mercoledì 30 novembre 2016

Al Teatro Brancaccino in scena “Gl’innamorati di Goldoni”, radicale riscrittura contemporanea dell'omonima commedia

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ROMATeatro dei Borgia e Teatri di Bari, Gl'Innamorati di Goldoni, di Fabrizio Sinisi, regia Gianpiero Borgia, con Gianpiero Borgia e Elena Cotugno, musiche di Papaceccio mmc, costumi di Giuseppe Avallone, luci Pasquale Doronzo, disegno di scena Elena Cotugno. Dall'1 al 4 dicembre 2016, dal giovedì al sabato ore 20; domenica ore 18.

Nell’ambito della rassegna “Spazio del racconto” al Teatro Brancaccino va in scena “Gl’innamorati di Goldoni” dall’1 al 4 dicembre. La pièce non è l’attualizzazione dell’omonima commedia scritta da Goldoni nel 1759, ma ne è la radicale riscrittura contemporanea. Le differenze fra l’opera originaria e questa nuova commedia sono le stesse che corrono fra l’attualità e la contemporaneità. Una drammaturgia che raduna tutte le opposizioni del sentimento e della morale, tutti i sintomi, le mode, gli stili del presente in una radicale rivisitazione del classico di Goldoni, trasportandolo a un'altra latitudine e a un'altra temperatura del contemporaneo.

Scritto a Bologna nel 1759, Gli innamorati è un canovaccio che ormai da quasi trecento anni splendidamente precipita verso il suo inesorabile lieto fine. La traccia di Goldoni è quella canonica: Eugenia e Fulgenzio - giovani, belli, tremendamente appassionati l'uno all'altra - desiderano sposarsi, ma una serie d’inconvenienti rischia di far saltare l'agognato matrimonio.

Eugenia e Fulgenzio sono, però, anche altro: due luoghi, due nevrosi, due macchine di desiderio, due maschere, due trattati di recitazione: si fingono ciò che non sono, mettono continuamente in scena se stessi. La riscrittura di Fabrizio Sinisi è la messinscena di una convulsa auto-rappresentazione dell'oggi: le sclerosi, i drammi, le potenze del presente. Riscrivere Gl'innamorati  ai nostri giorni permette di arrivare a Goldoni “a ritroso”: si deraglia nel trattato antropologico, nello sketch, nella rissa linguistica, nella rifrazione ossessiva, nel concitato dentro-fuori del personaggio.


Con il nostro “Gl'innamorati di Goldoni”, diamo vita a un progetto di lavoro sulla trasposizione della Commedia. Il nostro rifacimento, fin dalla scrittura, crea un ponte tra il Settecento e la contemporaneità, fra il settentrione goldoniano e il meridione di oggi. I personaggi sono ridotti a due e la situazione catastrofica, presupposto della commedia, è l'Innamoramento stesso: forma d'insania, d’impazzimento, di volontà di possesso e di conquista. L'innamoramento come guerra e contrasto, vera e propria forma di combattimento tra uomo e donna. Con Gl’innamorati di Goldoni, realizziamo il primo capitolo del Progetto Goldoni, dedicato alla riscrittura contemporanea e meridionale della commedia. E che cos’è la commedia? Aristotele, su questo, è molto chiaro: commedia è quella vicenda teatrale che – a differenza della tragedia – inizia male e finisce bene. In questa descrizione ormai canonica, l’attenzione viene sbilanciata soprattutto sul secondo polo, l’epilogo positivo, il “lieto fine”. A noi sembra però altrettanto importante il primo termine, l’inizio negativo: una situazione iniziale aggrovigliata al punto da apparire, anche ai suoi stessi attori, irreversibile. In questo senso, il Sud dell’Italia sembra innatamente, quasi vocazionalmente, portato per la commedia. 

Ne ha assunto e declinato personaggi e situazioni: l’innamorato nevrotico, il vecchio avaro, l’uomo vanesio e caciarone, la prorompenza della pulsioni fisiche e vitali.

Fabrizio Sinisi (Barletta, 1987) è drammaturgo, poeta e traduttore. Nel 2012 ha debuttato come autore con La grande passeggiata, con la regia di Federico Tiezzi e l’interpretazione di Sandro Lombardi, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Il suo ultimo lavoro, Jekyll, è risultato finalista al Premio Riccione 2015. Collabora col Piccolo Teatro di Milano, il Teatro di Roma e il Teatro Nazionale della Toscana. Dal 2010 è dramaturg stabile della Compagnia Lombardi-Tiezzi di Firenze e docente di Drammaturgia presso il Teatro Laboratorio della Toscana e la Scuola di Scrittura Flannery O’Connor di Milano. Dal 2016 è per il Teatro degli Incamminati e per il Centro Teatrale Bresciano. Suoi testi sono stati rappresentati in Croazia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Romania, Svizzera. In poesia il suo Contrasto dell’uomo e della donna ha di recente ottenuto la prestigiosa menzione del Premio Carducci.


TEATRO DEI BORGIA, fondato nel 2001 da Gianpiero Borgia, si proponeva di esplorare i classici di repertorio secondo i criteri della tradizione russa appresi da Jurij Alschitz (di cui Borgia è stato allievo, poi collaboratore) e Anatoli’j Vassile’v. Nel 2009, in occasione della messinscena di Troilo e Cressida, Borgia incontra l’attrice Elena Cotugno, che diventerà sua moglie e componente stabile dell’ensemble di compagnia. È a partire da questo momento che inizia a nascere l’idea di un gruppo teatrale clan. Una “famiglia teatrale” che desidera innanzitutto utilizzare quei criteri stanislavskijani nei confronti della scrittura occidentale contemporanea, in particolare della commedia. Nonostante l’ormai assai probabile discendenza dai noti omonimi della storia italiana, Gianpiero Borgia non ha mai ammesso pubblicamente questa eredità. Ma partire dal 2014, la discendenza dai Borgia diventa il primo passo di una decisiva riflessione estetica: “I Borgia sono da secoli l’emblema della famiglia feroce, corrotta, preda del vizio. Noi, indegni eredi, facciamo teatro amandoci. Non siamo né la tragedia, né la farsa della storia ripetuta, siamo la commedia.”

I vincitori della IV edizione del Premio Giornalistico Omar per le malattie e i tumori rari

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ROMA - Sono stati premiati oggi, 30 novembre 2016, a Roma nella Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica i vincitori della IV edizione del Premio Giornalistico Omar per le malattie e i tumori rari organizzato da Osservatorio Malattie Rare (Omar) in partnership con Fondazione Telethon, Orphanet, Centro Nazionale Malattie Rare - ISS e Uniamo FIMR Onlus, e grazie al sostegno incondizionato di Roche, Shire, Sanofi Genzyme, Vertex, Celgene, Amicus Therapeutics, Biogen, Chiesi, Intercept, Pfizer e Orphan Europe.

La sfida delle malattie rare senza nome, il diritto alla diagnosi e l’importanza di sviluppare farmaci orfani pediatrici sono stati i temi che hanno conquistato i massimi voti della giuria.  
   
Per l'intento meritevole dell'iniziativa, volta a promuovere presso i media una migliore sensibilità ai diversi aspetti dei tumori e delle malattie rare e un approccio di comunicazione più ampio rispetto alle problematiche vissute dai pazienti, la FIEG ha concesso al Premio il suo Patrocinio anche per questa sua IVa edizione.

Patrocini: Eurordis - Rare Disease Europe, Senato della Repubblica Italiana, Ordine dei Giornalisti - Consiglio Nazionale dell'OdG, CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, UNAMSI - Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione, Comunicazione Pubblica - Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, FIEG - Federazione Italiana Editori Giornali, ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online, FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, USPI - Unione Stampa Periodica Italiana, EUPATI - Accademia Italiana del Pazienti, CDG - Centro di Documentazione Giornalistica.

Il Premio per la categoria audio/video è stato assegnato dalla Giuria alla giornalista RAI Lidia Scognamiglio per il suo servizio andato in onda su Medicina33 Tg2 dedicato alla “Storia di Clementina”, diciannovenne affetta da malattia genetica rara che ancora oggi non ha un nome. Il servizio, con un linguaggio semplice ma preciso, affronta il tema delle malattie rare senza nome e del forte impulso dato dalla ricerca scientifica per la diagnosi di malattie rare ancora sconosciute, con particolare riferimento al sequenziamento dell’esoma e alla risposte diagnostiche che questa sofisticata tecnica può fornire a famiglie come quella di Clementina.

