giovedì 31 luglio 2014

Scienze e Geografia anche insegnate in lingua straniera, nelle classi finali dei Licei e degli Istituti tecnici

Scienze e Geografia anche insegnate in lingua straniera, nelle classi finali dei Licei e degli Istituti tecnici
ROMA - Clil arriva in quinta superiore: una parte delle ore di materie come Scienze e Geografia potranno essere insegnate in lingua straniera. Storia dell’Arte, Scienze, Geografia, Matematica, Filosofia: dal prossimo anno scolastico anche materie come queste potranno essere insegnate, per una parte delle ore curricolari, in una lingua straniera nelle classi finali dei Licei e in lingua inglese nelle classi finali  degli Istituti tecnici. L’insegnamento avverrà secondo la metodologia Clil, Content and Language Integrated Learning. Va infatti a regime, con il coinvolgimento delle classi quinte, la riforma della scuola superiore che ha introdotto l’insegnamento di Discipline Non Linguistiche (Dnl, per dirla con i docenti) in lingua straniera. Una circolare inviata agli istituti (in Allegato) spiega alle scuole come organizzarsi e quali requisiti debbano avere i docenti.
Il Clil è una modalità di insegnamento praticata in molti Paesi europei già dal 1994 - hanno spiegato dal Miur - e in Italia utilizzata in questi anni da molti istituti con percorsi sperimentali. Il nostro è il primo paese a introdurre il Clil a livello europeo in modo sistematico all’interno del percorso della scuola superiore. L’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera ha già preso il via a partire dall’anno scolastico 2012/2013 nelle classi terze dei Licei linguistici. Ora approda nelle quinte superiori di tutti i Licei e degli Istituti tecnici.
Rendere più vivo l’apprendimento della lingua straniera attraverso un contenuto disciplinare, ma al tempo stesso promuovere tra i nostri studenti un vero possesso della cittadinanza europea, è lo scopo della novità che parte a settembre.

Quali materie e per quante ore?
La scelta della  disciplina da insegnare con metodologia Clil (o delle discipline nel caso dei Licei linguistici, dove dal quarto anno saranno coinvolte due materie insegnate in due diverse lingue straniere) è lasciata agli stessi istituti scolastici. L’obiettivo generale è arrivare a coprire il 50% delle ore in tutti gli indirizzi, ma, con un’applicazione graduale che tenga conto della situazione e delle necessità delle singole scuole. Nell’utilizzo della metodologia Clil le scuole potranno avvalersi di conversatori e assistenti linguistici, potranno prevedere un’organizzazione flessibile dell’insegnamento.

Il Clil alla Maturità
L’insegnamento della disciplina non linguistica sarà valutato anche durante l’Esame di Stato nell’ambito della terza prova scritta e della prova orale sulla base della programmazione del Consiglio di classe risultante dal documento del 15 maggio.

La formazione degli insegnanti
Da più anni il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha avviato percorsi di formazione rivolti ai docenti per l’insegnamento secondo la metodologia Clil al termine dei quali, agli insegnanti, verrà richiesto un livello di conoscenza linguistica C1 e una specifica competenza metodologica. Tra le iniziative del Miur anche la promozione di Reti di scuole.

Terrorismo ebraico sulla Striscia di Gaza offre spazio a una ribellione contro il mondo arabo e cristiano

Terrorismo ebraico sulla Striscia di Gaza offre spazio a una ribellione contro il mondo arabo e cristiano
ROMA - Sulla Striscia di Gaza, con il terrorismo ebraico, si offre spazio ad una ribellione contro il mondo arabo e cristiano. Si intervenga con forza. La Striscia di Gaza è una tragedia che taglia in pezzi la coscienze delle civiltà e intreccia la disperazione dei popoli che hanno attraversato un Mediterraneo che è rimasto Oriente pur le grandi influenze e le strategie adottata dall’Occidente. La storia fa sempre i conti con la storia.
La caduta dell’Impero Romano è la precipitazione dell’Occidente Greco – Latino in una geografia, che è diventata riconquista delle Terre di un Oriente occupato e maldestramente gestito.
Israele e Palestina hanno sempre posto un problema politico che non è stato capito sufficientemente e non è stato governato serenamente ed è diventato tragico modello militare e terroristico.
Non mi si venga a dire che i morti palestinesi non sono morti ammazzati dal terrorismo ebraico.
Non mi si venga a dire che questa Europa occidentalizzata è rimasta ad osservare guerriglie e bambini trucidati.
Non si venga a dire che l’America, esempio di civiltà?, stia adottando una politica pacificante.
Non mi si venga a dire che non bisogna riconsiderare tutta la storia del popolo ebraico sia dai viaggi dell’esodo sino ai fatti di Gaza.
La storia non può vivere di mitizzazioni.
C’è un terrorismo ebraico che semina morte e non vanno assolutamente considerati israeliti che sbagliano, perché la politica dei mercati e le finanze ebraiche sono stati i veri vincitori di una guerra dell’oro che ha visto contrapposti un Occidente confuso da manie ideologiche, che ha portato alla follia, e una realtà in cui le finanze hanno dettato strategie di consolidamento di Stati, il cui potere vero si esercitava attraverso i mercati della finanza internazionale.
L’Occidente fermi il terrorismo sulla Striscia.
In un tale contesto anche la Chiesa dovrebbe giocare una partita importante, ma è molto debole e i buoni propositi del Pontefice Francesco restano non solo parole inascoltate, ma semplicemente parole.
La Chiesa, oltre il linguaggio teologico, che è un metodo del progressismo, è assente. Completamente assente. Ma ci sono storie incrociate tra mondo ebraico e mondo cattolico ed è naturale che, per il Vaticano, non si può andare oltre. Sbaglia. E grandi sono le responsabilità di questa Chiesa attuale.
Questa Italia che è sul filo dei Mediterranei divisi, non è in grado di farsi ascoltare. C’è, certamente, una questione etno – religiosa ma rientra in una visione geo-politica dell’esercizio dei poteri sia economici che militari.
Questo Paese non ha l’autorevolezza e la capacità politica. Ma si prenda almeno atto che un terrorismo ebraico, dopo Gaza, sarà pericoloso per tutto il mondo arabo e non è detto che non lo sia anche per quello cristiano.
Sulla Striscia di Gaza, se non si interviene rigorosamente con una presa di posizione contro la violenza ebraica, si offre spazio ad un terrorismo pericoloso per il mondo Occidentale e Cristiano e per gli Orienti Arabi e Musulmani.

di Pierfranco Bruni

Immagini di Malena Mazza sul grande Billboard di Times Square, a New York dal 24 luglio 2014 - FOTOGRAFIE

ROMA - Esposizione Times Square di Malena Mazza. E' con piacere che vi informo dell'esposizione delle mie immagini a New York dal 24 luglio 2014 sul grande Billboard di Times Square.
Malena Mazza






Asperger, bando gratuito per cortometraggi del Film Festival 2014 di Roma organizzato dai ragazzi con la sindrome

Asperger, bando gratuito per cortometraggi del Film Festival 2014 di Roma organizzato dai ragazzi con la sindrome
ROMA - Bando gratuito dell’AS FilmFestival 2014 organizzato da ragazzi con Sindrome di Asperger che si terrà al Maxxi di Roma. Iscrizioni gratuite, scadenza 1 ottobre 2014. Sono aperte e gratuite le iscrizioni alla seconda edizione dell’ASFF - AS FILM FESTIVAL, primo festival del cortometraggio ideato ed organizzato da ragazzi con Sindrome di Asperger. Il bando – consultabile al link www.asfilmfestival.org - scade il 1 ottobre 2014. Le giornate conclusive del festival si svolgeranno a Roma il 15 e 16 novembre 2014 presso l'auditorium del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Poco nota in Italia, la sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento, è stata spesso rappresentata al cinema e in televisione: personaggi con Asperger sono per esempio la hacker Lisbet Salander della serie Millenium di Stieg Larsson, la Sigourney Weaver del film Snow Cake, lo Sherlock televisivo interpretato da Benedict Cumberbatch, il protagonista del film d'animazione Mary & Max, Max Jerry Horovitz cui presta la voce Philip Seymour Hoffman. Si parla di Asperger anche nelle serie tv Silicon Valley,  Community,  Parenthood, Boston Legal, The Big Bang Theory e Grey's Anatomy.
ASFF 2014 prevede una sezione competitiva a tema libero: PUNTI DI VISTA ovvero il cinema come punto di vista sulla realtà, il cortometraggio come sguardo personale sul mondo e sulla quotidianità; il video come mezzo per raccontare e raccontarsi. I lavori non devono superare i 20 minuti di durata. Da quest'anno la sezione RAGIONEVOLMENTE DIFFERENTI, dedicata ad autori Asperger o con disturbi pervasivi dello sviluppo e, più in generale, ad opere che raccontino storie legate alla condizione dello spettro autistico diventa vetrina non competitiva. Per questa sezione non sono previsti limiti di durata, genere e tecnica. Sul sito del festival, www.asfilmfestival.org, è disponibile il regolamento per partecipare – a iscrizione gratuita - e il modulo di iscrizione da compilare. I lavori dovranno essere inviati via web (we transfer, dropbox o simili) oppure in dvd entro l'1 ottobre 2014 all’indirizzo postale: AS FILM FESTIVAL – Via Monterotondo, 14 -00199 ROMA. 
Le opere della sezione PUNTI DI VISTA saranno giudicate da una giuria nominata dalla Direzione del Festival e composta da addetti ai lavori, giornalisti, critici, autori cinematografici che assegnerà il premio ASFF all'opera ritenuta più meritevole.
Realizzato dall'associazione Not-Equal e dello Studio Kilab con la collaborazione della rivista Confronti e del Gruppo Asperger Onlus, AS Film Festival non è un festival sull’autismo, ma un festival cinematografico vero e proprio fatto da persone con autismo. Come in qualunque altro festival – spiegano gli organizzatori - sono previste proiezioni, incontri, ospiti, una giuria, dei premi. Insomma, un festival uguale agli altri. Però diverso! Il gruppo di lavoro, coordinato da Giuseppe Cacace, è composto, tra gli altri, da Marco Manservigi, Elena Tomei ed Adriano Bordoni. La prima edizione di ASFF ha avuto un successo inaspettato. Tenutosi nel giugno 2013 presso l'Auditorium del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, ha visto la partecipazione di oltre 100 opere italiane ed internazionali e ha potuto contare sulla partecipazione in giuria di Maestri del cinema quali Giuliano Montaldo e Mimmo Calopresti.


