lunedì 30 novembre 2015

Il 5 dicembre 2015 a Orzinuovi l'inaugurazione della mostra di pittura "Claudio Filippini e il suo tempo"

ORZINUOVI - Mostra presso Rocca San Giorgio a Orzinuovi, Claudio Filippini e il suo tempo. Aperto al pubblico dal 5 al 17 dicembre 2015. L'inaugurazione si terrà sabato 5 dicembre alle ore 17,30.

Il 5 dicembre 2015 a Orzinuovi l'inaugurazione della mostra di pittura "Claudio Filippini e il suo tempo"

Cat Zaza (Caterina Zandonella) da Udine e Francesco De Grandi da Palermo protagonisti di I AM su Sky

Cat Zaza (Caterina Zandonella) da Udine e Francesco De Grandi da Palermo protagonisti di I AM su Sky
MILANO - Sky Arte Hd: nel secondo episodio di "I AM", due storie di arte nomade dall'Italia, Cat Zaza da Udine e Francesco De Grandi da Palermo. In prima tv assoluta martedì 1 dicembre alle 20. Ci sono le storie anche di due artisti italiani nel secondo episodio di I Am (cosecreativedalmondo) in onda in prima tv assoluta martedì 1° dicembre 2015 alle ore 20.00 su Sky Arte HD (canale 120 e 400 di Sky): il documentario seriale firmato dal regista milanese Michele Di Salle e che ha ottenuto il patrocinio della Triennale di Milano Design Museum va alla scoperta della creatività italiana che ha trovato nuove possibilità di espressione all’estero.
Nella prima parte dell’episodio “Italian Expats”, infatti, siamo a Parigi con Caterina Zandonella, in arte Cat Zaza, originaria di Udine e illustratrice di libri per bambini che ci fa entrare nel suo mondo fiabesco pieno di colori tra animali antropomorfi e luoghi esotici. Per raccontare la sua storia sono state realizzate animazioni 2,5D tratte dai disegni di Caterina, per dar loro movimento e suoni.
Da un antipodo d’Italia all’altro: Francesco De Grandi è un palermitano che a Shanghai dipinge paesaggi reinventando la tradizione pittorica cinese con elementi contemporanei. Il suo carattere schietto e la palese urgenza creativa sono gli elementi che si legano con le immagini delle sue città ritratte alla “Blade Runner”.

Cat Zaza (Caterina Zandonella) da Udine e Francesco De Grandi da Palermo protagonisti di I AM su Sky

Quella di Caterina e di Francesco sono due delle tante storie di nomadismo artistico raccolte intorno al mondo dal regista Michele Di Salle, che in I AM racconta 13 artisti e collettivi, 13 storie di giovane arte contemporanea e underground in 10 docu-film da 25 minuti ciascuno, esplorando la creatività in tutti i suoi processi e nelle sue più svariate forme – performance, arte digitale, regia, musica, breakdance, fotografia, installazione, design – restituendola allo spettatore attraverso un racconto diretto e coinvolgente guidato dalla voce fuori campo dei suoi stessi protagonisti e da musiche originali  composte ad hoc per ciascun episodio.
“I Am” è prodotto da Hullabaloop e Limited Music Trade S.r.l. con la coproduzione di Federico Di Giambattista, in collaborazione con Sky Arte HD e il Patrocinio della Triennale di Milano Design Museum.
L’appuntamento con “I Am” è per ogni martedì alle ore 20.00 in prima tv assoluta su Sky Arte HD (canale 120 e 400 di Sky).

Michele Di Salle
Nato a Milano nel 1977, Michele Di Salle lavora da circa 18 anni per la televisione italiana, per la quale, come autore, ha collaborato a format come X-Factor (prima edizione), L’Isola dei Famosi (dalla seconda alla quinta edizione), Music Farm e Ginnaste (per MTV). Come filmmaker ha realizzato, fra gli altri, “Vucciria”, cortometraggio musicale con i Sei Ottavi che ha vinto diversi premi e riconoscimenti, e "Il resto dell'anno”. Attualmente sta producendo insieme al gruppo Hullabaloop la seconda stagione di "I am", una nuova serie sull'architettura contemporanea e una miniserie di fiction.

Hullabaloop
Il gruppo Hullabaloop ha esperienza diversificata in più ambiti audiovisivi: dalla fiction ai magazine, dalla pubblicità ai reality, dai videoclip ai documentari, dal cinema alla televisione. Grazie alle peculiarità di ogni componente, il gruppo è in grado di coprire l'intero arco produttivo: scrittura, riprese, pre e post-produzione, grafica e colonna sonora, contando sulla lunga esperienza in campo musicale dei ragazzi di "Limited Music Trade", co-produttori della serie “I Am” e parte fondante di Hullabaloop.

“I AM”  - Un documentario seriale diretto da Michele Di Salle; scritto con Martina Serafin; produttore esecutivo Federico Di Giambattista; montato, effettato e colorato da Luca Papaleo; musiche originali e sound engineering di Federico Di Giambattista, Andrea Fabiani ed Emiliano Branda ; mixato da Andrea Fabiani @ Forward Studios, Roma.
10 x 25’- HD – disponibile sia in italiano che in lingua originale; prodotto da Hullabaloop e Limited Music Trade S.r.l. col patrocinio della Triennale di Milano.

Cat Zaza (Caterina Zandonella) da Udine e Francesco De Grandi da Palermo protagonisti di I AM su Sky

Cat Zaza (Caterina Zandonella) da Udine e Francesco De Grandi da Palermo protagonisti di I AM su Sky

Mostra dei progetti degli studenti del Politecnico di Bari sulla nuova Università nel comune di Valenzano

Mostra dei progetti degli studenti del Politecnico di Bari sulla nuova Università nel comune di Valenzano
VALENZANO - Edilizia & Urbanistica. Giornata studio, “La Città della Conoscenza”. L’Università nella città Metropolitana di Bari. Inaugurazione della mostra dei progetti degli studenti del Politecnico sulla nuova Università nel territorio del comune di Valenzano. La localizzazione di un nuovo grande spazio per la formazione e la ricerca; la presenza di aree universitarie già presenti nel territorio del comune di Valenzano, attiguo a quello del capoluogo; la necessità di una rivisitazione funzionale delle stesse aree, capaci di creare connessione tra le due realtà amministrative all’interno della istituenda città Metropolitana di Bari, nonché l’occasione di una mostra dei progetti degli studenti del Politecnico dedicata alla “nuova università nel territorio del Comune di Valenzano”, quale grande occasione per una rigenerazione territoriale, hanno favorito l’organizzazione di una giornata studio dedicata all’Università nella città Metropolitana di Bari.
L’iniziativa, organizzata dal Comune di Valenzano, Politecnico, Università di Bari e la partecipazione della Regione Puglia, Comune di Bari, Capurso e Cellamare è in programma a Valenzano, presso la Chiesa di Ognissanti (strada comunale Ceglie-Capurso), mercoledì, 2 dicembre.
L’evento (inizio ore 9,30), prevede la partecipazione di Nicola Martinelli, docente del Politecnico, che presenterà i lavori. Seguiranno i saluti istituzionali di Antonio Lomoro, sindaco di Valenzano; Francesco Crudele, sindaco di Capurso; Michele De Santis, sindaco di Cellamare; Antonio Decaro, sindaco della Città metropolitana di Bari; Padre Damiano Bove, rettore Basilica di San Nicola; Antonio Uricchio, rettore Università di Bari; Eugenio Di Sciascio, rettore Politecnico di Bari, Giorgio Rocco, direttore Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura del Poliba. 
Alle ore 10,30, sono previsti gli interventi di Porzia Pietrantonio, assessore all’urbanistica del comune di Valenzano, Carlo Moccia, Politecnico di Bari; Francesco Infussi, Politecnico di Milano; Michelangelo Savino, Università di Padova; Giuseppe Fragasso, Ance Bari e BAT. Conclusioni, Anna Maria Curcuruto, assessora regionale Pianificazione territoriale, urbanistica e assetto del territorio. 
Seguiranno alcuni interventi programmati che anticiperanno l’inaugurazione della Mostra (12,30) dei Progetti dei corsi di studio di Progettazione IV del Politecnico, “La Città della Conoscenza” a cura di Loredana Ficarelli, Annabruna Menghini, Carlo Moccia.

Affidamento del servizio idrico del Comune di Orzinuovi nella seduta del Consiglio comunale

Affidamento del servizio idrico del Comune di Orzinuovi nella seduta del Consiglio comunale
ORZINUOVI - Stasera seduta del Consiglio Comunale della Città di Orzinuovi. Lunedì 30 novembre 2015 ore 20,30 (in prima Convocazione). Comune di Orzinuovi, ordine del giorno: 1 APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA PRECEDENTE DEL 10/11/2015 (DAL N. 63 AL N. 68); 2 VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2015 – PLURIENNALE 2015/2017 E AL PIANO OPERE PUBBLICHE– 4° PROVVEDIMENTO. VARIAZIONE ASSESTAMENTO GENERALE; 3 APPROVAZIONE PIANO PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE ANNI 2016—2017-2018; 4 APPROVAZIONE PIANO SOCIO ASSISTENZIALE ANNI 2016-2017-2018; 5 INFORMATIVA DEL SINDACO IN MERITO AD AFFIDAMENTO SERVIZIO IDRICO IN SEDE DI CONFERENZA DEI SINDACI DI A.T.O..