Per la prima volta in quattro edizioni, il Premio per la categoria Stampa/Web ha visto due giornaliste vincere ex aequo, con due articoli entrambi meritevoli pur se molto diversi tra loro. Uno dei due è stato assegnato a Caterina Lucchini, giornalista scientifica, premiata per l’articolo pubblicato sul Notiziario Chimico Farmaceutico NCF dal titolo “Bambini ‘orfani’ di farmaci”, ampio e documentato pezzo dedicato ai tumori rari pediatrici, un ambito dove ci sarebbe grande necessità di farmaci orfani studiati appositamente. L’oncologia rara pediatrica è infatti un ambito di ricerca di grande attualità, che vede sorgere diversi gruppi collaborativi nel quadro delle associazioni internazionali di oncologia pediatrica, ma dove si fa ancora fatica a vedere applicate le norme europee che dovrebbero stimolare lo sviluppo di farmaci pediatrici. Ex aequo è stata premiata la giornalista Serena Mingolla, che ha vinto con l’articolo “La legge di Zoja e la lotta per il diritto alla diagnosi: intervista a Bojana Mirosavljecic” pubblicato su Morfologie, la Rivista dell’Associazione Nazionale delle Persone con Malattie Reumatiche ONLUS di cui è direttore. È la storia di una madre serba, Bojana, e di Zoja, la figlia perduta a nove anni per una malattia rara non diagnosticata nel suo Paese, il morbo di Batten. 

Ma ancor di più è una storia esemplare di impegno sociale, di una battaglia vinta non solo per dare una diagnosi alla sua bambina, ma per riconoscerne il diritto a tutti i bambini del suo Paese.

Oltre ai premi ai vincitori assoluti, sono stati assegnati tre Premi Speciali tematici: il Premio Speciale "Malattie Rare del Polmone" è stato vinto dalla giornalista Elisabetta Gramolini con l’articolo “Voglio dar fiato a chi respira a fatica come me” pubblicato sul mensile OK Salute. Il Premio Speciale dedicato a “Malattie Rare e diagnosi precoce” è andato alla giornalista del Corriere della Sera Maria Giovanna Faiella per l'articolo “Screening neonatale al traguardo” scritto nel luglio 2016 sul percorso accidentato, ma infine coronato dall’approvazione, della legge 167/2016 che introduce su tutto il territorio nazionale l’obbligo di effettuare lo Screening neonatale allargato per le malattie metaboliche rare. Infine, il Premio Speciale ‘Percorsi assistenziali nelle Malattie Rare” è stato vinto dalla giornalista di Pharmastar, Emilia Vaccaro per il suo reportage online con testo e video interviste “Malattie rare, partnership pubblico-privato per una migliore assistenza al paziente”.

Oltre ai Premi, alcune Menzioni della Giuria. Per la Tv, "Un posto al sole" (RAI 3) ha vinto la Menzione della Giuria. Il Premio - riconosciuto per la correttezza, l’approfondimento e l’equilibrio con cui il “daily drama” ha affrontato il tema della diagnosi e della presa in carico di una neonata affetta da una malattia rara - è stato ritirato dal Vice Direttore di Rai Fiction, Francesco Nardella.

Osservatorio Malattie Rare OMAR è l'unica testata giornalistica, in Italia ed in Europa, esclusivamente focalizzata sulla tematica delle malattie rare e dei farmaci orfani. Scopo dell'Osservatorio è far circolare una informazione facilmente comprensibile, ma scientificamente corretta, su tematiche poco note, mettendo le proprie competenze a disposizione dei media, dei pazienti e di tutti gli stakeholders del settore. Dal 2012 organizza l'omonimo Premio Giornalistico volto a premiare quei giornalisti, ma anche quelle associazioni che meglio abbiano saputo compiere opera di informazione e sensibilizzazione.

Badminton, Massimo Merigo nuovo presidente del Comitato regionale Lombardia. Elezioni il 19 novembre 2016

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MILANO - Massimo Merigo nuovo presidente del Comitato regionale Lombardia di Badminton. Elezioni per il rinnovo delle cariche a Milano il 19 novembre 2016. Il 19 novembre 2016 si sono tenute a Milano le elezioni per il rinnovo delle cariche del Comitato regionale della Lombardia di Badminton.

Le operazioni di voto dell’Assemblea ordinaria elettiva della regione Lombardia sono state svolte dalle ore 19 presso il Centro Federale PalaBadminton di via Cimabue, 24. Eletto nuovo presidente, con la totalità dei voti, Massimo Merigo.

A seguito della verifica dei poteri, effettuata dal giudice unico, avvocato Stefano Paoletti, si è passati all’apertura dell’assemblea presieduta dal presidente FIBa (Federazione italiana Badminton) Alberto Miglietta, che ha proposto: segretario dell’assemblea, Giovanni Esposito (segretario generale della Federazione); scrutinatori, il giudice unico e Simone Manno. L’assemblea ha approvato all’unanimità.

Durante la prima parte dei lavori assembleari si è tenuto il discorso introduttivo del presidente FIBa, il resoconto del presidente uscente del Crl, Marco Mazzoleni, sulle attività svolte durante il precedente mandato. La conclusione con la presentazione di ognuno dei candidati alle cariche da eleggere. Il candidato a consigliere Americo Mastrofini ha comunicato il proprio ritiro.

Al termine di questa prima parte si è passati alle votazioni da parte delle Asa (14 su 18 con 520 voti su 560) per l’elezione della carica di presidente che vedeva la candidatura di Massimo Merigo. Il verdetto della scrutinatura ha decretato l’elezione del candidato con la totalità dei voti.


Successivamente, ha avuto luogo la votazione dei consiglieri con l’elezione dei seguenti candidati: Marco Valentino, Rosita Castaldo, Marco De Rubeis, Danilo Perri. Tale votazione ha visto l’esclusione del quinto candidato, Roberto Fava.

Conclusa l’assemblea elettiva, il nuovo Consiglio regionale lombardo si è subito riunito assegnando, in accordo comune, la carica di vicepresidente alla consigliera Rosita Castaldo e pianificando la prima riunione ufficiale del nuovo mandato per il 14 dicembre 2016 presso la sede del Crl.

Con l’auspicio di fare bene e la garanzia di affrontare il prossimo quadriennio in collaborazione, focalizzati sull’obiettivo di fare crescere il movimento del Badminton in tutta la regione Lombardia, il nuovo comitato ha ringraziato il precedente per il lavoro effettuato, tutte le Asa che hanno dato fiducia e promesso di mantenere un clima di coesione, collaborazione e dialogo per affrontare e risolvere insieme i problemi sul territorio lombardo.


martedì 29 novembre 2016

Stephen King rende Fine Turno il romanzo più sovrannaturale: Brady, nonostante le sue condizioni, riesce a uccidere

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COMO - Fine Turno, libro di Stephen King (Sperling & Kupfer 2016, 478 pagine). Fine turno è il terzo libro che vede come protagonista il detective in pensione Bill Hodges. La trilogia è iniziata con Mr Mercedes e proseguita con Chi perde paga. Ritroviamo i personaggi che ci hanno accompagnato nei romanzi precedenti: il serial killer Brady Hartsfield, ricoverato in stato vegetativo dopo che la collaboratrice di Hodges, Holly Gibney l’ha colpito alla testa, impedendogli di compiere una strage.

Dei tre romanzi questo è il più sovrannaturale, perché, incredibilmente, Brady, nonostante le sue condizioni, riesce a uccidere.

E come ci riesce? Attraverso dei giochi elettronici da lui modificati, induce in una sorta di trance le sue vittime, spingendole al suicidio.

Ha sviluppato la capacità di impossessarsi dei corpi del suo medico curante e dell’inserviente, così da usarli come automi quando deve uscire dalla sua camera.

Hodges lo sospetta, ma non riesce a comprendere come possa accadere tutto ciò.

Inoltre, la fretta preme sulle sue indagini, perché scopre di avere un tumore che lo porterà alla morte.