COS’E’ LA SINDROME DI ASPERGER
La Sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo  ed è comunemente considerata una forma dello spettro autistico ad alto funzionamento. I tratti distintivi di una persona Asperger sono: persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti. Diversamente dall'autismo classico, non presentano ritardi nello sviluppo del linguaggio o dello sviluppo cognitivo ma sono frequenti disturbi legati all'apprendimento non-verbale, alla fobia sociale e al disturbo schizoide di personalità.

mercoledì 30 luglio 2014

Sesto senso in Valle d'Itria. In Puglia Piero Chiambretti, l’attore Paolo Poli e l’artista madrilena Fatima Miranda

Sesto senso in Valle d'Itria. In Puglia Piero Chiambretti, l’attore Paolo Poli e l’artista madrilena Fatima Miranda
MARTINA FRANCA (TARANTO) - Festival dei Sensi, sesto senso protagonista in Valle d'Itria. Tutto pronto per la sesta edizione del Festival dei Sensi, tre giorni culturale della Valle d’Itria, che partirà il 22 agosto 2014 a Cisternino. Quest’anno andrà in scena il sesto senso con un nutrito parterre di ospiti nelle più belle masserie e dimore storiche tra Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e Ceglie Messapica. Tra gli ospiti attesi il conduttore Piero Chiambretti, l’attore Paolo Poli e l’artista madrilena Fatima Miranda.

Il calendario completo è ora consultabile on line sul sito www.festivaldeisensi.it

Dal 22 al 24 agosto il sesto senso regnerà sovrano in Valle d’Itria: il Festival dei Sensi, manifestazione culturale diffusa nei luoghi storici più belli e insoliti di Cisternino (BR), Locorotondo (BA), Ceglie Messapica (BR) e Martina Franca (TA), celebra così la VI edizione. Organizzato dall’Associazione Iter Itria in collaborazione con l’Università Aldo Moro di Bari e con il GAL Valle d’Itria, offre quest’anno al suo pubblico inusuali letture di argomenti eterei e all’apparenza impalpabili, spaziando tra le neuroscienze  e  la magia, in compagnia di letterati, scienziati e artisti.
Il sipario si alzerà venerdì 22 agosto nella Cava di Gianecchia, un luogo di rara suggestione sospeso tra il bosco e il mare, alle porte di Cisternino. A esibirsi, in una delle sue rare apparizioni nel nostro Paese, sarà l’artista spagnola Fatima Miranda, ideatrice e interprete di performance vocali uniche nel loro genere, in una straordinaria commistione di ispirazioni orientali, poesia fonetica e suggestioni teatrali. 
Sesto senso in Valle d'Itria. In Puglia Piero Chiambretti, l’attore Paolo Poli e l’artista madrilena Fatima Miranda
Tra gli ospiti attesi, Paolo Poli, straordinario attore di teatro e indimenticabile protagonista di programmi per l’infanzia: con la comicità erudita e surreale che lo contraddistingue parlerà del “suo” sesto senso con Brizio Montinaro, oltre al conduttore televisivo e showman Piero Chiambretti che chiuderà la manifestazione domenica 24 agosto conversando con il letterato Remo Ceserani sul tema “Souvenir”.
Molti gli appuntamenti in calendario che spaziano in tutti i campi del sapere in compagnia di grandi esperti di ciascuna disciplina: dal significato del tempo alle profezie, dall’effetto placebo alla seduzione indagata sotto la lente della psicoanalisi freudiana. Si parlerà  di automi e di stampanti 3D, delle valenze simboliche dell’oro rosso, il corallo, fino alla semiotica delle capigliature, con incursioni dietro le quinte dei palcoscenici alla scoperta delle maestranze artigiane di cinema e teatro. 
Ogni giorno il pubblico avrà la possibilità di scegliere tra esposizioni a tema, proiezioni cinematografiche e originali attività, fra le quali lezioni di arco libero proposte sia agli adulti che ai ragazzini. Gli appassionati d’arte potranno ammirare in anteprima tredici fogli autografi di Alighiero Boetti in una straordinaria esposizione allestita alla Torre Civica di Cisternino in collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti, in occasione del ventennale della scomparsa dell’artista.  A Martina Franca sarà possibile visitare “Abracadabra”, l’ironica mostra di videoarte dell’artista tedesco Christian Jankowski, già presente alla Biennale di Venezia e in molte rassegne internazionali.
Ai più piccoli il Festival dedicherà un divertente programma per l’infanzia con laboratori e giochi scientifici, tra i quali l’esperimento “Il pendolo di Foucault” insieme al fisico Fabio Truc e il magico teatro delle ombre di Irina Hale.

Pensionamento dei professori universitari vincolato all’assunzione di nuovi docenti e giovani ricercatori

Pensionamento dei professori universitari vincolate all’assunzione di nuovi docenti e giovani ricercatori
ROMA - Trovata una soluzione soddisfacente per il pensionamento dei professori universitari. “La soluzione a cui si è arrivati sull’età di pensionamento dei docenti universitari nell’ambito del decreto PA è soddisfacente:  viene incontro alle specificità del settore, tutela la continuità della didattica e apre all’assunzione di nuove leve e alla stabilizzazione dei ricercatori”. L'ha detto la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, in merito ai lavori in aula alla Camera dei deputati.
“Il decreto – spiega Giannini - interviene nel momento in cui gli atenei sono alle prese con la formulazione della loro offerta formativa. Abbiamo fatto presente che prevedere il pensionamento a partire dai 65 anni dei docenti avrebbe creato difficoltà alla didattica vista l’età media elevata del corpo docenti accademico. L’innalzamento a 68 anni tutela la continuità dei corsi di studio e, dunque, l’interesse degli studenti universitari. Abbiamo inoltre previsto - ha chiuso la ministra - che le risorse che si liberano al momento del pensionamento dei professori siano vincolate all’assunzione di nuovi docenti e di giovani ricercatori in vista della stabilizzazione”.

Cercatore di Conchiglie incontrò la donna Araba. Di bellezza si vive, ma di bellezza si può anche morire

Cercatore di Conchiglie incontrò la donna Araba. Di bellezza si vive, ma di bellezza si può anche morire
ROMA - Tra gli Orienti vivendo la bellezza della parola tra gli sguardi del Cercatore di Conchiglie. Ci fu un giorno in cui il Cercatore di Conchiglie incontrò la donna Araba… Ma i destini si intrecciano così. Ascolto. Di bellezza si vive, ma di bellezza si può anche morire. Si vive perché si ha bisogno di osservare la luna illuminante negli occhi della propria amante. Si muore per sfiorita la bellezza resta la nostalgia e di nostalgia non si tracciano cammini infinito. L’eterno è solo contemplante.
Di bellezza si vive quando Misashal Puerto recita i suoi suoni d’Oriente e  sa raccogliere, in una parola, il graffio del mare.
Di bellezza si vive quando Sidharr Ritos  raccoglie nel deserto le pietre e gioca i colori inventandoli. Di bellezza si vive quando Sashia intreccia le dita nei capelli.
Di bellezza si vive quando Shama ci invita ad amare l’impossibile. Un Oriente che ho attraversato e che continuo ad attraversare non solo perché è nel mio mistero e nella mia alchimia che compone le cifre della mia esistenza.
Ma perché io sono convinto che il Sole e il suo Dio hanno attraverso tutti gli Orienti per trasformare le ombre dell’Occidente in Luce.
Bisogna camminare tra le isole della pazienza e quando la pazienza non basta più bisogna attraversarla per ritrovarsi. E cercandosi bisogna capire che in ogni cerca c’è sempre una preghiera che bisogna saper pregare.
Di bellezza si muore. Nella civiltà scavando (nella) la bellezza si è  rimasti intrappolati dalla leggerezza. La bellezza non ha leggerezza e neppure macigni. È un vento che si raccoglie nella sabbia e come la sabbia nel cerchio del vento sfugge al primo soffio di un bacio dato sulle labbra dell’amante.
Di bellezza si muore come ci recita Damascil Smali nei suoi versi nei quali si parla dei crepuscoli della Striscia di Gaza.
Non può esserci una definizione metafisica della bellezza. La bellezza è l’intreccio tra vita e morte. C’è fisicità ma c’è anima. Ci sono gli occhi ma c’è il corpo. Gli occhi sono lo specchio della sensualità.
Il corpo raccoglie la sensualità. L’Oriente educa alla bellezza con lo sguardo del cammino dell’ascolto che è Illuminazione.
Il Pensiero non è pensato. Il Pensiero è Illuminato. Ascolto ora i versi dei poeti e vivo nell’inchino del mio Namastè. A volte c’è bisogno di silenzio. Di ascoltare il silenzio. Di praticare il silenzio. Di osservare il silenzio.
Quando si vivono le parole occorre la pazienza.

