martedì 31 maggio 2016

Premi e Borse di studio Fiat Chrysler Automobiles e CNH Industrial ai figli dei dipendenti, riconoscimenti a 218 giovani

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TORINO - Si è svolta questa sera, 31 maggio 2016, a Torino, l’iniziativa “Premi e Borse di studio Fiat Chrysler Automobiles e CNH Industrial ai figli dei dipendenti”. In Italia sono stati assegnati riconoscimenti a 218 giovani, ma i premi vengono anche distribuiti in altri Paesi dove i due Gruppi hanno una loro presenza significativa, tra cui Brasile, Cina, Francia, Belgio, Polonia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Stati Uniti, Argentina, Canada, Messico e Serbia.
Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti il presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann, il presidente di CNH Industrial, Sergio Marchionne, e il direttore del quotidiano La Stampa, Maurizio Molinari, che ha condiviso la sua esperienza e i suoi suggerimenti con gli oltre 200 giovani premiati presenti in sala.
"Siamo orgogliosi di contribuire al vostro percorso di studi: un percorso che vi aiuterà non solo nelle vostre scelte professionali, ma che costituisce anche la premessa per avere una vita più interessante e ricca di soddisfazioni" ha detto John Elkann rivolgendosi agli studenti. “Questa è la missione del nostro programma di Borse di studio – ha aggiunto il residente di Fiat Chrysler Automobiles - che ha preso avvio quando la Fiat si apprestava a festeggiare il suo centenario. Oggi ci sono due società, FCA e CNHI, ma il nostro impegno è rimasto lo stesso, e continuerà anche in futuro".

Il festival che ha cambiato il modo di vedere e interpretare il vintage in Italia. A Padova eventi, lectures, workshop, arte e nightlife

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PADOVA - Future Vintage Festival. Torna il festival che ha cambiato il modo di vedere e interpretare il vintage in Italia 3 giorni di eventi, lectures, workshop, esposizioni artistiche e nightlife. Classico-contemporaneo, questo il claim della settima edizione del Future Vintage Festival, manifestazione unica nel suo genere e leader in Italia per la proposta di nuovi trend, contaminazioni e stimoli di mercato nel settore della comunicazione, del lifestyle, della moda e del design.
La manifestazione, che l’anno scorso ha registrato un record di presenze (più di 50.000 in tre giorni), tornerà a Padova dal 9 all’11 settembre 2016 con un programma ricco di appuntamenti: conferenze con grandi personaggi, workshop creativi, esposizioni, appuntamenti serali e fuori festival, legati da un’attenta fusione tra passato e futuro, artigianato e tecnologia.
Un osservatorio sui linguaggi del contemporaneo è la mission alla base dell’originalità della formula sviluppata nel corso delle varie edizioni dal Vintage Festival che da quest’anno viene esplicitata già dal nome rinnovato in “Future Vintage Festival”. Su questa base nasce anche la media partner ufficiale con Radio Deejay, una collaborazione nata dall’intento di favorire lo scambio e la contaminazione creativa tra diverse generazioni, attraverso stimoli motivazionali e ispirazionali.
Il Future Vintage Festival sarà ancora una volta un fulcro di esperienze e linguaggi in grado di coinvolgere, emozionare ed educare. Un'esperienza immersiva, con un palinsesto ricco di appuntamenti: incontri con personalità autorevoli, workshop creativi, esposizioni artistiche, expo mercato con i migliori ricercatori vintage, nightlife e appuntamenti con artigiani, maestri della qualità e imprenditori visionari che saranno protagonisti e principali interpreti di diverse idee di progettazioni creative classico-contemporanee. 
Location storica della manifestazione è il Centro Culturale Altinate San Gaetano, palazzo del XVI secolo ex convento dei Teatini, poi Palazzo di Giustizia, progettato da Vincenzo Scamozzi situato nel cuore della città di Padova, recentemente ristrutturato e dedicato a mostre, dibattiti, festival, rassegne, conferenze; 12 mila metri quadrati, strutturati su 4 livelli, con sale e spazi espositivi dov’è possibile navigare wi-fi come in Agorà, la piazza coperta polifunzionale conosciuta come “salotto della città”, e nell’Auditorium, una sala con 234 posti a sedere.


Tornerà Chic Nic, l'aperitivo in stile shabby chic, tra gli appuntamenti fuori festival più attesi dopo il successo della prima edizione 2015 ospitata nell’esclusiva cornice storico-artistica dei Giardini dell'Arena ai piedi di Giotto e del Mantegna (Arena Romana, fronte Cappella degli Scrovegni) che per la prima volta hanno aperto a questo genere di eventi. Un format tra arte cibo, storia e cultura che si fondono in un appuntamento imperdibile. Pic-nic chic, dj set, concerti, vintage and handmade market, cibo da passeggio gourmet, cocktail botanici, designer, laboratori creativi. Confermato anche il classico Gran Galà d’apertura nel plateatico esterno dello storico Caffè Pedrocchi, monumento simbolo della città, giovedì 8 settembre.
Future Vintage Festival è organizzato da Vintage Factory in collaborazione con Superfly Lab e si avvale del patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Padova e della collaborazione degli Assessorati al Commercio e alle Politiche giovanili dell’Amministrazione comunale. Future Vintage Festival sostiene Fondazione Foresta e Androlife, molto attiva nella prevenzione e nella ricerca contro patologie legate al sistema endocrino, riproduttivo e malattie correlate all’aging.

Una mostra che parla di Milano attraverso il cinema con una selezione di manifesti di film girati nella metropoli

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MILANO - Milanifesto: i film girati a Milano. Mostra e proiezioni. Dal 15 giugno al 31 agosto 2016, Spazio Oberdan Milano. Nel foyer di Spazio Oberdan sarà allestita la mostra “Milanifesto. I Film girati a Milano”, organizzata dall’associazione culturale "Work in art" in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana. “Milanifesto” è una mostra che parla di Milano attraverso il cinema con una selezione di manifesti di film girati nella metropoli milanese negli anni ‘60 ‘70 ‘80 provenienti dalla importante collezione privata di Vito Elia.
Per il periodo della mostra, abbiamo organizzato alcune proiezioni con titoli di film i cui manifesti saranno esposti - spiegano dalla Cineteca -. Tre gli appuntamenti in questo mese di giugno, con altrettanti film in cui Milano è protagonista e tutti presentati in pellicole 35mm provenienti dall’archivio della Cineteca Nazionale di Roma: i rari La rimpatriata (D. Damiani) e Svegliati e uccidi (C. Lizzani), mai editati in dvd, e il classico Banditi a Milano (C. Lizzani).

CALENDARIO e SCHEDE FILM
Mercoledì 15 giugno h 20.15
La rimpatriata
R. e sc.: Damiano Damiani. Int.: Walter Chiari, Francisco Rabal, Riccardo Garrone, Gastone Moschin, Leticia Roman, Donique Boschero, Mino Guerrini. Italia/Fr., 1962, 100’.
A Milano, un gruppo di amici trentacinquenni che non si vedono da molto tempo, si riuniscono per passare insieme una serata. Hanno tutti famiglia e una professione avviata. C'è soltanto uno di loro che, anche se sposato, è rimasto libero: Cesare. Per il gruppo è il simbolo di una vita senza regole, legami e responsabilità. La serata passa nella ricerca della spensieratezza e della felicità che avevano caratterizzato la loro giovinezza. Ma alla fine si separano con la coscienza che un'epoca è tramontata e che, probabilmente, non si vedranno mai più.
Prima della proiezione, incontro con Vito Elia, il proprietario dei manifesti esposti nel foyer, che racconterà il suo percorso, passato e presente, di appassionato collezionista che lo ha condotto a possedere un archivio di decine di migliaia di manifesti, in continua crescita.


Martedì 21 giugno h 18.45
Banditi a Milano
R.: Carlo Lizzani. Sc.: C. Lizzani, Dino Maiuri, Massimo De Rita. Int.: Gian Maria Volonté, Tomas Milian, Don Backy, Ray Lovelock, Ezio Sabcrotti, Carla Gravina, Piero Mazzarella. Italia, 1968, col., 102’.
La storia del bandito Pietro Cavallero, torinese deluso dalla politica che decise di darsi alle rapine con una banda di quattro complici. Finché, nel settembre 1967, il colpo al Banco di Napoli di Milano si concluse nel sangue, scatenando una serrata caccia all’uomo.

Giovedì 30 giugno h 21
Svegliati e uccidi
R.: Carlo Lizzani. Sc.: Ugo Pirro. Int.: Robert Hoffmann, Gian Maria Volonté, Lisa Gastoni, Corrado Olmi, Claudio Volonté. Italia, 1966, 126’.
La storia di Luciano Lutring, figlio di un lattaio della periferia milanese, che iniziò il suo percorso nella malavita rubando un’auto per far colpo su una ragazza. Da quel momento per lui inizierà un’escalation nel mondo del crimine che lo condurrà a diventare “il solista del mitra”.