L'Unione europea premia il progetto Enact del Laboratorio Nac dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

L'Unione europea premia il progetto Enact del Laboratorio Nac dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Davide Marocco
NAPOLI - L’Ue premia il Nac della Federico II. Berlino giovedì 3 dicembre 2015. Il progetto Enact sviluppato dal Laboratorio Nac dell’Università di Napoli “Federico II” in collaborazione con partner internazionali, verrà presentato come “eccellenza europea” dei progetti di ricerca finanziati dalla Ue il prossimo 3 dicembre a Berlino nell’ambito di “Oeb - Online Educa Berlin” la più importante conferenza internazionale nell’ambito delle tecnologie dell’apprendimento. Basata su un innovativo gioco online utile a migliorare le capacità di negoziazione di studenti, professionisti e atleti, la piattaforma “ENACT” è stata selezionata dall’“Agenzia europea per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura” (EACEA) come il più valido progetto di ricerca nel settore della formazione (softskills) finanziato dall’Unione Europea. Sviluppata dal NAC-Laboratorio di Cognizione Naturale e Artificiale dell’Università “Federico II” di Napoli in collaborazione con l’Università di Plymouth, la start-up “Aidvanced srl”, Fondazione Mondo Digitale, il Ministero dello Sport della Turchia e dalla Fondazione Fundetec di Madrid, la piattaforma “Enact” verrà presentata, insieme ad un altro progetto (“Grass”, coordinato dall'Università di Belgrado), il prossimo 3 dicembre 2015 a Berlino nell’ambito di “OEB - ONLINE EDUCA BERLIN”, la più importante conferenza internazionale sul supporto delle tecnologie alla formazione e all'apprendimento (ogni anno la conferenza accoglie nella capitale tedesca oltre 2.300 partecipanti provenienti da oltre 100 paesi per discutere del futuro dell'apprendimento).
Sistemi di intelligenza artificiale, innovative metodologie psicologiche e ambienti virtuali accessibili anche ai più piccoli fanno di “ENACT” una pietra miliare nella recente ricerca sulla valutazione delle competenze individuali e interpersonali delle persone. Finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del Programma “LLP - KA3 Multilateral projects”, “ENACT” (Enhancing Negotiation skills through on-line Assessment of Competencies and interactive mobile Training) punta a migliorare le abilità di comunicazione e negoziazione attraverso l’utilizzo di un avatar che, grazie a inediti modelli psicologici e algoritmi di intelligenza artificiale, riesce a interagire con l'utente collocandolo in uno scenario di negoziazione. L'utente dialoga con questo personaggio, scegliendo una tra quattro possibili risposte. Le risposte vengono poi utilizzate per valutare lo stile di negoziazione dell'utente.
Avviato nel gennaio del 2014, il progetto Enact vale 532.000 euro (di cui 400.000 finanziati dall'UE) e terminerà nel gennaio del 2016. Nei primi mesi di attività, i ricercatori hanno testato la piattaforma su numerosi target tra cui: studenti di scuola superiore (Italia, Roma), studenti universitari impegnati in corsi di dottorato (Italia, Napoli; UK), giovani coinvolti in formazione e partecipazione sportiva (Turchia), managers SME (Spagna). 
“Sono molto soddisfatto dell'invito ricevuto dalla EACEA”, afferma Davide Marocco, coordinatore del progetto, docente di Scienze Computazionali, Elettronica e Matematica presso l'Università di Plymouth e dal prossimo anno in forza presso la Federico II di Napoli. “Credo fermamente nella validità della proposta che facciamo con ENACT, ovvero il prototipo di un modo nuovo per misurare nascoste variabili psicologiche, ed esercitarle, quando questo sia possibile. Un metodo basato su tecnologie moderne e che siano comprensibili alle nuove e nuovissime generazioni e che possano aiutare anche a superare alcuni dei limiti dei tradizionali metodi di assessment basati su carta e matita, che implicano competenze in molti casi insufficienti sia per ragioni culturali sia, semplicemente, anagrafiche. Questi metodi possono invece aprire le porte a forme di assessment accessibili a bambini o soggetti deboli, oltre ad essere un valido ed agile strumento per la formazione e la selezione del personale aziendale, ad esempio o nello svolgimento di prove psicoattitudinali”.
La presentazione di ENACT a Berlino cade nel decennale della creazione del NAC, il Laboratorio federiciano dedicato allo studio dei processi cognitivi naturali e artificiali e con l’avvio del nuovo Master di secondo livello in Intelligenza Artificiale promosso dall’ateneo in collaborazione con l’ISTC-Cnr di Roma.

L'Unione europea premia il progetto Enact del Laboratorio Nac dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

“È un bel risultato – aggiunge Orazio Miglino, responsabile del NAC - ottenuto dal lavoro di un gruppo di ricercatori che coopera da diversi anni. Sicuramente rappresenta un bel modo per festeggiare a Berlino il decennale della creazione del Laboratorio per lo studio dei sistemi cognitivi naturali e artificiali che arriva in contemporanea con l' avvio del Master in Scienze Cognitive e Intelligenza Artificiale e la pubblicazione di un libro presso l'editore internazionale Springer che presenta in maniera sistematica i lavori scientifici del gruppo di questi ultimi dieci anni”.

L'Unione europea premia il progetto Enact del Laboratorio Nac dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Orazio Miglino

I vincitori della Seconda Edizione del Franco Cuomo International Award. Premi il 2 dicembre 2015

I vincitori della Seconda Edizione del Franco Cuomo International Award. Premi il 2 dicembre 2015
Franco Cuomo
ROMA - “Valutate tutto con il metro delle vostre idealità, senza crearvi false idolatrie. Siate liberi, innamorati dei vostri sogni, ma sappiate dominarli senza esserne dominati. Il sogno è vostro e non voi del sogno”. (Franco Cuomo). “La vela rossa” adottata come logo del Premio l’ha dipinta Franco Cuomo da bambino. Giorgio Albertazzi, Carlo Fuortes e Alessandro D’Alatri per la sezione Teatro; Jaroslaw Mikolajewski e  Antonio Scurati per la sezione Letteratura; Maria Latella e Mauro Ceruti per la sezione giornalismo-saggistica. Luca Maria Patella, Gianfranco Notargiacomo e il Museo Mart per la sezione arte.
Sono questi i vincitori della seconda edizione 'Franco Cuomo International Award', il Premio voluto dall’associazione Ancislink e intitolato allo scrittore, drammaturgo e giornalista scomparso nel 2007, che si propone di valorizzare nuove forme di espressione culturale, sociale e umana del nostro tempo. A selezionare i premiati è stata una giuria di grande prestigio, composta da intellettuali ed esponenti del mondo della cultura, italiani e stranieri. La cerimonia di premiazione domani a partire dalle ore 16:30, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, sede del Senato (via della Dogana Vecchia, 29). Assegnati anche quattro premi speciali: a Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma instancabilmente attivo nella promozione della cultura e delle arti, attento studioso del management culturale, a Convoy of Hope e a Marco Cauda, per il loro impegno nel sociale, e alla Biblioteca Caligiuri, geneticamente in progress, che si propone di raccogliere i libri degli scrittori e degli intellettuali del nostro tempo.

IL PROGRAMMA DELLA CERIMONIA
Dopo i saluti del presidente del Premio, Alberto Cuomo e del presidente di Ancislink, Franz Ciminieri, la cerimonia proseguirà con l’intervento del sottosegretario all'Economia e alle Finanze, Enrico Zanetti, che,.alle ore 17:30, terrà una relazione su: 'L'economia in Europa alla luce delle più recenti emergenze'. Dopodiché verranno premiati i vincitori.
LA GIURIA
Il Premio si avvale di una prestigiosa  Giuria di respiro internazionale, presieduta da Otello Lottini, preside della Facoltà di Linguistica dell’Università Roma3 e da Maarten Van Aalderen, già presidente dell’Associazione Stampa Estera, e composta da: Giuseppe Marra, presidente del Gruppo Gmc Adnkronos; Maurizio Scaparro, autore e regista teatrale;  Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera, critica teatrale e scrittrice; Paolo Acanfora, docente di Storia contemporanea alla Iulm di Milano; Tetsuro Akanegacubo,  giornalista del The Shakai Shimpo; Giancarlo Bosetti, direttore della rivista Internazionale Reset-Doc; Christina Hoefferer, giornalista della Radio Orf e del Wiener Zeitung; Emanuele Lelli, docente di letteratura classica e ricercatore; Piotr Salwa, direttore dell’Accademia Polacca di Scienze e Letteratura; Elena Pourchkarskaja, giornalista del Kommersant;  Pawel Stasikowski, direttore dell’Istituto Polacco di Cultura, Giampiero Mele, imprenditore e scrittore, in qualità di rappresentante di Ancislink.
L'iniziativa si  fregia del patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dell'ECPD (European Center for Peace and Development. University for  Peace established by the United Nations).
SINTESI MOTIVAZIONI
TEATRO:
Premio speciale alla carriera ad uno dei giganti del teatro italiano, Giorgio Albertazzi, brillante mattatore dei palcoscenici nazionali e internazionali. Carlo Fuortes, Sovrintendente dell'Opera di Roma, che ha saputo risollevarne le sorti in un momento di grande crisi; Alessandro D'Alatri, regista cinematografico e teatrale, nonché direttore artistico del Teatro Stabile d'Abruzzo.
LETTERATURA:
Jaroslaw Mikolajewski, italianista, poeta, saggista, traduttore, giornalista, fulcro delle relazioni culturali fra Polonia ed Italia. Antonio Scurati, scrittore, nella cinquina dello Strega nel 2014, con 'Il padre infedele' e oggi autore del libro di successo 'Il tempo migliore della nostra vita'.
GIORNALISMO E SAGGISTICA:
Maria Latella, giornalista della carta stampata e della tv, dallo stile elegante, misurato e, al tempo stesso, incalzante e approfondito. Mauro Ceruti, filosofo e teorico del costruttivismo e del pensiero complesso, allievo di Ludovico Geymonat e ordinario di Filosofia della Scienza allo Iulm di Milano.
ARTE
Gianfranco Notargiacomo, uno dei protagonisti della ricerca artistica italiana, fra i creatori della post – astrazione e straordinario innovatore. Luca Maria Patella, artista e intellettuale fra i più importanti in Italia, ha anticipato alcune correnti (Land Art, Comportamentismo, Concettualismo), pur restando un artista 'totale', fra i primi ad utilizzare la multimedialità. Museo MART di Trento e Rovereto, è fra i principali musei di arte moderna e contemporanea in Italia. Si è distinto per la visione manageriale con cui si è mosso, sapendo dialogare con imprese, musei, scuole e realtà internazionali.
PREMI SPECIALI ITALIA
Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Roma, instancabilmente attivo nella promozione della cultura e delle arti, attento studioso del management culturale, guida illuminata dell'attività filantropica della Fondazione che presiede. Marco Cauda, psicologo, da 15 anni operatore degli Asili Notturni di Torino e del Piccolo Cosmo. Ha recentemente raccontato questa sua profonda esperienza nella povertà e nella solitudine nel libro-testimonianza 'Barboni & Volontari', sensore del suo impegno quitidiano accanto ai più fragili. Biblioteca 'Michele Caligiuri', nuovo motivo di vanto per Soveria Mannelli, cittadina calabrese che ha conquistato il titolo di Comune più high tech d'Italia: qui è nata, su iniziativa di Mario Caligiuri, già sindaco di Soveria, una biblioteca che, geneticamente in progress, si propone di raccogliere i libri degli scrittori e degli intellettuali del nostro tempo.
PREMIO SPECIALE INTERNAZIONALE
Convoy of Hope, una delle più importanti organizzazioni non profit del mondo, fondata negli Usa nel 1994. Nell' ultraventennale attività, ha assicurato il pronto intervento in zone colpite da immani catastrofi. Finora, Convoy of Hope ha attuato oltre 225 grandi operazioni, aiutando più di 30 milioni di persone edistribuendo aiuti per 100 milioni di dollari.