Il suo ex collega, vicino alla pensione, al fine turno appunto, lo interpella per quest’ultimo caso.

Così, ritroviamo lui e i vari personaggi già conosciuti nei libri precedenti, impegnati in questa lotta senza quartiere contro un nemico subdolo e invisibile.

Quando Hodges morirà, sulla sua lapide, verrà scritto: fine turno.

Come sempre, in un romanzo scritto con perizia e fantasia, da una mano che, nonostante gli anni trascorsi in questa operazione, non è affatto consumata, ma rimane sempre abile e capace; King inserisce qualcosa di vero. Nell’ultima lettera scritta in fondo alla sua opera, ci mette a conoscenza del fatto che, nonostante Fine turno sia un’opera di fantasia, l’alto tasso di suicidi di cui narra, è una realtà in America e nei tanti paesi dove i suoi libri vengono letti.

Il numero per la prevenzione dei suicidi citato è davvero quello da utilizzare negli Stati Uniti: 1-800-273-8255. Mentre per l’Italia è: 199-284-284.

Mi piace molto l’ultima frase con la quale chiude: “Se vi saltano in testa idee del cacchio, per usare un termine caro a Holly Gibney, non esitate e contattarlo. Perché qualsiasi situazione può migliorare, se gliene darete l’occasione”.

The Fits (Biennale College - Cinema 2014-15) ottiene 3 nomination agli Independent Spirit Awards e 2 ai Gotham Awards

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VENEZIA - La Biennale di Venezia Biennale College Cinema. Il film The Fits (Biennale College - Cinema 2014-15) ottiene 3 nomination agli Independent Spirit Awards e 2 nomination ai Gotham Awards, i maggiori premi per il cinema indipendente. Scelti i 3 progetti finali di Biennale College - Cinema 2016-17 (5a edizione) provenienti da Australia, Italia e Libano.

Importanti riconoscimenti internazionali sono stati ottenuti da THE FITS (Usa), un film realizzato nella 3a edizione 2014-15 di Biennale College – Cinema, l’iniziativa lanciata dalla Biennale di Venezia che promuove nuovi talenti per il cinema, offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la realizzazione di lungometraggi a microbudget.

In occasione delle nomination degli Independent Spirit Awards annunciate a Los Angeles - riporta il comunicato stampa -, THE FITS di Anna Rose Holmer (regista, Usa) e Lisa Kjerulff (produttrice, Usa) ha ottenuto 3 nomination:
miglior opera prima
miglior regista emergente (Someone to Watch Award, Anna Rose Holmer)
miglior produttore (Piaget Producers Award, Lisa Kjerulff). 

Gli Independent Spirit Awards sono i prestigiosi premi cinematografici statunitensi assegnati annualmente a partire dal 1986 a Los Angeles per promuovere il cinema indipendente, dove nel 2015 è già stato premiato un altro film di Biennale College – Cinema col Someone to Watch Award: “H.” di Rania Attieh (Libano) e Daniel Garcia (Usa).

Nei giorni scorsi, anche in occasione delle nomination dei Gotham Awards annunciate a New York, THE FITS aveva ottenuto 2 nomination: 
miglior regista emergente (Breakthrough Director, Anna Rose Holmer)
miglior interprete emergente (Breakthrough Actor, Royalty Hightower). 


I Gotham Awards sono gli importanti premi cinematografici statunitensi assegnati annualmente a partire dal 1991 a New York per promuovere il cinema indipendente.

THE FITS, presentato con successo in prima mondiale alla 72a Mostra di Venezia 2015, racconta di Toni, una ragazzina di tredici anni che vive nel West End di Cincinnati e si allena costantemente nella boxe. Nella palestra accanto provano le 'Leonesse', un team di danza femminile composto da ragazze molto determinate. Toni cerca di farsi accettare dal gruppo ma, una volta inserita, cominciano a verificarsi nelle sue compagne strani attacchi tra il delirio e gli stati di catarsi incontrollabili.

Biennale College – Cinema prosegue e sono stati scelti i 3 progetti che accedono alla fase di realizzazione dei film della 5a edizione (2016 – 2017). 

I 3 progetti sono stati scelti al termine del primo workshop fra 12 selezionati da tutto il mondo (provenienti quest’anno da Australia, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Libano, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda e Stati Uniti).

Sono state scelte per la prossima fase due opere prime e un’opera seconda, qui indicate in ordine alfabetico di titolo:
Film di confine (Italia) – Giorgio Ferrero (regista), Federico Biasin (produttore) – opera prima
Lightning Ridge (Australia) – Alena Lodkina (regista), Kate Laurie, Isaac Wall  (produttori) – opera prima
Martyr (Libano) – Mazen Khaled (regista), Diala Kachmar (produttore) – opera seconda

Ecco una breve descrizione dei 3 progetti:
Film di confine: un documentario visionario sugli oggetti e i suoni del mondo contemporaneo. Gli oggetti di cui pensiamo di aver bisogno ogni giorno iniziano e finiscono il loro viaggio all’interno di luoghi industriali e scientifici spettrali. Il film descrive la liturgia nascosta all’interno di quattro luoghi remoti, dove uomini “di confine” lavorano in completo isolamento senza interferenze del mondo esterno (opera prima).

Lightning Ridge: a seguito di un infarto che ha colpito il padre, Milena decide di partire per una comunità isolata nell’entroterra australiano, per incontrarlo per la prima volta dopo anni e anni. Ma lì i giorni passano, e la ragazza comincia a cedere a quel mondo folle, popolato da emarginati come Frank, un altro minatore solitario che sta passando un brutto periodo (opera prima).

Martyr: i ragazzi di Beirut si tuffano pericolosamente in mare come prova iniziatica di coraggio. La tragica morte di un ragazzo porta i suoi amici a lottare contro questa perdita e a mettere in discussione i riti della sua comunità, rivelando le divisioni interne alla città e alla società (opera seconda).

I 3 team scelti parteciperanno ora a due ulteriori workshop, sempre a Venezia, dal 2 al 5 dicembre 2016 e dal 9 al 13 gennaio 2017. Questi apriranno la possibilità alla realizzazione vera e propria di 3 lungometraggi a microbudget tramite un contributo di 150.000 euro ciascuno, che saranno poi presentati alla 74. Mostra del Cinema di Venezia 2017.

Gara sui Kart, a Bagnolo San Vito sfrecciano in pista giovani provenienti da diverse Avis della provincia di Mantova

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BAGNOLO SAN VITO - Grande successo del 7° Trofeo interprovinciale AVIS Provinciale Mantova “… and’ AVIS a cento all’ora” che si è svolto al Goparc Bagnolo San Vito Mantova. Domenica 27 novembre 2016 al Goparc di Bagnolo San Vito si è tenuto il 7° Trofeo interprovinciale “…andAVIS a cento all’ora” organizzato dal Gruppo Giovani di Avis Provinciale Mantova, rivolto a tutti i giovani avisini e agli aspiranti donatori.

La giornata formativa dal titolo “COMUNICAZIONE 2.0: Io, Me e lo Schermo che s’illumina”, patrocinata dalla Provincia di Mantova e dal Comune di Bagnolo S. Vito, è stata coordinata dall’artista di strada Claudio Mutazzi, che attraverso giochi ed esercizi in gruppo, ha trattato il tema della Comunicazione, con e senza schermi.

Il saluto del vicepresidente di Avis Provinciale Donato Chiodini ha aperto la parte formativa/informativa. Successivamente, l’artista di strada Claudio Mutazzi ha catturato l’attenzione dei ragazzi, invitandoli a lavorare insieme per riflettere sul tema della Comunicazione, estremamente attuale ed importante.

Sono stati individuati e discussi aspetti positivi e negativi della Comunicazione attraverso social, smartphone, schermi in genere, così come della Comunicazione “in Presenza”, ovvero senza alcuna “barriera”.

Nel pomeriggio si è svolta invece la consueta gara sui Kart che ha visto sfrecciare in pista diversi giovani provenienti da diverse Avis della nostra Provincia, da Avis Bergamo e da Avis Pastrengo.

