Giochi di carte e tarocchi in mostra, dal XVI al XX secolo

NAPOLI - Anche le carte da gioco sono un documento e raccontano le loro storie! Lo dimostra la mostra "La Carta ci fa gioco", proposta a partire da sabato 25 maggio 2024, presso l'Archivio di Stato di Napoli - Ministero della Cultura, in Piazzetta Grande Archivio, 5. Una Mostra intrigante e piena di curiosità...  giochi di carte e tarocchi, dal XVI al XX secolo ci narrano il passato. Un focus sull'evoluzione delle carte napoletane, quelle a diffusione più ampia della Penisola. All’Archivio di Stato di Napoli il 25 maggio prende il via “La carta ci fa gioco”, viaggio fra preziosi mazzi di carte napoletane fra il XVI e il XX secolo. Evento inaugurale, a partire dalle ore 9,30, sarà l’incontro nazionale dell’Ipcs - International Play Card Society -, Associazione che iscrive i grandi collezionisti di carte da gioco antiche e moderne. Quante storie, fra i faldoni conservati all’Archivio di Stato di Napoli – Ministero della Cultura, riguardano le carte da gioco!

Un percorso storico per raccontare le origini delle carte da gioco a Napoli

Un mondo suggestivo, dalle lunghe radici nei secoli, che ha mille sfaccettature: artistiche, di vicende giudiziarie, culturali e persino magiche. D’altronde, dove, se non nella Casa delle Storie, poteva concentrarsi una tale messe di testimonianze? La mostra, allestita da sabato 25 maggio nel suggestivo Chiostro del Platano, condurrà i visitatori alla scoperta di questa realtà che raccoglie molti collezionisti appassionati, tanto da dar vita, su base internazionale, a un’Associazione di esperti, l’Ipcs, appunto. Alcuni aderenti all’Associazione hanno acconsentito a esporre mazzi rari, se non addirittura unici, per condividere quelle che possono qualificarsi come vere e proprie testimonianze storiche e sociali, in virtù delle loro decorazioni, spesso vere e proprie opere d’arte. Attraverso un percorso storico, si raccontano le origini delle carte da gioco a Napoli (che fra gli studiosi vengono qualificate di tipo cosiddetto spagnolo), le varie tipologie, gli arrendamenti (metodo di tassazione in uso nel Regno di Napoli dal XV al XVIII secolo) e la storia dei principali maestri cartari, veri e propri artisti.

“Carte del Re” pre-1826, di cui sono noti solo 5 mazzi di carte da gioco al mondo

Si trattava, infatti, di un mestiere antico, che ebbe le sue radici nel periodo della dominazione aragonese del XV secolo e che richiedeva abilità, precisione e rigide regole decorative. Tra i manufatti esposti, trovano spazio un recente ritrovamento di carte da gioco del Cinquecento (25 delle 48 carte delle cosiddette carte a Dragoni); le rare “Carte del Re” pre-1826, di cui sono noti solo 5 mazzi di carte da gioco al mondo; le carte da Riversino, un gioco d’azzardo molto in voga fra ‘700 e ‘800, e le rarissime carte di contrabbando, il tutto corredato da un’ampia documentazione archivistica in un completo e ricco percorso di visita, con più di 50 mazzi di carte storiche in mostra. Preludio all’inaugurazione della mostra “La carta ci fa gioco”, che resterà aperta fino al 31 agosto 2024, sarà l’incontro nazionale dell’Ipcs (International Play Card Society) che avrà luogo a partire dalle ore 9,30.

Convegno tematico sulla storia delle carte napoletane antiche

Quest’anno, infatti, l’Ipcs ha scelto Napoli e la nostra Casa delle Storie per il consueto incontro di collezionisti e appassionati internazionali delle carte da gioco. In occasione di questo importante evento, l’Archivio di Stato di Napoli ha organizzato un convegno tematico sulla storia delle carte napoletane antiche, con la partecipazione di Candida Carrino, direttrice dell’Archivio di Stato, Sergio Mastromarino, presidente Ipcs, Nicola Antonio De Giorgio, collezionista ed esperto di carte da gioco antiche e Vincenzo Capuano, docente di Storia del Giocattolo all’Università Suor Orsola Benincasa e ideatore del Museo del Giocattolo di Napoli.

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