La Regione Piemonte accelera sulle mutilazioni genitali femminili. I quattro tipi di "violenza" e perché dire stop

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TORINO - Una cicatrice sul cuore è il simbolo della campagna dell’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte contro le mutilazioni genitali femminili che, tra 15 giorni, attraverso locandine e depliant informativi, parlerà a tutte le donne dagli studi dei medici di famiglia, dei pediatri, dei consultori e delle associazioni, per raggiungerle poi anche con  l’affissione sui mezzi pubblici nel prossimo mese di settembre.
La realizzazione dell’iniziativa è stata affidata al Coordinamento dei Consultori del Piemonte, guidato dalla ginecologa della ASL TO2 Maria Rosa Giolito, ed è il culmine di un progetto che la Regione ha intrapreso già da 3 anni, attuando un percorso formativo per dire STOP alle mutilazioni genitali femminili, con  ben 8 edizioni di corsi già organizzati  per operatori sociali, sanitari e del terzo settore, volto a individuare le strategie di contrasto a queste pratiche, che violano i diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine.
“Target della campagna di sensibilizzazione sono donne e uomini stranieri con bambine, per coinvolgerli ed entrare in relazione con loro, attraverso le figure sociosanitarie di riferimento, con l’aiuto dei mediatori culturali, per allertarli sui rischi a breve e lungo termine di queste pratiche sulla salute delle donne  – spiega la dottoressa Giolito – Quello delle mutilazioni genitali femminili è un fenomeno che non appartiene alla nostra tradizione, ma che ci è vicinissimo, poiché viene subito anche da bambine che sono nate in Italia, o comunque sul territorio europeo, poiché fanno parte del sistema di tradizioni di alcune popolazioni, pur non avendo alcun fondamento religioso né culturale, stante che né il Corano né la Bibbia fanno alcun riferimento alle mutilazioni genitali femminili”.
Semplice ed efficace il linguaggio con cui si raggiungeranno gli interessati: un disinvolto invito a parlarne in consultorio, che occhieggia dalle cartoline, e una spiegazione più dettagliata per le locandine, con una chiara spiegazione dei rischi per la salute, riferiti anche ai quattro diversi tipi di mutilazioni genitali possibili, nonché all’illegalità di queste procedure.
Tutti i materiali verranno realizzati in 4 lingue: inglese, francese, arabo e italiano.
L’assessore alla Sanità sottolinea che la Regione Piemonte può definirsi virtuosa in questo campo: sin dal 2006 investe in specifici progetti di prevenzione rispetto alle mutilazioni genitali femminili e con tempestività ha recepito le indicazioni sia della legge 7/2006, sia delle numerose risoluzioni ONU che mettono al bando queste pratiche, sino alla recentissima legge regionale 4/2016.



I QUATTRO TIPI DI MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI
TIPO 1 - Asportazione del prepuzio con asportazione parziale o totale del clitoride.
TIPO 2 - Asportazione del clitoride con asportazione parziale o totale delle piccole labbra.
TIPO 3 - Asportazione di clitoride, piccole e grandi labbra con cucitura della vulva.
TIPO 4 O “NON CLASSIFICATO” - Tutte le altre pratiche, quali trafittura, perforazione, incisione o stiramento di clitoride e/o piccole labbra; cauterizzazione di clitoride e del tessuto circostante; raschiamento del tessuto circostante l’orifizio vaginale o incisione della vagina; introduzione di sostanze corrosive o erbe nella vagina per causare emorragia o allo scopo di contrarla o restringerla.
COMPLICAZIONI FISICHE
Immediate (ad esempio dolore – shock – emorragie – infezioni – ritenzione urinaria - morte).
A lungo termine  (ad esempio Piaghe - Problematiche Mestruali  - Infezioni pelviche – HIV/AIDS - difficoltà urinaria).
Complicazioni sessuali
Complicazioni Ostetrico – Ginecologiche
Complicazioni Psico - Sociali
PERCHÉ DIRE  STOP  MGF?
PERCHÉ compromettono gravemente la salute delle donne e delle bambine
PERCHÉ sono una violazione dei diritti umani, dei minori e delle donne: artt. 3 e 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo, Protocollo di Maputo.
PERCHÉ per la legge italiana è  reato (L. 7/2006).
PERCHÉ sono già illegali in paesi come:
Sudan 1946 – Burkina Faso 1996 – Repubblica Centro Africana 1996 – Costa d’Avorio 1998 – Gibuti modifica al codice penale (art. 333) nel 1998 – Tanzania modifica al codice penale (art 169 bis) 1998 – Togo 1998 – Senegal modifica al codice penale (art. 299) 1999 – Guinea 2000 – Kenya 2001 – Ciad 2002 – Benin 2003 – Niger 2003 – Etiopia revisione del codice penale (art. 568 e art.569) 2005 – Egitto 2007 – Eritrea 2007 – Ghana Costituzione (art. 26.2 e art. 39.2) e ha introdotto il reato di MGF con la modifica all’art. 69 bis nel 2007– Uganda 2009 – Nigeria 2015 – Gambia 2015 – Sierra Leone 2015.

A Napoli mostra antologica di pitture, sculture, grafiche e libri d’artista di Andrea Massaro, curata da Marina De Feo

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NAPOLI - “Sospensioni” del maestro Andrea Massaro. A cura di Marina De Feo. Sala delle Terrazze Castel dell’Ovo dal 7 al 21 giugno 2016. Mostra Antologica di pitture, sculture, grafiche e libri d’artista. “SOSPENSIONI” è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Campania e dal Comune di Napoli in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
La mostra intende promuovere e dare un ulteriore slancio agli scambi culturali ed artistici tra la città di Napoli e Grosseto. Nel 2008, assieme alla professoressa Antonella Giordano, il maestro Massaro ha curato una prestigiosa collezione d’arte moderna e contemporanea presso la Fondazione “Il Sole” di Grosseto ove tutt’oggi sono fruibili le opere di moltissimi artisti napoletani contemporanei (Tammaro, Barisani, Pirozzi, Ciardiello, Di Fiore, Cagliati, De Stefano, De Tora, Mazzella ecc.).
Andrea Massaro proviene dal vivace salotto culturale del maestro Antonio Tammaro che, trasferitosi negli anni novanta da Napoli in Maremma, insieme alla nipote Antonella, ha sempre incentivato e favorito gli scambi culturali tra la Toscana e la Campania.
La professoressa Giordano mutua da questa radicata tradizione familiare l’impegno, ma anche il forte desiderio, di promuovere e favorire la cooperazione culturale tra le diverse culture e regioni. Realtà diverse a confronto per far circolare, rendere fruibile e diffondere il concetto di scambio culturale tra amministrazioni, istituzioni ed artisti.
Scrive Marina De Feo: «Con “Sospensioni”, mostra antologica di pitture, sculture, grafiche e libri d’artista, palpabile è l’incessante mutazione dell’artista, costante ne è la sua evoluzione perenne e ciclica sempre in continuo divenire. Dieci gli anni sintetizzati nell’arco temporale del decennio 2007-2016 particolarmente intensa è la suggestione degli ultimi lavori.
Emozioni cristallizzate, ricordi sospesi in un equilibrio informale astratto che nulla raccontano di diverso da ciò che sono e da ciò che significano: solo sé stessi.»
Andrea Massaro nasce a Roma nel 1951, frequenta la scuola d’arte. Si trasferisce in Toscana nel 1974. Nel 1980 arriva a Grosseto in Maremma, ove si stabilisce e comincia a lavorare come artigiano della pelle, attività nella quale, grazie alla sua innata creatività artistica e senso della proporzione e composizione riesce ad ottenere riconoscimenti internazionali.


Come artista espone in Italia e all’estero ottenendo indistintamente riconoscimenti e apprezzamenti. 
La sua continua ricerca nel campo dell’informale gli consente di distinguersi nel mondo artistico emergente contemporaneo. 
Vernissage: giovedì 9 giugno 2016 ore 17.30 -Sala delle Terrazze- Castel dell’Ovo, via Eldorado, 3 (Borgo Marinari) Napoli, Free Entry.
Orari apertura mostra: Lunedì-Sabato h.10.30-18.30; Domenica e festivi h. 10.00-13.30 Info e prenotazioni gruppi: marina.defeo@virgilio.it. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 21 giugno 2016. INGRESSO GRATUITO. 
Allestimento: professoressa Antonella Giordano. Coordinamento: dottoressa Marina De Feo.