Sul podio: al primo posto Andrea Tamani di Avis Commessaggio, al secondo posto Alberto Rossi di Avis Commessaggio ed al terzo posto Artoni Davide di Avis Canicossa che ha vinto anche il premio come partecipante più giovane. Per le donne invece, 1° classificata Manuela Andreani di Avis Commessaggio.


Il premio per il gruppo più numeroso è stato assegnato alle Avis di Castel d’Ario e Canicossa. 

Infine, a Pietropoli Mattia di Avis Pastrengo, è stato consegnato il premio fedeltà per aver partecipato a tutte le 7 edizioni di Andavis a cento all’ora.

I premi sono stati offerti dall’agenzia viaggi Cribor di Mantova, Goparc e Island SPA di Bagnolo San Vito.

Il Gruppo Giovani di Avis Provinciale Mantova ringrazia di cuore tutti i giovani che hanno partecipato ad Andavis, così come le Avis di Base che hanno sostenuto l’iniziativa invitando i loro ragazzi ad aderire all’evento.


Badminton a Malles Venosta, Mattia Albertini (Gsa Chiari) vince senza lasciare un set agli avversari

Badminton-Malles-Venosta-Mattia-Albertini
Serie C femminile giocata a Chiari: 1° Alice Capuzzi (Gsa Chiari),
2° Linda Bernasconi (Lario BC) e 3° Claudia Longhitano (Gsa Chiari)
CHIARI - Gsa Chiari diviso e impegnato in vari tornei nello scorso week-end. Chiara Passeri ed Enrico Baroni con la nazionale italiana juniores hanno partecipato allo "Yonex Slovak Youth U17 2016" in Slovacchia. I due atleti clarensi in coppia non hanno superato il primo turno, mentre nei rispettivi singolari Baroni supera lo slovacco Peter Kovac per 27/25 -21/19 - 21/17 e cede al secondo turno contro lo spagnolo Enrique Rodriguez testa di serie numero 12 per 19/21 - 19/21.

Passeri nell'individuale raggiunge gli ottavi di finale, dove però cede all'atleta della Repubblica Ceca Tereza Kobyláková per 11/21 - 18/21. Quarti di finale sfiorati per Passeri anche nel doppio femminile con la compagna di nazionale Martina Corsini; le due cedono solo contro le teste di serie numero due del torneo con il punteggio di 15/21 - 12/21. 

Domenica 27 novembre 2016 a Malles Venosta 5 atleti del Gsa hanno gareggiato in serie B. Ottimo torneo per Mattia Albertini il quale vince la categoria senza lasciare nemmeno un set agli avversari, alle sue spalle terzo posto per Alessandro Gozzini e Alessandro Vertua. Nella serie B femminile amaro terzo posto per Francesca Festa la quale, dopo aver agevolmente vinto il girone di qualificazione, è costretta ad abbandonare il match di semifinale per infortunio.

Nella stessa giornata invece a Chiari si è svolto il circuito under di serie C-D-F-H.

In serie C bella vittoria per Alice Capuzzi che senza perdere un set sale sul gradino più alto del podio. 

Terza piazza per Claudia Longhitano nella stessa categoria. Vince la categoria F femminile Angela Alfieri e al secondo posto si piazza Sabrina Baroni, in quella maschile raggiungono il secondo posto Riccardo Ravelli e il terzo Cristian Bighé. Nella serie H terzo gradino del podio per Alberto Aricò.

Atleti del Gsa Chiari a Malles Venosta

Impegni in tornei internazionali per il Gsa Chiari nel prossimo week end. In Portogallo sarà di scena Giovanni Toti con la nazionale juniores nell’8° Portoguese Junior a Caldas de Rainha, mentre in Slovenia nel Medvode FZ Cup Youth saranno impegnati Chiara Passeri ed Enrico Baroni con i colori azzurri e con loro, a rappresentare il club clarense, saranno presenti Mattia Albertini, Alessandro Vertua, Marco Baroni, Matteo Massetti, Alessandro Gozzini e Claudia Longhitano.

Baroni e Passeri con l'allenatore Tomasello in Slovacchia

lunedì 28 novembre 2016

Piero Chiara. Un grande scrittore nel panorama di un Novecento mal attraversato dai modelli scolastici post anni Sessanta

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Piero Chiara e Pierfranco Bruni
ROMA - La bellezza e la femminilità in Piero Chiara a trent’anni dalla morte. Uno scrittore da riscoprire in un tempo inquieto. Non si vive di storia ma di immaginario che viaggia dentro le emozioni. Le emozioni sono altro rispetto alle sensazioni della cronaca.

“Che cosa sono io, adesso? Uno zero. Che cosa posso essere domani? Domani posso risuscitare dai morti e ricominciare a vivere! Posso ritrovare in me l'uomo, fino a che non è ancora perduto!”.

Mi ha sempre affascinato la vita di Piero Chiara. Un grande scrittore nel panorama di un Novecento letterario bistrattato e mal attraversato soprattutto dai modelli scolastici imperanti post anni Sessanta. 

La sua vita è affascinante e andrebbe letta come una pagina di romanzo. Sono affascinanti i suoi romanzi e i suoi tagli di racconti che non descrivono ma narrano. Spaccati di una quotidianità che è fatta di cronaca e sensuali raccordi tra l’esistere negli intrecci dello scrivere e del vivere e il completo ozio. 

Affascinante è il suo inquieto percorso scolastico fatto di bocciature. Addirittura viene bocciato in terza elementare e poi promosso con l’impegno di non iscriversi più alla scuola pubblica. Proprio vero la scuola distrugge i geni, anzi cerca di distruggere, e fa trionfare i mediocri e i conformisti. 

Piero Chiara è un esempio emblematico. Riesce a stento a conseguire un diploma di perito e poi lo troviamo addirittura ad essere docente. E la letteratura con la “perizia”?  Ebbene, sì! Viaggia, trasloca, si sposa, si risposa, cambia mestieri e racconta storie. Insomma per capirci Piero Chiara, oltre ai suoi romanzi e racconti e il suo viaggiare tra la pagina e la scrittura, è l’autore di due testi fondamentali: uno sulla vita di Gabriele D’Annunzio e un altro su Casanova. 

Pensate un po’. La sensualità e l’estetica. Il senso del tempo nel passare degli oblii e gli amori che vanno e vengono come le nuvole di Aristofane. Piero Chiara porta sulla scena il raccontare sul lago.

Era nato, infatti, a Luino.  Ma è l’archeologo che scava nella femminilità della donna e nel rapporto tra femmina e dolcezza. In tutto il suo narrare c’è sempre al centro il senso della bellezza della femminilità: “Quando una donna chiede a un uomo che cosa pensa, vuol dire che di quell’uomo le sta a cuore anche il meglio, cioè i sentimenti e magari anche le idee”.

Tra i suoi romanzi, molti di questi sono giunti sul grande schermo, spiccano per ironia e sobrietà, e mai per leggerezza, ed eleganza pur in alcuni spaccati in cui le storie si fanno invadenti. “Le corna del diavolo e altri racconti” offre una suggestiva impalcatura. Ma il fuoco si accende quando Chiara pubblica “Il cappotto di astrakan” o  “La stanza del vescovo” o “Una spina nel cuore” o “Vedrò Singapore?”. 

Ma Piero Chiara nasce come poeta. Già, i peggiori scolari sono i poeti. Chissà perché? Perché hanno una fantasia incantata e sono sempre degli irregolari. Sarà? Chiara, dunque, nasce come poeta con una raccolta: “Incantavi” che risale al 1945. Verrà ripubblicata nel 2013 con l’aggiunta di altri versi. 

Della sua poesia dirà con molta umiltà: “fuori del breve e tardo trasporto lirico di queste poesie, non so di aver avuto, né d’avere ora, altra possibilità d’esprimere il mio atteggiamento interno, represso per tanti anni, ma dentro vivo e certo da sempre... quel tanto di vero che ci si può aspettare da un uomo è offerto agli amici e ai lettori con tutta l’umiltà di chi sente sempre lontana quella voce di poesia dietro cui ha costantemente camminato…”.

D’Annunzio e Casanova sono i pilastri della sua formazione. “Il vero Casanova” esce nel 1977. si tratta uno dei primi testi, tutta la sua vita sarà incardinata nella lettura e interpretazione di Giacomo. 

