì anche alle ore 8,20. Oltre 100 giorni di programmazione su Rai Yoyo con ottimi ascolti, un prestigioso premio internazionale appena vinto, vendite in tutto il mondo, il lancio del piano di licensing per il prossimo Natale.

I risultati fin qui raggiunti dalla serie animata "Trulli Tales. Le Avventure dei Trullalleri" sono stati festeggiati oggi a Alberobello con una conferenza stampa e numerose attività per bambini e famiglie proprio fra i trulli dove sono ambientate le avventure dei piccoli quattro chef-maghi protagonisti del cartone in onda su Rai Yoyo tutti i giorni alle ore 16,50 (dal lunedì al venerdì anche alle ore 8,20) prodotto da Rai Fiction, Congedo Culturarte, Fandango Tv, Gaumont Animation e Groupe PVP in associazione con Gloob e ICI Radio-Canada.

Una grande casa formata da trulli collegati tra loro, sede del Museo del Territorio, ha ospitato l’incontro al quale hanno partecipato Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi, il coproduttore Domenico Procacci per Fandango TV, le autrici e coproduttrici della serie, Fiorella e Maria Elena Congedo e il sindaco di Alberobello, Michele Longo.

L’area monumentale Aia Piccola, per l’occasione trasformata in Trullolandia, ha fatto invece da sfondo alle rappresentazioni di antichi mestieri, lezioni di cucina e pizzica finale.

Un regno incantato ai piedi di un uliveto secolare, un ricettario segreto, una fornaia e quattro piccoli giovani apprendisti sono gli ingredienti di "Trulli Tales. Le Avventure dei Trullalleri".

Nata dall’idea di due sorelle pugliesi, Fiorella e Maria Elena Congedo, "Trulli Tales. Le Avventure dei Trullalleri" è oggi in onda in tutta Europa, Medio Oriente e Africa su Disney Junior, in Brasile su Gloobinho, in Canada su Radio Canada. È inoltre stata venduta in Cina, Corea del Sud, Singapore e Nuova Zelanda, per un totale ad oggi di 123 paesi e 25 lingue.

La serie si è affermata come coproduzione internazionale italo-franco-canadese-brasiliana, portando a bambini e famiglie in tutto il mondo il gusto e i sapori della migliore dieta mediterranea e il fiabesco paesaggio di Alberobello. Divertimento, amicizia e lavoro di squadra sono i principi ai quali la serie si ispira, parlando al contempo di cibo sano e condivisione, valori tipicamente italiani.

“Una bella collaborazione tra Rai e Fandango, di cui domani esce “L’amica geniale”, dopo tanti racconti drammatici prodotti insieme – ha detto Luca Milano – Le avventure dei Trullalleri è uno dei cartoni più visti di Rai Yoyo, la prima rete dei bambini perché la prima che vedono e quella più seguita, ma anche della app gratuita Rai Play Yoyo”.

“E’ stato un atto di fiducia della Rai verso di noi che non avevamo mai fatto animazione”, gli ha fatto eco Domenico Procacci che insieme alle sorelle Congedo sta già pensando a un nuovo progetto per ora top secret e a una seconda serie sui Trullalleri.

“Siamo molto contente dei risultati raggiunti – hanno detto le sorelle Congedo – sia in Italia sia nel resto dei territori, e tra poco la serie debutterà anche in chiaro nel Regno Unito sul canale Sony Tiny Pop e dal 2019 anche su MBC, il canale arabo di intrattenimento più seguito.”.

Ambientata a Trulliland, un villaggio magico fatto di buffe casette a punta che ricorda tanto Alberobello, perla patrimonio Unesco della Puglia, la serie di 52 episodi da 11 minuti narra la storia di Ring, Sun, Zip e Stella, allievi della famosa Scuola di Cucina e Magia, dove sono impegnati a realizzare le ricette del libro magico di Nonnatrulla e a sventare i sinistri piani del buffo e pasticcione Copperpot. In ogni episodio i nostri piccoli protagonisti sono alle prese con i normali problemi dei bambini della loro età, ma in un contesto speciale, dove le bacchette magiche sono utensili da cucina, le ricette svelano emozioni ed una goccia di olio magico può far risvegliare un libro parlante. Nel libro magico di Nonnatrulla, grazie all’aiuto di Miss Frisella, una ricetta emozionale consentirà ai nostri eroi di ritrovare la strada maestra, di risolvere i problemi di ogni giorno e di crescere come chef, come maghi, ma soprattutto come persone, scoprendo che una ricetta in cucina è una ricetta per la vita.

La serie ha appena vinto il prestigioso Prix Gémeaux, assegnato dalla Accademia Canadese di Cinema e Televisione, come Miglior Serie d’Animazione 2018. Il 33° Prix Gémeaux, equivalente canadese degli Emmy, assegnato recentemente a Montreal, celebra l’eccellenza della produzione audiovisiva in tutte le sue declinazioni, dalle serie TV ai cartoni animati alle serie web.

Un premio che riconosce la cura verso l’infanzia posta da autori e produttori che insieme alla Rai hanno sviluppato il progetto. Allo stesso modo, anche per quanto riguarda il piano di licensing, l’obiettivo è stato quello di avere dei prodotti di qualità che riuscissero a trasferire tutti i contenuti del soggetto che ha portato il magico paesaggio pugliese in tutto il mondo.

Per il prossimo Natale, i simpatici Trullalleri verranno declinati in giocattoli, puzzle, figurine, libri e altri prodotti per l’infanzia, grazie alla collaborazione con le migliori aziende licenziatarie italiane.

Stefano Masciarelli e Fabrizio Coniglio al "Pezzani" con Ma allora è vero! Stavamo meglio!

PARMA - Ma allora è vero! Stavamo meglio!, spettacolo dal 5 al 7 ottobre 2018, Parma. Il prossimo weekend si inaugura la nuova Stagione di Prosa del Nuovo Teatro Pezzani . Dopo il successo dello scorso anno con “Stavamo Meglio quando stavamo peggio?”, Stefano Masciarelli e Fabrizio Coniglio tornano in scena con lo spettacolo “Ma allora è vero! Stavamo meglio!” che continua a rievocare quelle emozioni, risate e abitudini che sembriamo aver smarrito in quest’epoca moderna.

I due attori, rispettivamente uno zio e un nipote, ritorneranno nella stessa mansarda del precedente spettacolo e scopriranno, questa volta, altri oggetti e quindi altre abitudini, catapultando il pubblico in un viaggio divertente e nostalgico in cui la socialità e l’aggregazione erano visti come un valore fondante della nostra esistenza, in opposizione all’attuale culto dell’individualismo sfrenato. I giochi fatti in società, contrapposti ai giochi virtuali consumati in solitudine davanti ai computer, i viaggi lunghissimi nei vecchi treni notte, in cui ci si scambiava addirittura il cibo, contrapposti ai viaggi solitari e velocissimi negli Eurostar moderni, sono solo un piccolo esempio del Viaggio che gli spettatori, insieme ai due attori, compierà. Immancabile, ancora una volta, sarà la musica che, con canzoni del miglior repertorio anni 60 e 70, suonate e arrangiate dal vivo dal grande fisarmonicista elettronico, Diego Trivellini, farà da colonna sonora a questo divertente tuffo nel nostro recente passato. Si metteranno quindi ancora una volta a confronto il nostro ieri e il nostro oggi, e tutti insieme forse concluderemo questo viaggio con un pensiero, che è poi anche il titolo dello spettacolo. La risata sarà ovviamente il comun denominatore di ogni ricordo che prtotagonisti rivivranno col pubblico.

“Ma allora è vero! Stavamo meglio!” sarà in scena venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 16.

Indagini archeologiche effettuate nel Palazzo Castelvecchio a Carpi e la famiglia dei Pio

CARPI - Storia ed evoluzione di Palazzo Castelvecchio, dai Pio ai giorni nostri. L'11 ottobre nell'ambito di EnERgie Diffuse. Carpi (Modena), Castello dei Pio, Piazza Martiri n. 59, Giovedì 11 ottobre 2018, dalle ore 17 alle 20. Incontro pubblico.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e il Comune di Carpi promuovono un incontro per presentare a cittadini e turisti gli esiti delle indagini archeologiche effettuate nel Palazzo Castelvecchio.

Dopo i saluti istituzionali (alle ore 17) del vicesindaco di Carpi Simone Morelli e di Cristina Ambrosini, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, la direttrice dei Musei di Palazzo dei Pio, Manuela Rossi, illustrerà la temperie storico artistica nella quale si inseriscono le vicende del Palazzo in relazione alla famiglia dei Pio.

Seguono gli interventi dell'archeologa della Soprintendenza Sara Campagnari, che ha diretto lo scavo, che illustrerà gli importanti rinvenimenti che consentiranno di precisare le conoscenze sul tessuto insediativo carpigiano in epoca medievale e rinascimentale.

L'incontro fornirà anche l'occasione per parlare dell'evoluzione del palazzo sotto il profilo storico-architettonico grazie ai contributi delle funzionarie della soprintendenza Elena Marconi, storica dell'arte, e dell'architetto Emanuela Storchi.

Infine, alle ore 19, visita guidata al Palazzo dei Pio, per conoscere la fase più antica dell'edificio, e alla Chiesa della Sagra, a cura dei Musei di Palazzo dei Pio, e concomitante attività didattica per i bambini.

La partecipazione all'iniziativa dà diritto a 3 crediti formativi professionali sia per gli iscritti all'Albo degli Ingegneri che per gli iscritti all’Ordine degli Architetti P.P.C.

L’iniziativa fa parte di EnERgie Diffuse, settimana di promozione della cultura organizzata dalla Regione Emilia-Romagna.

Pierfranco Bruni e Stefania Romito alla Mondadori di Cosenza per Salvatore Quasimodo

COSENZA - Alla Mondadori di Cosenza si ricorda Salvatore Quasimodo con Pierfranco Bruni. Mercoledì 3 ottobre 2018, alle ore 18,30, presso la libreria Mondadori, a Cosenza, Pierfranco Bruni (scrittore, poeta, direttore Mibac, già candidato al Nobel per la Letteratura) e la scrittrice Stefania Romito (rappresentante letteraria del Nuovo Rinascimento) ricorderanno Salvatore Quasimodo a cinquant’anni dalla morte con la presentazione della Cartella poetico-letteraria dal titolo: “Salvatore Quasimodo - Tra la Magna Grecia e i Navigli”.

Ospite d’eccezione Alessandro Quasimodo, figlio del grande poeta siciliano, in collegamento da Milano, il quale racconterà particolari inediti della vita di suo padre e del suo rapporto con i più importanti scrittori a lui contemporanei, come Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti. Una testimonianza di grande interesse non soltanto letterario, ma soprattutto esistenziale.

Durante l’evento, al quale prenderanno parte anche Angela Zito (segretaria Associazione Elettra), Giuseppina Falcone (presidente Associazione Elettra) e Pino Sassano (Mondadori Cosenza), verranno approfonditi i temi peculiari della poetica di Salvatore Quasimodo tra cui il tema della solitudine, unita alla condizione di errante, di straniero nel mondo, al quale si contrappone il tema della memoria. La Sicilia, terra natia, simboleggia il beato Eden, il mondo dell’infanzia irrimediabilmente perduta. Soltanto nel ricordo, Quasimodo ritrova quell’armonia, quella condizione di pace assenti nella sua condizione esistenziale contemporanea, contraddistinta da una disgregazione di valori che il poeta ha il compito di denunciare e contrastare. Poesia come strumento per trasformare la realtà, quindi, ma anche poesia come illusione, rifugio privilegiato in cui rivivere l’età dell’innocenza. Tematiche che emergono in maniera suggestiva e intensa nei raffinati versi poetici di Pierfranco Bruni che costituiscono l’anima della Cartella poetico-letteraria, le cui creazioni grafiche sono a cura di Stefania Romito (Ophelia’s Friends Cultural Projects).

