Etica non violenta, su vulnerabilità e precarietà della vita umana. A Napoli di parla di Judith Butler

judith butler
NAPOLI - Precarietà come violenza che colpisce i soggetti più deboli, le donne, le nuove generazioni esistono percorsi per vivere meglio? La sociologa americana Judith Butler propone un'etica non violenta, fondata sulla consapevolezza della vulnerabilità e precarietà della vita umana, che possa condurre a nuove forme di solidarietà e giustizia globale: su questo tema si confrontano alla Biblioteca Nazionale di Napoli (Sala Venezuelana) giovedì 4 dicembre ore 16,30 Simonetta Buttò, direttore della biblioteca, Francesca Vitelli consulente per la progettazione imprenditoriale complessa autrice del libro "Una vita da precaria", Fabiana Cacciapuoti, del Gruppo ricerca soggettività femminili della biblioteca e Tristana Dini, dell'Associazione internazionale donne filosofe.
A confronto la vita in America dopo l'11 settembre con i risvolti sulle vite private e le libertà individuali? Dall’ altra sentimenti e sensazioni che animano in Italia i lavoratori precari - soprattutto la generazione, degli odierni quarantenni- e la difficoltà che questi incontrano nel vivere in un modo profondamente diverso da quello per il quale erano stati preparati. Non manca una riflessione sulle donne a cui va il merito di aver mostrato l’importanza della nozione di vulnerabilità nell’etica e nella filosofia politica.
Judith Butler insegna Retorica e Letteratura comparata all’Università della California, la più discussa filosofa femminista statunitense da alcuni anni si è imposta all’attenzione del dibattito politico e filosofico internazionale per la sua riflessione sul rapporto tra soggettività, norme e violenza nell’epoca dei conflitti e della guerre globali. 
(Napoli Biblioteca Nazionale - Piazza del Plebiscito 1 - Palazzo Reale - si accede attraverso l'ingresso di piazza Trieste e Trento).

Ilaria Guidantoni racconta un Paese affascinante e criptico, Marsiglia-Algeri viaggio al chiaro di luna

ROMA - Marsiglia-Algeri, viaggio al chiaro di luna. Libro di Ilaria Guidantoni. Algeri, la “Bianca”, una città avvolta in una luce di struggente bellezza, ancora chiusa nella paura del terrorismo e nell’orgoglio della guerra d’Indipendenza, perennemente in bilico tra l’anima autoctona - con le donne quasi tutte velate e truccatissime - e la tentazione francese, con l’intellighentia algerina espatriata in Francia, i giovani che vanno a Parigi per vestirsi e il Paese che coltiva un buon francese, parlandolo quasi più dell’arabo. Questo terzo libro della collana REvolution di Albeggi Edizioni, Marsiglia-Algeri, viaggio al chiaro di luna (364 pagine), racconta un Paese affascinante e criptico: l’Algeria.
La firma è quella della giornalista Ilaria Guidantoni, che ha già pubblicato per Albeggi Edizioni sulla transizione tunisina e si cimenta nuovamente col Mediterraneo, verso cui nutre una grande passione. Il viaggio si sviluppa ascoltando le voci di femministe, intellettuali, artisti e imprenditori; osservando il dialogo interculturale e interreligioso; esaminando le opportunità di sviluppo sotto il profilo politico, economico, di cooperazione, del turismo. Attraverso questo viaggio l'autrice prova a immaginare il futuro dell'Algeria se essa saprà riconquistare l'anima mediterranea, diventando un punto di riferimento a livello internazionale in materia di politica energetica, lotta al terrorismo (Continua a leggere...)

Michael Haneke in esclusiva prima tv in chiaro su laeffe con la sua opera da Oscar "Amour"

michael haneke
MILANO - Da lunedì 1 dicembre, ore 21 su laeffe (canale 50 Dtt e tivùsat, 139 Sky) l’Oscar Amour in esclusiva su laeffe. Dopo aver trionfato alla 85ª edizione dei Premi Oscar e a Cannes, l'opera di Michael Haneke arriva in esclusiva prima tv in chiaro su laeffe. Vincitore di oltre 50 premi ai più importanti festival internazionali cinematografici, tra i quali un Premio Oscar, un Golden Globes, due BAFTA Award e una Palma d’oro. Definito dalla stampa un capolavoro (The Wall Street Journal e The Times) e un’opera che lascerà in segno per sempre (The New York Times), Amour arriva in prima tv in chiaro su laeffe(canale 50 Dtt e tivùsat, 139 Sky) lunedì 1 dicembre alle 21.00, come punta di diamante del ciclo laeffeFilmFestival di dicembre.

Questo capolavoro del regista austriaco Michael Haneke, già Palma d’Oro nel 2009 con The White Ribbon, è un’opera di amore e devozione, dolce ma spietata allo stesso tempo.  Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva, due attori formatisi con la Nouvelle Vague, interpretano magistralmente Georges e Anne, una coppia di anziani professori di musica, felici ed innamorati. La malattia che colpisce Anne sconvolge però presto le loro vite, catapultando la coppia in una quotidianità faticosa, straziante. Una quotidianità che lo stesso Haneke tratteggia con struggente poetica portando su grande schermo due argomenti come l’amore nella vecchiaia e l’eutanasia.
Haneke spiega così la scelta di lavorare su due argomenti così delicati: «Mi è successo di dovermi misurare con un dolore simile, di una persona di famiglia, che ho molto amato, e per cui ho molto sofferto. Ho fatto delle ricerche e comunque quella che racconto non è una situazione insolita. I film devono aprire un dialogo, bisogna obbligare il pubblico a cooperare. E questo vale anche per la letteratura, un libro che spiega tutto è un libro morto. Chi pensa di spiegare il mondo in 90 minuti sta solo prendendo in giro qualcuno».
Una scelta stilisticamente e cinematograficamente coraggiosa che ha portato Amour a vincere nel 2013 il Premio Oscar ed il Golden Globes come miglior film straniero. Nello stesso anno, è stato insignito ai BAFTA Award sempre come miglior pellicola estera. Ai BAFTA, Emmanuelle Riva, nel ruolo di Anne, ha ricevuto il riconoscimento come miglior attrice protagonista. Nel 2012 il film è uscito trionfatore alla 65ma edizione del Festival di Cannes, vincendo la Palma d’Oro. Amour si è imposto nello stesso anno anche gli European Film Awards, ricevendo premi per il miglior film, miglior regia, miglior attore e miglior attrice.

Antonella Magliozzi, Arturo Avossa, Angela Santini, Gabriele Lacchè e Michele Riefolo a Trani con le loro opere

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TRANI (BARLETTA) - “Mics” Movimento Incontro Contemporaneo Scambio. Esposizione Collettiva d’Arte Contemporanea. Opere di Antonella Migliozzi, Arturo Avossa, Angela Sansini, Gabriele Lacchè, Michele Riefolo, dal 7 al 14 dicembre 2014. Palazzo Palmieri, Piazza Trieste, Trani (Bt). Vernissage domenica 7 dicembre 2014, ore 19. Gli artisti Antonella Magliozzi, Arturo Avossa, Angela Santini, Gabriele Lacchè e Michele Riefolo esporranno le loro opere a Trani, nella splendida cornice dello storico “Palazzo Palmieri”. La rassegna d’arte contemporanea gode del patrocinio del Comune di Trani, direttore artistico Michele Refolo.
Palazzo Palmieri ospiterà le opere dei cinque artisti italiani, provenienti da diverse regioni, rappresentando idealmente la sede di un incontro tra differenti forme d’arte e di pensiero contemporaneo che coinvolgerà i visitatori e gli stessi artisti, suscitando emozioni uniche.
M.I.C.S. è l’acronimo di Movimento, dato dallo spostamento delle forme artistiche nel nostro Paese cui consegue l’Incontro tra le varie forme e stili artistici e tra gli stessi artisti, Contemporaneo, è il linguaggio con cui si parla e si vuole parlare al nostro Paese e lo Scambio culturale che tutto ciò necessariamente comporta.

Il vernissage è previsto per domenica 7 dicembre 2014 alle ore 19. 
La mostra, a ingresso libero e gratuito, sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dal 7 al 14 dicembre 2014, secondo i seguenti orari: mattina, dalle ore 10 alle 13; sera dalle ore 18 alle 22.

Marsiglia-Algeri, viaggio al chiaro di luna. Ilaria Guidantoni racconta un Paese affascinante e criptico

