sabato 30 giugno 2018

Coloro che vengono salvati a norma del diritto internazionale... (salvati, salvati, salvati...)


Pare che il punto più importante riportato dal documento ufficiale riguardante le politiche migratorie future dell'Unione europea, e "firmato" dal Consiglio europeo, sia contrassegnato dal numero 6 (sei). Eccolo: "6. Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si applicherebbe il principio di solidarietà.

Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino".

Lavoro di estrapolazione, dal testo innanzi, delle parole essenziali per comprendere meglio milioni di esternazioni che circolano sulle PERSONE che "scappano" da alcune parti del mondo per giungere in Europa.

...coloro che vengono salvati a norma del diritto internazionale... (salvati, salvati, salvati...) (a norma del diritto internazionale, a norma del diritto internazionale, a norma del diritto internazionale...)

...centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria... (negli Stati membri, negli Stati membri, negli Stati membri...) (unicamente su base volontaria, unicamente su base volontaria, unicamente su base volontaria...)

...Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, saranno attuate su base volontaria... (centri sorvegliati negli Stati membri, centri sorvegliati negli Stati membri, centri sorvegliati negli Stati membri...) (saranno attuate su base volontaria, saranno attuate su base volontaria, saranno attuate su base volontaria...)

...lasciando impregiudicata la riforma di Dublino... (non è molto comprensibile, ma Treccani riporta: "impregiudicato=non anticipare un giudizio, non far nulla che imponga, o comprometta, in avvenire, una determinata soluzione).

Tutto ciò si trova all'interno di un documento ufficiale. Poi, come vedete, ascoltate e leggete, ognuno dice la sua.

di Giuseppe Rapuano

Figure a Sea, di Cullbergbaletten e Deborah Hay, al Festival Internazionale di Danza Contemporanea


VENEZIA - La Biennale di Venezia. 12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Respirare, Strategia e Sovversione. Direttrice Marie Chouinard. Venezia, 22 giugno - 1 luglio 2018, con il sostegno della Regione del Veneto.

“Pensate al mare. Cosa vedete?” chiede Deborah Hay, coreografa di Figure a Sea che debutta per il 12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea sabato 30 giugno al Teatro alle Tese (ore 21).

E continua: “Il palco come un mare di infinite possibilità. E il danzatore in un mare di ipotesi illimitate. Un flusso di indefinito, per i danzatori e per il pubblico, che condividono uno stesso spazio e uno stesso tempo”. A modellare queste immagini sono i corpi perfetti del Cullbergbaletten di Stoccolma sulle musiche originali di Laurie Anderson. Un vero cortocircuito dagli esiti spettacolari: da una parte l’arte rivoluzionaria della coreografa e della musicista americane, che della ricerca hanno fatto il perno della loro attività, dall’altra la tradizione del balletto moderno nella sua massima espressione.

Antesignana del postmodern americano nato nell’alveo del Judson Dance Theater di New York, Deborah Hay è considerata un’icona della coreografia contemporanea.  Il suo nome è legato ai fermenti innovativi degli anni ’60, a una stagione irripetibile di sperimentazioni radicali che liberano il danzatore dalle tecniche convenzionali per allargare il suo vocabolario attingendo alle fonti più disparate. Anche la biografia artistica di Laurie Anderson, un’altra grande sperimentatrice - pioniera della musica elettronica, compositrice, scultrice, polistrumentista e performer - affonda le radici nella New York degli anni ‘60. Infine gli splendidi danzatori del Cullbergbaletten, la compagnia svedese considerata ai vertici del balletto moderno: fondata dalla grande Birgit Cullberg e passata attraverso la lezione del regista e coreografo Mats Ek, fondamentale innovatore della tradizione narrativa del balletto, oggi diretta da Gabriel Smeets, aperto a un rinnovamento radicale.

In replica alle Tese dei Soppalchi (ore 19.00) Le Sacre du printemps nella rivoluzionaria versione di Xavier Le Roy, che incontrerà il pubblico al Giardino della Marceglia sollecitato dalla saggista e critico di danza Elisa Guzzo Vaccarino (ore 16.00); in programma, infine, Sur son cheval de feu (ore 18.00), film documentario di Raymond St-Jean dedicato a Louise Lecavalier, danzatrice icona dei Lalala Human Steps e interprete di acrobazie mozzafiato disegnate da Edward Lock, poi sensibile coreografa in prima persona.

Per facilitare il pubblico dell’Arsenale una navetta gratuita che parte dal bacino delle Gaggiandre diretta a San Zaccaria, Zattere, Tronchetto, Piazzale Roma sarà messa a disposizione alla fine dello spettacolo in programmazione al Teatro alle Tese.

IL PROGRAMMA DI SABATO 30 GIUGNO
ore 16 Giardino della Marceglia incontro con Xavier Le Roy
ore 18 Giardino della Marceglia LOUISE LECAVALIER – SUR SON CHEVAL DE FEU (2017, 102’) di Raymond Saint-Jean
ore 19 Tese dei Soppalchi LE SACRE DU PRINTEMPS (2018) di Xavier Le Roy
ore 21 Teatro alle Tese FIGURE A SEA (2015, 60’) di Cullbergbaletten / Deborah Hay

Diego Bianchi, in arte Zoro, Persona LGBT dell’anno, per il suo impegno contro le discriminazioni


PADOVA - Il giornalista Diego Bianchi premiato al Pride Village come «Persona LGBT dell’anno». «L’impegno di Diego Bianchi contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere profuso ampiamente attraverso la tv e tanto più rimarchevole in una persona esterna alla collettività LGBT.

Quella stessa collettività che, a sua volta, ha sposato nei programmi politici dei Pride di quest’anno la linea della trasversalità, consapevole di non poter essere estranea – soprattutto in questo particolare momento politico - alle battaglie di ogni minoranza a partire da quella dei migranti. Per queste motivazioni il Padova Pride Village nel corso della sua XI edizione ha deciso di nominare Diego Bianchi, in arte Zoro, Persona LGBT dell’anno»

Con queste motivazioni, giovedì 28 giugno, Alessandro Zan, Fondatore Pride Village di Padova, ha premiato come “Persona LGBT dell’anno”,  il giornalista Diego Bianchi, in arte Zoro, noto al grande pubblico per le trasmissioni televisive “Gazebo” e “Propaganda Live” su LA7.Un riconoscimento, nato in occasione della decima edizione del Festival LGBT più grande del Nord Italia, che viene riconosciuto a chi si è contraddistinto per la difesa dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans.

Alla consegna del premio erano presenti il Sindaco di Padova Sergio Giordani e Franco Grillini, figura storia del movimento LGBT e vincitore della prima edizione del premio.

«Le priorità sono altre. Allora a questo punto, compagni gay che siete qua, aspettate un attimo, mettetevi l’anima in pace. Ragionando così, il vostro matrimonio non sarà mai una priorità». Queste le parole con cui Diego Bianchi, in arte Zoro, controbatté nel 2012 a Massimo D’Alema che su matrimonio egualitario e famiglie arcobaleno aveva espresso parere negativo in nome dell’art. 29 della Costituzione.

«Ma contrariamente a quanto si poteva pensare- ha proseguito Alessandro Zan, leggendo le motivazioni -  il Pd, di cui Diego è stato sin dagli inizi attento e ironico analista con la rubrica video Tolleranza Zoro, arrivò successivamente a considerare prioritario il riconoscimento delle coppie di persone dello stesso sesso e farne un cavallo di battaglia fino a ottenere il dibattimento e l’approvazione della legge sulle unioni civili. Nella precedente fase, ma soprattutto in quel fatidico 11 maggio 2016, Diego Bianchi ha inciso considerevolmente sull’opinione pubblica italiana in tema dei diritti delle persone Lgbti attraverso una divertentissima e oramai celebre puntata di Gazebo. Tale sensibilità per le questioni arcobaleno è stata sempre mostrata dal conduttore televisivo anche nel corso della sua nuova trasmissione Propaganda Live. Da segnalare al riguardo la critica alle dichiarazioni del neoministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana sull’inesistenza delle famiglie arcobaleno. Critica resa in Commedia nera, cartoon finale di Makkox alla puntata di Propaganda Live del 2 giugno scorso».

«Prendo questo premio come uno stimolo a continuare a parlare dei diritti dei diritti della comunità LGBT. – ha dichiarato Diego Bianchi- Non perché sono i diritti della sola comunità LGBT, bensì perché sono diritti di tutti. Nel momento in cui qualcuno viene privato dei propri diritti, vengono privati dei diritti a tutti. Sembra una banalità ma stiamo vivendo dei tempi molto strani quindi è bene ribadire certe cose anche se possono sembrare banali. I diritti LGBT non sono i diritti di una nicchia».

ArtInTavola a Palazzo Bonocore. A Palermo porcellane, cristalli e argenti d’epoca da tutta Europa


PALERMO - Le manifatture europee in mostra a Palermo: da Meissen ad Herend a Vista Alegre, in dialogo con il settecentesco Palazzo Bonocore. È stata presentata il 29 giugno 2018 alla stampa la mostra ArtInTavola, ospitata a Palazzo Bonocore a Palermo.

La mostra raccoglie splendidi pezzi storici dalle principali manifatture europee (Meissen, Herend, Rosenthal, Vista Alegre, Alessi, e molte altre), in dialogo costante con i Carri del Festino di santa Rosalia e gli affreschi del palazzo settecentesco. Progetto di Ulderico Lepreri.

La mostra si inaugura sabato 30 giugno, alle 19,30, e resterà aperta fino al 29 luglio.

Porcellane, cristalli e argenti d’epoca dalle manifatture di tutta Europa per allestire sontuosi banchetti storici e di design contemporaneo.

A tavola tra nobili signori. Che a Palermo diventavano Gattopardi, inclini ad una retorica rispettosa di quelle che erano le arti del bien vivre. Ma anche in stretto dialogo con le aristocratiche famiglie europee i cui rampolli giungevano nel capoluogo siciliano, irrinunciabile tappa dei loro Grand Tour di conoscenza. E proprio pescando nelle manifatture d’elite che hanno fornito per secoli vasellame e cristalleria, nasce l’originale mostra ARTInTAVOLA, a cura di Ulderico Lepreri, che si apre a Palazzo Bonocore, a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, il 30 giugno per chiudersi il 29 luglio. Luogo d’elezione, proprio uno dei palazzi settecenteschi che si affacciano sul cuore della città, quella bellissima piazza Pretoria che ospita la fontana della Vergogna giunta dritta da Firenze nel lontano 1574. Qui, sotto le volte affrescate, da cui sorridono putti e amorini, verranno riproposte tavole imbandite con pezzi che giungono dalle collezioni settecentesche e ottocentesche di Meissen 1710, considerata “la regina della porcellana”, Herend, Wedgwood, Royal Copenaghen, Vista Alegre, Rosenthal e Rosenthal Versace, delle cristallerie Waterford che serve la Casa Reale inglese, Lalique e Daum, e dei complementi tavola,  pensati da rinomati architetti sia del Novecento che di ultima generazione, realizzati da aziende leader nel settore quali Alessi, Cesa e Sambonet, fino agli interventi tutti siciliani di Ceramiche De Simone, Amlè e Giuliana Di Franco, oltre alle luminarie in miniatura di Dada Arrigoni e all’omaggio a Santa Rosalia attraverso l’arte orafa dei napoletani Ferrigno.  E come ogni manuale di bon ton prevede – la mise en place in cui ogni posto delimita piatti, bicchieri, posate, piattini – ecco anche i centrotavola: i modelli in scala dei Carri trionfali di Santa Rosalia, gli impianti scenografici che dal 1600 ad oggi, ogni anno, il 14 luglio, aprono il lungo corteo del Festino palermitano, che da celebrazione religiosa tradizionale si è trasformato nel tempo, in una vera manifestazione di spettacolo, al quale ogni anno accorrono centinaia di migliaia di spettatori.