Un tributo di grande originalità e di altissimo spessore culturale e poetico che tende a porre in risalto il periodo milanese di Salvatore Quasimodo, dalle sue frequentazioni letterarie al “Giamaica” Bar di Brera, alla casa di Corso Garibaldi, fino all’ultima tappa del suo straordinario viaggio esistenziale che si concluse al Monumentale. Un viaggio poetico in cui grazia, eleganza e stile si fondono alle affascinanti ambientazioni metafisiche evocate dalla intensa poesia di Pierfranco Bruni. Tra la Magna Grecia e la Milano degli anni Quaranta e Cinquanta si snoda il vissuto di Salvatore Quasimodo che ha fatto dell’arte della parola l’essenza della sua poetica. Storia, mito, memorie si fondono a immagini di raffinata eleganza che celebrano il cammino esistenziale del poeta siciliano che da Modica, località che gli diede i natali, e Roccalumera, che custodì la sua infanzia, attraversando Tindari e il mare greco, approda a Milano sospinto dalle nebbie della nostalgia. Le nebbie costruiscono macerie di ricordi di un’infanzia in cui l’orologio del tempo segna gli ultimi rintocchi tra gli echi dei piccioni e le nebbie della notte, sulla linea dell’orizzonte infinito… Ed è subito sera.

La Cartella poetico-letteraria dal titolo “Salvatore Quasimodo - Tra la Magna Grecia e i Navigli” rientra nell’ambito di un progetto culturale (comprensivo anche di un video che verrà mostrato all’evento, visionabile su Youtube, patrocinato dal Mibac (ministero dei Beni e delle Attività culturali), dal Sindacato Libero Scrittori Italiani, dall’Associazione Verso un Nuovo Rinascimento, dal Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi", da Ophelia'S Friends Cultural Projects, dalla Casa Natale Quasimodo di Modica e dal Parco Letterario Salvatore Quasimodo di Roccalumera.

Sergio Mattarella: conti pubblici solidi e in ordine indispensabili per il futuro dei giovani

ROMA - "Benvenuti al Quirinale. Questo è il Cortile d’Onore in cui si svolgono le cerimonie più significative all'aperto, dove vengono accolti i capi di Stato. Ed è bello accogliere qui il vostro arrivo. Roma, tra l’altro, vi accoglie con una giornata splendida, come merita la testimonianza che recate.

Voi siete realmente ambasciatori, testimoni, portatori di una tradizione importante per il nostro Paese, seguita con affetto, costantemente nel corso dei decenni, dai nostri concittadini.

È una storia importante: da Girardengo a Guerra, a Bartali e Coppi, Magni, Baldini Gimondi, Adorni. Mi fermo qui per arrivare a quelli di oggi, che non cito per evitare rivalità o gelosie.

Voi siete interpreti di una grande tradizione seguita con grande affetto dagli italiani. Alcune delle vostre maglie lo manifestano in maniera chiarissima. E quella di mettere questa tradizione in sintesi con la Costituzione è stata una scelta di straordinaria importanza come significato.

Le tappe che avete fatto sono state certamente faticose. La Futa, e qualche altro passo, sarà stato impegnativo; ma le tappe che avete fatto sono state molto ben scelte, ben indovinate, con un significato importante: quello che fa capire a tutti – e il vostro contributo è stato significativo - che la Costituzione è la nostra casa comune.

Stiamo tutti insieme, dentro la Costituzione, dentro il nostro Paese, come comunità. E questo lo dobbiamo sempre più ribadire.

In fondo il ciclismo lo ha sempre dimostrato perché è uno sport di squadra, in cui il gioco di squadra è importante, lo è sempre stato.

Ci sono le grandi personalità, i grandi protagonisti, ma c'è sempre stato intorno a loro un gioco di squadra, perché il ciclismo – ripeto - è uno sport di squadra, oltre che individuale.

E questa presenza di squadra è ciò che il nostro Paese deve costantemente rinverdire, recuperare, applicare e ritrovare in ogni circostanza.

Aver ricordato la Costituzione, con i suoi settant'anni, è molto importante. Vi invito a venire dentro, dove c'è una bella copia della Costituzione, per vederla insieme.

Avete chiamato questa vostra iniziativa “Viaggio intorno ai settanta anni della Costituzione”.

Questo è il suo testo che rappresenta la base e la garanzia della nostra libertà, della nostra democrazia.

Detta le regole della nostra convivenza e indica i criteri per i comportamenti e le decisioni importanti, come quelle da assumere in questi giorni.

La Costituzione italiana – la nostra Costituzione – all’articolo 97 dispone che occorre assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico. Questo per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci.

Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro".

Le parole del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nell'incontro con i partecipanti all'iniziativa “Viaggio in bicicletta intorno ai 70 anni della Costituzione Italiana”.
Palazzo del Quirinale , 29 settembre 2018

sabato 29 settembre 2018

Associazione Cori e Giulianello in Rete riqualifica il parco comunale Verdeazzurro

CORI - Riqualificazione e valorizzazione del parco “Verdeazzurro”. Approvato il progetto definitivo. A breve i lavori. In cantiere la realizzazione di un’area ludica delimitata da una staccionata, con una torre combinata arrampicata e scivolo e due altalene, di cui una per disabili.

Verrà implementato l’impianto di illuminazione esistente mediante la risistemazione dei punti luce usurati e l’installazione di un nuovo lampione all’interno di una panchina in muratura costruita ex novo.

Dopo aver realizzato nei mesi scorsi lo spazio giochi per bambini nel giardino pubblico di piazza Signina, l’Associazione “Cori e Giulianello in Rete”, costituita da 45 operatori economici del territorio - commerciali, artigiani, turistici e dei servizi – in accordo con il Comune di Cori, ente supervisore, provvederà con finanziamento regionale ad un’opera simile di riqualificazione e valorizzazione del parco comunale “Verdeazzurro” tra piazza della Fontanaccia e Via Don Silvestro Radicchi a Giulianello.

I lavori preventivati inizieranno a giorni e si concretizzeranno in un’area ludica esagonale, delimitata da una staccionata in legno, entro la quale verranno posizionati una torre combinata con arrampicata e scivolo e due altalene, di cui una per disabili. Inoltre si procederà all’implementazione dell’impianto di illuminazione esistente mediante la risistemazione dei punti luce usurati e l’installazione di un nuovo lampione all’interno di una panchina in muratura costruita ex novo.

L’intervento andrà a migliorare ed incrementare la fruibilità e la sicurezza generale del sito. Il progetto del geometra Edoardo Ciuffa è stato approvato in settimana dalla Rete di Imprese, a firma del presidente Rinaldo Costantini, e dalla Giunta municipale a nome del sindaco Mauro De Lillis, con l’avallo dell’Ufficio tecnico, dell’assessore ai Lavori pubblici Ennio Afilani e della delegata alle Attività produttive Annamaria Tebaldi. Il cantiere sarà affidato a Urban Design, ditta fornitrice, ed M. A. Costruzioni S.R.L. di Massimiliano Altobelli, impresa esecutrice.

No alla violenza sulle donne! Artisti italiani in esposizione permanente all'Università dell'Insubria

VARESE - Femminicidio: 140 opere di artisti italiani in esposizione permanente all'Università degli studi dell'Insubria a Varese per dire No alla violenza sulle donne. Inaugurazione 5 ottobre 2018. Venerdì 5 ottobre, al Padiglione Morselli dell’Università degli Studi dell’Insubria, via Ottorino Rossi, alle ore 18, inaugurazione della Esposizione Permanente del libero movimento artistico “Seguendo il filo di Arianna con Teseo o Minotauro”: esposizione permanente di 140 opere di artisti italiani contro il femminicidio.

La presentazione della Esposizione è avvenuta con il professore Alberto Coen Porisini, magnifico rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria; il professore Fabio Minazzi, direttore del Centro Internazionale Insubrico; la dottoressa Valentina Grassi, fondatrice del movimento; la dottoressa Nicoletta Romano, direttore di “Living”.

Il libero movimento artistico “Seguendo il filo di Arianna con Teseo o Minotauro” ha donato all’ Università degli Studi dell’Insubria 140 opere artistiche sul tema della lotta alla violenza sulle donne. L’esposizione permanente ha “trovato casa” al Padiglione Morselli, nel Campus universitario di Varese.

L’inaugurazione della mostra – aperta a tutta la cittadinanza – è in programma venerdì 5 ottobre, alle ore 18; vi prenderanno parte il magnifico rettore, professore Alberto Coen Porisini; il sindaco di Varese, avvocato Davide Galimberti; la dottoressa Nicoletta Romano, direttrice di Living; il professore Fabio Minazzi, responsabile del progetto dei Giovani pensatori e la dottoressa Valentina Grassi, fondatrice del movimento; con la voce narrante di Lidia Sbalchiero, la poetessa e danzatrice, Soraya Arianna Cordaro e due giovani musicisti, Alessandro Benedetto e Nicolo Maggiore, che interpreteranno un brano scritto dal compositore Gagà.

“Seguendo il filo di Arianna” nasce nel maggio del 2014, con la presentazione di 80 opere di artiste varesine che si uniscono alla fondatrice, Valentina Grassi, per manifestare, attraverso l'arte e la cultura, la loro partecipazione alla lotta contro la violenza sulle donne e il femminicidio.

«Questo progetto ha iniziato il suo percorso partendo dal comune di Malnate, proseguendo poi in altri comuni del Varesotto, vedendo aumentare, sempre più, le partecipazioni degli artisti e il coinvolgimento del pubblico - racconta la dottoressa Grassi -. Nel 2015 l’iniziativa si sposta nella provincia di Brescia e, dopo varie tappe, a Brescia. Con l'aggiunta della sezione artistica maschile, Teseo o Minotauro, il progetto ritorna successivamente a Varese, dove viene proposta a Villa Baragiola. Ma l'intento di questo Movimento artistico non si limita a mostrarsi nei comuni: il suo obiettivo è infatti quello di educare contro la violenza: da qui un percorso espositivo con brevi conferenze promosse presso vari istituti scolastici della nostra provincia. Ma educare è assai complesso, e girare con tutti questi "documenti d'autore" stava diventando, sempre più, arduo. È così nata l'idea di condividerlo, in modo permanente, con l'Università degli Studi dell'Insubria, ateneo entro il quale coesistono diversi e differenti corsi di laurea, i quali tutti hanno una profonda attinenza con le tematiche proposte dal Filo».

Sarà il Padiglione Morselli, situato all'interno del Campus universitario di Bizzozero, in via Ottorino Rossi, a ospitare in modo continuativo questa mostra nella sua totalità. «Anche perché l’Università degli Studi dell’Insubria ha dimostrato subito una piena condivisione di questo "messaggio artistico" anche per le sue finalità educative. Non per nulla in questa iniziativa è stato coinvolto anche il progetto universitario dei Giovani pensatori che nel corso di un decennio ha costruito un suo ampio ed articolato bacino di utenza privilegiato proprio in relazione al mondo delle scuole varesine in osmosi diretta con il mondo universitario. In questo modo, affiancando l’inaugurazione della mostra con la successiva realizzazione di alcune conferenze, anche con il coinvolgimento diretto degli Istituti scolastici provinciali che saranno invitati a prenderne visione, Seguendo il filo di Arianna potrà continuare a svolgere ed approfondire il suo compito primario: educare, attraverso l'arte, perché l'arte apre la mente ai sentimenti più profondi» conclude Valentina Grassi.

«L’Università degli Studi dell’Insubria non può che ringraziare Valentina Grassi per aver scelto il Padiglione Morselli come spazio espositivo permanente di queste opere: l’Ateneo infatti ovviamente condivide il messaggio della mostra e come luogo di formazione di giovani generazioni deve farsi carico di sensibilizzarli verso tematiche di drammatica attualità. Nel solo 2018 ad oggi in Italia i femminicidi sono stati una cinquantina: è un problema reale, che non può e non deve lasciare indifferente l’istituzione universitaria» aggiunge il professore Alberto Coen Porisini.