guidantoni
ROMA - Marsiglia-Algeri, viaggio al chiaro di luna. Libro di Ilaria Guidantoni. Algeri, la “Bianca”, una città avvolta in una luce di struggente bellezza, ancora chiusa nella paura del terrorismo e nell’orgoglio della guerra d’Indipendenza, perennemente in bilico tra l’anima autoctona - con le donne quasi tutte velate e truccatissime - e la tentazione francese, con l’intellighentia algerina espatriata in Francia, i giovani che vanno a Parigi per vestirsi e il Paese che coltiva un buon francese, parlandolo quasi più dell’arabo. Questo terzo libro della collana REvolution di Albeggi Edizioni, Marsiglia-Algeri, viaggio al chiaro di luna (364 pagine), racconta un Paese affascinante e criptico: l’Algeria.
La firma è quella della giornalista Ilaria Guidantoni, che ha già pubblicato per Albeggi Edizioni sulla transizione tunisina e si cimenta nuovamente col Mediterraneo, verso cui nutre una grande passione. Il viaggio si sviluppa ascoltando le voci di femministe, intellettuali, artisti e imprenditori; osservando il dialogo interculturale e interreligioso; esaminando le opportunità di sviluppo sotto il profilo politico, economico, di cooperazione, del turismo. Attraverso questo viaggio l'autrice prova a immaginare il futuro dell'Algeria se essa saprà riconquistare l'anima mediterranea, diventando un punto di riferimento a livello internazionale in materia di politica energetica, lotta al terrorismo nel Nord Africa e valorizzazione delle minoranze linguistiche. Il volume raccoglie anche una selezione di fotografie in bianco e nero dell’Algeri di oggi, scattate dalla stessa autrice e da Maria Paola Palladino, arabista e islamista, Presidente dell’Associazione italo-algerina Jawhara, che ha collaborato al reportage. Il libro viene presentato in anteprima a Roma il 10 dicembre alle 18 presso la Libreria l’Argonauta, in Via Reggio Emilia 89. Sarà acquistabile dallo stesso giorno presso il sito www.albeggiedizioni.com e dalle principali librerie online e sarà in vendita nelle librerie e scaricabile come ebook ad inizio gennaio 2015.
Ilaria Guidantoni: giornalista, blogger e scrittrice, vive e lavora tra Roma, Milano e Tunisi. Appassionata di letteratura araba, si è dedicata soprattutto al Maghreb francofono dove in parte vive, studia la lingua araba e svolge attività professionale e di ricerca nell’ambito del dialogo tra la sponda nord e sud del Mediterraneo, in particolare in tema di confronto tra le religioni, evoluzione socio-politico-culturale dell’area, diritti delle donne e rilettura della storia e delle relazioni tra i popoli. Tra i lavori pubblicati:  l’instant book I giorni del gelsomino (P&I Edizioni, 2011); il romanzo verità Tunisi, taxi di sola andata (NO REPLY Editore, 2012) il reportage Chiacchiere, datteri e thé. Tunisi, viaggio in una società che cambia (Albeggi Edizioni, 2013), il racconto Chéhérazade non abita qui nel libro collettivo uscito il 25 novembre 2014 contro la violenza sulle donne, dal titolo Chiamarlo amore non si può (Casa Editrice Mammeonline), Il potere delle donne arabe (Mimesis editore). Nel 2014 ha collaborato con il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo per le voci l’osmosi siciliana in Tunisia, l’emigrazione italiana interna nel Novecento e i lavoratori italiani nelle miniere nel mondo (SERItaliAteneo) Ha partecipato in rappresentanza dell’Italia a Tunisi al I Forum internazionale sulle identità multiple nell’area dell’Euro-Maghreb organizzato dalla Commissione europea nel 2013. Ha ricevuto il riconoscimento della Giuria internazionale del premio per i Diritti Umani 2014, XVI edizione Salento porta d'Oriente, Omaggio a Nelson Mandela.

La letteratura dimentica e i poeti sono feriti dalla propria terra. La recita di Franco Costabile nel male oscuro

costabile
CATANZARO - A novant'anni dalla nascita di Franco Costabile tutto è dimenticato. La letteratura dimentica e i poeti sono feriti dalla propria terra. A Novanta anni dalla nascita si può dimenticare un poeta? La recita di Franco Costabile in un suicidio che è "male oscuro". I simboli parlano come se fossero un linguaggio ormai acquisito, ma i simboli nel linguaggio non sono altro che un intrecciare di metafore. Il linguaggio della poesia e della narrativa costituisce una proposta, oltre ad essere punto di contatto tra la parola e il tempo, di un dialogante modello comunicativo.
Il Sud della poesia di un poeta completamente dimenticato come Franco Costabile ha sempre proposto una griglia di simboli che si definiscono in un linguaggio non solo poetico ma archetipico. Oltre la strascicante realismo ci sono versi che tagliano il impatto, il cui senso stesso della parola recupera un tracciato che ha immediati ragioni, ma anche delle ragioni di un linguaggio che è quello ben ancorato alla sua terra e alla sua esistenza.
Terra come esistenza ed esistenza come una geografia mai dimenticata.
 Una terra che è  ricordo e memoria, ma anche rappresentazione di luoghi e di vissuti. Giuseppe Berto parlando di Franco Costabile ebbe a dire che "le nostre parole erano semi che cadevano sul terreno buono, avrebbero dato frutti". Una metafora quasi gidiana o evangelica.
Le parole come semi nel vocabolario della scrittura - vita diventano per Berto, che legge e comprende Costabile, scavi di esistenze trivellate nell'anima. Costabile è un poeta dall'esistenza corta e dal mosaico ampio, il cui incastrare tasselli è un incidere nella sabbia della memoria ma non della nostalgia.
Sì, la Calabria ha il suo senso. Forse senza la Calabria come terra non avremmo avuto il poeta della "rosa nel bicchiere", che ascolta ogni petalo come se fosse una proustiana madeleine di un ricordo deciso ma sfuggente.
Ci sono realtà che si decifrano come ceselli di metafora. Il dolore è un permanente girovagare che cerca comunque di aggredire la realtà e non solo di rappresentarla come pensò Pasolini che misurava le poetiche con il metro del proletariato visionario tra passione e ragione. 
Costabile non ha agganci con Lorenzo Calogero. Sono due viaggi complessi e diversi. Calogero resta fino  in fondo il poeta della metafisica. Costabile resta nella lettura della dimensione bertiana del "rinnovamento", senza mai scordare una interpretazione sociale della terra del suo abitato che si fa geografia. Calogero è sempre oltre la terra.
Ci resta quella "rosa nel bicchiere", in Costabile, come una andalusa bandiera nel vento che lacera coscienza.
Era nato a Sambiase, in Calabria, nel 1924. Lo stesso anno di Saverio Strati, il quale ha dedicato a Costabile una bella pagina usando la metafora della "Calabria infame". Muore suicida in una Roma sempre amata dalla Calabria nel 1965. Soltanto qualche hanno dopo di Lorenzo Calogero e un anno dopo della pubblicazione di quel "male oscuro" di Giuseppe Berto, il Berto che amò la sua poesia.
Sono novant'anni dalla morte. In Costabile sono passate generazioni di poeti ed è stato attraversato da generazioni di poetiche, ma il suo verso è rimasto in quella lezione ungarettiana che ha segnato un Novecento poetico nello spazio di una terra desolata e in solitudine, ma pur sempre una terra dove nascono i simboli, come ebbe a dire Berto. È vero, la letteratura dimentica i poeti e le terre nelle quali sono nati non hanno memoria.

Dal 5 dicembre 2014 il burlesque approda a Napoli, rifioriscono le atmosfere sregolate e licenziose dell’avanspettacolo

napoli
NAPOLI - Il Burlesque Cabaret Napoli presenta "La Petite Revue". Dal 5 al 7 dicembre 2014 il burlesque approda finalmente a Napoli, al Teatro Il Primo, facendo rifiorire le atmosfere sregolate e licenziose dell’avanspettacolo. Grazie alla ricerca e alla creatività delle artiste di Burlesque Cabaret Napoli, la città rivive l’epoca d'oro degli spettacoli di rivista. Il burlesque, il cabaret, la musica e la danza, in una miscela multiforme che incanterà gli uomini e infiammerà le donne. "La Petite Revue (La Piccola Rivista)", presentato da Burlesque Cabaret Napoli, è uno spettacolo che alterna momenti cabarettistici a ironiche esibizioni di striptease. I più affascinanti motivi jazz, blues e swing degli anni ’20 e ’30, sapientemente orchestrati dal più antico dei DJ Frank Diana, accompagneranno le apparizioni fantastiche di Fanny D’Amour, Roby Roger, Candy Bloom, Sery Page e della special guest Rita Lynch. Ci saranno spettatori da adescare e… sbeffeggiare, spettatrici da scatenare, sfarzosi abiti d’epoca da sfoggiare e… sfilare, e poi racconti arguti e risate pungenti.
È il mondo intemperante del burlesque, signori, il mondo dominato dalle donne.
GUEST STAR: Rita Lynch, modella, performer di burlesque, attrice e cantante
Il Burlesque Cabaret Napoli presenta:
"La Petite Revue"
Teatro Il Primo
Via del Capricorno,4
Venerdì 5 dicembre ore 21
Sabato 6 dicembre DOPPIA ore 18 e 21
Domenica 7 dicembre ore 18







Opere di Andy Warhol nella Sale di Palazzo Nervegna, a Brindisi la mostra “The American dream”

nervegna
BRINDISI - Dal 5 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015 le splendide Sale di Palazzo Nervegna saranno vetrina di una selezione di opere di Andy Warhol. La mostra, titolata “The American dream”, è ad ingresso gratuito. E’ organizzata da “E.M.A. preziosi d'arte” con la collaborazione di “Spirale di Milano” e patrocinata dal Comune di Brindisi ed è figlia di un progetto più ampio curato da Achille Bonito Oliva, partito nel 2013 a Porto Cervo e che ha già transitato dal PAN di Napoli, da Montecarlo e adesso a Brindisi, per poi concludersi al Kremlin di Kazan in Russia nel 2015.

Scopo della mostra, oltre quello di portare nel nostro territorio artisti che hanno fatto la storia dell'arte, è quello di raccontare il sogno americano attraverso una rassegna di opere degli anni ’60, ‘’70 ed ’80. Un viaggio nell' America del boom economico che scopre nel passato il nostro presente e svela le radici della società contemporanea con opere di un'attualità disarmante.
In concomitanza con l’inaugurazione della mostra di Wharol, si terrà il “Nervegna art & wine festival”, un elegante viaggio enogastronomico in cui il connubio “vino ed arte” servirà a far gustare i sapori dell’eccellenza  pugliese a tutti quelli che si recheranno a Palazzo Nervegna per ammirare la selezione di opere del genio della pop – art  nelle giornate del 5 e 6 dicembre prossimi.

