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mercoledì 31 agosto 2016

Diritti delle donne e dei loro bambini e contrasto alla violenza: per Venezia spot con l'attrice Carolina Crescentini

Diritti-delle-donne-bambini-contrasto
Carolina Crescentini
VENEZIA - Premio Kineo: Carolina Crescentini con WeWorld contro violenza sulle donne. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il Premio Kinéo Diamanti al Cinema si schiera ancora una volta con WeWorld per difendere i diritti delle donne e dei loro bambini e contrastare ogni forma di violenza. Il Premio Kinéo Diamanti al Cinema si schiera per il terzo anno consecutivo con WeWorld per difendere i diritti delle donne e contrastare ogni forma di violenza.
Grazie al sostegno di Rosetta Sannelli e Tiziana Rocca, al timone del premio, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia i riflettori saranno puntati ancora una volta sul terribile problema della violenza sulle donne.

WeWorld, Organizzazione che si occupa di garantire i diritti dei bambini e delle donne vulnerabili in Italia e nel Sud del Mondo, presenterà la campagna di sensibilizzazione #potreiessereio - firmata dal fotografo Fabio Lovino - contro la violenza sulle donne.

In anteprima per Venezia lo spot realizzato dall’attrice Carolina Crescentini per raccontare le paure e le difficoltà di chi subisce violenza e non sa come uscirne.

La campagna - riporta il comunicato stampa -  nasce dal desiderio di riaffermare che la violenza sulle donne riguarda tutti noi perché in Italia 1 donna su 3 subisce una violenza. Le vittime sono molto più vicine di quanto si creda. Tutti dobbiamo prenderci la responsabilità di quanto sta accadendo nel nostro Paese, solo così potremo cambiarlo!

Tra i volti della campagna: Euridice Axen, Rossella Brescia, Regina Baresi, Giulia Bevilacqua, Carolina Crescentini, Elisa di Francisca, Tosca D’Aquino, Christiane Filangieri, Chiara Francini, Caterina Guzzanti, Lucrezia Lante della Rovere, Giulia Elettra Gorietti, Veronica Maya, Clarissa Marchese, Gabriella Pession, Tiziana Rocca, Francesca Senette, Barbara Stefanelli e Debora Villa.

I fondi raccolti sosterranno il programma nazionale di WeWorld contro la violenza sulle donne che comprende sia il progetto SOStegno Donna, che garantisce gli sportelli dedicati alle vittime aperti tutto l'anno 24 ore su 24 nei Pronto Soccorso dei maggiori ospedali italiani, sia i Centri WeWorld per le donne attivi nei quartieri più a rischio di violenza a Palermo Napoli e presto anche a Roma. Qui sono attive anche aree di child care per permettere alle donne-mamme di partecipare alle attività e contemporaneamente favorire uno spazio di osservazione in cui operatrici esperte possano rilevare situazioni di disagio grave, se non addirittura casi di violenza assistita e subita. Sono spesso questi i luoghi nei quali si può ascoltare la voce delle donne, dove il silenzio viene spezzato e la violenza viene riconosciuta da chi l'ha subita.

Dal numero solidale 45500 raccolti per 11.040.488 di euro per i terremotati di Lazio, Marche e Umbria

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ROMA - Sms solidale, la Protezione civile italiana comunica: raccolti oltre 11 milioni di euro. Attraverso il numero solidale 45500 sono stati finora raccolti, aggiornamento al 31 agosto 2016, 11.040.488,00 euro. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.
Terremoto Italia centrale: popolazione assistita.
Sono 4013 le persone assistite a seguito del violento terremoto che ha colpito il centro Italia, ospitate nei campi e nelle strutture allestite allo scopo. 994 persone trovano alloggio in quelle messe a disposizione nella Regione Lazio, in 1475 trovano posto nelle Marche, 1072 persone trovano alloggio nelle aree e strutture predisposte in Umbria e 472 persone risultano alloggiate in aree allestite in Abruzzo.

La disponibilità complessiva è di oltre 6316 posti, ai quali si aggiunge la possibilità di predisporre ulteriori moduli secondo necessità.

Tindaro Granata e le adozioni omosessuali a Bassano del Grappa, debutto in prima regionale a Bmotion teatro

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BASSANO DEL GRAPPA - A B.Motion in prima regionale il nuovo lavoro di Tindaro Granata sul tema delle adozioni omosessuali. Venerdì 2 settembre 2016 debutta in prima regionale a Bmotion teatro, il programma di Operaestate Festival Veneto dedicato ai linguaggi della scena contemporanea, il nuovo lavoro di Tindaro Granata. Approda così anche a Bassano uno degli autori più interessanti e socialmente impegnati della scena teatrale italiana di oggi.
Lo spettacolo, dal titolo “Geppetto e Geppetto”, è in programma alle ore 21.30 al Teatro Remondini.

Il testo affronta il tema di scottante attualità delle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. In scena accanto all'autore e regista Tindaro Granata uno straordinario gruppo di attori composto da Alessia Bellotto, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli e un superlativo Angelo Di Genio nella parte del figlio Matteo.

In scena si racconta la storia di Tony e Luca, due uomini che stanno insieme da diversi anni, condividendo il quotidiano e comportandosi come una vera e propria famiglia. Ma per essere una famiglia davvero felice i due sentono il bisogno di quei portatori sani di gioia che sono i bambini. 

Tony (Tindato Granata) vuole diventare padre. Luca (Paolo Li Volsi) vuole aspettare. I due vanno in Canada, e come il primo papà single della storia di tutte le storie, Geppetto, creano il loro piccolino. 

Geppetto e Geppetto tornano in Italia con il figlio Matteo che cresce circondato da tantissimo amore. 

Passano trent’anni. Il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo rivendica qualcosa al padre Luca, scaraventandogli addosso tutto ciò che ha significato per lui crescere in una famiglia “non normale”. Lo accusa di qualcosa che è mancato. Luca si difende, ma qualsiasi cosa dica, agli occhi di Matteo, sbaglia. I due si scontrano e si odiano, litigano, urlano, si separano, lasciando l’uno alla solitudine dell’altro. E’ difficile essere figli di gay, ma è difficile anche essere padri di figli normali. Un giorno Matteo andrà via, uno dei due Geppetto ritornerà, l’altro perdonerà, come in una qualsiasi famiglia “normale”.

“Questa non è la storia universale di tutti i figli nati da coppie omosessuali. - precisa Tindato Granata - Questa è la storia di un papà che vuole fare il papà e di un figlio che vuole fare il figlio. E’ il desiderio di un Geppetto di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue. E’ il desiderio di un ragazzo di ritrovare una figura paterna, vissuta nell’assenza di una figura materna, che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti senza il peso della mancanza”. 

“Siamo tutti figli, - conclude Granata - e io volevo indagare questi rapporti, complessi, sfaccettati, talvolta controversi, in tutte le coppie, e al contempo volevo parlare del desiderio di genitorialità nelle coppie omosessuali. Essere genitori richiede coraggio, amore, dedizione, perché i figli non perdonano nulla”.

Nessuna tesi preconfezionata, dunque, nessuna posizione pro o contro, per una storia che non vuol essere occasione di mera propaganda a favore delle unioni civili, ma semplicemente, attraverso la forza e la potenza del teatro, mira a sondare e raccontare la complessità dei rapporti umani, desidera dare voce alle differenze, sollevare il dubbio e la riflessione.