«Accogliere questa Esposizione permanente ha una triplice finalità per l’Università: da un lato rappresenta un’opportunità per esporre opere di artisti che hanno elaborato questa denuncia di violenza contro le donne, dall’altro è un’occasione per arricchire con creazioni artistiche spazi vissuti quotidianamente da coloro che lavorano e studiano in Ateneo, infine è un ulteriore momento di interazione con il territorio e la sua comunità» sottolinea il professor Minazzi.

Dislessia e disgrafia, progetto dello Scriptorium Foroiuliense di San Daniele del Friuli

ROMA - La scrittura medievale per attenuare la dislessia e l’arte del libro antico come opportunità di lavoro in carcere. Due progetti dello Scriptorium Foroiuliense di San Daniele del Friuli (UD) puntano sul recupero di arti antiche per metterle al servizio della società.

“Scriptura terapeutica” mira a elaborare un metodo certificato per usare la scrittura a mano nel trattamento di disgrafia e dislessia. “Rescripta Libera”, attivato con il Consorzio COSM di Legacoop Friuli-Venezia Giulia, inserirà i detenuti nel mondo del lavoro attraverso un laboratorio di legatoria artigianale e artistica.

Il recupero di due arti antiche, quella della legatoria artigianale e quella della calligrafia, può avere anche un risvolto sociale. Lo dimostra l’attività dello Scriptorium Foroiuliense – Scuola Italiana Amanuensi di San Daniele del Friuli (UD), associazione votata all’insegnamento dell’arte calligrafica antica e dei mestieri del libro, che ha presentato a Montecitorio due progetti, “Scriptura Terapeutica” e “Rescripta libera”, volti l’uno alla ricerca sulla scrittura medievale come metodo terapeutico per le persone che soffrono di disgrafia e dislessia e l’altro al recupero e all’inserimento lavorativo dei detenuti.

Il primo progetto, “Scriptura Terapeutica”, mira all’elaborazione di un metodo riconosciuto e certificato per usare la scrittura medievale per attenuare disturbi quali disgrafia e la dislessia.

«La scrittura medievale– spiega il direttore dello Scriptorium Foroiuliense Roberto Giurano– è fatta di linee discontinue e di piccoli segmenti più facili da memorizzare. Per questo, nelle persone dislessiche o disgrafiche, migliora la connessione fra mente e movimento mano-braccio, rendendolo più fluido. Negli ultimi due anni abbiamo documentato tre casi di persone che, partecipando ai nostri corsi di calligrafia antica, hanno riscontrato dei benefici: da qui l’idea di elaborare, con un pool di medici, logopedisti, psicologi e maestri amanuensi e con il coinvolgimento di Enti Ospedalieri e Università, una ricerca che porti alla creazione di un metodo certificato, che sarà poi messo al servizio di tutti».

Dislessia disgrafia progetto Scriptorium Foroiuliense San Daniele del Friuli oggiurnalQuattro gli step previsti: diagnosi di disgrafia o difficoltà grafico-motorie (da parte di scuole, logopedisti, psicologi); formazione di gruppi per età e valutazioni; elaborazione dei dati, brevetto del metodo e pubblicazione; diffusione e formazione. I destinatari saranno persone soggette a disturbi come disgrafia e dislessia, che parteciperanno a un corso di scrittura calligrafica medievale di 10 ore: già una ventina di persone sono state selezionate per cominciare le lezioni a ottobre, nella sede dello Scriptorium a San Daniele del Friuli.

“Rescripta Libera” nasce invece dall’accordo tra lo Scriptorium e il Consorzio COSM (Consorzio Operativo Salute Mentale di Udine) che aderisce alla Lega delle Cooperative Sociali del Friuli Venezia Giulia. Il progetto è rivolto alla popolazione carceraria: l’obiettivo è di realizzare assieme ai detenuti un’attività imprenditoriale incentrata sulla produzione e commercializzazione di prodotti di legatoria artigianale e artistica, per offrire loro un’opportunità di riscatto, inclusione e qualificazione professionale.

«“Rescripta Libera” – spiega Michela Vogrig, presidente Consorzio COSM e vicepresidente Legacoopsociali FVG – intende rafforzare le opportunità di inserimento lavorativo e la riduzione della recidiva fra i detenuti. È rivolto a persone scarsamente scolarizzate, ma motivate a intraprendere un percorso di uscita dalla devianza. Attraverso questo progetto potranno essere sviluppate relazioni positive tra imprese, società civile e carcerati; i partecipanti potranno acquisire competenze tecnico-professionali e trovare un’occasione positiva di imprenditorialità e socialità».

Il progetto si articolerà in due fasi, la prima di formazione alla legatoria dei partecipanti e la seconda di avvio operativo di un laboratorio e di un’attività di produzione e vendita dei libri artigianali: l’intento è di formare gruppi di 30 detenuti che parteciperanno a un corso di 250 ore.

«Durante il percorso – spiega Giurano – i detenuti impareranno a realizzare a mano la carta, a scegliere i materiali per la copertina e a padroneggiare le varie tecniche di legatoria artigianale necessarie per realizzare il prodotto editoriale, che verrà poi commercializzato».

Guardia di finanza becca meccanico che non presenta dichiarazione dei redditi dal 2008

COSENZA - Guardia di finanza di Cosenza: esercitava l'attività di meccanico, ma dal 2008 non presentava la dichiarazione dei redditi e smaltiva irregolarmente i rifiuti speciali pericolosi prodotti. Fusti di olio esausto, rottami ferrosi ed in plastica da manutenzione di veicoli, motori, candele, tubi in gomma, filtri, imballaggi metallici ed in plastica, stracci e carta sporca, sparsi all’interno dell’officina meccanica dove veniva esercitata un’attività di “Autoriparatore di veicoli”, oltre a cinque autoveicoli in fase di riparazione: questo è lo scenario che si è presentato agli occhi dei militari della Compagnia Guardia di Finanza di Paola, che hanno eseguito un accesso per fini fiscali presso una ditta individuale, risultata essere evasore dal 2008 – non avendo presentato alcuna dichiarazione dei redditi – e non in regola con la normativa che disciplina lo smaltimento dei rifiuti.

I Finanzieri hanno smascherato il meccanico “fantasma”, operante nella Provincia di Cosenza, grazie all‘individuazione “mirata“ del soggetto economico attraverso l’attività di controllo del territorio e l’utilizzo delle banche dati a disposizione della Guardia di Finanza, che complessivamente hanno consentito di sviluppare una specifica analisi di rischio e di rilevare significativi elementi di pericolosità sotto il profilo fiscale, originando una preordinata attività di controllo.

All’atto dell’avvio dell’attività ispettiva il contribuente non ha esibito alcuna la documentazione, sia contabile che afferente lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi prodotti, fatta eccezione di un registro di carico e scarico che però non era né vidimato né compilato.

La gestione dei rifiuti è un’attività di pubblico interesse e, per questo, essi devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e degli ecosistemi ovvero senza che si determino: rischi per eventuali contaminazioni dell’atmosfera, dei corpi idrici, dei suoli, oltre che fattori di tossicità per la fauna e la flora; inconvenienti derivanti da rumori o da cattivi odori e depauperamento del paesaggio.

In particolare, i rifiuti speciali pericolosi prodotti nell’esercizio dell’attività di “Autoriparazione”, necessitano di particolari cure nella manipolazione, stoccaggio e trasporto, onde evitare rischi di contaminazione dell’ambiente. Per questo tali rifiuti possono essere smaltiti affidandoli a ditte specializzate autorizzate nel trasporto e smaltimento e iscritte all'Albo Gestori Ambientali. In alcuni casi è consentito smaltire particolari rifiuti speciali tramite convenzione con il Servizio di Gestione Pubblica.

Diversi sono gli obblighi cui devono assolvere i produttori di rifiuti speciali, come ad esempio:
1. classificazione delle varie tipologie di rifiuto;
2. acquisto e vidimazione dei formulari e del Registro rifiuti e connesse compilazioni;
3. denuncia annuale dei rifiuti;
4. attivazione e gestione del Deposito Temporaneo;
5. divieti di miscelazione di rifiuti, di abbandono e di deposito incontrollato sul suolo e nel suolo, di immissione di rifiuti nei corsi d’acqua, sia superficiali che sotterranei.

Accertate, quindi, le violazioni degli obblighi previsti dal Codice dell’Ambiente (D.Lgs. n. 152/2006), le Fiamme Gialle hanno proceduto con le relative contestazioni al meccanico, che ora rischia una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 6.200 euro.

Infine, riporta ancora il comunicato stampa della Guardia di finanza -, sarà ricostruita la reale posizione fiscale dell’autoriparatore e saranno calcolate le imposte evase.

Prosegue l’attività da parte della Guardia di Finanza calabrese a tutela dei cittadini e degli imprenditori onesti, al fine di evitare sleali ed illecite concorrenze che sfruttano e si basano su comportamenti illeciti per avvantaggiarsi sul mercato a scapito degli operatori corretti.

venerdì 28 settembre 2018

A testa in giù. L'envers du decor. Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni al Teatro Manzoni di Milano

MILANO - Dall’11 al 28 ottobre 2018 ErreTiTeatro30 presenta Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni nello spettacolo teatrale A testa in giù. L’envers du decor, di Florian Zeller, traduzione di Giulia Serafini, con Viviana Altieri e Bruno Armando, regia di Gioele Dix. Scena di Andrea Taddei, costumi di Barbara Bessi, luci di Carlo Signorini, musiche di Savino Cesario, Silvano Belfiore, assistente regia Sara Damonte. Al Teatro Manzoni di Milano, feriali ore 20,45, domenica ore 15,30.Queste le note di regia di Gioele Dix. Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia.

L'originalità di A testa in giù sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.

Il testo è stato portato in scena, nel gennaio 2016, al Théâtre De Paris, con Daniel Auteil nel ruolo di protagonista e regista. Da tempo desideravo lavorare con e per Emilio Solfrizzi. Ci unisce un’antica amicizia e una comune, istintiva fiducia nell’arte della commedia. Ed ecco l’occasione: un nuovo testo di Zeller che sembra scritto apposta per esaltare le sue qualità di comico naturale e di raffinato interprete.

A testa in giù è costruito sull’idea che i personaggi, oltre a parlare normalmente fra loro, esprimano ad alta voce di fronte al pubblico anche i propri pensieri. L’effetto è dirompente e trasforma una comune vicenda in un formidabile e spassoso labirinto di gesti e parole. Per le attrici e gli attori si tratta di recitare su un doppio binario, una prova al tempo stesso complicata ed esaltante.

Emilio Solfrizzi è un esilarante Daniel, editore colto e maturo, le cui certezze improvvisamente si sgretolano di fronte alla scelta di Patrick (l’ottimo Bruno Armando), amico di un vita, che decide di abbandonare la moglie per mettersi con Emma (la bravissima Viviana Altieri), giovane aspirante attrice. Un avventato e inopportuno invito a cena trasforma l’innocua serata in una sorta di regolamento di conti fra gaffe, equivoci e incomprensioni. E Daniel si ritroverà ben presto a mettere interiormente in discussione gran parte della propria esistenza. Ma sarà la moglie Isabelle, con le sue brillanti doti di saggezza e di acuminata ironia, a salvarlo dal preoccupante precipizio. Nel difficile ruolo della coprotagonista c’è per fortuna Paola Minaccioni, fuoriclasse del teatro comico e non solo, attrice sensibile e versatile, una garanzia.