FRANCO CUOMO, LO SCRITTORE CHE USÒ LA STORIA COME PROFEZIA DI FUTURO
Dagli esordi teatrali con Carmelo Bene, alla saga in due opere di Gunther d'Amalfi, cavaliere templare con cui fu finalista due volte al Premio Strega, a “I Dieci”, il saggio che ha squarciato il velo di silenzio sugli scienziati italiani che elaborarono il Manifesto della razza: la storia è il sottile filo rosso che lega tutta la produzione di Franco Cuomo, giornalista e scrittore, scomparso a Roma il 23 luglio 2007, tra gli autori italiani contemporanei più interessanti, poliedrici e originali. Che si trattasse di lontano medioevo o dei nostri giorni, Cuomo amava indagare nelle pieghe e nei misteri che scandiscono il corso dell'umana vicenda. Tra i suoi testi teatrali più famosi “Caterina delle Misericordie” , “Giovanna d'Arco e Gilles de Rais” , “Nerone”, “Una Notte di Casanova”, “Addio Amore” che ricostruisce la tragedia di Beatrice Cenci, una celebre traduzione del  “Cyrano” di Edmond Rostand e del “Caligola” di Camus. Tra i romanzi, l’ultimo è stato il “Tradimento del Templare” , pubblicato nel 2008 da Baldini Castaldi Dalai;  “Il romanzo di Carlo Magno” , in 5 volumi (Newton Compton 1998-2000 ), “Il signore degli Specchi” (Newton Compton 1991),” Scroll “(Solfanelli 1990), dedicato a Shakespeare,” I Semidei” (Rusconi 1995) che racconta gli anni e i protagonisti di tangentopoli, “I sotterranei del cielo” (Baldini Castaldi Dalai 2001), “Il Tatuaggio” (Baldini Castaldi Dalai 2002), “Anime Perdute” (Baldini Castaldi Dalai 2007). Tra i saggi di Cuomo, tradotti anche all'estero, grande successo hanno riscosso:” L'elogio del Libertino”, “Gli ordini cavallereschi nel mito e nella storia”, ripubblicato in due volumi con il titolo” La cavalleria” e “L'altra cavalleria” dalla casa editrice Tipheret,” Le Grandi Profezie”, “Storia ed epopea della Cavalleria”, “Santa Rita degli Impossibili” e “I Dieci”.

Premio Europeo per la Sostenibilità dei Trasporti per il 2016 a Vision, il concept di Iveco, brand di Cnh Industrial

Premio Europeo per la Sostenibilità dei Trasporti per il 2016 a Vision, il concept di Iveco, brand di Cnh Industrial
TORINO - Vision, il concept di Iveco, brand di CNH Industrial, vince il Premio Europeo per la Sostenibilità dei Trasporti per il 2016. L'editore tedesco Huss-Medien ha premiato l'innovativo concept Vision del brand Iveco di CNH Industrial con l'"Europäischer Transportpreis für Nachhaltigkeit 2016" (Premio Europeo per la Sostenibilità dei Trasporti) nella categoria mezzi di distribuzione. Alessandro Bernardini, Innovation Director Truck and Bus presso CNH Industrial, ha ritirato il riconoscimento durante la cerimonia che si è tenuta a Monaco, in Germania.
CNH Industrial N.V. (NYSE: CNHI /MI: CNHI) è stata premiata per il suo impregno costante per offrire innovazioni sostenibili al settore dei trasporti. Il concept Vision, progettato da Iveco, il brand della Società dedicato ai veicoli commerciali, ha ricevuto dall'editore Huss-Medien il Premio Europeo per la Sostenibilità dei Trasporti per il 2016 nella categoria dei veicoli per la distribuzione.
Uno tra i principali editori indipendenti tedeschi specializzati, il Gruppo Huss-Medien vanta oltre 20 pubblicazioni dedicate a settori quali i trasporti, la logistica e la tecnologia, con una media annuale di 3,5 milioni di lettori. Alessandro Bernardini, Innovation Director Truck and Bus presso CNH Industrial, ha ritirato il riconoscimento durante la cerimonia che si è tenuta a Monaco in Germania.
Presentato alla fiera dei veicoli commerciali di Hannover, il concept Vision di Iveco è un prototipo funzionante che è stato sviluppato dai dipartimenti Design e Innovation di CNH Industrial insieme al proprio brand di veicoli commerciali Iveco e all'operatore di logistica DHL. Il prototipo presenta un sistema di trazione elettrico/ibrido che permette al veicolo di muoversi in modalità elettrica a zero emissioni nei centri urbani ma di spostarsi fuori città verso i centri di distribuzione in modalità ibrida con riduzione delle emissioni fino al 25%.

Premio Europeo per la Sostenibilità dei Trasporti per il 2016 a Vision, il concept di Iveco, brand di Cnh Industrial

Iveco Vision è un prototipo, ma parte della tecnologia presentata è già matura per la produzione. Il veicolo si comporta come un sensore viaggiante, che invia informazioni all'autista, al manager della flotta, alle infrastrutture che lo circondano e agli altri veicoli per massimizzare l'efficienza. Sul tetto sono presenti pannelli solari, che vanno ad alimentare la batteria elettrica, e la pressione dei pneumatici viene regolata automaticamente in base al peso del carico, permettendo di risparmiare carburante e aumentare la sicurezza.

All’Università degli Studi del Sannio “La vigilanza bancaria e finanziaria. Evoluzioni alla luce della recente crisi”

All’Università degli Studi del Sannio “La vigilanza bancaria e finanziaria. Evoluzioni alla luce della recente crisi”
BENEVENTO - La vigilanza bancaria e finanziaria. Evoluzioni alla luce della recente crisi. Mercoledì 2 dicembre 2015, ore 11. Aula Ciardiello Dipartimento DEEM, via delle Puglie, Benevento. Il Dipartimento DEMM dell’Università degli Studi del Sannio, nell’ambito dei corsi di studio in “Economia degli intermediari finanziari”, e in “Strumenti Finanziari”, tenuti dalla professoressa Antonella Malinconico, organizza un seminario sul tema: “La vigilanza bancaria e finanziaria. Evoluzioni alla luce della recente crisi”.
L’incontro si svolgerà mercoledì 2 dicembre 2015 alle ore 11 presso l’Aula Ciardiello, in via delle Puglie a Benevento.
La crisi finanziaria globale ha messo in luce l’esistenza di lacune nel quadro normativo e la necessità di disporre di strumenti adeguati a fronteggiare nuove problematiche (es. SIFI; rischio sistemico; rischio sovrano). Oggetto del seminario è analizzare in che modo l’esigenza di fronteggiare adeguatamente i rischi emersi durante la crisi finanziaria ha stimolato una profonda revisione dell’impianto della vigilanza bancaria sia della disciplina prudenziale, sia della disciplina protettiva.
Relatrice sarà Paola Lombardi della divisione vigilanza della Banca d’Italia, sede di Napoli. L’incontro è aperto a tutti gli interessati.

Associazione in partecipazione, ehh… come no, e mi fa fare pure le pulizie oltre che la commessa. E il Jobs Act?

Associazione in partecipazione, ehh… come no, e mi fa fare pure le pulizie oltre che la commessa. E il Jobs Act?
Pia Di Marco
ROMA - Contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro… capisci?  Scade il 31 dicembre, LEI non risponde, se risponde fa l’evasiva, dice che non ha tempo di parlare, intanto io non so che fare, il due gennaio, se mi presento al lavoro e apro la serranda mi arrivano pure i vigili per violazione di domicilio. E un altro lavoro? Oddio, dover ricominciare… sono due anni che sto qui, comunque, non ho neppure il tempo di cercare, inutile inviare il curriculum, nessuno risponde, solo per via di conoscenze salta fuori qualcosa. E intanto l’affitto lo devo pagare.

Che poi, io ho sempre preso solo uno stipendio, settecento nette al mese e se non lavoro non mangio, cioè, LEI mi decurta le giornate. Associazione in partecipazione, ehh… come no, e mi fa fare pure le pulizie oltre che la commessa, e dice che le vetrine non le pulisco bene. E m’aveva promesso un bonus a fine anno, a seconda dei guadagni,  mai visto. Mai visto! E guarda, guarda qua (apre un librone verde) devo scrivere sul registro tutti gli incassi, però LEI non vuole che faccia i totali. Poi, che ne so io degli utili, come farei a conoscere gli incassi di tutti i suoi negozi? Ho 39 anni, non ho mai fatto altro che lavorare ora qua ora là in prova, in apprendistato, poi arriva LEI con la storia dell’associazione, dice che sono un’associata, anzi, non solo io, anche Daniela, la mia collega, in questo tipo di contratti gli associati non posso essere più di due, altrimenti le cose prendono un’altra piega. E’ un modo di aggirare le norme del lavoro subordinato, così m’hanno detto, e m’hanno pure detto che adesso, col Jobs Act, la “partecipazione con apporto di solo lavoro” non si può più fare, LEI dovrebbe assumermi a tempo indeterminato con tutte le garanzie, le ferie, la malattia, la tredicesima, insomma, quelle cose che si danno, e invece già comincia a dire che i profitti sono calati, mi vuole colpevolizzare, non è contenta di me, questo vuole che io pensi: e io lo penso, lo penso, ma perché proprio adesso che manca un mese alla scadenza del contratto di “associazione”? Ah, ma io ho capito, sai, è una guerra dei nervi, se mi lascio provocare LEI poi fa l’offesa e si risparmia la fatica di dovermi dire “NON TI ASSUMO”. l’altro giorno l’ho chiamata, volevo sapere che cosa pensasse di fare col Jobs Act… che poi, se vuole licenziarci, tanto vale che lo dica subito, almeno cominciamo a cercare, invece no, non lo dice, e tra poco è Natale e noi LE serviremo per le vendite natalizie, ci userà fino all’ultimo e ci butterà come il guscio dei cannolicchi. Rendiconto? Ma quando mai, ma figurati se LEI si sognava di darci il rendiconto degli utili - a noi associate per finta - , ti dico e ripeto, solo le settecento/mese, il forfait, come lo chiama LEI, e mai una notizia sul rendiconto annuale o quel che sia. E no che non ce l’ho la partita IVA, non ho manco la e-mail, figurati la partita IVA. Scherzi a parte, sì, certo, se avessi l’IVA potrei passare per una che fa lavoro autonomo, una libera professionista, ci rientrerei nel profilo dell’associata. Ma costa avere una partita IVA. E poi a che cosa mi servirebbe  con le mie settecento e mai un minuto libero?”
Torno a casa frastornata, com’è possibile che accadano cose così? Questa persona ha 39 anni, saranno almeno dieci anni che lavora e adesso si ritrova con un pugno di mosche in mano, è un fantasma che s’aggira nel castello del mondo lavorativo. Accendo la radio, sintonizzata, come sempre, su Radio3: “Ma volete capirlo che hanno messo il silenziatore al grave problema dei cinquantenni, troppo vecchi per lavorare e troppo giovani per andare in pensione?” E’ Loris Campetti che presenta il suo libro Non ho l’età, perdere il lavoro a 50 anni, Manni editore. “Il fatto è che è passata la cultura della rottamazione  - prosegue  Campetti - e siccome non ce n’è per tutti i politici mettono i giovani contro i meno giovani, i  maschi contro le femmine, i lavoratori italiani contro i lavoratori migranti. All’inizio, questo torna a vantaggio delle imprese perché hanno il potere di ogni scelta possibile, ma alla lunga produce danni terribili. I giovani non possono diventare autonomi e i loro genitori, i loro nonni stanno consumando le risorse di quella catena di welfare familiare tipica italiana. E la flessibilità? Da noi vale solo in uscita. Si fa tanta attenzione ai diritti dei consumatori, ma quelli che producono i beni di consumo oggi non hanno più valore sul mercato. Lo sa, per me Marchionne è un genio (è sempre Campetti che parla) perché ha tradotto l’elemento dominante di questa stagione che stiamo vivendo: non c’è più lotta di classe, non c’è più scontro tra alto e basso, siamo tutti sulla stessa nave da guerra per conquistare la stessa isola: armatore e rematori hanno lo stesso obiettivo e il nemico dei rematori sono i rematori della nave da guerra nemica che vuole conquistare gli stessi spazi”. 
Chiudo la radio, per oggi ne ho abbastanza. Cerco su Internet qualche indirizzo di patronati che possano dare una dritta alla trentanovenne. La metafora dell’armatore e dei rematori non è male, soprattutto perché mette in chiaro che i lavoratori sono tutti schiavi attaccati al remo, in qualsiasi nave si trovino a vogare. E quelli che stanno a terra sono servi della gleba. Ma vuoi vedere che ci stiamo avviando a un nuovo Medio Evo? Tutto sta a sapere chi saranno i castellani.