 *

MISASHAL PUERTO
Suoni d'Oriente ha la tua voce
nel cerchio delle danze
che hanno il vento del mare
tra le parole.
La notte ha i colori di Istanbul
nelle strade dove i mercanti
vendono le pietre e i silenzi.
Ti porterò una rosa bianca
ma non darmi appuntamenti
quando la pioggia si confonde
con le onde che tagliano lo scoglio.
La sera a Istanbul
ha tramonti bruciati 
sui fili degli orizzonti.
Amore mio
aspettami nell'ora che conosci.
*
La luna raccoglie
questa sera
il graffio del mare.
Ogni ora si fa sempre più tarda
ma il viaggio
ha i tuoi occhi
come isola e come porto.
Hai parole di aurora
antica
come i tuoi passi 
che si stringono al mio pensiero.

SIDHAR RITOS


Ad Oriente la Moschea
ha il mare nel riflesso degli azzurri.
Osservo gli occhi di Ismal
Il profondo ha il vento nei capelli
e il suo foulard raccoglie l'antico delle storie
tra le favole delle notti.
Mi dice: Ascolta i tramonti
segnano orizzonti
di civiltà perdute.
Raccolgo le pietre del deserto.
Hanno parole di pioggia e orizzonti.
Ti aspetto nei colori
tra gli incroci dei porti. Questa sera
e anche nella notte.

*

Donna dal profilo orientale 
Sei una carezza nei miei sguardi
Con le onde che giocano sul tuo corpo 
Mentre le tue mani segnano linee di orizzonti tra i miei capelli.
Sai che io resterò il tuo mare
mi hai sussurrato.
Ed io ti ho risposto 
non stancarti mai di ripeterlo.
E il crepuscolo toccava il filo del porto 
Tra gli scogli i mie scogli...


SASHIA

Piove nella sera
tra le vie di Istanbul
e non c'è malinconia
se non nel tuo sguardo
donna che raccogli
desideri...
non sei l"ombra
sei un solstizio
ti carezzo l'anima
mentre la sera tocca l'alba...
e tu
hai le mani tra i miei capelli.

SHAMA

Non restare sul filo delle parole con la voce della notte cucita tra una stella sul mare e una luce di marinai ferma sulla scogliera dell'assenza
Non sgretolare i ricordi per una nostalgia in più tra le maree che solcano gli incavi del cuore
Ama sempre il possibile amore e non lacerarti l'anima se vivi solo il possibile tra le dita del dubbio
Ama ancora di più l'impossibile amore se questo amore è l'unica verità che spezza l'inutile parola per navigare una finzione che condurrà nell'isola della verità.


DAMASCIL SMALI

Il tempo cammina sul filo di Gaza
Ci sono morti nell'innocenza dei destini
eppure un popolo resta tra le mani di Cristo 
nei giorni del Getsemani.
Il coraggio non è mai abbastanza
quando l'abbastanza
lacera i deserti di morte.
C'è un Oriente che traccia pazienza
nelle parole di vento di una luna sbattuta
lungo i fuochi che sembrano stelle incendiate.
Io lì ho attraversato una storia che ho visto
e le parole non hanno senso
se non si è vissuto abbastanza
tra le terre dei Soli lacerati dal fumo degli spari.
Non dite voce e non date voce
se il cuore non ha tremato
toccando con le dita
e non solo con lo sguardo
le rughe di morte
piantate sui cammini
dei nostri passi.
lì sui tramonti di Gaza.

*

Certo. Quando si vivono le parole occorre la pazienza. Mi è stata raccontata una storia in cui ci sono due personaggi. Il Cercatore di Conchiglie e una donna Araba.  Ecco. Trascrivo.

Il Cercatore di Conchiglie incontrò la donna che portava una rosa bianca tra i capelli. Era bella. Si era fermata sullo spigolo della porta che introduceva alle vie della Medina. 
I venditori di collane portavano tra le mani perle rosse. La donna dalla rosa bianca di chiamava Isamael. Il Cercatore di Conchiglie portava un nome spagnolo e armeno: Garciariantian.
Era stato a Istanbul e da lì un lungo camminare lo aveva condotto in Cappadocia. 
Le pietre sono sguardi e gli sguardi hanno occhi di smeraldo. 
Isamael aveva il sorriso delle donne Arabe. Forse raccontava il Mediterraneo. Ma la sua terra era Occidente ed Oriente in un unico viaggio. 
Tra i riccioli i petali della rosa. Conosceva la preghiera delle Moschee. 
Garciariantian portava con sé la Croce e l'Armenia. 
Il loro spazio fu un incontro. Il loro incontro si chiuse nello spazio e fu una recita. 
Isamael disse: "Mi sembra di aver vissuto tante vite. Ma le mie vite sono un solo viaggio viaggiato tra le onde e la schiuma del mare. Ma se tutto ha una fine, tutto ha avuto un inizio. Non bisogna mai ripensare alla fine. Sempre l'inizio ha il senso della fine". 
Il Cercatore di Conchiglie raccoglieva suoni. Ascoltava suoni che sembravano perduti. Sapeva, comunque, che mai nulla è sconfitto. Mai perduto. 
La,donna disse ancora al Cercatore: "Io non ho mai navigato i mari. I mari hanno navigato la mia anima". 
Il Cercatore raccolse un filo di conchiglie e legò i due estremi intorno al collo della donna e così parlò: "Se dovessi avere paura, un giorno potrà accadere perché tutto accadere potrà nell'imprevedibile del mistero, non temere. Ascolta una delle conchiglie che ti scendono sul petto e lascia che sia l'eco a parlare. Sono tredici le conchiglie. Come le lune. Offriti alla pazienza e il Sole ti legherà alle stelle e se ciò non dovesse bastate affidati al silenzio. Nelle notti ti farà compagnia la solitudine". 
Si guardarono profondamente nel cavo dell'anima e partirono. 
Il Cercatore di Conchiglie ora abita l'eco.
La donna con la rosa nei capelli ha il mare tra le mani. 
Così. 
C'è sempre una foglia d'erba tra la pausa di un segreto il vento tra i rovi che raccoglie il mistero. 
Il Cercatore di Conchiglie scrisse sulla sabbia: NON TEMERE. LA PAZIENZA HA LE VIE DELL’INCONTRO. Scrisse queste parole in lingua armena. 
La donna Araba, in silenzio, raccolse la sabbia e la custodì in una mano. Il tempo andò via. Restò soltanto l’onda. L’onda che rapiva il vento.

Prima che abitasse l’eco il Cercatore di Conchiglie recitò, con la sua voce cadenzata, come passo di danza, dei versi e affidò uno sguardo alla donna Araba.
E così l’aurora disegnò il nuovo giorno.


IL CERCATORE DI CONCHIGLIE

Se mi danzi come farfalla di vento nello spazio del canto
tra le strade di Istanbul
io con la sabbia del tempo
inciderò sulle tue labbra
le mie labbra.
Non parlarmi
perché il silenzio non ha echi
e se non ha echi
inventerò la fantasia dei tuoi passi
tra le mie conchiglie
che sono crepuscolo di orizzonti.
Non amarmi
se non puoi possedermi
ma se riesci a possedermi
io sarò un mercante di luna
che ha tra le mani coralli di scogliere.
Ora non aspettarmi
se aspettare
è l’attesa nei giorni incisi di anima
con le piogge
che hanno il sale
dei deserti.

di Pierfranco Bruni

Tiziano Terzani e la sua vita riflettono l'inquietudine dell'uomo, di chi non si accontenta di vivere all'ombra di certezze