A testa in giù, uno spettacolo originale e sorprendente che non potrà non piacervi, se amate le commedie intelligenti.

giovedì 27 settembre 2018

Paola Cortellesi, attrice e cantante, ospite d’onore del Festival italiano sull’umorismo

LIVORNO - Il senso del ridicolo . Festival italiano sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira. Livorno, 28-30 settembre 2018, terza edizione. Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno - Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana.

È partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e la collaborazione di SIAE; Rai Radio2 è media partner.

«Stelle o caporali?». La domanda è l’anagramma del nome e cognome di Paola Cortellesi, l’attrice, comica e cantante che è l’ospite d’onore della prima serata del festival Il senso del ridicolo (venerdì 28 settembre, ore 21,30). La domanda ci rimanda le attrazioni del varietà e il nonsense di Totò e, nella sua assurdità, ci ricorda quanto vasto sia il mondo della risata, dell’umorismo, del gioco.

Da bambini si ride anche per un enigma risolto, per una parola inventata, per un gioco logico che si è compreso: era quanto succedeva con il «Dirodorlando», storica trasmissione della Tv dei Ragazzi a cui è dedicata la lectio magistralis dialogata fra due dei suoi autori: la grande scrittrice Bianca Pitzorno e il traduttore e autore tv Davide Tortorella, che all’epoca in cui collaborava al Dirodorlando andava alle scuole medie inferiori (venerdì 28 settembre, ore 17,30).

Ma era anche quanto succedeva nella stanza dei giochi che l’artista Alighiero Boetti aveva allestito nel suo studio di Trastevere per giocare con i suoi figli. La figlia Agata ha trasportato quella stanza alla Fortezza Nuova e invita tutti, piccoli e grandi, ad ammirare lo zoo e a partecipare ai giochi che allora aveva inventato assieme a suo padre (inaugurazione: venerdì 28 settembre, ore 16). A questi giochi è dedicato «ABAB – La stanza dei giochi»: sono le iniziali di Alighiero Boetti e Agata Boetti, sono le rime alterne di una quartina e sono il titolo di un opuscolo, edito da Corraini, a proposito dello zoo boettiano.

Parlando di serragli, è un bestiario anche quello della Rete. La sociolinguista Vera Gheno e il filosofo della comunicazione Bruno Mastroianni descriveranno la «fattoria degli animali social» (sabato 29 settembre,ore 15,30): gli esemplari più comuni e i più bizzarri che popolano le piazze telematiche e i loro comportamenti. Animali veri e propri sono invece le galline a tendenza suicida che Carlo Emilio Gadda descrive in una pagina della «Cognizione del dolore». Persino in un libro con quel titolo, infatti, la comicità si disputa la scena con il tragico. Del resto è la lezione di Amleto, di cui Gadda è stato un fine esegeta e di cui è un conoscitore appassionato l’attore Fabrizio Gifuni, che regala a Livorno una sua scelta delle pagine in cui il teatro gaddiano del mondo si fa più grottesco, e amaramente esilarante (sabato 29 settembre, ore 21).

Se Il senso del ridicolo vuole, edizione dopo edizione, intraprendere anche un giro d’Italia della comicità, con questa edizione Gadda ci fa partire da Milano, capitale anche umorale della Nazione. Come è la comicità milanese? La esploreremo con la rassegna dei film curata da Gabriele Gimmelli (28-29-30 settembre, ore 21) e con due eventi congiunti, ovvero un evento bino: prima evocheremo assieme a Marco Ardemagni, Sandro Paté e altri ospiti la Milano del cabaret, di quella linea che parte da Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Beppe Viola e arriva sino al cabaret di Zelig e all’omonimo programma televisivo (sabato 29 settembre, ore 17,15); poi ascolteremo la testimonianza di un protagonista della scena musicale e televisiva di questi anni, Rocco Tanica, che ci porterà frammenti della pluridecennale esperienza del gruppo di Elio e Le Storie Tese (sabato 29 settembre, ore 18,30). Di come la musica possa essere un veicolo o un fattore stesso di comicità ci parlerà poi, in un altro incontro, il critico musicale Ernesto Assante (domenica 30 settembre, ore 15).

Gadda e Milano, si diceva. Ma Gadda, divenuto romano anche nella scrittura, ricordava: «io sono una polpetta sbalzata fuori dalla padella lombarda». Infatti si ride per fuggire, secondo l’antropologo Adriano Favole (sabato 29 settembre, ore 10), e si fugge per ridere secondo due livornesi che si sono distaccati dalla città natale e di distacco hanno parlato nei loro rispettivi lavori: il cantautore e scrittore Simone Lenzi, recente autore del libro In esilio e la giornalista Concita De Gregorio, che con la sua inchiesta televisiva «FuoriRoma» esplora e rivela a sé stessa l’Italia lontana dal centro (sabato 29 settembre, ore 11).

L’umorismo ha le sue condizioni, come la singletudine femminile su cui la giornalista Irene Soave si è lungamente documentata tramite i galatei e la manualistica dedicata all’argomento. (domenica 30 settembre, ore 10). Ma l’umorismo ha anche i suoi ambiti e mezzi di comunicazione. Prendiamo la fotografia: come può l’arte che si imprime con la luce che colpisce la realtà arrivare a essere perfettamente surreale, comica, assurda? Di questo ci parla Michele Smargiassi (domenica 30 settembre, ore 12). Oppure il genere letterario del fantasy. È proprio vero che sia impermeabile all’ironia e al comico? Se non bastasse l’esempio incarnato da Bianca Pitzorno, a dimostrare che non è affatto così sarà l’incontro della scrittrice e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini (domenica 30 settembre, ore 17,30). Nell’ambito della politica, com’è che una volta dare del «buffone» a un onorevole era un insulto cocente, mentre i politici contemporanei arrivano a fare scene da puro cabaret? Ne discutono un giornalista che ha seguito da molto vicino le primarie e le elezioni americane, Francesco Costa, e un politico che dopo essere stato parlamentare è tornato a fare politica «dal basso», Giuseppe Civati (domenica 30 settembre, ore 11).

Infine, la Comicità ha i suoi Poli: non solo il maschile e il femminile, l’austero e il buffone, ma anche Paolo e Lucia, fratello e sorella, legati da complicità e sapienza teatrale. Conversando con la critica Sara Chiappori, Lucia Poli ripercorrerà ricordi ed episodi della carriera e sceglierà qualche perla dalla collana del suo repertorio (domenica 30 settembre, ore 16,30).

Anche quest’anno, appassionato di Livorno, Matteo Caccia proseguirà la sua ricerca di storie e luoghi, presentando il risultato di un’esplorazione etnologico-immobiliare della città (domenica 30 settembre, ore 18,45), e la linguista Giulia Addazi animerà laboratori e giochi per bambini e ragazzi (sabato 29 settembre, ore 15 e 17 – domenica 30 settembre, ore 10, 11.30 e 17), in parte riprendendo i giochi della famiglia Boetti. Anche quest’anno Marco Ardemagni inventerà eventi radiofonici e multimediali per il festival e il suo media-partner Rai Radio2.

Come negli anni passati, il festival sarà incorniciato e sostenuto dall’attività di molti giovanissimi volontari, che a loro volta ascolteranno e guarderanno. Lo hanno fatto anche nelle precedenti edizioni e alla Bottega del Caffè si potranno ammirare le fotografie, bellissime, che hanno scattato ai protagonisti e al pubblico del festival, pubblicate anche nel libro Gli occhi del ridicolo - riporta ancora il comunicato stampa degli organizzatori -.

Oltre a questo libro e al boettiano «ABAB», al Festival è legata un’altra pubblicazione uscita quest’anno. Nell’aprile del 2018 all’università Iulm si è tenuta una tavola rotonda sul tema della «Comicità dei copioni», i diritti d’autore nel campo dell’umorismo, organizzata dal Senso del Ridicolo con la partecipazione della Siae. L’ebook che raccoglie gli interventi dei partecipanti verrà presentato in un incontro del festival (sabato 29 settembre, alle ore 12), condotto da Gabriele Gimmelli, che ha curato la pubblicazione, e l’autore e scrittore comico Walter Fontana, che è stato fra i protagonisti della tavola rotonda.

Squilibrio contrattuale tra Grande distribuzione organizzata e imprese di panificazione

ROMA - Reso del pane nei supermarket: Antitrust avvia sei istruttorie nei confronti delle principali catene della Grande distribuzione organizzata. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto sei istruttorie nei confronti dei principali operatori nazionali nel settore della GDO (Coop Italia, Conad, Esselunga, Eurospin, Auchan e Carrefour) per verificare una presunta pratica sleale a danno delle imprese di panificazione.

I procedimenti, avviati su segnalazione della principale associazione nazionale di panificatori, Assipan-Confcommercio Imprese per l’Italia, sono volti ad accertare eventuali violazioni dell’art. 62 del decreto legge n. 1/2012 che regola le relazioni commerciali nella filiera agro-alimentare. In concomitanza con l’avvio delle istruttorie, alcune delle società interessate dai procedimenti sono state ispezionate dai funzionari dell’Antitrust, coadiuvati dai militari della Guardia di Finanza - Nucleo Speciale Antitrust.

La condotta contestata consiste nell’imposizione, ai propri fornitori di pane fresco, dell’obbligo di ritirare e smaltire a proprie spese l’intero quantitativo di prodotto invenduto a fine giornata. La differenza di valore tra il pane consegnato ad inizio giornata e quello reso a fine giornata viene poi riaccreditata al compratore della GDO sugli acquisti successivi.

La pratica - spiegano dall'Antitrust - si inquadra in una situazione di significativo squilibrio contrattuale tra le catene della GDO e le imprese di panificazione (imprese artigiane con pochi dipendenti). In tale contesto, l’obbligo di ritiro dell’invenduto rappresenta una condizione contrattuale posta ad esclusivo vantaggio delle catene della grande distribuzione e determina un indebito trasferimento sul contraente più debole del rischio commerciale di non riuscire a vendere il quantitativo di pane ordinato e acquistato.

La prassi descritta costringe i panificatori a farsi carico, oltre che del ritiro della merce, anche del suo smaltimento quale “rifiuto” alimentare, in quanto l’interpretazione comunemente attribuita alla normativa vigente impedisce qualsiasi riutilizzo del pane invenduto a fini commerciali e persino la sua donazione a fini umanitari con un elevatissimo spreco di prodotto.

Sotto questo profilo, il fenomeno oggetto dei procedimenti è già stato oggetto di svariate segnalazioni pubbliche da parte della associazione dei produttori di pane, che lamenta non soltanto il carattere “vessatorio” dell’obbligo imposto ai panificatori, ma anche le ampie e negative ripercussioni che esso produce sotto il profilo economico e ambientale.

Assunta Spina di Gustavo Serena e Francesca Bertini alle Giornate del Cinema Muto

PORDENONE - Presentata a Pordenone la 37esima edizione delle Giornate del Cinema Muto. Focus su cinema e letteratura con I Promessi Sposi e i film tratti da Balzac. Tra gli ospiti, Nicola Lubitsch, figlia del grande maestro della commedia.

Tra gli eventi di spicco della 37a edizione delle Giornate del Cinema Muto (Pordenone, 6-13 ottobre 2018) il direttore Jay Weissberg ha voluto sottolineare la proiezione dei Promessi Sposi di Mario Bonnard, al quale viene anche dedicata una retrospettiva. Bonnard, attore e regista, è stato una delle figure più significative del cinema italiano sia nel periodo muto che in quello del sonoro, con una dimensione internazionale, per aver vissuto e diretto anche in Germania. I Promessi Sposi non sono la prima versione al cinema del capolavoro di Alessandro Manzoni, ma questa di Bonnard del 1922 è certamente la più spettacolare e si avvarrà di una nuova partitura, commissionata da Piano FVG, composta dal musicista Valter Sivilotti ed eseguita con la direzione di Massimo Belli dalla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni in collaborazione con l’Accademia Naonis.

