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| India Evans, Woven into the Depths of the self, 2009 |
TORINO - I collage poetici di India Evans a Torino: Corpi ritrovati in mostra dal 5 marzo al 16 maggio 2026, ingresso gratuito. Corpi ritrovati, la mostra personale di India Evans, per la prima volta a Torino. Inaugurazione 5 marzo 2026 ore 18,30, Gliacrobati (via Ornato 4). La mostra, a cura di Giorgia Alderuccio, sarà esposta dal 5 marzo al 16 maggio 2026 presso Gliacrobati (via Ornato 4, Torino). Giovedì 5 marzo 2026, alle ore 18.30, galleria Gliacrobati (via Ornato 4) inaugura Corpi ritrovati, un’esposizione personale dell’artista India Evans a cura di Giorgia Alderuccio. La mostra sarà visitabile fino a sabato 16 maggio. Sono luoghi complessi, i collage di India Evans, paesaggi che generano inquietudine e desiderio al tempo stesso, composti di corpi, frammenti di immagini, architetture e materiali che si dispongono come tracce di una memoria stratificata. La prima volta che abbiamo incontrato le opere di India Evans è stato a New York, nello spazio domestico in cui prendono vita — racconta Giorgia Alderuccio, curatrice della mostra —.
I corpi femminili che popolano i collage di India Evans
Nello stesso ambiente compaiono anche i collage del padre, John Evans. Il collage si rivela così come un "lessico familiare", un gesto ereditato ma radicalmente riformulato. Se nel lavoro del padre il frammento diventa strumento per raccontare una comunità e un tempo storico, in quello di India il collage si fa dispositivo di interrogazione del femminile. I corpi femminili che popolano i collage di India Evans provengono da ritagli di vecchie fotografie e libri d’arte. L’artista racconta che tutto ebbe inizio a Roma, al mercato di Porta Portese, con il ritrovamento di una scatola da scarpe colma di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi — immagini che, nelle sue parole, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Da allora, anche dopo il rientro a New York, la ricerca di immagini diventa per Evans una pratica costante: archivi, librerie, mercati come luoghi in cui intercettare figure "in attesa di essere reinserite nel presente”.
Gallerie e musei in Italia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, tra cui New York e Washington DC
L’ingresso è libero e gratuito. India Evans è un’artista nata a New York che lavora con tecniche e materiali diversi, nota per i suoi collage intimi e poetici. Ha studiato in Italia presso la Scuola d’Arte Lorenzo de’ Medici a Firenze e l’Accademia di Belle Arti di Perugia, e ha conseguito un BFA (Bachelor of Fine Arts) presso la The American University. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in gallerie e musei in Italia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, tra cui New York e Washington DC. Le sue opere sono state recensite e presentate su The New York Times, The New York Sun, The New York Observer, Backstage, Time Out, The Paris Review, Il Venerdì di Repubblica, Il Messaggero ed Exhibart, e sono apparse anche sulla RAI in Italia. Tra il 2009 e il 2013 i collage di Evans sono stati presentati come proiezioni su larga scala in produzioni teatrali, tra cui Dante’s Divina Commedia – Inferno (New York Fringe Festival; Prague Fringe Festival), Salome di Oscar Wilde (The Flea Theater) e Charles Ponzi – A Dollar and a Scheme (New York Theatre Workshop; United Solo Theatre Festival).
Margini del sistema ufficiale dell’arte in modo indipendente o in luoghi protetti
Gliacrobati apre nel 2017 come spazio espositivo volto al dialogo internazionale tra arte contemporanea mainstream-e-non per indagarne i preziosi, porosi e frastagliati confini. Con uno sguardo attento alle complessità dell’esistente, si propone di valorizzare principalmente le ricerche di autrici e autori che operano ai margini del sistema ufficiale dell’arte, in modo indipendente o in luoghi protetti: autodidatti, outsider, artistә provenienti da zone di guerra, da aree di crisi economica e culturale. Oltre all’attività espositiva, Gliacrobati sostiene un atelier-laboratorio aperto a persone che attraversano momenti di fragilità, realizzato in collaborazione con le comunità terapeutiche del circuito di cura di Fermata d’Autobus Onlus. Nata dall’idea di un gruppo di operatori dell’associazione Onlus Fermata d’Autobus, Gliacrobati è attiva in progetti che investigano la capacità dell’arte di intercettare e sublimare lacerazioni, scavare dentro le emozioni, porre interrogativi e attivare quei processi di visione dissimulati sotto l’ordinarietà del quotidiano, restituendo all’artista il suo ruolo di inventore di nuovi mondi e di creatore di ponti tra il vissuto personale e la complessa realtà che ci circonda.
Carattere prioritario al tema dell’accessibilità, Gliacrobati guarda alla tecnologia come ad una preziosa risorsa
Altrettanto esplorata è la dimensione sociale dell’arte e il suo essere strumento di indagine del nostro presente, veicolo di riflessione su dinamiche contemporanee, di resistenza e di contrasto, con una particolare attenzione alle violazioni dei diritti umani e alla violenza di genere. La galleria crede nel dialogo e nel confronto per la promozione delle artiste e degli artisti che cura; pertanto, si pone l’obiettivo di creare connessioni. Da un lato ciò avviene attraverso un radicamento territoriale, l’attivazione di una rete di collaborazioni con altre gallerie d’arte, associazioni ed enti locali; dall’altro, si tessono relazioni con realtà internazionali, al fine di mantenere una visione il più possibile ampia ed eterogenea. Attribuendo carattere prioritario al tema dell’accessibilità, Gliacrobati guarda alla tecnologia come ad una preziosa risorsa per la diffusione di progetti artistici, un’opportunità per estendere la visibilità di artiste e artisti, le cui esposizioni sono fruibili anche all’interno di uno spazio virtuale.
Categorie:
Cultura
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