Tiziano Terzani e la sua vita riflettono l'inquietudine dell'uomo, di chi non si accontenta di vivere all'ombra di certezze
CROTONE - La vita è un continuo viaggio. Un percorrere tantissime strade, non agevoli, ma importanti per scoprire l'essenza di luoghi sconosciuti, popolati da gente all'apparenza diversa che ha in comune lo stesso identico modo di affrontare la sofferenza, la paura, la morte. La vita di Terzani riflette l'inquietudine dell'uomo, di chi non si accontenta di vivere una vita all'ombra di certezze costruite con il lavoro, specie con un lavoro come il suo, che da giornalista lo aveva portato in giro per il mondo ed a raccontare i conflitti di guerra come il dramma che nel 1978 preludeva all'invasione della Cambogia da parte del Vietnam. Terzani non voleva rimanere in una redazione di giornale. Troppo stretta per lui,  poco idonea al suo modo di percepire il mondo che voleva raccontare sviscerando ogni fatto di cronaca relativo a quanto succedeva, a come veniva affrontato per parlare degli episodi più rilevanti ,facendosi interprete di umori e aspirazioni della gente.Una personalità complessa la sua, non certo un uomo qualunque,alla ricerca costante della verità, all'esplorazione continua del suo animo per avere risposte ai suoi mille perchè. Non è un caso che Terzani si ritiri in Asia ed India per un periodo lungo della sua esistenza per verificare notizie storiche su popoli,consuetudini di vita vissute in prima persona, che lo portano inevitabilmente sulle rive della propria essenza, dove l'unica carta geografica da consultare era quella dell'anima, della ricerca di se stesso. Alla luce di questa visione ,ogni angolo di terra calpestata, visitata era un tassello aggiunto alle riflessioni ed ai dialoghi con il suo "Io". La vita quindi diventa un pellegrinaggio, una prova vissuta ai limiti dell'impossibile.  E certo Terzani nel suo continuo andare non si è di certo tirato indietro dalle  prove o dalle sfide che gli si paravano innanzi  e tutto per amore  della conoscenza.  Yin e Yang, ossia vita ed universo ,perchè come sosteneva lui"Il bianco ed il nero si abbracciano. E all'interno del nero,c'è un punto di bianco ,ed all'interno del bianco un punto di nero."Chissà cosa avrebbe pensato Terzani e come si sarebbe speso difronte ai continui conflitti che stanno minando la pace ,uccidendo gli uomini e la loro storia, la loro identità, in nome di una finanza che rischia di spazzare via la nostra essenza ,alle multinazionali che avanzano calpestando ogni diritto riducendoci ad essere i nuovi schiavi di un capitale senza volto, disumano, che mina qualsiasi anelito di speranza. Una violenza inaudita, quella che Terzani combatteva anche nella quotidianità, che lo aveva portato ad uno stile di vita vegetariano perchè la vita non "si trucida per mangiarsela...". Un uomo innamorato dell'armonia dell'universo, capace di dare impulso al  battere  del cuore, perchè il cuore ha le sue di leggi e seguirle ci portebbbe a superare qualsiasi ostacolo che si interpone tra noi e gli altri, abbattendo i muri dell'incomunicabilità, le vere barriere, per disegnare la pace. Tiziano è l'uomo di questo nostro tempo,che avrebbe chiamato per nome il mare  di menzogne che, come un cancro, si espande ovunque generando  odio che sta alla base della distruzione dell'esistenza. Terzani che, andando oltre ogni convenzionalismo, ha capito una cosa semplice che solo un atto d'amore riuscirà a salvare questo mondo, arrivato ad un passo della propria distruzione.

di Antonella Policastrese

La stanza s’illumina per un istante: “Il diavolo!” Liù grida. Che silenzio. E che buio

ROMA - Che silenzio. E che buio. E’ una notte senza luna, non vedo niente, non sento niente, sento che non ci sei. Nessun suono, neppure nelle altre stanze. Solo il latrare dei cani. E il vento. Forse pioverà. Siamo così isolati in questa casa, e l’unica vera presenza viva e ravvivante sei tu. Io sono meno di una persona, ancora non sono un oggetto, non ho imparato, Liù non ha imparato. Ho un po’ freddo, non posso coprirmi, mi hai legata, non posso neppure rannicchiarmi per farmi caldo. Se solo venissi qui, mi scalderesti, chissà. O forse,  scuro come t’ho visto andar via, non ti degneresti di avvicinarti. Cerco d’assopirmi. Sento appena dondolare il letto, apro gli occhi, non vedo il tuo profilo: sei un’ombra più nera del nero della stanza. Ho paura. E’ come la fine del mondo. Ora mi stringi i fianchi, faccio un sobbalzo, mi hai presa alla sprovvista. Ora premi, premi troppo, questo mi dà una scossa elettrica … mi fai male …  le mie urla si confonderanno con l’urlo del vento e piangerò e pioverà e sprofonderò in un turbine…  Che lampi orribili  feriscono il cielo… come tu ferisci me. 
La stanza s’illumina per un istante: “Il diavolo!” Liù  grida.
 Lo sconosciuto le passa una mano sulla fronte, poi le scosta delicatamente le mani rattrappite sui fianchi: “Ti fai male” le dice, con voce carezzevole.
“Scioglimi, ti prego.”
“Non sei legata.”
“Come sei entrato?”
“Ti sentivo biascicare qualcosa…  piuttosto ridicolo nell’insieme. Povera piccola. Il diavolo? Vorresti…   Ma no, tu invochi un dio, senza non ci sai stare  - le lascia bruscamente le mani - hai bisogno di un padrone, di un creatore che ti plasmi come argilla, che ti dica quello che devi fare, che ti metta il terrore d’esser nata. Allora sì, che sei contenta, sei come un verme nella mela.”
 “Forse è l’unico modo per tenere un uomo”. 
“E’ che sta tutto nella tua testa, mia cara - la copre -  poi ti devo trovare così, al buio, che deliri e  implori. Quanto poco mi ci vorrebbe per entrare nel gioco. Ma io sono un diavolo, l’hai detto, e il diavolo è immune dall’onnipotenza della creazione. Posso aprirti la porta, ecco, posso farlo, e lasciarti il modo di fare da te”.
Liù fa uno scatto improvviso, si raccoglie in posizione fetale, mette la testa sotto la coperta: “Lui dov’è?” chiede con voce soffocata.
“No, tu non vuoi fare da te, hai troppa paura… lui dov’è?  Sono anni che ti chiedi dov’è il tuo dio (non necessariamente sempre lo stesso).”
“Che vuoi dire?”
“Ne hai avuto più d’uno, mi pare: l’altro, sì, come si chiamava? Beh, non importa, leggevi sulla sua faccia che tempo facesse, era talmente pazzo, discontinuo e tu a prender nota dell’ora e del giorno delle sue follie, a consultare il calendario, a ripassare mentalmente i tuoi gesti e i suoi per cercare un nesso di causa-effetto, cioè le tue possibili colpe… ha ha ha mi fai ridere.” 
Liù emerge dalle coperte come un aspide pronto a mordere: “ti prendi gioco di me? Che avrei dovuto fare? Ma non mi parlar di lui, dell’altro, voglio dire. Alla fine non m’ha potuta lasciare, no. E’ morto. E’ tutta un’altra cosa. Poi però, mi sono sentita vuota. M’ero così abituata a camminare senza far rumore, a tacere a comando, a mettere gli oggetti come voleva. Non sapevo più… -  non termina la frase, si guarda intorno -  preferivo essere in colpa, cercavo colpe mie.”
“Meglio la colpa che la libertà. E dimmi un po’, di questo tuo bozzolo, che ne fai?”
“Bozzolo?”
“Ma sì, le crocette sul calendario per studiare l’umore variabile dei tuoi uomini, le frasi compiacenti, l’ubbidienza… roba del genere. Compresa la farsa di questa notte per un tizio che forse non tornerà.”
“Tornerà, se resto così tornerà.”
“Così come? Una larva nel letto che implora la schiavitù? Ma questo serve più a te,  lui neppure sa che ti sta succedendo. E dire che potresti esser donna, essere te stessa, adoperare le tue energie. Stai dentro un… bozzolo,  sì, di astruse abitudini per trafiggere quel che ha di vivo dentro, la tua natura, la tua creatività. Conti i minuti,  non pensi,  ti logori in attese interminabili per una telefonata che non arriva mai, aspetti ogni notte, al buio, che la divinità ti entri nella stanza come pioggia d’oro… ma che stupida.”
“Era cominciata bene, ci scambiavamo messaggi... cose lette sui giornali. Poi una notte, anzi, verso l’alba, mi lascia un messaggio d’amore. In quei mesi non dormivo, restavo tutta la notte  davanti al computer, scrivevo. Scrivevo dell’altro: da quando se n’era andato non potevo più dormire. Scrivevo ai suoi amici firmandomi col suo nome, usavo la sua casella di posta, facevo credere che fosse ancora vivo. Un dio  non può morire, dovevo nascondere questa  debolezza. E nutrire la sua assenza col mio sangue.”
“Ma tu pensa. E poi?”
“E’ stato come uscire da un sepolcro.  Però ora eccomi qui.  Ogni giorno vado a pregare  davanti a un tabernacolo giù nella valle perché mi ami e non mi lasci. Ho il terrore d’essere lasciata.” 
“Che è successo stasera?”
“Ero rimasta sola sulla scena. La sua volubilità non gli permette, a volte, di raccogliere quel che ha seminato. Va via così. Ma negli occhi porta la mia disperazione - un guizzo di luce le illumina lo sguardo  - e questo lo farà tornare… per straziarmi di più” aggiunge abbassando gli occhi, piegando il capo.
“Hai cenato?”
  Liù si scuote, guarda  l’interlocutore: “Che bel viso hai, non so come ho potuto chiamarti a quel modo…”
“Il diavolo non è brutto come sembra.”
“ Mi ricordi una persona cara… tanto tempo fa…  la vecchiaia ne aveva fatto la mia regina: combattevo con i suoi colori per difendere la sua dignità, il suo stile in un quotidiano che s’era fatto aspro, difficile. L’ultimo giorno era una piccola fiamma ardente, mi sono chinata su di lei, ma il vento è stato più forte. Tu… sorridi come lei, e mi guardi allo stesso modo.”
 “Hai un gatto? Sento miagolare.”
“Belfagor. E’ sempre chiuso nello stanzino, giù a pianterreno, esce solo di notte, dopo che ho messo fuori i cani. Mi fa pena saperlo prigioniero, guardo la luce elettrica che filtra dalla porta, mi chiedo se sia ancora vivo.  Verso le due gli apro: guizza fuori,  nero, lustro, con la coda storta (era spezzata quando l’ho trovato) inalberata come un vessillo. Certe sere, aspettando la sua ora miagola che fa pietà … come  adesso. Altre volte è muto, ma presente: lo sento che palpita e aspetta… aspetta.”
“E se lo liberi?”
“Non se la caverebbe. E’ un gatto di taglia inferiore alla media, i cani lo terrorizzano, gli altri gatti ne farebbero scempio, non sa difendersi. E poi… così nero… “
“Oh, beh, non è detto. Magari se la cava benissimo.”
“Sai, sogno spesso che fracassa la porta, semina macerie e mi stupisco che abbia tanta forza perché  è un handicappato.” 
“Un handicappato con la coda ritta, in corsa per un bagno di luna! Toh, prendi.”
“Che cos’è?”
“Una mela, l’ho colta con le mie mani. Mi piacciono gli alberi da frutto, ci sali sopra e il mondo sembra un paradiso. Poi, magari, non è così. Ah, ma bada, la mela te a mangi tutta, non gliene darai mica un pezzo quando torna, se torna. Uno che ti lascia senza una parola, magari nel bel mezzo di un momento d’amore, che sa quanto sei fragile, anche un po’ matta, lasciamelo dire, perché solo una matta si metterebbe a fare riti propiziatori per far tornare un uomo… e beh, sì, sì, lasciami dire, sì, è quello che stavi facendo, ruminavi in un letto le parole che gli avresti detto, che lui vorrebbe sentire… com’era? Ah, sì, lui l’unica presenza viva, tu un oggetto… ma fammi il piacere. Se la mela gli andasse di traverso avrebbe modo di tormentarti anche per questo. Colpa tua, mia cara, sempre colpa tua. Ma, dopotutto, è il tuo alibi per non esistere, povera piccola. Bah! Sono quasi le due, perché non vai giù e apri al gatto?”
Liù sorride, si getta la coperta sulle spalle, afferra la mela: “Dai, scendiamo, accompagnami – dice allo sconosciuto – il vento si è calmato, piove… senti come profuma l’aria? Sono le piante che ringraziano.