Comune di Paliano: anticipato l'inizio della mensa scolastica al 19 settembre 2016, per la scuola primaria e dell’infanzia

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Eleonora Campoli e Domenico Alfieri
PALIANO - Paliano, il nuovo anno scolastico fra novità e anticipazioni. Campoli: «Il mondo della scuola al centro dell’agenda amministrativa». Mancano pochi giorni all’inizio del nuovo anno scolastico e fervono i preparativi per far sì che tutto sia pronto per il suono della prima campanella. L’impegno dell’istituzione scolastica e dell’Amministrazione comunale di Paliano - riporta il comunicato stampa - è volto alla crescita continua dell’offerta formativa e il miglioramento degli strumenti e degli spazi a disposizione dei ragazzi per la loro crescita culturale ed intellettiva.
Molte le attività svolte nel precedente anno scolastico che troveranno continuità nell’anno in corso: “Orto In Condotta” di Slow Food, “La scuola del mangiare Bene e Sano”, “Il giardino delle streghe buone”, una serie di progetti che hanno trovato un positivo riscontro tra la popolazione scolastica. In più, di concerto con la scuola, verranno proposte di nuovo  al consiglio d’istituto attività volte all’integrazione, all’inclusione sociale e allo sport, all’approfondimento e al consolidamento della memoria storica.  Ancora, su richiesta della scuola che ha aderito e ottenuto finanziamenti europei (PON) per favorire la digitalizzazione nelle scuole, l’amministrazione ha dotato l’istituto comprensivo di una ulteriore linea internet, molto più veloce, permettendo così l’utilizzo a pieno degli strumenti digitali (tablet, ecc…) in aula.

La scuola è un mondo che coinvolge diversi attori, tra cui le famiglie che oggi giorno si trovano sempre più a dover conciliare i tempi lavoro- famiglia, sempre più frenetici. In quest’ottica più che positiva è la formazione di una nuova classe a 40 ore per la scuola primaria, che speriamo avvenga anche nei prossimi anni.  

L’Amministrazione comunale, inoltre, sempre per venire incontro alle esigenze delle famiglie, ha deciso di introdurre per quest’anno una novità anticipando l’inizio della mensa scolastica al 19 Settembre, sia  per la scuola primaria sia per l’infanzia. 

«Quest’anno ho voluto accompagnare gli auguri di buon lavoro e buon inizio anno scolastico – commenta l’assessora alle Politiche scolastiche Eleonora Campoli - con un breve resoconto di alcune delle iniziative portate avanti dal mio assessorato, nell’ambito delle politiche scolastiche e dei servizi, con l’auspicio di fare sempre di più e meglio per il bene dei nostri bambini e ragazzi, ponendo il mondo della scuola nel suo complesso, al centro dell’agenda amministrativa. Da quest’anno il nostro impegno sarà anche a favore di una nuova realtà che siamo orgogliosi di ospitare a Paliano: la sede distaccata dell’istituto alberghiero di Fiuggi». 

Il sindaco Domenico Alfieri ha dichiarato: «Tutte le iniziative che sono in programma per quest’anno, dimostrano come il settore della scuola e pubblica istruzione è uno dei settori cardine e punti principali di attenzione dell’amministrazione. In occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico voglio augurare buon lavoro al dirigente e ai collaboratori scolastici. Poi a maestri e professori, che hanno la grande responsabilità e il privilegio di formare i bambini e i ragazzi, che un giorno entreranno nel mondo del lavoro ispirati dai loro insegnamenti. E naturalmente un grande augurio a tutti gli studenti, ai bambini che per la prima volta entrano a far parte della comunità scolastica e a quelli più grandi che proseguono o completano il loro percorso formativo. Buon inizio a tutti».

Symposium internazionale su San Giuseppe Marello, vescovo di Acqui e fondatore della Congregazione degli Oblati

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TORINO - San Giuseppe Marello, sacerdote e vescovo della misericordia. Giovedì 1 settembre 2016 Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, ospita la prima delle quattro giornate del II Symposium internazionale su San Giuseppe Marello, vescovo di Acqui e fondatore della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe per l’educazione morale e cristiana della gioventù. Dopo il saluto, a nome dell'Assemblea regionale, della componente dell'Ufficio di presidenza Angela Motta, alle 16,30, in Sala Viglione, don Giovanni Dotta interviene sul tema Santità sacerdotale a Torino nell’Ottocento, padre Severino Dalmaso riflette su Giuseppe Marello sacerdote: identità e stile e don Luigi Berzano propone una panoramica sull’Ambiente ecclesiale e sociale di Torino e di Asti nella seconda metà dell’Ottocento.
I lavori proseguono nei giorni seguenti ad Asti, Acqui Terme (Al), Alba (Cn) e San Martino Alfieri (At) secondo il programma allegato.

Giuseppe Marello nasce a Torino il 26 dicembre 1846. Rimasto orfano di madre a quattro anni, si trasferisce a San Martino Alfieri, dove vivono i nonni.

Il 31 ottobre 1856 entra nel Seminario di Asti e, sempre ad Asti, viene ordinato sacerdote il 19 settembre 1868 dal vescovo Carlo Savio, che lo nomina suo segretario. Diventato vescovo di Acqui nel 1872, partecipa ai lavori del Concilio Vaticano I e si sente particolarmente felice per la proclamazione di san Giuseppe a patrono della Chiesa universale. A lui s’ispira per gli Oblati di San Giuseppe, congregazione religiosa sorta nel 1878. Sin dagli inizi del suo sacerdozio intuisce i bisogni della gioventù e dei poveri. Ai suoi preti chiede di essere “certosini in casa, apostoli fuori”. Muore, quasi cinquantenne, a Savona il 30 maggio 1895. È santo dal 2001.

Il Festival internazionale di musica di Ascoli Piceno, maratona musicale con 13 concerti, omaggia le vittime del terremoto

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Anna Maria Chiuri
ASCOLI PICENO - La rassegna musicale dedicata alle vittime del terremoto. Il basso Palazzi sostituito da Rinaldi Miliani. Maratona con tredici concerti. Il Festival apre con Rossini. Petite Messe con 36 artisti. Introduzione di Arturo Stalteri. Il Festival internazionale di musica di Ascoli Piceno, maratona musicale con 13 concerti, rende omaggio alle vittime del terremoto. E’ dedicata a loro, e non ci poteva essere musica più adatta, la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini che domani venerdì 2 settembre, ore 20,30, nell’auditorium Montevecchi, apre la rassegna musicale nata 20 anni fa.
Si tratta di una impegnativa coproduzione con il Coro Ventidio Basso. Nel corso della serata l’associazione culturale ascolipicenofestival, presieduta dalla professoressa Emanuela Antolini, prosegue nella raccolta di offerte a favore della popolazione del Piceno colpita dal sisma.

Questa Petite Messe Solennelle, capolavoro di Rossini, viene proposta , in versione originale con due pianoforti e un armonium. Sono impegnati 36 artisti: 28 componenti del Coro Ventidio Basso, 4 cantanti solisti, 3 pianisti e il direttore. Il cast è di altissimo livello. All’ultimo momento ha dovuto rinunciare il basso Mirco Palazzi, chiamato a Londra per una importante produzione, sostituito da Stefano Rinaldi Miliani voce altrettanto autorevole nel panorama lirico internazionale. L’evento inoltre si è arricchito della presenza del compositore, critico musicale e conduttore di Rai Radio 3 Arturo Stalteri che introduce l’opera con il suo stile rigoroso e divulgativo consentendo al pubblico una migliore comprensione del capolavoro rossiniano.

Andrea Rucli

A causa delle conseguenze del terremoto c’è un’altra piccola variazione nel primo appuntamento con i "Percorsi Piceni", domenica 4. Non potrà essere effettuata la visita interna, con relativo pranzo, a Castel di Luco rimasto lesionato dal terremoto. Il pranzo è stato spostato nell’altrettanto suggestiva Abbazia di Valledacqua  (costo concordato 20 euro). Per il resto programma rimane invariato.

La "Petite Messe Solennelle" è considerata il testamento spirituale di Rossini forse già presago della sua morte. La nuova concezione timbrica del suono, scavalcando l’esperienza romantica, anticipa direttamente quella del Novecento dando nuovi indirizzi estetici e forme avveniristiche. Dopo che il lavoro fu terminato il Cigno di Pesaro si rivolse direttamente al Buon Dio: “Eccola terminata questa umile Messa - scrisse nel manoscritto in calce all’Agnus Dei - E’ musica benedetta quella che ho appena fatto o è solo benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso”. 

Il cast vede il soprano Iano Tamar, il contralto Anna Maria Chiuri, il tenore Cesare Catani e il basso Stefano Rinaldi Miliani. Tutti cantanti da grandi teatri. Ai pianoforti Andrea Trovajoli e Andrea Rucli e all’armonium Anna Barbero. Direttore il maestro Giovanni Farina. 