Il progetto, l’allestimento e la curatela  di ARTInTAVOLA sono firmati dall’architetto ed esteta Ulderico Lepreri, in esclusiva per I WORLD Palazzo Bonocore, che apre la sua mission di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale alle più alte tradizioni artigianali europee della lavorazione del cristallo e della porcellana. La direzione artistica è affidata a Mario Zito, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, e a Stefania Bosco di Camastra; la tavola di Herend è un specifico allestimento di Ernesto Fiorentino. La ricerca e l’allestimento dei Carri Trionfali sono dello scenografo Fabrizio Lupo: tredici di questi modellini di carri, riferiti a precedenti Festini, erano conservati al Museo di etnografia Giuseppe Pitrè e in occasione della mostra, sono stati ripristinati e, in alcuni casi, restaurati, proprio su incarico di Lepreri.

Verrà sperimentato anche un particolare impianto d’illuminotecnica a led mirati - progettato su disegno dello stesso Lupo e realizzato grazie alla preziosa collaborazione dell’azienda leader del settore Egoluce - consistente in vere e proprie Aureole luminarie, che riprendono tutta la bellezza e il fascino dei mosaici arabo normanni. Infine, un “Carro di Luce”, installazione luminosa di @melogranoblu, suddivisa  in cinque quadri cromatici e composta da 100 sfere in vetro soffiato a mano, ispirata allo storico carro trionfale di Santa Rosalia.

LA MOSTRA

Dai settecenteschi convivi reali alle odierne apparecchiature delle tavole moderne, un excursus storico con oggetti realizzati dalle più rinomate manifatture di porcellana, cristallo e argento europei. Si inizia proprio dall’anno di grazia 1710 quando nasce in Germania la Manifattura di Meissen, grazie alla riscoperta in Europa della formula della porcellana da parte del chimico Johann Friedrich Böttger, su commissione dell’ Elettore Principe Augusto di Sassonia. In Italia, bisogna aspettare il 1735, quando, a Sesto Fiorentino, il marchese Carlo Ginori fonda una manifattura di porcellane, l’odierna Richard Ginori 1735.

ARTInTAVOLA mette in mostra apparecchiature e complementi tavola di design sia storico che contemporaneo, con pezzi prestati dalle aziende storiche del settore. I posti tavola sono sistemati su piani sospesi illuminati, realizzati secondo una scenografia di forte impatto visivo tesa a valorizzare i singoli oggetti messi in mostra. Una corolla ideale e di pregio ai “Carri Trionfali” che svettano al centro delle tavole, sotto le “Aureole luminarie”.

Due le sezioni: Historical Design e Modern Design. La prima ospita le aziende ancora in attività, fondate tra il Settecento e  l’Ottocento, che rappresentano la grande tradizione europea nella produzione di manufatti in porcellana, cristallo e argento; erano sempre collegate alle Case Regnanti per le quali producevano servizi tavola di altissimo livello artistico nelle forme e nei decori, realizzati dai grandi pittori dell’epoca.

La sezione Modern Design racconta l’avanguardia creativa del Novecento, dal Liberty al Dèco, dal Bauhaus al Postmoderno, interpretata da architetti e designer contemporanei del calibro di Aalto, Wirkkala, Sottsass, Castiglioni, Rossi, Mendini, Mari, Bellini, Starck, per citarne solo alcuni. Nei secoli, l’espressione della miglior creatività dei grandi designer del Novecento, unita a quella dei contemporanei,  si è espressa  con eccellenza anche nel design degli oggetti per la tavola e per la casa realizzando collezioni oggi esposte nei più importanti musei di arte contemporanea.

Alcuni pezzi in mostra

ROSENTHAL MEETS VERSACE.

Quest’anno Rosenthal e Versace festeggiano il 25° anniversario della collaborazione tra i due marchi. Una partnership che ha visto la nascita di molte delle più raffinate collezioni di porcellane arricchite da alcune delle stampe Versace con maggiore valore iconico. Rosenthal meets Versace ha abbellito per la prima volta le tavole di tutto il mondo nel 1992, sotto la direzione creativa dello stesso Gianni Versace. Per festeggiare il 25° anniversario, Rosenthal meets Versace ha deciso di proporre un’edizione limitata di alcuni pezzi speciali: 25 piatti e tazze da tè con altrettanti design leggendari diversi.

MEISSEN 1710 IN MOSTRA AL MUSEO POLDI PEZZOLI DI MILANO

L’arte di essere fragile: è la mostra nata dalla collaborazione tra Meissen 1710 - la manifattura più antica d'Europa, fondata in Germania nel 1710 da Augusto il Forte di Sassonia - e il Museo Poldi Pezzoli di Milano. Opere d’arte, collezioni di oggetti ed eleganti servizi tavola provengono tutti dal Museo della Fondazione Meissen. Tra i pezzi, la famosa  Affenkapelle (Orchestra delle 21 scimmie, capolavoro di scultura del Rococò tedesco) realizzata nel 1753 da Johann Joachim Kaendler; il vaso Fishes a disegni blu di Otto Eduard Voigt e il piatto Ocean Fish; il settecentesco Swan Service, sontuoso servizio tavola composto di più di 2.200 pezzi modellati con cigni in rilievo che nuotano tra le canne. Alle collezioni storiche si affiancano le nuove creazioni dell’artista americana Chris Antemann, nota per le sue moderne, ironiche e spesso anche erotiche, interpretazioni: come la statuetta Little Maid (Piccola fanciulla) dove una ragazza dallo sguardo lascivo si presta a fare da tavolino. I personaggi dell’ Antemann Dreams Collection danno vita ad una parodia birichina e “piccante” che si ispira sfacciatamente alle figurine in porcellana del Settecento che mettono in gioco i ruoli di relazione maschile e femminile per creare personaggi che sbeffeggiano allegramente la tradizione, i riti domestici, le etichette e i tabù. I temi classici e romantici - pastorelle vezzose, bambini, coppiette innamorate - si vestono di contemporaneo per intricati racconti.

Daum. La manifattura francese interpreta in chiave moderna la Pàte de verre (pasta di vetro). Le creazioni accolgono applicazioni in vetro e motivi ornamentali in forza naturalistica. I fratelli Daum agli inizi del secolo divennero una delle principali forze del movimento Art Nouveau. Nel 1906 Daum rispolverò la Pàte de verre, antico metodo egizio di fusione, e lo sviluppò negli anni Trenta producendo le lastre delle finestre Daum in vetro colorato in pasta, anziché di vetro al piombo verniciato, come era uso comune.

Haviland. David Haviland era un uomo d’affari di New York che si occupava di porcellane. Mentre cercava nuovi interessi commerciali, arrivò a Limoges e nel 1842 fu in grado di inviare la sua prima spedizione di pezzi negli Stati Uniti. Nel 1890 il figlio, Theodore, costruì una grande fabbrica a Limoges e introdusse nuovi processi per la cottura e la decorazione delle porcellane. Ancora oggi, la Haviland è di proprietà della famiglia fondatrice.

Lalique. Era il 1885 e René Lalique creava i suoi gioielli in puro stile Art Nouveau. La Casa si è affermata nel mondo con una linea di flaconi di profumo e successivamente, al culmine della sua ricerca artistica, ha avviato una lavorazione che permette di far risaltare l’esclusivo contrasto tra il cristallo satinato e il cristallo trasparente.

Cesa 1882

Gli argenti Cesa 1882 vantano un prestigio che viene da lontano. Hanno trovato posto sulle tavole di re e presidenti, da Casa Savoia al Quirinale, ed hanno conservato intatto negli anni fascino e valore. La storia di Cesa inizia nel 1882, da allora e fino a d oggi una posata Cesa 1882 richiede 38 fasi di lavorazione per raggiungere il risultato di eccellenza. Dal 1920, alla fine del primo conflitto mondiale, Cesa 1882 è il fornitore ufficiale della Real Casa Sabauda con il servizio “Rubans floreale”, ma è anche la posateria in uso all’Hotel Excelsior di Venezia e al Ristorante Savini di Milano, oltre che sull’Orient Express Dal 1950 è il servizio usato per gli ospiti del Presidente della Repubblica. Quirinale. Da Mikhail Gorbachev alla Regina Elisabetta d’Inghilterra, hanno pranzato con le posate “Quirinale ”, le stesse in mostra a Palermo.

Sambonet

Il primo servizio Sambonet risale al 1932, e da allora alle posate e oggetti di design  è stata affiancata una preziosa selezione di oggetti di estremo lusso.

Vista Alegre

Influenzato dal successo della vetreria Marinha Grande, Pinto Basto decise di creare una “fabbrica di porcellana, vetro e processi chimici”. Era il 1815, il brevetto che autorizzava Vista Alegre Factory venne concesso nel 1824 da re Joao VI. Dopo soli cinque anni, Vista Alegre ottenne il titolo di Royal Factory.

GIULIANAdiFRANCO. La designer di Leonforte parte dal cuore della provincia siciliana per creare una vera e propria officina del gioiello artigianale che si fonda su uno stile eclettico, toni forti, raffinate miniature e volumi audaci. Ma pesca sempre e comunque nel mood siciliano, da cui trae i temi di queste piccole sculture gioiello che diventano anelli, bracciali, pendenti, orecchini colmi di energia.

venerdì 29 giugno 2018

Storie di giovani atleti su Rai Gulp, Alexandra Agiurgiuculese protagonista di "Sport Stories"










Alexandra Agiurgiuculese

ROMA - Domenica 1 luglio 2018. Alexandra Agiurgiuculese (Asu), promessa della ginnastica ritmica, a ‘Sport Stories’ di Rai Gulp. La puntata che vedrà per protagonista la giovane atleta dell’Asu, andrà in onda alle 14,20, in replica alle 18,10 e il venerdì alle 16 su Rai Gulp (canale 42).

Alexandra Agiurgiuculese, giovane promessa di ginnastica ritmica (allenata dalle tecniche dell’Asu - Associazione Sportiva Udinese), è la protagonista della puntata di ‘Sport Stories’, la trasmissione di Rai Gulp, realizzata con il patrocinio del Coni, che racconta storie di giovani atleti e in onda domenica 1 luglio, alle 14.20 (e in replica sempre la domenica alle 18.10 e il venerdì alle 16).

