Garlasco, Alberto Stasi e il nuovo indagato: due colpevoli per un solo omicidio? Il nodo della giustizia italiana


Lorenza Morello sul Caso Garlasco
Lorenza Morello

TORINO - Il caso Garlasco torna al centro del dibattito giudiziario italiano e solleva interrogativi profondi sulla condanna definitiva di Alberto Stasi. La richiesta di rinvio a giudizio di un nuovo indagato riapre il confronto sulle responsabilità per l'omicidio di Chiara Poggi. Come possono convivere due ricostruzioni alternative dello stesso delitto? La questione investe la presunzione di innocenza, il giudicato e gli strumenti di revisione processuale. Non è soltanto una vicenda giudiziaria: è una questione che riguarda la credibilità della giustizia.

Una delle due condanne sarà per forza una condanna senza verità

Schizofrenia giuridica: due colpevoli per un solo omicidio. Oggi, martedì 3 novembre 2026, l'Italia entra in una schizofrenia giuridica. Abbiamo un uomo condannato in via definitiva che sta ancora in carcere, mentre chiediamo il rinvio a giudizio di un altro uomo per lo stesso identico omicidio commesso da una sola persona. Non è più cronaca, è coscienza costituzionale. Perché il vero scandalo non è il nome del colpevole. È che per un solo cadavere avremo presto due moventi incompatibili, due dinamiche incompatibili, due verità incompatibili. E una delle due condanne sarà per forza una condanna senza verità. Se lo Stato accetta di tenere in carcere un uomo mentre ne processa un altro per lo stesso fatto, l'articolo 27 della Costituzione non è più calpestato. È cancellato. E la revisione della condanna di Alberto Stasi non è un favore che facciamo a Stasi. È un dovere che lo Stato ha verso se stesso. Perché un Paese che accetta di convivere con due verità opposte, non ha più Giustizia.

di Lorenza Morello


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