Lorenza Morello: Bitcoin 2026, crollo o opportunità ciclica?

Il pensiero della giurista Lorenza Morello sui Bitcoin
Lorenza Morello

TORINO - Bitcoin segue il ciclo quadriennale: crollo temporaneo, accumulo e bull-run futura. Scopri perché non è la fine. Bitcoin: il prezzo dell’ignoranza. Mentre la stampa generalista celebra il funerale dell’oro digitale, i dati confermano che siamo nel pieno di un ciclo quadriennale ampiamente previsto. Contestare oggi Bitcoin significa, semplicemente, non averne compreso il funzionamento. Chi parla di fallimento ignora la differenza tra prezzo e valore, tra rumore di breve termine e trend di lungo periodo. Capire la matematica dell’Halving è l’unico modo per distinguere il rumore mediatico dalla realtà finanziaria. Ogni quattro anni, con la puntualità di un orologio svizzero e la freddezza di un algoritmo immutabile, assistiamo alla medesima messinscena mediatica. Le testate tradizionali, spesso a digiuno di dinamiche on-chain e teoria dei cicli, si affrettano a dichiarare la morte di Bitcoin non appena il grafico vira al rosso.

Analisi figlie di un’ignoranza profonda

Oggi, 10 febbraio 2026, a fronte del crollo della scorsa settimana, la narrazione dominante è quella di un dramma irreversibile, di una bolla definitivamente scoppiata che lascerà solo macerie. Si parla, o meglio si blatera di crollo, di fine di un’era, di investitori in fuga. Ma chiunque abbia studiato la storia di questo asset sa che queste analisi sono figlie di un’ignoranza profonda, se non di una malcelata ostilità ideologica. La verità è molto più pragmatica e, per chi sa leggere i mercati, persino noiosa nella sua prevedibilità: Bitcoin sta semplicemente seguendo il suo respiro naturale. La volatilità, infatti, non è un difetto di Bitcoin, ma la sua caratteristica intrinseca. La stampa tradizionale, spesso legata a vecchi schemi di potere finanziario o semplicemente vittima di una pigrizia intellettuale che impedisce di approfondire protocolli complessi, continua a vendere paura perché la paura genera audience. Ma la finanza seria non si nutre di emozioni, si nutre di dati.

Il cuore pulsante di questa dinamica è l’Halving

Il crollo odierno è solo la preparazione per il prossimo balzo in avanti. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una massiccia presa di profitto, ma per inquadrare correttamente il fenomeno bisogna allargare l’orizzonte temporale. Guardare al prezzo di oggi ignorando dove eravamo tre, cinque o dieci anni fa è un errore metodologico che solo un’informazione approssimativa può permettersi di compiere. Il cuore pulsante di questa dinamica è l’Halving, l’evento che ogni quattro anni dimezza l’emissione di nuovi Bitcoin, rendendo l’asset sempre più scarso. Il calo a cui assistiamo oggi non è un fallimento del sistema, ma una fase codificata del “ciclo dei 4 anni“. Storicamente, dopo ogni Halving - l’ultimo dei quali è avvenuto nell’aprile del 2024 - segue una fase di accumulo, un’esplosione parabolica dei prezzi (mercato toro, bull market) che culmina circa 12-18 mesi dopo, e una successiva correzione profonda (mercato orso, bear market).

Coloro che hanno venduto ai massimi del 2025, torneranno a comprare massicciamente

I massimi dell’autunno 2025 hanno seguito esattamente questo schema, replicando quanto accaduto nel 2021 e, prima ancora, nel 2017. Gli investitori più brillanti e intelligenti, che operano con logiche di lungo periodo, non sono stati colti di sorpresa. Al contrario, hanno venduto massicciamente durante l’euforia dei massimi mesi fa, sapendo perfettamente che il ciclo stava entrando nella sua fase di raffreddamento. Cosa dobbiamo aspettarci ora? Se la matematica dei cicli continuerà a dettare legge, il 2026 e parte del 2027 saranno anni di “purgatorio” e accumulo. È estremamente probabile che il prezzo scenda ancora, potendo arrivare a toccare livelli prossimi alla metà del valore odierno nel corso del prossimo anno. Questo spingerà i media a intensificare i toni apocalittici, convincendo i piccoli risparmiatori a vendere in perdita per disperazione. E sarà proprio in quel momento che gli “Smart Money“, coloro che hanno venduto ai massimi del 2025, torneranno a comprare massicciamente.

L’offerta si ridurrà ulteriormente, preparando il terreno per una nuova bull-run

La previsione finanziaria, basata sulla progressione logaritmica e sulla scarsità programmata, punta verso un 2028 e un 2029 da record. Con il prossimo Halving del 2028, l’offerta si ridurrà ulteriormente, preparando il terreno per una nuova bull-run che potrebbe portare Bitcoin a superare la soglia dei 250.000 euro per singola moneta virtuale. Detto in maniera ancora più semplice, Bitcoin non sta morendo, sta solo prendendo la rincorsa, lasciando agli ignoranti l’onere di raccontare, per l’ennesima volta, una bugia che la storia provvederà puntualmente a smentire.

di Lorenza Morello

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