L’attenzione al cinema italiano si estende anche alla proiezione di Assunta Spina di Gustavo Serena e Francesca Bertini del 1915, certamente uno dei titoli più famosi all’estero, conosciuto anche come Lacrime napulitane. Il film sarà accompagnato dal duo John La Barbera alla chitarra e Carlo Aonzo al mandolino.

Legato all’Italia è anche il progetto che si impernia sulla figura di un attore e regista italo americano, Robert Vignola, di origini lucane, poi trasferitosi a Hollywood dove all’epoca del muto divenne un registra tra i più affermati. In pre-apertura di festival viene proiettato a Sacile uno dei pochissimi suoi titoli sopravvissuti, Beauty’s Worth, con Marion Davies.

Il direttore Weissberg ha messo in rilievo la figura di un’altra diva dell’epoca, Pola Negri (a cui è dedicato anche il manifesto di questa edizione delle Giornate), polacca di nascita, che scelse quel nome d’arte in omaggio alla scrittrice Ada Negri. Le Giornate presentano in anteprima mondiale il nuovo restauro ad opera del MoMA del film che viene considerato l’apice della carriera cinematografica di Pola Negri, Forbidden Paradise (La czarina), diretto da Ernst Lubitsch. È l’ultimo capitolo di una lunga collaborazione tra l’attrice e il grande regista, iniziata in Europa e proseguita, con questo film, negli Stati Uniti. A parlare di Lubitsch ci sarà a Pordenone la figlia, Nicola Lubitsch.
Il film che inaugura il festival al Teatro Verdi di Pordenone è Captain Salvation (La nave dei galeotti), di John Robertson, un regista oggi dimenticato ma molto amato da Hitchcock. La partitura è di Phil Carli, che dirigerà l’Orchestra San Marco nell’accompagnamento dal vivo. L’evento di chiusura è invece Il giocatore di scacchi, un film francese del 1927 diretto da Raymond Bernard.

Punti di forza del programma sono anche la retrospettiva dedicata a John Stahl, maestro del melodramma di cui si vedranno nove film, molti dei quali in copie ristampate dalla Library of Congress, e la rassegna ispirata all’opera di Balzac, un autore che nel cinema ha conosciuto una straordinaria fortuna. Basti pensare che soltanto in Italia nell’epoca del muto ci furono 25 film tratti dalla sua opera; oggi ne sopravvive soltanto uno, Spergiura, presente nel programma di Pordenone.

Come tutti gli anni, non mancano i grandi maestri come Keaton, Dreyer, Ozu, Mizoguchi e Kulesov, spettacolari capolavori come L’Atlantide di Jacques Feyder e nuovi ritrovamenti come lo svedese Judaspengar di Victor Sjöström del 1915, ritrovata l’anno scorso in Francia e presentato a Pordenone in anteprima.

Molto si è parlato anche nei festival di cinema del cinquantesimo anniversario del 1968 e le Giornate del Cinema Muto lo celebrano ricordando la pubblicazione di un libro, The Parade’s Gone by... di Kevin Brownlow, una pietra miliare per la riscoperta e la valorizzazione del cinema muto. In omaggio al suo autore, premio Oscar alla carriera nonché vincitore nel 1986 del primo premio Jean Mitry, verranno proiettate sei rarità scelte su indicazione dello stesso Brownlow.

Malavita nuorese dedita alla produzione di droga riceve un duro colpo dai carabinieri

NUORO - Ortueri: coltivazione di cannabis, i carabinieri arrestano due persone e ne denunciano altre 5. Ennesimo duro colpo inferto alla malavita nuorese dedita alla produzione di sostanze stupefacenti. A distanza di meno di una settimana dal rinvenimento di una piantagione di circa 2000 piante di marijuana ad Ollolai (Nuoro), i carabinieri del Reparto Squadriglie e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Nuoro e i militari della Stazione di Ortueri, da tempo impegnati in un’attività a largo raggio finalizzata alla repressione dei reati riconducibili agli stupefacenti, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per coltivazione di sostanze stupefacenti, aggravata dall’ingente quantitativo, Porcu Renato, 65enne di Austis, e Porcu Vincenzo, 40enne di Teti, entrambi allevatori, nonché deferito in stato di libertà altre cinque persone, un 25enne di Ortueri, tre persone di Desulo rispettivamente di 20, 30 e 35 anni, e un 40enne di Nuoro.

Nello specifico, durante uno dei tanti servizi di perlustrazione nell’agro, in un terreno difficilmente raggiungibile in località Cheressia, grazie ad un’approfondita conoscenza del territorio i militari hanno individuato da alcuni giorni, abilmente occultata tra la fitta vegetazione circostante, un’immensa piantagione di cannabis, estesa circa 5000 mq e composta da circa 3.800 piante di canapa indiana, alte fino a due metri, distribuite in filari muniti di impianto di irrigazione a goccia, alimentato da due cisterne in vetroresina.

Al fine di risalire ai responsabili, si dava inizio ad un’attività di osservazione perdurata per diversi giorni anche con condizioni climatiche proibitive, che permetteva infine nella tarda mattinata di lunedì 24 u.s. di cogliere i due allevatori intenti ad innaffiare e curare la piantagione. In particolare, uno dei due era un vero e proprio guardiano a tempo pieno, che da settimane viveva nella piantagione in una piccola tenda fornita di energia elettrica attraverso un pannello solare.

Alla luce del rinvenimento e delle evidenze emergenti dalla flagranza di reato, nonché da quanto emerso in sede dei conseguenziali accertamenti qualitativi sulla droga sequestrata, per i due è scattato l’arresto, in quanto ritenuti responsabili di coltivazione illegale di sostanza stupefacente aggravata dall’ingente quantitativo - riporta ancora il comunicato stampa dell'Arma -.

Per gli altri cinque, bloccati a poche centinaia di metri dalla piantagione poco dopo il blitz dei militari, è scattata la denuncia in stato di libertà per concorso nel medesimo reato con gli arrestati, in quanto emersi a loro carico gravi indizi di reità (per il momento non è possibile fornire ulteriori dettagli).

Dopo le formalità di rito i due sono stati tradotti presso il carcere di Massama.

Le piante estirpate, per un peso complessivo al netto delle radici di circa cinque tonnellate e il materiale rinvenuto per la coltivazione sono stati sequestrati su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La canapa, ad oggi distrutta presso idoneo impianto di smaltimento e per il cui trasporto si è resa necessaria la collaborazione dell’Ente Foreste della Sardegna, che ha messo a disposizione idonei mezzi pesanti, una volta essiccata ed immessa sul mercato illegale, avrebbe potuto fruttare circa quattro milioni di euro.

Senza dubbio un duro colpo inferto dai militari dell’Arma dei Carabinieri a quella che rappresenta, ad oggi, una delle più redditizie forme di business della criminalità barbaricina.

Proseguono senza sosta le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Oristano, finalizzate a chiarire meglio i contorni della vicenda, sicuramente punta dell’iceberg di un preoccupante fenomeno in continua crescita, che l’Arma nuorese si impegna a contrastare con decisione mettendo in campo le migliori risorse.

Si evidenzia che uno degli arrestati, Renato PORCU, era stato condannato a 30 anni di reclusione per il sequestro dell’imprenditore di Dolianova (CA) Gianni Murgia, rapito il 20 ottobre del 1990 nella casa di campagna in compagnia della sua fidanzata, rilasciata qualche ora più tardi nei pressi di Monserrato (CA). Il Murgia invece venne rilasciato dopo 83 giorni di prigionia nelle campagne di Teti (NU), previo pagamento di un riscatto di 600 milioni di lire.

Torino e Alessandrino lontani dagli obiettivi del Piano regionale rifiuti, ecco tutti i dati

TORINO - Pubblicati i dati sulla produzione di rifiuti urbani e della raccolta differenziata 2017, alla luce delle nuove linee guida emanate dal ministero dell'Ambiente. Migliorati i dati per quasi tutto il Piemonte, ancora lontane Torino e l'Alessandrino dagli obiettivi del Piano regionale rifiuti.

Per la prima volta, la Regione Piemonte pubblica i dati annuali sulla raccolta dei rifiuti piemontesi facendo riferimento alla nuova disciplina statale emanata col decreto ministeriale del 26 maggio 2016. Secondo quanto stabilito, ai fini del calcolo percentuale della produzione dei rifiuti differenziati, occorre da quest’anno contemplare nuove tipologie di materiali che fino allo scorso anno non venivano computati, quali: rifiuti avviati al compostaggio domestico (purché tale attività sia disciplinata dal comune di riferimento, e con un limite massimo pro capite di 120 kg), i rifiuti assimilati ai rifiuti urbani (quali ad esempio quelli prodotti da supermercati, attività commerciali ed esercenti), i rifiuti da costruzione e demolizione (con un limite di 15 kg pro capite), i rifiuti da spazzamento stradale avviati a recupero, e infine le raccolte selettive minori quali, pile esauste, farmaci scaduti, olii, vernici e toner.

L’introduzione delle nuove tipologie di raccolte hanno inciso per il 6,7% (pari a circa 83.000 tonnellate) sul totale dei rifiuti differenziati raccolti in Piemonte - spiegano dalla Regione -. Di conseguenza, si valuta che, a livello regionale, l’applicazione del nuovo metodo di calcolo abbia portato a un aumento della percentuale della raccolta differenziata di 3-4 punti, rendendo pertanto impreciso un raffronto tra i dati del 2017 con quelli del 2016. Per un confronto veritiero sull’andamento annuale dei dati sulla raccolta dei rifiuti urbani rispetto al passato, occorrerà quindi attendere i dati del 2018.

Se in base a quanto premesso anche il valore della produzione totale dei rifiuti per abitante è comprensibilmente aumentato rispetto allo scorso anno, passando da 458 kg/ab a 475 kg/ab, è da notare il sensibile decremento dei rifiuti avviati allo smaltimento (discarica), i quali, con un dato che si attesta sui 192 kg/ab registrano un decremento del 6,1% (stimabile al 2,3% secondo il vecchio metodo di conteggio).

Il totale della raccolta differenziata per il 2017 si attesta al 59, 6% del totale; un dato in apparente miglioramento rispetto a quello dello scorso anno: 55,2% secondo il vecchio metodo di conteggio. L’obiettivo del raggiungimento del 65% previsto dal piano regionale rifiuti viene superato da tutte le realtà provinciali, ad esclusione dei consorzi del bacino alessandrino e di parte di quelli del torinese; questo ultimo, incidendo per metà sulla densità demografica piemontese, contribuisce ad abbassare il dato medio sotto la soglia obiettivo. Spiccano tra i tanti il risultato eccellente del Consorzio del Chierese, con una percentuale di raccolta differenziata del 80,2%, e del Consorzio del Basso Novarese, col 71,4%; ancora un risultato negativo, invece, per il Consorzio della Città di Torino, fermo al 44,7%.

È importante che la lettura di questi dati venga effettuata in riferimento agli obiettivi posti dal Piano regionale rifiuti, approvato nell’aprile del 2016, che prevedono, entro il 2020 di:

- portare la produzione totale di rifiuti al di sotto dei 455 kg per abitante;

- portare la raccolta differenziata al 65%;

- portare la produzione di rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica a 159 kg per abitante.

Tali parametri rispondono ai principi di prevenzione della produzione dei rifiuti, preparazione delle singole tipologie di rifiuto al riutilizzo, promozione del riciclaggio, nonché favorire il recupero energetico a discapito dello smaltimento in discarica. Per queste ragioni è fondamentale che vengano tutti raggiunti da ogni realtà corsortile; obiettivo ad oggi raggiunto da 4 consorzi su 21.