Il Festival prosegue poi sabato sera con l’attesissimo concerto di Theo Teardo ("Le retour à la raisono", sonorizzazone di 3 corti di Man Ray.


Claudio Trovajoli


Anna Barbero

Cesare Catani

Stefano Rinaldi Miliani

martedì 30 agosto 2016

Luigi Pirandello resta. Restano non le analisi del testo ma la capacità di fare diventare il testo una confessione

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Pierfranco Bruni
ROMA - A lezione su Pirandello superando la critica dell'analisi del testo. Analisi o interpretazione? I limiti e le misure. A distanza di epoche c'e' molto ancora da capire e da catturare nell'opera di Luigi Pirandello. Certo, uno scrittore come lui non smette mai di rivelarsi. Lo si può leggere ed è facile e anche raccapricciante trovare una schematica incollatura tra i suoi scritti elaborando, a volte, un pensiero che risulti con gli anni un non pensiero.
A Pirandello non è possibile applicare una indagine critica storicista sia di natura positivista naturalista che liberale.

Croce e Luigi Russo sono quelli che meno hanno compreso Pirandello. Gramsci lo ha soltanto spolverato basandosi soprattutto sul suo iter teatrale. 

Pirandello resta un costruttore di una nuova forma di teatro. Di filosofia del teatro. Da Eduardo De Filippo a Totò, alla maschera dell'enigma e a Troisi le idee ci sono: occorre intrecciare la ribalta alla scena comunque. 

Costruisce il teatro moderno in un Occidente che per Pirandello, pur avendo studiato in Germania, ha bisogno dei riti e simboli dell'Oriente e della cultura greca. Inventa la novella in un narrativo poetico che è racconto. Spezza i generi tutti frantumandoli. Parla di romanzo quando il linguaggio è dialogante. Scrive le poesie come se fossero canti di una grecità soffusa in una ricordanza costante e colloquiando. Si occupa di cinema anticipando il ruolo scenico ma traghettando sulla scena stessa il personaggio sul quale uno storico della letteratura come Debenedetti ha realizzato il suo pensare critico. 

Il dato, comunque, fondamentale è che pur avendo scritto in molti di e su Pirandello soltanto pochissimi hanno focalizzato il vero incastro, in modo originale, tra l'esistente dell'esistere e il personaggio nella vita che diventa opera. 

Pirandello non va proposto come uno scrittore tra gli scrittori. Lui come D'Annunzio non sono soltanto il Novecento letterario. Sono la spaccatura con un secolo romantico e risorgimentale e gli iniziatori di una decadentismo che non è soltanto un fattore letterario. Ecco perché a non averlo capito sono quelli che hanno applicato gli strumenti letterari di una pagina scavata nella storia, ma non nel destino. Pirandello è altro rispetto alle ideologie come lo è D'Annunzio. 

Vita e forma in Tilgher sono un percorso significativo nel segno della Esistenza e della Morte. Diventano gli scrittori che maggiormente sono riusciti ad entrare nel vissuto labirintico e raccombolesco. Gli scritti di Pirandello sono il confine e la frontiera. Originalità e autenticita'. 

Tra questi Massimo Bontempelli e Corrado Alvaro. Il critico puro è sempre ostico e freddo e tratta Pirandello, con il metodo di un copia e in colla, come se fosse un soggetto sotto esame. Tranne nel caso di Guglielminetti e di Borsellino che hanno scritto pagine lungimiranti. Granfi ctutuci perché raccontano. E in parte Barilli. 

Perché Bontempelli e Alvaro? 

Il primo in un suo splendido approccio annota che il dramma pirandelliano è nella "smania per cui basta che tu getti un po' d'acqua sopra un po' di terra, e in breve ecco un brulicare di vite vegetali e animali che stavano ansiose in un angolo dell'intreccio ad aspettare". 

L'attesa di tutto è l'inquieto del necessario per comprendere come il linguaggio è l'insieme del vocabolario della vita. 

In Alvaro, Pirandello è "colpito dagli stessi pregiudizi che tessono il destino degli eroi dei drammi antichi e che fanno il fondo della psicologia popolare della sua giustizia e delle due leggi oscure. 

L'uomo s'inventa e di scopre parlando". 

Da questo punto di vista Pirandello diventa anche quell'uomo del labirinto raccontato da Alvaro. 

Come l'Ulisse di Joyce o l'uomo musiliano. 

Ci sono idee fisse nel grande scrittore, cesellava lo stesso Alvaro. Ciò allontana lo scrittore stesso dalla visione dal rappresentare il reale fittizio e dal considerare i suoi scritti come una indagine da sottoporre al critico oltre che al lettore. 

Ogni contraddizione diventa un enigma

In letteratura è così quando si ha la provata testimonianza di uno scrittore che vive le antropologie delle forme e del destino e non le ideologie come strumenti di occasione. 

Il primo punto di riflessione è proprio ciò che cesella Alvaro. Tra Pirandello e Alvaro non c'e' soltanto il labirinto. C'e' anche lo scritto di Alvaro dal titolo: "Quasi una vita". Il diario come in l'uomo fortificato alvariano o "ribellato" come in Camus. 

Pirandello in sostanza non ha bisogno del critico letterario. Come in D'Annunzio. 

Questo significa però che si apre una stagione in cui l'analisi del testo non ha più senso e si invitano i lettori ad autoanalizzare il testo stesso, leggendo direttamente gli scrittori. Autoanalizzare forse anche per autoanalizzarsi. 

La letterarura della grandezza qui sta e non nelle analisi o spiegazioni di chi pensa di possedere strumenti falce e rasoi. 

Allora. Il mio compito qui finisce. Certo. Ma Pirandello resta. Restano non le analisi del testo ma la capacità di far diventare il testo una confessione. 

La letteratura è confessione. Altrimenti è descrizione. 

La confessione può diventare e diventa così un genere letterario. Ma bisogna immaginarsi un viaggiatore tra le parole per superare la supponenza di analizzare ciò che avrebbe potuto pensare Pirandello nel momento in cui i pensieri stavano per trasformarsi in parola. 

Ciò non ha metodologia bensì mistero.

In televisione Il ritorno di Jason Bourne, per l’uscita nelle sale dell’ultimo capitolo della serie di film creata da Robert Ludlum

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MILANO - Il ritorno di Jason Bourne. Studio Universal (Mediaset Premium DT) presenta, in Prima TV, giovedì 1 settembre 2016, alle 20,10, il documentario: “Il ritorno di Jason Bourne”, in occasione dell’uscita nelle sale dell’ultimo capitolo della serie di film creata da Robert Ludlum.  Le origini e lo sviluppo della saga spionistica, incentrata sul personaggio di Jason Bourne, vengono esplorati ripercorrendo tutti e cinque i film e attraverso le interviste ad esperti del genere spionistico, registi, tecnici, stuntman, fino all’ interprete principale Matt Damon.
Le testimonianze sono di: Jeffrey Weiner, head of Ludlum Entertainment, Eric Van Lustbader, autore Bourne series, Richard Marek, Ludlum publisher, Yvonnick Denoël, autore, CIA specialist, Henry Morrisson, Ludlum agente, Olivier Delcroix, giornalista « Le Figaro », Doug Liman, The Bourne Identity director, Guillemette Odicino, « Télérama » journalist, Eric Aufèvre, location manager on The Bourne Identity.

CNH Industrial e il concept di trattore autonomo, allestimenti negli stand dei marchi Case IH e New Holland Agriculture

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LONDRA - I marchi di CNH Industrial presentano lo sviluppo di un concept di trattore autonomo. Nell’ambito del Farm Progress Show 2016, che si svolge a Boone in Iowa (USA), CNH Industrial ha fornito al pubblico un’anticipazione riguardo a uno dei possibili scenari futuri del settore agricolo. Nella giornata odierna, la Società ha organizzato un’anteprima aperta al pubblico del suo concept di trattore autonomo, esposto in due diversi allestimenti negli stand dei propri marchi Case IH e New Holland Agriculture.
Tra questi, un concept di trattore Magnum di Case IH completamente senza cabina e un concept di T8 di New Holland Agriculture chiamato NHDrive™, dotato invece di cabina per garantire un’elevata flessibilità operativa.