Al cinema il film libero e sensuale ispirato allo spettacolo di Matteo Levaggi, coreografo che scuote la danza contemporanea

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ROMA - Dopo il successo di critica e di pubblico al Torino Film Festival arriva al cinema "SEXXX" di Davide Ferrario. Solo il 4 e 5 luglio 2016 nelle sale italiane il film libero e sensuale ispirato allo spettacolo di Matteo Levaggi, il coreografo che ha dato una scossa al mondo della danza contemporanea. Con musiche di David Bowie, Ultravox, Giorgio Canali, The Longcut, Ooioo e Massimo Zamboni.
È una sera di novembre quando il regista Davide Ferrario si reca alla Lavanderia a Vapore di Collegno, edificio ottocentesco poco lontano da Rivoli adibito un tempo al lavaggio dei panni del Regio Manicomio e ora centro d’eccellenza della danza.
Sta per assistere a SEXXX, lo spettacolo di Matteo Levaggi messo in scena dal Balletto Teatro di Torino, e ne rimarrà talmente colpito da decidere di farne un film.
Come sempre accade per le opere di Ferrario, però, SEXXX non è solo la documentazione di quanto il regista osserva quella sera. La messa in scena della coreografia per il cinema - realizzata con montaggio e punti di vista insoliti per la videodanza tradizionale e con una colonna sonora che contempla David Bowie, Ultravox, Giorgio Canali, The Longcut, Ooioo e Massimo Zamboni mentre la musica originale per il balletto è di Bruno Raco- si arricchisce infatti di ricognizioni visive sul corpo nudo raccontato attraverso varie forme espressive, dalla pittura classica ai set dei film porno, con anche l’aggiunta di una sorta di fiction in forma di cortometraggio.
Dopo la presentazione all’ultimo Torino Film Festival, dove SEXXX ha conquistato pubblico e critica, la stessa Madonna ha chiesto di vedere il film, inviando quindi i suoi apprezzamenti al regista. Adesso l’appuntamento con SEXXX, che inizia tra poco  la sua carriera internazionale con l'invito al Festival di Mosca, sarà nelle sale italiane il 4 e 5 luglio (elenco dei cinema su www.nexodigital.it) per approfondire il tema del corpo, della sua potenza fisica, ma anche della sua grazia e del ruolo spesso esasperato che ricopre nel mondo contemporaneo.
Spiega Ferrario “il corpo e il suo linguaggio sono da sempre tra i temi che mi interessano di più. Per questo SEXXX è una ricognizione visuale sulla messa in scena del corpo nudo: dai nudi classici di Tintoretto e Palma il Vecchio fino a quelli dei set porno visitati quando realizzai GUARDAMI. Insieme danza, documentario, fiction e forse video arte, il film non si lascia ingabbiare da nessun genere. Ho cercato di riprendere la danza come se raccontasse una storia, utilizzando uno stile strettamente cinematografico, quasi che la macchina da presa fosse un altro elemento della coreografia, spesso aggiungendo movimento a movimento. Credo che l’esperienza che ne avrà lo spettatore sarà lontanissima da quella del punto di vista della platea che ha visto lo spettacolo a Collegno”.
Così il film di Ferrario non si rivolge solo agli appassionati di danza moderna -che potranno interrogarsi sul corpo abusato del ballerino che, al giorno d’oggi, è sempre di più alla ricerca della tecnica, della potenza fisica e di un’ideale di perfezione che rende più difficile “trasmettere emozioni”- ma parla anche a coloro che si interrogano a tutto tondo sul ruolo della fisicità e del gesto nel mondo contemporaneo, come testimonia la sequenza della performance di Levaggi stesso con gli artisti visivi Corpicrudi.
Un viaggio che comincia ad un bivio dove i corpi dei danzatori si ritrovano esausti, ma allo stesso tempo spinti ad apparire sempre più potenti, abbattendo le barriere del suono, del ritmo, della resistenza fisica. Unʼopera ribollente nel suo movimento al vetriolo che conduce lo spettatore in un viaggio di umori e pulsioni sensuali contrastanti. Un vortice di passi ben ancorati al linguaggio accademico, esemplificato anche dallʼutilizzo di scarpette da punta, sia per le danzatrici che per i danzatori.
SEXXX di Davide Ferrario, prodotto da Rossofuoco con il sostegno di Lombardia Film Commision e Film Commission Torino Piemonte, sarà nelle sale italiane solo il 4 e 5 luglio distribuito da Nexo Digital con il media partner MYmovies.it.
DAVIDE FERRARIO. Nato nel 1956 a Casalmaggiore, si laurea in letteratura americana all’Università di Milano. Vive a Torino. Inizia a lavorare nel campo del cinema negli anni ’70 come critico cinematografico e saggista, avviando al contempo una piccola società di distribuzione a cui si deve la circuitazione in Italia di Fassbinder, Wenders, Wajda e di altri registi. Lavora, in seguito, in qualità di agente italiano per alcuni registi americani indipendenti come John Sayles, e Jim Jarmusch. Il suo debutto alla regia è del 1989 con La fine della notte, giudicato “Miglior film indipendente” della stagione. Dirige poi sia opere di finzione che documentari, che gli procurano una grande considerazione in Italia e che sono stati presentati in numerosi festival internazionali, da Berlino al Sundance, a Venezia, Toronto, Locarno. Tra gli altri: Tutti giù per terra, Figli di Annibale, Guardami e i lavori realizzati con Marco Paolini. Ultimi in ordine di tempo la commedia La luna su Torino e Accademia Carrara. Il Museo riscoperto. Ferrario occupa un posto singolare all’interno della scena italiana. Rigorosamente indipendente, non è solo regista ma guida, al contempo, e con notevoli risultati la propria casa di produzione, Rossofuoco. Dopo mezzanotte, realizzato con un budget molto ridotto, ha ottenuto un grande successo in Italia, ed è stato venduto in tutto il mondo, così come il documentario La strada di Levi. È anche autore di romanzi: Dissolvenza al nero è stato tradotto in molte lingue e adattato per lo schermo da Oliver Parker. Nel settembre 2010 è uscito per Feltrinelli Sangue mio. E’ collaboratore di testate giornalistiche e radiofoniche; ha anche pubblicato un libro di fotografie a seguito della sua mostra Foto da galera (2005).
MATTEO LEVAGGI. Si forma alla scuola del BTT, dove ha poi modo di entrare a far parte della compagnia distinguendosi per le sue particolarità di movimento.
Molti coreografi invitati creano per lui, come accade con Karole Armitage nel 2000. Nel 1997 entra allʼAterballetto, con la direzione di Mauro Bigonzetti. Sceglie quindi una carriera libera. Lavora con Giorgio Albertazzi nelle Memorie di Adriano, dove interpreta il ruolo di Antinoo, e ha esperienze televisive nel sabato sera di Raffella Carrà. Per il BTT ha creato balletti ispirati a pittori come Andy Warhol e Caravaggio. Eclettico nelle scelte, lavora con compositori contemporanei come Giovanni Sollima (che crea nel 2004 la musica di Caravaggio), Heiner Goebbels, Béla Bartók, Gyorgy Ligeti, ma anche autori di musica elettronica come Scanner, Autechre, Pan Sonic, Bochumwelt, Andy dei Bluvertigo. Crea per il balletto dellʼArena di Verona La Bottega Fantastica (Rossini/Respighi) e Drowning by Numbers su musiche di Michael Nyman, mentre Le Grand Théâtre de Genève prende in repertorio un suo duetto, Largo, su musiche di Dimitri Shostakovic. Nel 2006 è invitato da Ismael Ivo con una creazione per il BTT alla Biennale di Venezia Danza, nel 2007 alla Biennale della Musica di Zagabria. Nel 2008 alla Biennale de la Danse de Lyon con la creazione, PRIMO TOCCARE I White, nell'ottobre del 2009 con il capitolo PRIMO TOCCARE II Black, al Joyce Theater di New York, e con PRIMO TOCCARE III Red a BolzanoDanza nel 2010. Nel maggio del 2011 Francesca Pedroni dedica al lavoro di Matteo Levaggi un documentario per il canale satellitare SKY Classica. Nel settembre 2011 è ospite con la creazione Le Vergini all’International Ballet FEST of Miami e nellʼottobre 2011 al Festival internazionale MILANoLTRE, come unico coreografo italiano. Nel 2013 crea il pezzo di forte impatto visivo SEXXX in coproduzione con MilanOltre, rinnovando così lʼintesa artistica con il festival milanese.
Ad oggi Matteo Levaggi è considerato una delle espressioni di punta della danza contemporanea italiana nel mondo.

La figura del beato Bartolo Longo e la sua presenza a Pompei, Micol Bruni scrive "Bartolo Longo. Il viaggio di una spiritualità"

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Micol Bruni
ROMA - Micol Bruni pubblica un testo sul beato Bartolo Longo. Dopo le tre edizioni su San Giuseppe Moscati il beato che diventerà santo negli scritti di una attenta studiosa. Ricorrono i 90 anni dalla morte del Beato Bartolo Longo. Una personalità che ha contribuito a dare un senso mariano alla fede e al pensiero cristiano in un tempo devastato da squilibri e da arroganze. 
Il prossimo libro di Micol Bruni riguarderà proprio la figura di Bartolo Longo e la sua presenza a Pompei, "Bartolo Longo. Il viaggio di una spiritualità ", compresa la sua amicizia con San Giuseppe Moscati.
Micol Bruni dopo essersi dedicata a libri sulla storia del diritto, sulla storia risorgimentale e il brigantaggio, dopo i suoi studi su Maria Sofia. L'ultima regina del Sud e filosofi come Kant, Hobbes e lo splendido saggio su Machiavelli oltre al saggio su Giuseppe Moscati che ha visto ben tre edizione e un Video, questo di Bartolo Longo offre una lettura mariana all'interno dei processi canonici ed ecumenici.
"Si tratta di una splendida figura di Santo, una santità che ha del suo vussuto una fisicità e un senso dello spirituale che tocca la contemplazione. Bisogna che la sua santità venga 'istituzionalizzata'. Io dopo il mio saggio su Giuseppe Moscati, i due sono srati amici, ho incontrato spiritualmente il beato Bartolo Longo e questo però lo devo sempre a moscati. Il libro uscirà entro l'anno". 
Bartolo Longo era nato a Latiano l'11 febbraio del 1941. Morto a Pompei il 5 ottobre 1926. Fu il fondatore del santuario di Pompei. Viene beatificato da Giovanni Paolo II il 6 ottobre del 1980. 
Il saggio di Micol Bruni "Bartolo Longo. Il viaggio di una spiritualità" analizza la spiritualità e i colloqui con Moscati.