“Questi primi dati fotografano lo stato attuale della produzione dei rifiuti solidi urbani piemontesi dopo l’approvazione della nuova legge regionale – afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia -. Ora il Piemonte ha tutti gli strumenti utili per alzare sensibilmente la raccolta differenziata sul proprio territorio: il piano regionale, la nuova legge sulla governance e la fotografia al 2017 su cui lavorare per migliorasi. Benché i dati generali sulle province piemontesi registrino una crescita della raccolta differenziata, soprattutto realtà come quella di Torino incidono troppo sul livello di performance generale. Occorre pertanto che queste aree mettano in campo un lavoro importante di adeguamento agli obiettivi del piano regionale rifiuti ”.

La determina di approvazione dei dati 2017 sulla produzione dei rifiuti in Piemonte è pubbicata sul BUR della Regione Piemonte.

Lame di buio dal passato. Giovanni Taibi col suo libro al teatro del Casinò di Sanremo

SANREMO - Giovanni Taibi al Casinò di Sanremo. Lo scrittore giornalista siciliano Giovanni Taibi presenterà il libro: "Lame di buio dal passato”, venerdì 28 settembre, ore 18, nel teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo. Giovanni Taibi illustrerà il suo volume: “Lame di Buio dal passato” (Cingolani Editore).

Il protagonista ha quaranta anni, medico siciliano vive a Milano da quando ha cominciato l’Università, non è mai tornato in Sicilia nel piccolo paesino dove è nato. Lo fa in occasione del matrimonio del fratello nel periodo natalizio.

Nel paese rivede la casa, ormai disabitata, dove trascorreva l’estate la ragazza con cui ha vissuto una contrastata quanto tormentata storia d’amore. Il ritorno in paese innesca la catena dei ricordi: la relazione con la ragazza e poi, via via, altri momenti della sua adolescenza, della sua infanzia, della sua prima giovinezza. Nella casa paterna cerca e trova i suoi diari e le lettere spedite dalla ragazza e la copia delle sue. Rivive quel periodo anche grazie ai racconti che ha scritto da giovane, ispirati da quella storia d’amore. Cerca di immaginare come sarebbe stata la sua vita con la ragazza amata. Va nella città, dove lei adesso vive…

Giovanni Taibi. Nasce nel 1967. Laureato in Filosofia, con una tesi sulla Filosofia della musica, ha conseguito un master di II livello in Dirigenza e Managment delle istituzione scolastiche. È docente di materie letterarie a tempo indeterminato nelle scuole pubbliche statali. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti della Sicilia ha pubblicato articoli e recensioni letterarie in testate nazionali e locali.

Ha curato la pubblicazione di quattro volumi di argomento storico e letterario. È stato amministratore comunale con deleghe alla cultura. È stato più volte docente in corsi di scrittura creativa finanziati dai Piani Operativi Nazionali, nel 2010 è stato insignito benemerito della cultura dall’Accademia siciliana per la cultura umanistica.

Libera. Michele Cristoforetti in radio col brano contenuto nel nuovo album Ancora Qui

ROMA - “Ancora Qui”, nuovo album e tour per Michele Cristoforetti. In radio dal 12 ottobre con il singolo "Libera". A due anni dalla sua ultima pubblicazione “Muoviti”, il cantautore trentino Michele Cristoforetti ritorna in scena con un nuovo album intitolato “Ancora Qui”, carico di forti emozioni e di sorprese.

Alternandosi tra l'attività di sviluppo motori presso un reparto corse Ferrari e la sua musica, Cristoforetti vuole stupire di nuovo. In autunno partirà il tour nei teatri, che toccherà le città di Padova, Vicenza, Copparo, Pordenone e Brescia (date in definizione).

Le 7 tracce, di cui 4 registrate in studio e 3 live, mostrano l’evoluzione artistica e stilistica del cantautore dal suo ultimo album. Cristoforetti, infatti, si avvale di suoni più elettronici, accattivanti e moderni, che non vanno ad alterare il vero spirito cantautorale ma, al contrario, danno una veste nuova e originale alla sua musica. Il disco è carico di energia che prende una piega dance, pop o rock a seconda del messaggio da trasmettere. Il tutto è suggellato dall’inconfondibile timbro graffiato, caldo e profondo della sua voce, che ricopre una vasta gamma di colori e sa dipingere stati d’animo introspettivi e di ribalta.

La prima traccia è “Libera”, singolo in radio dal 12 ottobre, che parla di una situazione sentimentale particolarmente coinvolgente, un coinvolgimento reso impossibile da un repentino cambio di vita di lei che non lascia posto ad altro.

Un arcobaleno di graffiti mentali, in un film che ricerca un spazio, una spiegazione, la Libertà come unico elemento possibile. Oltre al singolo, sono contenute nel disco “Padre Scanti” e “Ancora Qui”. Proprio quest' ultimo brano ha anticipato il progetto lo scorso anno ed è stato presente nelle principali indie charts italiane. Entrambi i pezzi sono l’emblema di questo nuovo percorso, molto carichi, ricchi di suoni moderni e veicolano messaggi di forte attualità.


Troviamo poi un tributo alla famiglia De Andrè con due tracce suonate live. Si tratta di “Fiume Sand Creek”, arrangiata in uno stile pop fresco e moderno, e “Cose Che Dimentico”, scritta da Cristiano DeAndrè e anch’essa rivisitata in chiave rock. Grande merito va anche al gruppo che affianca il cantautore, i Kascade, formati da Alessandro Piva e Francesco Rudari alle chitarre, Michele Rossi al basso, Daniele Zomer alle tastiere e Davide Dalle Vedove alla batteria. Nell’ultima parte del disco, infine, troviamo un ritorno alle origini con tracce come “Il Principe Sul Rospo” e la versione live di “Antologia Di Viaggio”, canzone presa in prestito dall’album “Muoviti”.

“Omaggio al Merletto di Sansepolcro”, in un libro la raccolta fotografica dell'arte biturgense

SANSEPOLCRO - Omaggio al Merletto di Sansepolcro, sabato 29 settembre la presentazione del volume. Appuntamento alle ore 16 nella sede dell’Associazione Il Merletto nella Città di Piero. Si terrà sabato la presentazione del libro “Omaggio al Merletto di Sansepolcro”, un’ampia raccolta fotografica dedicata all’arte del merletto, tra i simboli della tradizione e della cultura del capoluogo biturgense.

L’evento avrà luogo alle ore 16 all’interno degli spazi dell’Associazione Il Merletto nella Città di Piero in Piazza Garibaldi 2, proprio accanto al celebre statua dedicata alle merlettaie del Borgo.

Il volume, curato dalla presidente dell’associazione Lelia Riguccini e realizzato grazie alla preziosa donazione di Leo Checcaglini, raccoglie le opere i momenti più significativi della scuola di merletto a Sansepolcro.

“Da molti anni avevamo in mente di realizzare questo omaggio a Piero della Francesca – ha spiegato Riguccini – un omaggio che fortunatamente ha ricevuto la solidarietà di tutta l’associazione e del nostro Comune. Ringrazio personalmente tutte le colleghe che sono intervenute con i propri lavori contribuendo a dare vita a questa bella raccolta di quanto è stato fatto nei nostri ventidue anni di attività.”

“Questo volume vuole essere uno strumento per valorizzare pienamente un’arte che ormai da più di cento anni si è radicata nel territorio – spiega l’assessore alla Cultura Gabriele Marconcini – e che contribuisce ad esprimere quel genius loci che da sempre ci contraddistingue. Come Amministrazione comunale siamo lieti di promuovere questo progetto, proprio come siamo entusiasti di supportare il cammino di candidatura del merletto a patrimonio Unesco.”

mercoledì 26 settembre 2018

Sistema d’irrigazione sviluppato da FPT Industrial donato all’Università Jomo Kenyatta

LONDRA - “Un nuovo motore per un’agricoltura sostenibile”: FPT Industrial per lo sviluppo agricolo del Kenya insieme al Milan Center for Food Law and Policy e alla Fondazione E4Impact. Il Brand di CNH Industrial dona un sistema d’irrigazione, realizzato da Idrofoglia e alimentato da un proprio motore, all’Università di Nairobi.

Favorire la diffusione di moderne pratiche agricole nel Paese è l’obiettivo condiviso con i partner dell’iniziativa, il Milan Center for Food Law and Policy e la Fondazione E4Impact.

Oggi a Nairobi, alla presenza di autorità e istituzioni, si è svolta la cerimonia ufficiale di donazione all’Università di Agricoltura e Tecnologia Jomo Kenyatta di un sistema d’irrigazione sviluppato da FPT Industrial, brand motoristico globale di CNH Industrial (NYSE: CNHI / MI: CNHI), insieme a Idrofoglia. Questo evento si colloca all’interno di un
progetto di formazione a lungo termine, che interesserà 40 studenti dell’ultimo anno di Ingegneria dell’Università keniana, e che vede come partner strategici il Milan Center for Food Law and Policy, Associazione riconosciuta internazionalmente impegnata, attraverso formazione, ricerca ed eventi, nella promozione dei diritti al cibo e all’acqua, e E4Impact, Fondazione per un’alleanza universitaria in grado di formare gli imprenditori di domani.

La finalità a lungo termine - spiegano da FPT Industrial - è creare un impatto sociale autentico e duraturo nel Paese,
contribuendo alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Alcuni di questi obiettivi, infatti, riguardano la possibilità di accedere ad un servizio educativo di qualità, di godere di condizioni di lavoro dignitose, di garantire la crescita economica riducendo la povertà e la fame nel mondo.

In questo progetto, FPT Industrial ha messo a disposizione il proprio know-how tecnologico per la realizzazione di un sistema che non solo permette il trasferimento dell’acqua dai fiumi ai canali, ma che consente anche di funzionare come irroratrice. Dal canto loro, il Milan Center for Food Law and Policy assicurerà la formazione degli studenti su tematiche inerenti allo sviluppo sostenibile e la legislazione keniota ed internazionale, coadiuvato in questo compito da E4Impact Foundation, che si concentrerà invece sulla formazione all’impact entrepreneurship.

Federico Gaiazzi, Global Marketing Manager di FPT Industrial, ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di supportare il progetto "Un nuovo motore per un'agricoltura sostenibile".

Rappresenta per noi un'opportunità per affermare ulteriormente i nostri valori e il nostro impegno nel sostenere programmi di formazione per i giovani e le nuove generazioni. A tale scopo, abbiamo deciso di donare un prodotto completo, costituito da una motopompa e dal relativo sistema di irrigazione. Abbiamo scelto questo IPU (Irrigation
Power Unit), dotato di un motore FPT F32, perché è una soluzione compatta e flessibile, che offre alte prestazioni con bassi costi operativi. Oggi doniamo all’Università di Agricoltura e Tecnologia Jomo Kenyatta di Nairobi un motore in grado di contribuire a un futuro più sostenibile, nonché di promuovere lo sviluppo tecnologico del Kenya.

È una grande sfida che, insieme ai nostri partner, abbiamo accolto con vero entusiasmo e che continueremo a sostenere con passione».

Sul fronte della sostenibilità, Enrico Capellino, Head of Commercial Services CNH Industrial, ha sottolineato come «il Gruppo CNH Industrial abbia dimostrato e stia dimostrando negli anni di saper gestire i propri business in maniera responsabile, sia da un punto di vista ambientale sia sociale. Non è un caso se anche quest’anno, per l’ottava
volta consecutiva, siamo stati incoronati Sustainability Leader dagli Indici Dow Jones per la Sostenibilità. La partnership con questa Università è un’ulteriore prova che abbiamo la capacità di saperci adattare a realtà molto diverse tra loro, rispettando le peculiarità di ciascuna, nonché la lungimiranza e il coraggio di affrontare sempre nuove sfide».

Livia Pomodoro, President del Milan Center for Food Law and Policy, ha affermato: «Parte della nostra missione è la promozione di comportamenti e pratiche in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Siamo dunque orgogliosi di contribuire alla formazione di una generazione di ingegneri e tecnici che avranno il compito difficile, ma anche appassionante, di adeguare l’agricoltura ai mutamenti climatici, facendo proprie le tecnologie avanzate oggi disponibili e muovendo passi verso l’efficienza. Ci auguriamo che questo primo progetto, che vede il nostro contributo in Kenya, sia parte di una serie di collaborazioni e ricerche in questo Paese».