Cinquant’anni di arte della pittrice Principia Bruna Rosco, omaggio di Tiziana Cera Rosco e Andrea Serrapiglio

milano
MILANO - Nella splendida Sala degli Affreschi di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, il giorno 9 dicembre 2014, dalle ore 17,30 alle 20 si terrà il vernissage della Mostra di pittura dell’artista Principia Bruna Rosco. La Mostra si protrarrà fino al 15 dicembre 2014, con la presenza in sede dell'artista tutti i giorni dalle 17,30 alle 19,30. E' una mostra celebrativa dei cinquant’anni di attività artistica della pittrice. Per festeggiare questo evento, in omaggio a Principia Bruna Rosco, gli artisti Tiziana Cera Rosco e Andrea Serrapiglio sosterranno due performance: in apertura la Performance - CLOROFILLA "Remember your Eyes" e in chiusura PRIMO SANGUE “Quinta intercessione di PATIENTIA”.
Principia Bruna Rosco, originaria della Basilicata, ha sviluppato la passione creativa fin da piccola, formandosi nelle botteghe dei grandi maestri dell’arte come Schifano, Brindisi e Kodra.
Hanno parlato di lei i più importanti critici d’arte come Giorgio Falossi, Antonino De Bono, Fernando Silo, Giorgio Rota, Walter Venanzio. Hanno scritto di lei quotidiani e riviste di rilevanza nazionale quali IL GIORNO, DENTRO MILANO, ARTE PIU’ ARTE etc. etc.
La stampa si è da sempre interessata alla sua arte e per lei sono stati scritti numerosi e rilevanti articoli. Ha al suo attivo più di seicento mostre di pittura, personali e collettive, tenute sia in Italia che all’estero: America, Germania e Inghilterra. Le sue opere sono presenti in molti Musei; le più importanti sono al Museo d’Arte Sacra di Chieti e al Museo di Arte Contemporanea di Praia a Mare, al Circolo Ufficiale Esercito Militare Lombardia, nella Sede Nazionale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e in moltissime Sedi Istituzionali, oltre alle innumerevoli collezioni private.
Principia Bruna Rosco è un’artista socialmente impegnata ed ha promosso molte mostre di beneficienza per TELETHON, l’AIFO, l’AIDO, l’ABA e altre istituzioni. Dal punto di vista artistico, Principia Bruna Rosco è in continua trasformazione. Circa trent’anni fa, ha abbandonato il figurativo formale per privilegiare uno informale tendente all’astratto. La sua è una pittura d'istinto, di gesto, una pittura che prevede l'intero coinvolgimento corporeo per creare una realtà interiore e più profonda.
In questa mostra, la Rosco evoca un viaggio emozionante fra tonalità cromatiche intense messe con estrema sensibilità e passione per creare atmosfere che arrivano dritto all'anima. Nelle sue opere vi è il flusso della vita, il divenire. Infatti, nel forgiare l'eterno movimento, attesta la continua trasformazione che diventa il fulcro attorno al quale ruota la natura.
Il famoso critico d’arte dott. Giorgio Falossi, che cinquant’anni fa ha presentato la sua prima mostra, per questo importante evento le ha fatto pervenire il suo rilevante pensiero: “Principia Bruna Rosco, una donna del nostro tempo che si interessa alla pittura, ma pratica anche il giornalismo ed intensamente la scrittura, prima poesia, poi romanzi ed ancora uno sguardo al cinema. La pittura amata sin da bambina. Principia Bruna Rosco dipinge fiori, paesaggi, figure, sempre più perfezionandosi, sempre più cercando di cogliere la scintilla dell’arte per trasformarla in un fuoco bruciante.
Allieva saltuaria di Mario Schifano. La scelta di un artista tanto contro il novecentismo dell’epoca, tanto avverso alle consuetudini e alla regolatezza, non poteva che influire sul suo modo di dipingere e di interpretare la vita, cosi che la sua forza, il suo ardore, mantenuto da sempre, lo ritroviamo nella pittura. Ci sono fiori e paesaggi leggibili nel figurativo, figure e ritratti espressionisti. Nelle  margherite, la libertà del motivo le pone in un mare di verde, immerse nell’ansia di cogliere la luce, di ubriacarsi dell’attimo fuggente, in un tutto che fa comprendere la nervosa subitaneità gestuale dell’artista.
1Tutto molto intenso, affidato al segno scattante, nervoso e al colore forte, ricco di pigmenti e di umori. Poi con il tempo, la forza rutilante dell’espressione non ha più bisogno della forma. Ancora una volta il colore, solo il colore è già sufficiente ad esprimere le certezze che Principia Bruna Rusco coltiva nella sua visione attuale del tempo e dello spazio. Vi è oggi, nei suoi quadri, un serrato avvicendarsi di luci e di cromatismi che cercano armonia, che lanciano messaggi, che parlano la lingua della mente. Intravediamo oggi in essa non solo la scrittrice e la poetessa, ma anche la propositrice di un mondo migliore, un mondo più uguale, un riscatto a fronte alta di tutto l’universo femminile. Dilagano i grandi gialli autunnali impastati con la luminosità dei rossi.
Sovrastano cieli come aurore boreali paesaggi arroccati su se stessi, in un complesso di inquiete atmosfere. E poi c’è il centro del mondo, il punto ove si trova l’arte, il posto dove risiede l’artista, stretto in un cerchio di fuoco, insieme a tentazioni e desideri, a sottili angosce, che impongono la risoluzione dei dubbi con un colpo di orgoglio.
Principia Bruna Rosco è al centro di questo reticolo paesaggistico fatto di spiritualità intellettuale, pressato da un esterno eseguito in tecnica mista e smalti, raffigurato da incroci, bruciature, sovrapposizioni che non potranno mai arrivare a scalfire la volontà e la disciplina dell’Artista”. 
Il colore è il protagonista assoluto della sua pittura....è denso, è acceso, sembra quasi manifestare tutte le emozioni della pittrice, riuscendo a colmare spazi del nostro animo ancora inesplorati.
Attraverso il colore Principia crea storie di vita, di sentimenti, schegge di umanità. La forza di quest'artista sta nel mettersi continuamente in gioco, seguendo nuove formule, nuovi percorsi, nuove sperimentazioni, con l'energia di una ragazzina che vuole ancora cavalcare l'ignoto. E a noi, innamorati della sua Arte, non resta che aspettare cosa ci serberà ancora, cosa ci sarà......OLTRE.

La curatrice
Architetta Tiziana V.Visconti

Progetto internazionale di lettura e scrittura "Scampia Storytelling", la passione di Rosa Tiziana Bruno - VIDEO

napoli
NAPOLI - Vento in poppa alle Vele di Scampia. Non solo degrado sociale. "Si parte da Scampia perché vogliamo essere portatori sani di fantasia e non possiamo fare a meno di immaginarli verso orizzonti nuovi, perfino dove nessuno riesce a vederli". Queste le parole ricche di passione dell'organizzatrice, Rosa Tiziana Bruno, per l'Icwa, l'Associazione italiana scrittori per ragazzi, che con il patrocinio del Comune di Napoli e con la Regione Campania, hanno presentato, oggi, 28 novembre 2014, il progetto internazionale di lettura e scrittura "Scampia Storytelling".

Una raccolta di storie scritte da ragazzi di diverse nazioni, uniti a quelli di Scampia. Spaccati di vita quotidiana, per trasmettere su canali internazionali le belle realtà e le persone che le vivono.

I racconti, tradotti in spagnolo, portoghese, inglese e tedesco, sono pubblicati nel blog scampia stories wordpress

Afferma la presidente dell'associazione, Manuela Salvi: "Vogliamo con l'Icwa, salvare una specie in via d'estinzione. Un po' come il Wwf, ma in questo caso si salva la categoria degli scrittori per ragazzi. L'Italia è un paese dove si legge sempre meno. Se continua così, gli scrittori si estingueranno. Il messaggio è quello di non vedere la lettura solo dal punto di vista didattico, ma di trasformarla in amore e ricerca personale al di fuori delle mura scolastiche". Anche il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Virgilio Quattro, Paolo Battimiello è un sostenitore della lettura: "La scuola ha investito sulla lettura, è una cosa che è parte di noi. Questa manifestazione, voluta da anni e realizzata grazie all'aiuto di molti amici, è un momento per noi molto importante che conferma che le nostre, sono le scelte giuste. I bambini imparano ad assaporare, ad annusare i libri, a leggerli, e un domani, chissà, potranno scrivere le loro storie".

Ma non sarà solo "una maratona" sulla lettura questa due giorni a Scampia. Nel progetto anche prosa, poesia, fotografia e fumetto. Lo scrittore Roberto Piumini, ad esempio, ha composto dei versi ispirandosi alle foto scattate dai bambini nelle Vele. Il fotoreporter Carlo Hermann propone percorsi di narrazione fotografica, in collaborazione con il Centro Hurtado. La scuola del fumetto, ComixArs terrà un workshop sui super eroi e il disegnatore Giuseppe Guida darà vita ad una graphic novel ispirata dal giovane poeta di Scampia, Emanuele Cerullo. Tutti con l'unico obiettivo di incontrarsi leggendo e narrando storie. Perché la narrazione è un'opportunità di conoscenza e riscatto. Anche in questo Scampia può diventare un simbolo di rinascita. Sabato 29 novembre, gli scrittori dell'Icwa si recheranno di nuovo alle Vele per condurre laboratori di lettura nelle scuole e nei centri di aggregazione sociale. L'associazione si impegna a restare in contatto con i bambini, anche dopo questo evento, mirando a diventare una realtà permanente nel panorama delle iniziative per ragazzi.

Versi di un inedito tra le trincee della Grande Guerra. Mai saremo disertori. Ma sempre vigili. Sentinelle nell’onore

grande guerra
ROMA - Mai saremo disertori. Ma sempre vigili. Sentinelle nell’onore. Versi di un inedito tra le trincee della Grande Guerra. Mai disertori. Sempre sentinelle. Vigilanza di una identità. I poeti soldati o i poeti militari alle frontiere dove l’Italia incontra una Europa che si chiama Germania, Ungheria, Francia…  Ci sono versi che recitano “Non saremo mai disertori…”. La Guerra non è fatta soltanto di battaglie tra i campi e le trincee. È anche dettata alle pagine. Alle parole che si fanno vita, ad una scrittura il cui significato trova il suo vero senso di una Nazione e di una identità.
La Grande Guerra tra i militari che raccontano la storia di esistenze attraverso il linguaggio della letteratura. Soldati poeti. Militari che hanno amato la letteratura e, grazie alla parola, hanno cercato di legare la pagina della vita con quella della storia intrecciando il raccontate  al dire della poesia.
 “Mai saremo disertori. Ma sempre vigili.
Sentinelle nell’onore che richiama echi di umanità e di elmetti.
Siamo soldati in marcia, come uomini mai sconfitti
tra le steppe e i campi.