lunedì 30 maggio 2016

Partecipazione di FCA in RCS, ad azionisti pagamento pro quota in contanti di USD 0,054193 equivalente a euro 0,048652

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Sergio Marchionne
TORINO - FCA fornisce ulteriori informazioni in relazione alla distribuzione della propria partecipazione in RCS. Fiat Chrysler Automobiles (NYSE:FCAU; MTA:FCA) (“FCA”) annuncia il completamento delle vendite da parte degli intermediari per conto degli azionisti FCA che non hanno tempestivamente adottato le misure necessarie per ricevere le azioni ordinarie di RCS MediaGroup S.p.A. (“RCS”) di loro spettanza nell’ambito della distribuzione.
Come precedentemente annunciato, le azioni ordinarie di RCS distribuite da FCA avrebbero potuto essere depositate esclusivamente sui conti degli intermediari partecipanti al sistema Monte Titoli. Le azioni spettanti agli azionisti FCA che non hanno adottato le misure necessarie affinché le azioni ordinarie di RCS potessero essere accreditate sul conto di un partecipante al sistema Monte Titoli entro la scadenza, sono state aggregate e vendute sul mercato. I proventi netti a conclusione di tali operazioni di vendita vengono pagati pro quota in contanti ai titolari di azioni ordinarie di FCA aventi titolo successivamente alla conversione in dollari statunitensi di tutti gli importi ricevuti in altre valute.
A conclusione di tali vendite, FCA comunica che tali azionisti riceveranno, in luogo della distribuzione di azioni ordinarie RCS, un pagamento pro quota in contanti di USD 0,054193 equivalente a € 0,048652 per azione ordinaria FCA. Si prevede che questo pagamento, al netto di ogni ritenuta fiscale applicabile, venga accreditato sui conti dei partecipanti al sistema DTC il 3 giugno 2016. I conti individuali degli azionisti verranno accreditati successivamente sulla base degli accordi in essere tra i singoli azionisti e le loro controparti bancarie.
Ulteriori informazioni in relazione alla distribuzione di azioni ordinarie RCS agli azionisti FCA sono
disponibili alla sezione investor relation del sito internet di FCA.

Stefania Giannini a Voice Anatomy: manca il senso dell'adeguatezza del contesto, dei ruoli, che vanno segnalati con la lingua

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Stefania Giannini
ROMA - Scuola, la ministra dell'Istruzione Giannini a Voice Anatomy su Radio 24: la lingua deve essere obiettivo della nostra scuola, va utilizzata con dizione e registro corretti. "La nostra è una scuola che da anni presta attenzione all'importanza della lingua, del conoscerla e dell’esserne completamente in possesso. C’è una legislazione che ha riconosciuto il valore della lingua come quello del dialetto e del bilinguismo di fondo, che va valorizzato.
Ma oggi deve preoccuparci la centralità della lingua nazionale non solo come strumento di interpretazione della realtà, ma anche e soprattutto di come usarla attraverso una dizione corretta, un registro corretto": lo ha detto la ministra dell'Istruzione, Stefania Giannini, ai microfoni del programma 'Voice Anatomy' condotto da Pino Insegno su Radio24.
"Ad esempio - ha spiegato la ministra - si sta perdendo il senso dell'adeguatezza del contesto, dei ruoli, che vanno segnalati anche con la lingua. La lingua è un organismo vivente, aperto, ma bisogna possederne tutti i registri e i livelli. Se non li possiedi sei limitato, impoverito. Noi - ha proseguito ai microfoni di Radio 24, Giannini - abbiamo un altro patrimonio educativo che non tutti i Paesi hanno: la tradizione della prova orale. L'esporre a voce un argomento, dove non si può copiare e si capisce se un ragazzo è padrone dell'argomento. Anche in questo caso bisogna cercare di valorizzare ciò che facciamo da secoli: la lingua sia un obiettivo della nostra scuola. Noi, anche con le nuove politiche educative che abbiamo messo in campo in questa legislatura, l'abbiamo messa tra i primissimi punti del nostro programma" ha concluso Giannini a
Voice Anatomy, il programma condotto da Pino Insegno ogni domenica alle 14,30 su Radio 24 dedicato all’utilizzo corretto ed efficace della voce sia nella vita quotidiana che in ambito professionale.
Per riascoltare il podcast della puntata www.radio24.it

Storia d’amore e di passione politica nella Palermo del “Ventennio nero”. Romanzo storico “Vento di Sicilia”, scritto da Lucia Vincenti

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CAVA DE' TIRRENI - A colloquio con la scrittrice Lucia Vincenti, autrice di “Vento di Sicilia” (Marlin Editore). Un’avvincente storia d’amore e di passione politica nella Palermo del “Ventennio nero”, dalla marcia su Roma alle leggi razziali, alla guerra ed alla caduta del fascismo: è il romanzo storico “Vento di Sicilia” (Marlin Editore), scritto da Lucia Vincenti. Abbiamo incontrato l’autrice palermitana, che ci ha parlato della sua passione per la storia e della centralità della figura femminile nei suoi romanzi.
Le parole della scrittrice palermitana Lucia Vincenti: "L’interesse per la storia, in particolare per quella relativa all’era contemporanea legata al periodo fascista, è stato sempre presente in me, sin dai tempi del liceo. È cresciuto col tempo, divenendo passione, e mi ha condotta ad approfondire le ricerche. Inizialmente mi dedicai agli studi relativi alla persecuzione ebraica in terra siciliana. All’epoca non esistevano libri sull’argomento ed il mio “Storia degli ebrei a Palermo durante il fascismo” del 1998 è stato il primo lavoro. Dopo quello sono seguiti altri miei studi e pubblicazioni sull’argomento e tra gli ultimi “Donne ebree in Sicilia al tempo della Shoah” (Marlin 2013).  
Ho sempre pensato che un romanzo sia molto più vicino alla gente di un saggio, di qualunque natura esso sia. Si possono raccontare vicende, fatti, storie in modo più scorrevole e far conoscere la storia in modo diverso, raggiungendo strati più ampi di lettori e di addetti ai lavori. Ma al di là di questo, la passione che spinge uno scrittore a mettere su carta le proprie emozioni, va al di là di qualunque spiegazione. È un’emozione che ti prende e si fa più coinvolgente nel tempo.  
Personaggi e fatti narrati in “Vento di Sicilia” sono realmente avvenuti e fanno riferimento a persone reali. In alcuni casi ho cambiato i nomi, in altri sono rimasti invariati. 
Più che voglia di riscatto, direi che è un omaggio alla donna. Madre, amante, figlia, studiosa, casalinga, lavoratrice, popolana o aristocratica. La donna con le sue emozioni, le sue passioni, il suo coraggio, la sua vita. Una donna qualunque, che si può incontrare per strada, al supermercato o ad un convegno di studi. Una donna qualunque… come me.
La Sicilia si può amare o odiare, ma in ogni caso non lascia mai indifferenti. I suoi colori, i suoi profumi, la sua cultura, ogni elemento è parte fondamentale del nostro essere. Non potrei dire se Palermo mi ami quanto la amo io, ma a giudicare dall’affetto dei lettori, direi di sì!"

Prima grande mostra antologica di Maurizio Casirati, giovedì 2 giugno 2016 finissage di chiusura di MakeAnObject

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NAPOLI - Si terrà giovedì 2 giugno 2016, dalle ore 11,30 alle ore 13,30, il finissage di chiusura di MakeAnObject, la prima grande mostra antologica di Maurizio Casirati: le sale del PAN Palazzo delle Arti Napoli [area loft] ospitano una selezione di opere in grado di raccontare quasi venti anni di pittura, scultura, design e ricerca dell’artista lombardo.
Il percorso artistico di Maurizio Casirati, in arte 'MakeAnObject', comincia, infatti, 20 anni fa quando, trasferitosi a Napoli dalla provincia di Milano, inizia a cambiare volto a materiali di recupero, come legni spiaggiati, vecchi mobili, pietre e marmi di risulta, che nelle sue mani acquistano nuova vita.
Ventisei opere (15 sculture, 7 dipinti, 4 lampade) e un polittico di nove elementi (acrilici su tela) dedicato al grande regista svedese Ingmar Bergman, presentato in anteprima assoluta in occasione dell’antologica MakeAnObject: questo il corpus della mostra di Casirati, le cui opere sono state selezionate nel rispetto del percorso artistico condotto sinora dall’artista. Al PAN verrà, inoltre, presentata in anteprima un’altra opera legata al mondo del cinema: si intitola “P.S. Hoffman” ed è un ritratto [acrilico su legno] dell’attore Philip Seymour Hoffmann, recentemente scomparso.
Un altro acrilico su legno, sempre del 2016, completa il percorso-anteprima della mostra di Casirati: è “Exploitation” ed è in formato 100x140cm.
L'ispirazione deriva dal materiale, che avendo, in una vita precedente, avuto una funzione spesso completamente diversa da quella in cui viene trasformato, regala a 'Mao' l'opportunità di creare oggetti che, a suo modo di vedere, acquistano più carattere e personalità, come del resto accade anche alle persone che, quanto più ricche di esperienze sono, tanto più enigmatiche e affascinanti appaiono.
Solo nell'ultimo periodo, per sperimentare nuove forme visive e utilizzando come base sempre supporti derivati da oggetti con un vissuto alle spalle, l'artista ha provato a sperimentare la pittura, un terreno ancora poco esplorato, ma che ha aperto nuove prospettive alla sua ricerca espressiva.
Negli anni, Casirati ha maturato la consapevolezza che, in un mondo in cui la progressiva perdita d'empatia ha reso il messaggio veicolato dall'arte elitario e cerebrale e dove con un 'sms', un 'tweet', un 'post' [e via dicendo…] si riescono ad esprimere, seppur assai di rado, alti concetti in modo più rapido e sicuramente meno pretenzioso, l'opera d'arte, che in passato aveva lo scopo di elevare animi e menti, ora disorienta e porta le persone ad approcciarla con diffidenza, come se fosse l'arte a dover giudicare l'adeguatezza dell'osservatore, dimenticando completamente che l'arte è emozione che diventa significato e non il contrario.


