Due carabinieri stringono calorosamente le mani a una donna anziana di spalle, offrendo supporto e protezione contro le truffe
LORETO - Un controllo mirato dei carabinieri lungo l'asse autostradale ha permesso di interrompere una truffa ai danni di un'anziana consumata pochi minuti prima a Porto Recanati. Due uomini sono stati fermati nei pressi del casello A14 con denaro e gioielli appena sottratti alla vittima. Il raggiro, messo in atto con la tecnica del "finto carabiniere", aveva già colpito una 63enne del luogo. Il pronto intervento delle pattuglie ha consentito il recupero integrale della refurtiva e l'arresto dei sospettati.
Autovettura utilitaria precedentemente segnalata dalle centrali operative come veicolo sospetto
Nel pomeriggio di venerdì 3 luglio 2026, nell'ambito di un'articolata e mirata attività di controllo del territorio disposta per il contrasto dei reati predatori a danno delle fasce deboli, i carabinieri della stazione di Loreto, coadiuvati dai militari del Nucleo operativo e radiomobile (Norm), hanno tratto in arresto due uomini ritenuti responsabili di una grave truffa aggravata ai danni di una persona anziana. L'operazione è scaturita dal monitoraggio strategico dei flussi di transito e dall'efficace coordinamento delle pattuglie sul territorio. Intorno alle ore 13, i militari dell'Arma dei carabinieri hanno intercettato e sottoposto a controllo, nei pressi del casello autostradale A14 "Loreto-Porto Recanati", un'autovettura utilitaria precedentemente segnalata dalle centrali operative come veicolo sospetto, verosimilmente utilizzato da autori di truffe in trasferta. La tempestività dell'intervento dei carabinieri hanno permesso di procedere a immediate perquisizioni personali e veicolari.
La vittima era stata dapprima contattata sulla linea telefonica fissa
L'atto di polizia giudiziaria ha consentito di rinvenire l'ingente somma contante di 4.670 euro, unitamente a svariati gioielli in oro. I successivi e rapidi accertamenti investigativi hanno documentato come l'intero bottino fosse il provento di una truffa consumata soltanto pochissimi minuti prima a Porto Recanati (Mc), ai danni di una casalinga di 63 anni. Il modus operandi criminale ricostruito dai carabinieri ha evidenziato una tecnica particolarmente insidiosa: la vittima era stata dapprima contattata sulla linea telefonica fissa da un complice che, presentandosi falsamente come il "maresciallo dei carabinieri di Porto Recanati", l'aveva tratta in inganno paventando il coinvolgimento del coniuge in una presunta rapina ai danni di una gioielleria locale. Successivamente, un secondo malvivente si era presentato presso l'abitazione della donna, qualificandosi come un carabiniere in abiti civili e inducendola, con il raggiro, a consegnare il denaro e i preziosi.
I due arrestati di origine campana tradotti presso la Casa circondariale di Ancona
Grazie al dispositivo di blocco attuato sul territorio dall'Arma dei carabinieri, la condotta delittuosa è stata interrotta prima che i soggetti potessero far perdere le proprie tracce imboccando l'arteria autostradale. Il denaro e i gioielli recuperati saranno interamente restituiti alla legittima proprietaria, alleviando così il danno economico e il grave turbamento subito. I due arrestati, rispettivamente di 36 e 22 anni di origine campana, condotti in caserma per le formalità di rito e il fotosegnalamento, sono stati successivamente tradotti presso la Casa circondariale di Ancona, dove rimangono a disposizione dell'Autorità giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida davanti al Giudice per le indagini preliminari. L'operazione di venerdì si inserisce nel quadro delle quotidiane attività di prevenzione e repressione pianificate dai carabinieri, volte a tutelare i cittadini e, in particolar modo, gli anziani e le fasce più vulnerabili della popolazione da odiosi reati che ne colpiscono i beni e la serenità domestica. Le persone arrestate sono da considerarsi come sottoposte ad indagini e pertanto presunte innocenti sino a sentenza definitiva di condanna.
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