L’Innovation Group di CNH Industrial ha dedicato le proprie risorse per sviluppare la pionieristica tecnologia per un concept di trattore autonomo al fine di aiutare agricoltori e aziende agricole a massimizzare produzione e produttività in modo sostenibile, grazie alla capacità di utilizzare al massimo le condizioni ideali del terreno e del clima, nonché la forza lavoro a disposizione.

Le funzionalità di sterzata automatica e quelle relative alla telematica - riporta ancora il comunicato stampa - sono già disponibili sui trattori in commercio, ma la tecnologia del trattore autonomo le eleva a un livello nettamente superiore. Il concept di trattore autonomo di CNH Industrial, basato sui trattori tradizionali ad elevata potenza Magnum e T8 dei marchi Case IH e New Holland Agriculture, si serve dei migliori segnali GPS e di correzione satellitare disponibili in commercio per fornire una guida automatica di elevata precisione e una registrazione e trasmissione immediata dei dati del campo, consentendo così di spostare, monitorare e controllare completamente a distanza le macchine impiegate.

La tecnologia del concept di trattore autonomo di CNH Industrial rappresenta il prossimo passo del programma d’innovazione della Società e può portare a sviluppi di grande interesse per un futuro sostenibile e produttivo dell’agricoltura.



Nel telegiornale di “France 2”, la TV più seguita di Francia, Castel del Monte e le ricerche nel Politecnico di Bari

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BARI - Il mistero di Castel del Monte e le ricerche condotte nel Politecnico di Bari nel telegiornale delle 20 di “France 2”, la TV pubblica più seguita di Francia. In prima serata, il telegiornale delle 20 di “France 2”, il più importante canale televisivo pubblico francese, ha mandato in onda un apposito servizio dall’Italia sul mistero di Castel del Monte. Il reportage dell’inviato, François Beaudonnet, contempla la storia del maniero di Federico II e introduce le innovative ricerche condotte nel Politecnico di Bari.
Gli studi, avviati nel 2009 nel Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura del Politecnico di Bari da due ricercatori: Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro, consentono ora, attraverso lo studio dell’architettura del monumento, una nuova lettura ed interpretazione di Castel del Monte.

L’edificio medioevale – sostengono gli autori della ricerca -  fu edificato, secondo tecniche orientali legate agli Hammam arabi, per la cura del corpo e dello spirito  dell’imperatore. Gli ambienti del castello sono stati realizzati per questo scopo”. 

Il servizio, presenta inoltre, alcune sequenze sulla ricostruzione virtuale degli interni del castello realizzata dai ricercatori pugliesi e, nell’intervista, l’arch. Ubaldo Occhinegro, illustra alcuni dettagli sulle canalette convogliatrici delle acque di condensa delle pareti interne di uno degli ambienti.

Il servizio, con le suggestive riprese e interviste, è andato in onda il 17 agosto 2016.











Macchiagodena, con la Terrazza della Cultura, entra nel circuito culturale e turistico dei Borghi della Lettura

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MACCHIAGODENAInaugurata la Terrazza della Cultura all’ombra del castello angioino di Macchiagodena (Isernia). «Siamo molto contenti – ha detto il sindaco Felice Ciccone - di questo primo momento dedicato ai nostri concittadini e a quanti decidono di trascorrere un po’ di tempo da noi. La Terrazza della Cultura è solo il primo di una serie di spazi che intendiamo dedicare alla riscoperta della lettura, in favore soprattutto dei più giovani».
L’iniziativa è stata realizzata con i Borghi della Lettura di cui è referente locale Luciana Ruscitto, assessora alla Cultura del piccolo centro nell’isernino. La terrazza della cultura è la prima biblioteca all’aperto «dove – spiegano gli organizzatori - ci si può immergere completamente nella lettura, nella condivisione di libri, godendo al contempo di un contesto paesaggistico di assoluto pregio come quello del Matese. Un intervento di riqualificazione urbana dai costi ridotti, realizzato grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale che così ha inteso sancire il suo ingresso nel circuito culturale e turistico dei Borghi della Lettura. Una sfida ambiziosa».

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessora Ruscitto che ha dichiarato: «C'è stata la collaborazione da parte di tutta l'amministrazione ma il nostro grazie va soprattutto a chi ha offerto i libri e ai tanti turisti che stanno arrivando apprezzando l'iniziativa nonché ai Borghi della Lettura di cui ci onoriamo di far parte. Siamo convinti che con la cultura si costruiscono nuovi percorsi per il futuro».


lunedì 29 agosto 2016

Matteo Renzi decide: "I funerali delle vittime del terremoto si terranno ad Amatrice". Voce diversa dalla prefettura di Rieti

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Matteo Renzi
ROMA - Attraverso Twitter, il capo del Governo italiano, Matteo Renzi, ha affermato con forza che "I funerali delle vittime del #terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!".
Ma alle redazioni giornalistiche, e a quella di Cinquew News, è arrivato anche questo dalla Prefettura di Rieti: "I funerali per le vittime del terremoto della provincia di Rieti si svolgeranno domani, martedì 30 agosto 2016, alle ore 18, presso l’aeroporto civile di Rieti. La scelta di organizzare le esequie nel capoluogo reatino è stata presa dalla Prefettura di Rieti in considerazione delle sussistenti difficoltà nella viabilità e delle previste condizioni meteo sfavorevoli. Al fine di garantire la partecipazione dei familiari delle vittime e della popolazione tutta di Amatrice e Accumoli, sarà garantito, a partire dalle ore 10 e fino alle ore 15 un servizio navetta con partenza, oltre che dai campi di accoglienza allestiti nelle frazioni, per Accumoli, da località Fonte del Campo, e per Amatrice dal Palazzetto dello Sport. Il servizio verrà garantito anche per il rientro al termine della cerimonia. In aggiunta, sarà possibile per la cittadinanza assistere alle celebrazioni in diretta su due maxischermi installati presso il Campo Sportivo ad Accumoli, e nell’area dell’Istituto don Minozzi di Amatrice. I familiari delle vittime che vorranno avere informazioni potranno contattare la Prefettura al numero telefonico 0746 299475".

Nicole Grimaudo, Carolina Crescentini, Miriam Dalmazio, Lucia Sardo: le "Donne" di Andrea Camilleri su Rai1

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Alice Canzonieri e Giovanni D'Aleo
ROMA - Da martedì 30 agosto 2016, ore 20,30, un format innovativo e cross-mediale tratto dall'omonimo libro edito da Rizzoli. Le "Donne" di Camilleri in prima assoluta su Rai1 e sul Web. Nel cast Nicole Grimaudo, Carolina Crescentini, Miriam Dalmazio, Lucia Sardo, Neri Marcorè, Nino Frassica, Francesco Mandelli, Giampaolo Morelli, Claudio Gioè. Dieci film fiction da 10 minuti ciascuno, 10 storie di altrettante figure femminili affascinanti e misteriose: “Donne”, tratto dall’omonima raccolta di racconti di Andrea Camilleri edita da Rizzoli, è un innovativo format modulare e multipiattaforma, in onda in prima tv assoluta a partire da martedì 30 agosto alle ore 20.30 su Rai1 e online sulla piattaforma RAI.
Fra autobiografia e romanzo, “Donne” è un viaggio temporale che parte dagli anni Trenta per arrivare agli Ottanta, attraversando i cambiamenti della società, del costume e della figura femminile, ma anche le diverse età della vita del grande scrittore siciliano, dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta.

Negli splendidi scenari di Ragusa e Agrigento, un racconto alla scoperta della seduzione, del sesso e di quel formidabile e irrisolvibile enigma che è l’universo  femminile: dalla ferina e selvatica Nunzia (Alice Canzonieri), passando per la prostituta socialista Oriana (Nicole Grimaudo), la splendida svedese Kerstin (Giulia Achilli), la giovane Ofelia (Linda Caridi) sconvolta dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la bellissima Beatrice (Miriam Dalmazio), amica e compagna di boogie del protagonista. Il percorso simbolico di “Donne” segue lo scrittore a Roma, dove incontra la cameriera friulana dal grande cuore Jolanda (Anita Kravos) e la nobile ed elegante Pucci (Carolina Crescentini), e nei suoi viaggi, che lo portano a conoscere l’affascinante ed emancipata studentessa Ingrid (Elizabeth Kinnear) e la misteriosa Ines (Catrinel Marlon). Il racconto si conclude laddove era iniziato, in Sicilia e nell’infanzia di Camilleri, con il ritratto dell’amatissima nonna Elvira (Lucia Sardo). 