Maurizio Casirati





Una comunità cattolica che ascolta la parola di Papa Bergoglio che non rappresenta la fedeltà della preghiera in Cristo

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Papa Bergoglio
ROMA - Papa Bergoglio attacca anche Heidegger e dichiara che i migranti sono in pericolo e non un pericolo. Il lato chiaro del Relativismo della Chiesa. In una società debole occorrerebbero valori forti da una fede certa. Anzi si porrebbe usare anche un eufemismo. Quando la fede non è forte o i valori di una fede sono leggeri e relativisti la società diventa sradicata e sradicante. 
Qui è il problema che attanaglia un tempo che vive senza una progettualita' in cui l'antropologia dell'umanesimo non è considerara centralità per una civiltà che ha perso non solo l'umanesimo, ma anche l'uomo.

Il grande dramma oggi è che c'e' una comunità profondamente cristiana ancorata alla fedeltà di Cristo e Maria, e c'e' una comunità cattolica che ascolta la parola di papa Bergoglio che non rappresenta la fedeltà della preghiera in Cristo.
La Chiesa è completamente slacciata dai valori del Cristo Redente. Non mi riferisco agli esempi numerosi di personalità ecclesiastiche che non hanno rispecchiato la ontologia di Cristo. Mi riferisco alle ideologie relativiste di papa Bergoglio. 
La famiglia tradizionale costituisce il nucleo valoriale di una società pesante. La Chiesa con le aperture costanti ha reso la famiglia riciclabile. 
Non ho letto e non ho visto alcuna posizione forte in merito alle leggi varate in commissioni parlamentari e in Parlamento. Ci sono state riflessioni virtuali. 
Non ci sono posizioni forti nei confronti dei cristiani massacrati in nome di Cristo. 
Papa Bergoglio non incontra il Dalai Lama per non dispiacere il governo comunista cinese. E intanto davanti ai ragazzi delle scuole calabresi pronuncia un discorso discutibilissimo sul piano anche politico entrando a gambe tese sulla politica internazionale. 
Afferma davanti ai ragazzi calabresi (ripeto calabresi sic! ) che i migranti non sono un pericolo ma in pericolo. 
Questa non è carità. Ritorniamo alle parole di Lampedusa che hanno aperto le frontiere. Questa è ideologia. 
Benedetto XVI parlava di divinità e difesa della cristianità, Ratisbona! Ma Papa Bergoglio, invece, riprendendo un ragazzino che pronuncia la parola "bestie" gli dice testualmente "Ma tu hai studiato con Heidegger! ".

Pierfranco Bruni

Qual è il rapporto? In pochi sono stati a notare tale sottolineatura che ha una portata politica apocalittica. 
Semplice, invece. Il grande filosofo non marxista educava alla "bestialità "? 
Non credo che mai Giovanni Paolo II, che ben conosceva comunismo e nazismo con il suo splendido "Memoria e Identità", si sarebbe permesso di tirare in gioco il filosofo di "Essere e tempo" e tanto neno Benedetto XVI, che ben conesceva, da attento teologo, la "Lettera sull'Umanisno" di Heidegger, avrebbe mai pronunciato una tale frase. 
Insomma in in tempo fragile viviamo una Chiesa significante di relativismo. 
Proprio in questi giorni (un esempio a margine) si sono consumate diatribe e dialettiche per richieste di messe in suffragio a Mussolini. 
Qualcuno ha ricordato che durante il Fascismo Mussolini veniva addidato dalla Chiesa come "Uomo della Provvidenza". La Chiesa di Bergoglio cerca di far scorrere acqua su questi concetti sino addirittura, giustificando, a spiegare il significato delle parole di un grande Pontefice quale fu Pio XI. 
Il quotidiano della Cei scrive che mai Pio XI pronunciò la equiparazione tra Provvidenza e Mussolini. Ma il 13 febbraio del 1929 pronunciò soltanto queste semplici parole: "E forse occorreva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare... ". Secondo l'articolista la differenza è enorme. È soltanto mera ipocrisia, invece. 
Insomma un ventaglio di questioni si agitano nel cuore del rapporto tra società fragile e Chiesa bergogliana relativista. 
Quando la Chiesa è debole le coscienze sono il frutto di una scardinante debolezza. 
Io da cristiano senza chiesa, accogliente nella benevolenza di Benedetto XVI, ho timore non per il pericolo dei migranti in pericolo, ma per una civiltà che ha toccato il fondo mentre il relativismo della attuale Chiesa è esplicito.

L'artista visuale Kyrahm sceglie Roma per presentare la sua nuova performance art Ecce (H)Omo, Guerrieri

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Kyrahm
ROMA - Kyrahm a Roma con la Prima internazionale di Ecce (H)Omo, Guerrieri. Performance Art. La fragilità dell'essere umano in un inedito progetto sull’Amore con Nicola Fornoni, Fulvia Patrizia Olivieri, Pepijoy Pierangela Ezzis, Lilli Quitadamo, Imma Mercadante, Kyrahm   soprano lirico: Kyoko fotografia: Julius Kaiser. A cura di Francesco Paolo Del Re. Giovedì 16 giugno 2016, ore 19. Palazzo Falletti – via Panisperna 207, Roma.
Artista visuale, autrice, regista, attrice, performer, body artist internazionale, Kyrahm ha scelto Roma per presentare la sua nuova performance art Ecce (H)Omo, Guerrieri, il 16 giugno a Palazzo Falletti (Via Panisperna 207) alle ore 19.
Un nuovo progetto sull’Amore in tutte le sue forme, la bellezza della fragilità nella vecchiaia e nella malattia; una performance collettiva con protagonisti artisti e persone comuni, guerrieri in lotta che, guidati da Kyrahm, porteranno in scena i propri corpi e le proprie vite. Diamanti nello scrigno di un palazzo nobile del '600, i protagonisti mostreranno pieni di luce le loro storie narrate attraverso il linguaggio esplicito della performance art: uno dei linguaggi più controversi e carnali dell'arte contemporanea. 
Tutto questo, all'interno della meravigliosa cornice barocca di uno dei palazzi storici di Roma, Palazzo Falletti a Rione Monti, che per l'occasione si trasformerà in inedito palcoscenico della coraggiosa performance art di Kyrahm, inserita tra le migliori performance gender exploration del mondo secondo IDkex (Columbus, Ohio, USA, 2009).
"Con umiltà ho riunito queste persone che hanno accettato di prendere parte ai tableaux vivant dove avrebbero messo a nudo corpo e anima, mostrando volontariamente se stessi ed il loro vissuto senza pelle” ha dichiarato Kyrahm “una maternità con una mamma senza diritti e la sua piccola, la pietà tra uno straordinario performer che ha fatto della diversità un’arte e un'anziana, il mio ventre dipinto. E poi il ruolo fondamentale della voce: la voce di chi non c’è più, la voce che cambia con il tempo e la malattia, il soprano lirico che accompagna e eleva.”
Tra le eccellenze italiane, Kyrahm è creatrice con il videomaker Julius Kaiser  del progetto itinerante Human Installations: una ricerca che va dall’arte contemporanea al teatro d’avanguardia e al cinema, con la realizzazione di performance artistiche dal forte impatto emotivo, presentate tra Europa e Stati Uniti. Dal 2009 a oggi Kyrahm e Julius Kaiser  hanno vinto il Premio Arte Laguna di Venezia (2009), il Premio Adrenalina Museo d'Arte Contemporanea Roma (2010), Miglior film Festival del Cinema Arcipelago sezione Comizi d'Amore (2016).
La performance sarà anche un set di riprese live da cui nascerà un progetto di videoarte e docufilm scritto e diretto da Kyrahm e la fotografia sarà affidata a Julius Kaiser.
ECCE (H)OMO, Guerrieri, prima nazionale giovedì 16 giugno ore 19, presso Palazzo Falletti – via Panisperna 207, Roma. Prenotazione obbligatoria: numerodoro@gmail.com.