A Orzinuovi seconda stagione teatrale di prosa, interamente dedicata a Luigi Lunari

A Orzinuovi seconda stagione teatrale di prosa, interamente dedicata a Luigi Lunari


A Orzinuovi seconda stagione teatrale di prosa, interamente dedicata a Luigi Lunari

domenica 29 novembre 2015

Virginia Kaladich nuova presidente Fidae: «Protesi verso il futuro per una scuola cattolica libera e aperta a tutti»

Virginia Kaladich nuova presidente Fidae: «Protesi verso il futuro per una scuola cattolica libera e aperta a tutti»
Virginia Kaladich
ROMA - Per la prima volta una donna alla guida della Federazione Nazionale Istituti di Attività Educative. Virginia Kaladich eletta presidente nazionale Fidae: «Radicati nel passato, protesi verso il futuro per una scuola cattolica libero e aperta a tutti». Già presidente regionale del Veneto dal 2009, resterà in carica un triennio. Tra un mese gli avvicendamenti alla presidenza veneta e l’insediamento di Kaladich alla presidenza nazionale. La Fidae Nazionale il 6 dicembre prossimo festeggerà i 70 anni di attività. «Radicati nel passato, protesi verso il futuro per una scuola cattolica libera e aperta a tutti». Questo lo slogan pronunciato immediatamente dopo l’elezione avvenuta ieri, sabato 28 novembre a Roma, dal nuovo presidente nazionale della Fidae VIRGINIA KALADICH, eletta assieme al nuovo Consiglio, alla guida della Federazione degli Istituti di Attività Educative che compie i 70 anni di attività, per il prossimo triennio.
«Volevamo mettere insieme una squadra che condividesse i valori della scuola cattolica, in grado di lavorare in sintonia per affrontare le gravi problematiche delle nostre scuole in questo particolare momento – afferma la neopresidente nazionale Fidae Virginia Kaladich –. L’elezione di questo Consiglio mi da serenità e sostegno nel compito impegnativo che mi preparo ad affrontare, certa di poter contare su di un lavoro di squadra, fecondo e proficuo per le scuole cattoliche. Essere stata eletta alla guida della Fidae Nazionale significa per me poter contare su di una squadra capace, non tanto per rendere il carico di impegni e responsabilità più lieve, quanto per beneficiare della ricchezza prodotta da un apporto costante e da molteplici e preziosi apporti professionali.»
Nove i membri eletti, che assieme ai presidenti regionali formeranno il nuovo Consiglio nazionale (per un totale di 25 membri): Andrea Forzoni (Lazio); Francesco Macrì (Lazio); Francis Contessotto (Veneto); Chiara Cavaliere (Veneto); Sebastiano De Boni (Veneto); Clara Biella (Lazio), Francesco Beneduce (Campania); Alberto Rizzi (Lombardia); Anna Rizzato (Puglia).
Delegata Fidae Padova dal 2006 al 2009 e presidente Fidae Veneto dal 2009 ad oggi, Virginia Kaladich – prima donna a ricoprire la presidenza nazionale della Associazione – è una consacrata collaboratrice Apostolica Diocesana legata alla Diocesi di Padova. Attualmente è dirigente scolastica all’Istituto Scolastico Paritario Sabinianum, Scuole Primarie Bianchi Biggiani e Sacro Cuore, e Scuola Secondaria di I Grado Vincenza Poloni a Monselice (PD). 
In quanto presidente nazionale dovrà sovrintendere alle quasi quattromila scuole cattoliche primarie, secondarie di I e di II grado associate alla Fidae, per un totale di circa 359.000 studenti (1.500 circa scuole Primarie per circa 182.000 alunni; 700 scuole secondarie di I grado per circa 63.000 alunni; 1.700 scuole secondarie di II grado per circa 114.000 alunni per un totale di circa 3.900 scuole).
Tra i punti della nuova presidenza di Virginia Kaladich, una Fidae attenta alle esigenze di tutte le realtà scolastiche con particolare attenzione alle scuole più piccole; una Fidae capace di raccontare la realtà quotidiana delle scuole cattoliche a chi sta intorno, nel segno dell’apertura e del dialogo con enti, amministrazioni; una Fidae capace di ricostruire il dialogo con i genitori, con gli studenti, con la comunità e soprattutto in grado di impostare un dialogo  trasparente, schietto, aperto con il mondo della politica. 
«Desideriamo offrire sostegno e assistenza a tutte le realtà scolastiche nazionali, raccogliendo le loro istanze e le loro esigenze, e soprattutto  desideriamo impostare un dibattito onesto e proficuo che, alla luce del sole, porti all’attenzione del mondo politico queste richieste e queste istanze. Fondamentale, infine, raccontare anche utilizzando gli strumenti della comunicazione, della stampa, delle nuove tecnologie, le mille esperienze positive che ogni giorni punteggiano i nostri istituti, senza nascondere difficoltà e nodi critici».
Tra un mese circa l’insediamento di Virginia Kaladich, che lascia la presidenza di Fidae Veneto, alla presidenza nazionale, e la nomina del nuovo presidente per il Veneto.

Il ministro Poletti scatena i rettori. Panizza: il “gioco al ribasso” non aiuta né i giovani né la cultura

Il ministro Poletti scatena i rettori. Panizza: il “gioco al ribasso” non aiuta né i giovani né la cultura
ROMA - Università e lavoro. Il rettore di Roma Tre: «Ministro Poletti, un voto alto aiuta, il gioco al ribasso non aiuta». Dichiarazione del rettore di Roma Tre e presidente del Crul, Mario Panizza. «Ministro Poletti, perché declassare il voto di laurea? Un voto alto è indice di buona preparazione, indispensabile, soprattutto oggi, per competere su lavori soddisfacenti. Il “gioco al ribasso” non aiuta né i giovani né la cultura», così Mario Panizza, rettore dell’Università degli Studi Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio), intervenendo nel dibattito aperto dalla dichiarazione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Anche Papa Francesco attacca quel Vaticano simbolo del sottobosco di affari che rischia di cancellare la cristianità

Anche Papa Francesco attacca quel Vaticano simbolo del sottobosco di affari che rischia di cancellare la cristianità
Papa Francesco
CROTONE - Il Papa atterra a Bangui, nella Repubblica Centrafricana per aprire il Giubileo. Papa Francesco non ha cambiato la scaletta del suo programma di viaggio, arrivando in una realtà sconquassata da tre anni di guerra civile tra fazioni musulmane e cristiane. Un territorio ricco quello della Repubblica Centrafricana, che racchiude nelle sue viscere uranio, giacimenti d'oro, e persino legno, avara sul suolo con i suoi figli poveri, dal volto sofferente, che per colpa di pochi, mantiene ai margini popoli privati  di ogni dignità. Il Papa arriva tra loro come "Apostolo di fede e di speranza", una speranza sempre più fioca per via di guerre che insanguinano il mondo, in preda all'odio ed alla violenza. Francesco in questi tre giorni non si è risparmiato e parlando davanti ad una folla immensa a Nairobi, ha denunciato quanto sia letale la corruzione, dolce come lo zucchero, corrosiva come l'acido che uccide ogni forma di sentimento, desertifica l'anima insinuandosi in ogni forma di vita attaccando roccaforti di fede come il Vaticano, divenuto il simbolo di un sottobosco di affari e speculazioni che rischia di cancellare la cristianità.
La pioggia il fango, non hanno fermato giovani, vecchi, bambini dall'accorrere festanti verso il Pastore, l'unico che ha visitato le bidoville, ha toccato con mano la miseria, per farsi carico dei mali   del mondo  che stanno producendo indifferenza ed incapacità nell'ascoltare il grido di aiuto dei propri fratelli. Francesco ritorna sempre su  quanto la vita sia importante rispetto al vile potere del denaro, e di come le famiglie andrebbero supportate, aiutate per avere accesso ai servizi,come l'acqua bene di tutti, utilizzata invece  da multinazionali come fonte di sfruttamento e di profitti. Ogni uomo ha diritto ad una casa, alla terra ,al lavoro, condizioni facili da attuare se solo si avesse a cuore di abbattere i muri della disuguaglianza, ridando fiato all'Amore che dovrebbe da solo bastare a fare del mondo un regno di pace e di armonia. Pace una parola piccola che racchiude in se un grande significato, ma che continua ad essere usata nei discorsi pomposi ed aulici del "faremo", alla stregua  di un segno di punteggiatura,  che rimane lettera morta per tutto quello che sta succedendo. Papa Francesco è Storia; rappresenta la Storia di un' umanità ferita, oltraggiata dimenticata, ma che grazie al cammino instancabile di questo profeta, viene sollevata dalla polvere e dal fango. Gli uomini in carne ed ossa hanno il sangue che scorre sotto la pelle, un cuore che batte e nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di considerarla merce, di finalizzare il corso dell'esistenza ad affari solo per sentirsi forte di un potere terreno vacuo, inutile, effimero. Il vero potere è la pace dei cuori e questa pace viene soltanto dalla bellezza dell'universo, regalatoci dal Creatore  che nessuno può o deve sognarsi di distruggere. Finché il Papa sarà tra noi a guidare i nostri passi, ad essere il nostro faro, noi avanzeremo in nome di quell'Amore tenendoci per mano ed essere i nuovi semi della Speranza. Il Papa sa cosa sia la miseria ed andando nei luoghi di sofferenza è come se dissetasse chi ha bisogno di acqua pura.

