Arrestato Baby Gang: armi, rapina e maltrattamenti

Intestazione con stemma e scritta "Comando Provinciale Carabinieri di Lecco" su sfondo bianco
Logo e intestazione del comando provinciale carabinieri di Lecco, rappresentante l’autorità e la presenza dell’Arma dei carabinieri nel territorio lecchese

LECCO - Martedì 17 marzo 2026, i carabinieri di Lecco hanno eseguito l'arresto del noto rapper Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, coinvolto in un'inchiesta che scuote il mondo della musica e della cronaca. Accuse gravi, tra cui detenzione e cessione di armi, rapina e maltrattamenti, coinvolgono anche sei suoi presunti complici. L'indagine, che prosegue su fatti risalenti al 2022, svela un quadro di violenza e intimidazioni che va ben oltre i palcoscenici dei concerti. Scopri tutti i dettagli di questa operazione e le storie che emergono dall'entourage del cantante.

Due soggetti sono stati sottoposti al divieto di dimora nella provincia di Lecco


Armi, rapina e maltrattamenti: arrestato Zaccaria Mouhib. Nella prima mattinata di martedì 17 marzo 2026 i carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio Gip del tribunale di Lecco nei confronti del noto rapper Zaccaria Mouhib, in arte “Baby Gang” e di altre 6 persone domiciliate in provincia di Lecco, Milano e Como. Nell’ambito del medesimo procedimento ulteriori 2 soggetti sono stati sottoposti al divieto di dimora nella provincia di Lecco. Tutti fanno parte dell’entourage criminale del citato cantante e risultano essere indagati in concorso e a vario titolo: per detenzione, cessione e porto illegale, ricettazione di armi da fuoco comuni e da guerra; per rapina e lesioni aggravate in concorso nei confronti di tre cittadini rumeni, fatto avvenuto in Calolziocorte (Lc) il 15 giugno 2025. Inoltre, il solo Mouhib è indagato per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della convivente.

Arresto di un pregiudicato macedone trovato in possesso di due pistole


L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Lecco, è stata condotta da personale della compagnia carabinieri di Lecco; è iniziata nel febbraio 2025 a seguito dell’arresto di un pregiudicato macedone trovato in possesso di due pistole risultate oggetto di furto, già utilizzate in precedenti fatti delittuosi e riconducibili sempre al citato cantante (la sparatoria avvenuta a Milano in corso Como il 3 luglio 2022 e quella accaduta in via Baroni di Milano il 7 aprile 2023) che le aveva cedute, appunto, al macedone; risulta essere il proseguimento di precedente attività d’indagine culminata l’11 settembre 2025 con l’arresto di 6 persone, tra cui lo stesso Mouhib in flagranza per detenzione e porto di una pistola clandestina; ha permesso di accertare l’illecita detenzione, porto e cessione da parte del sodalizio di armi da sparo comuni e da guerra, di cui 3 già rinvenute e poste in sequestro.
Il sodalizio utilizzava queste armi anche a scopo intimidatorio per ronde punitive nei confronti di soggetti ritenuti concorrenti nelle attività criminali del territorio; ha evidenziato la totale noncuranza del Mouhib rispetto alle prescrizioni impostegli con la sorveglianza speciale cui era sottoposto nonché la sua spregiudicatezza nel compiere reati - riporta il comunicato stampa dell'Arma dei carabinieri -.

La condotta violenta e prevaricatrice di Mouhib


Sintomatico l’episodio avvenuto la sera del 15 giugno 2025 quando 3 cittadini rumeni, semplicemente per essersi soffermati a parlare sulla pubblica via all’esterno dell’abitazione del cantante, venivano accerchiati, trascinati all’ingresso secondario della casa e severamente picchiati da lui e altre 5 persone, tutte destinatarie delle misure cautelari in carcere nelle operazioni di oggi; l’attività ha inoltre ha messo in luce la condotta violenta e prevaricatrice di Mouhib nei confronti della compagna convivente, una ragazza italiana 22enne, sottoposta a quotidiane vessazioni di natura psicologica e fisica, culminate con un’aggressione durante la quale l’uomo la colpiva ripetutamente al volto provocandole la frattura del setto nasale per poi allontanarla da casa.

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