La Fondazione E4Impact parla inoltre di una necessità di condivisione dei valori, attraverso le parole del Chief Executive Officer, Mario Molteni: «Riteniamo che una più ampia condivisione dei progressi delle applicazioni tecnologiche sia tanto un imperativo di solidarietà quanto uno strumento efficace per lo sviluppo economico del territorio. In quest’occasione siamo lieti di aver contribuito a stabilire il legame tra Jomo Kenyatta University e FPT Industrial. Il fatto che le tecnologie di una grande impresa internazionale siano messe a disposizione del mondo agricolo keniota rappresenta un bellissimo caso di creazione di valore condiviso».

Sospensione collegamenti veloci tra Reggio Calabria e Messina, rabbia di Giuseppe Falcomatà

REGGIO CALABRIA - Il sindaco del Comune di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà: «Rischio sospensione collegamenti sullo Stretto, il Governo non può navigare a vista». «E’ davvero disarmante l’atteggiamento approssimativo dimostrato dal Governo di fronte all’allarme lanciato dalla comunità dello Stretto per il rischio di sospensione dei collegamenti veloci tra Reggio Calabria e Messina.

E' impensabile mettere a rischio un servizio fondamentale come quello dei trasporti sullo Stretto, la cui sospensione causerebbe disagi incalcolabili a migliaia di persone che ogni giorno, per motivi di studio, di lavoro o di salute, si spostano da una sponda all’altra dello Stretto. Sul tema del diritto alla mobilità il Governo non può permettersi di navigare a vista». E’ quanto dichiara il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà commentando l’imminente sospensione, annunciata dalla società Liberty Lines, dei collegamento veloci verso Messina.

«Il ministro dei Trasporti ha recentemente affermato di voler rivolgere un’attenzione specifica al sistema dei trasporti sullo Stretto - ha aggiunto il sindaco - annunciando lo sdoppiamento dell’autorità portuale ed estromettendo di fatto un’infrastruttura strategica tra le più grandi del Mediterraneo come il porto di Gioia Tauro, dal circuito della mobilità portuale che vede coinvolte le due sponde dello Stretto. Nel frattempo il servizio dei collegamenti veloci viene messo a rischio dall'assenza di programmazione, mentre si tenta di ripiegare su una soluzione tampone senza precise indicazioni circa la proroga della convenzione che garantisce i trasporti veloci, utilizzati quotidianamente da migliaia di persone.

Non mi pare sia il modo corretto di affrontare una questione che rischia di penalizzare irrimediabilmente il nostro territorio - ha concluso il primo cittadino - su questioni centrali come quella dei trasporti, i cittadini dello Stretto hanno bisogno di certezze, non di un approccio frettoloso ed approssimativo che porta esclusivamente a situazioni precarie senza alcuna certezza per il futuro».

Concerti di musica dal vivo, istruttoria Antitrust sulla vendita dei biglietti di TicketOne

ROMA - Vendita biglietti per i concerti di musica dal vivo: Antitrust avvia istruttoria nei confronti di Ticketone. Nella riunione del 20 settembre 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l’avvio di un’istruttoria per accertare l’esistenza di un abuso di posizione dominante della società TicketOne S.p.A. e della sua controllante, la società tedesca CTS Eventim AG & Co. KGaA, in violazione dell’articolo 102 del TFUE.

In particolare, TicketOne, in posizione dominante nel mercato dei servizi di ticketing per eventi di musica live (concerti pop e rock), avrebbe attuato una strategia escludente per vincolare alla sua piattaforma di ticketing i più importanti organizzatori (promoter) di eventi di musica live attivi in Italia, precludendo così alle piattaforme di ticketing concorrenti l’accesso a un input necessario per competere sul mercato, ossia i biglietti per i concerti. Il vincolo di esclusiva, contenuto nei contratti tra i promoter e TicketOne, risulta particolarmente stringente sul canale online, che costituisce oggi il principale mezzo di distribuzione dei biglietti per questa tipologia di eventi.

La strategia abusiva - proseguono dall'Antitrust - potrebbe danneggiare anche i consumatori finali, in quanto, ostacolando la presenza sul mercato degli operatori concorrenti, TicketOne può praticare prezzi per la pre-vendita dei biglietti degli eventi di musica live superiori a quelli concorrenziali e limitare le possibilità di scelta dei consumatori tra i diversi fornitori dei servizi di ticketing.

L’istruttoria dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2019.

Concerti musica vivo istruttoria Antitrust vendita biglietti TicketOne oggiurnalI provvedimenti di avvio del procedimento sono stati notificati oggi, 26 settembre 2018, nel corso di alcune ispezioni effettuate dall’Autorità in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Metafisica dell'anima nel video col racconto di Pierfranco Bruni su Cristina Campo

ROMA - Pierfranco Bruni racconta Cristina Campo in un video che coglie la metafisica dell'anima. “ Cristina Campo nel mio viaggio ” è il titolo del nuovo video di Pierfranco Bruni, realizzato da Stefania Romito (Ophelia's Friends Cultural Projects).

Uno straordinario omaggio alla scrittrice, poetessa e traduttrice bolognese, nato da un attento studio di Pierfranco Bruni, candidato al Nobel per la Letteratura nel 2016.

Il video tende a mettere in suggestiva evidenza la spiritualità metafisica di una interessante intellettuale del Novecento, una magistrale interprete della parola scritta, disvelatrice privilegiata dell’autentica natura umana. E quella di Cristina Campo fu una natura sublime, filosoficamente e profondamente legata a una tradizione intrecciata a una antropologia della cristianità. Il suo incontro con Maria Zambrano e con il filosofo Elémire Zolla, profondo conoscitore di dottrine esoteriche, la guidò lungo un percorso in cui il concetto di magia e alchimia si andò a fondere a una visione sciamana. Due incontri determinanti che la porteranno a vivere la letteratura come “condizione di una esistenza”, come sottolinea Pierfranco Bruni.

Una attenta e coraggiosa intellettuale che prese parte alla dialettica seguita al Concilio Vaticano II nei confronti del quale Cristina Campo manifestò il suo personale dissenso, rinvenendo nell’Antico Testamento i concetti di una profonda ortodossia. Rilevanti riflessioni che confluiranno nel suo straordinario testo: “Storia di una città di rame”.

Di fondamentale importanza fu il rapporto con Corrado Alvaro, al quale Cristina Campo era profondamente legata.

Un legame che andò oltre il sentimento d’amore e che trovò in una metafisica dell’anima e nella sublimazione spirituale la sua massima espressione. Fu Cristina Campo a tenergli la mano nell’ultimo istante di vita e a ricordargli la sua famosa frase: “La favola della vita mi interessa più della vita stessa”. Espressione esistenziale che suggellò l’indefinibile passaggio tra il terreno e l’ultraterreno.

Cristina Campo, la favola e la vita per Corrado Alvaro. Un grande faro per il Novecento.

Immigrazione clandestina ed estorsione, arrestati membri di un sodalizio bengalese

SAVONA - Nelle prime ore di mercoledì 26 settembre 2018, nei Comuni di Alassio e Pietra Ligure, personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Savona, hanno dato esecuzione a: 1) un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ordinario di Savona, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti un sodalizio composto di numerosi cittadini extracomunitari di origine bengalese, tutti indagate a vario titolo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, estorsione continuata, calunnia e possesso ingiustificato di armi; 2) un provvedimento di perquisizione domiciliare ed acquisizione documentale nei confronti di 6 obiettivi, tra cui 4 esercizi pubblici e 2 abitazioni.

L’indagine, avviata nel mese di maggio 2018 e condotta da militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Alassio, ha consentito di:

- comprovare come gli investigati, avessero posto in essere un’organizzazione che si occupava di promuovere e dirigere, dietro compenso in danaro di 6.000 euro cadauno, il trasporto di cittadini bengalesi dal Bangladesh al nostro territorio nazionale, transitando attraverso il territorio di Emirati Arabi, Giordania, Turchia, Libia, attraversando il mar Mediterraneo, per far ottenere loro il permesso di soggiorno per motivi umanitari;

- accertare come gli indagati assumessero i citati cittadini extracomunitari come dipendenti presso attività commerciali appositamente avviate, al fine di fargli ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, costringendoli poi con minaccia e violenza a rilevare le stesse attività e ad acquistare la merce esclusivamente da loro;

- documentare estorsioni, minacce ed aggressioni patite dalle vittime le quali erano costrette a pagare 300 euro per un posto letto all’interno di appartamenti affittati regolarmente da membri dell’organizzazione e occupati da più di 12 persone, per evitare ripercussioni sulla propria incolumità o su quella dei famigliari rimasti in patria.

Antonio Caprarica dal Casinò di Sanremo: ecco la difficile infanzia di Carlo d'Inghilterra

SANREMO - Antonio Caprarica ha affascinato il numeroso pubblico dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo. Nella serata del 25 settembre, il noto giornalista ha presentato il suo libro: "Royal Baby" Vite magnifiche e viziate degli eredi al trono.” (Sperling & Kupfer).

“La prima volta che ho visto la regina Elisabetta sono rimasto colpito, affascinato dal suo carisma e anche dalla sua bellezza” ha raccontato scherzosamente il giornalista e scrittore Antonio Caprarica, ieri al numerosissimo pubblico che ha affollato il Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo.

“Anche lei mi guardò attentamente. Seppi molto dopo che odiava le barbe. "Si è poi soffermato sulla “lotteria genetica” che sceglie i monarchi ma anche sull’importanza che rivestono in questo momento i Windsor per l’Inghilterra nel difficile passaggio della Brexit.

Presentando il libro: "Royal Baby. Vite magnifiche e viziate degli eredi al trono" ha descritto la difficile infanzia di Carlo d'Inghilterra, il più longevo pretendente alla Corona: a tre anni aveva già imparato a fare l'inchino alla bisnonna, la regina Mary, e a quattordici venne spedito in un collegio gelido e isolato dove subisce, insieme a una disciplina da caserma, anche le umiliazioni dei bulli con cui divide la camerata.

Antonio Caprarica ha registrato con brio e gusto per i particolari gli aspetti più significativi e curiosi della vita e dell'educazione di giovani principi e principesse: infanzie dorate o complessate; disgrazie scolastiche di zucconi coronati; eccessi e debiti di giovani viziosi; amori borghesi che si scontrano con la ragion di Stato.

Antonio Caprarica ha accumulato la sua vasta esperienza internazionale in trent'anni di reportage televisivi dall'estero: per la Rai è stato prima inviato di guerra in Afghanistan e Iraq, poi corrispondente da Gerusalemme, Il Cairo, Mosca, Parigi e Londra. Ha lavorato anche nella carta stampata, come commentatore politico dell'Unità e di Epoca e condirettore di Paese Sera, e in radio, come direttore dei Giornali Radio Rai e Radio 1.

Per la sua attività ha ricevuto i più prestigiosi premi di giornalismo.

È autore di romanzi, racconti di viaggio e saggi. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati da Sperling & Kupfer, La ragazza dei passi perduti, Dio ci salvi dagli inglesi… o no!?, C'era una volta in Italia, Il romanzo dei Windsor, Il romanzo di Londra, Intramontabile Elisabetta e L'ultima estate di Diana.

Marco Grimaldi: la Regione Piemonte vuole Franco Minutiello nel suo luogo di lavoro

TORINO - Nessun reintegro per l’operaio licenziato dalla Teknoservice perché affetto da Parkinson: tutti i gruppi consiliari della Regione Piemonte firmano l’odg di LeU. Il 25 settembre 2018, nell'aula del Consiglio regionale del Piemonte , un ordine del giorno, a prima firma Grimaldi (LeU), sulla vicenda dell’operaio Franco Minutiello è stato sottoscritto da rappresentanti di tutti i gruppi consiliari: Liberi e Uguali, Partito Democratico, Moderati, Scelta Civica, Chiamparino per il Piemonte, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Scelta di Rete civica per Chiamparino, Movimento Nazionale, Movimento Libero Indipendente. È la prima volta che tutti i gruppi sottoscrivono un testo.