Fabrizio Gifuni è Pasolini e il suo assassino. L’attore cerca il nodo poetico tra l’intellettuale e i suoi carnefici

Fabrizio Gifuni è Pasolini e il suo assassino. L’attore cerca il nodo poetico tra l’intellettuale e i suoi carnefici
REGGIO EMILIA - “‘Na specie di cadavere lunghissimo”: Fabrizio Gifuni è Pasolini e il suo assassino. Al Teatro Cavallerizza nei giorni 1, 2, 3 e 4 dicembre 2015, l’attore cerca il nodo poetico che ha unito l’intellettuale e scrittore ai suoi carnefici. In “’Na specie di cadavere lunghissimo”, che la Stagione di Prosa della Fondazione I Teatri accoglie al Teatro Cavallerizza nei giorni 1, 2, 3 e 4 dicembre (ore 20,30), Fabrizio Gifuni affronta un lavoro particolarmente ambizioso: trovare il nodo poetico che ha unito Pier Paolo Pasolini ai suoi assassini. Sotto la guida del regista Giuseppe Bertolucci, il progetto mette insieme i testi più polemici e politici di Pasolini (fra cui "Scritti corsari", "Lettere luterane" e l'ultima intervista rilasciata a Furio Colombo poche ore prima di morire) a un poema di Giorgio Somalvico ("Il pecora"), che costringe in metrica il delirio di un assassino, proprio a sottolineare l'incontro/scontro fra due diversi punti di vista sulla cultura popolare.
Gifuni, gli occhi negli occhi degli spettatori seduti ai loro tavolini come in un cabaret, prima si offre come “figlio” citando versi della “Meglio gioventù”, poi si denuda della mise di ragazzo e indossa un completo bianco con cravatta per assumere la parte dell’altro, del figlio borgataro, cioè di Pino Pelosi, e per interpretare “Il Pecora”, travolgente monologo interiore scritto in endecasillabi in un romanesco reinventato dal milanese Giorgio Somalvico, di cui “Na specie di cadavere lunghissimo”, che dà il titolo allo spettacolo, è un verso.
“Per Eraclito il mondo non è altro che un tessuto illusorio di contrari. Ogni coppia di contrari è un enigma, il cui scioglimento è l’unità, il Dio che vi sta dietro. Continuo a trovare in queste parole qualcosa che si avvicina moltissimo a quel profondo senso di mistero che accoglie la vita, l’opera e la morte di Pier Paolo Pasolini -  scrive Gifuni nell’avvicinarsi a questo progetto, che gli è valso il Premio Hystrio 2006 - Quando alcuni anni fa iniziavo a pensare all’idea di uno spettacolo su Pasolini, è proprio in termini di opposizione che il mio istinto si muoveva: padre e figlio, natura e opera d’arte, vittima e carnefice, erano solo alcune delle antinomie che continuamente si affacciavano sul mio cammino.

Fabrizio Gifuni è Pasolini e il suo assassino. L’attore cerca il nodo poetico tra l’intellettuale e i suoi carnefici

Ma anche il buio e la luce, la violenza e la mitezza, Dottor Jekyll e Mister Hyde. Certo, l’urgenza politica era altrettanto forte: Così forte - in questi tempi bui - da rischiare di travolgere tutto (…). C’era il desiderio di raccontare la tragedia pubblica e privata di un poeta che aveva visto scomparire in soli tre lustri il solo mondo in cui voleva riconoscersi. Il grido lacerante e disperato di un uomo che urlava nel deserto contro l’immoralità e la cecità del vecchio Potere che stava aprendo la strada all’avvento di un Nuovo Potere - di un nuovo fascismo - "il più potente e totalitario che ci sia mai stato." Ma anche la privatissima tragedia di chi, in virtù di quella stessa catastrofe politica e antropologica che vedeva abbattersi sull’Italia, non riconosceva più i "corpi" dei suoi amati ragazzi, che sembravano trasformarsi  - sotto i suoi occhi - da "simpatici malandrini" in "spettrali assassini". I suoi amati "riccetti" stavano cambiando maschera: dall’innocenza al crimine”.
Martedì 1, mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 dicembre 2015
Teatro Cavallerizza 
`NA SPECIE DE CADAVERE LUNGHISSIMO
un`idea di Fabrizio Gifuni
materiali per una drammaturgia: 
da Pier Paolo Pasolini
"Scritti Corsari", "Lettere Luterane", "Siamo tutti in pericolo" 
(intervista di Furio Colombo a Pier Paolo Pasolini dell`1/11/1975), 
"La nuova forma della meglio gioventù",
"Abbozzo di sceneggiatura per un film su San Paolo"
"Il Pecora" di Giorgio Somalvico
con Fabrizio Gifuni
disegno luci Cesare Accetta
regia Giuseppe Bertolucci
produzione Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti

sabato 28 novembre 2015

Al Liceo Manzoni di Caserta una magica serata all’insegna della cultura con “La notte dei linguaggi”

Al Liceo Manzoni di Caserta una magica serata all’insegna della cultura con “La notte dei linguaggi”
CASERTA - “La notte dei linguaggi”: al Manzoni per una magica serata all’insegna della cultura. Nell’aula magna del liceo Manzoni di Caserta, giovedì 3 dicembre, alle ore 18, sarà presentata “la notte dei linguaggi”. Sarà una serata colta e piacevole, perché non sempre la cultura è noiosa. Parole, musiche, immagini, si intrecceranno seguendo un unico filo conduttore: il potere evocativo della notte. In un susseguirsi di letture che spaziano tra passato e presente, tra culture dell’oriente e dell’occidente, tra autori noti e meno noti, gli studenti dei cinque indirizzi del liceo Manzoni, con la guida attenta dei loro insegnanti, presenteranno brani in prosa ed in versi nelle rispettive lingue originali: italiano, latino, greco, inglese, francese, tedesco, spagnolo, ma anche senegalese e thailandese. Alla parola si coniugheranno i video, la musica dal vivo e le immagini di notturni. L’idea nata e sviluppata dalla professoressa Arianna Quarantotto.
È stata portata a compimento grazie alla collaborazione di un vasto gruppo di docenti, al supporto di tutti i dipartimenti del liceo, e della dirigente scolastica Adele Vairo.
E’ stata lei, infatti, a fare della serata un incontro aperto a tutto il territorio, come da sempre il Manzoni fa.
E la scuola, che aiuta a scoprire la bellezza della creatività - ancora nel comunicato stampa -, diventa a sua volta attraente per gli studenti e, per il territorio, un punto di riferimento. La notte dei linguaggi è sinfonia di voci, che appartengono a tempi e a modi di sentire diversi, distanti, eppure singolarmente vicini, moderni e cari alla nostra sensibilità attuale: è forse questo il modo migliore per accedere a realtà altrimenti ostiche, se non inaccessibili. Che è poi il mestiere della scuola.

Mostra delle “Piante Guerriere” organizzata dall’Università degli Studi dell'Insubria, con il Comune di Varese

Mostra delle “Piante Guerriere” organizzata dall’Università degli Studi dell'Insubria, con il Comune di Varese
VARESE - Vegetali che si credono animali,  piante che sembrano sassi, piante che si muovono e insetti che si mimetizzano assumendo le sembianze di fiori: arriva in città l’esposizione delle “Piante Guerriere”, prosecuzione ideale della mostra “Predatori del Microcosmo”, che nel 2015 ha portato oltre 5000 visitatori ai Musei Civici di Varese. La mostra delle “Piante Guerriere” organizzata dall’Università degli Studi dell'Insubria, in collaborazione con il Comune di Varese, è ospitata dal 28 novembre 2015 all’8 maggio 2016 negli spazi appena ristrutturati dei Musei Civici di Villa Mirabello, di Piazza della Motta 4, a Varese.
Ideatori dell’esposizione sono Francesco Tomasinelli, fotogiornalista e divulgatore scientifico, e l'Associazione Pithekos di Milano, con la consulenza del dottore Marco Caccianiga, ricercatore presso il Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano. Il professore Bruno Cerabolini, docente di Botanica ambientale all'Università dell’Insubria, il professore Adriano Martinoli, docente di Zoologia all’Università degli Studi dell’Insubria, e la dottoressa Serena Contini dei Musei Civici di Villa Mirabello hanno svolto il ruolo di organizzatori e supervisori scientifici dell'intero progetto, consentendo una piena integrazione delle tematiche della mostra nelle varie iniziative organizzate a completamento del percorso scientifico e culturale.
La mostra viene proposta in Italia per la secondo volta, dopo l’allestimento di Genova nel 2014, in occasione del Festival della Scienza.
La mostra espone piante da tutto il pianeta, vere e proprie meraviglie del mondo vegetale che presentano adattamenti del tutto peculiari per competere con altre piante o per scoraggiare eventuali predatori: non a caso il sottotitolo della mostra è “Vegetali che pensano di essere animali”. Nel  bizzarro vivaio allestito ai Musei Civici si potranno ammirare, ad esempio, piante carnivore che con varie strategie intrappolano insetti e piccoli anfibi, per ottenere l'azoto necessario al loro metabolismo, attraverso sostanze collose, foglie che si piegano repentinamente, o ancora trappole a tubo. Saranno esposte piante velenose, con un focus sulle piante di appartamento, che sovente contengono molecole tossiche all'insaputa stessa dei proprietari, come la stella di Natale, il ciclamino, la datura, potenzialmente pericolose per gli umani o per gli animali domestici. Poi i cactus e altre succulente, che dissuadono gli erbivori al riparo di un'impenetrabile barriera di spine oppure mimetizzandosi e assumendo sembianze di pietre e sassi, come le cosiddette “pietre vive”. Uno spazio sarà dedicato alle orchidee, che hanno evoluto forme e colori straordinari per attrarre gli insetti impollinatori e un altro alle piante capaci di movimento, come la Mimosa pudica, che repentinamente ritrae le foglie al minimo contatto; infine saranno messi in mostra anche i semi più particolari del regno vegetale, con adattamenti peculiari per la dispersione, da quelli "alati" che sfruttano il vento, a quelli con spine, per agganciarsi al pelo dei mammiferi o ancora quelli capaci di galleggiare nell'oceano per anni.
La mostra è arricchita da una trentina di racconti fotografici su pannelli e da alcuni terrari con specie animali che nel corso dell'evoluzione hanno sfruttato le piante a loro favore, come la mantide orchidea, dalle forme molto simili al fiore, o la rana muschio, dal corpo coperto di protuberanze verdi simili, appunto, a muschio.
Importanti le collaborazioni con le realtà locali del florovivaismo, che vedranno Confagricoltura e l’Associazione Florovivaisti Varesini contribuire con loro spazi espositivi all’interno della mostra, che gode inoltre del prestigioso patrocinio della sezione lombarda della Società Italiana di Botanica.
La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del Museo (dal martedì alla domenica 9,30-12,30 e 14-18), pagando il normale biglietto d’ingresso (4 € adulti, 2 € bambini). Oltre a un calendario di conferenze a tema, saranno organizzate visite guidate e laboratori per le scolaresche e famiglie a partire da gennaio 2016, grazie anche al contributo di alcuni studenti dei Corsi di Laurea di Scienze della Comunicazione e Scienze dell’Ambiente e della Natura dell’Università dell’Insubria, che sotto la supervisione del professore Federico Pasquarè Mariotto, docente di Comunicazione della Scienza, svolgeranno un tirocinio formativo propedeutico alla tesi di laurea.
«Questo genere di iniziativa fa risaltare la duplice anima dell’Ateneo: da un lato la didattica, la cui qualità è ormai conosciuta e apprezzata, e dall’altro la ricerca. La mostra, infatti, si lega a filoni di studio che vengono approfonditi da anni dai nostri ricercatori e diventa un modo per rendere “tangibili” e comprensibili, anche ai non addetti ai lavori, i risultati di questi studi finalizzati a conservare la biodiversità» dichiara il magnifico rettore, professore Alberto Coen Porisini.
«Grazie ancora una volta all'Università per la preziosa collaborazione: la precedente mostra ospitata a Villa Mirabello ha avuto un enorme successo. E sono certo che replicheremo: è bello vedere intere famiglie, anche con bambini piccoli, appassionarsi a temi scientifici e al mondo della natura. Un modo sicuramente interessante per avvicinare il pubblico ai nostri musei» dichiara il sindaco di Varese, Attilio Fontana.
«Non solo dipinti, sculture e reperti archeologici. Da oggi Villa Mirabello si arricchisce di un'esposizione dedicata al mondo vegetale e animale. Dopo il successo della mostra sui Predatori del microcosmo, che ha dimostrato l'attrattività e la vivacità dei nostri musei, riproponiamo un'iniziativa legata alla biologia e alla natura, artefice di vere e proprie forme d'arte viventi, che sapranno senz'altro suscitare curiosità e destare interesse nel grande pubblico» dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Varese, Simone Longhini.