Al 1978 appartiene la sua vita su D’Annunzio. Tra i due viene coerente la figura di Giovanni Boccaccio. Infatti farà una scelta di dieci novelle del “Decamerone” del Boccaccio nel 1984. Restano sigilli i racconti di Pierino, soprattutto quelli al mercato di Luino. 

Affascinante la sua scrittura perché è stata misteriosamente affascinante la sua vita e sulle sue labbra sempre una goccia di ironico sorriso. Attore anche lui in molte traduzioni cinematografiche dei suoi romanzi. Un giocatore perfetto. Biliardo e palline da equilibrare tra gli angoli. Mai un rimpianto di troppo nei suoi scritto e tanto meno una nostalgia affaticata. 

Infatti con il suo elegante stile dirà: “Ritornare sui posti della vita passata a compiere verifiche e rievocazioni è sempre un passo sbagliato. Non si aggiunge nulla ai ricordi e anzi si guasta il lavoro della memoria, si confondono le immagini già chiare che il tempo ha composto e si smentisce la pura verità della favola nella quale tutto può ancora vivere. Ma si vuole forse ritornare proprio per farla finita coi ricordi, per rimestarli, appesantirli, metterli in condizione di colare a fondo e di perdersi finalmente nel passato. È col ritorno che si pone per sempre una pietra sugli anni che non ci somigliano più.”. 

Il ricordare non è mai un ritornare. E con un solo colpo ammazza le nostalgie. Bene. La bellezza è anche saper guardare con distacco i luoghi e il mondo che credevamo nostro. Uno studioso di Casanova, D’Annunzio e Boccaccio. Un amante che ha saputo sfidare l’amore, ma la gentilezza è stata sempre nella sua nobiltà di pensiero tanto da sottolineare: “Il vero gentiluomo, anche se perdesse tutte le sue sostanze, non deve agitarsi. I denari devono essere a tal punto più in basso della sua qualità di gentiluomo da non metter conto che egli se ne dia pensiero.”.  

Insomma un De Curtis (Totò) che è attraversato da D’Annunzio. Il grande scrittore si nota immediatamente. Piero Chiara è stato un grande scrittore. Era nato il 23 marzo del 1913 a Luino e morto a Varese il 31 dicembre del 1986. Su Chiara ci ritorneremo perché il fascino e il mistero sono le vere coordinate di una letteratura che supera gli steccati della storia. 

Io credo in questa letteratura. In questa letteratura  in cui, come dice Piero Chiara, “Le storie che racconto sono manipolazioni di fatti in parte da me vissuti, o in parte da me conosciuti direttamente oppure indirettamente. Il mio autobiografismo non è che l’utilizzazione di una vasta casistica immagazzinata dalla memoria. Naturalmente quel che manca a raggiungere l’effetto narrativo, lo aggiungo. Nessuna realtà è buona per sé”. Uno scrittore che pur raccontando un immaginario tra emozioni e ironie non ha mai smesso di raccontarsi. Nei dettagli, nei piccoli sguardi, nel gustare il senso della vita: “È l’amore per le piccole cose a trattenerci nel mondo, a farci gustare la vita.

L’amore per le cose grandi o supposte tali, ci stacca dal mondo e finisce per farci perdere il gusto del vivere”. Lo scrittore che permette di scoprire il gusto di vivere e il senso della vita stessa in un percorso che è letterario ma è profondamente radicato nell’antropologia dell’estasi e dell’incanto stesso della vita.

“Il principe che spostava le colline”, di Giusy Colmo. Biografia di Antonello Ruffo di Calabria

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PALIANO - Sabato, 26 novembre 2016, è stato presentato alla città di Paliano il libro “Il principe che spostava le colline”, biografia di Antonello Ruffo di Calabria. Alla presenza del sindaco Domenico Alfieri e del vicesindaco e assessore alla Cultura Valentina Adiutori, l’autrice, Giusy Colmo, è tornata indietro con la memoria al primo incontro del tutto casuale con don Antonello che si è rivelato poi il primo di una lunga serie.

La dottoressa Colmo infatti è diventata con il tempo soprattutto un’amica e una confidente di Ruffo «in un momento in cui la mia curiosità ha incrociato una fase molto particolare della sua vita» come essa stessa ha affermato. Il libro infatti è pieno di aneddoti, racconti, curiosità di una vita piena e avventurosa di quest’uomo considerato “strano” da molti ma dotato di un forte carisma. Colpito da demenza senile, il principe non ha fatto altro che riversare sulla dottoressa Colmo una valanga di pensieri e memorie, a volte ingarbugliati ma estremamente densi di significati, che la giornalista ha cercato di mettere nero su bianco consegnando così alla storia la voce di Antonello Ruffo.

Il sindaco Alfieri ha incentrato il suo intervento sul legame tra Paliano e il principe: «Per Paliano il principe Ruffo è “La Selva” in carne e ossa, il suo nome è indiscutibilmente legato al parco che ha reso la città di Paliano nota ovunque. La sua opera innovativa ora resta a noi che abbiamo il compito e soprattutto il desiderio di farla vivere ancora e farla tornare ai suoi antichi splendori».

«Non posso fare a meno di ricordare i nostri incontri – ha continuato il vicesindaco Adiutori - in cui mi stupiva con gesti inconsueti ma ricchi di valore. È stato in grado di portare il mondo all’interno de La Selva, con la presenza di scrittori, pittori e artisti di ogni genere. Ha creato un’opera di pregio incommensurabile combattendo contro tutto e tutti ed ora sta a noi riprendere le sue battaglie».

Anche Ugo Germanò, consigliere alle Politiche di Sviluppo e Tutela del Monumento Naturale "La Selva", è intervenuto sottolineando:«Don Antonello viene definito da molti un visionario, quando invece è un uomo molto pratico e concreto e a dimostrazione di ciò sono proprio i lavori eseguiti per innalzare il parco uccelli e renderlo un’opera eseguita magistralmente».

I partecipanti alla presentazione sono stati tantissimi fra curiosi, conoscenti e amici di Antonello Ruffo, e soprattutto questi ultimi hanno voluto intervenire con ricordi personali arrivando a commuovere il pubblico ma anche a strappare tanti sorrisi con aneddoti curiosi e spiritosi su quest’uomo che, anche se al momento è fuori dalle scene, riesce sempre a far parlare di sé.

Concerto per gli auguri di Natale della Procura della Repubblica di Salerno il 16 dicembre 2016

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SALERNO - Musica e solidarietà: questa la finalità del Concerto per gli auguri di Natale organizzato dalla Procura della Repubblica di Salerno, che si terrà il 16 dicembre (ore 20), al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno. Questa mattina, 28 novembre 2016, nell’Aula Parrilli di Palazzo di Giustizia di Salerno, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Concerto per gli Auguri di Natale, giunto alla sua seconda edizione.

L’accesso al Concerto avverrà su invito nominativo gratuito, ma ai presenti verrà chiesto di devolvere una libera offerta proprio per sostenere il progetto di solidarietà sociale che la Procura di Salerno si propone di realizzare grazie alla sensibilità dei magistrati salernitani. L’idea è quella di aiutare il Banco Alimentare Campania ONLUS e, con i fondi che si raggiungeranno nel corso del concerto, sarà possibile acquistare un sollevatore elettrico.

L’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Martucci” di Salerno, diretta dal maestro Massimiliano Carlini (Soprano Naomi Riveccio, Tenore Nicola Straniero, Violino Giuseppe Gibboni)  e il Coro del Conservatorio “Martucci” diretto da Maria Cristina Galasso eseguiranno un concerto di musica classica suggestivo e coinvolgente che spazierà da Verdi a Puccini, da Mozart a De Sarasate.