Disertori mai tra la vita che sfida la morte”.
 Ancora:
 “Non ci vedranno fuggire e mai negati
ad un’idea che ha il tonfo delle baionette”.
Ho studiato molti scrittori che hanno vissuto la guerra e dalla guerra sono stati scavati. Ho incontrato militari di carriera che hanno amato la letteratura i libri, i linguaggi dell'arte. 
Ho scritto oltre che su poeti come Ungaretti Valeri Palazzeschi Marinetti D'Annunzio, anche su militari dell'esercito che si sono formati alla scuola del classicismo che tocca Petrarca Leopardi Dante come il caso del tenente e poi colonnello Agostino Gaudinieri. 
Ho recuperato versi e tratteggi di poeti e scrittori anonimi che hanno intrecciato il linguaggio poetico al vissuto militare.
“Mai vedremo l’aurora come quella notte
strizzata dal fuoco rosso nelle trincee
affossate dai morti
che cercano la vita
tra le mani dei compagni
già lacerati dai colpi dei mortai”.
Certo. Ci sono poesie che rimandano al verseggiare di Ungaretti, il quale resta un riferimento in una poetica che è, appunto, strazio e lacerazione. La Grande Guerra è stata vissuta non, (soltanto), come una esperienza, ma come una completezza dell'essere uomo tra l'esercizio del proprio mestiere e la forza della parola. Ci sono pagine inedite tra i luoghi del mio “studio” che vanno decifrati.
Possono appartenere ad Agostino Gaudinieri o forse no. Possono appartenere a militare che hanno frequentato la mia grande casa e hanno lasciato volutamente o dimenticato fogli. Fogli sparsi.
“Bosco Cappuccio.
20 luglio 1916. Un combattimento.
La vita si spezza quando i colpi di mortaio
trafiggono la terra dell’anima”.
Ma in questi fogli si racconta l’emozione e il tragico, il dolore e l’orizzonte delle vite. Diari in versi. Si resta sempre soldati o nei campi o nelle trincee. Ma si è sempre al fronte fino a quando l’ultimo colpo non precede il colpo successivo.
“I colpi arrivano come fuochi nel raggio dei deserti.
Sul Carso si muore. Ma la vita è una trincea”.
“Ho avvertito l’ultimo colpo? Ultimo?
Non sarà mai l’ultimo se si resta nell’agguato del colpo successivo”.
Ho trascritto alcuni di questi passi ed hanno un senso profondo tra il loro essere e il loro esercitare. 
Ecco gli inediti di un anonimo che ha partecipato alla Grande Guerra.  Militare. Ma soldato tra le trincee e la parola.
"Esercitazioni. La guerra è una trincea. 
Io osservo le divise. Non sono soldati del Risorgimento. Mancano mesi, forse giorni e sarà la guerra. Anche per noi". 
"1914. Gli austriaci segnano la frontiera. C'è la pioggia e i nostri elmetti sono di ghiaccio.
Ho nel cuore le ferite strappate". 
"Ho provato a sparare.
Colpi mirando al chiaro di luna. Forse marceremo con giberna legata all'anima". 
Versi o passi di un diario. Un quaderno con su scritto dopo il titolo generale: "Un giorno saremo tutti Anonimi". 
"Isonzo. È una palude. Combattiamo per esserci. Italia.
Se conoscessimo la stanchezza saremmo sei fuggiaschi a un giorno ci racconteranno.
Io sono un Anonimo della trincea". 
“Un Anonimo nella trincea” . È questo il titolo del quaderno. Un vissuto tra la vita e il combattere. La morte non è un pensiero. Con quel sottotitolo che riporta la parola sempre di Anonimo. E una data 1915 – 1918.
“Un giorno saremo tutti Anonimi
e quando sarà vissuta sino alla bufera,
la guerra,
nel tragico spazio dei morti,
chiederemo una ragione,
ma occorre combattere per spezzare il filo spinato,
che incatena noi uomini ai popoli.
Occorre combattere per non nascondere il tempo
che alla verità dell’uomo, oggi, non è concesso.
Se una verità lasceremo sarà la verità dell’anima,
che abbiamo attraversato vivendo la morte
accanto ai vivi e la vita accanto ai morti.
Ci saranno altre trincee,
ma noi uomini siamo e uomini resteremo.
Un giorno saremo tutti Anonimi.
Anonimi nella trincea
che sapranno l’urlo e le voci,
che conosceranno l’agonia e il destino,
ma alla vita non potremmo mai essere negati”.

"Mambo...a Bari e a tutte", esilarante spettacolo interpretato da Colajemma, con Coppola, Amore, Mangieri e Radicci

teatro bari
BARI - "Mambo...a Bari e a tutte" è il nuovo ed esilarante spettacolo interpretato da Gianni Colajemma, affiancato da Lucia Coppola, Vittoria Amore, Dario Mangieri e Antonella Radicci. Al centro della commedia c’è il fenomeno sempre più diffuso del vizio del gioco. La storia, infatti, si snoda tra Colino il “lottista”, che gioca continuamente i numeri al Lotto nella speranza di fare una vincita milionaria che gli permetta di vivere di rendita; il suo fedele compagno Nanuccio; Marietta la moglie di Colino; Iannina la comare di quest’ultima, che sogna di diventare una famosa ballerina e intanto vive da anni sulle spalle della povera Marietta; e la dirimpettaia Titina.
Due ore in compagnia di attori che con la loro allegria contagiosa, la fantasia, l’esperienza e la preparazione, offriranno al pubblico in sala uno spettacolo divertente e coinvolgente. Con la scenografia di Gianmarco Venanzio Colajemma, la commedia è portata in scena al Teatro Barium, in via Pietro Colletta 6, il venerdì e il sabato alle ore 21:00 e la domenica in un doppio spettacolo, alle 18 e alle 21. Durante il ponte dell’Immacolata, gli orari saranno i seguenti: il giorno 6 dicembre alle 21, il 7 e l’8 dicembre ci sarà un doppio spettacolo alle 18 e alle 21.

Canti d'amore, di rabbia, di dolore. A Nola il recupero delle più antiche e vere tradizioni partenopee

musica
NOLA (NAPOLI) - Giovedì 4 dicembre 2014 alle 21, 30 seconda tappa della rassegna Art, Wine & Vinyl allo Station Art Di Nola (SS. Variante 7 Bis, 146). L'ideazione e la realizzazione della rassegna è a cura della PerformingArts Plus di Cettina Celati e di Pietrangelo Trama. Formula che vince non si cambia: sarà di scena l'arte con il videoreportage di Enzo Truppo Made in Naples. Un viaggio nella Città delle Sirene, tra luci ed ombre, sogni e speranze, vicoli nascosti  e bellezze che splendono sotto il sole, sguardi inediti, occhi curiosi e privi di stereotipi, che sanno "vedere davvero".

A tutta musica live di altissima qualità con i Tammorra Quartet con Mariagrazia Savoia, cantante de I Luna Rossa Band e del Gruppo Operaio di Pomigliano D’Arco. Giovanni Russo del Gruppo folkloristico Luna Rossa Band e Direttore d’orchestra. Carmine D'Aniello: cantante, chitarrista e tammorrista del Gruppo O Rom (musica balcanica) ed Enrico Angelini: chitarrista, concertista, nonché maestro di chitarra classica  ed acustica . 
Canti d'amore, di rabbia, di dolore, che recuperano le più antiche e vere tradizioni partenopee.
Canti che sono nevralgici momenti di convivialità, di condivisione, di aggregazione, ancora più importanti in un momento di crisi socio-economica dove la disperazione può prendere il sopravvento e la diffidenza e la sfiducia scavare baratri tra le persone.
Post concerto note di puro divertimento, ma con stile e gusto, con il vinyl set di Marcello Campece di Umr Web Radio.
Filo conduttore il recupero delle radici territoriali, perchè nessun albero può crescere forte e svettare verso l'alto senza avere radici solide e profonde, e la valorizzazione delle tradizioni popolari.

Los Angeles, H. di Rania Attieh e Daniel Garcia ottiene la nomination dedicata a filmmaker di talento emergenti

cinema venezia
VENEZIA - Un importante riconoscimento internazionale è stato ottenuto da un film realizzato da Biennale College – Cinema, l’iniziativa lanciata nel 2012 dalla Biennale di Venezia, che promuove nuovi talenti per il cinema offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la realizzazione di lungometraggi a microbudget. In occasione delle nomination degli Independent Spirit Awards appena annunciate a Los Angeles, il lungometraggio H. di Rania Attieh (Libano) e Daniel Garcia (Usa) - realizzato in occasione della 2a edizione (2013/2014) di Biennale College – Cinema - ha ottenuto la nomination dedicata a filmmaker di talento emergenti (Someone to Watch Award).

H., che è stato presentato con successo in prima mondiale alla scorsa 71a Mostra di Venezia, racconta di due donne, entrambe di nome Helen, che vivono specularmente la loro vita a Troy, una cittadina dello stato di New York. Una notte qualcosa cade dal cielo ed esplode sopra la cittadina. Sulla scia di questo evento cominciano ad accadere avvenimenti strani e inspiegabili, e le due Helen perdono il controllo di sé e della propria vita. Una rivisitazione immaginaria, moderna e lirica, di una sorta di tragedia greca.
Per gli stessi Independent Spirit Awards, il film d’apertura di Venezia 71, Birdman, ha ottenuto il maggior numero di nomination, sei, fra cui quelle per il miglior film e per il miglior regista (Alejandro G. Iñárritu).
Gli Independent Spirit Awards sono gli importanti premi cinematografici statunitensi assegnati annualmente a partire dal 1986 per sostenere e promuovere il cinema indipendente.
Biennale College – Cinema prosegue e sono stati scelti i 3 progetti che accedono alla prossima fase della 3a edizione (2014 – 2015). Dopo il primo workshop che si è tenuto a Venezia dal 4 al 13 ottobre fra 12 progetti provenienti da Argentina, Brasile, Bulgaria, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Sri Lanka - già selezionati fra centinaia provenienti da 60 Paesi - sono stati ora scelti per la prossima fase i seguenti progetti:
Baby Bump - Kuba Czekaj (regista, Polonia), Magdadalena Kaminska (produttrice, Polonia)
Blanka - Kohki Hasei (regista, Giappone), Flaminio Zadra (produttore, Italia)
The Fits - Anna Rose Holmer (regista, Usa), Lisa Kjerulff (produttrice, Usa)
Si tratta di tre opere prime, di un film polacco, di uno americano e uno italiano con un regista giapponese, a conferma dell'internazionalità del progetto di Biennale College – Cinema.