Alexandra,17 anni, di Udine è già una promessa della ginnastica ritmica. La giovane atleta, di origini romene, oggi gareggia con la maglia della Nazionale Italiana e si trova alle vette della classifica mondiale. Il suo sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi mantenendo sempre il sorriso sulle labbra.

Ogni puntata di ‘Sport Stories’ si compone di cinque momenti, cinque ‘Stories’, che affrontano le diverse facce dello sport: il talento, la sfida, la passione, il gesto e il sacrificio. A questi si aggiunge una sesta ‘parola’, diversa per ciascun protagonista e che diventerà un valore extra che sarà rilanciato sul sito web e sui social network di Rai Gulp. I telespettatori possono interagire con il programma via Twitter, Facebook e Instagram Tutte le puntate possono essere riviste sul sito www.raigulp.rai.it e su www.raiplay.it . ‘Sport Stories’ è un programma di Federico Taddia, scritto con Giovanna Carboni e con la regia di Marco Lorenzo Maiello.

Venice Gap-Financing Market, 46 progetti da tutto il mondo nelle fasi di sviluppo e finanziamento


VENEZIA - La Biennale di Venezia . 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Venice Production Bridge. Selezionati i progetti del Venice Gap-Financing Market. La quinta edizione del Venice Gap-Financing Market (31 agosto - 2 settembre, 2018), organizzato nell’ambito del Venice Production Bridge, sarà  nuovamente il luogo nel quale, durante la 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, progetti europei ed internazionali selezionati durante l’anno potranno ricercare fondi per il completo finanziamento dei loro progetti, attraverso incontri one-to-one con potenziali e pertinenti professionisti internazionali.

Tutti i professionisti invitati hanno potere decisionale.

Durante le tre giornate del Venice Gap-Financing Market verranno presentati 46 progetti, provenienti da tutto il mondo, nelle ultime fasi di sviluppo e finanziamento.

La selezione riflette la grande diversità di stili e background, contenuti e punti di vista, estetica e budget dei progetti candidati.

I progetti selezionati sono divisi come segue:
- 25 progetti di lungometraggi e documentari
- 15 progetti di Virtual Reality Storie Immersive
- 6 progetti Biennale College – Realtà Virtuale

Il Venice Gap-Financing Market organizzerà dunque degli incontri one-to-one tra i team (composti da produttore e regista) dei 46 progetti e i professionisti  con potere decisionale (produttori, finanziatori privati e pubblici, banche, distributori, agenti di vendita, televisioni, piattaforme web e video, istituzioni, società di post-produzione…).

Il Book of Projects, contenente informazioni dettagliate su ciascun progetto, sarà inviato via email ai professionisti dell’ industria cinematografica, al fine di dare loro la possibilità di organizzare degli incontri one-to-one su misura di 30 minuti con i produttori dei progetti selezionati.
Grazie all’implementazione della VPB Platform,  il VPB Office potrà supportare ancora più da vicino i team e i professionisti accreditati nell’organizzazione degli incontri.

25 PROGETTI DI FILM E DOCUMENTARI SELEZIONATI
- Film di Finzione: 17 progetti (10 europei e 7 non europei) di lungometraggi di finzione provenienti da tutto il mondo che necessitano di completare il pacchetto finanziario con quote minoritarie di co-produzione,  avendo almeno il 70% dei finanziamenti già assicurati.
- Documentari: 8 progetti (tutti europei) di documentari narrativi o creativi (che soddisfano le medesime condizioni dei film di finzione sopraccitate).

FILM DI FINZIONE
Europei
1 “5 è il numero perfetto” (Italia, Belgio, Francia) di Igort, Propaganda Italia
2 “Des pas dans la neige” (Francia) di Jean Denizot, Mezzanine Films
3 “Do Not Hesitate” (Olanda, Belgio, Colombia) di Shariff Korver, Lemming Film
4 “Insula” (Romania, Francia) di Anca Damian, Aparte Film
5 “Sans Soleil” (Belgio, Olanda, Francia) di Banu Akseki, FraKas Productions
6 “Semina il vento” (Italia, Francia) di Danilo Caputo, Okta Film srl
7 “Si poate mai traiesc si azi (And They May Still Be Alive Today)”(Romania, Grecia) di Tudor Cristian Jurgiu, Libra Film Productions
8 “The Prague Orgy” (Repubblica Ceca, Slovacchia) di Irena Pavlásková, Prague Movie Company
9 “The Sunlit Night” (Germania, Norvegia, USA) di David Wnendt, Detail Film and Ape&Bjørn
10 “ЯНУАРИ (January)” (Bulgaria, Portogallo, Repubblica Ceca) di Andrey Paounov, Portokal
+
Non europei
11 “All This Victory” (Libano, Francia, Germania) di Ahmad Ghossein, Abbout Productions
12 “Blanquita” (Cile, Argentina) di Fernando Guzzoni, Quijote Films
13 “City of Small Blessings” (Singapore) di Chen-Hsi Wong, Akanga Film Asia
14 “Deserto Particular ” (Brasile, Portogallo) di Aly Muritiba, Grafo Audiovisual
15 “La Intemperie ” (Argentina, Brasile) di Juan Schnitman, Wanka Cine
16 “Sekai no Hate Made (To the Ends of the Earth) (working title)” (Giappone, Uzbekistan) di Kiyoshi Kurosawa, Loaded Films Ltd., Tokyo Theaters Co. Inc.
17 “Sid El Majhoul (The Unknown Saint)” (Marocco, Francia) di Alaa Eddine Aljem, Le Moindre Geste

DOCUMENTARI
Europei
18 “Angels of Sinjar. Yazidis - 21st Century Genocide” (Polonia, Germania) di Hanna Polak, Hanna Polak Films, Saxonia Entertainment GmbH
19 “Dragon Women” (Belgio) di Frédérique de Montblanc, Savage Film
20 “Et j'aime à la fureur” (Slovacchia, Francia) di André Bonzel, Artichoke
21 “Flee” (Danimarca, Svezia, Francia, Norvegia) di Jonas Poher Rasmussen, Final Cut for Real, Sun Creature Studio
22 “Fugue (working title)” (Repubblica Ceca, Francia, Argentina, Austria) di Artemio Benki, Artcam Films
23 “Push” (Svezia) di Fredrik Gertten, WG Film
24 “Tony Driver, un deportato al contrario” (Italia, Messico) di Ascanio Petrini, Dugong Films
25 “Transnistra” (Svezia, Danimarca, Belgio) di Anna Eborn, Momento Film

15 PROGETTI VIRTUAL REALITY STORIE IMMERSIVE
15 progetti di VR Storie Immersive (9 europei e 6 non europei), che includono film di finzione, documentari, film animati e altre esperienze di installazioni interattive. I progetti sono sia concetti originali che adattamenti. Tutti i progetti hanno assicurato il 30% del proprio budget e questo finanziamento è garantito.

PROGETTI DI VIRTUAL REALITY
Europei
1 “-22.7°C VR” (Francia, Belgio) di Jan Kounen,  Zorba Production
2 “A Symphony of Noise” (Regno Unito, Germania) di Jamie Balliu e Anrick Bregman, Up Creatives, Kloos & Co.
3 “Fatherland” (Regno Unito, Spagna, USA) di Ben Samuels, Limbik
4 “Inside: A Journey Into the World of Outsider Artist Judith Scott”(Regno Unito) di Sacha Wares,   National Theatre Immersive Storytelling Studio
5 “Jailbirds” (Francia, Belgio, USA) di Thomas Villepoux, Digital Rise - DVgroup
6 “Mirror” (Francia, Belgio) di Pierre Zandrowicz, Atlas V
7 “Peep Show” (Spagna) di Nacho Vigalondo, Gaz VR
8 “The Android”(Francia, Taiwan) di Gaelle Mourre, Digital Rise - DVgroup
9 “The Imaginary Friend” (Olanda, Regno Unito) di Steye Hallema,  Submarine Channel
+
Non europei
10 “ Breathe” (USA, Canada) di Milica Zec and Winslow Porter, New Reality Company
11 “Chomsky Vs Chomsky” (Canada) di Sandra Rodriguez, EyeSteelFilm
12 “Container” (Sud Africa) di Meghna Singh and Simon Wood, Electric South
13 “Garden of Vision” (Colombia, Canada) di Diana Rico Muñoz, 4Direcciones audio-visual
14 “Marco Polo Go Round” (Canada) di Ben Steiger Levine, Item 7
15 “Na Pele (Under the Skin)” (Brasile, Cina) di João Inada, Luz Mágica Produções

6 PROGETTI BIENNALE COLLEGE - VIRTUAL REALITY
6 progetti sviluppati durante il workshop di Biennale College Cinema VR, alla sua seconda edizione, e che si trovano in diverse fasi di sviluppo, pre-produzione e post-produzione.
1 “A City of Foxes” (USA, India) di Nihaarika Negi, United Reality
2 “Deep Clot” (Cina, Brasile ) di Mauricio Osaki,  VRision Film
3 “Lightspeed VR” (Russia) di Anton Outkine, Droog Drooga Film Company
4 “Meet Mortaza” (Francia) di Josephine Derobe, Les Produits Frais
5 “Destiny” (Francia)  di Andrés Jarach, Atlas V
6 “Psychopompos” (Francia) di Giulia Olivieri,  La Bête

"Unicamente su base volontaria", e risolviamo il problema migranti. Cosa significa?


Dal Consiglio europeo, che aveva l'intento di arginare le migrazioni da Africa ed altre Nazioni verso l'Unione europea, è uscito anche questo (il punto 6 dell'accordo tra Stati Ue): "6. Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si applicherebbe il principio di solidarietà.

Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino".
Due volte, per ben due volte, si ritrovano scritte, innanzi, le parole "unicamente su base volontaria". Sarà caos?

di Giuseppe Rapuano

Movimento 5 Stelle sostiene la petizione pubblica contro l’abbattimento dei lecci ad Arezzo


AREZZO - Ricci M5S: no all’abbattimento dei lecci. Il MoVimento 5 Stelle di Arezzo valuta inopportuno l’abbattimento dei 70 alberi attorno alla Stazione per il progetto di rifacimento dei Giardini Porcinai e viale Michelangelo.

Dopo il Platano delle Poste, privare ancora la città di alberi adulti e per di più il centro è inaccettabile.

Come gruppo del M5S Arezzo sosteniamo la petizione pubblica contro l’abbattimento dei lecci ed invitiamo l’amministrazione comunale ad evitare interventi invasivi e non indispensabili sulla privazione del verde nella nostra città. Il rifacimento del verde pubblico e la riqualificazione dell’area devono essere in funzione degli alberi, che hanno lo scopo di procurare ombra ma innanzi tutto di portare ossigeno in una zona intasata dal traffico. La volontà di abbattimento delle 70 secolari piante di leccio rappresenta uno snaturamento dell’assetto paesaggistico e la non consapevolezza di quanti benefici queste piante apportino in termini di filtri per una migliore qualità dell’aria, riduzione dell’escursione termica, attenuazione dei rumori etc. Ci riserviamo di leggere gli atti della Soprintendenza che, da quanto riportato nelle dichiarazioni del Vicesindaco a mezzo stampa, pare abbia dato parere non ostativo all'abbattimento degli alberi e ciò, a nostro parere, ci lascia piuttosto perplessi.