di Pia Di Marco

martedì 29 luglio 2014

Autobiografia musicale di Erri De Luca. Docufilm di canzoni ascoltate e scritte, nutrimento giovanile e riflessione in maturità

Autobiografia musicale di Erri de Luca. Docufilm di canzoni ascoltate e scritte, nutrimento giovanile e riflessione in maturità
NAPOLI - La musica provata è il ducufilm prodotto da Oh!Pen di Erri De Luca ed Emanuele Sana tratto dall’omonimo libro di Erri De Luca: una vera e propria autobiografia musicale, un viaggio lungo le note della memoria di oltre cinquant’anni di vita, di ascolti che, partendo da Napoli e dalla sua imprescindibile tradizione di poesia e di note, attraversa la storia della canzone italiana e non solo. Canzoni ascoltate e scritte, nutrimento della gioventù e riflessione nella maturità. A condurre il racconto un’intervista condotta fatta da Gino Castaldo allo stesso Erri De Luca che, prendendo l’avvio dai primi ricordi infantili, racconta innanzi tutto l’importanza della musica nella cultura napoletana e della sua straordinaria lingua, la sua storia e la sua straordinaria evoluzione fino ad oggi. Ma racconta anche l’esperienza in prima linea del fare musica: dai primi accordi sulla chitarra alle musiche e le parole scritte per lo spettacolo con Gian Maria Testa e Gabriele Mirabassi su Chisciotte. La scoperta dell’America, quella di famiglia (la nonna era americana) e quella dei dischi. Ma anche degli chansonniers francesi e della canzone d’autore italiana. A contrappuntare questo racconto le interpretazioni di Isa Danieli, con cui si apre il film, di Nicky Nikolai, Stefano Di Battista, Gian Maria Testa, Gabriele Mirabassi. La regia è di Emanuele Sana.
Piano piano la musica prende il proprio spazio e lascia la sfera personale per trasformarsi in musica collettiva: dai cori di una manifestazione che si alzano in segno di protesta, al canto di una funzione religiosa, ad un coro di bimbi.
Il film si chiude con Solo andata, il videoclip di Siamo gli innumerevoli, una canzone struggente ed intensa a firma del Canzoniere Grecanico Salentino scritta sui versi di Erri De Luca e dedicata al drammatico tema degli sbarchi dei migranti. Un progetto realizzato in collaborazione con Amnesty International e che ha visto la regia di Alessandro Gassmann.
La musica provata sarà distribuito La Feltrinelli a partire dal 16 settembre.

Anguilla, lumache, rane, calamari: con le ricette tradizionali, tutti in festa nella Bassa Friulana

Anguilla, lumache, rane, calamari: con le ricette tradizionali, tutti in festa nella Bassa Friulana
RIVIGNANO TEOR (UDINE) - Sagra di Sella: un angolo del Friuli in cui il tempo sembra essersi fermato. Rivignano Teôr / Località Sella (Udine) – 1/3 e 8/10 agosto 2014. L’anfiteatro naturale, posto fra la chiesa del XV secolo dedicata a San Leonardo e Villa Romanelli – la residenza signorile risalente allo stesso periodo, che fu  dimora dei conti Belgrado della Serenissima – insieme alla piazzetta di paese, allestita a festa, accoglieranno nei prossimi due fine settimana la quarta edizione della Sagra di Sella.
La manifestazione, organizzata come di consueto dal comitato festeggiamenti La Cumbricule di Sele, ha avuto già negli anni passati un discreto successo, richiamando un nutrito gruppo di visitatori e ripropone per l’estate 2014 un menù del tutto particolare, fortemente legato al territorio delle risorgive della Bassa Friulana e basato sulle ricette tipiche della tradizione locale: dall’anguilla alle lumache, dalle rane ai calamari, dalle seppie ai gamberi e gamberoni, fino ai latterini fritti, senza dimenticare di accontentare chi non ama il pesce con delle succulente portate di pollo allo spiedo e carne alla piastra.
Oltre al buon cibo, diversi momenti di spettacolo e musica dal vivo contribuiranno a rendere gradite le sei giornate di festa.
Anguilla, lumache, rane, calamari: con le ricette tradizionali, tutti in festa nella Bassa Friulana
Degne di nota, a tal proposito, sono le esibizioni di alcuni fra i Dj più famosi, concentrate soprattutto nel primo week-end, la serata dedicata alla cover band dei Nomadi “Vittime dei sogni” prevista per sabato 9 agosto e  La notte delle stelle cadenti – domenica 10 – accompagnata dalla più bella e ricercata musica degli anni ‘60, ‘70 e ’80.
Ogni sera inoltre, per tutta la durata della manifestazione, la musica dal vivo allieterà gli ospiti accorsi per la cena, accostando al momento del pasto le performance della band acustica in tre elementi C'nC Acoustic.
Il programma prevede anche un’intera giornata, quella di domenica 3, all’insegna dello sport e del divertimento, durante la quale – tra vigneti e boschi, immersi nella campagna rivignanese – i partecipanti, a cavallo della propria bici, potranno  riscoprire le bellezze naturali di Sella e dintorni.

di Ilaria Pingue

Architettura di qualità per la qualità delle scuole italiane, autocandidatura fino all'1 settembre 2014

Architettura di qualità per la qualità delle scuole italiane, autocandidatura fino all'1 settembre 2014
ROMA - AGIbiLE E BELLA architetture di qualità per la qualità delle scuole. Data di scadenza presentazione domanda: 1 settembre 2014. Ufficio responsabile: Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee. Le procedure di autocandidatura saranno fino alle ore 24 dell'1 settembre 2014, termine ultimo per il completamento delle operazioni e, quindi, per la partecipazione al concorso.
Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione generale PaBAAC - Servizio architettura e arte contemporanee - con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca organizza un concorso/mostra dal titolo “AGIbiLE E BELLA - architetture di qualità per la qualità delle scuole”.
La manifestazione fa parte delle iniziative istituzionali MiBACT in occasione della Biennale di Venezia 2014, in concomitanza del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, ed è realizzata in collaborazione con IN/ARCH.
L’edilizia scolastica è chiaramente una delle priorità del nostro Paese, non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche per qualità architettonica degli edifici scolastici in relazione alla qualità degli spazi per l’apprendimento. Un tema che è stato troppo spesso sottovalutato in Italia.
La qualità dello spazio scolastico ha una valore pedagogico - comunicano dai Ministeri -, partecipa al progetto educativo, deve poter promuovere la socialità e stimolare conoscenza e creatività. Inoltre la realizzazione di spazi architettonici funzionali all’apprendimento può permettere di rimodulare il “tempo scuola” rendendo più flessibile e piacevole la permanenza nei locali, sia nei momenti di apprendimento, sia in quelli di relax o socializzazione, contribuendo ad aumentare il benessere degli allievi.
Per queste ragioni vogliamo far emergere la realtà delle buone architetture scolastiche realizzate negli ultimi 20 anni in Italia – quindi a partire dal 1° gennaio 1994 - non solo edifici di nuova costruzione ma anche riqualificazioni di strutture esistenti - raccogliendo gli esempi migliori per presentarli in mostra a Palazzo Grimani dal 2 ottobre al 23 novembre 2014, all’interno delle iniziative istituzionali MiBACT in occasione della 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
E’ prevista l’organizzazione, nel periodo di permanenza della mostra, di un convegno sul tema dell’architettura scolastica con progettisti, insegnanti, operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni e un programma di visite guidate per scolaresche alla mostra “Agibile e bella”, con laboratori sul tema “progetta la tua scuola” per gli studenti delle scuole primarie.
Si invitano i progettisti, i dirigenti scolastici, i docenti, gli studenti , gli Enti locali a partecipare inviando opere realizzate di edilizia scolastica ritenute particolarmente significative, che riguardino sia scuole di nuova costruzione che interventi di riqualificazione di edifici scolastici esistenti.
Le opere partecipanti saranno valutate da una qualificata giuria composta dai rappresentanti dei soggetti promotori e da un presidente esterno designato dal MiBACT, sentiti i medesimi soggetti promotori.
I partecipanti che vorranno candidare le opere realizzate di edilizia scolastica dovranno inviare a inarch@inarch.it, nella modalità dell’autocandidatura, attraverso un link ad un proprio account su server virtuale (dropbox, google drive, ecc.) o altro sistema di condivisione (wetransfer, jumbo mail, ecc.) una cartella dal titolo tipo “NomeScuola_Città.zip o .rar” contenente:

la scheda progetto con alcune informazioni di base:
1. Nome dell’istituto scolastico e sua collocazione geografica (Città e indirizzo);
2. Nominativo dei progettisti o dello studio di progettazione;
3. Anno di realizzazione;
4. Committente;
5. Eventuale impresa costruttrice;
6. Breve relazione in lingua italiana di non più di 4.000 battute (spazi inclusi) che evidenzi gli aspetti sperimentali dell’intervento in relazione al progetto educativo ed ai modelli pedagogici (ad esempio: flessibilità degli spazi, capacità di interpretare in termini spaziali e temporali le innovazioni
portate dalle tecnologie digitali nella didattica, attenzione al learning landscape, rapporto tra spazi scolastici, territorio e comunità locale ecc. ecc.).
un minimo di 6 foto (dimensione minima 2000x1500 pixel, peso massimo 2 Mb ognuna)
4 disegni (in formato jpg o pdf)

Francesco Grisi e Alberto Bevilacqua. Li ho conosciuto insieme. Nei miei anni universitari, in una Roma di fuoco

Francesco Grisi e Alberto Bevilacqua. Li ho conosciuto insieme. Nei miei anni universitari, in una Roma di fuoco
ROMA - Dibattito intorno alla letteratura - vita. Bevilacqua Grisi Berto. Maestri nella letteratura che è arte. I Calvino restano cronaca nel mio "Spegnersi per non consumarsi" Ci sono maestri nella vita e nella letteratura che lasciano il segno. Tracciano percorsi e restano a misurare vicinanze, strette di mano, sguardi appena accennati. Ci si comprende da un gesto da un silenzio da una parola taciuta.
Ho avuto pochi maestri con i quali mi sono confrontato e che mi hanno dato. In letteratura. In vita. Maestri con i quali sono stato in contatto.
Poi ho avuto altri maestri che non ho conosciuto per una stretta di mano, ma che continuano a camminare nella mia vita: Eliade, Pavese, Pound, Brasillach, Cardarelli, Lorca, Zambrano, Guenon, Ionesco, Castaneda...
Ma due maestri, in vita, mi hanno dato molto. In vita: Francesco Grisi e Alberto Bevilacqua. Li ho conosciuto insieme. Nei miei anni universitari in una Roma di fuoco.
Francesco  Grisi, calabrese di Cutro portava Pitagora negli occhi e la Magna Grecia tra le linee delle mani. Alberto Bevilacqua, parmigiano di Parma recitava la magia tra le parole e le metafore della Certosa tra il rito e l'alchimia. Li ho conosciuti insieme.
Francesco Grisi e Alberto Bevilacqua. Li ho conosciuto insieme. Nei miei anni universitari, in una Roma di fuoco
Qualche giorno dopo morì Giuseppe Berto. Lo scrittore che mi ha accompagnato tra gli anni universitari rincorrendo quegli anonimi veneziani che mi avevano tracciato l'anima lungo i giorni del mio liceo vissuto tristamente per colpa di docenti attraversati dall'ignoranza per aver letto solo  libri di testo. Ma questo è un altro discorso.
Berto fu amico forte sia di Francesco che di Alberto.
Francesco e Alberto mi sono stati molto amici. Ho voluto molto bene ad Alberto e a Francesco. Ho scritto saggi libri intensi articoli scavando tra le parole e i sogni della loro scrittura. Gli archetipi del loro viaggio.
Su Grisi ho tanto scritto anche ricostruendo gli inediti e pubblicando un articolato progetto letterario a cominciare da "Con cuore amico" degli anni Ottanta. Su Alberto ci sono pagine di saggi, per me,  importanti sia in riferimento alla narrativa che alla poesia fino a scrivere un libro, pubblicato in questi giorni, che è un diario di vita e di letteratura: "Spegnersi per non consumarsi. Io e Alberto Bevilacqua"  (Pellegrini editore).
Maestri che hanno segnato la mia vita. Maestri che hanno tracciato la letteratura del Novecento.
Gli altri sono altri: da Calvino di cui non condivido nulla e la sua narrativa ha la leggerezza del vuoto a Sanguineti che ha cercato di fare poesia consapevole di non essere mai stato in poeta. 
Con Bevilacqua e Grisi siamo in una diversa concezione non solo della letteratura ma anche della vita. E tra loro il Berto che va dal male oscuro alla gloria.  Insomma con Alberto e Francesco siamo in un viaggio di artisti e di maghi della scrittura. Con loro siamo nello spazio tra letteratura e vita
Il resto è altro.

di Pierfranco Bruni

One Direction, i 4 anni della nascita della band festeggiati attraverso un video con 700 foto, disegni e messaggi delle Directioners

One Direction, i 4 anni della nascita della band festeggiati attraverso un video con 700 foto, disegni e messaggi delle Directioners
MILANO - Aperte oggi, 28 luglio 2014, a pochi giorni dal quarto anniversario della nascita degli One Direction, le prevendite per "One Direction: Where We Are – Il Film concerto", che porterà per la prima volta sul grande schermo la magia dello spettacolo live della band. Il film, che uscirà solo nel weekend dell’11 e 12 ottobre 2014 in oltre 50 paesi con più di 10.000 proiezioni, rappresenterà l’imperdibile occasione di assistere a un concerto del tour mondiale sold-out intrapreso da Niall, Zayn, Liam, Harry e Louis. I fan che hanno già partecipato all’evento potranno rivivere l’emozione di quel giorno insieme agli amici, grazie a un’insuperabile esperienza audiovisiva in HD e surround.


Intanto la Community Ufficiale Italiana degli One Direction  ha festeggiato i quattro anni della nascita della band con un video che raccoglie oltre  700 foto, disegni, collage e messaggi delle Directioners e che racconta una passione tutta italiana per il gruppo inglese.


Registrato al leggendario Stadio San Siro di Milano durante la tournée italiana degli One Direction, il film concerto regalerà 75 minuti di show, la cui scaletta include tutti i successi della band, da “What Makes You Beautiful” a “Story Of My Life”. Prima del concerto, i fan potranno anche curiosare dietro le quinte con 15 minuti di intervista inedita montata con esclusivo materiale del backstage del tour.
Questo incredibile weekend cinematografico con gli One Direction darà così la possibilità ai milioni di fan della band di partecipare in modo autentico al tour: chi se lo fosse perso potrà finalmente prendere parte a un evento di portata mondiale; chi ha partecipato alle impressionanti tappe del tour potrà riviverlo assieme agli amici con nuova eccezionale intensità e da una prospettiva del tutto nuova e inedita, grazie all’alta definizione cinematografica e all’audio surround cinematografico.
I biglietti per le proiezioni saranno messi in vendita il 28 luglio. Nelle prossime settimane, sul sito


e sui social ufficiali degli One Direction, saranno rese disponibili ulteriori informazioni sulle sale cinematografiche che proietteranno il film. È possibile seguire il film utilizzando l’hashtag ufficiale #1DWWAFilm.
Il 1° Dicembre 2014 uscirà in tutto il mondo il DVD e Blu-ray intitolato “Where We Are - Live from San Siro Stadium”.
In Italia "One Direction: Where We Are – Il  Film Concerto" è distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Sony Music, Radio Kiss Kiss, Team World e MYmovies.it. L’elenco delle sale è disponibile e sempre aggiornato su www.nexodigital.it

lunedì 28 luglio 2014

Dischi in vinile, a Faenza il meglio delle copertine della musica italiana pubblicate nel 2013