A dare volto e voce ad Andrea Camilleri nelle fasi della sua vita sono Neri Marcorè, Giampaolo Morelli, Claudio Gioè, Vincenzo Amato, Dario Aita, Glen Blackhall, Gabriele Rossi, Giorgio Pesce, Giovanni D’Aleo, Davide Tornesi. La serie vede inoltre la partecipazione di Nino Frassica, Francesco Mandelli, Johannes Brandrup. Il voice over è di Leo Gullotta.

Nicole Grimaudo

Il format da 10 minuti, con le sue declinazioni multipiattaforma, rappresenta un’innovazione nella produzione fiction – afferma la produttrice Gloria Giorgianni - perché mantiene nella trasposizione televisiva la leggerezza e la potenza del racconto breve e al contempo coniuga la qualità letteraria a un linguaggio moderno e cross-mediale”.

Donne” è prodotto da Anele di Gloria Giorgianni in collaborazione con Rai Fiction, con la regia di Emanuele Imbucci e il contributo del Comune di Ragusa, di Film Commission Ragusa, della Camera di Commercio di Ragusa, della Banca Popolare di Ragusa, della Fondazione Zippelli (RG) e del Distretto della Valle dei Templi (AG). Musiche originali di Matteo Curallo (Edizioni Sugar Music).

L’appuntamento con il primo episodio di “Donne”, Nunzia, è per martedì 30 agosto 2016 alle ore 20,30 su Rai1 e online sulla piattaforma RAI. I dieci episodi saranno poi in onda ogni giorno dal lunedì alla domenica per due settimane (con stop nelle giornate di giovedì 1, domenica 4, lunedì 5).

Carolina Crescentini e Francesco Mandelli

I funerali per le vittime del terremoto della provincia di Rieti martedì 30 agosto 2016, ore 18, all'aeroporto civile

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RIETI - I funerali per le vittime del terremoto della provincia di Rieti si svolgeranno domani, martedì 30 agosto 2016, alle ore 18, presso l’aeroporto civile di Rieti. La scelta di organizzare le esequie nel capoluogo reatino è stata presa dalla Prefettura di Rieti in considerazione delle sussistenti difficoltà nella viabilità e delle previste condizioni meteo sfavorevoli. Al fine di garantire la partecipazione dei familiari delle vittime e della popolazione tutta di Amatrice e Accumoli, sarà garantito, a partire dalle ore 10 e fino alle ore 15 un servizio navetta con partenza, oltre che dai campi di accoglienza allestiti nelle frazioni, per Accumoli, da località Fonte del Campo, e per Amatrice dal Palazzetto dello Sport.
Il servizio verrà garantito anche per il rientro al termine della cerimonia.

In aggiunta, sarà possibile per la cittadinanza assistere alle celebrazioni in diretta su due maxischermi installati presso il Campo Sportivo ad Accumoli, e nell’area dell’Istituto don Minozzi di Amatrice.

I familiari delle vittime che vorranno avere informazioni potranno contattare la Prefettura al numero telefonico 0746 299475.

Thriller originale di John Verdon, ne "Il Castigo" la pedofilia malattia e le diverse influenze su bambine e bambini

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COMO - Il Castigo, libro di John Verdon (2012 Edizioni Piemme, pagine 559). Un thriller originale, perché presenta una faccia di una malattia che, solitamente, non viene mai analizzata. Sappiamo bene,  l’Organizzazione mondiale della sanità ce lo conferma, che la maggior parte dei pedofili sono stati, a loro volta, bambini abusati. L’essere umano non fa altro che rimettere in scena i disagi subiti, piccoli o grandi che siano.
Di questo disturbo, solitamente, ne sono artefici i bambini maschi. Le bambine, parrebbe, si limitano a subire senza che ciò influenzi un loro comportamento aggressivo nell’età adulta.

Ebbene, non è così. Anche le bambine, una volta diventate donne, possono perpetrare a loro volta gli abusi subiti su altri bambini.

Questo romanzo, ben congegnato e scritto con perizia, ci presenta questo lato della medaglia, una faccia che rimane, perlopiù, oscura.

Il detective David Gurney è da più di un anno che ha lasciato il distintivo; con la moglie si è ritirato in una casa di campagna, in mezzo alla natura, limitandosi a tenere qualche corso per altri detective.

La madre di una ragazza uccisa il giorno delle sue nozze, lo viene a cercare, pregandola di aiutarla a trovare l’assassino della figlia che l’ha decapitata.

Incerto se accettare o meno il caso, alla fine cede a quella parte di sé che non può rinunciare alla ricerca della verità.

Le indagini cominciano e si addentrano in un terreno sempre più vischioso. Si sa che l’assassino è un giardiniere messicano che lavorava per il marito della sposa. Subito dopo l’omicidio è come scomparso nel nulla.

Il marito è uno psichiatra, nella sua clinica si occupa di ragazze abusate, diventate a loro volta abusanti. Sua moglie era una di loro.

Succedono eventi strani, altri omicidi uguali a quello su cui sta investigando Gurney giungono alla sua attenzione. Lo stesso detective viene preso di mira.

Infine: la soluzione.

Un buon libro, scritto bene, definito: “Una storia da incubo, un thriller al cardiopalma” da EL MUNDO.

di Miriam Ballerini

Offerta sanitaria allargata e condivisa delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta nell’interesse dei rispettivi abitanti

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TORINO - Sanità, Piemonte e Valle d’Aosta insieme per una programmazione allargata a vantaggio dei cittadini. Positivo incontro oggi, 29 agosto 2016, a Torino. Le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta lavorano ad una programmazione dell’offerta sanitaria allargata e condivisa, nell’interesse dei rispettivi abitanti. Basta concorrenza selvaggia di confine, i servizi saranno concordati. E’ questo in sintesi il contenuto del primo, positivo incontro di collaborazione tra le due Regioni che si è tenuto questa mattina a Torino: i due assessori regionali alla sanità, Antonio Saitta per il Piemonte e Laurent Vierin per la Valle d’Aosta insieme ai due direttori generali dei loro assessorati, Fulvio Moirano ed Igor Rubbo, hanno condiviso l’intento di collaborazione che troverà definizione precisa in veri e propri atti di programmazione sanitaria condivisa, da sottoporre all’approvazione delle rispettive Giunte regionali a breve.
Tra le sinergie da rafforzare - riporta ancora il comunicato stampa -, quella sulla rete oncologica del Piemonte, che è già estesa alla Valle d’Aosta, e quella dedicata alla chirurgia specialistica infantile, dove esiste già un rapporto consolidato con l’Ospedale infantile di Alessandria. Nelle intenzioni delle due Regioni, c’è la volontà di stringere un legame definito con il Piemonte che serva da esempio anche alle altre Regioni, soprattutto in vista dell’accordo di carattere nazionale sulle mobilità dei pazienti. L’intesa tra Piemonte e Valle d’Aosta dovrà naturalmente prevedere un dare e un ricevere per entrambe.

All’incontro era presente anche il direttore dell’Asl di Aosta Massimo Veglio. 

Ora toccherà ai due direttori generali degli assessorati di Torino e d’Aosta mettersi al lavoro per definire nel dettaglio i termini dell’intesa sulla programmazione allargata e condivisa.

“Siamo fiduciosi - concludono Saitta e Vierin – che questa sia la strada giusta da intraprendere. I confini tra Piemonte e Valle d’Aosta non devono più costituire un vincolo burocratico”.