Ci uniamo inoltre all’appello del WWF aretino per la salvaguardia di questa zona e alle eventuali mobilitazioni se l’amministrazione comunale non dovesse recepire l’importanza della contrarietà dei cittadini all’abbattimento dei lecci in questione.

Massimo Ricci M5S Arezzo

Temporali su Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Temperature in aumento su tutte le regioni


BOLZANO - Comunicazione meteo del Dipartimento della Protezione civile italiana da cui si evincono le previsioni del tempo in Italia per i prossimi giorni. Il 30 giugno 2018 il tempo sull’Italia sarà così caratterizzato.

Precipitazioni: isolate, anche a carattere di rovescio o temporale, su Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto settentrionale, Lombardia nord-orientale, Umbria meridionale, Lazio orientale, settori appenninici di Campania, Abruzzo e Molise, su Puglia centro-meridionale, Basilicata e Calabria centro-settentrionale, con quantitativi cumulati deboli o puntualmente moderati in particolare al Nord dalla sera.

Temperature: in locale sensibile aumento su tutte le regioni.

Venti: localmente forti nord-occidentali sui settori costieri del medio e basso Adriatico.

Mari: nessun fenomeno significativo.

Come il Consiglio europeo decide di affrontare il fenomeno migratorio. I 12 punti del documento


ROMA - Dal Segretariato generale del Consiglio europeo . Riunione del Consiglio europeo (28 giugno 2018). Conclusioni e programma per affrontare il problema delle migrazioni negli Stati dell'Unione Europea.

1. Il Consiglio europeo ribadisce che il buon funzionamento della politica dell'UE presuppone un approccio globale alla migrazione che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne dell'UE, il rafforzamento dell'azione esterna e la dimensione interna, in linea con in nostri principi e valori. È una sfida, non solo per il singolo Stato membro, ma per l'Europa tutta. Dal 2015 è stata posta in essere una serie di misure ai fini del controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE. Si è ottenuto in tal modo un calo del 95% del numero di
attraversamenti illegali delle frontiere verso l'UE rilevati rispetto al picco registrato nell'ottobre 2015, anche se i flussi hanno ripreso a crescere di recente sulle rotte del Mediterraneo orientale e occidentale.

2. Il Consiglio europeo è determinato a proseguire e rafforzare questa politica per evitare un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e contenere ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti ed emergenti.

3. Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, dovrebbero essere maggiormente intensificati gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri paesi.
L'UE resterà al fianco dell'Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo.
Accrescerà il suo sostegno a favore della regione del Sahel, della guardia costiera libica, delle comunità costiere e meridionali, di condizioni di accoglienza umane, di rimpatri umanitari
volontari, della cooperazione con altri paesi di origine e di transito, nonché di reinsediamenti volontari. Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non
interferire con le operazioni della guardia costiera libica.

4. Riguardo alla rotta del Mediterraneo orientale, sono necessari ulteriori sforzi per attuare pienamente la dichiarazione UE-Turchia, impedire nuovi attraversamenti dalla Turchia e fermare i flussi. L'accordo di riammissione UE-Turchia e gli accordi bilaterali di riammissione dovrebbero essere pienamente attuati in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri. È necessario compiere con urgenza maggiori sforzi per assicurare rapidi rimpatri e prevenire lo sviluppo di nuove rotte marittime o terrestri. La cooperazione con i partner della regione dei Balcani occidentali e il sostegno agli stessi rimangono essenziali per scambiare informazioni sui flussi migratori, prevenire la migrazione illegale, aumentare le capacità di protezione delle frontiere e migliorare le procedure di rimpatrio e
riammissione. In considerazione del recente aumento dei flussi nel Mediterraneo occidentale, l'UE sosterrà, finanziariamente e in altro modo, tutti gli sforzi compiuti dagli Stati membri, in special modo la Spagna, e dai paesi di origine e di transito, in particolare il Marocco, per prevenire la migrazione illegale.

5. Per smantellare definitivamente il modello di attività dei trafficanti e impedire in tal modo la tragica perdita di vite umane, è necessario eliminare ogni incentivo a intraprendere viaggi pericolosi. Occorre a tal fine un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri. Al
riguardo, il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a esaminare rapidamente il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i paesi terzi interessati e con l'UNHCR e l'OIM. Tali piattaforme dovrebbero agire operando distinzioni tra i singoli casi, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza che si venga a creare un fattore di attrazione.

6. Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale,
dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri
sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri
sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino.

7. Il Consiglio europeo conviene l'erogazione della seconda quota dello strumento per i rifugiati in Turchia e al tempo stesso il trasferimento al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa di 500 milioni di EUR a titolo della riserva dell'undicesimo FES. Gli Stati membri sono inoltre invitati a contribuire ulteriormente al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa al fine di rialimentarlo.

8. Per affrontare alla radice il problema della migrazione è necessario un partenariato con l'Africa volto a una trasformazione socioeconomica sostanziale del continente africano sulla base dei principi e degli obiettivi definiti dai paesi africani nella loro Agenda 2063. L'Unione europea e i suoi Stati membri devono essere all'altezza di questa sfida. Dobbiamo elevare a un nuovo livello la cooperazione con l'Africa in termini di portata e qualità. A tal fine non occorreranno solo maggiori finanziamenti allo sviluppo ma anche misure intese a creare un nuovo quadro che consenta di accrescere sostanzialmente gli investimenti privati degli africani e degli europei. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata all'istruzione, alla salute, alle infrastrutture, all'innovazione, al buon governo e all'emancipazione femminile.
L'Africa è un nostro vicino: lo dobbiamo affermare intensificando gli scambi e i contatti tra i popoli di entrambi i continenti a tutti i livelli della società civile. La cooperazione tra l'Unione europea e l'Unione africana è un elemento importante delle nostre relazioni. Il Consiglio europeo ne chiede lo sviluppo e la promozione ulteriori.

9. Nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, il Consiglio europeo sottolinea la necessità di disporre di strumenti flessibili, ad esborso rapido, per combattere la migrazione illegale. I fondi destinati a sicurezza interna, gestione integrata delle frontiere, asilo e migrazione dovrebbero pertanto includere specifiche componenti significative per la gestione della migrazione esterna.

10. Il Consiglio europeo ricorda la necessità che gli Stati membri assicurino il controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE con il sostegno finanziario e materiale dell'UE. Sottolinea inoltre l'esigenza di intensificare notevolmente l'effettivo rimpatrio dei migranti irregolari.
Riguardo a entrambi gli aspetti, il ruolo di sostegno svolto da Frontex, anche nella
cooperazione con i paesi terzi, dovrebbe essere ulteriormente intensificato attraverso maggiori risorse e un mandato rafforzato. Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio efficace e coerente.

11. Per quanto concerne la situazione all'interno dell'UE, i movimenti secondari di richiedenti asilo tra Stati membri rischiano di compromettere l'integrità del sistema europeo comune di asilo e l'acquis di Schengen. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastare tali movimenti e cooperare strettamente tra di loro a tal fine.

12. Riguardo alla riforma tesa a creare un nuovo sistema europeo comune di asilo, notevoli progressi sono stati compiuti grazie all'instancabile impegno profuso dalla presidenza bulgara e dalle presidenze che l'hanno preceduta. Diversi fascicoli sono prossimi alla conclusione. È necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso. È altresì necessario un ulteriore esame della proposta sulle procedure di asilo. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di trovare una soluzione rapida all'intero pacchetto e invita il Consiglio a proseguire i lavori al fine di concluderli quanto prima. In occasione del Consiglio europeo di ottobre sarà presentata una relazione sui progressi compiuti.

giovedì 28 giugno 2018

"L’Atomo sociale - Modelli Computazionali del Comportamento umano". Creatività culturale in Italia










Pasquale Granata

RAGUSA - Festival della Complessità “L’Atomo sociale - Modelli Computazionali del Comportamento umano”. «E’ un festival libero. Vuole rompere  il monopolio della cultura di massa alimentato dai grandi mezzi di comunicazione è proiettato a valorizzare parte di quella rete invisibile di valori che nascono dalla creatività culturale del nostro paese.»

Torna il Festival della Complessità, giunto alla sua nona  edizione, con tantissime novità in diverse città. A Ragusa, città culla del barocco, nel quartiere di Ibla in uno scenario davvero suggestivo, Teatro Donnafugata, sabato 30 giugno alle ore 19 ospiterà l’evento: “L’Atomo sociale - Modelli Computazionali del Comportamento umano”.  Interverranno: Pasquale Granata – Direttore Sanitario degli Ospedali Riuniti di Ragusa e Direttore ad interim del Distretto di Sanitario di Ragusa; Alessandro Pluchino – Professore Associato di Fisica Teorica presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania.

«E’ un festival libero che ha lo scopo di  rompere  il monopolio della cultura di massa alimentato dai grandi mezzi di comunicazione. Una manifestazione proiettata  a valorizzare parte di quella rete invisibile di valori che nascono dalla creatività culturale del nostro paese.» ha commentato il dottore Pasquale Granata.

L’evento è stato promosso "Dedalo 97” l’'Associazione che  riconosce i principi della complessità e le metodologie dell’approccio sistemico quali strumenti per contribuire allo sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale e delle organizzazioni sanitarie, al miglioramento degli interventi sociali e sanitari e all’ umanizzazione e all’ appropriatezza delle cure. Promuove lo sviluppo professionale e personale dei propri soci. Realizza attività di aggiornamento e di scambio tra pari di conoscenze e di esperienze tra i propri soci e, più in generale, tra i professionisti del settore sociale e sanitario e tra i quanti ritengono che l’approccio sistemico rappresenti uno strumento decisivo per contribuire a una più avanzata comprensione dell’essere umano e delle società. Inoltre, riunisce quanti, nella prospettiva di un’etica di servizio, sono interessati:

- alla promozione e al mantenimento della salute delle persone e delle comunità intesa come bene comune;

- allo sviluppo di metodologie e pratiche, manageriali, gestionali, professionali tese al miglioramento dell’organizzazione, dell’ appropriatezza, della qualità, dell’umanizzazione delle attività e delle cure e delle prestazioni del settore sociale e sanitario.

- alla realizzazione e partecipazione a studi, ricerche e esperienze basate su metodologie e tecniche proprie dell’approccio sistemico che favoriscano un rapporto positivo tra i professionisti e tra essi e quanti si rivolgono ai servizi sociali e sanitari;

- alla divulgazione e la diffusione dell’approccio sistemico, in generale nella società, e più in particolare tra gli operatori sociali e sanitari e tra quanti hanno responsabilità direzionali e gestionali all’interno delle diverse organizzazioni sociali e sanitarie;

- alla promozione di iniziative, quali gruppi di lavoro e reti interdisciplinari e interprofessionali, anche in collaborazione con altre entità scientifiche e culturali, al fine di realizzare quanto ai punti precedenti.