“Il concerto – spiega il procuratore della Repubblica, Corrado Lembo - è una metafora per lanciare un messaggio di cultura e di speranza. E non suoni strano che questo messaggio promana da una Procura della Repubblica che ha il compito principale di promuovere la legalità attraverso  l’esercizio doveroso e imparziale dell’azione penale: Legalità, infatti, è cultura ed è anche  fattore di speranza per la società civile. Quest’anno il concerto per gli auguri natalizi intende confermare lo spirito di solidarietà e che ha sorretto l’analoga iniziativa dello scorso anno. “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita” questo è il motto  del  concerto  di beneficenza per gli auguri di Natale 2016 organizzato dal mio Ufficio che coglie questa occasione per finanziare un bellissimo progetto della ONLUS Banco Alimentare Campania. Detta associazione assiste oltre 130.000 persone indigenti della nostra Regione. È fondamentale che questo messaggio di solidarietà sia veicolato dalla musica  che è il più dolce e raffinato nutrimento dello spirito. Sono sicuro – prosegue - che  i cittadini di questa terra sapranno rispondere all’appello ed alla nostra iniziativa con la consueta generosità già manifestata in occasione del Concerto di Natale 2015. Desidero ringraziare il Sindaco di Salerno, architetto Vincenzo Napoli, per la grande sensibilità  dimostrata nell’ospitare l’evento nel prestigioso teatro Verdi, tempio della cultura salernitana. A tal proposito, mi corre l'obbligo di ringraziare anche tutto lo staff del Teatro Verdi per la preziosa ed indispensabile collaborazione all’iniziativa. Ringrazio il  Presidente avvocato  Aniello Cerrato e la Direttrice professoressa  Irma Battista del “Conservatorio  Martucci” di Salerno, per il grande dono della musica. Un grazie particolare al  Presidente  Pietro Rinaldi ed  al  Direttore artistico dottore Claudio Gubitosi del  Giffoni Experience  che, con il loro staff, assicureranno l’indispensabile supporto tecnico-logistico. Credo che il concerto e la vostra generosità saranno il modo migliore per celebrare  insieme il Santo Natale”.

“Esprimo la soddisfazione del Comune di Salerno, e mia personale, - sottolinea il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli - per la bella iniziativa della Procura di Salerno che organizza il Concerto di Natale presso il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno.  La Civica Amministrazione apprezza e sostiene questa iniziativa che alla grande qualità artistica e culturale  aggiunge anche un nobile intento solidale a favore del Banco Alimentare Campania. Per questa ragioni abbiamo volentieri aperto le porte del Teatro Municipale Giuseppe Verdi, uno dei luoghi dove si costruisce la storia e l’identità culturale di Salerno. Siamo quotidianamente impegnati a costruire una comunità bella, accogliente, solidale capace di favorire una convivenza armonica simile a quella che avremo modo di apprezzare durante lo spettacolo. Auguro agli organizzatori, agli artisti impegnati il successo che merita il loro impegno e rinnovo l’appello al  pubblico ad esser generoso per favorire la piena riuscita della campagna solidale collegata all’evento”.

“Il Banco Alimentare Campania ONLUS – illustra il direttore del Banco Alimentare Campania, Roberto Tuorto - ogni giorno è impegnato nella raccolta delle eccedenze alimentari e la successiva redistribuzione a persone povere ed emarginate attraverso strutture caritative convenzionate (Caritas e parrocchie, mense per i poveri, banchi di solidarietà, centri di ascolto, associazioni benefiche, centri di prima accoglienza per senza fissa dimora, servizi sociali delle amministrazioni locali). Quest’anno abbiamo raccolto circa 6500 tonnellate di prodotti alimentari per un valore commerciale di oltre 13 milioni di euro. Attraverso il progetto Condividere i bisogni per condividere i bisogni della vita, tutto quanto raccolto è stato gratuitamente distribuito a 131.208 persone che vivono in grave disagio economico nella nostra regione che, ogni mese, ricevono un pacco alimentare contenente generi di prima necessità. Lo scorso 8 agosto è stata approvata la Legge contro gli sprechi alimentari che permetterà il recupero di ulteriori quantità di alimenti da destinare alla beneficenza. Stiamo già attrezzando ed ampliando  il nostro magazzino per poter essere pronti a movimentare e stoccare i prodotti. Per lo scarico dei pallet nel magazzino e il successivo stoccaggio e movimentazione vengono utilizzati transpallet sollevatori elettrici per posizionare i prodotti sulle apposite scaffalature presenti nel nostro magazzino. La raccolta fondi servirà ad acquistare un nuovo transpallet sollevatore elettrico. I mezzi per la logistica sono davvero importanti per poter svolgere al meglio il nostro lavoro quotidiano. Infine, il 4 dicembre, è prevista una mattinata di volontariato al Banco. 

Tutti i magistrati che daranno la loro adesione, potranno unirsi ai nostri volontari per preparare i pacchi alimentari che andranno alle famiglie bisognose di tutta la regione nelle imminenti feste natalizie. Siamo onorati – aggiunge il direttore Tuorto - che la Procura della Repubblica di Salerno abbia scelto Banco Alimentare come partner di questa lodevole iniziativa di beneficenza, sostenendo e valorizzando il nostro impegno quotidiano contro lo spreco e contro la fame. Ma siamo ancora più lieti di poter iniziare un percorso insieme per la presentazione della nuova Legge contro gli sprechi, dove il contributo dei magistrati sarà davvero preziosissimo, per la destinazione alla beneficenza di tutti i prodotti, alimentari e non, che vengono, di tanto in tanto, sequestrati dalla Procura per svariate ragioni". 

“Esiste – sostiene la direttrice del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, maestra Imma Battista - un vincolo forte tra la musica e la memoria essendo la prima una "grande risvegliatrice" della seconda. E se la musica contribuisce a costruire i valori più profondi dell'essere umano, la memoria è la condizione indispensabile perché l'individuo costruisca una buona società. Il concerto del 16 Dicembre che la Procura della Repubblica organizza in collaborazione con il Conservatorio Martucci nella sua seconda edizione, vuole valicare i confini graziosi ma angusti dell'evento inteso nel senso più comune,  per diventare un momento profondo che guardi alla collaborazione tra Istituzioni come al dialogo tra gli uomini, che stimoli alla condivisione costante dei sani principi del vivere, che non mortifichi il significato della verità nella sola evidenza delle cose ma la nutra con i significativi e i contenuti più profondi del vivere: il rispetto e la solidarietà”.

“E' con grande piacere – dichiara il presidente del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, Aniello Cerrato - che ho raccolto l'invito della Procura della Repubblica di Salerno alla realizzazione, per il secondo anno consecutivo, di questo interessantissimo evento. Un plauso personale va all'impegno ed all'entusiasmo profusi da tutto il Conservatorio e che sono andati aldilà della manifestazione in sè. La sinergia attuata tra gli operatori del diritto e quelli della musica ha come obiettivo far arrivare, ai cittadini, il messaggio che ciò che anima tutte le istituzioni operanti sul territorio, ciò che permea - e deve permeare -, nel rispetto dei propri ruoli, l'operato di ognuno è il valore dell'umanità. L'uomo al centro sia della musica che delle regole di diritto”.

“E’ già il secondo anno – rimarca il direttore del Giffoni Experience, Claudio Gubitosi – che la Procura di Salerno ha deciso di avvalersi della nostra collaborazione. Noi siamo onorati per essere stati scelti come partner di questa lodevole iniziativa. Ringraziamo per questo il Procuratore Corrado Lembo che ha condiviso con noi un progetto importante dove la cultura genera solidarietà. Nelle nostre tante e complesse attività, una delle mission di Giffoni è proprio quella di essere promotore di solidarietà sociale. Dunque non potevamo rimanere insensibili dinanzi alla richiesta del Procuratore. Sono sicuro che questo sarà un appuntamento che si protrarrà nel tempo e sono convinto che insieme potremmo collaborare anche in futuro per il progresso civile e per il benessere per tante persone purtroppo emarginate e dimenticate dalla società”.

L'Oroscopo 2017 di Simon and the Stars. A Salerno il giro dell'anno in dodici segni

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SALERNO - Torna alla Feltrinelli di Salerno, martedì 29 novembre 2016, dalle ore 18 alle 21, Simon and the Stars, l’avvocato con la passione delle stelle, a presentare il suo libro "L'Oroscopo 2017". Con l’allegria e la semplicità che lo caratterizzano e con le quali affascina la sua sempre più numerosa e attiva  famiglia di Facebook, spiegherà come le stelle, scandendo il tempo come un orologio, possono indicare i momenti migliori per allineare la vita al fluido ritmo della natura e del cosmo.

