Digitale in classe, Pozzetti ad Appiano Gentile

Roberto Pozzetti, Miriam Ballerini e l'assessora Eliana Carugo, fotografia di Aldo Colnago
Roberto Pozzetti, Miriam Ballerini e l'assessora Eliana Carugo; fotografia di Aldo Colnago

APPIANO GENTILE - Roberto Pozzetti a Como spiega come gestire cellulare e dispositivi digitali in età evolutiva tra rischi e opportunità educative. Giovedì 25 settembre 2025 ho avuto il piacere di presentare ad Appiano Gentile (Como), presso la sala consiliare del Comune, Roberto Pozzetti: psicoterapeuta e psicoanalista, membro della scuola Lacaniana di psicoanalisi e dell'associazione mondiale di psicoanalisi. Inoltre è professore al campus di Lugano, già referente provinciale dell'Ordine degli psicologi della Lombardia per la provincia di Como. Consulente tecnico d'ufficio del tribunale di Como, già giudice esperto presso i tribunale di sorveglianza di Milano. Siamo stati accolti da un pubblico numeroso, fatto perlopiù da studenti e professori, oltre che da qualche clinico; ma anche da gente comune interessata all'argomento che abbiamo portato alla loro attenzione: il digitale in età evolutiva, coi suoi pro e i suoi contro. Ne è nato un interessante dibattito all'inizio fra di noi, io ho infatti introdotto l'argomento con alcune domande per chiarire di cosa avremmo parlato.

Pozzetti si è detto concorde sulla nuova normativa di levare i cellulari in classe

Dopodiché il pubblico ha posto i suoi dubbi. Soprattutto per chi è genitore, è importante capire quanto i vari dispositivi elettronici siano una opportunità e quanto un fenomeno che possa scappare loro di mano. Innanzitutto abbiamo compreso che spesso noi adulti siamo i primi ad abusare dell'uso del cellulare. In secondo luogo che esiste un metodo che riguarda le varie età dei bambini e degli adolescenti dove gestire in modo diverso l'uso degli apparecchi. Pozzetti si è detto concorde sulla nuova normativa di levare i cellulari in classe, per quanto riguarda le primarie e le secondarie. Ma nei ragazzi delle superiori e dell'università, questi dispositivi sono un'opportunità per lavorare in aula anche con il loro ausilio. Insomma, in medio stat virtus. Come per tutte le cose c'è un punto intermedio dove collocarsi per usare al meglio anche le nuove tecnologie, senza additarle quale pericolo assoluto. Per chi volesse saperne di più, il dottore Pozzetti ha scritto anche un saggio in proposito, dal titolo “Bucare lo schermo”.

di Miriam Ballerini

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