Milano-Cortina 2026: fuoco, spettacolo e polemiche olimpici

Sergio Mattarella in piedi con Kirsty Coventry a sinistra e Laura Mattarella a destra
Sergio Mattarella con a sinistra Kirsty Coventry e a destra Laura Mattarella

MILANO - La cerimonia d’apertura di Milano-Cortina 2026: fiamma olimpica, emozioni e celebrazione dello sport e della cultura italiana. Milano-Cortina 2026: armonia, fuoco e lacrime. Una notte che ha fatto battere il cuore del mondo. Quando lo Stadio San Siro ha acceso i suoi riflettori venerdì 6 febbraio 2026, non stava solo dando il via ad un evento sportivo: la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 si è rivelata un’esperienza caleidoscopica di emozioni, riflessioni e simboli forti, iniziata con musica, colori e terminata con il fuoco sacro dei due bracieri olimpici, in contemporanea uno a Milano e uno a Cortina. Fin dai primi istanti è stata una dichiarazione di identità e unità, l'immagine di un’Italia che abbraccia passato e futuro, tradizione e innovazione, intreccia arte ed eleganza con il messaggio universale dei Giochi quello di portare insieme culture diverse nel rispetto reciproco.

Volare di Mariah Carey cantata in un italiano con partecipazione e sorpresa

Modelle e ballerini ispirati all’opera e alla moda italiana hanno trasformato San Siro in un palcoscenico di eleganza, di tradizione e bellezza, mentre le note trascinanti di “Nessun dorma” di Andrea Bocelli hanno toccato la pelle e l’anima di tutti. La musica ha contagiato tutti: dalla reinterpretazione di Volare di Mariah Carey, cantata in un italiano con partecipazione e sorpresa. Poi al grido corale di "Sergio, Sergio" il presidente della Repubblica Italiana, ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi di un’Italia che abbraccia passato e futuro, tradizione e innovazione. Poi la sfilata dei tanti atleti: passi carichi di sogni, speranze, occhi da cui trapelava il sudore di allenamenti durissimi, di cadute e di ricadute. La lunghezza del momento, inevitabile, ha però messo alla prova l’attenzione del pubblico, anche a causa di una regia che non sempre è riuscita a valorizzare le singole delegazioni, rendendo alcune presenze quasi anonime.

Alcune presenze internazionali non sono state ben accolte da parte del pubblico

La squadra italiana ha ricevuto una vera ovazione, un momento di orgoglio nazionale e partecipazione collettiva che ha fatto tremare lo stadio. E infine i due bracieri olimpici, illuminati in contemporanea a Milano e nelle vette innevate di Cortina, hanno acceso non solo la fiamma dei Giochi, ma anche quella dei cuori di tutti quelli che, da ogni parte del mondo, stavano seguendo da casa o dal vivo. La cerimonia delle Olimpiadi non è stata priva di contestazioni o momenti di dibattito, infatti non sono mancate le polemiche anche di natura politica.  Alcune presenze internazionali non sono state ben accolte da parte del pubblico, momenti che hanno distolto l’attenzione dal messaggio di unità e armonia che gli organizzatori volevano trasmettere. L’apparizione del vicepresidente degli Stati Uniti d'America, J.D. Vance, è stata accolta da fischi da parte della folla presente allo stadio, un momento percepito come antitetico al messaggio di pace e unità che gli organizzatori volevano trasmettere.

La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 è opera di Marco Balich

Anche l’entrata di alcune delegazioni ha suscitato reazioni contrastanti, nota spiacevole nella melodia della musica della serata. Altra nota non da tutti apprezzata è stata la interpretazione italiana un po' “ingessata” della sempre bella Mariah Carey nel suo abito da qualcuno definito “meringa” e dell’inno nazionale di Pausini. Qualcuno poi ha rilevato che una cerimonia così complessa (trasporti, allestimenti temporanei, consumo energetico) sia entrata in contraddizione con i messaggi di sostenibilità e tutela dell’ambiente montano che i Giochi dichiarano di promuovere e che forse l’enfasi su tecnologia e grandi effetti scenici ha oscurato la valorizzazione autentica delle culture alpine, delle tradizioni locali e del territorio montano, e sul piano mediatico la telecronaca italiana è stata criticata per alcune gaffe e omissioni. Il commento infatti è stato poco curato, con errori nell’inquadratura degli artisti e mancanza di riconoscimento di alcuni protagonisti dello spettacolo e dello sport, elementi che hanno dato una percezione di momenti di disorganizzazione, ma è indubbio che Milano-Cortina 2026 - la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 è opera di Marco Balich - abbia scelto di offrire al mondo qualcosa di più di un semplice spettacolo: ha offerto emozione, speranza, promessa. Una promessa che va oltre la medaglia: quella che lo sport, nella sua forma più pura, sa essere linguaggio di forza e di pace.

di Annalisa Speranza

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