I personaggi di Mussolini e Craxi. Bobo Craxi, Pierfranco Bruni, Angelo Mellone e il libro di Mario Guadagnolo

I personaggi di Mussolini e Craxi. Bobo Craxi, Pierfranco Bruni, Angelo Mellone e il libro di Mario Guadagnolo
TARANTO - Bobo Craxi, Pierfranco Bruni, Angelo Mellone discuteranno tra i personaggi di Benito Mussolini e Bettino Craxi del libro di Mario Guadagnolo a Taranto, Palazzo di Città – 1 dicembre. Craxi, Bruni e Mellone, alle ore 17,30, nel Salone degli specchi, presenteranno il romanzo di Mario Guadagnolo al titolo "Nerone e il professore-dialoghi improbabili" edito da Scorpione. Si tratta di quattro dialoghi improbabili perché tre degli interlocutori sono defunti (mia madre, Mussolini e Bettino Craxi) e il quarto è un. ...un cane Nerone un po' filosofo un po' storico un po' moralista (quindi l'imperatore romano non c'entra nulla).
In questi dialoghi si immagina di intavolare con questi miei immaginari interlocutori un dialogo su temi di carattere filosofico, morale e di costume con Nerone, di carattere autobiografico che investe la memoria con la madre, di carattere squisitamente storico con Mussolini e di carattere storico-politico con Bettino Craxi.
Questi incontri ovviamente sono surreali ma come quando  nel teatro dell’Immaginario, si riesce pur nella dicotomia spazio-tempo, a far coincidere realtà, immaginazione, presente e Storia allora si fa una bella operazione. La prefazione è di Bobo Craxi. 
Nel corso dell'evento introdotto e presieduto da Biagio Marzo parleranno del libro Bobo Craxi, Angelo Mellone e Pierfranco Bruni oltre all'editore Piero Massafra. Nel corso della serata Adriano Calzolaro e Roberta Passantino leggeranno alcuni brani del libro con l'accompagnamento del sottofondo della chitarra di Giovanna Delfino e Giuseppe Pompigna.

Seminario nazionale “L’alternanza scuola lavoro nei licei. Opportunità, esempi e proposte operative"

Seminario nazionale “L’alternanza scuola lavoro nei licei. Opportunità, esempi e proposte operative"
ROMA - Seminario Nazionale “L’alternanza scuola lavoro nei licei. Opportunità, esempi e proposte operative per i percorsi liceali". Roma, 1 dicembre 2015, Aula Magna Itis “Galilei”. Il Miur-Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione e la Rete nazionale dei licei economico-sociali (Les) organizzano per martedì 1 dicembre 2015 un seminario nazionale finalizzato a supportare le scuole, e in particolare i licei, nell’attuazione dell’alternanza scuola lavoro (Asl), introdotta,  com’è noto, dalla legge n. 107 del 13 luglio 2015.
L’incontro è rivolto a tutti i dirigenti scolastici e ai docenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e vedrà la partecipazione di esperti della tematica e di diversi soggetti, istituzioni, enti e scuole, che porteranno le loro proposte ed esperienze.
Il Seminario si svolgerà presso l’Itis “Galileo Galilei” di Roma, in via Conte Verde 51, con inizio alle ore 9,30 e termine alle ore 16,30. I lavori della giornata, come specificato nel programma allegato, prevedono: 
a) una prima sezione, con la partecipazione del Sottosegretario Gabriele Toccafondi e del Direttore generale Carmela Palumbo, dedicata all’inquadramento generale dell’alternanza scuola lavoro e alle novità introdotte dalla citata legge 107 e presentate con la recente Guida operativa per la scuola; 
b) una seconda sezione, focalizzata sulla presentazione di protocolli d’intesa con soggetti appartenenti al mondo del lavoro, e di modelli operativi utili per progettare e realizzare dei possibili percorsi di Asl per i licei, in ambiti diversi di lavoro; 
c) una terza sezione, destinata a condividere concrete esperienze e buone pratiche di Asl già elaborate in alcuni licei di differente tipologia; 
d) una quarta sezione, mirata a fornire strumenti di lavoro utili per la progettazione e la costruzione di percorsi di Asl; 
e) le conclusioni  a cura di Francesco Luccisano, capo segreteria tecnica della ministra Stefania Giannini.
I dirigenti scolastici e i docenti potranno iscriversi al seminario comunicando preventivamente la propria partecipazione, entro le ore 13 del 30 novembre p.v., all’indirizzo email: alternanzales.lazio@gmail.com e in copia conoscenza a: patrizia.desocio@istruzione.it.
Le iscrizioni saranno accolte secondo l’ordine di arrivo, fino all’esaurimento dei posti in sala. L’email di iscrizione dovrà recare nell’oggetto la dicitura “Seminario Alternanza Scuola Lavoro nei Licei - 1 dicembre 2015” e indicare i nominativi dei partecipanti e la scuola o l’ente di appartenenza. Data l’importanza e l’interesse da parte degli istituti scolastici per il tema trattato, si chiede - scrivono ancora dal Miur - a tutti gli operatori della scuola italiana di voler fornire ogni collaborazione per il buon esito dell’iniziativa favorendo la più ampia partecipazione ai lavori della giornata, in particolare da parte dei dirigenti scolastici, dei docenti e dei referenti presso gli Uffici scolastici regionali, anche ai fini di eventuali successive iniziative di collaborazione e sostegno per l’attuazione dell’alternanza scuola lavoro.
Le spese di viaggio e di soggiorno saranno  a carico dei rispettivi uffici scolastici e delle rispettive istituzione scolastiche.
Per ulteriori informazioni: professoressa Patrizia De Socio, email: patrizia.desocio@istruzione.it, tel. 0658492169.

Nicla Vassallo e “La fertile complessità della filosofia di Frege al volume” per Gottlob Frege

Nicla Vassallo e “La fertile complessità della filosofia di Frege al volume” per Gottlob Frege
La filosofa Nicla Vassallo
ROMA - Dal 26 novembre 2015 in libreria: Frege "L'alfabeto del pensiero", con un saggio introduttivo di Nicla Vassallo. Nel 1878 Gottlob Frege pubblica un saggio sulla «scrittura concettuale» o «ideografia», che fu paragonato per importanza storica e profondità teoretica agli “Analitici primi” di Aristotele. Scritto con lo scopo principale di offrire alle scienze matematiche un metodo rigoroso di definizioni e dimostrazioni logiche, lo studio di Frege aspira a diventare il modello per una riflessione filosofica che vuole emanciparsi dalle imprecisioni del parlare comune e dalle astrattezze di una certa “cattiva” metafisica. Con la creazione di formule e segni grafici elementari, Frege elabora un linguaggio immediatamente riconoscibile e utilizzabile da chiunque miri a esprimere in modo chiaro le relazioni tra i giudizi e i rapporti tra le diverse parti del ragionamento.
Ancora oggi, nonostante la logica abbia preso strade talvolta molto diverse da quelle tracciate da Frege, questo testo mantiene intatta la sua forza speculativa e rimane la preziosa testimonianza di uno degli ultimi tentativi, in filosofia, di realizzare la grandiosa idea leibniziana di una lingua universale. E a questo scritto in “L’alfabeto del pensiero” si aggiungono i saggi “Lo scopo dell’ideografia” e “La legittimità scientifica di un’ideografia”, il tutto nella nuova eccelsa traduzione di Nicola Zippel.
«Uno dei compiti della filosofia è quello di interrompere il dominio della parola sulla mente umana, svelando gli inganni che spesso emergono quasi inevitabilmente mediante l’uso del linguaggio»
Gottlob Frege (Wismar, 1848 – Bad Kleinen, 1925)
Matematico, logico e filosofo tedesco, viene considerato, a torto o a ragione, uno dei fondatori della moderna logica matematica. Dopo la laurea all’Universita’ di Jena, consegue il dottorato in matematica a Gottinga. Tornato a Jena per insegnare, nel corso degli anni i suoi interessi si rivolgono principalmente alla logica, con lo scopo di sviluppare un rigoroso formalismo concettuale ed espressivo. Le sue ricerche hanno influenzato tutto lo sviluppo filosofico del Novecento, anche grazie alla mediazione di Bertrand Russell e Giuseppe Peano.