Breve descrizione dei 3 progetti:
Baby Bump: una storia incentrata sulla paura della pubertà e sulla trasformazione sessuale di un undicenne. Mentre il suo corpo cambia, un mondo oscuro e fantastico inizia a prendere il controllo della sua vita (opera prima)
Blanka: una ragazzina di 11 anni abbandonata dalla madre decide di 'comprarne' una nuova, per poi scoprire che la famiglia è composta da chiunque ti voglia bene (opera prima)
The Fits: un racconto che esplora la metamorfosi della tredicenne Toni nel momento in cui il suo corpo comincia a tradirla. Quando un misterioso attacco di svenimenti colpisce tutte le altre ragazze del suo affiatato team di danza, Toni deve vedersela coi suoi demoni interiori nel tentativo di adattarsi (opera prima)
I 3 team scelti parteciperanno ora a due ulteriori workshop, sempre a Venezia, dal 3 al 6 dicembre 2014 e dal 10 al 14 gennaio 2015. Questi apriranno la possibilità alla realizzazione vera e propria di 3 lungometraggi a microbudget tramite un contributo di 150.000 euro ciascuno, che saranno poi presentati alla 72. Mostra del Cinema di Venezia 2015.

Riportare il gioco al centro dello sviluppo del bambino, normodotato e disabile. Idea di Anna Devecchi e Giovanna Culot

imprenditrici italiane
MILANO - Al via “LAM! – Look at Me!” una start-up dedicata alla promozione, sin dalla primissima infanzia, del concetto di "designed for all", vale a dire prodotti e servizi fruibili da tutti i bambini, sia quelli cosiddetti normodotati, che quelli con disabilità. L'idea nasce da Anna Devecchi, designer industriale, con specializzazione in Toy Design presso il Corso di Alta Formazione in Design del Giocatolo organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, e Giovanna Culot, consulente manageriale e MBA presso la SDA Bocconi di Milano con specializzazione negli Stati Uniti.  Le due imprenditrici hanno appena vinto per il loro progetto il premio FVG Labor 2014, ricevendo dall'Unione delle Provincie tramite un finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri la somma necessaria ad avviare l'attività.

L’idea alla base di “LAM! – Look at Me!” è semplice quanto innovativa: riportare il gioco al centro dello sviluppo del bambino, sia a normodotato che disabile, favorendo quindi l'interazione e inclusione tra pari. Questo con una strategia imprenditoriale che spazia dai giocattoli tradizionali, alla tecnologia, eventi, spazi, editoria. In questa prima fase la start-up si sta concentrando su il giocattolo tradizionale in fascia 0-3 anni. Non si tratta, quindi, di ausili o oggetti utilizzabili solo in un contesto terapeutico, ma di veri e propri giocattoli con un beneficio sullo sviluppo fisico, sensoriale, relazionale e comunicativo: stimoli di cui tutti i bambini hanno bisogno, e ancor di più i bambini con disabilità. Partner di LAM! in questo percorso sono cliniche specializzate nella prima infanzia, guidate dallo Smile-Infant Lab for Early Intervention dell’Irccs "Stella Maris" di Pisa, a cui sono affiancati centri di eccellenza nel campo della neuropsichiatria infantile e della disabilità, tra cui il Centro di Neuroftalmologia dell'Età Evolutiva della S.C. di Neuropsichiatria Infantile dell'Istituto Mondino di Pavia.
L’idea nasce tra i banchi del Corso in Design del Giocattolo, quando Anna si rende conto che non sono presenti sul mercato giocattoli dedicati ai bambini con disabilità e di come le competenze che sta acquisendo possano aiutarla a realizzare un progetto fortemente innovativo. Da questa prima intuizione seguono, in collaborazione con Giovanna, un'analisi di mercato, interviste in profondità con famiglie e operatori, questionari in Italia, Europa e Stati Uniti: si forma la value proposition dell'impresa. "Ci siamo rese conto – spiegano le due imprenditrici – che non esisteva nulla di simile: ci sono realtà, tipicamente di ecommerce, che selezionano giocattoli già in commercio e potenzialmente adatti anche a bambini disabili, ma nessuno ha pensato di partire dalla fase di Ricerca e Sviluppo con un design specifico. Inoltre, molti giocattoli in commercio non sono del tutto adeguati a supportare le esigenze dei bambini cosiddetti normodotati. Di qui la nostra mission: fornire attraverso il gioco a tutti i bambini gli strumenti per sostenere il loro sviluppo. Infatti non uscirà sul mercato una linea di 'giocattoli per bambini disabili', ma una nuova linea di giocattoli, progettata per favorire lo sviluppo e per essere accattivante per genitori e bambini".
Oggi LAM! sta lavorando su più fronti: prima di tutto la progettazione della prima linea di giocattoli in fascia 0-3 anni, la ricerca di partner, sia commerciali sia con know-how specifico per lo sviluppo di giocattoli tecnologici in fascia +4, e l'organizzazione dei primi eventi culturali e didattici. Inoltre, per portare avanti il concetto di integrazione, è stata avviata la costituzione di un'associazione parallela all'attività imprenditoriale, che, secondo la modalità no profit, organizzi workshop e attività di sensibilizzazione. Per finire, nella primavera del prossimo anno, LAM! sta organizzando un concerto del Maestro Stefano Bollani che si esibirà pro bono a sostegno della causa al Teatro Verdi di Gorizia.
LAM! – Look at Me! nasce anche dalla lungimiranza di esperti del settore quali POLI.design e Assogiocattoli che, credendo nell'elevato potenziale di crescita e di sviluppo dell’offerta del comparto giocattolo, hanno ideato un corso ad hoc, arrivato oggi alla quarta edizione, per creare una nuova professione, addirittura una nuova generazione di professionisti. Per distinguere e segnalare questa categoria di professionisti all’intero sistema design e, in particolare, alle imprese del settore giocattolo italiano e internazionale, Assogiocattoli, ha ideato la prima Toy Designer List ufficiale, di cui Anna Devecchi fa ovviamente parte.
Se oggi si pensa al cosiddetto “design for kids”, ci si rende conto della grande complessità insita nella progettazione, nella produzione, nella distribuzione e nell’utilizzo di un giocattolo: complessità che spesso supera quella di altri prodotti. Comunicazione, interazione, colore, psicologia, estetica, ricordo, tecnologie, creatività, udito, pedagogia, progetto sostenibile, etica, racconto, immaginazione, futuro, valore ludico, gusto, vista, marketing, olfatto, sicurezza, tatto, motricità e materiali: questi sono solo alcuni degli ingredienti che si mescolano, interagiscono e compongono la progettazione di un giocattolo. E non solo.
L’interesse delle realtà del settore per la professione è testimoniato dal successo e dai risultati di questo corso, che vanno oltre la creazione di LaM Project o Italiantoy by Calembour design, altra start-up lanciata sempre nel 2014, che sta riscuotendo successi in tutte le fiere d’Europa. Sono infatti molti i progetti realizzati nelle 3 edizioni del corso;  tra questi 5 i concept già acquistati da HAPE. E poi c’è Vivawood, una linea di giocattoli molto speciale, nata grazie al contributo degli studenti del corso e realizzata in sinergia con la Falegnameria del Carcere di Bollate, gestita dalla cooperativa e.s.t.i.a.. Giochi, giocattoli, arredi, oggetti e complementi, tutti in legno, costruiti dai detenuti di Bollate e disegnati dai Toy Designer con il coaching del designer Adam Schillito.
La quarta edizione del Corso, in partenza a marzo 2015, prevede tre diverse sessioni progettuali: due mini-workshop ed una sessione progettuale intensiva denominata main workshop. Nell’ambito delle sessioni progettuali verrà proposto ai partecipanti un tema di progetto scelto dalla direzione in collaborazione con partner e sponsor e condotto con il supporto di esperti e progettisti.  Le sessioni progettuali avranno l’obiettivo di esplorare scenari di innovazione di “sistema prodotto” per il mondo del Kids & Toys, proponendo ai partecipanti un percorso di sviluppo progettuale orientato all’innovazione non solo del prodotto, ma capace di ripensarne la dimensione del servizio, la modalità comunicativa e gli scenari di distribuzione per i mercati nazionali ed internazionali.