Lucia Guida e Angela Iezzi, con “Romanzo popolare” e “Gli effetti speciali dell’amore”, a Chieti per i Mercoledì d’Autore

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Angela Iezzi
CHIETI - “Mercoledì d’Autore”: un salotto letterario al centro di Chieti Scalo. L’idea nasce intorno al tavolo di un bar, durante discorsi appassionati sulla letteratura. Animare uno spazio fisico, in compagnia di scrittori per parlare dei loro libri, del loro modo di intendere la scrittura e di affrontare le difficoltà di un mestiere per nulla facile. 
“Mercoledì d’Autore” è la rassegna che porterà dal 1 giugno al 20 luglio 2016, nove autori, in pieno centro a Chieti Scalo, nel piazzale della stazione.
Sarà il Gran Caffè Cigno, ad ospitare gli incontri, l’idea è di Marzia Calcagna una delle titolari dell’attività commerciale, di Alessio Masciulli, scrittore ed editore e di Luigi Di Leonardo, titolare della libreria Mondadori a Chieti Scalo. “E’ una scommessa – dice Luigi Di Leonardo – quella di animare con eventi culturali questa parte della città, facendolo con leggerezza, in uno spazio aperto ed in compagnia di un aperitivo. Ci aspettiamo una buona risposta da parte del pubblico”.
Primo appuntamento fissato per mercoledì 1 giugno (ore 19), con Lucia Guida ed Angela Iezzi che presenteranno, rispettivamente, “Romanzo popolare”  (Amarganta Editore) e “Gli effetti speciali dell’amore” (Newton Comtpon  Editore).
Questi gli altri eventi della rassegna “Mercoledì d’Autore”.
Mercoledì 15 giugno (ore 19) incontro con Andrea Mango (Sotto falso nome – Rupe Mutevole Edizioni) e Andreina Moretti (Nel cielo di Erode – Apollo Edizioni).
Mercoledì 6 luglio (ore 19) incontro con Arturo Bernava (Scarpette bianche – Edizioni Solfanelli) e Francesco Di Paolo (Nel nome dei Grimm – Alcheringa Editore)
Mercoledì 20 luglio (ore 19) appuntamento con Filomena Grasso (Ovunque andrai – Edizioni il Viandante), Roberto Centorame (Dieci racconti vagabondi – Edizioni il Viandante) e Michele Marino (L’ultimo cavaliere dell’apocalisse – Edizioni Il Viandante). 
Lucia Guida abita e lavora a Pescara come docente di lingua inglese. Ha pubblicato per diverse case editrici racconti brevi in collane di autori vari, dando alle stampe come ‘solista’ a inizio del 2012, "Succo di melagrana, Storie e racconti di vita quotidiana al femminile", Nulla Die, seguito da “La casa dal pergolato di glicine" (2013), suo romanzo d’esordio sempre per i tipi della Nulla Die.

Lucia Guida

Editi di recente il racconto “Destini” nell’opera collettiva “Le streghe di Montecchio 2” (2014), Fefè Editore in Roma, vincitore del III premio al medesimo concorso letterario, e il racconto “In un campo d’orzo e di papaveri”, II premio per la narrativa inedita del Premio Lupo 2014, edito nel marzo 2015 per Il Castello. In passato si è occupata della rubrica letteraria di un’associazione culturale olistica abruzzese. Al momento cura un blog sulla piattaforma di WordPress, uno spazio da autrice su LiberArti Social Reader Writer Artist e tre pagine dedicate su Facebook intitolate ai suoi libri.
Romanzo Popolare. “Romanzo Popolare” è la storia di due famiglie, i De Carlo e i Terrenzi, che abitano nel medesimo caseggiato del rione di San Donato, alla periferia sud di Pescara. Siamo nel 1965; la storia di Teresa e Maria, perni esistenziali delle rispettive famiglie di appartenenza, si intreccia grazie ai loro figli Matteo, Giacomo e Lidia, alunni presso la medesima scuola elementare. Teresa offrirà l’aiuto e il conforto della propria amicizia a Maria, moglie di Michele, edile alcolizzato e marito e padre-padrone, alla perenne ricerca di un posto di lavoro costantemente a rischio. Entrambe le donne hanno in comune un matrimonio infelice, ma ciò nonostante sono ben decise a preservare le loro famiglie a costo di rinunciare alla propria realizzazione personale. In un arco di tempo decennale le vite di Lidia e Giacomo, figli di Teresa, e di Matteo, figlio di Maria, troveranno una loro collocazione esistenziale coerente con le scelte intraprese dai rispettivi genitori. Al di là di qualche tentennamento e piccolo fraintendimento, l’amicizia delle due donne sopravvivrà alle vicissitudini a cui entrambe saranno sottoposte, legandole con un filo sottile fatto di complicità e solidarietà tutto al femminile fino alla fine dei loro giorni.
Angela Iezzi. Nata nel 1987 a Lanciano (Chieti), si è laureata in Organizzazione e Relazioni Sociali all’Università di Chieti. Lavora insieme alla sorella in un centro ricreativo di cui è la titolare. Lettrice da sempre, d’animo romantico, ha iniziato ad appassionarsi alla scrittura durante il periodo universitario, tra un esame e l’altro. Con “Gli effetti speciali dell’amore” ha vinto il premio “Il mio esordio”.
Gli effetti speciali dell’amore. Ashley Morgan ha ventiquattro anni, una grande passione per i libri e una laurea in economia, che ha conseguito al solo scopo di compiacere il padre, proprietario di una famosa azienda dolciaria, di cui è certa di prendere il posto. E invece, del tutto inaspettatamente, il padre decide di affidare la guida della società a Jaime Standley, che lavora al suo fianco da molti anni e ne è diventato il braccio destro. Di fronte a quel gesto Ashley chiude i rapporti con lui. Passano gli anni, durante i quali padre e figlia perdono quasi ogni contatto, fino a quando il signor Morgan muore, lasciandole una cospicua eredità. Alla lettura del testamento un’altra sorpresa attende Ashley: a lei andranno il conto in banca, la casa di famiglia e una quota di minoranza della società, a Jaime la maggioranza delle azioni e il compito di gestire e amministrare la Morgan&Hall. Ma solo a una condizione: che per un anno i due beneficiari lavorino insieme e risiedano sotto lo stesso tetto. Ashley si sente ingannata e truffata: Jaime è un impostore e lei gliela farà pagare. Ma la convivenza forzata qualche volta può rivelarsi assolutamente imprevedibile…

Omaggio al congresso Alzheimer a Bianca Neri Nannini, centenaria più in forma del pianeta che vive a Pistoia