Suggerendo a ogni segno zodiacale un film che rappresenta il periodo dal quale si proviene verso il quale ci si dirige, spiega come la vita non è fatta di singoli momenti ma di una sequenza di eventi, scelte e conseguenze. Un libro che accompagnerà  i lettori nel giro intorno all'anno; una mappa per orientare le personali scelte seguendo il ritmo naturale delle cose. Un'occasione imperdibile per potere passare qualche ora spensierata a chiacchierare di stelle con Simon, l'amico astrologo che  invita a guardarsi dentro per essere sempre e comunque protagonisti della propria vita con la consapevolezza di poter avere a disposizione le istruzioni per cogliere il momento migliore per riflettere e per agire.

domenica 27 novembre 2016

Matteo Renzi a Torino parla di Riforme ed elogia il lavoro di sigle dell'immobiliare, enti locali e sindacati

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TORINO - Il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, oggi a Torino per fare un punto sulle riforme già realizzate, ha fatto un elogio "per il prezioso lavoro svolto ed in corso da parte della protezione civile e dalle forze armate e dell'ordine oltre che per l'impegno di Vasco Errani e di Giovanni Azzone che assieme agli esperti pubblici e privati hanno varato una serie  di provvedimenti alla luce degli incontri sistematici iniziati lo scorso 6 settembre 2016 a Palazzo Chigi con le principali sigle dell'immobiliare e con gli enti locali e i sindacati".

Presente all'incontro, la coordinatrice nazionale legale OPMI del comparto investimenti, retail, servizi e valutazioni immobiliari, Lorenza Morello, ha fatto presente che "le norme per i comparti immobiliari e sviluppi urbani e territoriali del Paese sono in parte già state realizzate e in parte sono allo studio per essere emanate nei prossimi provvedimenti, d'intesa con le varie istituzioni e ministeri competenti che fin dal 24 sono attivi su emergenza e prevenzione delle calamità e dal 12 ottobre riuniti in meeting sul Real Estate dove partecipano i lavoratori, i manager, gli imprenditori e gli esperti privati insieme a quelli delle istituzioni per trovare le migliori soluzioni per i cittadini, le città e gli investimenti".

L'Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare vede un direttivo composto di Ance, Assoimmobiliare, Confedilizia, Federalberghi ed esponenti delle forze politiche di governo e delle opposizioni con Vincenzo Gibiino presidente.

Gibiino: "Dal 12 ottobre sono in contatto in maniera costante con le altre istituzioni di governo, parlamentari e tecniche all 'interno di Re Meeting patrocinati da Palazzo Chigi e da FPC/ANCI".


Cecilia Sanchietti, in La terza via, al Teatro Villa Pamphilj. Tra jazz even eights, contaminazioni pop e funky, ballade

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Cecilia Sanchietti
ROMA - Teatro Villa Pamphilj, domenica 27 novembre 2016, dalle ore 11,30, Cecilia Sanchietti in La terza via. Cecilia Sanchietti batteria, Pierpaolo Principato pianoforte, Marco Siniscalco basso. Nuovo progetto di musica jazz originale nato dopo la positiva esperienza dell’Album “Circle Time Cecilia Sanchietti quartet”, si propone con un trio base e musicisti d’eccezione.

Molte delle composizioni originali, per la gran parte di Cecilia Sanchietti, si ispirano a quella che viene definita “La Terza Via”, la via più scomoda, difficile e tortuosa, spesso rivoluzionaria e non modaiola nella sua quotidianità, orientata sempre e comunque alla ricerca della verità e all’affermazione della qualità, anche a costo di incomprensioni, non riconoscimenti e sofferenza. La Terza Via è quella del coraggio in tutte le sue sfumature, della forza di guardare la realtà in tutti i campi, personale e professionale, ed operare scelte rifiutando soluzioni superficiali, comode e cieche. E’ la via più profonda e personale che rispecchia il proprio valore e il proprio sentire. E’ l’unica strada che permette di restare in piedi ed essere felici. I brani spaziano tra jazz even eights, contaminazioni pop e funky, ballade e composizioni dai ritmi e sonorità più articolate. Introduce il giornalista Fabio Ciminiera.

WInJazz - Women In Jazz è un progetto che ha l’obiettivo di valorizzare, sostenere e dare visibilità alle donne negli ambiti della musica jazz.

Nonostante la presenza di festival, spazi e numerose opportunità, le chance per le leader di progetti musicali, rimangono scarse ed accessibili solo per un numero ristretto di artiste. Allo stesso modo, i canali musicali, spesso sordi, non riescono a rappresentare compiutamente la crescita e la ricchezza di questo interessante movimento di professioniste e di giovani musiciste brave e competenti che troppo a lungo restano intrappolate in quella “via di mezzo” da cui è sempre più difficile uscire.

In questo scenario, WInJazz vuole rompere gli schemi creando e sperimentando nuove formule, vuole rendere accessibile la musica ed interagire con un pubblico diverso, vuole raccontare le storie delle donne, della loro musica e delle loro difficoltà. Per questo, non si propone di realizzare solo concerti e rassegne ma anche contest per giovani talenti, momenti di condivisione e discussione tra gli operatori del settore ma anche con il pubblico ed inoltre altre attività che consentano la circuitazione e la diffusione della musica delle Women In Jazz. 

La prima edizione del Festival nel 2015, è stata premiata con il contributo del MiBACT (Ministero dei Beni Culturali) e si è tenuta nelle città di Rijeka (Croazia), Londra (Inghilterra), Roma (Italia) e Katowice (Polonia). 

Ha avuto come madrina del progetto Rita Marcotulli e tra i partner: Collage Arts (UK), Prostor+ (KR) e Arteria (PL). E’ stato realizzato inoltre un contest per giovanissime compositrici con le quattro vincitrici (Laura Taglialatela, Chiara Viola, Elena Paparusso, Rosa Brunello) ospiti nelle date del Festival.

Le artiste leader sinora coinvolte sono state: Cecilia Sanchietti, Milena Angelè, Federica Zammarchi, Monica Demuru e Silvia Bolognesi.

La nuova edizione di WInJazz si svolgerà a Roma presso il Teatro Villa Pamphilj all'interno della programmazione di "Teatri in Comune". 

WInJazz - Women In Jazz è un progetto di Mulab con la direzione artistica di Cecilia Sanchietti ed in collaborazione con Teatro Villa Pamphilj.

Sla, l'uomo che c'è dietro alla malattia. Spettacolo del Teatro Stabile di Innovazione della Città di Caserta - Fabbrica Wojtyla

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CASERTA - Sla", la pièce teatrale messa in scena il 26 novembre 2016 dal Teatro Stabile di Innovazione della Città di Caserta - Fabbrica Wojtyla presso l’Archivio di Stato della Città della Reggia, nell’ambito del progetto “Tradizione&Traduzione”, ha voluto invitare il pubblico a guardare con attenzione e sensibilità all’uomo che c’è dietro alla malattia.

Il messaggio del testo, scritto da Patrizio Ranieri Ciu e interpretato da Edoardo Integlia, ha messo in evidenza che la sofferenza non sta solo nel dolore fisico ma soprattutto nell’atteggiamento, se errato, di chi circonda il malato. 

L’iniziativa, realizzata dall’Archivio di Stato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Ciechi Caserta, l’Associazione Italiana Distrofia Muscolare di Caserta e l’Associazione Persone Down di Caserta, è rientrata negli eventi organizzati per il 26 novembre, “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, col fine di porre l’attenzione su problemi troppo spesso ignorati e sulle realtà del territorio che attraverso l’impegno civile o artistico quotidianamente si cimentano nella lotta all’abbattimento delle barriere, all’emarginazione della diversità.

“Il sole è luce per tutti, ma non per me. Per me la luce è quel che tu mi dai, se in qualche modo adesso pensi a me”: queste le parole di conclusione del monologo di Ciu, forti e incisive, che costituiscono un monito a ricordare che la vita è quella che l’uomo da all’altro uomo.

sabato 26 novembre 2016

L'Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala, diretta da Roland Böer, apre la stagione dei concerti del "Valli" di Reggio Emilia

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REGGIO EMILIA - Il 29 novembre 2016, alle ore 20,30, l'Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala, diretta da Roland Böer apre la Stagione di Concerti al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, con le Sinfonie n. 1 di Beethoven e di Brahms. Due prime sinfonie che hanno segnato altrettanti snodi nella storia musicale.