Dischi in vinile, a Faenza il meglio delle copertine della musica italiana pubblicate nel 2013
FAENZA (RAVENNA) - Anche quest’anno all’interno del MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, che si terrà dal 26 al 28 settembre 2014 a Faenza, si svolgerà la mostra BEST ART VINYL, che avrà sede all’interno della Galleria del Voltone della Molinella (inaugurazione il 26 settembre alle ore 18). Una mostra con il meglio delle copertine dei vinili della scena musicale italiana pubblicati nel 2013, frutto della continua ricerca e della collaborazione con le label della scena nazionale.
Best Art Vinyl è una mostra di dischi in vinile che nasce in Inghilterra nel 2005. Dal 2011, la sezione italiana di Art Vinyl, diretta da Paolo Zamma, ha voluto dare il suo contributo alla scena musicale italiana introducendo anche una selezione nazionale, in aggiunta a quella indetta da Art Vinyl UK e celebrata con una serie di mostre in tutto il mondo. Nasce così Best Art Vinyl Italia, che aggiunge alla mostra internazionale il proprio contest tutto italiano, la cui edizione 2014 si svolgerà alla fine di quest’anno ed il MEI sarà, per gli addetti ai lavori, un’occasione per conoscere l’evento e proporre le proprie pubblicazioni. I vincitori degli anni scorsi del Best Art Vinyl Italia, decretati dal voto del pubblico, sono stati Two Bit Dezperados, OfflagaDiscoPax e Julie’s Haircut.
Art Vinyl è un’azienda conosciuta a livello mondiale per aver inventato la prima cornice Flip Frame, creata specificamente per esporre con stile e praticità le copertine degli LP. Tutte le informazioni sul prodotto su www.artvinyl.it.
Il MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, è la più importante manifestazione rivolta alla scena musicale indipendente italiana, dedicata quest’anno a Roberto Freak Antoni.  Come ogni anno, Faenza si trasformerà per tre giorni in una vera e propria città della musica con live, workshop didattici, convegni e premiazione delle migliori realtà indie italiane, richiamando più di 30mila visitatori, 400 artisti e 200 espositori. Per il suo ventennale, il MEI avrà come temi centrali quello della musica live, a cui sarà dedicata la giornata del 27 settembre, e quello dell’innovazione e delle startup legate all’ambito musicale, a cui sarà dedicato il 28 settembre, con un’anteprima della manifestazione il 26 settembre dedicata al MEI Superstage, contest dedicato ai talenti emergenti.
Il MEI 2.0 dei 20 anni si svolge grazie a: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Faenza, Camera di Commercio di Ravenna, Ra 2019. Inoltre grazie a Siae e Nuovo Imaie e agli sponsor BCC e Conad. Il MEI è supportato da AudioCoop e Rete dei Festival.
Partner: Eataly, Amici della Musica, Arci, AIA, Suono Italia, Ponti di Memoria, daSud.
Media partner: QN – Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Radio Bruno, web tv La Suburbana, web radio Radio Tweet Italia.

Faust di Goethe con la Marionettistica dei Fratelli Napoli, a Catania spettacolo con attori e pupi

Faust di Goethe con la Marionettistica dei Fratelli Napoli, a Catania spettacolo con attori e pupi
CATANIA - Faust di Goethe, spettacolo con attori e pupi (agosto 2014). Teatro di Paglia - Parco Gioeni - Catania (ingresso da Via del Bosco). Dal 30 luglio 2014 al 3 agosto 2014 e dal 7 agosto 2014 al 10 agosto 2014. Con la Marionettistica dei F.lli Napoli. Attori: Francesco Russo, Mary Barbagallo, Sabrina Tellico, Domenico Fiore, Fiorenza Barbagallo, Sergio Trefiletti, Anna Di Mauro, Daniele Scalia e Pietro Lo Certo. Regia: Elio Gimbo, aiuto regia: Gabriele Pizzuto, costumi: Rosy Bellomia. L'iniziativa aderisce alla rete Teatri di Paglia
Note di regia: 
Un uomo gioca la propria anima col diavolo in cambio della felicità, quando l'avrà ottenuta egli avrà perso la sua scommessa. Il mito di Faust è riassumibile così. Faust è nella stessa posizione di tutti noi uomini del '900 che non riusciamo a vedere nessun reale progresso o benessere collettivo nella attuale rivoluzione tecnologica distruttrice di legami affettivi, che ci rifiutiamo con ostinazione di omologarci all'universo dei “social”. Mefistofele porta in sé un motore della Storia che conosciamo benissimo, egli parla e si comporta come una sirena neoliberista.
Perciò abbiamo immaginato un “Faust” che sia una folle corsa dei contrari simile alla nostra epoca, piena di vecchi-giovani, donne-uomini, ricchi-poveri, dove niente è ciò che sembra e tutto è altro da ciò che appare.
Un mondo così ci spiega il dilemma di Faust che ci appartiene: siamo condannati a desiderare ciò che mai potremo possedere veramente. Questo incontro con “Faust” è anche il modo per rinnovare il processo di ricerca teatrale che ci lega alla Marionettistica fratelli Napoli; da qualche anno il nostro compito è riscoprire la popolarità di testi teatrali ritenuti colti. La grande letteratura drammatica del passato è una bussola del presente, una mappa del futuro. (Elio Gimbo)

Scuole superiori con il 99,2% di promossi alla Maturità 2014, alle Medie esame superato dal 99,7% degli ammessi

Scuole superiori con il 99,2% di promossi alla Maturità 2014, alle Medie esame superato dal 99,7% degli ammessi
ROMA - Maturità 2014, promosso il 99,2% dei candidati. Lodi in leggero aumento, più ‘secchioni’ i ragazzi dei Licei. In terza media passa il 99,7% degli ammessi all’esame. Scrutini superiori, diminuiscono i bocciati. Promossi in leggero aumento alla Maturità - comunicano dal Miur -, con una piccola crescita anche delle votazioni con lode. I ragazzi dei licei intascano la percentuale più alta di voti sopra l’80. All’esame di terza media resta stabile la quota (99,7%) di studenti che ha superato le prove. In calo i bocciati agli scrutini intermedi sia delle medie che delle superiori. Sono i dati che emergono dalle rilevazioni condotte dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il quadro completo e definitivo sarà pubblicato in appositi Focus nel mese di ottobre. I  dati si riferiscono al 95% dei candidati all’esame di Stato del primo e secondo ciclo, al 92% degli scrutinati nelle scuole secondarie superiori e al 91% del primo grado, rilevati alla data del 28 luglio.

I risultati della #maturità2014
All’esame è stato ammesso il 95,8% dei candidati. Ha poi superato le prove il 99,2% dei ragazzi (era il 99,1% nel 2013). Oltre 3.400 maturandi hanno portato a casa una lode (0,8% del totale, erano lo 0,7% nel 2013). La maggior parte dei ‘super bravi’ ha sostenuto l’esame in Puglia (700 i 100 e lode), seguono Campania (408), Sicilia (356) e Lazio (348). Un ‘podio’ sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno. Diminuiscono dal 4,7% al 4,5% i 100. E dal 7,9% al 7,7% i voti fra 91-99. Aumentano, invece, le votazioni fra 71 e 80 (dal 28,4% del 2013 al 28,5% di quest’anno) e fra 81 e 90 (dal 17,9% al 18,1%). I voti più alti li portano a casa i ragazzi dei Licei: in questa tipologia di percorso si concentra l’1,5% delle lodi, il 7% dei 100, il 10,5% dei voti fra 91 e 99, il 22% dei voti fra 81 e 90. La fascia di voti fra 61 e 70 è più presente nell’istruzione tecnica e professionale, così come la sufficienza secca.

Gli scrutini intermedi delle scuole superiori
Cala complessivamente (dal 10,3% del 2013 al 9,6% del 2014) la percentuale di bocciati che continuano a concentrarsi prevalentemente sul primo anno. La maggior parte dei non ammessi  è negli Istituti professionali (16%), seguono Istituti tecnici (12,3%) e Licei (5,1%). Stabili al 25,9% le sospensioni di giudizio (29,8% nei Tecnici, 28,4% nei Professionali, 22,1% nei Licei). Più promossi fra i liceali (72,7%), seguono Istituti tecnici (57,9%) e Istituti professionali (55,5%). A livello territoriale la percentuale più alta di promossi si registra in Umbria (71,1%), Puglia  (71%), Calabria (69,8%). Si sfiora il 30% di sospensioni di giudizio in Lombardia (28,7%) e Toscana (28,4%). La percentuale più alta di non promossi è in Sardegna (14,7%), seguono Campania (11,5%) e Sicilia (11%).

La scuola secondaria di I grado
Meno bocciati agli scrutini di fine anno (esami esclusi) anche alle medie: si passa dal 3,8% di un anno fa al 3,5% del 2014. Con punte del 5,1% in Sardegna, 4,7% in Sicilia e 4,2% in Friuli Venezia Giulia e Piemonte. All’esame passa il 99,7% dei candidati, risultato in linea con il 2013.