Sul sito Internet del Comune di Ascoli il modello per la segnalazione dei danni a seguito dei terremoti dal 24 agosto 2016

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ASCOLI PICENO - Modulo segnalazione danni a seguito di eventi sismici e richiesta di sopralluogo. L'Amministrazione comunale di Ascoli Piceno ha pubblicato sul sito del Comune, con accesso diretto dall'home page www.comuneap.gov.it, il modello per la segnalazione dei danni a seguito di eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016 e richiesta di sopralluogo.
Il modulo compilato dovrà essere consegnato presso la sede della U.O.A. Polizia municipale e protezione civile V.le Marcello Federici, 80 - 63100 Ascoli Piceno o trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata: vigili.ap@pec.it

La pianista e compositrice Cettina Donato, col suo quarto album "Persistency - The New York Project", al Blue Note

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Cettina Donato
NEW YORK - Domenica 4 settembre 2016. Blue Note New York: Cettina Donato presenta il nuovo album "Persistency". Al Blue Note di New York Cettina Donato live con il suo quartetto e il nuovo album "Persistency". Pianista e compositrice, presenterà in anteprima a New York il suo quarto album "Persistency - The New York Project" insieme col batterista Eliot Zigmund, al sassofonista Matt Garrison e al contrabbassista Curtis Ostle.
Compositrice e pianista siciliana, Cettina Donato da sempre divide la sua carriera tra Stati Uniti, Canada e Italia, luoghi nevralgici dove, tra jazz e classica, ha sviluppato un intenso percorso artistico, dalla composizione e direzione per orchestra, alla conduzione di formazioni come trio e quartetto, al piano solo, collaborando, tra gli altri, con Salvatore Bonafede, Ray Santisi, Laszlo Gardony, Marc Rossi, Joanne Brackeen, Greg Hopkins, Jackson Schultz, Ken Pullig, Dick Lowell, David Santoro, Giovanni Mazzarino, Adam Nussbaum, Hal Galper, Billy Harper, Matthew Nicholl, Ron Savage, Scott Free, Marc Rossi, Scott DeOgburn, Dario Deidda, Roberto Gatto, Ken Cervenka, Bob Pilkington, Marcello Pellitteri, Marco Panascia, Ron Reid, Orazio Maugeri, Dado Moroni, Bob Mintzer, Garrison Fewell ed altri.

Il JAZZIT Award 2015 - riporta ancora il comunicato stampa - ne riconosce i meriti annoverandola nella classifica dei migliori arrangiatori italiani. Un patrimonio di conoscenze e espressività che in Italia diffonde anche attraverso una intensa attività didattica nei conservatori di Messina, Alessandria e Livorno.

Il nuovo progetto "Persistency-The New York Project" sarà registrato l'1 e 2 settembre a Brooklyn e sarà  presentato in anteprima esclusiva al Blue Note di New York il 4 settembre con due concerti: il primo alle ore 11.30 e il secondo alle 13.30. Nasce dal successo di precedenti collaborazioni di Cettina Donato con il grande batterista Eliot Zigmund e con il sassofonista Matt Garrison e il contrabbassista Curtis Ostle. Nell'album, i brani originali sono concepiti come grandi omaggi agli artisti più amati da Cettina Donato: George Gershwin, Thelonious Monk e Herbie Hancock - che più volte ha incoraggiato la stessa Cettina allo sviluppo della sua vena creativa - anche se a livello compositivo talvolta si discosta dalla tipica forma della jazz song.


Valorizzato è comunque il senso della semplicità e della cantabilità, da sempre peculiarità della sua visione musicale. La tracklist "ospita" anche il brano "Lawns" di Carla Bley, con un mood che rispecchia musicalmente l'andamento dell'intero disco.

Il prossimo appuntamento, sempre negli Stati Uniti, il 9 settembre a Boston, con un concerto inaugurale della stagione Allegro Concert Series.

BIOGRAFIA DI CETTINA DONATO

Pianista, compositrice e direttore d’orchestra messinese, Cettina Donato si è distinta negli Stati Uniti e Canda per la grande raffinatezza e versatilità musicale nell’affrontare e fondere tra loro i diversi generi, in particolare classica, jazz e pop.

Negli anni ha suonato con alcuni tra i didatti-jazzisti più importanti dell’area jazz, tra cui Salvatore Bonafede, Ray Santisi, Laszlo Gardony, Marc Rossi, Joanne Brackeen, Greg Hopkins, Jackson Schultz, Ken Pullig, Dick Lowell, David Santoro, Giovanni Mazzarino, Adam Nussbaum, Hal Galper, Billy Harper, Matthew Nicholl, Ron Savage, Scott Free, Marc Rossi, Scott DeOgburn, Dario Deidda, Roberto Gatto, Ken Cervenka, Bob Pilkington, Marcello Pellitteri, Marco Panascia, Ron Reid, Orazio Maugeri, Dado Moroni, Bob Mintzer, Garrison Fewell ed altri.

Negli Stati Uniti è stata impegnata come performer, bandleader e direttore di Big Band per diverse organizzazioni musicali, festival e jazz club tra New York, Los Angeles, Boston, Cambridge, Austin.


Ha ricoperto il ruolo di International President del Women In Jazz del South Florida, associazione volta alla promozione di musiciste e compositrici di tutto il mondo.

In Italia ha collaborato come direttore, compositrice e arrangiatrice con varie orchestre tra cui l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, la New Talents Jazz Orchestra di Rona, l’Orchestra Giovanile “Città di Molfetta”, la Late Night Jazz Orchestra di Los Angeles e la Cettina Donato Orchestra di Boston composta da musicisti provenienti dai cinque continenti. 

Si è esibita in importanti festival tra cui l’Umbria Jazz, è stata finalista al concorso Note Di Donna (Piacenza Jazz Festival) e si è piazzata seconda al Luca Flores Award come miglior jazzista italiano emergente.

Il suo primo album “PRISTINE” ha ottenuto ottime recensioni da alcune tra le più importanti riviste di jazz italiane e straniere come Jazzit, Musica Jazz, Jazz Magazine, JazzTimes, Keep Swinging, JazzWise, Metronome, Boston Globe. Il secondo disco “CRESCENDO”, registrato con un’orchestra jazz e un quartetto di archi e che comprende sue composizioni originali, è stato premiato al Jazzit Award come uno dei migliori album internazionali del 2013.

Sta riscuotendo un notevole successo di vendite e di critica il suo terzo lavoro “THIRD” (Blue Art Management), uscito nel febbraio 2015, che comprende sue composizioni per jazz trio.

Diplomata in Pianoforte classico e laureata in Musica Jazz al Conservatorio “A. Corelli” di Messina, nonché al prestigioso Berklee Music College di Boston dove ha ricevuto il Carla Blay Award, è a sua volta impegnata anche sul fronte della didattica, come docente dei Conservatori di Livorno, Alessandria e Messina.

L’attesissimo ritorno al romanzo di Jonathan Safran Foer: "Eccomi". A Torino con Maurizio Molinari ed Elena Loewenthal

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TORINO - Mercoledì 31 agosto 2016 "Eccomi" di Jonathan Safran Foer in anteprima europea al Circolo dei lettori di Torino. Il Circolo dei lettori, via Bogino 9, Torino, mercoledì 31 agosto, ore 18. L’attesissimo ritorno al romanzo di Jonathan Safran Foer in dialogo con Maurizio Molinari, direttore La Stampa ed Elena Loewenthal, scrittrice, in collaborazione con Caffe Vergnano, ingresso libero fino a esaurimento posti.
Jonathan Safran Foer aveva venticinque anni quando venne acclamato genio e speranza della letteratura americana. Correva l’anno 2002 e il giovane scrittore nato a Washington, nel frattempo trasferitosi a Brooklyn, dava alle stampe Ogni cosa è illuminata, in Italia pubblicato con Guanda: un romanzo che raccontava, tra ironia e intensità, il viaggio di un ragazzo ebreo americano alla scoperta delle proprie radici in Ucraina. Nel 2005, il successivo Molto forte incredibilmente vicino è considerato l’ennesimo struggente capolavoro.

Undici anni dopo, uno degli scrittori contemporanei di maggior talento ritorna al romanzo con Eccomi (Guanda), un appassionante intreccio di legami famigliari, tragedie storiche, identità e cultura ebraica.

Mercoledì 31 agosto alle ore 18 l’autore fa tappa al Circolo dei lettori di Torino per la prima data del tour europeo, in concomitanza con l’uscita nelle librerie italiane, inaugurando la stagione autunnale di Palazzo Graneri che, per l’occasione, riapre anticipatamente. A dialogare con lui, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari e la scrittrice Elena Loewenthal.