Allo scoccare del XIX secolo, la Prima di Beethoven (1800), anche se molto legata ai modelli di Haydn e Mozart, già contiene in nuce intuizioni del futuro sinfonismo beethoveniano, del suo piglio, della sua coerenza costruttiva. Quasi 80 anni dopo, la Prima di Brahms (1876) fa i conti con il gigantesco modello Beethoven, per gettare le basi di una nuova fiducia nella creazione sinfonica sonatistica, e del suo rifiorire nel romanticismo tardo.

Entrambe le sinfonie fanno i conti insomma con i rispettivi (e alquanto impegnativi!) passati. Si respirano in esse forze poetiche e costruttrici che aprono orizzonti nuovi, i quali tuttavia nel passato trovano nutrimento e motivazione.

Difficile trovare – per un concerto il cui programma è una celebrazione di energia giovanile che nelle radici e nella storia trovano linfa – una compagine più appropriata dell'Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala: un'orchestra giovane la cui eccellenza è garantita da un ricco e rigoroso percorso formativo di perfezionamento. I giovani professori d'orchestra vengono infatti preparati e accompagnati nell'avvio della loro carriera su tutto il repertorio – sinfonico, operistico e di balletto –, avendo l'opportunità di lavorare con i migliori direttori: Temirkanov, Luisi, Dudamel, Noseda, Dantone, Mariotti, Eschenbach, per non citarne che alcuni. 

L’Orchestra - riporta il comunicato stampa - ha altresì modo di esibirsi nelle maggiori sedi concertistiche: dalla Scala alla Fenice, dalla Società del Quartetto di Milano, al Bologna Festival e al Ravello Festival; e in importanti tournée: Emirati Arabi, Danimarca, Russia, Oman, Stati Uniti. L'Orchestra è poi spesso chiamata dal Teatro alla Scala per alcune produzioni di balletto e d'opera.

Il tedesco Roland Böer è un direttore d'orchestra di grande carisma, con esperienze internazionali di prim'ordine. È stato ospite di teatri come la Scala, l'Opera di Roma, il Covent Garden, la English National Opera, la Monnaie di Bruxelles, la Deutsche Oper di Berlino, i teatri d'opera di Stoccolma, Copenaghen, Strasburgo, Berna, Warsavia, la Volksoper di Vienna, il Petruzzelli, l'Opéra di Nizza, l'Opera Nazionale Ungherese di Budapest; avendo diretto orchestre in tutta Europa: Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia, London Symphony, Oslo Philharmonic, la Radio-Sinfonieorchester di Francoforte, Royal Liverpool Philharmonic, Philharmonique de Luxembourg, Deutsche Radio-Philharmonie, Bournemouth Symphony Orchestra. Tra le orchestre da camera, ha diretto Ensemble Modern, Scottish Chamber Orchestra, Deutsche Kammerphilharmonie Bremen.

Dal 2009 è direttore musicale del Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, dove dal 2015 ha assunto il ruolo di direttore artistico e musicale.

Molta perplessità nel mio pensare alla morte di Fidel. Di Fidel Castro. Ero indeciso. Ma Fidel è Fidel!

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Pierfranco Bruni
ROMA - La morte di Castro. I grandi uomini sono tali soltanto se riescono a confrontarsi con i grandi avversari storici non parlandone male. Una frase che mi ha sottolineato Virgilio, mio figlio, sorprendendomi. Già, perché ha colto molta perplessità nel mio pensare alla morte di Fidel.

Di Fidel Castro. Ero indeciso. Ma Fidel è Fidel!

Un personaggio che non solo è dentro la storia o ha fatto la storia. È un personaggio che ha realizzato dei valori non temendo mai l'invasione dei disvalori. 

Ha creduto di poter realizzare non un modello di Paese ma una civiltà. Lo ha fatto con la consapevolezza di far esplodere un Occidente troppo ancorato e servo di una cultura effimera come l'americanismo. 

Attenzione. Fidel non era contro l'occidente perché è vissuto in una tradizione caraibica che molto si è ancorata al mondo ispanoamericano. Ma l'estremismo americano in Sud America ha condizionato gran parte di una tradizione che ha segnato il dopo Batista. 

Il comunismo di Fidel non ha nulla di proselitismo o di realismo storico marxista. 

Fidel è oltre il marxismo e oltre il cattocomunismo internazionale. E resta oltre il comunismo del dopo Stalin. 

Nel corso di questi decenni le analisi e le interpretazioni su Cuba e il regime di Castro sono state interminabili, ma ci sono stati sempre dei nodi non snodati, ancora oggi con i vari Governi, che intesificato le ambiguità della politica statunitense. 

Se si pensa che tutte le verità sulla notte indecifrata di ciò che è accaduto nella Baia dei Porci sono da riscoprire ci si rende conto come la tensione tra l'asse Cuba Caraibi e America del Nord non ha avuto interessi ideologici. 

L'ideologia è sempre una maschera in questi contesti. Il comunismo cubano è la "civiltà" di Fidel Castro. Così come un certo fascismo è e resta soltanto il fascismo di Mussolini e non il resto. Cuba è stata attraversata da un comunismo e lo è ancora castrista. Ma non si tratta di una contrapposizione storica. Piuttosto di una volontà di Potenza non confutabile con le ambiguità occidentali americane. 

La questione della Baia dei Porci ha cambiato il volto e il tono della politica americana nei confronti del mondo intero. Quella eco - assurdità ha posto delle condizioni a un rapporto tra ideologia e identità. 

Kennedy è il primo presidente sconfitto dal castrismo. Ma è la prima sconfitta vera inflitta agli Stati Uniti d'America dopo lo strazio atroce imperdonabile per eliminare da parte americana il Giappone con Nagasaki e Hiroshima. Non vi sono mai riusciti perché il Giappone non è solo una Nazione ma una identità e una civiltà. 

Anche Cuba con Castro è stata ed è castrismo (dico castrismo non marxismo) ma ha una forza ulteriore. È identità e civiltà oltre la questione antica dei missili e oltre il rapporto conflittuale con i russi. 

Che Guevara è soltanto una icona di cui nulla resterà se non il simbolo, un emblema di giovinezze bruciate. 

Castro è identità talmente forte da contrapporsi autonomamente a qualsiasi forma religiosa. 

La visita di Papa Francesco ha testimoniato un fattore importante che sembra sfuggire ma è vero. Il confronto lo teme chi è debole e si sente forte. Non è mai temuto da chi è forte realmente. Aver ricevuto la visita di un capo di Stato come quello del Vaticano ha rafforzato Cuba rendendola una Nazione aperta ed ha rimpicciolito il Vaticano rendendolo soggiogato da un castrismo mai diventato comunismo. 

Io che vivo costantemente con le note di "The lost city" e quindi è chiara la mia posizione sono convinto che Castro ha rappresentato, nonostante tutto, un baluardo per la difesa dei valori certi. 

Quelli pesanti e profondi pur nella non condivisione, ma con l'imposizione di contrapporsi ad essi con valori della stessa pesantezza a cominciare dalla visione relativista della vita imposta dai Mondi americani occidentali e cattolici trasversali. 

Castro difensore di valori. L'incomprensione dei primi anni Sessanta dopo la fuga di Batista ha creato una confusione con tutta la geopolitica ispano america caraibica. Ma Castro si è imposto non solo per l'ancoraggio russo quanto per la debolezza e la leggerezza del pensiero americano. 

Io più volte sono stato a Cuba e a Santo Domingo e ho bene afferrato la diversità tra il vivere a Boston o il vivere a l'Avana. Ma ci sono principi di fondo che separano le due culture e anche in termini antropologici e linguistici ci sono diversità pesanti. Un conto è la tradizione nella difesa della costruzione di un principio di vita un altro conto è l'indifferenza verso i principi della vita. Cuba è nazione Ispano Americana dove l'angloamericanesimo non è approdato a cominciare dalla identità linguistica. L'inglese è molto distante dallo spagnolo. 

Ora Cuba è libera da Fidel. Non dal castrismo. Ora si valutano i principi e le reali cittadinanze del popolo cubano e mi auguro che non ci siano infiltrazioni americane. 

Onore all'avversario coerente!