Franco Minutiello è stato licenziato dalla Teknoservice di Piossasco nel marzo 2017. È stato mandato via per "giustificato motivo", perché ammalato di Parkinson: l’azienda sosteneva di non avere per lui una nuova mansione adeguata all'handicap subentrato.

Il 9 luglio scorso il giudice ha dichiarato il licenziamento illegittimo e ordinato all'azienda di reintegrare Minutiello e di restituirgli gli stipendi arretrati, ma quella sentenza è rimasta lettera morta: l'operaio non ha riavuto né il posto di lavoro, né i soldi.

In base alla sentenza, Teknoservice è tenuta a "modificare l'organizzazione per assicurare il diritto al lavoro dei dipendenti portatori di handicap" e il provvedimento è immediatamente esecutivo. Eppure, nulla è avvenuto.

“L’azienda non rispetta la sentenza, non chiama il lavoratore, non gli paga uno stipendio dal febbraio 2017 e sui giornali i dirigenti hanno il coraggio di dire che sono preoccupati per questo precedente: doversi fare carico di un uomo che per loro è solo uno scarto” – dichiara Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi e Uguali –. “Non vogliono che si parli di responsabilità sociale dell’impresa, il lavoro per loro è merce. Noi non la pensiamo così, vogliamo che la sentenza del Tribunale del Lavoro di Ivrea venga rispettata”.

“Vogliamo giustizia e vogliamo vedere il signor Minutiello entrare nel posto di lavoro che gli spetta. Vogliamo che gli vengano pagati gli stipendi e che l'azienda la smetta di giocare sulla pelle di un lavoratore che ha avuto l'unica colpa di ammalarsi. Oggi possiamo dire, senza aspettare l’esito della votazione del documento, che il Consiglio regionale del Piemonte e tutti i gruppi consiliari richiedono all’azienda di rispettare la sentenza del Tribunale del lavoro di Ivrea. La Regione Piemonte vuole vedere Franco Minutiello nel suo luogo di lavoro”.

Precarietà e rinascita, l'opera in musica "Lontano da qui" al Teatro Cavallerizza

REGGIO EMILIA - Festival Aperto: Lontano da qui musiche di F. Perocco, libretto di R. Fazi, regia di C. Sorace. "Lontano da qui": opera in musica su precarietà e rinascita al Teatro Cavallerizza. Dopo il debutto di Spoleto, l'opera commissionata al compositore Filippo Perocco, con la regìa di Claudia Sorace di Muta Imago, approda al festival Aperto nei giorni 28 e 30 settembre.

"Lontano da qui" è una novità assoluta, affidata a uno dei compositori più in vista della scena contemporanea, Filippo Perocco e alla regìa di Claudia Sorace di Muta Imago, compagnia teatrale di ricerca fra corpo e modi installativi. L’opera mette in musica e in scena una riflessione sul cambiamento, la precarietà, e infine la rinascita.

Dopo il debutto di Spoleto, l'opera arriva al festival Aperto, al Teatro Cavallerizza nei giorni venerdì 28 settembre, ore 20.30 e domenica 30 settembre, ore 18.

L’opera è stata commissionata dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e coprodotta dalla Fondazione I Teatri, con il supporto di Ernst von Siemens Music Foundation. Il libretto è di Riccardo Fazi (cofondatore di Muta Imago); realizzazione scene e video di Maria Elena Fusacchia. Dirige l’Ensemble strumentale del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e l’Ensemble L’arsenale il Maestro Marco Angius; interpreti vocali Daniela Nineva (mezzosoprano), Livia Rado(soprano) e Emanuela Sgarlata (soprano).

"Le "campane dormienti" (così ho deciso di chiamarle) catalogate e custodite nel Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo, a pochi chilometri da Spoleto, hanno rappresentato per me l'elemento cardine che ha dato il via alla fase di scrittura e che mi ha accompagnato sino alla fine del lavoro - spiega il compositore Filippo Perocco - Quel suono appare come un ricordo, come profilo eroso e distorto della memoria fortemente legata ad un territorio. Altri elementi della memoria umana e "il ricordo di vita anteriore" ricorrono come ombre dilaniate.

LONTANO DA QUI Maria Elena Fusacchia Precarieta e rinascita opera musica Teatro Cavallerizza oggiurnalQueste radici, che tracciano la serenità e la crudezza della quotidianità, non rappresentano un vincolo bensì una delle possibili soluzioni per dar voce ad aspetti universali della vita dell'uomo di oggi e di ieri".

In scena solo due donne: una figlia (Livia Rado) e sua madre (Daniela Nineva). La Natura, assente fisicamente, si fa presenza vocale (Emanuela Sgarlata). Sono queste le protagoniste di una vicenda divisa tra un prima e un dopo.

"Prima che accada una catastrofe a cambiare il normale corso degli eventi - scrive Claudia Sorace, regista - Dopo che è accaduta per archiviare tutto quello che è stato. È il tentativo di riavvolgere il nastro, non tanto nella speranza che la catastrofe non accada, quanto per cercare di attraversare tutto quello che è stato e che non è più per poterlo portare via con sé, nel futuro. Prima tutto scorre in una tranquilla routine, tra una madre e una figlia che abitano una casa di un piccolo paesino. Poi tutto cambia. La casa che prima era il luogo della routine, non sempre piacevole, come tutte le routine, si scompone. La figlia inizia un percorso all'inverso, tornando al passato, in cerca di una via d'uscita verso il futuro. Rielaborare quello che è stato non è un'attività nostalgica, è al contrario una potente azione risanatrice, che crea le condizioni per andare avanti in maniera più libera e spregiudicata. La nostra protagonista, la figlia, compie questo movimento, prima di essere pronta ad andare via, piena di tutto quello che è stato, lontano da qui".

Teatro Cavallerizza, venerdì 28 settembre 2018, ore 20.30, domenica 30 settembre 2018, ore 18, Lontano da qui, musica di Filippo Perocco, libretto di Riccardo Fazi, Madre Daniela Nineva, Figlia Livia Rado, Natura Emanuela Sgarlata. Ensemble Strumentale del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, Ensemble L’arsenale, Direttore Marco Angius, Regìa, scene e luci Claudia Sorace / Muta Imago, Drammaturgia Riccardo Fazi, Realizzazione scene e video Maria Elena Fusacchia.

Nuovo allestimento, coproduzione Istituzione Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” e Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, opera commissionata da Istituzione Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” con il supporto di Fondazione per la Musica.

martedì 25 settembre 2018

Carolina Crescentini ritorna al Centro Sperimentale di Cinematografia, con Carla Signoris

ROMA - Rai Movie OffStage. Carolina Crescentini si racconta a Carla Signoris. Dall’aula di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. La puntata di stasera di OffStage, in onda su Rai Movie alle 23, è dedicata a Carolina Crescentini.

La giovane attrice ritorna nel luogo dove ha iniziato la sua carriera: fra i sei nuovi divi del cinema italiano ospiti di OffStage, Carolina Crescentini è infatti l’unica che si è diplomata in recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la più antica e prestigiosa scuola di cinema italiana. L’incontro con Carla Signoris, che conduce la trasmissione, è quindi l’occasione per rivedere luoghi ai quali Carolina è emotivamente legata, e per conoscere i suoi “successori”: gli attuali allievi dei corsi di recitazione del Csc, con i quali l’attrice è prodiga di incoraggiamenti e di consigli.

A seguire, sempre su Rai Movie, il film “L’industriale” di Giuliano Montaldo, del quale Carolina Crescentini è protagonista a fianco di Pierfrancesco Favino.

Off Stage è un programma di Rai Movie, prodotto da Sabrina La Croix, condotto da Carla Signoris, con la regia di Giuseppe Bucchi. Ogni martedì, in seconda serata, un inedito e personale racconto in un'atmosfera coinvolgente di scambio intimo e leggero tra chi ce l'ha fatta e chi sogna, un giorno, di farcela.

Nelle puntate precedenti incontri con Alessandro Borghi e Paola Cortellesi. Le puntate future saranno dedicate a Jasmine Trincia, Vinicio Marchioni e Lino Guanciale.

Vessalico prima città italiana con un percorso artistico dedicato alla violenza di genere

VESSALICO - Dal 28 al 30 settembre 2018 Strade in Arte. Donne che hanno lasciato il segno. Estemporanea di Street Artist a Vessalico (Imperia). Vessalico il primo comune italiano – e probabilmente europeo – con un percorso artistico interamente dedicato alla sensibilizzazione sul tema della violenza di genere.

L’Amministrazione comunale di Vessalico, in collaborazione con l’Associazione culturale ApertaMente presenta il progetto “Strade in Arte” che nasce con l'intento di promuovere la diffusione della cultura del rispetto verso le donne contrastando gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata del ruolo di donne e uomini nella società.

La rassegna che prende il via venerdì 28 settembre vedrà impegnati nel comune ligure - già noto per la coltivazione di un particolare varietà di aglio - street artisti provenienti da tutta Italia che creeranno murales in specifiche aree individuate lungo le strade del centro, lavorando all’unisono sui temi della violenza sulle donne e della valorizzazione delle donne che hanno lasciato un segno nella cultura, nelle arti, nella scienza.

Così Paola Giliberti, sindaca di Vessalico: "L’impiego dell’arte di strada per veicolare un messaggio di alto valore sociale e culturale che rappresenti il sentimento comune di rispetto e valorizzazione della figura femminile nella sfera sociale del Paese, deve essere intesa come “buona prassi” nell’ambito delle politiche di genere e di promozione delle pari opportunità, dei talenti e del potere delle donne nella storia dell'umanità".

“Strade in Arte” sarà anche occasione di rivalutazione e preservazione del patrimonio architettonico, monumentale e storico-artistico del borgo di Vessalico tramite una forma d’arte prettamente contemporanea. L'iniziativa dà spazio alla creatività della street art valorizzando il murales o graffito "autorizzato" come forma comunicativa specialmente delle giovani generazioni e per educare al rispetto della proprietà altrui, alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico-monumentale cittadino.

"È un omaggio fatto al paese - continua Paola Giliberti - ma idealmente a tutto il territorio provinciale, perché pensiamo che fare prevenzione e dunque parlare alle nuove generazioni sia necessario e utile, un’occasione per costituire e consolidare una rete territoriale antiviolenza che coinvolga ed interfacci associazioni, professionisti ed istituzioni e che speriamo possa operare anche oltre questa specifica iniziativa progettuale per indirizzare al meglio le donne verso gli sportelli di aiuto esistenti sul territorio".

Il pubblico a cui l’iniziativa si rivolge, prendendo vita lungo le strade cittadine, è dunque quello dell’intera comunità; ma soprattutto particolare attenzione è stata posta verso le sue fasce più giovani. E’ necessario infatti volgere lo sguardo alle nuove generazioni cercando di veicolare il messaggio attraverso una forma comunicativa dinamica, attraente e coinvolgente per riuscire a costruire una società senza violenze in cui uomini e donne godono di pari dignità e opportunità.

La manifestazione si concluderà nella giornata di domenica 30 settembre che prevede, oltre alla cerimonia ufficiale di inaugurazione delle opere, che rimarranno in permanenza nelle strade del paese, anche uno spazio performativo dedicato al tema della violenza di genere in cui saranno coinvolti gruppi musicali, attori, artisti e fotografi.

Gli Street artisti che partecipano sono: Omar Peruzzi, Pollo, Web3, Blef, Ninas, Orghone, Art of sool, Never pois.