Eccomi, il cui titolo riprende il versetto 22 del libro della Genesi, quando Dio ordina ad Abramo il sacrificio del figlio Isacco e il patriarca risponde con una completa e cieca adesione, è un’opera dalla portata universale, ma che al tempo stesso indaga i risvolti più intimi e significativi della crisi che colpisce una comune famiglia americana. Quella di Jacob, sceneggiatore per la tv, e di Julia, architetto. Tradimenti veri o presunti, frustrazioni professionali, ribellioni dei figli adolescenti, pensieri suicidi da parte del nonno: tutti elementi che poco alla volta logorano la coppia fino a quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che porta all’invasione dello stato di Israele. Di fronte a questo inatteso scenario, tutti sono costretti a confrontarsi e interrogarsi sul significato della parola casa. Come si può, nel mondo attuale, assolvere ai doveri, talvolta contrastanti, di padri, mariti, figli, mogli, madri? In che modo difendere la propria identità personale quando la vita di ciascuno è così strettamente legata a quella degli altri?

Il professore Camillo Nuti con i tecnici universitari dei Dipartimenti di Architettura, Ingegneria e Geologia nelle aree terremotate

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ROMA - Terremoto. Una squadra di specialisti di Roma Tre in partenza per le zone terremotate. Al coordinamento, guidato dal professore Nuti, partecipano oltre 100 tecnici delle università del Centro Italia dei Dipartimenti di Architettura, Ingegneria e Geologia. Roma, 29 agosto 2016. Gli esperti dell’Università degli Studi Roma Tre stanno per partire per portare il proprio contributo nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto.
I docenti specialisti di strutture, restauro e geologia dell’ateneo romano presteranno la propria opera nell’ambito di un coordinamento guidato dal professore Camillo Nuti, ordinario di Tecnica delle costruzioni, che dal 2001 insegna Progettazione strutturale a Roma Tre nei corsi di laurea di Architettura e Ingegneria civile. Fanno parte del team le Università di Lazio (Roma Tre, La Sapienza, Tor Vergata, Cassino ed Unicusano), Abruzzo (L'Aquila e G. D'Annunzio), Marche (Politecnica di Ancona e Camerino) e Umbria (Perugia), con otre 100 docenti e ricercatori coinvolti.

Il coordinamento si occuperà di attività legate all’agibilità degli edifici, delle strutture e delle infrastrutture. Di concerto con la Protezione civile, le squadre si occuperanno degli edifici pubblici e in particolare sulle scuole, valutandone la sicurezza e la conservazione.

I docenti, ricercatori assegnisti, e dottorandi dei Dipartimenti di Architettura, Ingegneria e Geologia di Roma Tre coinvolti nelle operazioni sono oltre 40.

«Intendiamo dare il nostro contributo tecnico scientifico ed umano, come abbiamo fatto in tutti gli ultimi eventi sismici, e per quanto mi riguarda a partire dal sisma della Campania del 1980; tutti noi abbiamo esperienza vissuta sul campo», spiega il professore Camillo Nuti.

«Per poter meglio contribuire nelle operazioni post-sisma, d’accordo con i colleghi degli atenei del Centro Italia abbiamo da subito utilizzato il nostro coordinamento. Su richiesta della Rete dei laboratori universitari di Ingegneria sismica (Reluis), che coordina i rapporti tra Protezione Civile ed Università, da oggi una squadra di docenti delle Marche, cui fanno parte Andrea Dall’’Asta di Camerino e Graziano Leoni di Ancona, effettuerà sopralluoghi per l’agibilità nelle scuole della zona marchigiana, un nostro gruppo costituito da Franco Di Fabio dell’Aquila e Fabrizio Paolacci ed io di Roma Tre ci recheremo a Norcia per sopralluoghi d’agibilità delle scuole. Siamo pronti a un impegno anche maggiore».

domenica 28 agosto 2016

Violeta del Carmen Parra Sandoval mi ha formato ascoltandola, leggendola, osservandola. L'assurdo delle democrazie

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Violeta del Carmen Parra Sandoval e Pierfranco Bruni
ROMA - Nel centenario della nascita di Violeta del Carmen Parra Sandoval e a 50 anni dal suo suicidio per rendere grazie alla vita in un canto sciamano. Violeta Parra ha accompagnato, con la solitudine che mi sono tracciato per i fatti importanti che tracciano la mia vidas e che nessuno ancora è riuscita ad entrarci perché alcuno è riuscito a capire e penetrare il sottosuolo e mai nessuno entrerà, e accompagna tutto il mio viaggio.
È un giorno, questo, in cui rivelo i miei veri tracciatori di destini.

Violeta mi ha formato ascoltandola, leggendola, osservandola, vedendola, e il suo suono e canto meta – andino non può che condurmi in quella civiltà che non è mistero, ma magia. Io e Violeta. Il suo viaggio dalla morte è il viaggio in una aurora che porta le luci alle ombre.

È lei che mi ha preso per mano nelle notti buie e mi ha condotto nella magia degli sciamani. Continuo ad ascoltarla perché credo che il mondo sciamano ha in lei una interprete fondamentale di un percorso che è fatto di “intenzioni” e di percezioni. Viverle, le sue parole, è come esistere nelle sue parole. 

Era nata a San Carlos il 4 ottobre del 1917. Siamo, tra poco, ad un centenario tondo. I suoi testi non smettono di camminare nelle culture, soprattutto in quelle culture che hanno una visione antropologica ed etnica. Soltanto le civiltà che esprimono un forte canto etnico e geo - antropologico conoscono il senso della libertà. 

Violeta Parra ha sempre amato la libertà e l’assurdo delle democrazie che nulla hanno a che fare con il senso della libertà. La libertà è altra cosa. Il suo canto “Gracias a la vida” credo che sia il canto sciamano, nell’età moderna, in modo straordinariamente sublime e tocca le corde dell’anima e le ali dell’aquila. 

Gli studi antropologici riferiti al canto, sul quale sto cercando di lavorare in un intreccio con le letterature sciamane, mi portano proprio su queste strade. Un testo  che risale al 1966 inserito nell’album  “Las últimas composiciones” e che è stato affidato alle voci incantevoli, dopo la scomparsa di Violeta, di Mercedes Sosa, che regala un’interpretazione scavante proprio in un pensiero castanediano – zambraniano, di Joan Baez, degli Inti-Illimani, di Herber Pagani, di Gabriella Ferri, (inquieta cantautrice suicida), di Andrea Parodi ed Elena Ledda. Sigla, e colonna sonora, di molti film che hanno come profondo il misterioso (penso alle Fate ignoranti” del 2001. 

Ma chi è stata per me Violeta Parra Sandoval? Già il secondo cognome, Sandoval, mi porta alle mie radici “castellane”. Mi riporta a Diego Sandoval e a Isabella Morra. Sandoval era l’amante della poetessa lucana, la bella Isabella, la quale, per il suo amore nei confronti di Diego Sandoval, viene pugnalata dai fratelli e Isabella portava negli occhi il tempo lunare delle curandere. 

Violeta mi ha insegnato non solo ad amare la vita attraversandola, ma anche a cantarla, a recitarla e a mettere insieme il dolore con l’allegria in un naufragio tanto amato dal mediterraneo Ungaretti e dall’andaluso Garcia Lorca. Una cantante. Una poetessa nel tempo della magia. Grazie alla vita. Un inno solare che supera ogni teologia delle ubbidienze, perché la letteratura è disubbidienza. Anzi è religiosa disubbidienza e non può essere teologia delle regole. 

Il dato antropologico è la centralità della civiltà e del popolo come eredità di una tradizione. “Grazie alla vita che mi ha dato tanto/Mi ha dato il suono e l'alfabeto/Con esso, le parole che penso e dichiaro/ Madre, amico, fratello, e luce che illumina/L'itinerario per l'anima di colui che sto amando”. 

“Gracias a la vida, que me ha dado tanto/Me ha dado el oído, que en todo su ancho/Graba noche y día, grillos y canarios/Martillos, turbinas, ladridos, chubascos/Y la voz tan tierna, de mi bien amado”.

