ROMA - Italiani, ci stanno uccidendo. Ribelliamoci! Per ciò che riguarda la visione complessiva della problematica relativa alla pandemia credo che siano sfuggite molti aspetti. Tra questi la questione scuola e cultura. L'incoscienza diventa sempre più galoppante. Per ciò che concerne la scuola, le responsabilità sono enormi. La scuola avrebbe dovuto avere una lunga fase di chiusura sin dall'inizio. E meno male che ci troviamo di fronte ad un genere di attività in cui dovrebbe essere dominante l'educazione, la metodologia pedagogica, l'apprendimento. Il ministro, ovvero la ministra è una incapace e una incosciente, come il suo presidente del consiglio, nel tenere ancora aperte le strutture sul piano amministrativo.
I dirigenti e il personale amministrativo sono degli alieni? Perché poi si dovrebbe attivare una attività didattica domestica? Perché si dovrebbero mobilitare le famiglie? Perché i docenti accettano questo
massacro scolastico da casa. Ancora di più responsabilità morali ed etiche devono ricadere sui dirigenti e sulle soprintendenze regionali.
La scuola, in questo particolare momento di necessità biblica, è un relativismo cannibale.
Ci vuole un ammutinamento.
I dirigenti e il personale amministrativo sono degli alieni? Perché poi si dovrebbe attivare una attività didattica domestica? Perché si dovrebbero mobilitare le famiglie? Perché i docenti accettano questo
massacro scolastico da casa. Ancora di più responsabilità morali ed etiche devono ricadere sui dirigenti e sulle soprintendenze regionali.
La scuola, in questo particolare momento di necessità biblica, è un relativismo cannibale.
Ci vuole un ammutinamento.
Non bisogna massacrare i ragazzi. Se la ministra è incompetente, i dirigenti e i docenti dovrebbero rifiutarsi di continuare in uno stato pregiudiziale del genere. Scuole chiuse in tutti i sensi. La cultura è un dovere quando lo Stato di diritto è autorevolmente un valore. Questo Stato non ha più valori.
Stanno creando solo confusione e provocazioni sul piano delle intelligenze. Docenti, rifiutate di fare
didattica! Siamo in una guerra unica e bisogna pensare a fatti più seri, ovvero alla Vita! Non stressate questi ragazzi. Lasciateli liberi. Se la ministra e Conte non comprendono, dovete essere voi a non accettare.
Siete pedagogisti, non altro. La pedagogia è Vita. Dovete avere coraggio e ribellarvi.
Solo la ribellione ci salverà. Non possiamo più accettare questa visione di passività nei confronti di un Governo inesistente. I treni partono.
Le navi attraccano. I ritardi sono paradossali e si chiede ai docenti di fare scuola da casa. È pazzia.
Fermatevi! Se avete coraggio. Cosi per i beni culturali. Che senso ha praticare una cultura online. Le azioni di baraccone dei canti dai balconi è atteggiamento da pressapochismo popolare. Il canto di Mameli sul Piave? Pensate seriamente. Manca tutto e noi cantiamo dai balconi. È ridicolo.
Mi fermano perché ho superato il limite di 100 metri per fare la spesa e noi cantiamo. Mancano le mascherine e noi suoniamo. Mancano i disinfettanti e pensiamo ai musei chiusi. I carcerati fuggono dalle carceri e noi intoniamo Fratelli D'Italia. Sfuggono notizie riservate e noi non arrestiamo nessuno.
Stanno creando solo confusione e provocazioni sul piano delle intelligenze. Docenti, rifiutate di fare
didattica! Siamo in una guerra unica e bisogna pensare a fatti più seri, ovvero alla Vita! Non stressate questi ragazzi. Lasciateli liberi. Se la ministra e Conte non comprendono, dovete essere voi a non accettare.
Siete pedagogisti, non altro. La pedagogia è Vita. Dovete avere coraggio e ribellarvi.
Solo la ribellione ci salverà. Non possiamo più accettare questa visione di passività nei confronti di un Governo inesistente. I treni partono.
Le navi attraccano. I ritardi sono paradossali e si chiede ai docenti di fare scuola da casa. È pazzia.
Fermatevi! Se avete coraggio. Cosi per i beni culturali. Che senso ha praticare una cultura online. Le azioni di baraccone dei canti dai balconi è atteggiamento da pressapochismo popolare. Il canto di Mameli sul Piave? Pensate seriamente. Manca tutto e noi cantiamo dai balconi. È ridicolo.
Mi fermano perché ho superato il limite di 100 metri per fare la spesa e noi cantiamo. Mancano le mascherine e noi suoniamo. Mancano i disinfettanti e pensiamo ai musei chiusi. I carcerati fuggono dalle carceri e noi intoniamo Fratelli D'Italia. Sfuggono notizie riservate e noi non arrestiamo nessuno.
I cinesi parlano con la mascherina guanti e tutte in conferenza stampa e questo disastro che è Di Maio si presenta come se fosse ad una festa.
L'Italia della vergogna, del fallimento, della disperazione. Ci sono ospedali con solo pronti interventi e i sindaci invece di occupare gli spazi scrivono lettere al governo. Ci vuole coraggio. Nelle guerre si fa la guerra. Non si fa passare.
Per questo sin dall'inizio avevo indicato come soluzione uno Stato di Polizia con delle regole ferme, un regime con scelte rigide e l'esercito nelle città. Tra poco, se non si passerà ad un sistema del genere, saremo distrutti. Uno Stato di Polizia garante della salute pubblica e della Vita oltre ogni cosa.
Chiudete le scuole e lasciate in pace i ragazzi. Abolite in questo momento i beni culturali. L'uomo è più di un reperto. Svegliatevi italiani. Ci stanno portando alla morte. Ribellatevi a questo governo di
incapaci.
L'Italia della vergogna, del fallimento, della disperazione. Ci sono ospedali con solo pronti interventi e i sindaci invece di occupare gli spazi scrivono lettere al governo. Ci vuole coraggio. Nelle guerre si fa la guerra. Non si fa passare.
Per questo sin dall'inizio avevo indicato come soluzione uno Stato di Polizia con delle regole ferme, un regime con scelte rigide e l'esercito nelle città. Tra poco, se non si passerà ad un sistema del genere, saremo distrutti. Uno Stato di Polizia garante della salute pubblica e della Vita oltre ogni cosa.
Chiudete le scuole e lasciate in pace i ragazzi. Abolite in questo momento i beni culturali. L'uomo è più di un reperto. Svegliatevi italiani. Ci stanno portando alla morte. Ribellatevi a questo governo di
incapaci.
di Pierfranco Bruni
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