Uccidere le proprie mogli o le proprie compagne. E un premier che segue i modi di pensare della mummia egizia

renzi femminicidio
CROTONE - "Femminicidio". Una parola entrata nel vocabolario per indicare morte violenta causata a donne da parte di uomini che hanno scoperto un nuovo sport nazionale: uccidere le proprie mogli o le proprie compagne, se osano alzare troppo la cresta e disubbidire. Termine creato da Saviano, un uomo, viene continuamente evocato per indicare episodi di tale natura che avvengono troppo  frequentemente, senza che il fenomeno si arresti. Ieri, 25 novembre 2014, è stata celebrata la giornata contro la violenza sulle donne. Manifestazioni si sono svolte un po' ovunque. Archiviata la giornata, tutto rientra nella normalità senza che nulla si smuova. Il  fenomeno è diventato così naturale da non provocare poi tanto fastidio.
Ci si ferma al fatto riportato nei tg o sui giornali, si gira pagina e la giostra comincia ad andare. D'altronde cosa c'è da aspettarsi se è la mentalità dura a morire, se alla fine non mi pare ci siano cambiamenti tali nel costume, da fare ben sperare o dire  che si è debellata la piaga. La disoccupazione colpisce donne e uomini. Fin qui nulla di grave, se non fosse che per una donna i guai si amplificano quando purtroppo non riesce più ad avere uno stipendio e quindi la possibilità di gestirsi liberamente. Il senso di appartenenza e di dipendenza a quel punto diventa totale e si soccombe senza tante storie. Viene meno il ribellismo, il senso di autodeterminazione, poiché in guerra o ti difendi o non hai scampo. Questione di mentalità, dunque, che continua a prendere piede i cui effetti sono visibili su altri settori della società. Prendete le ultime elezioni regionali, in Emilia ed in Calabria. Quante le donne elette? Per la Calabria, collegio di Crotone, solo una ci rappresenterà in Consiglio regionale. Ovviamente trattasi di una mosca bianca, poiché un'emerita sconosciuta mai sarebbe stata eletta. Senza volere entrare nel particolare e rimanendo in tema di politica e donne, uno sguardo d'insieme bisogna allargarlo anche su questo Parlamento. È di giorni fa l'intervista di Moretti che ha suscitato scalpore non per qualche iniziativa specifica in tema femminile, ma per avere parlato della necessità di andare dall'estetista, del suo taglio di capelli, dei peli superflui da estirpare e del suo essere bella, degli occhioni azzurri alla lulù. Quindi più che a politiche ci troviamo difronte a un fenomeno dove l'estetica e la bellezza hanno il sopravvento su tutto il resto; e ovviamente la loro bellezza serve da cornice per  un premier che segue pedissequamente i modi di pensare della mummia egizia. A questo punto, che senso ha aprire la bocca in occasione di alcune ricorrenze e parlare di femminicidio? Le donne comuni, quelle che si scontrano con la realtà e contro di esse lottano fino a rimetterci la vita, non fanno storia salvo per un giorno quando vengono massacrate e la cronaca è costretta ad occuparsi di loro, per riempire spazi e pagine di giornali.

Mostra “I Predatori del Microcosmo. Zanne, corazze e veleni: le strategie di sopravvivenza degli animali"


mostra uninsubria
VARESE - Musei Civici Di Villa Mirabello, Varese. Piccoli visitatori alla mostra sulle meraviglie del mimetismo. Una visita guidata ad hoc è stata pensata per i bambini della materna di Comerio. Continuano le visite gratuite per le scuole e le conferenze per la cittadinanza. Stupore e meraviglia per i piccolissimi visitatori che martedì 25 novembre 2014 si sono trovati davanti allo spettacolo dello scorpione fosforescente di Villa Mirabello, ventiquattro bambini di 5 anni, della scuola materna di Comerio, accompagnati dalla direttrice Magda Balzardi e dalla maestra Elisa Papa, sono i più piccoli visitatori arrivati tra le migliaia che da ottobre stanno affollando le sale dei Musei Civici comunali per assistere alla mostra: “I Predatori del Microcosmo. Zanne, corazze e veleni: le strategie di sopravvivenza degli animali", promossa dall'Università degli Studi dell'Insubria e dal Comune di Varese.
«La visita è consigliata dalla terza elementare - spiega il professor Adriano Martinoli, zoologo dell’Università dell’Insubria e organizzatore della Mostra - ma non c’è problema anche per gruppi di visitatori più giovani: oggi abbiamo avuto dei baby-visitatori e abbiamo studiato appositamente per loro un percorso ad hoc, la visita, infatti, viene personalizzata in base anche all’età anagrafica dei partecipanti». 
Le scuole elementari e medie hanno l’opportunità di effettuare visite guidate gratuite – ricorda il professor Martinoli – nell'ambito dell'iniziativa “Space for young/Largo ai giovani”, un team di guide esperte, studenti dell'Università dell'Insubria che hanno seguito uno specifico corso di formazione, accompagna i giovani visitatori alla scoperta del meraviglioso mondo degli adattamenti e delle strategie di sopravvivenza di animali insoliti e decisamente particolari, come Mariagrazia Romano e Simone Balzardi, studenti del corso di laurea in Scienze dell’ambiente e della natura, che pazientemente hanno guidato i piccolissimi visitatori di Comerio.
Proseguono anche le conferenze organizzate su temi affini alla Mostra. Venerdì 28 novembre alle ore 17, la Sala Risorgimentale di Villa Mirabello ospita il seminario “L'evoluzione letta attraverso gli insetti” di Maurizio Casiraghi dell'Università Milano-Bicocca.
Gettonatissimo l’evento – a pagamento e su prenotazione - “Indovina chi viene a cena”, che, ogni sabato, dà la possibilità a piccoli gruppi di assistere al pranzo di una mantide o di uno scorpione.

Circo de los horrores, successo in Spagna e America Latina. Il pubblico diventa attrezzo scenico - VIDEO

horrores
NAPOLI - Tutto comincia con il classico: "Era una notte buia e tempestosa..." e in un attimo si passeggia in un cimitero (a proprio rischio e pericolo) dove gli incontri inaspettati e spaventosi non tardano a farsi attendere. Giochi di luce, effetti sonori, trucchi e parrucco davvero da urlo, per la maestria nel realizzarli e l'oggettiva bruttezza dei personaggi. Tante acrobazie aeree, contorsionisti, equilibristi. Performers, atleti di datata esperienza che recitano i loro ruoli in movimenti corporei matematicamente perfetti. Un bel vedere per il pubblico di entrambi i sessi, senza dubbio. Questo è il Circo de los horrores. Già grande successo in Spagna, America Latina e Miami, sbarcato a Napoli da fine ottobre, non c'è una sera che non sia in sold out e non si sentano gli echi positivi dello spettacolo. Un nuovo modo di fare circo o forse un teatro diverso, che torna un po' alle origini, a quando si recitava in strada coinvolgendo il pubblico alla partecipazione.
Per quanto si sia abituati a immaginare il circo tra animali addestrati (assolutamente non felici e non nei loro habitat congeniali) e acrobati, quello degli orrori è probabilmente la dimensione che dovrebbe proprio avere quel tendone a strisce, o blu, o rosso, tanto amato da grandi e piccini. Un teatro, anzi, Il Teatro. Fatto di movimento corporale e tantissimi attrezzi di scena. Persino il pubblico può diventare un attrezzo scenico se usato, avvicinato, per essere spaventato. Non vogliamo certo intimorirvi, ma se temete il buio, il circo de los horrores è un buon modo per sfidare la paura e farvi una risata.  In fondo, urlare è liberatorio. Il genio, il direttore, Suso Silva, circense della tradizione latina e attore mimo dal buonumore accattivante ha deciso, dal prossimo anno, di mandarci tutti al manicomio. Quello degli orrori, naturalmente. Il nuovo spettacolo dove al pubblico è riservata una gran terapia di gruppo e non si distinguerà più la realtà dalla fantasia. "Lasciate ogni speranza oh voi che entrate..." di trovare una soluzione. Non sarà più chiaro chi siano i veri pazzi. Ma se fosse la pazzia la soluzione?

Glenn Miller Orchestra a Trieste per creare l’atmosfera del Natale, ensemble jazz e swing più famoso al mondo

trieste
TRIESTE - Swinging Christmas: la Glenn Miller Orchestra porta a Trieste l’atmosfera del Natale. Politeama Rossetti – 16 dicembre 2014. Torna a Trieste – dopo il sold out ottenuto in entrambi i concerti dello scorso gennaio – l’ensemble jazz e swing più famoso e più seguito al mondo, molto apprezzato ed acclamato anche dalla critica e dal pubblico italiani. È la Glenn Miller Orchestra, che a grande richiesta fa il suo ritorno in Italia con una mini-tournée di quattro date a tema natalizio (il 13 dicembre al Gran Teatro Geox a Padova, il 15 al Teatro Verdi a Firenze, il 16 al Politeama Rossetti a Trieste e il 17 al Teatro Comunale a Belluno).

Con Swinging Christmas, questo il titolo del nuovo spettacolo, l’orchestra proietterà il pubblico nel vivo dello spirito natalizio ed oltre a far rivivere il mito della carismatica figura di Glenn Miller, fondatore nel 1938 dell’omonima orchestra, tragicamente scomparso – nel 1944 – mentre a bordo del suo aereo sorvolava il Canale della Manica per portare la sua musica ai soldati dell’esercito alleato sul fronte francese, incanterà le platee con i grandi classici del genere swing (Moonlight serenade, Strike up the band, A string of pearls, Little brown jug, Pennsylvania 6-5000, In the mood, I got rhythm, Sing sing sing e moltissimi altri) accompagnati da un ricco repertorio di canzoni di Natale (fra cui White Christmas, A Christmas love song, Let it snow e Santa Claus is coming to town) magistralmente riarrangiate in chiave swing, come solo la Glenn Miller Orchestra è in grado di fare.
Diretto dal poliedrico Will Salden l’ensemble è attualmente composto da musicisti eccelsi, capaci di ricreare e di riproporre alla perfezione il sound di inizio Novecento, concedendosi anche una lunga serie di tributi ad altri importanti direttori d’orchestra e musicisti, sia uomini che donne: Count Basie, Harry James e Ray Anthony solo per citarne alcuni.
Per conferire ancora maggiore fascino allo spettacolo, a Trieste così come a Padova, a Firenze e a Belluno, grazie alla partecipazione straordinaria della cantante Ellen Bliek e del piccolo gruppo vocale dei Moonlight Serenaders, l’orchestra omaggerà anche una delle migliori voci femminili di tutti i tempi: Ella Fitzgerald.
A contorno di tutto le armonie tipiche dell’era swing contribuiranno – ovviamente – a far rivivere, nell’immaginazione del pubblico, le romantiche scene d’amore in perfetto stile anni ‘40.
Ulteriori informazioni e dettagli sull’evento sono disponibili all’indirizzo www.azalea.it.