Violeta non contesta con il suo canto e con la sua vita, e non voglio entrare nel suo privato, ma disubbidisce. La disubbidienza è la linea orizzontale e verticale anche della mia vita. Non solo la rivolta camusiona e la ribellione del ragazzo terribile di Molnar, ma soprattutto la disubbidienza. La disubbidienza ci rende liberi. L’arte ha un compito preciso che è quello di non accettare e di non consolidare il mestiere della prassi e della teologia.

Scriveva Violeta:  “Ogni artista ha l’obbligo di mettere la sua creatività al servizio degli uomini. Oggi non si deve cantare più di ruscelletti e di fiorellini. Oggi la vita e’ più dura e la sofferenza del popolo non può essere disattesa dall’artista”. 

Cosa potrà salvarci ci si chiedeva epoche fa? Il canto sciamano resta una preghiera nell’incanto del sogno. Violeta Parra: “En los jardines humanos/que adornan toda la tierra/pretendo de hacer un ramo/de amor y condescendencia”.  Ovvero: “ Nei giardini umani/che adornano tutta la terra/mi sforzo di comporre un bouquet/d'amore e di condiscendenza” (Violeta Parra, “Es una barca de amores”). 

Perché tutto ciò? Bisogna sempre accettare, accogliere e condividere i silenzi le urla i dolori l'infinito e il finito della vita. Noi non siamo intramontabili. Il crepuscolo è parte del nostro viaggio. 

L'importante è restare sempre con se stessi e mai vedere i passanti passare. Non mi sono mai affacciato alla finestra per guardare gli altri. Io rispondo sempre in prima persona dei miei sbagli dei miei successi del mio sorriso della mia allegria e dei miei naufragi. Gli amori sono nella luce dell'alba. 

La solitudine è il pensiero dei meriggi. Non ti rattristare se ciò che accade ti accade e non dire mai proprio a me doveva accadere. Sei nella vita e la vita è in te. Mai dimenticarlo. Dimenticare è perdersi. Sembra ancora dirmi il canto sciamano andino.

Violeta Parra è sostanzialmente l’autrice del canto delle montagne, dei deserti, del mare e porta con sé il sogno mai perso di una vita con la gratitudine del vissuto. 

È come se mi avesse detto: Fai tutto ciò che occorre per restare sempre nella vita e non camminare mai sui passi dei mercenari. Viaggia per restare nella contemplazione e nella illuminazione degli uomini del deserto e della luna. 

C’è l’insegnamento delle curandere in me: Ama perché solo amando puoi vedere ciò che chi non sa amare non potrà mai vedere. Non contare le ore dell'orologio ma quelle del tuo cuore e poniti sempre alla luce del Sole. 

Il dio del Sole sarà sempre con te e ti impedirà anche nelle disperazioni di non venderti l'anima. Devi puoi amare fino al punto in cui qualcuno non ti chiederà di venderti l'anima. Non è amore. Allora osserva il silenzio e ascolta la pietra d'Oriente. Andrai dove le aquile sanno cosa è il vento. Prega senza mai lasciarti pregare. Si tratta dunque di una antropologia del vivere. Ma lei muore sucida. 

Come il mio Pavese. 

Il suo suicidio. Io non mai creduto che i suicidi possano trovare una motivazione e tanto meno una giustificazione. È il vento del destino che porta la morte. Aveva 50 anni quando si suicida. Era il 5 febbraio del 1967. A Santiago del Cile. Un altro anniversario tondo. A 50 anni dalla morte. 

Ebbe a dire Víctor Jara: "La presencia di Violeta Parra e’ come una stella che non si estinguera’ mai. 

Violeta, che purtroppo non può  più vedere il frutto del suo lavoro, ci ha indicato il cammino; noi non facciamo che continuarlo e dargli, ovviamente, il segno del presente”. 

Nel segno del presente io ritrovo ancora il suo canto. Quel suo canto che mi accompagnava nelle giornate dell’Università in una Roma terribile e magica. Ma avevo cominciato a studiare Violeta negli anni ultimi del mio Liceo, quando ho conosciuto l’ignoranza della scuola e di alcuni docenti e la saggezza di mio padre e di mia madre. 

Tutto ha un senso. Anche questa richiesta di ripensare Violeta dopo decenni.  “....Gracias a la vida que me ha dado tanto me dio dos luceros que cuando los abro/ perfecto distingo lo negro del blanco /y en el alto cielo su fondo estrellado/ y en las multitudes el hombre que yo amo...”. Testo scritto nel 1965 e pubblicato l’anno successivo. Cosa resta dopo aver ritrovato i miei appunti su Violeta? Una considerazione forte. 

Così: Ci sarà un tempo in cui il tempo finirà. Il mio tempo finirà. Quando il mio tempo smetterà di raccogliere le ore non vorrò rimpianti e neppure nostalgie. Troppe sono state le nostalgie che mi hanno abitato. Non vorrò altari e neppure prediche buie. Mi basterà un canto. Soltanto un canto sciamano e un rigo un rigo soltanto di lacrima per asciugare il vento che sarà attraversato dall'aquila. 

Non vorrò prediche buie e neppure parole che diranno "il Signore sia con te con voi". 

Solo un canto sciamano che avrà un silenzio e una voce che dirà grazie alla vita. Tutto il mio viaggio è stato una magia non interrompetela con i fiori dei morti ma ridatemi soltanto le rose blu dei miei deserti e le pietre di sale dei miei mari. Forse siamo oltre l’esistenzialismo. Ma l’antropologia ci permette di penetrare il sottosuolo della filosofia e con Violeta ciò è possibile nel suo canto puramente francescano. Il “Cantito delle Creature” è in “Gracias a la vida”. 

Ella scrisse: “Non lo intendo come una sopravvivenza archeologica isolata che si sviluppa come cultura dominata nei confronti di una cultura dominante, ma come un fenomeno culturale vivo che corrisponde a determinate forme sociali e che si trasforma o si annulla in funzione di tale corrispondenza”. 

La vera funzione di una antropologia che recupera nel presente la tradizione. Videro bene gli Inti - Illimani nel dire: “Violeta parlò, in forma di canzone, di cose che fanno parte della nostra sofferenza quotidiana. Delle belle canzoni. Per noi è un punto di riferimento costante. Crediamo che Violeta Parra sia un pilastro fondamentale della nostra storia, come lo sono Pablo Neruda e Gabriela Mistral”. 

Il canto continua con i suoi versi. Il canto continua a cantare perché hanno colori e sembrano, le parole, formare un mosaico: “gli arazzi sono come canzoni dipinte”, in una intervista Violeta. Il gioco è un incastro in una metafisica dell’esistere: “Grazie alla vita che mi ha dato tanto/Mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto/Così io distinguo la felicità dal rimpianto”. 

La felicità dal rimpianto continuerà ad accompagnarmi come una preghiera, come un suono, come una musica. Come un incanto. Come una Alchimia. Troverò altri appunti dalle mie cartelle liceali e degli anni universitari dedicati a Violeta. Il mio scavare nella religiosità antropologica degli sciamani parte dal suo canto e giunge sino ad oggi. Gracias a la vida!

“Yo no protesto por mí
porque soy muy poca cosa,
reclamo porque a la fosa
van las penas del mendigo.
A Dios pongo por testigo
que no me deje mentir,
no me hace falta salir
un metro fuera 'e la casa
pa' ver lo que aquí nos pasa
y el dolor que es el vivir”.

"Io non protesto per me / perche’ sono poca cosa. / Reclamo perché alla fossa / Van le pene del mandico. // Chiamo Iddio come/testimone / perché non mi faccia mentire; / Basta che metta il naso /Un metro fuori di casa / Per vedere quel che ci succede, qui, / E il dolore che e’ vivere". 

Accarezzo il sogno. Il sogno mi cammina nella vita. La vita mi scorre nei labirinti. Il labirinto traccia destini. il destino è nella magia. La magia è alchimia. L’alchimia è nella danza sciamana. Mi dedicherò a lei nelle prossime stagioni tra l’antropologia, la danza, il canto, la letteratura, la vita e il tempo che è sempre una scommessa e un rischio ed è comunque una uscita di sicurezza.