Politica migratoria di Donald Tusk. E "bastonate" ai nostri governanti


Politiche migratorie. Queste sono le parole di poche ore fa (scritte, che restano) del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Prima avverte, e "bastona", anche i nostri nuovi governanti; e forse prova ad aprire gli occhi pure a molti italiani.

"La crisi migratoria fornisce ai nuovi movimenti politici che vanno nascendo in Europa un numero crescente di argomenti. Sempre più persone iniziano a credere che solo un'autorità forte, antieuropea e antiliberale, con una tendenza all'autodeterminato autoritarismo, sia capace di fermare l'ondata migratoria illegale. Se le persone credono alle parole di questi politici, che solo loro possono offrire una soluzione efficace alla crisi migratoria, crederanno anche a qualsiasi altra cosa loro dicano".
Poi mette in campo i suoi tre punti.
1) Predisporre piattaforme di sbarco regionali fuori dall'Europa, se possibile insieme all'UNHCR e all'OIM, al fine di modificare il funzionamento delle operazioni di ricerca e salvataggio. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di rompere il modello di business dei contrabbandieri, in quanto questo è il modo più efficace per fermare i flussi e porre fine alla tragica perdita di vite in mare.
2) Creare nel prossimo bilancio pluriennale dell'UE una struttura finanziaria DEDICATA orientata alla lotta all'immigrazione clandestina. Abbiamo bisogno di uno strumento di bilancio flessibile gestito dai responsabili della migrazione, in quanto solo loro sono in grado di garantire una cooperazione efficace con i paesi di origine e di transito per arginare i flussi.
3) Rafforzare la nostra cooperazione con i paesi di origine e di transito, in particolare il nostro sostegno alla guardia costiera libica, in modo che dispongano di tutte le risorse necessarie per controllare pienamente le acque territoriali libiche.
Nelle prossime ore vedremo...

di Giuseppe Rapuano

Campionati Italiani Master di atletica leggera, 2500 atleti provenienti da tutta Italia in gara ad Arezzo


AREZZO - Una fine settimana particolarmente intensa per l’atletica ed il podismo, infatti da venerdì 29 giugno Arezzo ospiterà per 3 giorni i campionati Italiani Master di atletica leggera con l’invasione degli oltre 2500 atleti provenienti da tutta Italia che si affronteranno nelle miriadi specialità dell’atletica leggera.

Non mancheranno le sorprese come l’atleta Ottaviani 102 anni (1916) che si cimenterà nel salto in Lungo ,nel salto triplo e nel lancio del peso per tentare il record del mondo.

Il Campione Italiano Assoluto Marco Lingua (10^ prestazione al mondo nel lancio del Martello) che parteciperà ad agosto ai prossimi Campionati Europei Assoluti di Atletica Leggera, utilizzerà la pedana di Arezzo  per avvicinare l’evento europeo nelle condizioni migliori.

Qualificata anche la presenza aretina con Giuseppe Cardelli che tenterà di conquistare il titolo nei m. 5000 accreditato del 2° miglior tempo , buone possibilità  anche per Amilcare Gibin sempre nei m. 5000 negli M80 e ancora buone possibilità per G.Marco Scaglia  Pietro Verini , Francesco Vannuccini,Leonardo Fatichenti e Davide Mannuccini . Nei 1.500 Stefano Sinatti ci sta facendo un pensierino dopo le indoor non andate bene e Filippo Occhiolini  mentre nel salto in lungo Roberto Giustini potrebbe fare il colpaccio.

La regione maggiormente rappresentata in questi campionati è il Lazio con oltre 500 atleti in gara, buona anche la presenza delle isole, la Sardegna  con quasi 100 atleti e la Sicilia  60.

Le gare cominceranno venerdi mattina alle ore 8,30 con il salto con l’asta maschile ed il disco femminile per poi proseguire tutta la giornata fino alle finali dei metri 5.000 alle ore 20.

Sabato ancora inizio alle ore 8,30 per proseguire con le oltre 30 serie dei metri 100 e le 10 serie dei metri 1.500 per terminare alle ore 20,20 con i metri 5000 di Marcia.

Domenica ultima giornata con il martellone , le siepi e con le 35 serie dei metri 200 che concluderanno questi campionati.

45° TROFEO SESTINI - RUSCELLO

Terminati i campionati  Italiani , ci spostiamo a RUSCELLO per il 45° Trofeo Sestini corsa podistica di km 10,00 fra le più antiche della provincia di Arezzo.

La gara si svolgerà nel classico percorso molto impegnativo che da Ruscello- attraverso la salita di S.Sio scenderà a Battifolle per poi tornare a Ruscello.

Al momento iscritti oltre 170 atleti in rappresentanza delle società toscane e umbre.

Ultimo italiano a vincere questa gara nel 2016 Alessandro Annetti che anche quest’anno cercherà di conquistare la vittoria nonostante altri atleti presenti, come i leader del Grand Prix  Christian Taras, Francesco Vannuccini, Alessandro Tartaglini, Filippo Occhiolini ed i nominativi importanti degli ultimi minuti.

Il via alle ore 18 mentre alle ore 17,30 il settore giovanile

Maggiori dettagli su  www.podismo.tv .

Traffico di stupefacenti, tentato omicidio, violenza: 10 persone arrestate dai carabinieri in Calabria


REGGIO CALABRIA - Villa San Giovanni: esecuzione di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone. I destinatari dell’ordinanza sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, minaccia aggravata, danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da sparo, con l’aggravante del cosiddetto “metodo mafioso”.

Questa mattina, nel territorio dei comuni di Bagnara Calabra e Sant’Eufemia d’Aspromonte, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore dott. Giovanni Bombardieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, emesse rispettivamente dal Tribunale di Reggio Calabria - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari e dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di:

1. PRATICÒ Fortunato, cl. 79;
2. CACCIOLA Fabio, cl. 76;
3. CARATOZZOLO Vincenzo, cl. 84;
4. LEONARDIS Antonino, cl. 72;
5. LEONARDIS Rosario, cl. 47;
6. PERRELLO Rocco, cl. 68;
7. PRATICÒ Fabio, cl. 85;
8. SCARCELLA Domenico, cl. 84;
9. P.R., cl. 02;
10. LEONARDIS Samantha, cl. 80

sottoposti alle misure della custodia in carcere (da n. 1 a 8) e nell’istituto penale per minori (il n. 9), nonché agli arresti domiciliari (il n. 10).

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività investigativa, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria – Sost. Proc. dott. Walter Ignazitto e dott. Diego Capece Minutolo – che ha permesso di comprovare l’esistenza e l’operatività di un sodalizio criminale composto da pregiudicati bagnaroti, dedito principalmente al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, che ricorrevano sistematicamente all’intimidazione violenta e armata per perseguire i propri interessi illeciti ed affermare la propria capacità di “controllo” mafioso nel territorio di riferimento - riporta il comunicato dell'Arma - .

Le indagini sono state avviate nel 2017 a seguito di uno specifico episodio delittuoso: nel pomeriggio dell’8 agosto, a Bagnara Calabra, sono stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco in direzione dell’abitazione del Comandante f.f. della locale Polizia municipale. Gli approfondimenti investigativi sull’episodio, già di per sé estremamente grave ed inquietante, hanno permesso di mettere in luce cointeressenze criminali di assoluto rilievo e di ricondurre a tali cointeressenze una serie di reiterate condotte delittuose, altamente spregiudicate, culminate in un tentato omicidio.

Con specifico riferimento all’intimidazione nei confronti del Comandante della polizia locale di Bagnara, gli accertamenti scientifici dei Carabinieri del R.I.S. di Messina e le ulteriori attività investigative, anche di natura tecnica, hanno consentito di individuare esattamente il responsabile dell’azione delittuosa nell’indagato PRATICÒ Fortunato – persona con precedenti specifici per i reati di minaccia aggravata e detenzione di sostanze stupefacenti – ricostruendo in modo dettagliato la dinamica e i motivi sottesi al grave atto minatorio.

In particolare, l’azione delittuosa è stata decisa e perseguita da PRATICÒ Fortunato in relazione ad alcuni contrasti sorti nell’ambito dell’attività istituzionale svolta dalla Polizia locale di Bagnara e riconducibili all’attività di controllo svolta a carico di alcuni venditori ambulanti, i cui interessi erano solitamente perorati da altri soggetti che, pur non essendo direttamente coinvolti nelle attività commerciali, si erano spesso presentati, quasi fossero dei protettori, durante i controlli o negli uffici della Polizia municipale chiedendo spiegazioni sulle ragioni delle verifiche.

La progressione delle attività investigative ha poi permesso di delineare lo spessore criminale del PRATICÒ, al vertice di un sodalizio criminale dedito allo spaccio nella “piazza” bagnarota, e della conseguente influenza delle condotte sue e dei suoi sodali nell’ambito del vissuto quotidiano della comunità di Bagnara Calabra.

Le intercettazioni, i pedinamenti e i riscontri eseguiti dai militari dell’Arma hanno permesso di delineare gli assetti dell’organizzazione, individuando quali promotori ed organizzatori PERRELLO Rocco e PRATICÒ Fortunato, quali partecipanti PRATICÒ Fabio, LEONARDIS Samantha, CARATOZZOLO Vincenzo, SCARCELLA Domenico e CACCIOLA Fabio, e l’operatività del sodalizio nel traffico di droga di diversa natura – cocaina e marijuana – approvvigionata da trafficanti pianoti per essere smerciata nella “piazza di spaccio” bagnarota.

L’epicentro del narcotraffico è stato individuato nell’abitazione di PRATICÒ Fortunato, luogo in cui avveniva un’intensa attività di spaccio che coinvolgeva anche la moglie LEONARDIS Samantha e il fratello Fabio. Inoltre, la sussistenza di un vincolo associativo stabile e permanente, destinato a durare nel tempo oltre alla realizzazione di delitti programmati, ha trovato un’inoppugnabile conferma nelle stesse parole di PERRELLO Rocco, quando quest’ultimo, nel novembre 2017, inorgoglito, faceva espresso riferimento al solido patto criminale che lo legava all’amico PRATICÒ Fortunato e alla sua famiglia, definendo la loro associazione a delinquere più efficiente della “banda della Magliana”.

Tale ostentata e sfrontata sicumera ha trovato sicuramente una sponda nella disponibilità di diverse armi e del relativo munizionamento, copiosamente accertata dalle attività tecniche, finalizzata a garantire il perseguimento degli interessi illeciti del sodalizio: PRATICÒ Fortunato e gli altri indagati hanno detenuto e ripetutamente portato in luogo pubblico almeno tre fucili e una pistola semiautomatica.

Dall’analisi delle conversazioni intercettate è emerso con esaustività che gli indagati erano soliti sia descrivere minuziosamente i vantaggi e gli svantaggi delle singole armi a loro disposizione, sia indicare precisamente su quali “obiettivi” concentrarsi e in che ordine di priorità, dicendosi pronti a sparare pur di guadagnarsi la fuga nel caso i Carabinieri li avessero sottoposti a controllo con armi o droga.