Gabriele D'Annunzio e Gaetano Salvemini. La letteratura anticipa le Trincee nella Grande Guerra

bruni
ROMA - La Grande Guerra in Italia non è stata soltanto una "Azione militare" o una chiave di lettura geopolitica. La politica certamente occupa una visione significativa nella impalcatura tra le aree del Mediterraneo  dell'Europa e del mondo americano, ma insiste, comunque, uno spazio culturale che si impone come processo ideologico - letterario - artistico che si è sviluppato intorno ai concetti di interventismo e neutralismo. La Grande Guerra, rispetto ai modelli militari risorgimentali, ha un'anima profondamente culturale che avvia la sua dialettica con il Pascoli di Barga, che invita ad intervenire militarmente nell'Africa del Nord e con D'Annunzio che chiede al Ministro del Consiglio Salandra di essere mandato a combattere nelle trincee e di essere attivo nelle linee del fronte. I Futuristi sono interventisti come gli intellettuali de "La Voce". Persino il liberale Gaetano Salvemini è interventista e non lo era stato nel 1911. La cultura italiana tra il 1915 - 1918 è in uno "status" di imponente funzione letteraria rispetto al mondo europeo. Il ruolo di D'Annunzio è imponente nella letteratura europea come è imponenze la lezione futurista. Sono due capisaldi dell'interventismo. Come resta imponente il modello irredentista con le visioni nazionaliste e democratiche. Come resta imponente il ruolo dei giornali a partire dal "Corriere della Sera".
Come resta imponente il gruppo interventista legato ad un Risorgimento mazziniano. Come restano imponenti le presenze liberali a cominciare da Giovanni Amendola, già menzionato, che legge nella Grande Guerra il compimento del processo risorgimentale. Il ruolo di Mussolini rispetto a questo immaginario non risulta propriamente dominante anche se da socialista, qual era aprirà una spaccatura nello stesso partito. Ma in realtà l'Italia non ha mai fatto barricate contro la guerra. Non c'è stato sostanzialmente un forte partito contro. Certo, l'ala neutralista socialista è stata debolissima e molto ambigua. Contraddizioni e ambiguità nelle sfilacciate file di un vano neutralismo che è risultato indifferente se non dopo Caporetto che ha mutato addirittura posizione.  Ha giocato una partita significativa, invece, la visione nazionalista dalla quale è partito D'Annunzio il 4 maggio del 1915 a Quarto richiamando addirittura la voce garibaldina all'insegna della identità nazionale. D'Annunzio resta il vero protagonista. Perché andrà anche oltre. L'impresa fiumana è l'esercizio successivo alla Grande Guerra. Fiume anticipa il 1922 e definisce le contraddizioni di una Italia nel conflitto mai assopito nella disarticolazione della Unità d'Italia. Gli scrittori restano protagonisti. Prima il Pascoli del 1911. Poi D'Annunzio resta il vero punto di riferimento, come abbiamo testimoniato, io e Neria De Giovanni, nello studio su D'Annunzio: "Io ho quel che ho donato". Non si può capire il processo politico e culturale che è vivo nel dibattito sulla Grande Guerra senza la funzione di Gabriele D'Annunzio. In quegli anni D'Annunzio è certamente oltre Mussolini e il neutralismo è soltanto una farsa.

Lighea ritorna sulle scene musicali con il progetto artistico dedicato alla memoria di Giorgio Faletti

faletti
ROMA - La cantautrice marchigiana annuncia il proprio ritorno sulle scene musicali. Musica: prossimamente Lighea, ricordando Giorgio Faletti. Il grande artista astigiano avrebbe compiuto 64 anni proprio oggi, 25 novembre. “Buon Compleanno, Giorgio!”: sono parole di Lighea, la quale annuncia il proprio ritorno sulle scene musicali con un nuovo progetto artistico dedicato alla memoria di Giorgio Faletti, proprio nel giorno in cui quest’ultimo avrebbe compiuto 64 anni. 
La grintosa cantautrice marchigiana, infatti, è attualmente al lavoro in sala d’incisione con il suo nuovo team di produzione, fra cui due firme di primo piano della musica leggera italiana quali autori e compositori del brano omaggio al grande artista astigiano scomparso lo scorso 4 luglio a Torino, che vedrà la luce nei primi mesi del 2015 per una importante major del disco: un emozionante duetto interpretato in coppia con Cleò, i cui dettagli verranno svelati tutti prossimamente.

Lighea, apprezzata e stimata anche in veste di protagonista di musical oltre che in qualità di virtuosa interprete di colonne sonore per la tivù e film per bambini, scoperta da Pippo Baudo, ha partecipato a ben due edizioni del Festival di Sanremo condotte da quest’ultimo - nel 1994 e 1995 – le quali annoverano fra i Big in gara anche lo stesso Giorgio Faletti rispettivamente sulle note di Minchia Signor Tenente e L’assurdo mestiere.

Libri d'arte. In uscita "non aver paura di dire...", a cura di Sandro Giovannini, poeta e filosofo, opera a più voci

poeta
PESARO - La Tavoletta Heliopolis, Manifesto dell'Oltre Destra-Sinistra con Veneziani, de Turris, Gasparotti, Gallesi, Conte , Guerra a cura di Sandro Giovannini. Per Heliopolis edizioni (Pesaro), editrice specializzata in libri d'arte, è in uscita  "non aver paura di dire...", a cura di Sandro Giovannini, poeta e filosofo, opera a più voci, in lignite e grafica testuale incisa al laser. (A fine dicembre in programma un ebook version per La Carmelina edizioni di Ferrara). Una sorta di manifesto intellettuale (e con big del panorama culturale italiano antagonista) dell'oltre destra-sinistra, considerate estinte, dopo la fine postmoderna delle ideologie, tra filosofi, scrittori, docenti di mezza università italiana, tradizonal-futuribili. Tra gli autori (42 in tutto) figure quali Marcello Veneziani, Gianfranco de Turris, Luca Gallesi , Romano Gasparotti, Massimo Donà, Giovanni Sessa, gli stessi Miro Renzaglia, Giovanni Damiano, A. C. Ambesi, Michelangelo Ingrassia, Raffaele Perrotta, i neofuturisti stessi Vitaldo Conte, Stefano Vaj, Roberto Guerra e Antonio Saccoccio. Non ultimo alcuni talenti della nuova pop filosofia, i giovani Andrea Scarabelli, Vito Limone, Luca Siniscalco, Filippo Venturini.
Così il curatore (con gli stessi Sgroi, Bertuccioli) Sandro Giovannini presenta, tra i diversi "punti di fuga", il (anche solo graficamente) bellissimo volume: D- Queste tavolette ricordano clamorosamente il celebre disco placca del Pioneer con i memi al laser stesso della civiltà umana, lanciato a suo tempo oltre il sistema solare ormai, destinato a Terre e Alieni intelligenti “gemelli”….R -La fuoriuscita dal piccolo contesto terrestre, malamente globalizzato ed in fase di quasi irrimediabile degrado (…medioevo prossimo venturo), ci può essere sempre fornita sia da un’immemoriale intelligenza letteraria che da una “recente”sapienza scientifica (non a caso ci possiamo anche riconoscere in un’autodizioneur-futurista) che s’incontrino in un punto che potrebbe sembrare rammemorazione e speranza, e non solo l’ormai ben auspicato incontro fra le due culture.... possiamo invece ancora credere che la bellezza sia comunque inscindibilmente intrisa alla nostra verità se questa non è solo un gioco, od un stanca farsa di rimasugli epocali, ma una coinvolgente fascinazione… Aperta al sempre possibile, alla scelta che si è data il massimo raggiungibile di libertà dai peggiori condizionamenti. Che noi si sia in grado, ancora, a viso aperto, d’affrontare…

Rivoluzione francese. A Genova Salvatore Veca racconta il Trattato sulla tolleranza di Voltaire

25 novembre 2014
GENOVA - Domani 25 novembre 2014, ore 17,45, Palazzo Ducale Genova, Lectio di Salvatore Veca, chair Nicla Vassallo, rassegna, a cura di Nicla Vasallo: Le meraviglie filosofiche. Salvatore Veca racconta il Trattato sulla tolleranza di Voltaire. Jean Calas era un commerciante ugonotto di Tolosa. Fu accusato ingiustamente di aver assassinato suo figlio che, in realtà, si era impiccato. Venne condannato a morte e ucciso nel 1761. Voltaire, su sollecitazione della vedova Calas, prese pubblicamente le difese del commerciante e scatenò una campagna per la sua riabilitazione, denunciando la vera natura della condanna: motivi di intolleranza religiosa.
Il Trattato sulla tolleranza (1763), che prende spunto da questa vicenda, è un vero e proprio “manifesto” per la libertà e il valore universale della tolleranza religiosa. E’ un’opera che dà il via al periodo dei Lumi e costituisce una delle basi ideologiche della Rivoluzione francese. Nicla Vassallo con le donne per il 25 novembre.

Rebecca Toschi, da Ti lascio una canzone di Antonella Clerici, al teatro “E. Solvay” a Rosignano Solvay

Ti lascio una canzone
ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO) - La giovanissima cantante Rebecca Toschi, finalista dell’ultima edizione di Ti lascio una canzone, programma condotto da Antonella Clerici e trasmesso in prime time su Rai Uno, si esibirà sabato 29 novembre alle 21 al teatro “E. Solvay” a Rosignano Solvay (Li), al Galà di beneficenza “Rosignano per la solidarietà”, organizzato a favore delle associazioni AISMEL ONLUS, FIBROSI CISTICA ONLUS, PANG'ONO PANG'ONO ONLUS. Presentata dal famoso comico Niki Giustini, la manifestazione ospiterà, tra gli altri, il cantautore italiano Alan Sorrenti,  famoso interprete di  brani come “Figli delle stelle” e “Tu sei l’unica donna per me”,  Nico Pelosini da Zelig Lab, Ilir Shaqiri ballerino e coreografo di Amici e C’è posta per te, Giorgia Toschi, sorella maggiore di Rebecca e finalista di Castrocaro con quattro singoli all’attivo.

