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| Il maggiore Federico Silvestri |
TRENTO - I carabinieri scrivono che si ritiene possa essere utile e avere effetti di prevenzione a tutela della comunità civile mettere a conoscenza della continua azione di tutela esercitata dalla procura della Repubblica di Trento, per tramite del Nas carabinieri, a favore della salute pubblica ed in particolare di quella dei minori. Fare una preziosa azione di prevenzione informando la cittadinanza che gli ambulatori devono essere regolarmente autorizzati.
Dal 2022 almeno 40 bambini provenienti anche da fuori regione sottoposti a circoncisione
Assolutamente inadeguate anche le procedure adottate, che hanno costretto, in alcuni casi, il trasporto d'urgenza al pronto soccorso ospedaliero. Uno dei piccoli pazienti è stato ricoverato in ospedale a seguito di intossicazione da benzodiazepine, che il medico aveva somministrato in dose eccessiva per calmare il minore durante l'intervento chirurgico. Le indagini hanno permesso di dimostrare che dal 2022, almeno 40 bambini, provenienti anche da fuori regione, sono stati sottoposti a circoncisione da parte del medico, che in diverse occasioni si faceva coadiuvare dai figli, i quali non avevano mai conseguito alcun titolo abilitativo alla professione infermieristica. La procura distrettuale di Trento, al termine delle indagini svolte dal Nas, ha emesso ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del medico, il sequestro preventivo dell'ambulatorio non autorizzato all'esecuzione dei delicati interventi chirurgici, la denuncia del figlio maggiorenne impiegato come infermiere senza averne titolo.
Rinvenuti lettino con cinghie contenitrici, bisturi elettrico e confezioni di benzodiazepine
Nel corso di perquisizioni, militari hanno rinvenuto lettino con cinghie contenitrici, bisturi elettrico, confezioni di benzodiazepine, confezione di anestetico locale, un biglietto da visita con espresso richiamo all'effettuazione di circoncisione, bollettario di ricevute sanitarie. Le indagini al momento appaiono concluse. I militari hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare personale e reale emesse dall'Autorità giudiziaria. Permane la presunzione di innocenza, questo significa che una persona non può essere considerata colpevole di reato fino alla sentenza definitiva di condanna. L'imputato è un presunto innocente sino alla sentenza definitiva di condanna. Durante tutti i gradi di giudizio, dunque, egli dovrà essere considerato innocente rispetto al reato di cui è accusato. Anche il condannato in via non definitiva deve essere considerato innocente. Infatti, la presunzione di innocenza impone di considerare non colpevole anche la persona riconosciuta tale da una sentenza ancora impugnabile. E così, la persona condannata in primo grado che abbia proposto appello oppure che sia ancora in tempo per farlo deve essere considerata innocente - riporta il comunicato stampa dell'Arma dei carabinieri -.
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