La parte iniziale dell’introduzione di Nicla Vassallo, intitolata “La fertile complessità della filosofia di Frege al volume”:
«Le pagine di Gottlob Frege che seguono sono rare a trovarsi in traduzione italiana. Delineano le prime importanti riflessioni di Frege, che, poco noto ai piu’, risulta tra maggiori logici e filosofi (non a caso Ludwig Wittgenstein scrive nella Prefazione al “Tractatus logico-philosophicus”: «Io devo alle grandiose opere di Frege… gran parte dello stimolo ai miei pensieri»), riflessioni che lo stesso Frege continua a sviluppare e rielaborare fino alla morte, nonostante Bertrand Russell scovi nell’ “Ideografia” un insanabile paradosso. Se il progetto dell’ “Ideografia” verrà abbandonato, non ne seguira’ che ogni progetto epistemologico fregeano venga destinato a cadere nel nulla. Sì, perché il voler fondare l’aritmetica sulla logica non corrisponde ad altro tentativo se non a quello di tentare di fornire una giustificazione di tipo fondazionalistico, e la giustificazione è concetto che appartiene all’epistemologia o alla teoria della conoscenza. Ecco, della conoscenza di noi esseri umani Frege si occupa per tutta la sua vita, disquisendo tra l’altro di fonti conoscitive e scetticismo.
Chi nega all’“Ideografia” un’esplicita collocazione in ambito epistemologico dovrebbe ricordare che Frege, attraverso essa, persegue un tipo di certezza conoscitiva che richiama quella cartesiana, mentre, per quanto concerne la teoria della giustificazione, viene privilegiata quella delle dimostrazioni logiche, dimostrazioni che, stando a Frege, impiegano leggi su cui si basa ogni conoscenza, non solo quindi la conoscenza logica e matematica. Con “La fertile complessità della filosofia di Frege” viene rappresentata, tra l’altro, una nuova visione in cui a interessare a Frege non e’ solo il pensiero, come ha sempre sostenuto Dummett, ma anche una fine analisi del pensare, nelle diverse modalità che il pensare può o deve assumere”. In altre parole, un nuovo Frege.
Un commento della stessa Nicla Vassallo: “Trovo coraggioso un editore che scommette su Frege nei pressi delle vacanze di Natale e dei volumi commerciali che per Natale escono”.

Gottlob Frege
L’alfabeto del pensiero
Saggio introduttivo di Nicla Vassallo
Collana Eliche
Pagine 96

Luigi Capuana alla Biblioteca Nazionale di Cosenza, con prolusione critica, storica e letteraria di Pierfranco Bruni

Luigi Capuana alla Biblioteca Nazionale di Cosenza, con prolusione critica, storica e letteraria di Pierfranco Bruni
COSENZA - Il ministero dei Beni culturali celebra il  Centenario della morte di Luigi Capuana. Con una mostra alla Biblioteca Nazionale di Cosenza e la Prolusione critica storico – letteraria  di Pierfranco Bruni. Con “I colori del vero” la Biblioteca Nazionale di Cosenza (ministero beni e attività culturali e del turismo – Direzione generale beni librari e istituti culturali) celebra il centenario della morte di Luigi Capuana. La manifestazione, nella quale si inaugura una mostra Bibliografica e documentaria, curata dagli esperti della Biblioteca (Mibact) vedrà la prolusione critica dello scrittore Pierfranco Bruni sul Capuana della favola e del “vero”.
L’evento si svolgerà il 2 dicembre prossimo nella Sala Giacomoantonio della Biblioteca Nazionale alle ore 11.00. la presentazione sarà sviluppata dalla Direttrice della Biblioteca Elvira Graziani.
Capuana con la favola e i personaggi anticipa il Futurismo.
Una letteratura nella tradizione


La “nuova” letteratura (la letteratura del Novecento tanto per capirci) trova una sua sede di dibattito proprio nel 1898. Un dibattito contrassegnato da una forte discussione su ciò che è stato definito Verismo. Ed è, appunto, sul Verismo che si focalizzano le discussioni. Verga e Capuana operavano il quel tempo. Come pure De Roberto. I Malavoglia viene pubblicato nel 1881. Mastro – don Gesualdo in volume dopo una revisione vede la luce nel 1889. I romanzi di Capuana escono tra il 1879 e il 1907: Giacinta, Profumo, La sfinge, Il marchese di Roccaverdina, Rassegnazione. I Viceré di De Roberto nel  1894.
Ma credo che l’attenzione vada spostata proprio al 1898. Luigi Capuana (Mineo, 28 maggio 1839 – Catania, 28 novembre 1915) pubblica un libro che anche a distanza di molti decenni ha un interesse particolare sia sul piano narrativo che su quello più direttamente teorico, in termini letterari, riferiti al Verismo e quindi alla nuova letteratura. Mi riferisco a Gli “ismi” contemporanei.
Capuana aveva dato già alle stampe romanzi significativi. In quello stesso anno pubblica, tra l’altro, Nuove “paesane” e Scurpiddu. Il primo è un testo di racconti. Il secondo rientra in quel mondo fiabesco al quale Capuana ha dedicato scritti di grande rilevanza linguistica e poetica. Racconti e fiaba nello stesso anno in cui esce un testo dove si teorizza un percorso letterario.
Gli “ismi” contemporanei pongono all’attenzione dei modelli narrativi sui quali la critica continua a discutere. Capuana è uno scrittore che ha consumato tutti i generi. Lo troviamo vicino a Eola con le teorie positiviste e naturaliste. Si allontana da questo e afferma una idea dell’arte come forma. Si avvicina alla tradizione recuperando e rivalutando, dopo una pesante stroncatura, Manzoni con i suoi Promessi Sposi. Lavora assiduamente alla fiaba, la quale resterà la sua ispirazione più importante. Era convinto che soltanto attraverso le fiabe sarebbe rimasto legato il suo nome.
Ma la cosa più emblematica è una sua dichiarazione di avvicinamento al Futurismo. Prendendo le difese del romanzo di Marinetti Mafarka il Futurista nel 1910 su “Critica Nuova” fa questa affermazione: “Se era l’età mi consiglia di tenermi in disparte il ribello di una volta si compiace di stare a guardare e ad ascoltare quel che fanno e dicono i giovani”. E poi sottolinea: “Se avessi cinquant’anni di meno io mi dichiarerei futurista”. Capuana muore cinque anni dopo all’età di 76 anni.
Gli “ismi” contemporanei segue, comunque, il saggio Per l’arte apparso nel 1885 nel quale Capuana fa una sintesi della sua scrittura e del Verismo. Gli “ismi” contemporanei costituisce un testo – laboratorio che guarda e medita su ciò che è avvenuto nella letteratura ma prende lo spunto per individuare un nuovo itinerario.
Ci sono due saggi, che hanno una loro valenza di fondo sia per una discussione ideologica che creativa. I due saggi hanno questo titolo: “Idealismo e cosmopolitismo” e “La crisi del romanzo”. Capuana giunge alla conclusione che “l’opera d’arte è forma soltanto e nient’altro che forma”. C’è una convinzione che si contrappone a ciò che ha teorizzato prima il Verismo e successivamente il Realismo. Una convinzione che non è ideologica ma semplicemente letteraria. Ci dice che la letteratura è una cosa ed ha bisogno delle sue contrassegnazioni teoriche, poetiche e avventuristiche legate ai personaggi, mentre, una cosa diversa, è scrivere saggi. È molto esplicito in questo: “Tutti coloro che vogliono esprimere puramente un concetto…facciano dei trattati, delle conferenze, degli opuscoli, delle prediche magari, ma non si servano del romanzo. La forma, cioè la creatura viva, è assai più complessa del pensiero astratto”.
Pone in risalto il personaggio. Mi pare che questo sia già un elemento di rottura con quella sua prima esperienza che portava in primo piano la classificazione dell’ambiente attraverso le definizioni del Naturalismo. Il personaggio è, dunque, nel destino del romanzo e diventa il reale protagonista nel rapporto tra l’io narrante e lo scrittore stesso.
Da questo punto di vista Gli “ismi” contemporanei anticipa di decenni il dibattito sulla crisi del romanzo che Capuana aveva offerto come base sulla quale il Novecento troverà terreno fertile per una impostazione complessiva sia attraverso parametri storici che critici.
Capuana sposta l’asse di riflessione perché mette in rilievo due punti che saranno significativi nella letteratura contemporanea: la fantasia e la metafora. Ma non dovevano esserci dubbi per Capuana perché è, soprattutto, nelle fiabe che segue il percorso della immaginazione e della allusione e non solo quella teorica della lettura antropologica che all’autore stesso non riguarderà.
Indubbiamente, nella contestualità del dibattito sulla “crisi” della letteratura non si può fare a meno del testo di Capuana. Gli “ismi” contemporanei segnano e individuano un percorso. Ma è da questo testo che la critica dovrà partire per una rivisitazione sia della letteratura sia del rapporto tra ideologia e romanzo.
Allora si poneva questo interrogativo: cosa è il romanziere moderno? E oggi ci si pone davanti a questa domanda: cosa è lo scrittore?
La contemporaneità è più della modernità. Anche in letteratura. Ma da un fatto non bisogna prescindere. Lo scrittore per essere tale, per essere un inventore, un creatore e non un duplicatore, non può dimostrare di non essere un artista. Essere scrittore è essere artista. Altrimenti si imita, si rappresenta. E Capuana lo sapeva benissimo in quel testo in cui si decreta la fine di un romanzo legato ad un ideale di scrittore per il quale il documento aveva una sua logica.
Gli “ismi” segnano una nuova idea di fare letteratura.

venerdì 27 novembre 2015

Alla Pinacoteca di Orzinuovi c'è Albero: esplosione lentissima di un seme. Tutti i bambini lì

ORZINUOVI - Per i bambini orceani, alla Pinacoteca di Orzinuovi, c'è Albero: esplosione lentissima di un seme. L'appuntamento è per domenica 29 novembre, ore 16. Cinque euro a bambino, prenotazione obbligatoria. Entra nel dettaglio qui sotto per saperne di più.