L'evento è organizzato da Roy Fabbri e Roberta Sardelli ed è giunto alla sua quarta edizione.
Livornese, 13 anni, allieva del M° Fabio Ceccanti, Rebecca Toschi ha partecipato brillantemente al talent show per giovani cantanti emergenti Ti lascio una canzone interpretando brani celebri che hanno fatto la storia della musica italiana come “Io domani”, “Ogni volta”, “La donna cannone”, “Sei nell’anima”, “Almeno tu nell’universo” “Eternità, “Non sono una signora”.  Negli studi di Ti lascio una canzone ha anche duettato con famosi artisti come Fausto Leali e Noemi e con sua sorella Giorgia nella celebre canzone di Vasco Rossi “Ogni volta”. Ha cantato in 11 puntate del programma arrivando in finale e partecipando anche alla Champions League, la coppa dei campioni dei cantanti finalisti di tutte le sette edizioni di Ti lascio una canzone.
Dopo la conclusione dell’edizione 2014 di Ti lascio una canzone, Rebecca Toschi è stata protagonista di numerose serate live, riscuotendo elogi da parte di pubblico e critici musicali. Tra le esibizioni più importanti la partecipazione alla settima edizione del Galà Perla del Tirreno (organizzato   da Roy Fabbri e Roberta Sardelli) che si è svolto il 25 luglio 2014 nella splendida località turistica Vada (LI) e che ha visto salire sul palco artisti di fama come Ron, Luca Barbarossa, Roby Facchinetti, Tracy Spencer. In questa occasione Rebecca Toschi ha ritirato il premio Galà Perla del Tirreno come nuovo talento musicale italiano.
E’ di prossima uscita il primo disco di Rebecca Toschi “Incomincio da qui” prodotto da Gilberto Giaconi, pubblicato dalla Idyllium Music Publishing e disponibile in tutti gli web store del mondo.

“Questi figli amatissimi...”, con Pietro Longhi ed Edy Angelillo, al Nuovo Teatro Pezzani di Parma

nuovo teatro pezzani
PARMA - Dopo il successo ottenuto nella scorsa stagione a Roma, l’applaudito Pietro Longhi con Edy Angelillo presenta sul palcoscenico del Nuovo Teatro Pezzani la deliziosa commedia di Roberta Skerl “Questi figli amatissimi...” per la regia di Silvio Giordani. Anna e Giulio sono una coppia di oggi. Federica e Gabriele i loro figli, interpretati da Danilo Celli e Carmen Di Marzo. La storia è quella un po’ di tutti i genitori: quando cominciano a credere quasi concluso il proprio compito, si trovano invece a dover affrontare di nuovo una serie di eventi inaspettati.
Infatti, i figli, ormai grandi, non sono poi così autonomi e maturi come sembrano e i genitori, che si credevano ormai liberi di pensare un po’ a loro stessi, sono costretti a rimboccarsi le maniche per risolvere le situazioni complicate e i problemi dei figli amatissimi. Una frizzante commedia sulla famiglia nella quale c’è veramente di tutto: amore, risate, imprevisti, situazioni comiche e nevrosi quotidiane.
“Questi figli amatissimi...” sarà in scena venerdì 28 e sabato 29 novembre alle ore 20,45, domenica 30 novembre alle ore 16. La biglietteria (b.go San Domenico 7) per la vendita dei biglietti di tutte e tre le repliche sarà aperta venerdì e sabato dalle   ore 17 alle ore 20.45 – domenica dalle ore 15 alle ore 16.

Presentati i trenta finalisti della VI Edizione del ConCorso Buenos Aires votati attraverso un pubblico online

asilo mariuccia
MILANO - VI Edizione Con/Corso Buenos Aires di Milano le cui opere saranno donate dagli artisti all’Associazione Haziel. Alcuni dei trenta artisti finalisti doneranno le loro opere all’Associazione Haziel che userà tutto il ricavato per l’acquisto di un’autovettura da donare alla Fondazione Asilo Mariuccia. Il 18 novembre 2014, presso la Galleria OPENART di Corso Buenos Aires di Milano è avvenuta la presentazione dei trenta finalisti della VI Edizione del ConCorso Buenos Aires votati attraverso un pubblico on line, mentre i tre vincitori del ConCorso saranno selezionati da una giuria qualificata di critici d’arte. Gli esperti terranno conto dell’originalità delle opere presentate e della qualità concettuale ed estetica che li contraddistingue.

Le tre opere vincitrici saranno premiate il 3 dicembre 2014 alle ore 18,00 nella grandiosa mostra che si terrà nello splendido Salone Radetzky dell’importante Palazzo Cusani, Sede del Comando Esercito Militare Lombardia e NATO, sito in via Brera n.15, famosa via degli artisti.
Come le altre precedenti edizioni, anche questa sesta edizione del ConCorso ha incontrato artisti provenienti da tutte le parti del Mondo. Infatti, circa la metà dei partecipanti proviene da Paesi sparsi in cinque Continenti.
Il dott. Giuseppe Villani, Fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Open Art, ha dichiarato di essere orgoglioso di aver incontrato i numerosi artisti che hanno partecipato e presentato opere profondamente diverse, di grande pregio artistico e con grande qualità dei loro messaggi.
Il ConCorso Buenos Aires è stato indetto dall’Associazione Non Profit Open Art Milano, che promuove il lavoro degli artisti emergenti, ma anche di quelli già introdotti nel mondo dell’arte, sulla scena artistica contemporanea internazionale.


Cosa alquanto interessante, le trenta opere scelte rimarranno esposte nella stupenda Galleria OpenArt di Corso Buenos Aires e, alcune di queste, saranno poi donate dagli artisti all’Associazione HAZIEL. La Presidente dell’Associazione Haziel Rossana Rodà Daloiso provvederà a vendere le opere ricevute e, con tutto il ricavato, dovrà acquistare un’automobile da donare alla Fondazione Asilo Mariuccia che si occupa del recupero delle bambine e delle adolescenti "traviate", vittime cioè di violenze sessuali, o già avviate sulla strada della prostituzione, dedicandosi anche ai problemi legati alla delinquenza minorile, soprattutto puntando sul reinserimento sociale attraverso la formazione e il lavoro.
L’Associazione Haziel è stata fondata da Rossana Rodà Daloiso, milanese d'adozione, che collabora sul territorio con le Istituzioni, agendo concretamente con iniziative che si rivolgono soprattutto ai giovanissimi, forse i più provati da sei anni di crisi.
La missione di Haziel è quella di donare un sorriso ed un aiuto sincero ai più sfortunati, pertanto, programma visite periodiche ad ospedali e orfanotrofi per dare conforto a chi ne ha bisogno. Per reperire aiuti finanziari e sostegni per provvedere alla sua missione, organizza mostre, cene ed eventi in collaborazione con il noto quotidiano “Il Giorno”, che dà pubblicità alle iniziative.


Oggi più che mai le associazioni benefiche di volontariato sono essenziali per consentire di aiutare i giovani meritevoli, i quali, senza adeguati mezzi economici, non riescono a dimostrare le proprie capacità. Inoltre, il grande obiettivo di Haziel è quello di collaborare con altre realtà del volontariato per aiutarle a raggiungere i loro obiettivi umanitari.
Per le informazioni ci si può rivolgere a INFOLINE - Giulia Ada Sedioli - Art Consultant & Communication Assistant Mail. info@openartassociazione.it”

“Via le Mani” contro la violenza di genere, il mondo del canottaggio unito da una regata in favore delle donne

violenza donne
ROMA - Regata “Via le Mani” contro la violenza di genere. Si è disputata oggi a Roma, nel tratto di fiume Tevere prospiciente la sede del Circolo Canottieri Roma, la seconda edizione di “Via le Mani”, la regata che la Federazione Italiana Canottaggio, assieme all’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa Onlus e a Hands off Women, una rete informale di donne ed Associazioni femminili, ha voluto organizzare per testimoniare con forza la posizione del mondo del canottaggio contro la violenza sulle donne. Successo in termini di partecipazione per l'evento che ha visto impegnati sulle acque del Tevere circa 200 atleti.
Da rilevare la presenza di una selezione di dirigenti del mondo del canottaggio al fianco di personaggi dello spettacolo, che hanno voluto schierarsi in prima linea contro una delle più terribili piaghe che affligge la nostra società.
Lo stesso Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Giuseppe Abbagnale, ha voluto, per l'occasione, scendere in acqua a capovoga dell'otto con a bordo Bruno Mascarenhas, medaglia di bronzo olimpica ad Atene 2004, Claudio Castana e gli attori Sebastiano Somma, Loredana Cannata, Jonis Bascir, Omar Sandrini e Gaetano Amato. Al timone l'allenatrice della Canottieri Roma, Elena Oroseanu. La rappresentativa di Abbagnale si è confrontata con la compagine composta dal Vicepresidente della Federazione Italiana Canottaggio, Marcello Scifoni, il già campione mondiale e attuale Presidente del Comitato Regionale del Lazio, Michelangelo Crispi, il Consigliere della Canottieri Roma, Massimo Iaccarini, il Presidente dell'associazione Hands Off Women, Isabella Rauti, il Consigliere Federale, Mario Italiano, Massimo Gradella e i campioni Cristina Romiti (pluricampionessa mondiale Under 23) e Luca Agoletto (campione paralimpico a Pechino 2008). Al timone la giovane Mary Provenzano. La sfida diretta, dopo una gara combattuta, è andata alla seconda imbarcazione.
Per quanto riguarda la parte agonistica della regata, vittoria nella categoria femminile per la Canottieri Roma, che si è anche aggiudicata un Kit Radio offerto da Whisper Sport, sponsor della Federazione Italiana Canottaggio per quello che riguarda i sistemi wireless. Nei settori maschile e misto, doppio successo per il Circolo Canottieri Tre Ponti.

Galleria FOTO: REGATA e PREMIAZIONI (E.Paoletti)
Galleria FOTO: REGATA (canottaggio.org)
Speciale regata “Via le mani”