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| Mappa Ingv del terremoto in Emilia-Romagna |
RUSSI - Terremoto di magnitudo 4.3 nel Ravennate con epicentro a sud-ovest di Russi. Scossa avvertita in Romagna e nel Forlivese. Terremoto di magnitudo 4.3 nel Ravennate: epicentro a sud-ovest di Russi. Una scossa di terremoto di magnitudo ML 4.3 è stata registrata martedì 13 gennaio 2026 alle ore 09:27 (ora italiana) in Emilia-Romagna, con epicentro localizzato circa 7 km a sud-ovest di Russi (provincia di Ravenna).
Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’evento sismico si è verificato alle 08:27:58 UTC (09:27:58 UTC+1), con coordinate geografiche 44.3162 di latitudine e 11.9993 di longitudine, a una profondità di circa 23 km. La scossa è stata localizzata dalla Sala Sismica Ingv di Roma. Alcuni comuni entro 20 km dall’epicentro: Russi, Cotignola, Faenza, Forlì, Bagnacavallo, Solarolo, Lugo, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Castel Bolognese, Bagnara di Romagna. L’evento è stato avvertito distintamente dalla popolazione in diversi comuni della bassa Romagna e del Forlivese, soprattutto ai piani alti degli edifici. La sismicità dell’area di Russi e della Romagna. L’area compresa tra Ravenna, Forlì e Faenza si colloca in una zona a sismicità medio-bassa, ma non è esente da terremoti anche di moderata intensità. Dal punto di vista geologico, la regione è interessata dal margine settentrionale dell’Appennino, dove la spinta compressiva tra la placca africana e quella euroasiatica genera sistemi di faglie sepolte, spesso profonde, capaci di produrre terremoti avvertibili su ampie aree. I terremoti in Romagna sono meno frequenti rispetto a quelli dell’Appennino centrale, ma possono raggiungere magnitudo comprese tra 4 e 5, come avvenuto in passato tra il Ravennate, il Forlivese e il Bolognese, la profondità medio-alta degli eventi (20–30 km) tende a ridurre gli effetti distruttivi locali, pur favorendo una percezione più estesa. Per questi motivi, la zona è classificata in categoria sismica 2 e 3, con obblighi di progettazione antisismica per le nuove costruzioni.
Altri terremoti in Italia e all’estero, sisma, maremoti e tsunami, notizie dalle zone terremotate, crolli dai piccoli paesi
Terremoto in Perù: scossa 5.7 giovedì 8 gennaio 2026. Terremoto in Perù l’8 gennaio 2026: scossa di magnitudo 5.7 a media profondità, epicentro in terraferma, evento avvertito in vaste aree. Terremoto in Perù 8 gennaio 2026. Un terremoto di magnitudo Mwp 5.7 si è verificato giovedì 8 gennaio 2026 alle ore 06:17:52 (ora italiana) in Perù, con epicentro in terraferma. L'evento sismico è avvenuto alle 05:17:52 UTC, corrispondenti alle 00:17:52 ora locale (fuso orario America/Guayaquil). Le coordinate geografiche dell'epicentro sono: latitudine -3.9164 e longitudine -77.7727; mentre la profondità ipocentrale è stata stimata in 118 km.
Il sisma è da classificare come un terremoto di media profondità. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Roma. Il Perù è una delle regioni a più elevata sismicità del pianeta, poiché si trova lungo il margine di convergenza tra la placca di Nazca e la placca Sudamericana. La subduzione della placca oceanica sotto il continente genera frequenti terremoti, spesso anche di forte intensità. Eventi sismici a profondità intermedia, come questo, sono tipici della zona andina e possono essere avvertiti su aree molto estese, pur causando generalmente danni più contenuti rispetto ai terremoti superficiali.
Terremoto 5.6 in Giappone occidentale, scossa nella notte
Terremoto 5.6 in Giappone occidentale: scossa notturna a Honshu, epicentro a terra e profondità 15 km, monitorata dall’Ingv. Terremoto di magnitudo 5.6 nel Giappone occidentale. Una scossa di terremoto di magnitudo Mwp 5.6 è stata registrata nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2026 nel Giappone occidentale, nella regione di Western Honshu. Il sisma si è verificato alle ore 02:18:49 italiane (01:18:49 UTC), corrispondenti alle 10:18:49 del mattino ora locale giapponese. L'evento sismico ha avuto epicentro sulla terraferma del Giappone, alle coordinate geografiche 35.2811 di latitudine nord e 133.1760 di longitudine est, con una profondità ipocentrale stimata di circa 15 chilometri. La localizzazione del terremoto è stata effettuata dalla Sala Sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Roma. La scossa rientra nella categoria dei terremoti di moderata intensità, tipici delle aree ad alta attività tettonica dell'arcipelago nipponico. La sismicità dell'area. La regione di Honshu occidentale è caratterizzata da una frequente attività sismica, dovuta alla complessa interazione tra la placca pacifica, quella filippina e la placca euroasiatica. Il Giappone si trova infatti lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, una delle zone più attive al mondo dal punto di vista sismico e vulcanico. Terremoti di magnitudo moderata sono relativamente comuni e vengono costantemente monitorati dalle reti sismiche nazionali e internazionali. Le rigide normative edilizie giapponesi rappresentano un elemento chiave per la mitigazione del rischio sismico in queste aree.
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Cronaca
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