La ministra Stefania Giannini: l’attività di alternanza scuola lavoro coinvolge un milione e mezzo di studenti

La ministra Stefania Giannini: l’attività di alternanza scuola lavoro coinvolge un milione e mezzo di studenti
VERONA - Job&Orienta 2015. Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, 25a edizione, alla Fiera di Verona dal 26 al 28 novembre 2015. Presentati in anteprima i dati nazionali Miur sull’alternanza: +12,79% dei percorsi in licei, istituti tecnici e professionali nel 2014-15. Parte ora l’alternanza obbligatoria: nel prossimo triennio per 1,5 milioni di studenti. Firmato protocollo d'intesa tra Miur e Confindustria. Ministra Giannini: «Un importante passo avanti nell'attuazione della “Buona Scuola”. Mondo della scuola e aziende buoni alleati». Gay, Giovani Confindustria: «Importante anche per sviluppo imprese». Firmato questa mattina a JOB&Orienta, salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, un protocollo d’intesa tra il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Confindustria, che garantirà per i giovani lo sviluppo di competenze e abilità professionalmente riconoscibili e spendibili nel mercato del lavoro.
L’accordo prevede un’azione congiunta tesa a favorire la diffusione nelle scuole della pratica dell’alternanza scuola lavoro, resa obbligatoria dalla recente legge di riforma del sistema di istruzione per tutti gli studenti degli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado. Con il Protocollo Confindustria si impegna a sostenere l'attuazione della “Buona Scuola” mobilitando le aziende associate, anche attraverso la propria articolazione territoriale e settoriale.
«Il Protocollo siglato oggi costituisce un importante passo avanti nell'attuazione della “Buona Scuola”.
Grazie anche a questa intesa il 2016 sarà l'anno in cui scuola e lavoro stringeranno un'alleanza vera» ha dichiarato la ministra Stefania Giannini. «L'alternanza è uno strumento eccezionale per innovare l'impianto formativo della nostra scuola. Introduciamo per tutti i ragazzi la didattica “del fare e del progettare” e apriamo la scuola al territorio e all'innovazione. Si tratta di una tappa decisiva verso una
maggiore e migliore occupabilità dei giovani. È un grande salto verso un orientamento che mostra subito ai ragazzi la strada per individuare e potenziare i loro talenti».
Alla ministra fa eco l’altro firmatario del Protocollo, il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Marco Gay, che così commenta: «È un passo significativo anche per le imprese, che da lungo tempo chiedono l’alternanza nella formazione: aiuterà non solo i ragazzi a conoscere prima il mondo del lavoro ma anche le aziende, promuovendone lo sviluppo con nuove competenze».
L’alternanza scuola lavoro integra l’istruzione con la formazione “on the job”, ossia svolta in un contesto lavorativo. La riforma, già in vigore, ha visto le scuole presentare le progettualità entro lo scorso 16 novembre relativamente alle prime classi che sperimenteranno la nuova obbligatorietà nei prossimi mesi, ovvero le terze. Previste 400 ore complessive per ciascun triennio negli istituti tecnici e professionali, mentre 200 nei licei. Novità di quest’anno, i percorsi di alternanza potranno essere svolti anche in periodi extrascolastici (inclusi i mesi estivi) e all’estero. Inoltre le strutture riceventi potranno essere anche enti pubblici e istituzioni culturali.
Intanto, i dati relativi all’alternanza riferiti all’anno scolastico 2014-2015 evidenziano già un aumento dei percorsi realizzati negli istituti tecnici, negli istituti professionali e nei licei, così come è cresciuto in misura rilevante il coinvolgimento degli studenti. È quanto emerge dai numeri del rilevamento effettuato quest’anno direttamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca presentato in anteprima oggi a JOB&Orienta, in Fiera a Verona fino a sabato 28 novembre.
Scendendo nel dettaglio, i dati Miur (sempre per l’anno scolastico 2014-2015) evidenziano che il 48,56% delle scuole secondarie di secondo grado ha utilizzato questa metodologia didattica: 2.756 sul
complessivo di 5.675, di cui 1.109 sono istituti tecnici (il 55,56% del totale di questa tipologia di istituti), 1.051 sono istituti professionali (il 68,51% del totale dei professionali) e 596 sono licei (il 27,79% del totale dei licei).
Guardando al numero dei percorsi, gli 11.585 (più 12,79% rispetto all’anno precedente 2013/2014) che hanno coinvolto 270.555 studenti (pari al 10,36% degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado) sono stati realizzati per la maggior parte negli istituti professionali (5.407 pari al 46,67% del totale dei percorsi) e in misura minore negli istituti tecnici (4.165 pari al 35,95% del totale) e nei licei (2.013 pari al 17,38%), registrando complessivamente per queste due ultime tipologie una crescita rispettiva del 35,49% e 63,12% su base annuale.
Nell’anno scolastico in corso, a seguito della riforma appunto, il numero degli studenti impegnati in attività di alternanza scuola lavoro salirà sensibilmente, coinvolgendo più di 720mila studenti (il 27,35% del totale degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado): di questi circa 529mila iscritti nelle classi terze (in modalità obbligatoria).
Fra tre anni, dunque a regime, l’attività di alternanza scuola lavoro coinvolgerà circa un milione e mezzo di studenti. Le imprese e le altre strutture ospitanti, sia pubbliche che private, sono chiamate quindi a uno sforzo comune per offrire alle ragazze e ai ragazzi l’opportunità di acquisire le cosiddette “nuove competenze della scuola del ventunesimo secolo”. Obiettivo a cui stanno lavorando anche Unioncamere e il Miur per costruire un Registro nazionale delle imprese, che raccoglierà le aziende disponibili a ospitare ragazzi in alternanza.
A JOB&Orienta, a raccontare al ministro le esperienze eccellenti di alternanza di quattro istituti superiori sono stati gli stessi ragazzi. A Perugia, gli studenti della classi quarte e quinte dell’Itts Volta sono coinvolti per circa 500 ore annue totali in percorsi di alternanza finalizzati ad avviarli alla cultura di impresa, grazie a convenzioni con aziende, associazioni di categoria e la Camera di commercio locale. L’Itis Paleocapa di Bergamo, in collaborazione con l’Istituto Marconi di Dalmine, Confindustria Bergamo e Noviter Milano, ha ideato e sperimentato una nuova modalità di alternanza denominata ECLI, che prevede visite in azienda, stage e periodi di alternanza in azienda, in Italia o all’estero. Tra i risultati, la realizzazione di una maglietta per ciclisti dotata di indicatori direzionali e di arresto posizionati nei quanti, comandati attraverso segnale wi-fi; e ancora, la ”tweet-machine”, ovvero pannelli a matrici di led sui quali scorrono, aggiornati in tempo reale, messaggi provenienti da un account Twitter. C’è poi l’Istituto Severi-Guerrisi di Gioia Tauro (Reggio Calabria) che ha attivi tre corsi propedeutici all’alternanza: sicurezza sul posto di lavoro, tutela della privacy, educazione all’alternanza. Il progetto vede la partecipazione di oltre 500 alunni e il coinvolgimento di circa 250 aziende; gli studenti, grazie agli stage svolti in azienda, hanno acquisito preparazione specifica e settoriale rispetto alle principali piattaforme informatiche, integrando la formazione scolastica con elementi tecnici e scientifici.
Significativo anche il progetto sperimentale MUSA, avviato nel 2013, che oggi mette in rete 11 licei del Veneto e ha attivi una decina di percorsi di alternanza scuola lavoro in musei, ville venete e fondazioni. A raccontarsi, i ragazzi del liceo Marco Polo di Venezia che a Palazzo Grassi si stanno occupando, affiancati dallo staff del museo, della programmazione, dello sviluppo e del follow up di iniziative specifiche curandone tutti gli aspetti. Coinvolti in un programma destinato agli adolescenti dal titolo “Palazzo Grassi Teens”, gli studenti contribuiranno ad avvicinare i loro coetanei al museo e all’arte contemporanea in generale.
Sul palco veronese anche due studenti del Galileo Galilei di Jesi, istituto tecnico che, candidando il progetto “Oli vegetali di frittura: un modello sperimentale” al concorso europeo “I giovani e le scienze 2015”, ha vinto la partecipazione all’Expo Sciences Mexico 2015 che si terrà a Tampico (Messico) nel prossimo dicembre. In qualità di “Ambasciatori della Buona scuola nel mondo” rappresenteranno l’Italia in un workshop internazionale: il Ministro li ha premiati oggi a JOB con una targa e biglietti aerei per Tampico.
Numerose altre le buone pratiche e le eccellenze presenti presso l’area espositiva del Miur in Fiera a Verona. Come quella degli studenti dell’Istituto Ettore Majorana di Martina Franca (Taranto) che, coinvolti in un’esperienza di alternanza simulata, hanno progettato e realizzato, a partire da un’idea di uno studente, “Lilybike”, una giacca “lowcost” per la sicurezza dei ciclisti con la quale è possibile essere facilmente identificati durante la corsa, soprattutto nelle ore notturne; visto il successo raccolto dal progetto, lo studente sta ora pensando di brevettare l’idea. Due classi quarte dell'Istituto professionale Puecher Olivetti di Rho (Milano) hanno invece realizzato un progetto di impresa formativa simulata all'interno della rete di scuole di Rho per Expo Junior: gli studenti dell’indirizzo commerciale hanno redatto un business plan per l'ideazione di un’impresa di abiti ecosostenibili, all’insegna del made in Italy artigianale rispettoso dell’ambiente; la classe a indirizzo moda ha quindi disegnato e creato un’intera collezione di abiti, in seta shantung e in denim non trattato. Gli studenti dell’Istituto tecnico tecnologico Bernardino Lotti di Massa Marittima (Grosseto) si sono invece messi alla prova con il già noto codice QrCode, da loro "ricostruito" ad hoc per indirizzare il consumatore a una pagina web istituzionale, con dominio .gov.it, che gli garantirà l’autenticità e la provenienza made in Italy del prodotto informandolo in modo trasparente. L’idea di start-up è stata presentata all'Expo di Milano. E ancora eccellenze di alternanza nei licei, tra cui la “Rete robotica a scuola” che vede capofila il Galileo-Ferrari di Torino con il progetto di studio e ricerca “Robotica medicale”: i ragazzi di cinque classi del liceo classico (quarta ginnasio e prima liceo) hanno realizzato una mano bionica - il cui prototipo è stato presentato in anteprima proprio a JOB&Orienta - in grado di interagire con l’uomo e di replicarne i movimenti della mano.
Tra le fruttuose collaborazioni tra scuola e imprese, anche quella di sette istituti tecnici industriali (elettrotecnici) di altrettante regioni (Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Campania e Lazio) che, grazie a un progetto di alternanza e formazione in apprendistato avviata lo scorso anno da Enel, ha visto coinvolti nell’anno scolastico 2014-2015 ben 145 studenti apprendisti.