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Bianca Neri Nannini
PISTOIA - Bianca, la centenaria più in forma del pianeta. Nata a Firenze, vive a Pistoia, dirige un'azienda e fa tutto da sola. Omaggio al congresso nazionale Alzheimer. E’ fiorentina, ma vive a Pistoia e compirà i 100 il 4 luglio. Memoria perfetta, chiacchiera inarrestabile, abita e si gestisce da sola, si allena ogni giorno, legge di tutto, segue la politica e dirige ancora un’importante studio immobiliare.
Ecco storia e segreti della signora Neri Nannini, prossima star del convegno nazionale sui Centri Diurni Alzheimer. Le malattie neurodegerative? Con lei non attaccano.
Dire che è un miracolo della natura (o del DNA) sarebbe riduttivo. Perché non si arriva a 100 anni in piena efficienza fisica e mentale senza metterci anche del proprio, senza volontà, impegno, intelligenza. In ogni caso, se la piemontese Emma Morano ha appena conquistato il record mondiale di longevità coi suoi 116 anni, la gagliarda Bianca Neri Nannini, fiorentina trapiantata a Pistoia, è di sicuro la centenaria più in forma del pianeta. In tutti i sensi.
I 100 esatti li compirà lunedì 4 luglio, festeggiata in pompa magna dalla famiglia (3 figli, 6 nipoti e altrettanti bisnipoti) con la partecipazione del quartiere, un placido mix di villette e florovivai, di città e campagna nei pressi dello stadio, dove tutti la conoscono. Ma prima di allora sarà la star del congresso nazionale sui Centri Diurni Alzheimer, 7° della serie, qui in programma il 10 e 11 giugno per l’organizzazione scientifica dell’Università di Firenze e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia. Del resto, come rinunciare a un fenomeno come madame Nannini, esempio incontrovertibile di rocciosa e brillante resistenza alle malattie neurodegenerative?
Tanto per capire: ha una memoria d’elefante, sgrana nomi, date e fatti dell’ultimo secolo senza perdere un colpo e con lucidità pitagorica. La sua chiacchiera zittirebbe Sgarbi e Littizzetto riuniti. Ci vede e sente benissimo. Ogni giorno fa ginnastica in casa e un’ora di passeggio fuori (se piove si allena sulle scale) aiutandosi appena con un bastone. Fa shopping da sola, nei vicini giardinetti va in altalena come una bimba. Veste con sobria eleganza non senza civetteria (capelli biondificati, orecchini e collana di perle, vari braccialetti e anelli). Monarchica per nostalgia (‘Mi piaceva Umberto, il re di maggio’), legge di storia e di politica, segue Tg, talk show e ne discute (‘Renzi? In gamba, ma si ricordi che non si governa da soli’). Insomma: in autonomia abita e in autonomia si gestisce in toto. Al diavolo le badanti.
Se non bastasse, resta lei l’ammiraglio dell’Immobiliare Neri Nannini Bianca che fondò circa 60 anni fa, prima donna nel settore. “I titolari”, dice, “sono ormai i miei nipoti Monica e Luca. Ma c’è poco da fare: per le cose importanti i clienti cercano ancora me”. E ovviamente dirige tutti a bacchetta. “Si”, confessa, mentre i parenti ascoltano compiaciuti, “ho un carattere forte. Mi faccio rispettare”. Tutto ciò dopo due guerre mondiali, una sofferta vedovanza, tre tumori e altrettante chirurgie ai femori. Seduta alla plancia di comando dell’ufficio, dove arriva sgambettando dalla non lontana abitazione, racconta a mitraglia (bisogna un po’ frenarla) la sua storia non comune senza omettere un dettaglio.
Dunque: “Nasco a Firenze nel 1916 in piena grande guerra, mentre i maschi di famiglia erano al fronte: nonno Albiero Neri, scultore e pittore, e babbo Gilberto, barbiere in S. Niccolò. Tutti di fede socialista e amanti di musica e teatro, passioni che ci portammo dietro quando nel ’25, ormai in pieno fascismo, convenne trasferirci a S. Felice, sulla montagna pistoiese. Mamma Augusta era morta anni prima di spagnola, così m’ha allevata zia Gina, la moglie di suo fratello Gino Bacci, socialista fuoriuscito in Svizzera con Sandro Pertini di cui restò amico per la vita”.
“Zia Gina era maestra, ma in quanto parente di antifascisti rimase senza lavoro. Così si occupò di me anche come insegnante quando, per lo stesso motivo, fui cacciata da scuola. Grazie a lei ho finito le elementari. Dalle suore ho invece imparato a cucire, cosa che nel dopoguerra mi avrebbe permesso di aprire un fortunato laboratorio di ricamo. Intanto, però, avevo conosciuto un bel giovane, Giulio Nannini, il mio futuro marito. Avevo 15 anni, lui 20 e faceva il tappezziere all’ospedale. Ci sposammo nel febbraio del ’36, l’anno dopo nacque Marcello, nel ’40 Manola”.
“Con la guerra Giulio fu arruolato in Sanità. Finì sul fronte jugoslavo, poi in Albania, infine in Russia sul Don con la divisione Pasubio. Tempi tremendi anche a casa. Non avevo neppure di che dar da mangiare ai figli ed ero così disperata che un giorno rovesciai una scrivania addosso al direttore dell’ospedale che mi negava lo stipendio di mio marito. Di lui non si sapeva niente da un anno e fu allora che feci il voto di dedicare un terzo figlio a S. Antonio se me lo avesse riportato. Giulio tornò alla fine del ’43 con i pochi sopravvissuti dell’Armir. Nel ’45 è nata Manuela”.
“A guerra finita c’era però da combattere per campare la famiglia. Per fortuna mio marito riprese il lavoro all’ospedale, mentre io feci la mia parte col ricamo. Guadagnai bene almeno fino alla crisi economica dei primi anni Cinquanta, poi decisi di cambiar mestiere. Tanti contadini abbandonavano i campi per la città e vendevano le loro case. Così passai gli esami alla camera di commercio e divenni agente immobiliare, la prima donna a Pistoia. Senza falsa modestia: sono stata brava, con serietà, onestà, efficienza. Ho sempre avuto tanti clienti, comprese molte delle più importanti famiglie di Pistoia. Peccato per il mio Giulio: un cancro se l’è portato via a 68 anni. Non s’è neppure goduto la pensione”.
“Qual è il mio segreto? Che sciocchezze. Io non ho segreti. Posso solo dire che ho sempre cercato di tenere allenati sia i muscoli che il cervello. Muoversi è essenziale, anche se fa fatica. Poi bisogna interessarsi alla vita, a quanto accade intorno a te, che si tratti di cultura o di sociale. Tuttora amo la lirica (e gorgheggia un pezzo di Bohème, ndr), leggo volentieri libri e giornali e da vecchia monarchica-socialista seguo la politica. Inoltre non ho mai fumato né bevuto alcolici. E a tavola preferisco frutta e verdura con pochissime carni rosse per via di un trauma di guerra quando, dopo un bombardamento, vidi morire un bambino squartato da una scheggia. Ma la pasta sì. La pasta mi piace. Anche al ragù”.
Arrivederci al congresso sui Centri Diurni Alzheimer. Madame Nannini sorridendo saluta e da sola si avvia verso casa. La strada è un po’ salita, ma lei l’affronta di buon passo con il suo bastone. Una figura neanche troppo minuta: un metro e sessanta di altezza per 65 chili o giù di lì, con un leggero foulard leopardato che le svolazza al collo. Anche a 100 anni la vita può essere leggera.

A Genova festa di compleanno per Emanuele Luzzati con il teatrino dei burattini di Luzzati e Cereseto e Alì Babà

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GENOVA - Il 3 giugno 2016, ore 19, Giardini Luzzati - Alì Babà. Buon compleanno Lele! Di Bruno Cereseto. Burattini disegnati da Emanuele Luzzati, animati da Alessandro Damerini e Marco Lubrano
una produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse. Festeggiamo il compleanno di Emanuele Luzzati con il teatrino dei burattini di Luzzati e Cereseto che continua a far conoscere a generazioni di ragazzi le storie di Alì Babà, Pulcinella e tanti altri personaggi.
Sullo sfondo dell’affascinante mondo orientale delle Mille e una Notte si snoda una storia ricca di magie e colpi i scena. Il piccolo e simpatico Alì Babà riuscirà,  mettendo in atto ogni sorta di astuzie, ad avere la meglio sulla banda dei 40 ladroni capitanato dal terribile Mustafà e a impadronirsi dei loro tesori.
Musiche e canzoni accompagneranno Alì Babà nelle sue avventure che non mancheranno di incantare e divertire i piccoli spettatori. Ingresso libero.

Dai un morso a chi vuoi tu, storie d'amore per appetiti formidabili. Con Carlotta Borasio, Monica Coppola, Desy Icardi e Francesca Mogavero

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TORINO - Martedì 7 giugno 2016, alle ore 18,15, a Torino, presso la Cioccolateria Il Nostro Cioccolato, Dai un morso a chi vuoi tu, storie d'amore per appetiti formidabili (Booksalad, 2016). La location scelta per l’evento è particolarmente indicata, considerati i temi del libro, amore e cibo: l’appuntamento è infatti alla Cioccolateria Il nostro cioccolato a Torino (via Palazzo di Città 24). Intervengono Carlotta Borasio, Monica Coppola, Desy Icardi e Francesca Mogavero, autrici della raccolta insieme a Arianna Berna, Valeria Angela Conti, Miriam Ghezzi, Sarah Iles e Linda Scaffidi.
Il volume. Sarà capitato a tutti di cedere a un peccato di gola per curare una delusione d’amore, di immaginare il viso di una persona speciale grazie al profumo di un cibo, di chiacchierare piacevolmente in cucina al punto da perdere la cognizione del tempo.
Sensazioni che a volte hanno la dolcezza dei ricordi dell’infanzia, a volte lasciano un retrogusto amaro in bocca, ma che sempre raccontano qualcosa di noi. Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili è proprio questo, una raccolta di nove racconti – ciascuno accompagnato dalla sua ricetta – in cui l’ingrediente magico è solo uno, l’amore. 
L’amore deluso e ritrovato, sognato e immaginato, l’amore per la buona cucina e per la condivisione. E soprattutto l’amore per sé stessi, quella forza interiore che costringe a inseguire i propri sogni nonostante le difficoltà e che, anche quando tutto sembra perduto, ti strappa un sorriso. Perché vale la pena sempre assaporare la vita boccone dopo boccone, meglio se davanti a una tazza di cioccolata fumante.
​Monica Coppola è autrice di uno dei racconti e curatrice del volume. Il primo romanzo, Viola, vertigini e vaniglia, (Booksalad, 2015), è schizzato ai vertici delle classifiche di Amazon tra i libri digitali più venduti.
Carlotta Borasio collabora con la casa editrice indipendente Las Vegas, per la quale si occupa di ufficio stampa, impaginazione, editing, gestione del sito e fare il caffè.
Desy Icardi è autrice di testi teatrali e calca i palchi di cabaret con lo pseudonimo “la Desy”. Con Golem ha pubblicato Tacchi e taccheggi (2014) e Dove Scappi – Romanzo eroticomico in 50 nodi (2016).
Francesca Mogavero è nata a Torino dove vive e lavora per la casa editrice Golem.