Esiti Esami di Stato 2014 II grado

Studenti diplomati con lode per regione Anno Scolastico 2013/14
Regioni diplomati con lode
Piemonte 169
Valle d'Aosta (*) -
Lombardia 157
Trentino A.A. (**) 14
Veneto 136
Friuli V.G. 31
Liguria 43
Emilia Romagna 265
Toscana 146
Umbria 96
Marche 144
Lazio 348
Abruzzo 95
Molise 31
Campania 408
Puglia 700
Basilicata 39
Calabria 195
Sicilia 356
Sardegna 77
Italia 3.450
(*) dato non disponibile 
(**) Il dato si riferisce alla sola provincia autonoma di Trento

domenica 27 luglio 2014

Tour de France incorona Re Vincenzo Nibali. Al ciclista siciliano l'edizione 101 della Grande Boucle

Tour de France incorona Re Vincenzo Nibali. Al ciclista siciliano l'edizione 101 della Grande Boucle
ROMA - Vincenzo Nibali è il vincitore della 101ª edizione della Grande Boucle. Il ciclista italiano, messinese, ha scritto oggi il suo nome nella storia del Tour de France e dello sport. Nibali è il settimo italiano ad aver mantenuto la maglia gialla sul traguardo finale. Insieme ad Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, è il sesto corridore in tutti tempi ad aver vinto in carriera le tre gare a tappe più importanti del ciclismo Tour, Giro d’Italia, Vuelta - scrivono dal Comitato olimpico nazionale italiano - Coni.
Nibali, un vero atleta che ha costruito la sua gloria pezzo per pezzo, con caparbietà, sacrificio e passione.
In questo Tour 2014 non si è risparmiato. Ha preso la maglia gialla alla seconda tappa ed è rimasta quasi sempre sulle sue spalle: ben 19 giorni su 21. Ha dominato le tappe in montagna sui Vosgi, sulle Alpi, sui Pirenei, ne ha vinte quattro ma non si è risparmiato neanche nelle circostanze a lui meno favorevoli. Ieri nella cronometro, ad esempio, dove il margine sui suoi inseguitori poteva far pensare ad un rilassamento, Nibali ha chiuso al quarto posto, dimostrando ancora una volta di volersi impegnare fino in fondo.
La strada per Parigi è stata molto lunga. Nibali l’ha percorsa a modo suo, apparentemente senza fatica, tappa dopo tappa, avvicinandosi al grande risultato dopo averne realizzati altri tra cui spiccano le vittorie alla Vuelta 2010, al Giro d’Italia 2013, al Tour 2014 ma anche prestigiosi piazzamenti come il secondo posto al Giro d'Italia 2011, il terzo posto al Tour 2012, il secondo posto nella Vuelta 2013.
Sul podio dei Campi Elisi sono saliti anche due francesi Jean-Christophe Péraud, secondo grazie al recupero fatto nella crono, e il giovane Thibaut Pinot, sceso di un posto in favore del connazionale.

Rita Paola con la sua arte al Museo Ugo Guidi, i colori in tutta la loro drammaticità e bellezza

Rita Paola con la sua arte al Museo Ugo Guidi, i colori in tutta la loro drammaticità e bellezza
FORTE DEI MARMI (LUCCA) - Il Museo Ugo Guidi e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus, in collaborazione con la Galleria Il Collezionista di Roma,  presentano la mostra di pittura dell’artista Rita Paola. La pittrice, calabrese di nascita ma romana d’adozione, presenta le sue opere pittoriche per il terzo anno consecutivo nelle sale del Museo. La mostra realizzata nel “Museo Ugo Guidi” – MUG - di Forte dei Marmi, via Civitali 33 e al Logos Hotel, via Mazzini 153, sarà inaugurata venerdì 1 agosto alle ore 18 Al Museo a cura di Roberto e Gabriele Giuliani, responsabili della Galleria Il Collezionista di Roma, con ingresso libero.
L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni fino al 15 agosto 2014 al Museo Ugo Guidi, con orario 10-23 o su appuntamento museougoguidi@gmail.com.
Al Logos Hotel, invece è possibile visitare la Mostra tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 23.
“Rita Paola, un’artista che si appropria originalmente del linguaggio astratto per comunicare una serie di emozioni che pare venga da molto lontano. Protagonisti sono i colori in tutta la loro drammaticità e bellezza e così intensi e talvolta materici da lasciare il fruitore sorprendentemente stupefatto: colpi di spatola taglienti come rasoi e scolature sottili di tinte pastello che scivolano via lungo la tela come nostalgie di sentimenti sbiaditi che sembra funzionino come epifanie proustiane o, meglio ancora, come intermittenza del cuore di natura Joyciana. C’è in Rita Paola l’urgenza di trasmettere, senza aggettivi e inutili formalismi, una complessità di visioni che insorge prepotentemente nella sua anima in perfetta sintonia con le forze primarie e sconosciute che attraversano il mondo; non ha tempo per soffermarsi sulla bella calligrafia, l’immediatezza detta il suo ritmo e la velocità si appropria della sua mano che in rapide azioni costruisce immagini su immagini che convergono tra loro per poi esplodere in forme magmatiche che sembra conservino tutto il calore dell’impulso primigenio che le ha create. Precisamente, Rita Paola dipinge la luce, cattura la sua dinamicità e mediante essa attraversa l’universo della materia, dello spazio per puntare verso dimensioni abitate da realtà che presuppongono altre coordinate. Nella sua opera complessiva si può individuare non solo la dimensione verticale, ma anche qualcosa di orizzontale, di più umano: è ciò, che definisco, citando Proust e Joyce, nostalgia; nostalgia rarefatta, evocata da contrappunti di colore che vorrebbero essere suoni, sinfonie, partiture di natura dodecafonica, note perdute di jazz freddo.” (Ernesto D’Orsi)

Renzi e il Consiglio dei ministri bloccano la Riforma dei Beni culturali. Bruni: Franceschini vada avanti!

Renzi e il Consiglio dei ministri bloccano la Riforma dei Beni culturali. Bruni: Franceschini vada avanti!
ROMA - Presidente Renzi si vergogni. Vogliono bloccare la Riforma dei beni culturali e difendere poteri consolidati: ministro Franceschini vada avanti con coraggio, noi stiamo con te. Se il presidente del Consiglio Renzi e il CdM bloccano la Riforma dei Beni Culturali concepita e cucita dall'ottimo ministro Dario Franceschini, Riforma "rivoluzionaria" in  positivo e volta al "bene" del patrimonio di una Nazione, si sottoscrive la pagina più buia sui beni culturali mai siglata negli ultimi settant'anni. È un fatto sul quale occorre riflettere.
La Riforma Franceschini pone mano a un potete burocratico a tutto svantaggio delle culture e dei processi culturali.
La vera rivoluzione consiste proprio nell'aprire la visione statica del bene culturale ad una utenza molto più vasta. La questione, è solo un esempio, relativa alla autonomia dei Musei è certamente una strategia vincente che si inserisce in in quadro di politica gestionale internazionale dei beni culturali. Ma di va togliere potere ai soprintendenti. È vero o falso?
Renzi è consigliato malissimo.
Non si vogliono spacchettare i poteri costituiti.  Questa è la vera questione. Basta leggere gli interventi di coloro che sono intervenuti criticando la Riforma.
Da una vita ci sono delle caste che non fanno altro che essere contro. Ma con chi sono, con chi stanno, cosa leggono nei beni culturali?
La si smetta di polemizzare ogni qual volta si vanno a toccare sistemi che sono comunque obsoleti.
Renzi, non so quando possa capire di sistemi museali e di processi economici sui beni culturali o di valorizzazione e fruizione del patrimonio storico, ma è bene che cambi consiglieri e lo inviterei a leggere la storia dei beni culturali degli ultimi trent'anni per rendersi conto dei nomi che si oppongono alla Riforma Franceschini.
Una pura manifestazione  politica che Franceschini andrebbe a sdoganare.
Il Sindacato Libero Scrittori Italiani appoggia la Riforma e invita il Ministro a non fermarsi.
Questa Riforma è necessaria. È doverosa per la strategia della cultura in una Nazione che dice di possedere la più alta percentuale di beni della cultura.
Ministro vada avanti. Noi stiamo con lei. Non si faccia fermare dai burocrati del potere costituito.
I beni culturali sono patrimonio nazionale e non un patrimonio di caste gestito da poteri consolidati.

di Pierfranco Bruni

Giuseppe Berto e Alberto Bevilacqua, due scrittori al centro della discussione al Premio Letterario Tropea

Giuseppe Berto e Alberto Bevilacqua, due scrittori al centro della discussione al Premio Letterario Tropea
TROPEA (VIBO VALENTIA) - Serata intensa di incontri, quella del 26 luglio 2014, in una dialettica tra cultura letteratura. La cultura ha radici antiche. La letteratura resta un viaggio tra le vite. Da Pierfranco Bruni a Carmine Abate, da Luigi Lombardi Satriani a Vito Teti: una discussione a tutto tondo nel dialogare con Pasqualino Pandullo e Livia Blasi. Un discutere sulla letteratura: da Giuseppe Berto a Corrado Alvaro, da Alberto Bevilacqua a Saverio Strati. Un  confrontarsi nelle serate del Premio Letterario Tropea nello scenario del Porto di Tropea tra il vento che porta echi di Capo Vaticano e onde greche diventate latine.
Lo scrittore al centro di un serrato e ricco confronto tra realismo e mistero.
"È una letteratura mistero che trova ormai spazio nel suo orizzonte universale - ha sottolineato Pierfranco Bruni, parlando di Giuseppe Berto e Alberto Bevilacqua - e si fa chiave di lettura tra Occidente e Oriente. Lo scrittore non vive di realismo e neppure di realismo magico, ma di quello spazio dell'anima che troviamo proprio con Giuseppe Berto. Berto è uno scrittore che non ha mai amato il realismo. I suoi romanzi superano la pagina del neorealismo von una profonda metafisica. Così in Bevilacqua dove prevale l'alchimia della parole e dei personaggi. Lo scrittore realista fa cronaca, rappresentazione. C'è bisogno di altro, e gli esempi ci vengono, appunto, da Berto e Bevilacqua tra i quali ci dono venti anni di distanza. Berto, infatti nasce nel 1914 e Bevilacqua nel 1934. Bisognerebbe partire da Berto per rileggere una letteratura oltre la rappresentazione del reale".
Giuseppe Berto e Alberto Bevilacqua, due scrittori al centro della discussione al Premio Letterario Tropea