In questo senso, un riscontro alle numerose conversazioni intercorse fra gli indagati è l’arresto di PRATICÒ Fortunato, in flagranza di reato, poiché sorpreso dai Carabinieri in possesso di un fucile “a pompa” calibro 12 con matricola abrasa, avvenuto il 1° dicembre 2017. Dalla ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, poche ore prima della perquisizione PRATICÒ Fortunato aveva acquisito la disponibilità dell’arma, allontanandosi dal domicilio in cui era ristretto, armato e con il volto coperto da un passamontagna, con il preciso intento di uccidere una persona, allo stato non identificata, ma comunque legata all’assassinio del cugino CATALANO Francesco, ucciso in un agguato di matrice mafiosa nel 2010 a Bagnara Calabra.

In ultimo, appare significativo evidenziare come l’atteggiamento aggressivo e violento del PRATICÒ costituisse la cifra distintiva dell’intero sodalizio. Infatti, tra le svariate conversazioni intercettate appare di assoluto rilievo quella occorsa nel novembre 2017, durante la quale PERRELLO Rocco ha spiegato al suo interlocutore le modalità utilizzate per incendiare l’autovettura di MUSUMECI Giovanni, episodio risalente al 1° dicembre 2014. Gli accertamenti a suo tempo esperiti dalla polizia giudiziaria hanno trovato ampie conferme nei dettagli riferiti dal PERRELLO – uno per tutti, l’utilizzo di una “bottiglia con la benzina fatta a bomba” – riscontrando l’assoluta veridicità del narrato dell’indagato, il quale si attribuiva la paternità dell’evento delittuoso cagionato al MUSUMECI.

In sintesi, l’odierna operazione sgomina un pericoloso sodalizio criminale, determinato ad acquisire il controllo mafioso dell’area perseguendo i propri interessi illeciti nel narcotraffico e condizionando, con il sistematico ricorso all’intimidazione violenta, la vita quotidiana della comunità di Bagnara Calabra.

Temperature in aumento su Triveneto, Puglia e Basilicata. Temporali in Lombardia e Liguria


MILANO - Comunicazione meteo del Dipartimento della Protezione civile italiana da cui si evincono le previsioni del tempo in Italia per i prossimi giorni. Il 29 giugno 2018 il tempo sull’Italia sarà così caratterizzato.

Precipitazioni: isolate, anche a carattere di rovescio o temporale, su settori prealpini del Triveneto e Lombardia nord-orientale, appennino tosco-emiliano e Liguria di levante, con quantitativi cumulati generalmente deboli.

Temperature: in locale sensibile aumento sui settori alpini del Triveneto, Puglia e Basilicata.

Venti: localmente forti dai quadranti settentrionali al mattino sulla Puglia.

Mari: nessun fenomeno significativo.

Traffico di cocaina dal Sudamerica, carabinieri arrestano 9 persone. Macumbe ai militari che indagavano


ROMA - Operazione del Comando Provinciale Carabinieri di Roma. Il 28 giugno 2018, dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, coadiuvati dai militari del Comando Provinciale di Roma, hanno dato esecuzione a una ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di 9 persone (4 in carcere e 5 ai domiciliari), alle quali è stato contestato il delitto di traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

Le attività investigative, svolte da marzo a novembre 2016 dai Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Farnese e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia romana, con il fondamentale ausilio e supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), hanno permesso di individuare un considerevole traffico internazionale di droga, importata dal Perù e successivamente distribuita nelle principali piazze di spaccio romane, ma anche in altre province italiane.

Il sodalizio, costituito da cittadini peruviani e capeggiato da un latitante internazionale, che si nascondeva nella provincia di Barcellona ed è stato catturato nel corso delle indagini in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo, riusciva a importare ingenti quantitativi di cocaina purissima dal Sud-America, tramite l’utilizzo di corrieri (prevalentemente donne incensurate), che occultavano la sostanza stupefacente, dopo un particolare processo chimico effettuato in Sud America che rendeva la cocaina una crema densa, inodore, collocata all’interno di confezioni di shampoo, prodotti cosmetici e alimentari, impossibile da individuare ai controlli, anche perché il confezionamento avveniva in contenitori non modificati, con la complicità di industrie di marchi famosi a livello internazionale - riporta il comunicato stampa dell'Arma - .

La cocaina grezza, con gradi di purezza anche del 99%, una volta giunta a Roma, veniva sottoposta a specifici trattamenti chimici da alcuni membri dell’associazione, specializzati nella “cottura”, per essere trasformata nella classica forma pulverulenta.

Le cessioni agli acquirenti finali, effettuate dai pusher della organizzazione, erano dedicate soprattutto ai consumatori delle zone di movida del centro (Pigneto; San Lorenzo; Trastevere; Campo de’ Fiori; Lungotevere) o rimaneva all’interno della comunità peruviana romana.

In numerose perquisizioni effettuate dai Carabinieri, in occasione delle quali i militari hanno rinvenuto i barattoli contenenti cocaina, sono stati trovati oggetti per il culto della così detta Santeria cubana, conosciuta anche come Yoruba: gli arrestati infatti erano dediti rievocare genitori e antenati defunti, considerati protettori dei loro discendenti, pregando e offrendo sacrifici su altarini a loro dedicati, anche al fine, così come ascoltato durante le intercettazioni telefoniche, di garantire la buona riuscita degli illeciti traffici internazionali di cocaina.

Ai militari che arrestavano gli indagati, i sodali indirizzavano macumbe, auspici malefici volti a interrompere l’azione repressiva a loro danno.

L’indagine ha portato alla denuncia, complessivamente, di 22 indagati, a 23 arresti in flagranza dei reati di spaccio, al sequestro di complessivi 17 kg di cocaina purissima circa e al sequestro di oltre 60.000 euro, in contante e altri valori, provento dei traffici internazionali.

mercoledì 27 giugno 2018

Salvatore Quasimodo - Tra la Magna Grecia e i Navigli. A Milano arriva lo scrittore Pierfranco Bruni










Pierfranco Bruni

ROMA - Martedì 3 luglio 2018, alle ore 17, presso il rinomato Bar Jamaica, in via Brera n. 32 a Milano (storico ritrovo di artisti e intellettuali, frequentato da Salvatore Quasimodo) si terrà la presentazione del progetto letterario dal titolo Salvatore Quasimodo - Tra la Magna Grecia e i Navigli.

All’evento prenderanno parte lo scrittore, poeta e saggista Pierfranco Bruni (già candidato al Nobel per la Letteratura), la scrittrice e conduttrice Stefania Romito (rappresentante letteraria e ambasciatrice del Nuovo Rinascimento) e l’artista Davide Foschi, fondatore del Nuovo Rinascimento.

Un tributo di grande originalità e di altissimo spessore culturale e poetico per omaggiare il famoso poeta siciliano a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Un progetto letterario che comprende il Video dal titolo “ TRA LA MAGNA GRECIA E I NAVIGLI ”  e una Cartella poetica con testi di Pierfranco Bruni e progetto grafico a cura di Stefania Romito (Ophelia’s Friends Cultural Projects) ) in collaborazione con il CENTRO STUDI E RICERCHE "FRANCESCO GRISI" nell'ambito del progetto "ETNIE E LETTERATURA" del MIBACT curato da Pierfranco Bruni.

Il progetto letterario tende a porre in risalto il periodo milanese del famoso scrittore siciliano, dalle sue frequentazioni letterarie al “Giamaica” Bar di Brera, alla casa di Corso Garibaldi, fino all’ultima tappa del suo straordinario viaggio esistenziale che si concluse al Cimitero Monumentale. Un viaggio poetico in cui grazia, eleganza e stile si fondono alle affascinanti ambientazioni metafisiche evocate dalla raffinata poesia di Pierfranco Bruni. Tra la Magna Grecia e la Milano degli anni Quaranta e Cinquanta si snoda il vissuto di Salvatore Quasimodo che ha fatto dell’arte della parola l’essenza della sua poetica. Storia, mito, memorie si fondono a immagini di raffinata eleganza che celebrano il cammino esistenziale del poeta siciliano che da Modica, attraversando Tindari e il mare greco, approda a Milano sospinto dalle nebbie della nostalgia.

Fu la notte lunga a tracciare le nebbie appena sceso dal treno che aveva abbandonato limoni ed eucalipto nel mare di Grecia, recitano i versi poetici di Pierfranco Bruni che ritraggono con straordinaria intensità i momenti più significativi della vita di Salvatore Quasimodo.

Le seducenti note del “Tango delle Capinere” (colonna sonora del Video) conferiscono ritmo alle nebbie e ai chiaroscuri di una Milano che si alterna alle ambientazioni siciliane dando vita a una danza poetica tra il fumo di sigaretta e il cadenzare dell’orologio nel tempo. Sulle ombre della memoria ho ricucito tomaie di epoche. Qui lungo i secoli le civiltà sono rimorsi nella piazza del Duomo. Il vento soffia dal Sud!

Un viaggio nella poesia che prosegue da una finestra sul mare di Scilla, che fonde le sue chiare acque al cielo dei navigli. Scilla ha il viaggio delle terre d’isole lungo il canto degli echi delle gazze d’estate. Le nebbie costruiscono macerie di ricordi di un’infanzia in cui l’orologio segna il tempo della vita che giunge alla sera.

Di macerie le mie parole sono sfinite e si perdono sotto le lampade che mi segnano la strada. Fu da quel giorno che lasciai le mie infanzie che il cuore toccò l’anima.

Scialla e Cariddi, Leonida, Odisseo, i miti classici riaffiorano dalle acque cristalline del mare di Sicilia per riflettersi nelle acque dei navigli milanesi illuminati da lampioni di vita e impreziositi dagli scavi della Magna Grecia.

La seconda parte del Video è dedicata alla frequentazione di Salvatore Quasimodo del Giamaica Bar, noto ritrovo di intellettuali dell’epoca. Un angolo della vecchia Brera in cui si sorseggiano caffè e cultura e dove i palati vengono appagati dai magici sapori dell’arte e della poesia… al Giamaica bar della Milano in bianco e nera, la vita non fu mai un perder di parole.

La casa di Quasimodo in Corso Garibaldi al civico 16 e i bianchi marmi del Monumentale suggellano la vita di un poeta che ha saputo proiettare la sicilianità tra le guglie del Duomo di Milano, dove l’orologio del tempo segna gli ultimi rintocchi tra gli echi dei piccioni e le nebbie della notte, sulla linea dell’orizzonte infinito… Ed è subito sera.

“Milano mi ha accolto
 come figlio errante di terre distanti.
Vivo di nebbie asciugate
 con la nostalgia”  (Pierfranco Bruni).

L’evento è sostenuto dal MIBACT (Progetto ETNIE), dal SINDACATO LIBERO SCRITTORI ITALIANI, dall’ASSOCIAZIONE VERSO UN NUOVO RINASCIMENTO, dal CENTRO STUDI E RICERCHE “FRANCESCO GRISI” e da OPHELIA’S FRIENDS CULTURAL PROJECTS.