Iscrizioni al servizio nido Scuola materna “G.Garibaldi”, il Comune diOrzinuovi fornisce tutte le informazioni utili alle famiglie

ORZINUOVI - Sono partite lunedì 23 maggio 2016 e si concluderanno a venerdì 24 giugno 2016 le iscrizioni al servizio nido Scuola materna “G.Garibaldi” per l’anno educativo 2016/2017. Le iscrizioni - avvisano dal Comune di Orzinuovi - si ricevono presso Ufficio Servizi Sociali o indirizzate a: protocollo@pec.comune.orzinuovi.bs.it (Via Arnaldo da Brescia, 2  Tel. 0309942344 – 0309942345) nei seguenti orari: Lunedì –Venerdì: ore 9,00 – ore 12,45; Martedì: ore 10,30 – ore 12,45; Mercoledì: ore 9,00 – ore 12,45; ore 15,30 – ore 17,45.
E’ possibile scaricare il modulo di domanda dal sito istituzionale.
AREA SERVIZI AI CITTADINI SERVIZIO PRIMA INFANZIA SERVIZIO NIDO Anno  Educativo 2016 / 2017.
DESTINATARI DEL SERVIZIO:
Bambini/e di età compresa fra i diciotto mesi e i tre anni.
In caso di posti disponibili possono accedere anche i bambini/e non residenti.
CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO:
Il nido è aperto dal 1° settembre  al 31 luglio di ciascun anno, secondo un calendario annualmente approvato e funziona dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 16,30.
Prevede le seguenti tipologie di servizio:
Tempo pieno:          ore 7,30 – 16,30
Tempo part time:     ore 7,30 – 12,00 (uscita entro 12,30)
Tempo prolungato:   ore 7,30 – 18,00
PARTECIPAZIONE AL COSTO DEL SERVIZIO:
La partecipazione delle famiglie al costo del Servizio di Nido è diversificata in base alla Situazione Economica Equivalente (ISEE) e alla tipologia del servizio scelto:
orario tempo pieno –  tempo parziale – prolungato

Nel caso di fratelli iscritti alla sezione di nido si applica la riduzione del 50% della retta mensile per il 2^ fratello.
La retta mensile fissa va pagata per intero – (riduzione del 50% in caso di assenza per 5 settimane consecutive per motivi di salute, certificate) e per N. 11 mensilità (da settembre a luglio compreso).
In caso di rinuncia al servizio deve esserne sempre data comunicazione con preavviso di almeno 20 giorni prima del mese che si vuole disdettare.
MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
Le domande di accesso al servizio di nido dovranno essere compilate utilizzando il modulo scaricabile dal sito del comune oppure disponibile presso il competente Ufficio Servizi Sociali  e presentate allo stesso Ufficio dal 23 maggio al 24 giugno 2016.
Le domande presentate successivamente a tale data verranno inserite in lista attesa, solo in caso di eccedenza posti.
ISTRUTTORIA E  FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA
Alla scadenza del bando si provvederà all’istruttoria delle domande  e alla formazione della graduatoria, e data comunicazione a tutti i richiedenti ed alla scuola dell’infanzia.
Ai fini della formazione della graduatoria di ammissione si applicheranno i seguenti criteri:
1. lo svolgimento di attività lavorativa (che deve essere autocertificata al momento della domanda di ammissione) di entrambi i genitori;
2. la frequenza di uno o più fratelli alla medesima scuola, sia essa sezione di nido che di scuola materna;
3. l’età del bambino all’inizio dell’anno educativo cui si riferisce l’iscrizione (fissato in linea generale e ai fini del presente regolamento al 1° settembre di ciascun anno educativo), in ordine cronologico decrescente di nascita dando priorità al bambino già frequentante la sezione di nido nell’anno educativo precedente e che comunque deve riconfermarne l’iscrizione;
4. le domande eccedenti i posti disponibili saranno inserite in lista d’attesa, nell’ordine definito dai criteri sopra indicati e, qualora si dovessero verificare delle rinunce durante o prima dell’inizio dell’anno educativo, si procederà a nuovi inserimenti attingendo dalla stessa.

domenica 29 maggio 2016

Presenza stirene a Orzinuovi, teloni su rifiuti e contenitoripericolosi alla ex officina Meccanica Olivari di Coniolo

ORZINUOVI - Si prevedeva per oggi, domenica 29 maggio 2016, pioggia al Nord, in provincia di Brescia e a Orzinuovi. Qui, proprio in questo comune, nella frazione di Coniolo, l'acqua avrebbe potuto fare del male ai campi e ai residenti vicino alla ex officina Meccanica Olivari. Una situazione da tenere sotto controllo a causa dello stirene presente nel perimetro della fabbrica sottoposta a sequestro dall'autorità giudiziaria.

Per tutta la giornata di oggi, e non si sa fino a quando, i cittadini hanno potuto constatare che i mucchi di rifiuti pericolosi e i contenitori - vuoti o pieni? - sono stati messi in sicurezza provvisoria. Pare che siano state praticate tutte le misure precauzionali affinché la pioggia non trasportasse il liquido nocivo per la salute o altre sostanze in profondità. Per ora, da via Mameli, oltre i cancelli, si vedono teli bianchi a ricoprire potenziali pericoli. Nei prossimi giorni si dovrebbe conoscere la soluzione definitiva adottata da Amministrazione comunale orceana, magistratura, forze dell'ordine ed enti provinciali e regionali preposti alla tutela della salute dei cittadini di quell'area.

Immigrazione a Ragusa, Antonio Tringali: le persone provenienti da altri Paesi sono una ricchezza e non una diversità

Immigrazione-Ragusa-Antonio-Tringali-Paesi
RAGUSA - «La bellezza di questa giornata è quella di aver fatto parte di un gruppo unico che sta ha marciato a Ragusa per affermare il valore della pace universale e dell’integrazione. È l'immagine più emozionante che stiamo consegnando alle coscienze di ciascuno». Antonio Tringali, presidente del Consiglio comunale di Ragusa, commenta così la seconda edizione della “Marcia per la pace e per le relazioni” che ieri mattina, 28 maggio 2016, ha attraversato il centro storico su iniziativa dell’istituto comprensivo “Vann’Antò” e in collaborazione con la Fondazione San Giovanni Battista e vari organismi.
«L’iniziativa precede e al tempo stesso abbraccia il Festival delle Relazioni che è sostenuto anche dal Comune di Ragusa. Riteniamo che l’accoglienza e l’integrazione, in uno spirito di pacifica convivenza, siano la strada giusta per costruire tutti insieme una moderna società dove le persone che vengono da altri Paesi sono una ricchezza e non una diversità. Un valore aggiunto che può aiutarci nella quotidianità e nello scambio reciproco tra le varie culture. Una crescita collettiva che è anche uno scambio di relazioni e condivisioni secondo una capacità che va insegnata ai nostri giovani. E Ragusa, dove grazie alla sinergia tra il Comune e la Prefettura da qualche mese è nato anche un centro polivalente dedicato ai migranti, in questo senso è esempio per la Sicilia».

Eccomi Tour. Patty Pravo con le sue ultime interpretazioni sul Roof Garden del Casinò di Sanremo

Eccomi-Tour-Patty-Pravo-Sanremo
Patty Pravo
SANREMO - Patty Pravo, la divina interprete della canzone italiana, al Casinò di Sanremo con “Eccomi Tour”. Esclusivo concerto il 3 giugno sul Roof Garden ore 20,30. Eterea, magicamente “oltre” il tempo, elegante ed austera. Misteriosa e professionale, Patty Pravo, un’icona della Musica italiana, affermata a livello internazionale rappresenta una delle voci più apprezzate capace di incidere in due secoli di storia musicale.
Con le sue ultime interpretazioni sarà sul Roof Garden il prossimo 3 giugno, alle ore 20,30 per trasmettere ai clienti della Casa da Gioco l’emozione  di un’interpretazione esclusiva.
La serie dei  “solisti d’eccezione”,  anticipata ad aprile  con  il concerto in esclusiva di   Enrico Ruggeri, continuata con la “serata magica” di Antonio Casanova, due spettacoli “sold out”, propone l’importante presenza sul Roof Garden di  Patty Pravo, con le sue migliori interpretazioni che derivano da decenni di esperienza e di successi, cristallizzati in una delle artiste italiane più richieste a livello europeo e non solo.
“Nell’individuare gli spettacoli per la primavera sul  Roof Garden abbiamo soprattutto  pensato a come coinvolgere i nostri ospiti in momenti indimenticabili attraverso  eventi esclusivi –dice il direttore generale del Casinò, ingegnere Giancarlo Prestinoni -“Abbiamo scelto artisti che potevano colpire l’attenzione del nostro pubblico, appassionare,coinvolgere, divertire. Vorremmo che ogni evento potesse trasferire ai nostri  ospiti l’emozione di un’esperienza appagante ed unica."
Patty Pravo, artista magnetica  con 110 milioni di dischi venduti in carriera, è la seconda cantante donna che conquista il  record di vendite, dopo Mina. Un’artista che ha saputo innovarsi, restando al tempo stesso fedele al suo personaggio, sperimentando ma anche imponendo il suo “carisma” musicale  personale . Tutto questo lo ritroviamo in  'Eccomi' , un titolo perfettamente calzante per descrivere la personalità di un’interprete che festeggia il cinquantesimo anno di presenza nel mondo musicale mondiale, dove  è stata  precorritrice di gusti e  di tendenze, perennemente moderna.
In “Eccomi” i suoi estimatori ritroveranno anche la 'ragazza del Piper', del 1966, con 'Ragazzo triste', quando Nicoletta Strambelli, veneziana, diventò l’universale Patty Pravo.
Capace di reggere egregiamente il palcoscenico ovunque, si è esibita anche in Cina e in cinese,   con la sua affiatata band di musicisti, con  l’eleganza superiore di grande interprete della musica italiana, saprà affascinare gli ospiti del Roof Garden.
In eccomi  anche il nuovo singolo “Per difenderti da me”  Omissioni, ammissioni, paure, spiegazioni, solitudini, pianti, abbracci popolano i versi del brano che impianta la propria struttura su immagini contrastanti. Chitarre importanti alternate ad un pianoforte dolce ed ovattato scandiscono i versi composti da Tiziano Ferro pensando alla travolgente personalità di Patty. “Per difenderti da me” arriva dopo il brano “Cieli immensi” presentato al Festival di Sanremo e vincitore del Premio della critica.