Mille miliardi e diritto fiscale: come si accumulano le grandi fortune tra pegni azionari e tassazione
L'ingegneria fiscale applicata al Codice Civile
Nello stesso periodo, un quadro aziendale medio in Italia ha versato circa il 14%. Non è evasione. È ingegneria fiscale applicata al Codice Civile. Qui si apre il nodo costituzionale. L'Art. 41 della nostra Costituzione stabilisce che l'iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale. Il problema è che oggi manca una metrica legale per definire quando un patrimonio privato raggiunge dimensioni tali da diventare, di fatto, una questione di diritto pubblico. Mille miliardi valgono come il PIL della Svizzera. Sono tutta la Serie A di calcio per 178 volte. Sono Ferrari, Stellantis e Volkswagen messe insieme per cinque volte. Di fronte a queste cifre, tre leve tecniche sono sul tavolo del legislatore.
Mille miliardi non sono un'anomalia del sistema
Primo: tassare la monetizzazione indiretta. Se il pegno su azioni genera capacità di spesa, quella è capacità contributiva. Secondo: introdurre una responsabilità da super-controllo per chi governa asset sistemici come Starlink, X o l’intelligenza artificiale. Terzo: un registro unico dei titolari effettivi, con sanzioni penali reali, per chiudere la stagione dei trust opachi. Mille miliardi non sono un'anomalia del sistema. Ne sono il prodotto conforme. La domanda che la politica e il diritto devono porsi è se le regole che abbiamo scritto premino ancora l'utilità sociale, o solo la scalabilità infinita del capitale.
di Lorenza Morello
Se gli articoli sono stati utili, per sostenere CinqueW News contribuire qui:
Supporto al progetto
- Economia
- Firmati
- Lorenza Morello
- Opinioni