"Oltre la Reggia" al Palazzo delle Arti e del Teatro, dal reale all'ideale con l'opera di Patrizio Ranieri Ciu


CASERTA - Sabato 30 giugno 2018, alle ore 20,45, al fresco del giardino del Palazzo delle Arti e del Teatro di Corso Trieste 239, l’affermata Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla rappresenta l’ultima opera teatrale e musicale di Patrizio Ranieri Ciu, Oltre la Reggia, una messa in scena che prosegue a fine spettacolo con il tradizionale “spaghettacolo”, incontro con il pubblico davanti ad uno spaghetto ed un bicchiere di vino offerto dagli artisti.

Il teatro è considerato dall’autore l’ultimo intervallo a disposizione della nostra società. I nuovi codici espressivi proposti da Patrizio Ranieri Ciu sono la dimensione nella quale l’attore, in nome e per conto del suo pubblico, si scontra con il reale ed incontra l’ideale, traguardo di un tempo che fu.

Circostanze felici per quegli spettatori che potranno un giorno dire “io c’ero” se hanno avuto l’occasione di “partecipare” alle tante ri-forme teatrali realizzate in questi ultimi anni dalla Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla, pionieri di istanze intellettuali davvero rare. Rarità che in questo mondo di “ultimi inter pares” rasenta la follia, libera gabbia di matti dove è recinto tutto ciò che è già.


Oltre la Reggia si esprime oggi a Caserta per testimoniare quanto ogni spazio vitale diventi prigione se un evento artistico può essere comprato anche a rate come l’aspirapolvere di marca venduto porta a porta da commiserati azzeccagarbugli senza causali ad un “pubblico”, insaziabile massa moderna, che non sa agire senza l’ultima e-mozione che va di moda. Allora ben venga un Teatro la cui storia permette di dar lezione alla storia del Teatro che ha smesso di funzionare.

Anche per questo Oltre la Reggia, è dedicato agli amici degli amici che sono i veri nemici.

Reddito di inclusione e nuovi requisiti per accedervi, informazioni ai cittadini da Enza Mallamaci










Enza Mallamaci

MOTTA SAN GIOVANNI - “Gli uffici comunali del Comune di Motta San Giovanni stanno lavorando prestando massima attenzione alle istanze che giungono dalle famiglie in difficoltà del nostro territorio. Abbiamo messo a punto una procedura snella, con la possibilità di presentare la documentazione necessaria anche presso la delegazione municipale di Lazzaro e Serro Valanidi, prestando così ascolto alle esigenze dei nostri concittadini”.

E’ quanto dichiara l’assessora comunale con delega alle Politiche sociali, Enza Mallamaci, in merito alle richieste per il Reddito di inclusione sociale, la misura nazionale di contrasto alla povertà di cui il Comune svolge sportello di assistenza locale, istruendo le pratiche e garantendo assistenza per tutto il procedimento propedeutico all’erogazione curata direttamente dal Ministero del Lavoro.

“Le istanze presentate per accedere al beneficio del ReI – aggiunge l’assessora - protocollate dal 1 dicembre 2017 al 20 giugno 2018 sono in totale 109. Sono state accolte 31, respinte 45, e risultano terminate 2 e sospesa 1. Nel dettaglio ad oggi risultano 4 pratiche in evidenza e 26 in lavorazione. Le pratiche denominate " in evidenza" difettano di dati di istruttoria obbligatori (documentazione mancante, dati anagrafici o economici non corretti o mancanti) che non consentono di concludere l'iter. Tuttavia, ogni utente è stato contattato telefonicamente e invitato a integrare il dato”.

“Inoltre – comunica la delegata alle Politiche sociali – dopo la modifica dei requisiti relativi alla composizione del nucleo familiare per l’accesso alla prestazione, l’INPS ha precisato che l’abrogazione di tali requisiti opererà a partire dalle domande presentate dal 1° giugno 2018 e che le domande presentate nell’anno in corso e fino al 31 maggio saranno sottoposte a riesame d’ufficio”.

“Dal 1° giugno 2018 – chiarisce meglio l’assessora - il ReI potrà essere quindi percepito da parte dei richiedenti che siano in possesso di tutti i requisiti tranne quelli relativi alla composizione del nucleo familiare, ormai abrogati. È possibile scaricare la modulistica collegandosi al sito istituzionale del Comune e chiedere chiarimenti all’Ufficio politiche sociali telefonando allo 0965.718204 – 0965.718208 oppure inviando una mail a protocollo@pec.comunemottasg.it”.

“L’Amministrazione comunale – conclude Enza Mallamaci – è particolarmente attenta a tutte le iniziative locali e nazionali poste in essere per contrastare le situazioni di disagio sociale ed economico e, già nei prossimi giorni, apriremo uno sportello anche per il bonus sociale idrico riconosciuto a partire dal mese di luglio”.

SCHEDA REDDITO INCLUSIONE SOCIALE

Il Reddito di inclusione sociale è una misura nazionale di contrasto alla povertà. Si compone di due parti, un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

Il beneficio è concesso a decorrere dal 1° gennaio 2018, per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali non può essere rinnovato se non sono trascorsi almeno sei mesi. Possono ricevere il Reddito di Inclusione sociale i cittadini italiani e comunitari. Anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e gli aventi diritto ad una protezione internazionale possono accedere alla prestazione ma dovranno essere residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Per quanto riguarda i requisiti economici il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6.000 euro, di un valore ISRE ai fini REI (l'indicatore reddituale ISR dell' ISEE diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3.000 euro, di un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro, di un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti, ecc.) non superiore a 10.000 euro (ridotto a 8.000 euro per due persone e a 6.000 euro per la persona sola)”.
Per accedere al REI è, inoltre, necessario che ciascun componente del nucleo:

- non percepisca prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego ( NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;

- non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);

- non possieda imbarcazioni da diporto.

Si precisa che il REI è incompatibile con la fruizione di ammortizzatori sociali anche durante la percezione della prestazione.

La legge di bilancio 2018, con l’articolo 1, comma 192, abroga l’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 istitutivo del Reddito di Inclusione (REI) e modifica i requisiti relativi alla composizione del nucleo familiare per l’accesso alla prestazione.

L’INPS, con il messaggio 11 maggio 2018, n. 1972, che modifica il paragrafo 2.2 della circolare n°57/2018, precisa che l’abrogazione di tali requisiti opererà a partire dalle domande presentate dal 1° giugno 2018 e che le domande presentate nell’anno in corso e fino al 31 maggio saranno sottoposte a riesame d’ufficio.

Dal 1° giugno 2018 il Rei potrà essere quindi percepito da parte dei richiedenti che siano in possesso di tutti i requisiti tranne quelli relativi alla composizione del nucleo familiare.

È possibile richiedere il reddito di inclusione sociale presso l’ufficio Politiche Sociali situato al primo piano della sede municipale a Motta San Giovanni o consegnare la modulistica compilata presso la delegazione municipale di Lazzaro e Serro Valanidi. L’avviso pubblico e il modello di domanda sono disponibili sul sito istituzionale www.comunemottasg.it

Guardia di finanza scopre evasore totale che aveva occultato al Fisco 3,6 milioni di euro


PAOLA - La Guardia di Finanza di Paola ha scoperto un evasore totale, che dal 2010 non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur avendo conseguito ricavi per oltre 3,6 milioni di euro. A seguito di una attività di Polizia Giudiziaria, diretta dal Procuratore Capo della Repubblica di Paola, dr. Pierpaolo Bruni e dal Sostituto dr.ssa Teresa Valeria Grieco, che aveva portato anche all’esecuzione di misure cautelari personali e sequestri nei confronti di diversi soggetti, accusati di aver commesso il reato di “Trasferimento fraudolento di valori” (cd. “Intestazione fittizia”), i Finanzieri calabresi hanno smascherato una ditta individuale “fantasma”, attiva nel settore della “Pubblicità”.

Rilevata la fittizia intestazione della società, i Finanzieri hanno avviato una verifica fiscale sull’attività, rilevando che nel corso degli anni i titolari, sia fittizi che effettivi, non avevano mai presentato dichiarazioni fiscali né pagato imposte.

Si è quindi proceduto a ricostruire le vendite e gli utili dell’impresa, anche attraverso indagini finanziarie e riscontri effettuati nei confronti di numerosi operatori commerciali del settore, attività particolarmente difficoltose a causa della mancata esibizione della documentazione amministrativa e contabile, constatando la mancata dichiarazione di ricavi per oltre 3,6 milioni di euro ed imposte complessive per oltre 2,3 milioni di euro - riporta ancora il comunicato della Gdf - .

Al termine delle attività, l’amministratore di fatto ed il suo prestanome sono stati anche denunciati alla Procura della Repubblica di Paola per la commissione dei reati di “Omessa dichiarazione” e “Occultamento o distruzione di documenti contabili”.

Entrambi rischiano la reclusione fino a 6 anni, aumentata sino al triplo, per il reato di “Occultamento o distruzione di documenti contabili”, e fino a 4 anni per i reati di “Omessa dichiarazione”.

Prosegue l’attività da parte della Guardia di Finanza calabrese a tutela dei cittadini e degli imprenditori onesti, al fine di evitare sleali ed illecite concorrenze che sfruttano e si basano su comportamenti illeciti per avvantaggiarsi sul mercato a scapito degli operatori corretti.

martedì 26 giugno 2018

Avvicinarsi al surrealismo freudiano con "Coppie Minime", maturità stilistica e linguistica di Giulia Martini

ROMA - Coppie Minime (Interno Poesia, 2018, Collana: Interno Libri, 140 pagine). Una raccolta di poesie dell'autrice Giulia Martini, con la prefazione di Francesco Vasarri. Giulia Martini, una delle voci più sapienti e originali tra i giovani poeti nati negli anni ’90, consegna al lettore il suo Coppie minime, una folgorante prova di maturità stilistica e linguistica, riflesso di un’approfondita consapevolezza dello spazio vitale entro cui il corpo, le relazioni e lo sguardo si sono formati e hanno assunto una propria, precisa, dimensione. "La ricerca espressiva di questo libro”, come descrive nella prefazione Francesco Vasarri, è piena “di movimenti che dalla lingua puntano alla sua ombra, o comunque lavorano in un’intercapedine tra la cosa effettivamente detta e quella a cui, anche con residuati di surrealismo freudiano, si stava – forse con maggior precisione – pensando”.

Giulia Martini (Pistoia, 1993) vive a Firenze, dove si è laureata in Letteratura italiana contemporanea con una tesi su Patrizia Cavalli. Ha pubblicato “Manuale d’Istruzioni” (Albatros, 2015).


Giulia Martini

Sue poesie sono state ospitate sulle riviste «Poesia» e «Gradiva» e sulle antologie “Secolo donna 2017: Almanacco di poesia italiana al femminile” (Macabor, 2017) e “Un verde più nuovo dell’erba. Poetesse Millennial degli anni ‘90” (LietoColle, 2018).

Avresti potuto essere felice?
Te lo domandi spesso, mentre mandi
i capi bianchi nella lavatrice.
La traccia del poema
modulata su un suono
mi sembra la tua faccia.
Appare la facciata
del Duomo in piazza Duomo
come un grande problema.

I politici lo chiamano anche schiavismo


Schiavitù: condizione propria di chi è giuridicamente considerato come proprietà privata e quindi privo di ogni diritto umano e completamente soggetto alla volontà e all’arbitrio del legittimo proprietario. Riporta Treccani.

Alcuni politici, in questi ultimi giorni, amano sostenere, e con grande convinzione: "Questa gente (capite bene di chi si tratti), al Sud come al Nord dell'Italia, è "impiegata" in lavori nei campi, in agricoltura. Questi (capite bene di chi si tratti) fanno solo aumentare il fenomeno della schiavitù in Italia (i politici lo chiamano anche schiavismo)". Quindi, secondo tali menti eccelse, da condannare è lo schiavo. Le cose vanno così nel nostro Paese. Facciamocene una ragione.

di Giuseppe Rapuano

Rom tra antropologia, eredità ed eterogeneità dei processi culturali. Diversità tra nomadi e stanziali


Pierfranco Bruni

ROMA - L’antropologia dei Rom. Le loro eredità e la eterogeneità dei processi culturali. Credo che sia necessario, sul piano della ricerca culturale, conoscere quanti sono i Rom (o i popoli stanziali che sono stati vaganti o nomadi) in ogni territorio italiano e che tipologie di tradizioni custodiscono o a quale modello storico appartengano.

Conoscere la reale diversità tra nomadi e stanziali è un dato antropologico che significa indagarne le radici e le appartenenze. Sapere, sul piano scientifico e antropologico, il loro modello di tradizione e di provenienza ci serve per stabilire  la diversità tra i popoli nomadi e stanziali. Addentrarsi anche in termini antropologici nel loro emisfero non è facile o semplice, perché hanno eredità ed identità complesse ed eterogenee.

Parlo da studioso e da persona che ama quella tradizione tra modelli musicali e canto popolare. Sono popoli antichi. Bisogna studiarli nella loro profondità ma per studiarli bisogna capire antropologicamente il loro vissuto. Qui insisto su una antropologia poetica e una antropologia della conoscenza. Non bisogna gridare subito allo scandalo o a fantomatiche visioni razziste. Certo, occorre capire la distinzione tra razze, etnie e tribù.

Pongo questo problema con forza ad una etno – antropologia che ha bisogno di rinnovarsi e andare oltre gli schemi di Ernesto De Martino. In fondo uno dei più grandi studiosi di civiltà e di anime vaganti o nomadi è stato Mircea Eliade ed era nato in Romania.

Quindi, signori, un po’ di calma e tanta intelligenza. Ma anche forza cultura per approfondire alcuni aspetti.  Gli zingari, un popolo che viene da lontano e che trasporta lungo i suoi viaggi modelli di identità e tradizioni. Nomadi, figli del vento, viandanti. Una cultura orale che è nel solco di una storia che è ricca di contaminazioni ma che è riuscita ad infiltrarsi nei segmenti di eredità e di realtà che si determinano la contestualizzazione dei territori.

Sinti, Rom e Kalè. Gruppi  che si mostrano con una loro fisionomia in quella dimensione dell’oralità che ha una specificità nell’essere viaggianti o nomadi, semi – viaggianti, stanziali. In Italia se ne contano circa 80.000 e sono, appunto, suddivisi in quella sopra detta specificità mentre in tutto il mondo sono circa quindici milioni. Hanno una loro cultura attraverso la quale trasmettono non solo codici esistenziali ma anche valori culturali. Diversi sono i miei lavori nei quali si parla dei Rom e dei Sinti. Non cerchiamo di negativizzare tutto.

A questi popoli, sostanzialmente, non interessa affatto di essere inseriti nella Legge di tutela delle minoranze. Questa è la questione – problema vero. Comunque viaggiamo un tratteggio nella loro storia usando la percezione e i dati.

Origini antiche. Dalla storia dell’India o da Omero. I viandanti, i Gitani. Ma il loro viaggio sembra un girotondo ovvero un “nomadismo girotondo in tondo” come ha scritto Françoise Cozannet in “Gli Zingari. Miti e usanze religiose” (1975). E questo girotondo fa parte di un viaggio rituale perché senza il nomadismo non avrebbero senso gli archetipi che sono dentro quella eredità del rituale circolare. Il folclorico che è parte integrante della struttura del tempo primordiale nel quale si configurano è una recita continua in una visione di una loro immagine popolare che si tramandata nei secoli.ù

Il folclorico è nella danza, nella musica, nei canti. E’ in quella concezione del bohèmienne che ha raffigurato il personaggi zingaro. Si pensi all’importanza del flamenco. Una ritualità gitana che recupera le voci di una cultura profondamente radicata nel ceppo culturale mediterraneo. La musica e la lingua costituiscono i veri modelli di un codice che pone in essere una insistenza di matrici sia occidentali che orientali, sia cristiane che islamiche. La musica è un linguaggio, è una loro parlata inconfondibile che caratterizza il loro mondo.

Recita un canto zingaro: “Quando il dolore mi dilania il cuore,/quando non ho nemmeno un soldo in tasca,/io suono una canzone sul violino,/e lenisco la fame e il dolore.//Il mio violino ha due compagni, due/che mi succhiano il sangue del cervello:/uno si chiama Amore, l’altro Sete,/e mi accompagnano, me suonatore”.

Il suonare è anch’esso un rituale. Come è un rituale la presenza dei cavalli nelle comunità zingare. Il mondo gitano è un mondo ricco di colori, di apparenze, di suoni che si definiscono in una vera e propria sensualità della vita. In un altro canto si legge: “Alzati, donna, su,/e accendi la lampada./Di nascosto ho condotto/tre bei cavalli bai./E a te ho portato/un grembiule di seta ricamato/con fili d’oro”.

Una cultura della fantasia ma anche del mistero. Ma dimostra un altro aspetto particolare che è dimostrabile proprio nelle contaminazioni. La musica zigana (zingara), gitana, è parte integrante di quella cultura etnica che proviene dalla Catalogna. Ha scritto nel 1964 B. Leblon: “Il Flamenco è noto: esso simboleggerà ben presto la rinascita della Spagna… ma durante il suo sonno questo patrimonio musicale Andaluso era diventato, per i gitani di Spagna, la loro propria musica etnica.

Oggi gitani di Castiglia, di Catalogna o del sud della Francia, si riconoscono in questa musica. Essa appartiene a loro”. D'altronde è proprio questa danza e questa musica che formano un linguaggio gitano ricco di simboli e la simbologia nella cultura orale zingara è fondamentale.

Ha ragione Françoise Cozannet quando sostiene che: “Nel Flamenco, danza e musica, abbiamo l’espressione più tipica dell’anima zigana: dramma tragico del gesto e della voce, attitudine fiera e altera dell’uomo, piena di seduzione e di nobiltà anche nella donna”. Da questo punto di vista si tratta proprio di una cultura musicale della sensualità nella quale esplode tutta una psicologia del movimento che porta alla riconsiderazione di una strategia rituale. Gli zingari hanno una forma di tradizione ereditaria che non potrà scomparire perché la stessa tradizione si muove all’interno proprio di una visione circolare della vita come nella religiosità dei popoli antichi.

Ha ben evidenziato Jean Hancok nel sostenere, da zingaro, che “le radici della nostra storia, del nostro passato sono dentro di noi; tagliare le radici vuol dire dichiarare la morte dell’albero; nessuno vuole distruggere il proprio passato; magari si può innestare perché l’albero cresca meglio, ma sono sempre le vecchie radici che fanno vivere”. Ciò dimostra che queste radici non solo sono ben impiantate sul terreno ma non possono essere recise proprio perché, come si diceva già prima, provengono da molto lontano.

La cultura egiziana, la parentela con le lingue dell’India, l’Epifania omerica, l’oriente biblico, sono tutti elementi che vivono nell’idea del viandante che non è solo una metafora ma è il testamento rituale di questo popolo. Non solo nella gestualità ma anche nella oralità il gitano  ha una lingua di grande vitalità. Così sottolinea François De Vaux De Foletir: “La lingua zingara o ròmani è una lingua della famiglia detta indoeuropea. Per il vocabolario e la grammatica si collega al sanscrito (come l’italiano al latino). Facendo parte di un gruppo di lingue indiane, è strettamente imparentate con lingua vive quali il hindi, il mahrati, il guzurati, il kashmiri” (in “Mille anni di storia degli zingari,1990).

Popolo di migranti la cui lingua però insieme al canto alla musica-danza rappresentano quella dimensione dell’essere  di un viandante che ha attraversato le geografie dei territori e ha disegnato, in un attestato di civiltà culturali, una mappa propriamente esistenziale. Certo questo bohemien, ovvero gitano, è l’espressione di una parentela  con quelle eticità che non può essere considerato minoranza.

Piuttosto è un modello di civiltà alta che si caratterizza per la capacità di una fedeltà alle origini che non si sono sradicate nonostante la fedeltà al nomadismo.

Il nomadismo è una specificità perché secondo la loro identità essere “figli del vento” è appartenere a quel libro dell’esistenza che una volta sfogliato non si ripone ma ritorna ad essere riletto. La metafora di abitare il vento è una caratteristica letteraria ma è anche una indicazione che sottolinea “il loro modo di stare nel mondo”, anzi come sostiene Giacomo Scotti “vogliono essere padroni del tempo e liberi di dare del tu anche a Dio” (in “I figli del tempo”,2004).

Radici storiche, patrimonio culturale, ritualità del flamenco, senso circolare del viaggio sono emblemi di un valore che può essere considerato etnico, in quanto valore di un popolo ma la loro diversità consiste proprio nel mostrare l’anima come un paesaggio dell’essere. D'altronde il grande poeta Rabindranath Tagore, nato a Calcutta il 1861 e morto sempre a Calcutta il 1941, cantando i viandanti nelle liriche dal titolo “Gitanjali”  ci lascia questa straordinaria immagine “ Come uno stormo di nostalgiche gru/in volo notte e giorno verso nidi lontani/ tutta la mia vita si metta in viaggio/ verso la sua dimora per l’eternità/ nell’estremo saluto a te, mio Dio”.

L’andare o il ritornare, il partire o il rincasare nel mitico girotondo delle danze rom o nel volteggiare delle pieghe dei vestiti zigani sono la rappresentazione di una fantasia che solo in quel viaggio interiore che è espressività di un reale  percorrere il tempo può richiamare i segni e i  miti di una cultura che va rintracciata soltanto restituendo ai riti il loro significato.

Quindi se il folclore ha un senso la storia degli zingari è una storia di libertà nel tempo che sa usare le tracce del vento come le danze mitiche indiane protette dalla luna e dai fuochi che richiamano un’arcaica religiosità. Patrimonio di culture ma anche storie di uomini e di popoli.

Ora, cerchiamo di riflettere su tale questione. Io sono uno di quelli che ha voluto riaprire la discussione sulla legge di tutela delle minoranze etno – storiche proprio per una questione di inclusione sia dei popoli stanziali che del popolo armeno. Il problema si pone. Non soltanto in termini giuridici istituzionali, ma anche antropologici.

di Pierfranco Bruni